Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for 2 luglio 2013

World Jewish Congress leader calls Turkish Deputy PM’s remarks on Jewish conspiracy ‘despicable’

Posted by fidest press agency su martedì, 2 luglio 2013

NEW YORK – Ronald S. Lauder, the president of the World Jewish Congress (WJC), today harshly criticized statements made by Turkish Deputy Prime Minister Beşir Atalay who on Monday had blamed a conspiracy of the foreign media and the Jewish Diaspora for the recent mass protests against the government in Turkey. Lauder said: “It is shocking to hear from a senior Turkish government minister such despicable and totally baseless slurs. Mr. Atalay should have the decency to apologize. His remarks are an insult not only to the Jewish people but also to the many Turkish citizens who took part in the protests and who have real grievances.”
Beşir Atalay was quoted by the newspaper Hürriyet as saying: “There are some circles that are jealous of Turkey’s growth. They are all uniting, on one side the Jewish Diaspora. You saw the foreign media’s attitude during the Gezi Park incidents; they bought it and started broadcasting immediately, without doing an evaluation.” Atalay also said that the international media had played a key role in what he termed “the conspiracy” but added that “the ones trying to block the way of great Turkey” would not succeed.Earlier this month, Prime Minister Recep Tayyip Erdogan indirectly suggested that Israel was provoking the mass protests against his government.Ronald S. Lauder added: “I am convinced that the people of Turkey are not going to be misled by these delusory statements from their leaders. This is a Turkish issue that will be resolved, hopefully democratically and peacefully, within Turkey. And Mr. Atalay should not forget that famous maxim: ‘When you are pointing your finger at someone, three fingers are pointing back at you.’ Let’s hope the Turkish government will heed that lesson.”
The World Jewish Congress (WJC) is the international organization representing Jewish communities in 100 countries to governments, parliaments and international organizations.

Posted in Cronaca/News, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

In libreria “palazzine romane. valutazioni economiche e fattibilità del progetto di conservazione” del Prof. Alfredo Passeri

