Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 21 luglio 2013

Risultati Whirlpool Corporation – Whirlpool EMEA II trimestre 2013

Posted by fidest press agency su domenica, 21 luglio 2013

Forte aumento delle vendite e del margine, in crescita le aspettative per l’anno in corso e ripresa del riacquisto di azioni; sempre piatto il mercato europeo. Whirlpool Corporation ha annunciato oggi guadagni pari a 198 milioni di dollari nel secondo trimestre 2013 rispetto ai 113 milioni di dollari dello stesso periodo dell’anno precedente. Componenti di questo risultato sono stati i ricavi più alti, la marginalità e i benefici derivanti dalle iniziative sulla riduzione dei costi e della capacità produttiva..Le vendite, nel secondo quadrimestre 2013 sono state di 4,7 miliardi di dollari, rispetto ai 4,5 miliardi dello stesso periodo del 2012. Tolto l’impatto dei cambi e dei crediti di imposta brasiliani (BEFIEX), le vendite hanno conosciuto un incremento del 6%. «Le vendite sono cresciute in ogni parte del mondo in cui operiamo di pari passo con la crescita dei margini -dichiara Jeff Fettig, Presidente e amministratore delegato di Whirlpool Corporation-. I nostri risultati finanziari riflettono la maggior domanda per i nostri prodotti più innovativi e gli effetti positivi derivanti dalle nostre azioni finalizzate ad aumentare i margini operativi».Previsioni Whirlpool ha aumentato il suo utile per azione diluita e il suo utile su base aggiustata per azione nel corso dell’anno. L’utile per azione diluita è cresciuto da 10,05 dollari a 10,55 dollari contro il precedente aumento da 9,80 dollari a 10,30 dollari. L’utile su base aggiustata per azione è cresciuto da 9,50 dollari a 10 dollari.L’azienda si aspetta di generare un flusso di cassa fra i 650 milioni di dollari e i 700 milioni di dollari contro le previsioni di un aumento da 600 milioni a 650 milioni di dollari. «Date le linee di condotta del nostro business abbiamo recentemente deciso di riprendere il nostro programma di riacquisto delle azioni e stiamo migliorando le nostre prospettive per quanto riguarda EPS e flusso di cassa -dice Fettig-. Proseguendo la nostra strategia a lungo termine continueremo a portare avanti azioni per creare valore per i nostri azionisti».Whirlpool Europe, Middle East e Africa (EMEA) ha fatto registrare vendite per 731 milioni di dollari nel secondo trimestre contro i 691 dello stesso periodo del 2012 con una crescita del 6%. La regione EMEA ha riportato una perdita operativa di 6 milioni di dollari contro i 27 milioni di perdita del 2012. Il miglioramento è dovuto all’aumento delle vendite, al continuo aumento della produttività, e alla riduzione dei costi e della capacità produttiva, fattori il cui impatto supera gli effetti sfavorevoli dell’aumento del prezzo delle materie prime e del cambio. In un mercato europeo ancora piatto, Whirlpool cresce, per quote di mercato, sia in Italia che in Francia.

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Uganda: assistenza rifugiati

Posted by fidest press agency su domenica, 21 luglio 2013

United Nations High Commissioner for Refugees ...

United Nations High Commissioner for Refugees Representation in Cyprus (Photo credit: Wikipedia)

