Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Archive for 13 aprile 2013

Politica e lo psicodramma italiano

Posted by fidest press agency su sabato, 13 aprile 2013

Cosa ci stia capitando come “popolo di elettori” è a dir poco sconcertante. Nel 2011 Berlusconi è stato costretto a dimettersi per evitare il tracollo dell’Italia. Così uno dei più potenti partiti del dopoguerra ha perso in tre anni circa la metà dei suoi parlamentari. E’ stato costretto ad appoggiare un governo cosiddetto di tecnici che ha fatto al suo posto il “lavoro sporco” nel rimettere in carreggiata il nostro dissesto economico e finanziario non senza farci pagare un rigore senza crescita. Nonostante ciò, come se nulla fosse, Berlusconi si è “rifatta la faccia” ed è sceso di nuovo in campagna elettorale autodifinendosi salvatore della patria. Ora da novello tribuno del popolo lancia i suoi anatemi nei confronti di chi cerca di isolarlo e invoca un governo di larghe intese. A questo punto c’è da chiedersi se viviamo in un paese normale oppure no. Noi continuiamo a votare e a seguire un uomo che ci ha portati a una crisi di sistema senza precedenti e ancora a ritrovarci, da parte di una significativa componente del Pd, a sostenerlo per un governo da gestire insieme. Abbiamo dimenticato tutto: le figuracce che ci ha fatto fare in capo internazionale, le sue vicende giudiziarie che hanno finito con il ridicolizzare la giustizia del nostro paese che per anni lo insegue per giudicarlo e tutte le volte ora per una provvidenziale prescrizione o leggi ad personam come la depenalizzazione del falso in bilancio si ritrova a capo a dodici. Usque tandem… (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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UNICEF / OMS: un nuovo piano per affrontare polmonite e diarrea che potrebbe salvare 2 milioni di bambini ogni anno

Posted by fidest press agency su sabato, 13 aprile 2013

Un nuovo Piano d’Azione mondiale lanciato oggi dall’UNICEF e dall’OMS può salvare ogni anno 2 milioni di bambini da morti per polmonite e diarrea, due delle malattie killer per i bambini sotto i cinque anni di età. Nel 90% dei casi, queste morti avvengono nell’Africa subsahariana e nell’Asia meridionale.Il Piano d’Azione Mondiale Integrato per la Prevenzione e il Controllo della Polmonite e della Diarrea richiede una maggiore integrazione degli sforzi per prevenire e curare queste due malattie, stabilire obiettivi ambiziosi per ridurre il tasso di mortalità ed aumentare i livelli di accesso ad interventi salva vita dei bambini.
«Troppo spesso, le strategie per contrastare la polmonite e la diarrea sono condotte in parallelo, senza sinergie”, ha dichiarato Elizabeth Mason, Direttore per il Programma della Salute Materna, neonatale, infantile e giovanile dell’OMS. Ma come dimostrano paesi come Bangladesh, Cambogia, Etiopia, Malawi, Pakistan e Tanzania, integrare sempre più strettamente queste strategie ha senso sia dal punto di vista sanitario che economico».Molti fattori contribuiscono ad entrambe le malattie, per cui nessun intervento singolo può efficacemente prevenire, curare o controllare la polmonite o lo diarrea. Tuttavia, come i paesi più ricchi hanno dimostrato, ci sono degli elementi chiave per ridurre il numero di infezioni e morti causati da entrambe le malattie. Per esempio, una buona nutrizione e un ambiente pulito aiutano a proteggere i bambini da polmonite e diarrea. Si stanno testando nuovi vaccini per proteggere i bambini da entrambe le malattie. Un buon accesso ai servizi sanitari e i farmaci giusti possono garantire che i bambini ricevano le cure necessarie. Ma molti degli sforzi che si realizzano nei Paesi a basso e medio reddito per contrastare la polmonite e la diarrea devono ancora fare tesoro di questi elementi comuni.«È un problema di equità. I bambini poveri nei paesi a basso reddito sono più esposti al rischio di morire a causa di polmonite o diarrea, ma sono anche quelli che hanno meno possibilità di accedere agli interventi di cui necessitano”, ha detto Mickey Chopra, Responsabile per i programmi sanitari dell’UNICEF.
“Sappiamo cosa occorre fare. Se, nei 75 Paesi con il più alto tasso di mortalità applicassimo all’intera popolazione la stessa copertura di interventi di base dei quali godono il 20% delle famiglie più ricche, potremmo prevenire la morte di 2 milioni di bambini già dal 2015, la data finale degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio”, ha detto Chopra.
Il nuovo Piano d’Azione UNICEF/OMS stabilisce obiettivi globali chiari da raggiungere entro il 2025: riduzione del 75% dell’incidenza di polmonite acuta e diarrea rispetto ai livelli del 2010 tra i bambini sotto i 5 anni di età, e l’eliminazione virtuale delle morti causate da entrambe le malattie nella stessa fascia di età. Il piano punta anche a una riduzione del 40% nel numero di bambini sotto i 5 anni che soffrono di malnutrizione cronica. Gli obiettivi del Piano di Azione sono significativamente più elevati rispetto agli attuali livelli di cura. Ad esempio, esso richiede che il 90% della popolazione infantile mondiale abbia accesso ad antibiotici contro la polmonite e ai sali per la reidratazione orale contro la diarrea, rispetto ai livelli attuali (rispettivamente del 31 e del 35%). Come obiettivo intermedio, almeno metà di tutti i neonati sotto i 6 mesi dovrebbero essere allattati esclusivamente al seno, rispetto al livello attuale del 39% (dato 2012). Tutti i bambini dovrebbero avere accesso a servizi igienici adeguati e ad acqua potabile sicura, che oggi sono garantiti rispettivamente al 63% e all’89% della popolazione infantile globale.Inoltre, il Piano prevede che si continui a lavorare sui progressi già realizzati in quei Paesi che hanno introdotto nuovi vaccini contro il pneumococco e il rotavirus, in modo da raggiungere il 90% della copertura vaccinale contro questi patogeni entro la data fissata.

