Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 15 luglio 2013

Gemellaggio Milano-Shangai per le cause dell’ipertensione

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2013

Per gestire al meglio il rischio cardiovascolare e ipertensivo del numero crescente di persone di origine cinese che vivono in Italia, occorre comprendere l’impatto esercitato dai fattori ambientali, sociali e genetici sul rischio cardiovascolare. Proprio al fine di studiare questo problema, presso il Policlinico di Milano è stato inaugurato un ambulatorio cardiologico bilingue italo-cinese, presentato in occasione della nona giornata mondiale contro l’ipertensione del 17 maggio scorso. Contestualmente è stato avviato uno studio – il primo di questo tipo – che si svolgerà in parallelo tra Milano e Shangai, sottoponendo pazienti cinesi, in Italia e in Cina, ai medesimi esami clinici e strumentali e alle stesse valutazioni su stile di vita (compreso il fumo) e abitudini alimentari (rispetto alle diete tipiche occidentali, quelle tradizionali cinesi sono ricche di riso, pesce, pollame e verdure e includono un minor numero di prodotti alimentari trasformati come latticini, carni rosse e cibi ad alto contenuto di zuccheri o di grassi saturi). Sarà così possibile attribuire, nello sviluppo delle malattie cardiovascolari, il giusto peso ai fattori genetici e a quelli acquisiti. L’Istituto Auxologico di Milano partecipa al progetto rivolto alla comunità cinese di Milano (circa 20mila persone) con un’ulteriore iniziativa: infatti è in fase di organizzazione una raccolta dati in collaborazione con quella condotta al Policlinico, con l’ampliamento ad altri parame tri come il monitoraggio della pressione arteriosa nelle 24 ore. «Tutto ciò» commenta Gianfranco Parati, primario di Cardiologia dell’Auxologico di Milano e docente di Medicina cardiovascolare dell’università di Milano Bicocca «in collaborazione anche con le facoltà di medicina delle università cinesi, nell’ambito più generale del lavoro svolto con il Working group Esh (European society of hypertension) sui “Low resource settings” che si occupa in particolare dello studio del rischio cardiovascolare in paesi in via di sviluppo, in rapporto alle modificazioni che si verificano quando membri di queste popolazioni si spostano in paesi, solitamente occidentali, con stili di vita completamente diversi». (Fonte edra)

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Evasione fiscale

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2013

La lotta all’evasione fiscale sinora condotta si è dimostrata un fallimento: oltre al danno tocca subire anche la beffa. Il povero cittadino italiano, soprattutto se pensionato o lavoratore
dipendente, oberato di tasse che si ‘mangiano’ una bella fetta di quello che guadagna con il suo lavoro, è costretto, da uno Stato inefficiente a compensare in prima persona un’evasione fiscale di proporzioni gigantesche. Per Lista Civica Italiana la lotta all’evasione fiscale non si combatte solo riformando profondamente il sistema fiscale secondo l’Articolo 53 della Costituzione (ovvero in modo progressivo in rapporto alla capacità contributiva effettiva), ma anche adottando una serie di misure specifiche, come ad esempio il ripristino delle norme sul falso in bilancio, l’inserimento del reato di autoriciclaggio, la semplificazione dei sistemi per il calcolo delle imposte e facendo partecipare di più i cittadini alle scelte pubbliche grazie alla democrazia diretta. Per Lista Civica Italiana la lotta all’evasione fiscale deve costituire uno dei primi punti dell’agenda di governo. Secondo quanto infatti riportato dai documenti consegnati alla commissione Finanze della Camera dal ministero dell’Economia, dal 2000 al 2012 sono stati evasi 807,7 miliardi di euro e di questi lo Stato ne ha recuperati solo 69,1. In teoria si dovrebbero reperire ancora 545,5 miliardi, di cui però 107,2 miliardi riguardano aziende in fallimento, dunque più difficili da riscuotere. Secondo le analisi la maggior parte dei debitori deve corrispondere all’agenzia delle Entrate una cifra pari o superiore a mezzo milione di euro. Il dato più scoraggiante è constatare che circa l’80% degli evasori la fa franca. Come si può chiedere ancora soldi ai cittadini, tramite nuove tasse dirette e indirette, quando il sistema tributario fa acqua da tutte le parti? Considerato che sono i grandi evasori checon maggiore facilità riescono ad eludere le maglie del fisco, sarebbe davvero il caso di stringerle queste maglie, affinandole armi, ormai spuntate, di cui si serve lo Stato per recuperare i crediti che gli spettano. Numerosi studi dimostrano infine che quando i cittadini sono coinvolti nella gestione della cosa pubblica grazie alla democrazia diretta, pagano più volentieri le tasse.

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Caldo e farmaci

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2013

Il calore dei mesi estivi può comprometter l’efficacia e la sicurezza delle cure farmacologiche, sia per interazione diretta con i farmaci, sia perché altera lo stato di alcune patologie croniche. Lo ricorda l’Aifa in una guida all’uso, trasporto e conservazione dei medicinali in viaggio e in vacanza, dalla quale segnaliamo gli spunti meno comuni, che spetta al farmacista segnalare ai pazienti. I farmaci possono: compromettere direttamente i meccanismi centrali e periferici della termoregolazione, per esempio gli anticolinergici sono potenti inibitori della sudorazione, gli antipsicotici, in aggiunta, possono interferire con il controllo centrale della temperatura corporea; compromettere le vie nervose afferenti ed efferenti e causare sudorazione o vasodilatazione cutanea; compromettere la gittata cardiaca e in tal modo l’eliminazione del calore; aggravare le patologie da calore, per esempio i vasodilatatori, che includono nitrati (antianginosi) e bloccanti dei canali del calcio (antipertensivi e antianginosi) possono peggiorare l’ipotensione in pazienti vulnerabili. D’altro canto l’esposizione al caldo può: aumentare la tossicità e/o ridurre l’efficacia dei farmaci, per esempio aumenta la tossicità dei farmaci con un limitato indice terapeutico, come digossina o litio; aumentare o causare disidratazione e cambiamenti nella distribuzione del volume del sangue. La risposta termoregolatoria può influenzare le caratteristiche cinetiche, l’assorbimento e l’escrezione dei farmaci e quindi la loro attività farmacologica. Per i farmaci che provoca no fotosensibilizzazione, specie se in forma topica, è importante non esporre la parte trattata al sole o a lampade abbronzanti, anche per 2 settimane dalla fine della terapia.

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