Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 25 luglio 2013

Battisti rientra in Italia?

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 luglio 2013

«Cesare Battisti è un criminale e un assassino che deve essere assicurato alla giustizia italiana e che deve scontare in Italia le pene alle quali è stato condannato. Per questo ci auguriamo che alle parole del ministro della Giustizia Cancellieri, che oggi nel rispondere ad un’interrogazione di Fratelli d’Italia ha assicurato la massima attenzione del governo, seguano fatti concreti. E che nel trattare il caso Battisti non ci siano la stessa superficialità e la stessa approssimazione che questo Esecutivo ha utilizzato ogni qual volta è stato chiamato a difendere la credibilità dell’Italia a livello internazionale, come nel caso dei nostri due marò detenuti in India o dell’espulsione delle due donne kazake».È quanto dichiara il presidente dei deputati di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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S.Egidio: militare americano catturato

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 luglio 2013

Il presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo conferma in una dichiarazione “la disponibilità della Comunità ad operare per la liberazione di Kevin Scott, il militare statunitense catturato cinque giorni fa dalle FARC (Forze armate rivoluzionarie della Colombia), come richiesto pubblicamente dal movimento, ed accoglie con favore tale iniziativa umanitaria”. Impagliazzo ricorda che Sant’Egidio segue da venti anni con preoccupazione e impegno l’evolversi della situazione di conflitto armato in Colombia. La Comunità “esprime la speranza che l’auspicabile positiva conclusione della vicenda del soldato Usa possa rafforzare le trattative in corso tra il Governo della Repubblica Colombiana e le FARC, e che si possa presto giungere alla fine di un conflitto che da quasi quaranta anni insanguina il paese latinoamericano”.

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Italia: mercato fondiario

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 luglio 2013

Il mercato fondiario italiano ha registrato nel 2012 un altro anno di rallentamento, sia per quanto riguarda l’attività di compravendita sia in termini di quotazioni. Gli operatori del settore, intervistati nel corso dell’annuale indagine svolta dalle sedi regionali dell’INEA, sono concordi nell’affermare che gli scambi si sono ulteriormente ridotti rispetto agli anni precedenti. La riduzione del volume delle compravendite si è riflessa anche sulle quotazioni che per la prima volta da vent’anni a questa parte hanno registrato il segno negativo come media nazionale. Il prezzo della terra è diminuito in modo impercettibile (-0,1%) in termini nominali, ma se si tiene conto del tasso di inflazione la contrazione è piuttosto rilevante (-3,1%) e va ad aggiungersi alle riduzioni in termini reali registrate dal 2008. Considerando l’incremento generale dei prezzi, il patrimonio fondiario italiano, in media, vale il 93% di quanto valeva nel 2008.La diminuzione del prezzo medio, per quanto debole, è il risultato di andamenti territoriali parzialmente inaspettati. Sotto il profilo geografico si conferma la graduale divaricazione dei valori fondiari tra le regioni settentrionali e quelle centrali e meridionali, ma mentre negli anni precedenti la crescita dei valori al Nord riusciva a compensare la stasi delle quotazioni nel Mezzogiorno, nel 2012 si evidenzia un cedimento delle quotazioni anche in regioni come Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige, dove i valori fondiari sono generalmente più elevati e la domanda più sostenuta. In secondo luogo il prezzo della terra diminuisce in misura relativamente più elevata nelle zone di pianura, malgrado tali aree siano più ricche di terreni fertili e dotati di buone infrastrutture dove si concentra la maggior parte dell’attività di compravendita.Una prima ipotesi che potrebbe spiegare l’andamento in flessione riguarda il graduale processo di aggiustamento dei prezzi a cui si sta assistendo, in conseguenza della crisi economica e dei nuovi scenari che hanno caratterizzato l’agricoltura europea nell’ultimo decennio. La difficoltà di accesso al credito rimane uno dei fattori che limita le potenzialità della domanda degli agricoltori professionali che sono ancora interessati a consolidare la struttura aziendale per aumentare le economie di scala. D’altra parte gli acquirenti extragricoli sono frenati dalla mancanza di liquidità e dalle prospettive incerte per la redditività del settore, anche se non manca l’interesse di investitori, anche stranieri, per acquisizione di aziende intere o per corpi fondiari di una certa rilevanza situati in zone particolarmente pregiate.Oltre alla crisi economica, l’agricoltura italiana risente anche delle mutate condizioni di mercato e degli sviluppi della politica agricola sempre più orientata verso una riduzione del sostegno ai redditi. È probabile che, in un contesto caratterizzato da elevata volatilità dei prezzi e da prospettive di ulteriori contrazioni degli aiuti al reddito, gli agricoltori anziani e quelli meno professionali abbandonino il settore anche attraverso la vendita del fondo. Sembra venuto meno anche l’effetto sulla domanda degli incentivi per le fonti energetiche rinnovabili che in contesti locali avevano portato il valore dei terreni a livelli particolarmente elevati. Inoltre l’introduzione dell’IMU per i terreni agricoli ha ridotto ulteriormente le aspettative degli investitori.A fronte di prezzi della terra che nell’ultimo decennio sono stati ritenuti in molti casi non compatibili con la normale redditività agricola, la flessione delle quotazioni potrebbe continuare anche nel prossimo futuro. Va aggiunto che non sembra possibile generalizzare questa prospettiva, considerato l’andamento differenziato che caratterizza il mercato fondiario a livello territoriale. Inoltre il riallineamento tra valori fondiari e redditività potrebbe rimettere nuovamente in gioco gli agricoltori che sono interessati a investire nella propria impresa.