Posted by fidest press agency su martedì, 2 luglio 2013

Conoscere le palazzine romane d’autore del Novecento per salvarle e apprezzarne il loro valore, la loro qualità. È questo l’assunto da cui prende forma il libro “palazzine romane. valutazioni economiche e fattibilità del progetto di conservazione”, ARACNE Editrice, Roma 2013, scritto dall’Architetto, Alfredo Passeri, docente a Roma Tre.
Un’opera pluriennale costituita da materiali reperiti dagli studenti di Roma Tre, presso gli Uffici del Comune di Roma. Una ricerca paziente, che ha portato alla luce i progetti delle palazzine presentati per le “licenze edilizie”. Il volume raccoglie schede tecniche delle palazzine, saggi e testimonianze ed illustrazioni.Una delle principali motivazioni della raccolta dal titolo Palazzine romane, è quella di affrontare il tema della valutazione economica del «tipo edilizio a palazzina». Ed anche di riguardare quest’ultimo sotto un nuovo angolo visuale per considerare e dibattere della possibilità di conservazione e del restauro di esse. “palazzine romane” è destinato, tra l’altro, ai proprietari–possessori, assai spesso inconsapevoli di abitare opere d’arte. Anche agli studiosi certamente, appassionati
delle “atmosfere” alle quali s’ispiravano gli autori di palazzine. È destinato alla nuova borghesia quella che si dovrebbe, a detta di molti, ripresentare in un immediato futuro sulla scena italiana; è destinato a coloro che intendono l’architettura come costruzione di qualità e tassello essenziale della cultura. Il libro racconta la storia dell’invenzione delle palazzine borghesi, nate a Roma e poi diffusosi in tutta Italia e all’estero, diventando un modello architettonico. Ma Passeri non si limita solo a raccontare il passato e lancia un appello: le palazzine romane d’autore sono oggi, quasi tutte, in condizioni di profondo degrado. E non, ovviamente, per colpa degli architetti. Purtroppo le ragioni di tale degrado nascono da molto lontano ed è difficile imputare tale condizione solo agli attuali
proprietari–possessori. Ma, proprio per questo, le palazzine debbono essere considerate un bene culturale per la loro sostanziale e intima “qualità architettonica”. Con tutte le implicazioni che ne conseguono.Demonizzata oltre ogni limite, la palazzina torna oggi di grande attualità, non solo per i motivi culturali sopra delineati, ma soprattutto per ragioni economiche. Il volume contenuto del tipo edilizio a palazzina permette investimenti ragionevoli, in particolare nel presente momento storico caratterizzato da forte incertezza. Pertanto si studia, si ricerca, si attribuisce “valore” a ciò che ha fornito prova di rappresentare un riparo sicuro del credito, ciò che corrisponde per davvero alle richieste dell’utenza, e che ha assorbito il gradimento economico del prodotto. La palazzina risolve, nel suo conformismo, tutte queste esigenze. Gli autori dedicano la loro abilità, il loro mestiere alle belle palazzine; esse diventano il tema preferito di molti di essi (Luigi Moretti, Ugo Luccichenti, Ludovico Quaroni, Carlo Aymonino, Edoardo Monaco e Amedeo Luccichenti, Mario Ridolfi e Wolfgang Frankl, Mario De Renzi, Luigi Pellegrin, Bruno Zevi, ed altri ancora) perché è un tema compatto,obbligato… I vincoli del Regolamento Edilizio sono uno stimolo in più per la progettazione, ben sapendo che l’operazione palazzina, farà accrescere il valore dell’area dove insiste il fabbricato, fino ad un livello senza paragoni rispetto ad altri tipi edilizi. Per merito (o per colpa) della committenza privata, impegnata a calcolare attentamente i ricavi di una così facile, veloce, significativa iniziativa economica. L’affare-palazzina ha durata di pochi mesi e ricavi praticamente immediati,grazie alla vendita degli alloggi che procede sempre a gonfie vele, perché il mercato è quello della danarosa borghesia, tra l’altro desiderosa di riflettere la propria immagine nella casa d’autore, alla moda. Gli autori sono cercati con insistenza, a loro si affidano i costruttori che sanno guardare lungo e che determinano il mercato stesso.
Se un errore è stato commesso finora nei giudizi sulle palazzine del Novecento (soprattutto quelle d’autore), esso riguarda proprio la scarsa propensione a far appartenere tali beni alla categoria dei beni inclusivi. Nei processi decisionali, infatti, le scelte pubbliche dovrebbero essere compiute mediante il coinvolgimento di amministratori (certamente), ma anche di cittadini privati (ovvero “comuni cittadini”), soprattutto se abitanti o possessori di palazzine d’autore. Perché l’inclusione è un processo dinamico e multifattoriale, teso a creare reti di legami significativi che favoriscono la partecipazione attiva e organica di tutti soggetti preposti agli ambiti fondamentali del processo delle buone pratiche. In breve da ciò che precede, si spiega l’interesse oggi per la palazzina: un bene che appartiene alla cultura della città.
Alfredo Passeri, Professore di Estimo a Roma Tre ha lavorato con Manfredo Tafuri sull’edilizia popolare a Vienna degli anni Venti, ed è stato redattore della rivista Eupalino diretta da Paolo Portoghesi. La sua principale opera realizzata è la sede del Rettorato e della Facoltà di Giurisprudenza di Roma Tre (2000). Tra le sue più recenti pubblicazioni: Indagine sull’Estimo (2004), Editoriali di Estimo (2006), L’insegnamento dell’Estimo, scritto e discusso sul web (2009), Sabaudia (2010), Riflessioni di Estimo, cinquanta editoriali sul sito (2010).

Posted in Cronaca/News, Recensioni/Reviews, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Egitto: la chiesa che soffre