A una settimana dall’inizio dell’esodo dei rifugiati congolesi verso l’ovest dell’Uganda, gli sforzi dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) sono concentrati sul tentativo di raggiungere le migliaia di persone ancora sparse sulle colline lungo il confine. Allo stesso tempo l’Agenzia è impegnata nel gestire la situazione nella struttura di transito sempre più affollata situata circa 25 chilometri all’interno del territorio ugandese.Fino a ieri sera erano 15.500 i rifugiati trasferiti nel centro di transito di Bubukwanga – a distanza di sicurezza dal confine – dove possono ricevere protezione e beneficiare di altri servizi. La struttura è gestita dalla Croce Rossa Ugandese ed ha una capienza massima di 25mila persone, calcolando anche un nuovo terreno di 4,5 acri messo a disposizione dal governo ugandese. In base alle stime della Società della Croce Rossa Ugandese, sarebbero 66mila i rifugiati congolesi fuggiti dai recenti combattimenti.L’UNHCR e i partner governativi, con 15 automezzi che lavorano senza sosta per l’intera giornata, stanno trasferendo i rifugiati e i loro averi nel centro. È stata completata da 4 scuole primarie su 5 il reinsediamento dei rifugiati, che inizialmente vi si erano insediati. Nella scuola primaria di Butogo restano invece ancora 5mila rifugiati.
A Bubukwanga, dopo che la Croce Rossa Ugandese ha costruito 229 tende per singole famiglie, l’UNHCR ha cominciato ad allestire alloggi collettivi per fornire una sistemazione a più persone e più rapidamente. Finora sono stati allestiti 13 grandi alloggi collettivi. Alcuni rifugiati allestiscono propri alloggi di fortuna con le coperte che vengono loro consegnate nel sito, altri utilizzano le zanzariere che hanno portato con sé come tetti.L’esodo è cominciato una settimana fa, l’11 luglio, dopo un attacco alla città di Kamango, nell’est della Repubblica Democratica del Congo (RDC). Dalle informazioni raccolte dall’UNHCR risulta che molti sono fuggiti per mettersi in salvo, senza riuscire a portare alcun bene con sé e trascorrendo diverse notti nella boscaglia. Vi sono anche casi di donne che hanno dato alla luce bambini durante la fuga. Molte persone hanno camminato per circa 15 chilometri, per raggiungere la scuola primaria di Butogo, appena oltre il confine, dove hanno potuto ricevere un po’ di cibo mentre attendevano di essere trasferiti nel centro di transito.Nella struttura sono state allestite due cucine da campo che riescono a fornire 3 pasti caldi al giorno con il cibo fornito dal Programma Alimentare Mondiale (PAM/WFP). È in costruzione una terza cucina. Inoltre sono state scavate quasi 80 latrine individuali. Finora non è stata registrata l’insorgenza di malattie.Attraverso i contributi di agenzie partner, quali UNICEF, Medici Senza Frontiere – Francia, Oxfam e Fondazione Mondiale Luterana, nel centro di transito riesce ad arrivare una quantità sufficiente di cisterne per l’acqua. L’UNHCR comunque resta preoccupato per la fornitura d’acqua visto che il numero di rifugiati continua a crescere e i tre automezzi utilizzati riescono a trasportare una quantità di acqua appena sufficiente. È quindi necessario che i partner mettano a disposizione un quarto automezzo, mentre l’UNICEF è impegnato a riparare il sistema idrico distrettuale.I bambini di età compresa tra 9 mesi e 15 anni – molti dei quali non sono mai stati da un medico nella loro vita – adesso vengono vaccinati contro il morbillo e ricevono integrazioni di vitamina A e farmaci conto i parassiti intestinali. Team di medici inoltre visitano direttamente le tende per individuare bambini malati o chiunque patisca effetti sulla propria nutrizione della settimana o più trascorsa in fuga o alla frontiera, senza alimentazione adeguata.Operatori di Medici Senza Frontiere si stanno recando al confine per fornire assistenza medica e supplementi nutrizionali ai bambini rifugiati, tra coloro che sono ancora in attesa di essere trasferiti. Anche il Ministero ugandese della salute sta inviando nell’area diversi medici e farmaci per assistere i rifugiati.Il centro di transito dovrebbe accogliere i rifugiati per non più di tre settimane. È considerato un luogo sicuro ma l’UNHCR e l’Ufficio del Primo Ministro ugandese stanno identificando altre località nelle quali i rifugiati potrebbero ricevere protezione, lotti di terreno da coltivare, materiale per allestire alloggi e cibo. In questo modo sarebbero in grado di vivere in maniera più completa, come gli stessi abitanti ugandesi, potendo contare sull’assistenza medica, sull’acqua e sull’istruzione disponibili negli insediamenti.L’arrivo di migliaia di rifugiati ha provocato la sospensione delle lezioni per una settimana in molte scuole del distretto di Bundibugyo dove i rifugiati si erano insediati. L’UNHCR sta collaborando con l’Ufficio del Primo Ministro per garantire che le lezioni possano riprendere la prossima settimana. UNICEF e Oxfam hanno poi in programma di pulire i servizi igienici intasati nelle scuole, mentre altre agenzie partner stanno riparando i banchi in modo che gli alunni possano tornare ad utilizzarli.Nonostante sia in corso una pianificazione per un possibile lungo periodo di esilio, operatori dell’UNHCR hanno osservato ieri centinaia di rifugiati che dal ponte sul fiume Lamiya a Busunga facevano ritorno nell’est della RDC, portando con sé materassi, anatre e taniche per l’acqua e capre. Molti altri rifugiati hanno trovato ospitalità presso parenti e amici che vivono dal lato ugandese del confine e non è ancora chiaro quante siano le persone che si trovano lungo il confine.

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Pesce: con il caldo va comperato sotto ghiaccio

Posted by fidest press agency su domenica, 21 luglio 2013

Con questo caldo il pesce fresco va comperato solo se e’ sotto ghiaccio. Un consiglio a tutti i consumatori per evitare spiacevoli disturbi intestinali. Il pesce, come peraltro altri tipi di carne, e’ decomposto dai microrganismi, dagli enzimi contenuti nel pesce stesso e dall’azione della luce e dell’ossigeno. E’ noto a tutti che il caldo favorisce la moltiplicazione dei batteri e delle muffe, meno noto e’ che al processo di decomposizione partecipano la luce e l’ossigeno che ossidano (irrancidiscono) facilmente i grassi insaturi contenuti nella carne e gli enzimi, i quali, proprio perche’ il pesce e’ un animale a sangue freddo e vive in mare al “fresco”, sono attivi anche a temperature di 10 gradi centigradi, condizioni termiche che si superano facilmente in questi giorni. Il pesce che e’ venduto, soprattutto nei mercati rionali, e’ esposto alla vendita con poco o punto ghiaccio e questo lo porta al rapido deterioramento perche’ vi concorrono tutti glielementi responsabili dell’alterazione: microorganismi, enzimi, luce e ossigeno. Occorre, quindi, che il pesce sia letteralmente sommerso dal ghiaccio al fine di rallentare la moltiplicazione dei microrganismi, rendere piu’ lenta l’attivita’ enzimatica e ridurre l’esposizione alla luce e all’ossigeno. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Aggiornamenti professionali per i medici di famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 21 luglio 2013