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Giustizia: Familiari vittime Ustica e Art.21, Italia ratifichi convenzione europea su collaborazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 luglio 2013

Ascanio Celestini, "La fila indiana"...

Ascanio Celestini, “La fila indiana” – Bologna, Museo della Memoria di Ustica, 7 luglio 2011 (Photo credit: Il Fatto Quotidiano)

“Il nostro paese non ha ancora ratificato la convenzione europea in materia giudiziaria del maggio 2000, come altri numerosi strumenti normativi internazionali in materia penale. E’ un fatto incredibile se si pensa a quante normative europee circondano e condizionano la nostra vita economica e politica. E’ un fatto inaccettabile perché compromette la credibilità e l’immagine del Paese nell’ambito dei piu’ importanti consessi internazionali ed europei (O.N.U., Consiglio d’Europa, U.E.).” Così l’Associazione dei Parenti della Vittime della Strage di Ustica e Articolo21 scrivono in un appello congiunto rivolto al presidente del Consiglio, ai ministri degli Esteri e della Giustizia, ai presidenti di Camera e Senato. “Ma è soprattutto una situazione pericolosa perché danneggia la stessa nostra capacità investigativa nel contrastare le emergenti forme di una criminalità organizzata ormai di dimensione “transnazionale”, se non, addirittura, “globale”(terrorismo internazionale, riciclaggio, criminalità economico – finanziaria, tratta degli esseri umani, ecc.). Lo stesso Presidente del Parlamento Europeo Martin Schultz ha risposto all’Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica e ai parlamentari italiani (Caronna, Cofferati, Sassoli), che avevano richiesto collaborazione alle indagini della Procura di Roma sulla Strage di Ustica risponde, pur condividendo lo spirito della richiesta, affermando che l’Italia, proprio per la mancata ratifica, non può chiedere e ottenere una collaborazione Europea”.“In occasione del XXXIII anniversario della strage di Ustica – conclude l’appello – abbiamo ribadito che non sono necessari per raggiungere la verità straordinari interventi ma è determinante e decisivo che ogni Istituzione dello Stato svolga fino in fondo e responsabilmente il suo ruolo nel rispetto delle leggi. E dunque sempre più si deve affermare che non è accettabile, in un percorso di verità e giustizia e di difesa delle vittime, che Governi e Parlamenti non ratifichino convenzioni internazionali riguardanti materie tanto cruciali e importanti”

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