Posted by fidest press agency su martedì, 2 luglio 2013

egittoman2

«In un momento di estrema preoccupazione per l’intero popolo egiziano, continuiamo a pregare perché non vi siano nuove violenze e spargimenti di sangue e affinché si scorga una soluzione a quella che appare come una nuova rivoluzione». Questo l’auspicio di monsignor Johannes Zakaria, vescovo dei copti cattolici di Luxor, raccolto ieri da Aiuto alla Chiesa che Soffre al termine di un fine settimana in cui le proteste anti-Morsi hanno riempito le strade e le piazze di numerose città egiziane. In Egitto per approfondire la conoscenza dell’attuale situazione, domenica scorsa il direttore di ACS nel Regno Unito, Neville Kyrke-Smith, era ospite di monsignor Kyrillos William, vescovo copto-cattolico di Assiut, lì dove oltre 50mila persone avrebbero manifestato contro il governo. «Le proteste hanno letteralmente consumato la città – racconta Kyrke-Smith – le cui strade erano teatro di scontri durissimi». Monsignor Williams riferisce ad ACS della sparatoria avvenuta nei pressi della cattedrale cattolica di Nostra Signora della Liberazione. Alcuni uomini in motocicletta hanno aperto il fuoco contro i manifestanti uccidendo almeno tre persone. Scosso dagli avvenimenti monsignor William si è rivolto ai benefattori di ACS chiedendo loro «di pregare per il nostro tormentato Paese». Un appello a cui si è unito il vescovo di Luxor: «dobbiamo pregare per gli egiziani di ogni religione. Noi non siamo contro i musulmani e chiediamo aiuto al Signore perché tutti i nostri connazionali possano vivere e pregare in pace».Stando ai dati diffusi almeno sette milioni di persone in tutto il Paese avrebbero preso parte alle proteste anti-governative del 30 giugno. La proposta di organizzare dei cortei nel primo anniversario dell’elezione di Morsi è stata promossa dal movimento Tamarod [Ribellione] i cui rappresentanti sostengono di aver raccolto almeno 22milioni di firme a sostegno della richiesta di dimissioni del presidente. Già prima di domenica, però, il clima era molto teso e sin da giovedì circa tre milioni di egiziani sono scesi in piazza gridando «Irhal» [vattene].
Venerdì 28 il direttore dell’ufficio britannico di ACS ha incontrato il patriarca copto cattolico Ibrahim Isaac Sidrak, il quale non ha nascosto la preoccupazione per il momento vissuto dalla sua comunità. «Dalla caduta di Mubarak almeno 200mila cristiani hanno lasciato il Paese – ha riferito – non solo per motivi economici, ma anche per paura. In molti pensano che i copti siano cittadini di seconda classe e li considerano alla stregua di stranieri». Il patriarca copto cattolico e quello copto ortodosso, Tawadros II, non hanno voluto fornire alcuna indicazione ai fedeli, lasciandoli liberi di seguire la propria coscienza.«I cristiani possono partecipare alle proteste», ha detto il portavoce della Chiesa cattolica egiziana, padre Rafic Greiche, che ha descritto a Kyrke-Smith la difficile condizione dei copti: «intrappolati tra i musulmani moderati e i fondamentalisti emersi dall’oscurità dopo la fine del regime». Il sacerdote ha denunciato anche l’incredibile aumento del numero di attacchi settari, «che ormai si verificano praticamente ogni giorno». “Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS), Fondazione di diritto pontificio fondata nel 1947 da padre Werenfried van Straaten, si contraddistingue come l’unica organizzazione che realizza progetti per sostenere la pastorale della Chiesa laddove essa è perseguitata o priva di mezzi per adempiere la sua missione. Nel 2011 ha raccolto oltre 82 milioni di euro nei 17 Paesi dove è presente con Sedi Nazionali e ha realizzato oltre 4.600 progetti in 145 nazioni.

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Giovani disoccupati: venite in Germania