Un’applicazione per aggiornare i medici di medicina generale sulle ultime recensioni della letteratura scientifica, sui percorsi formativi e sulle linee guida più aggiornate. Si chiama ASCO ed è un’APP gratuita per iOS (iPhone e iPad), presto disponibile anche per Android. Rientra nel più ampio progetto ASCO (Aggiornamento Scientifico Continuo Online – http://www.progettoasco.it), l’iniziativa editoriale di Aggiornamento e di Formazione Continua predisposta da SIMG (Società Italiana di Medicina Generale). “Il valore aggiunto di ASCO – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG – risiede nella stretta collaborazione con i Medici di Medicina Generale che sviluppano i contenuti secondo le peculiari necessità operative della professione. La nuova APP è uno strumento fondamentale di aggiornamento e permette di conoscere le più recenti acquisizioni emerse dalla letteratura internazionale, accedere a percorsi formativi (anche con crediti ECM), consultare un vasto patrimonio di contenuti di approfondimento clinico-gestionale ed in sintonia con le moderne dinamiche assistenziali”. L’APP consente inoltre di ricevere notifiche “push” sugli aggiornamenti, di esplorare i contenuti del portale in mobilità e di iscriversi alla newsletter informativa inviata a circa 13.500 professionisti della sanità. Il portale ASCO, online dal 2007, espone tutta la produzione editoriale di SIMG ed è inoltre integrato con il software di Governo Clinico “GPG” (www.millegpg.it, circa 4.000 utenti ad oggi), con cui è possibile effettuare analisi approfondite dei dati registrati nella cartella clinica al fine di monitorare i risultati di cura in termini di salute, costi e sicurezza.

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Notifica delle cartelle esattoriali in caso di irreperibilità del contribuente