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Confedir-Anief: una carta europea per rilanciare i diritti di 3,5 milioni di dipendenti pubblici

Posted by fidest press agency su sabato, 13 aprile 2013

A proporla è stato il sindacalista Marcello Pacifico: il fallimento della privatizzazione dei contratti e delle norme applicate al pubblico impiego è un dato incontrovertibile. A 20 anni esatti dall’avvio di questo processo di privazione, occorre oggi chiedere all’Europa di venire in soccorso dei nostri lavoratori dello Stato, approntando una commissione ‘super partes’ che si occupi della realizzazione di un documento condiviso di cui beneficerebbero tutti i cittadini. Anche d’Europa.Approvare al più presto una carta europea, frutto del lavoro svolto da una commissione ‘super partes’, che sia in grado di garantire la mission universale e le regole dei dipendenti pubblici dell’Europa a 27: la proposta è stata fatta oggi a Roma da Marcello Pacifico, presidente Anief e delegato Confedir alle alte professionalità, direttivi e quadri PA, a conclusione del convegno Confedir-Unadis “Venti anni dalla privatizzazione del pubblico impiego: la dirigenza dello Stato tra riforma, controriforma e prospettive future”.Il sindacalista ha ricordato che negli ultimi due decenni l’azione combinata di norme e leggi volute dai vari Governi, per mere ragioni di finanza pubblica, in particolare i decreti legislativi 29/1993, 165/01 e 150/09, hanno spostato i contratti di circa 3 milioni e mezzo di dipendenti e dirigenti pubblici verso modalità sempre più di tipo privatistico. Influendo negativamente su più ambiti: dalla “stretta” sulle pensioni a quella che riguarda il trattamento di fine servizio, dal merito legato alle perfomance alla razionalizzazione esasperata delle spese, dai licenziamenti alla mobilità intercompartimentale coatta, sino alla cancellazione del 13% dei posti in un solo anno, al perdurante blocco dei contratti, alla mancata stabilizzazione e all’appiattimento delle carriere.Alla luce di questo andamento a senso unico, Pacifico ha quindi pubblicamente posto ai presenti al convegno due domande: “Perché si è voluto privatizzare il settore pubblico? E perché l’Europa non interviene?”. Il sindacalista ha quindi detto che l’intervento di un documento “di portata sovranazionale appare al momento l’unica strada percorribile per contrastare quella ‘controriforma’ in atto voluta dei decisori politici italiani. Una deriva che ha reso sempre più instabili gli impegni assunti negli anni dai Governi con le parti sociali, sotto la scure dei mercati, fino a penalizzare ingiustificatamente e discriminativamente i lavoratori assunti nel pubblico rispetto al comparto privato”.Secondo il sindacato, dunque, la realizzazione di un documento di stampo europeo, ancora di più in questa situazione di incertezza governativa nazionale, rimane al momento l’unica strada percorribile per arrestare la deriva di norme e contratti che negli ultimi anni si sono abbattuti contro i lavoratori statali italiani. “La sua attuazione, accompagnata da un serio piano di investimenti, sia sul versante dell’istruzione sia su quello della cultura, questo sì correttamente mutuato dai privati, porterebbe finalmente – ha concluso Pacifico – ad una corretta gestione dell’apparato pubblico. Della cui maggiore funzionalità godrebbero tutti i cittadini italiani e di tutta Europa”.

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