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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Il Parlamento sostiene il blocco temporaneo dei “permessi” di emissione CO2

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 luglio 2013

La proposta di congelare la vendita all’asta di un certo numero di permessi d’emissione CO2 per incoraggiare le imprese a investire in innovazione a basse emissioni di carbonio è stata sostenuta mercoledì dal Parlamento, dopo la bocciatura di misura avvenuta in aprile. Questa volta, gli eurodeputati hanno introdotto condizioni più rigorose per il congelamento. La misura mira a ripristinare l’effetto d’incentivazione del sistema di scambio di emissioni, progettato per diminuire le emissioni di gas a effetto serra e contrastare i cambiamenti climatici.Il crescente surplus di quote di emissione – a causa di un eccesso di offerta e del rallentamento economico – ha visto la caduta del prezzo del carbonio ben al di sotto dei livelli stimati quando è stato creato il sistema UE di scambio di emissioni (ETS). Il Parlamento, sulla base di proposte della commissione ambiente, ha dato il suo accordo per consentire alla Commissione di rinviare la tempistica di una porzione dei crediti da mettere all’asta.”Ora abbiamo un mandato, poiché il Parlamento ha approvato le nostre proposte. Inizieremo i negoziati con i ministri UE il prima possibile per cercare una soluzione comune che permetterà all’ETS di raggiungere il suo scopo”, ha detto il relatore Matthias Groote (S&D, DE).”In tutti i continenti, l’esperienza europea di un sistema basato sul mercato per la riduzione delle emissioni di CO2 è presa in considerazione e vista come un’opzione credibile, come è avvenuto recentemente in Cina. Noi non dobbiamo lasciare che l’ETS sia vittima di preoccupazioni a breve termine. Una riforma strutturale del sistema seguirà, per assicurare che resti la pietra angolare della politica climatica ‘UE “, ha aggiunto.
La risoluzione legislativa è tata approvata con 344 voti a favore, 311 contrari e 46 astensioni.Negli emendamenti approvati presentati dalla commissione ambiente, i deputati dicono che la Commissione può, in circostanze eccezionali adattare il calendario delle aste, se una valutazione d’impatto dimostra che i settori interessati non dovranno subire un rischio “significativo” di delocalizzazione di imprese al di fuori dell’UE. La Commissione non potrà fare più di un adattamento di questo tipo, e per un massimo di 900 milioni di quote.

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