Posted by fidest press agency su domenica, 21 luglio 2013

La Corte Costituzionale, con l’importante e condivisibile sentenza n. 258 del 19/11/2012, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del terzo comma (corrispondente all’attualmente vigente quarto comma) dell’art. 26 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), nella parte in cui stabilisce che la notificazione della cartella di pagamento “Nei casi previsti dall’art. 140 del codice di procedura civile….si esegue con le modalità stabilite dall’art. 60 del DPR 29 settembre 1973, n. 600”, anziché “Nei casi in cui nel comune nel quale deve eseguirsi la notificazione non vi sia abitazione, ufficio o azienda del destinatario….si esegue con le modalità stabilite dall’art. 60, primo comma, alinea e lettera e), del DPR 29 settembre, n. 600”.
Per comprendere l’importanza della suddetta sentenza, è opportuno fare un excursus giuridico delle varie forme di notifica sino ad ora adottate dal concessionario e dagli uffici fiscali sia per quanto riguarda gli avvisi di accertamento che le cartelle esattoriali.
A) NOTIFICA DEGLI AVVISI DI ACCERTAMENTO
Per la notifica degli avvisi di accertamento la normativa prevede, ai fini fiscali, una diversa disciplina a secondo che si tratti di irreperibilità relativa del contribuente o irreperibilità assoluta del contribuente.
1. Nelle ipotesi di irreperibilità relativa del contribuente è applicabile soltanto l’art. 140 c.p.c., che testualmente dispone: “Se non è possibile eseguire la consegna per irreperibilità o per incapacità o rifiuto delle persone indicate nell’articolo precedente, l’ufficiale giudiziario deposita la copia nella casa del comune dove la notificazione deve eseguirsi, affigge avviso del deposito in busta chiusa e sigillata alla porta dell’abitazione o dell’ufficio o dell’azienda del destinatario e gliene dà notizia per raccomandata con avviso di ricevimento”.
A tal proposito, è opportuno ricordare che la Corte Costituzionale, con sentenza n. 3 del 14/01/2010, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del suddetto articolo nella parte in cui prevede che la notifica si perfezioni per il destinatario, con la spedizione della raccomandata informativa, anziché con il ricevimento della stessa o, comunque, decorsi dieci giorni dalla relativa spedizione.
L’applicazione del suddetto art. 140 c.p.c. è tassativamente prevista, ai fini fiscali, anche dall’art. 60, comma 1, DPR n. 600/1973.
Le formalità previste per la notifica di cui al succitato art. 140 c.p.c. (deposito della copia nella casa comunale, affissione dell’avviso di deposito ed invio della raccomandata), in quanto organicamente coordinate tra di loro, hanno tutte carattere essenziale e, come tali, è condizionata al loro integrale adempimento l’efficacia giuridica della notifica stessa (Cassazione, sentenza n. 359 del 14/01/2002).
Infatti, i suddetti adempimenti sono essenziali per la costituzione della fattispecie notificatoria, sicchè la loro mancanza non può considerarsi un semplice vizio ab estrinseco, con mera efficacia invalidante del processo notificatorio e come tale suscettibile di sanatoria, ma si risolve nella mancanza di un elemento essenziale di esso ed esclude in radice che la notificazione possa ritenersi eseguita, neppure in forma viziata, giacchè l’ipotesi del vizio presuppone pur sempre un procedimento completato nei suoi momenti strutturali fondamentali.
Tale disciplina manifestamente non si pone in contrasto né con l’art. 24, comma 2, della Costituzione, in quanto l’adempimento di tutte queste formalità è necessario per la tutela del destinatario dell’atto e non è gravoso, risolvendosi in formalità di mera esecuzione, né con l’art. 3 della Costituzione, che prevede la sanatoria nelle varie ipotesi di irregolarità delle notificazioni, in quanto il principio della sanatoria previsto da quest’ultima disposizione si riferisce a fattispecie che non riguardano la radicale inesistenza della notificazione, come nella fattispecie di cui al succitato art. 140 (Cassazione, sentenze n. 4840 del 27/07/1981, n. 221 del 14/01/1982).
A norma dell’art. 138 c.p.c., può considerarsi equipollente alla notificazione effettuata in mani proprie il rifiuto di ricevere la copia dell’atto soltanto se proveniente dal destinatario della notificazione medesima o dal domiciliatario (stante l’assimilazione, stabilita dall’art. 141, comma 3, c.p.c. tra la consegna a mani proprie del destinatario e quella in mani proprie del domiciliatario); detta equipollenza non opera, pertanto, allorchè il rifiuto provenga da persona che, non essendo stato reperito il destinatario in uno dei luoghi di cui all’art. 139, comma 1 c.p.c., sia compresa nel novero di quelle tuttavia abilitate, ai sensi del secondo comma della medesima disposizione, alla ricezione dell’atto, sicchè detto rifiuto comporta la necessità di eseguire le formalità prescritte dall’art. 140 c.p.c. la cui omissione determina l’inesistenza della notificazione stessa (Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 9325 del 26/06/2002).
Infatti, si ha l’ipotesi dell’inesistenza della notifica quando la stessa si traduce in un atto totalmente difforme dal modello legale (Cassazione, sentenza n. 7219 del 17/05/2002).
Ultimamente, la Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, con la sentenza n. 11713 del 27/05/2011, ha stabilito che in caso di omissione di uno dei tre adempimenti previsti dall’art. 140 c.p.c. (nella specie, mancata affissione dell’avviso della porta dell’abitazione), la notificazione è tuttavia nulla, e non inesistente (per tutte , Cassazione n. 16141/2005 e Cassazione n. 4307/1999).
E la nullità resta, in ogni caso, sanata dalla ricezione della raccomandata da parte del destinatario, l’effetto sanante in tal caso realizzandosi nel momento di tale ricezione (Cassazione n. 5450/2005).
L’art. 140 cod. proc. civ. richiede, per il perfezionamento del procedimento notificatorio in caso di irreperibilità o rifiuto di ricevere la copia da parte delle persone indicate nell’art. 139 cod. proc. civ., il compimento di talune formalità (deposito nella casa comunale, affissione dell’avviso alla porta del destinatario, invio di raccomandata con avviso di ricevimento), la cui essenzialità è pacifica in giurisprudenza e viene qui ribadita, ma non postula affatto che del compimento di tali formalità l’agente notificatore debba dare atto con formule sacramentali, esattamente corrispondenti al tenore testuale della norma.
La relata di notificazione va, in altre parole, interpretata attribuendo a ciascuna parte di essa il senso che risulta dal complesso dell’atto (art. 1363 cod. civ.) e non certo sulla base di una considerazione “atomistica” delle parti che la compongono. Ne consegue che, ove l’agente notificatore dichiari di effettuare la notificazione di un atto ai sensi dell’art. 140 cod. proc. civ., l’attestazione di avere “rilasciato avviso sul luogo del destinatario” non può essere interpretata in altro modo, secondo buona fede, se non nel senso che detto avviso è stato rilasciato nelle forme previste dal citato art. 140 cod. proc. civ., e cioè mediante affissione sulla porta del destinatario, essendo ogni diversa interpretazione contraria alle usuali regole di ermeneutica contrattuale, applicabili, nei limiti della compatibilità, agli atti amministrativi (Cassazione, Sezione Tributaria, n. 3426 del 12/02/2010).