Posted by fidest press agency su martedì, 2 luglio 2013

L’incapacità manifesta degli ultimi governi italiani nel dare risposte alla disoccupazione giovanile e alla formazione, sembra ci stiano portando alle soglie di una teutonica e fantozziana umiliazione di massa. La prova? Le dichiarazioni del ministro dell’Economia tedesco Philipp Rösler che proprio la settimana scorsa ha lanciato un appello ai giovani degli stati del Sud Europa in crisi per invitarli a fare corsi di formazione professionale in Germania. É il quotidiano “Welt am Sonntag” a riportare testualmente il “Venite in Germania”, del superministro in un’intervista rilasciata al giornale. Nell’economia tedesca, infatti, risultano essere disponibili decine di migliaia di posti di formazione. Per i diplomati non è certo una decisione facile andare almeno tre anni in un paese straniero. “Ma la porta è aperta per i giovani meridionali, che sono i benvenuti” ha riferito il ministro. Ed ha continuato: “Dobbiamo far capire che hanno la prospettiva di rimanere come professionisti -. Beh, con doppia cittadinanza”.É, quindi, questa la risposta quasi ufficiale della ricca Germania alla piaga della disoccupazione giovanile che come hanno reso noto tutte le statistiche, in alcuni paesi dell’Unione Europea ha raggiunto percentuali estremamente elevate, come in Italia dove ogni mese supera un nuovo record negativo. Mercoledì prossimo i ministri del lavoro dell’Unione europea discuteranno ulteriori misure contro la disoccupazione giovanile a Berlino. I capi di Stato e di governo dell’UE al vertice di Bruxelles avevano già stanziato 60 miliardi di euro per gli anni 2014 e 2015 per fermare il fenomeno. Lo stesso Rösler ha sottolineato come queste prime misure europee costituiscano un contributo significativo alla lotta contro la disoccupazione dei giovani, ma ha anche evidenziato che “Più importanti dei programmi di lavoro, tuttavia, sono le riforme strutturali nei loro rispettivi paesi”.Riforme che per Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, tardano ad arrivare nonostante l’ultimo provvedimento del governo “Letta” che da autorevoli lavoristi ed economisti é stato già soprannominato “la favola dei 200 mila posti di lavoro” per la carenza di effettive ed adeguate coperture e la temporaneità delle misure assunte, che ne determina la loro certa inefficacia nel lungo periodo tale da non incidere, se non marginalmente, nella lotta a quella piaga che é sotto gli occhi di tutte e che solo interventi strutturali potrà cercare di fermare. Fumo negli occhi, insomma, che non arresterà la fuga, già avviata, di giovani verso le economie più solide, tra cui quella tedesca che dopo l’annuncio del ministro titolare del dicastero più importante nel settore si prepara ad attendere un esodo che rischia di essere di massa, se il nostro Paese non invertirà la rotta.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Un mondo più giusto e più equo

Posted by fidest press agency su martedì, 2 luglio 2013

“È un mondo più giusto e più equo quello che si dimentica di una larga parte dell’umanità ed è incapace di un uso razionale e sostenibile delle risorse, di una migliore distribuzione dei beni della terra, di prendere decisioni lungimiranti per arginare gli effetti del cambiamento climatico che produce effetti devastanti proprio sui territori più a rischio povertà?”. La domanda, formulata in apertura dal card. Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio dei testi legislativi, ha simbolicamente aperto il Seminario di Alto Livello “Povertà, beni pubblici e sviluppo sostenibile – Le sfide globali del nuovo millennio” ospitato alla Pontificia Accademia delle Scienze e organizzato dall’Aises (Accademia internazionale per lo Sviluppo economico e sociale) , Associazione Maria Diomira Onlus, Associazione Lo Vuole il Cuore Onlus e Greenaccord Onlus. Un appuntamento significativo perché a rispondere alla domanda sarà Jeffrey Sachs, consigliere del segretario generale dell’Onu Bank Ki Moon, considerata una delle 100 personalità più influenti del pianeta secondo il settimanale Time. “La povertà è una delle grandi sfide del nuovo millennio” prosegue Coccopalmerio. “Tante belle aspirazioni, tanti programmi, tanti impegni formali da parte di organizzazioni mondiali e nazioni, sono rimasti solo aspirazioni a cui tendere e la povertà, complice anche la crisi economica, aumenta e pone a tutti noi degli interrogativi di tipo sociale, di tipo economico, di giustizia e, non ultimo di carattere morale”. Un tema universale che – aggiunge il cardinale – “si intreccia con altri temi interdipendenti: la cura dell’ambiente, la sostenibilità urbana, la sostenibilità energetica, la crescita economica che dev’essere guidata da criteri nuovi, il consumo di suolo che vede tanti edifici vuoti e inutilizzati a fronte di tante nuove costruzioni spesso realizzate in aree a rischio”. La speranza è che il Pontificato di Papa Francesco sia in questo senso un aiuto per affrontare con passione, costanza e partecipazione il tema della povertà. “Egli è convinto che sia una sfida anche per la Chiesa stessa” rivela Coccopalmerio. “Sobrietà e capacità di ascolto delle esigenze dei meno fortunati devono essere le linee guida del comportamento dei cristiani”.
Oltre a Sachs, per discutere e approfondire i temi sollevati dalla sua relazione, interverranno Robert Vos, direttore della Divisione Genere, Uguaglianza e Sviluppo rurale della FAO e Andrea Masullo, docente di Sostenibilità ambientale e direttore scientifico di Greenaccord Onlus.
Nel pomeriggio, dopo la pausa pranzo, seconda sessione della conferenza, dedicata al rapporto tra gestione del patrimonio pubblico, sostenibilità energetica e crescita economica. Interverranno: Dominick Salvatore, economista della Fordham University e consulente delle Nazioni Unite, della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale; Paolo Andrea Colombo, presidente di Enel e Roberto Miccu, docente di Diritto Pubblico all’università La Sapienza di Roma. Le conclusioni saranno affidate a Stefano Scalera, direttore dell’Agenzia del Demanio.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Papa Francesco a Lampedusa