Nelle ipotesi di notificazione eseguita ai sensi del succitato art. 140 c.p.c., la relata di notifica fa fede fino a querela di falso in ordine all’attestazione delle operazioni compiute ed al contenuto estrinseco delle dichiarazioni ricevute dal messo notificatore, mentre l’attestazione che il luogo della notificazione fosse l’abitazione del notificando, in quanto risultante da attività meramente informativa, non può considerarsi assistita dalla fede pubblica privilegiata, ben potendo essere dimostrata non rispondente a verità con ogni mezzo di prova (Cassazione, sentenza n. 4844 del 24/04/1993).
2. Nelle ipotesi di irreperibilità assoluta del contribuente è applicabile, invece, soltanto l’art. 60, comma 1, lett. e), D.P.R. n. 600/73, che testualmente dispone, nella specifica materia fiscale:
“Quando nel comune nel quale deve eseguirsi la notificazione non vi è abitazione, ufficio o azienda del contribuente, l’avviso del deposito prescritto dall’art. 140 del codice di procedura civile, in busta chiusa e sigillata, si affigge nell’albo del comune e la notificazione, ai fini della decorrenza del termine per ricorrere, si ha per eseguita nell’ottavo giorno successivo a quello di affissione” (a seguito delle modifiche inserite dall’art. 174, comma 4, del D.Lgs. n. 196 del 30/06/2003, a decorrere dal 1° gennaio 2004).
Secondo la costante giurisprudenza della Corte di Cassazione, la notificazione dell’avviso di accertamento tributario deve essere effettuata secondo il rito previsto dall’art. 140 cod. proc. civ. quando siano conosciuti la residenza e l’indirizzo del destinatario ma non si sia potuto eseguire la consegna perchè questi (o altro possibile consegnatario) non è stato rinvenuto in detto indirizzo, da dove tuttavia non risulta trasferito; mentre, deve essere effettuata applicando la disciplina di cui al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60, lett. e), sostitutivo, per il procedimento tributario, dell’art. 143 cod. proc. civ., quando il messo notificatore non reperisca il contribuente che, dalle notizie acquisite all’atto della notifica, risulti trasferito in luogo sconosciuto (v. tra le altre Cass. n. 10189/2003, n. 7268/2002, n. 10799/1999, n. 4587/1997).
Poiché l’art. 60 del D.P.R. n. 600 del 1973 non esclude l’applicabilità dell’art. 140 c.p.c., e non prevede neppure implicitamente una diversa disciplina per le ipotesi contemplate nella suddetta disposizione del codice, deve invero ritenersi, in virtù del generale richiamo alla disciplina stabilita dall’art. 137 e ss. c.p.c., che nel caso di assenza, incapacità o rifiuto di ricevere la copia da parte delle persone indicate dall’art. 139 c.p.c., la notifica vada effettuata, a norma del citato art. 140 c.p.c., seguendo esattamente la procedura ivi indicata (deposito di copia, affissione di avviso di deposito e invio di raccomandata), mentre solo nella diversa ipotesi in cui il contribuente risulti trasferito in luogo sconosciuto, disciplinata nel codice di rito dall’art. 143 c.p.c., poiché tale norma è stata espressamente esclusa da quelle applicabili, occorre fare riferimento alla specifica disciplina dettata dal D.P.R. n. 600/73 citato, art. 60, lett. e) (Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, sentenze n. 10177 del 04/05/2009 e n. 28698 del 03/12/2008).
In definitiva, deve rammentarsi un nutrito orientamento della Corte di Cassazione secondo il quale la notificazione ai sensi del succitato art. 60, lett. e), è valida soltanto se non sia effettivamente possibile reperire l’abitazione, l’ufficio o l’azienda del contribuente nel comune ove il medesimo ha il domicilio fiscale, malgrado le ricerche del messo notificatore, sempre che queste, secondo giudizio di fatto insindacabile in sede di legittimità, siano state sufficienti (Cassazione, Sezione Tributaria, sentenza n. 22677 del 25/10/2007 e sentenze n. 7120/2003, n. 5100/1997, n. 4654/1997, n. 8363/1993).
In ogni caso, l’interpretazione del documento contenente l’attestazione del messo notificatore spetta soltanto al giudice di merito, al quale compete altresì la valutazione circa la sufficienza o meno delle ricerche effettuate dal messo notificatore prima di procedere alla notifica, ai sensi dell’art. 60, lett. e), D.P.R. n. 600/1973, valutazione che costituisce giudizio di fatto insindacabile in sede di legittimità (Cassazione, sentenza n. 5100 del 1997).
E’ vero che l’attestazione de qua rappresenta il frutto di informazioni assunte dal messo notificatorio presso terzi e che, secondo la costante giurisprudenza della Corte di Cassazione, la relata di notificazione di un atto fa fede fino a querela di falso per le attestazioni che riguardano l’attività svolta dall’ufficiale giudiziario precedente, la constatazione di fatti avvenuti in sua presenza ed il ricevimento delle dichiarazioni resegli, limitatamente al loro contenuto estrinseco, ma fa fede, invece, fino a prova contraria per tutte le altre attestazioni che non siano frutto della diretta percezione del pubblico ufficiale, bensì, per esempio, di informazioni da lui assunte o di indicazioni fornitegli da altri (v., tra numerose altre, Cass. n. 3403 del 1996 e n. 4590 del 2000); tuttavia è, innanzitutto, da evidenziare che l’eventuale prova contraria offerta (nella specie, ovviamente, documentale) deve essere valutata dal giudice di merito e che la relativa valutazione è censurabile in Cassazione solo per vizi di motivazione (in tal senso, Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, sentenza n. 20425 del 28/09/2007).
3. Tutto quanto sopra esposto è applicabile anche per le notifiche alle persone giuridiche, ai sensi e per gli effetti dell’art. 145 c.p.c. (come modificato dall’art. 2, comma 1, lett. c), nn. 1,2 e 3, della Legge 28/12/2005 n. 263), che al terzo comma testualmente dispone:
“Se la notificazione non può essere eseguita a norma dei commi precedenti, la notificazione alla persona fisica indicata nell’atto, che rappresenta l’ente, può essere eseguita anche a norma degli articoli 140 o 143”.
A tal proposito, la Corte di Cassazione – Sezione tributaria -, con la sentenza n. 8637 del 30/05/2012, ha precisato che in riferimento alla notifica di atti alle società commerciali, il necessario coordinamento di tale disciplina con quella di cui all’art. 145 c.p.c. comporta, peraltro, che, in caso di impossibilità di eseguire la notificazione presso la sede sociale, il criterio sussidiario della notificazione alla persona fisica che la rappresenta è applicabile (con prevalenza sulle previsioni di cui all’art. 60, comma 1, lett. e), D.P.R. n. 600/1973) soltanto se tale persona fisica, oltre ad essere identificata nell’atto, risiede nel comune in cui l’ente ha il suo domicilio fiscale (in tal senso, anche Cassazione, sentenze n. 15856/09, n. 5483/08 e n. 3618/06).
In caso contrario, non potrà che farsi ricorso sempre e soltanto al criterio di cui all’art. 60, lett. e), citato più volte (affissione nell’albo del comune del luogo in cui la società contribuente ha il domicilio fiscale) come precisato dalla Corte di Cassazione – Sesta Sezione Civile – con la sentenza n. 13016 del 24/07/2012.
B) NOTIFICA DELLE CARTELLE ESATTORIALI
Per la notifica delle cartelle esattoriali in caso di irreperibilità del contribuente, prima dell’intervento della Corte Costituzionale succitato, l’art. 26, comma 4 (prima comma 3), D.P.R. n. 602 del 29/09/1973, testualmente disponeva:
“Nei casi previsti dall’art. 140 del codice di procedura civile, la notificazione della cartella di pagamento si effettua con le modalità stabilite dall’art. 60 del D.P.R. 29/09/1973, n. 600 e si ha per eseguita nel giorno successivo a quello in cui l’avviso del deposito è affisso nell’albo del comune”.
Come emerge dalla sopra ricordata ricostruzione del quadro normativo in cui si inseriscono le censurate disposizioni, nelle ipotesi di irreperibilità meramente “relativa” del destinatario (cioè “nei casi previsti dall’art. 140 del codice di procedura civile”, come recita il denunciato terzo comma dell’art. 26 del DPR n. 602 del 1973), la cartella di pagamento andava notificata applicando non l’art. 140 cod. proc. civ. ma le formalità previste per la notificazione degli atti di accertamento a destinatari “ assolutamente” irreperibili (lettera e, del primo comma dell’art. 60 del DPR n. 600 del 1973). Pertanto, nonostante che il domicilio fiscale fosse noto ed effettivo, non erano necessarie, per la validità della notificazione della cartella, né l’affissione dell’avviso di deposito alla porta dell’abitazione, dell’ufficio o dell’azienda del destinatario né la comunicazione del deposito mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
Inoltre, in forza dell’ultimo comma (quinto comma, trasfuso nel più ampio attuale sesto comma) dell’art. 26 del D.P.R. n. 602 del 1973 secondo cui “per quanto non è regolato dal presente articolo, si applicano le disposizioni dell’art. 60 nel predetto decreto n. 600 del 1973”, le sopra ricordate modalità di notificazioni previste dalla menzionata lett. e) del primo comma dell’art. 60 del D.P.R. n. 600 del 1973 erano applicabili non solo, come visto, nelle ipotesi in cui il destinatario della cartella di pagamento era solo “relativamente” irreperibile (“nei casi previsti dall’art. 140 cod. proc. civ.”) ma anche in quella in cui detto destinatario era “assolutamente” (cioè oggettivamente e permanentemente) irreperibile.
In sostanza, da quanto sopra esposto, risultava che la notificazione, prima dell’intervento della Corte Costituzionale, si poteva eseguire con modalità diverse, a seconda che l’atto da notificare fosse un avviso di accertamento oppure una cartella di pagamento: nel primo caso, si applicavano le modalità previste dall’art. 140 c.p.c.; nel secondo caso, quelle previste dalla lett. e) del primo comma dell’art. 60 del D.P.R. n. 600/73, creando un’assurda disparità di trattamento.
Infatti, prima dell’intervento della Corte Costituzionale per la notifica delle cartelle esattoriali il concessionario non doveva fare differenza tra l’irreperibilità “relativa” e quella “assoluta”, dovendo rispettare soltanto la specifica procedura dell’art. 26 citato, estremamente penalizzante per il contribuente destinatario dell’atto.
La suddetta diversità della disciplina di una medesima situazione (notificazione a soggetto “relativamente irreperibile”) non è apparsa alla Corte Costituzionale riconducibile ad alcuna ragionevole ratio, con violazione dell’art. 3 della Costituzione.
Per ricondurre a ragionevolezza il sistema, è stato necessario, pertanto, nel caso di irreperibilità “relativa del destinatario”, uniformare le modalità di notificazione degli atti di accertamento e delle cartelle di pagamento.
Appunto per questo la Corte Costituzionale, con la più volte citata sentenza n. 258/2012, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del terzo comma (corrispondente all’attualmente vigente quarto comma) dell’art. 26 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), nella parte in cui stabilisce che la notificazione della cartella di pagamento “Nei casi previsti dall’art. 140 del codice di procedura civile….si esegue con le modalità stabilite dall’art. 60 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600”, anziché “Nei casi in cui nel comune nel quale deve eseguirsi la notificazione non vi sia abitazione, ufficio o azienda del destinatario….si esegue con le modalità stabilite dall’art. 60, primo comma, alinea e lettera e), del D.P.R. 29 settembre, n. 600”.
Tutto quanto sopra esposto è applicabile anche per le notifiche alle persone giuridiche, ai sensi e per gli effetti dell’art. 145 c.p.c. (come modificato dall’art. 2, comma 1, lett. c), nn. 1,2 e 3, della Legge 28/12/2005 n. 263), che al terzo comma testualmente dispone:
“Se la notificazione non può essere eseguita a norma dei commi precedenti, la notificazione alla persona fisica indicata nell’atto, che rappresenta l’Ente, può essere eseguita anche a norma degli articoli 140 o 143”.
A tal proposito, la Corte di Cassazione – Sezione tributaria -, con la sentenza n. 8637 del 30/05/2012, ha precisato che in riferimento alla notifica di atti alle società commerciali, il necessario coordinamento di tale disciplina con quella di cui all’art. 145 c.p.c. comporta, peraltro, che, in caso di impossibilità di eseguire la notificazione presso la sede sociale, il criterio sussidiario della notificazione alla persona fisica che la rappresenta è applicabile (con prevalenza sulle previsioni di cui all’art. 60, comma 1, lett. e), D.P.R. n. 600/1973) soltanto se tale persona fisica, oltre ad essere identificata nell’atto, risiede nel comune in cui l’ente ha il suo domicilio fiscale (in tal senso, anche Cassazione, sentenze n. 15856/09, n. 5483/08 e n. 3618/06).
In caso contrario, non potrà che farsi ricorso sempre e soltanto al criterio di cui all’art. 60, lett. e), citato più volte (affissione nell’albo del comune del luogo in cui la società contribuente ha il domicilio fiscale) come precisato dalla Corte di Cassazione – Sesta Sezione Civile – con la sentenza n. 13016 del 24/07/2012.
L’intervento della Corte Costituzionale è da apprezzare non solo perché parifica le modalità di notificazione sia per gli accertamenti che per le cartelle esattoriali ma, soprattutto, perché non limita il diritto di difesa del contribuente, consentendogli una maggiore possibilità di conoscenza degli atti, nel rispetto soprattutto dei principi dello Statuto del contribuente (art. 6, comma 1, della Legge 27 luglio 2000 n. 212).(Avv. Maurizio Villani)