Posted by fidest press agency su martedì, 2 luglio 2013

Un appello «per i numerosi profughi, che attendono aiuto e consolazione», papa Francesco lo aveva già lanciato nel Messaggio Urbi et Orbi, parlandoin particolare della Siria, ed ha poi a più riprese riportato l’attenzione sul dramma dei migranti e dei loro viaggi della speranza.
La decisione di recarsi a Lampedusa conferma dunque ancora una voltal’attenzione del Santo Padre al fenomeno immigratorio che – come ha sottolineato l’arcivescovo di Agrigento S.E. Mons. Francesco Montenegro – «nella sua complessità e con il carico di sofferenza che manifesta, è l’espressione di un bisogno di giustizia che riguarda milioni di figli di Dio che non può più essere taciuto». Un richiamo ai grandi temi della giustizia e della pace, che si impastano nel quotidiano con la responsabilità personale e l’impegno di ognuno. Il presidente e il direttore di Caritas Italiana, S.E. Mons. Giuseppe Merisi e don Francesco Soddu, accolgono con soddisfazione e riconoscenza l’annuncio della visita di papa Francesco a Lampedusa. Sin dall’avvio della cosiddetta emergenza Nord Africa, infatti Caritas Italiana si è mobilitata e le Caritas diocesane si sono fatte carico dell’accoglienza di circa 3000 persone. Un impegno certo non facile: dal lavoro in banchina a Lampedusa e sui binari
di Ventimiglia, per passare all’accoglienza diffusa su tutto il territorio nazionale, fino alla costante interlocuzione con le istituzioni locali e nazionali. L’emergenza è stata dichiarata formalmente conclusa, ma l’impegno delle Caritas sul territorio continua, mentre le ripetute crisi internazionali, dalla Siria all’Egitto,rischiano di richiedere nuovi sforzi sul fronte della tutela e dell’accoglienza.
«In questo quadro poco confortante e drammatico – sottolinea don Francesco Soddu – la visita di papa Francesco a Lampedusa è un segnale di forte speranza che incoraggia la Caritas e l’intera Chiesa nel costante impegno a favore degli ultimi e ci spinge ad andare verso le periferie dell’esistenza»

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Australia: Attività patronato

Posted by fidest press agency su martedì, 2 luglio 2013

Nello Stato del Victoria, nel Sudest Australia e cioè a Melbourne, è terminata la missione di lavoro in Australia del Vice Presidente dell’ ITAL UIL Mario Castellengo, accompagnato dalla responsabile dell’Area Internazionale del patronato, Anna Ginanneschi. Anche in quest’ultima tappa, oltre ai consueti incontri istituzionali con le autorità ed i sindacati locali, si è tenuto un corso di aggiornamento per gli operatori ed i collaboratori della sede regionale di Melbourne, di quello zonale di Oakleigh e dei tredici sportelli periferici operanti nello Stato del Victoria.A conclusione di questo vero e proprio tour de force australiano, Mario Castellengo ha affermato che “dopo questa lunga serie di corsi di aggiornamento che ha coinvolto tutto il personale addetto alla rete di sedi che il patronato ha in questo grande Paese, la Comunità italiana potrà avvalersi di una migliore tutela ed assistenza per tutti i bisogni e ha in campo previdenziale, sociali e fiscale”.Ma nei suoi numerosi contatti con la Comunità italiana delle varie città australiane il Vice Presidente del patronato ha potuto anche verificare “l’esasperazione dei pensionati italiani per gli innumerevoli adempimenti burocratici a cui sono chiamati continuamente come, per esempio, la certificazione dell’esistenza in vita, la dichiarazione dei redditi con la compilazione dei formulari Red-Est, le richieste di restituzione di eventuali indebiti per le quattordicesime mensilità ed i CUD che non vengono più spediti per posta dall’INPS. Tutto questo, poi, per degli importi pensionistici irrisori”. Quello che, peraltro, ha dato “grande soddisfazione” al Vice Presidente dell’ITAL UIL è stato “l’unanime riconoscimento delle varie Comunità italiane, contattate in questo suo lungo viaggio australiano, del ruolo indispensabile svolto dai patronati per tutti questi loro bisogni che, a loro dire, difficilmente potrebbero essere soddisfatti dalla rete consolare italiana”. Ed a tale proposito Mario Castellengo cita con piacere un’affermazione di un anziano emigrato calabrese di Sidney per il quale “il patronato se non ci fosse andrebbe inventato, altrimenti sarebbe un dramma per gli emigrati!”.
Proprio per queste considerazioni il Vice Presidente del patronato ITAL UIL registra con stupore che il vice ministro degli Affari Esteri italiano, Bruno Archi, nella sua relazione alla recente assemblea plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, nell’elencare le problematiche degli emigrati italiani in materia pensionistica, non abbia mai citato la parola patronato”. Forse, conclude amaramente Mario Castellengo, “non sarebbe male se, ogni tanto, il Vice Ministro Archi e quanti dimenticano l’importante ruolo svolto dai patronati ne frequentassero le sale d’attesa per capire cosa significhino queste strutture per gli emigrati. Oppure che l’uno e gli altri si mettessero nei panni di coloro che all’estero si rivolgono quotidianamente a questi uffici che, spesso, sono per gli emigrati gli unici punti di riferimento di prossimità a cui rivolgersi e non solo per le questioni inerenti le pensioni ma anche per ogni altro loro bisogno come, per esempio, per quelle fiscali come il pagamento dell’IMU per i proprietari di un bene immobile in Italia. Un problema quest’ultimo che, in questo periodo, sta angosciando tantissime famiglie emigrate”.