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Posted by fidest press agency su domenica, 21 luglio 2013

med. عدد ٢ : السياحة المسؤولة، الصناعات اليدوية، التمويل الإسلامي.
يصدرالعدد الثاني للمجلة العربية في كلٍّ من السفارات والقنصليات، الوزارات وغرف التجارة، المؤسسات العربية في إيطاليا والمؤسسات الإيطالية في الدول العربية، وذلك في ١٥ دولة عربية إضافة إلى إيطاليا .med مجلة تعنى بالتبادل الاقتصادي والثقافي بين إيطاليا والدول العربية المطلة على البحر الأبيض المتوسط.
في هذا العدد:
الاستدامة: شرط للتنمية السياحية في البحر المتوسط ● السياحة المسؤولة: تحدي المغرب الجديد ● وزير الصناعات اليدوية المغربي يتحدث عن الاستثمارات في القطاع ● سياحة الغوص لحماية البيئة ● الدوافع الخلاقة للحرف التقليدية في مصر ● أرز الرب ● لبنان: نبيذ من البحر الأبيض المتوسط ● تمويل المشروعات الصغيرة والمتوسطة بواسطة الصكوك: أول مكتب للتمويل الإسلامي في أوروبا: ألبرتو برونيوني ● مقابلة مع ألبرتو ليوتَّا – شريك Deloitte Consulting الخبير في التمويل الإسلامي ● بالجيت كاور جريوال- المدير الإداري ونائب رئيس KFH للأبحاث التابعة لبيت التمويل الكويتي بماليزيا ● التنمية المشتركة: إنشاء نظام من أجل التنمية المستدامة ● نصائح ICE للتدويل في البحرالأبيض المتوسط ● مناقصات ● نشاطات ومناسبات ● معارض تجارية
التنمية المشتركة: مسار ممكن في البحر الأبيض المتوسط
عقد في ميلانو 24 و 25 يونيو 2013 يومين من العمل على إمكانيات التعاون والتشبيك والتدريب لتسهيل الاستثمار بين إيطاليا والمغرب. MEDEA: البحر المتوسط، الأغذية الزراعية ومعرض اكسبو MEDEA: MEDiterraneo, Expo e Agroalimentare ضم المؤتمر مؤسسات حكومية، شركات، مؤسسات التدريب وشبكة مؤسسات الأعمال، منظمات إيطالية ومغربية، جامعات ومراكز أبحاث لتبادل المصالح والسياسات فيما يتعلق في بدء التشغيل الأعمال التجارية بين إيطاليا والمغرب. إن جميع المواد عن ورشة العمل يمكن تحميلها من الموقع .med. عقد في ميلان 24 و 25 يونيو 2013 يومين من العمل على إمكانيات التعاون والتشبيك والتدريب لتسهيل الاستثمار بين إيطاليا والمغرب.

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Contribuenti vessati da Equitalia

Posted by fidest press agency su domenica, 21 luglio 2013

Importante sentenza della Corte Costituzionale del 19 novembre 2012 sulla notifica delle cartelle esattoriali a soggetti risultati irreperibili. Il commento dell’avvocato Villani. Lo “Sportello dei Diritti”, da sempre attento ai diritti dei contribuenti, ritiene opportuno riportare all’attenzione, una significativa e recentissima sentenza della Corte Costituzionale, la n. 258 del 19 novembre scorso, sfuggita ai più, sulla notificazione delle cartelle esattoriali ed in particolare nel non raro caso di notifica per irreperibilità del soggetto destinatario, attraverso un pregevole ed importante commento del tributarista avvocato Maurizio Villani che ripercorre, attraverso un ampio excursus, la materia della notificazione di tali atti in caso di irreperibilità del contribuente.
Di seguito, Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che condivide pienamente l’assunto secondo cui l’intervento della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la procedura specifica per la notifica di cartelle esattoriali, prevista in casi di irreperibilità, che era estremamente penalizzante per il contribuente destinatario dell’atto è da apprezzare non solo perché parifica le modalità di notificazione sia per gli accertamenti che per le cartelle esattoriali ma, soprattutto, perché non limita il diritto di difesa del contribuente, consentendogli una maggiore possibilità di conoscenza degli atti, nel rispetto soprattutto dei principi dello Statuto del contribuente (art. 6, comma 1, della Legge 27 luglio 2000 n. 212).
La diversità della disciplina sussistente prima dell’intervento della Corte Costituzionale di una medesima situazione (notificazione a soggetto “relativamente irreperibile”) non è apparsa alla Consulta riconducibile ad alcuna ragionevole ratio, con violazione dell’art. 3 della Costituzione.

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E’ vero! il recital

Posted by fidest press agency su domenica, 21 luglio 2013

Roma Sabato 27 e domenica 28  luglio, nell’ambito del programma dell’estate romana 2013, sul palco del teatro all’aperto dell’Elsa Morante alle 21.15 salirà Stefano Dragone (http://www.stefanodragone.it/) che porterà in scena il suo “È vero! Il recital”. Lo spettacolo, con ingresso a prezzi popolarissimi (€10 interi; €8 ridotti), vedrà il poliedrico artista romano, sulle orme di Gigi Proietti, portare in scena il meglio del suo repertorio che ha riscosso un grande successo di pubblico con oltre quaranta repliche al teatro Petrolini di Testaccio, per un totale di 130.Dragone è un poeta moderno che ha messo su uno spettacolo leggero, con momenti di riflessione alternati a gag comiche e battute mai volgari. “Nemmeno una parolaccia” rivendica con orgoglio dopo i suoi show. Sul palco dell’ Elsa Morante porterà anche i suoi versi, che richiamano la tradizione dialettale capitolina da Trilussa in poi e si ispirano all’amicizia, alla povertà delle metropoli, al senso della vita e degli affetti familiari. Toccante il ricordo dei nonni, maestri e complici delle marachelle da bambino. E proprio a nonna Rosa si lega uno dei momenti più riusciti del suo spettacolo: una riflessione sulla shoah che parte dalla reale separazione di due bambine nate lo stesso giorno e diventate amiche per la pelle. Dragone porterà in scena tutta la sua abilità artistica e regalerà al pubblico due ore di assoluto divertimento.Un evento al quale assistere il 27-28  luglio al Centro Culturale Elsa Morante, Eur-Laurentino. (Maria Teresa Bracci)

(locandina)

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Diventare avvocati online

Posted by fidest press agency su domenica, 21 luglio 2013

02 vettura e staff studentiÈ stato attivato, per l’anno accademico 2013-2014, un corso di laurea magistrale a percorso unitario in Giurisprudenza erogato in modalità teledidattica in convenzione con il Consorzio Unitelma Sapienza.
Il corso prevede il medesimo percorso formativo, le stesse materie ed esami del corso in aula, salvo la possibilità di seguire le lezioni on-line. Le prove, compresa quella finale di discussione della tesi di laurea, si svolgono secondo i calendari e nelle sedi stabilite per tutti gli studenti della facoltà. La convenzione con Unitelma ha disposto che, per i prossimi 5 anni accademici, la tassa di iscrizione al corso sarà di € 1.600 annue più tassa regionale, a prescindere dall’ISEE di appartenenza del singolo studente. La tassa potrà essere corrisposta in due rate, di € 800 ciascuna, con le modalità e i tempi stabiliti annualmente nel Manifesto generale degli studi. Sarà possibile iscriversi entro il 9 settembre, mentre la prova d’ingresso per la verifica delle conoscenze si svolgerà il 17 settembre 2013. Tutte le informazioni di merito sono contenute sul bando pubblicato sul sito della Sapienza, (http://www.uniroma1.it/sites/default/files/documentiofferta/2013/ 14875.pdf).Attraverso l’Università telematica Unitelma Sapienza, nata nel 2010, l’Ateneo intende favorire il diritto allo studio e offrire la possibilità di accedere agli studi universitari anche a coloro che non sono in grado di frequentare le attività didattiche. (02 vettura)

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