Posted in Diritti/Human rights, Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Rete dati globale

Posted by fidest press agency su martedì, 2 luglio 2013

Fitness First, il più grande gruppo di palestre con centro benessere e fitness club a livello globale, ha concluso un importante accordo per la fornitura di servizi di rete con Telstra Global e Easynet Global Services, integratore di servizi di rete, hosting e cloud.A seguito di un contratto pluriennale del valore di 4,6 milioni di dollari Fitness First potrà usufruire di una rete MPLS (Multiprotocol Label Switching Network) completamente gestita per collegare più di 275 centri fitness in tutto il mondo.Secondo Mark Radley, Programme Manager di Fitness First, il nuovo servizio MPLS rappresenta un valido supporto per il gruppo a seguito della recente forte crescita del settore del fitness e benessere nei mercati emergenti, grazie ai data center in grado di supportare le operatività regionali e alle funzioni di reporting e gestione della rete estese a tutta la rete globale di Fitness First.“Stiamo vivendo un momento davvero emozionante, con l’ingresso in nuovi mercati e che ci porta a rafforzare ulteriormente il nostro marchio Fitness First,” ha dichiarato Radley “e per accompagnarci in questo percorso eravamo alla ricerca di partner qualificati che ci offrissero una soluzione integrata di comunicazione globale solida e affidabile”.
“Il nostro successo si basa sulla nostra capacità di comunicare in modo efficace sia internamente, sia con i soci dei nostri club. La nuova soluzione di comunicazione unificata fornitaci da Telstra e Easynet ci consente di migliorare la coesione, la collaborazione e l’integrazione a tutti i livelli in azienda e ci permette di fornire un servizio di qualità superiore, essenziale in un momento di crescita e sviluppo.”
Telstra Global gestirà oltre 100 siti in Asia, mentre Easynet gestirà la fornitura di servizi integrati a 160 siti in Europa e nel resto del mondo. Le competenze territoriali di entrambe le aziende si sono integrate per fornire un servizio completo con supporto locale dedicato affinché Fitness First possa operare in modo più competitivo in ogni regione. Telstra Global possiede una delle reti IP globali tecnologicamente più avanzate in Asia-Pacifico e attualmente supporta un ampio portafoglio di soluzioni end-to-end, tra cui voce, mobile, banda larga, IP, MPLS e servizi gestiti. Easynet fornisce soluzioni innovative di rete, hosting e cloud di portata globale e supportate da competenze locali. L’approccio collaborativo tra le due società nell’offerta di un’unica soluzione integrata è stato un elemento cruciale del processo decisionale di Fitness First.
Telstra Global è un fornitore globale leader nei servizi di rete gestiti e servizi internazionali di dati, voce e satellitari. È una divisione di Telstra Corporation Limited e possiede uno dei backbone di rete IP tecnologicamente più avanzati al mondo.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »