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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 29 luglio 2013

Pescara: Trofeo Matteotti

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2013

Lo svizzero Sébastien Reichenbach, classe 1989, ha vinto la 67esima edizione del Trofeo Matteotti. Ha preceduto il compagno di squadra, Johann Tschopp, entrambi della Iam Cycling, giunti sul traguardo di Piazza Duca degli Abruzzi a braccia alzate. I due svizzeri sono stati protagonisti assoluti della gara: in fuga sin dal primo giro, insieme con un drappello di dieci corridori. Esclusa dall’azione principale, i corridori della Fantini Vini di Taborre e Rabottini, che hanno tentato (inutilmente) il recupero sui battistrada. Dopo 12 giri, la coppia Reichenbach-Tschopp, ha fatto la differenza sulla salita di Montesilvano Colle, e si è involata verso il traguardo di Pescara. Al terzo posto, la volata del gruppo è stata vinta da Enrico Battaglin (Bardiani Valvole-Csf). Presente anche il Ct azzurro, Paolo Bettini, che ha seguito la gara in ammiraglia.ORDINE D’ARRIVO. 1) Sébastien Reichenbach (Iam Cycling) ha coperto i 188.500 in 4 ore e 47’, 22”, alla media oraria di 39.500. 2) Johan Tschopp (Iam Cycling); 3) Enrico Battaglian (Bardiani Valvole) a 48”; 4) Leonardo Pinizzotto (Team Nippo); 5) Mauro Finetto (Fantini Vini-Sella Italia); 7 Fabio Taborre (Fantini Vini); 9) Luca Mazzanti (Fantini Vini); 22 Fabio Felline (Androni Giocattoli).

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La Cassazione esclude la notifica diretta per posta degli atti fiscali

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2013

Solo gli attenti osservatori del diritto, in particolare di quello tributario, si sono accorti dei possibili sconvolgenti effetti sul sistema delle notifiche degli atti fiscali dopo l’ordinanza n. 13278 del 28 maggio 2013 che di fatto ha posto seri dubbi sulla legittimità delle notifiche a mezzo posta di tali atti senza che il procedimento sia effettuato da un agente all’uopo abilitato, con possibili annullamenti a raffica, per buona pace di tanti contribuenti che effettivamente non hanno potuto avere piena contezza degli atti notificatigli, di tutti quelli che non seguono correttamente l’iter dettato dalla normativa per come interpretata dalla Suprema Corte. Nell’articolo di seguito scritto a due mani dagli avvocati Maurizio Villani e Idalisa Lamorgese, che per Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, vale la pena leggere con attenzione, viene esplicata in dettaglio la decisione in questione che lascia più di un dubbio ed in particolare: quale sarà la disciplina applicabile alle notificazioni a mezzo posta di atti tributari alla luce di questa interpretazione della normativa?
La Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 13278 del 28 maggio 2013, ha stabilito che è nulla la notifica degli atti fiscali nel caso in cui l’avviso lasciato dall’agente postale, che ne dà notizia con raccomandata con avviso di ricevimento, non riporta il numero civico presso il quale avrebbe cercato il contribuente. Infatti, la Sesta Sezione Civile della Suprema Corte, con l’Ordinanza di cui sopra, ha accolto il ricorso di un contribuente che chiedeva la cassazione della sentenza pronunciata dalla Commissione Tributaria Regionale di Palermo, con cui, confermando la decisione di primo grado, veniva respinto il proprio atto di appello nei confronti dell’Agenzia delle Entrate.La controversia è scaturita da una cartella di pagamento, emessa sulla base di provvedimento di irrogazione di sanzioni, di cui il contribuente ha chiesto l’annullamento eccependo un vizio di notifica, consistito nel mancato rispetto di tutti gli adempimenti richiesti dalla legge e, segnatamente, dall’articolo 3 della Legge n. 892/1982 concernente la notificazione di atti a mezzo posta. Infatti il messo notificatore aveva omesso di annotare quale fosse il numero civico dello stabile presso il quale aveva cercato il destinatario dell’atto, anche per colpa dell’Ufficio Finanziario che non aveva compiutamente indicato l’indirizzo del contribuente.Più in particolare, i Giudici di appello si erano limitati a verificare che l’agente postale, alla cui attività andava riconosciuta efficacia probatoria fino a querela di falso, avesse curato i prescritti adempimenti, dando atto di avere “immesso avviso cassetta ingresso dello stabile in indirizzo”.In sede di Cassazione il ricorrente lamentava, invece, la mancata ricezione dell’atto e riteneva che le carenze di notifica fossero da imputare sia all’originario errore omissivo dell’Ufficio che non aveva compiutamente indicato l’indirizzo omettendo il numero civico, che ad un vizio del procedimento di notifica: l’agente postale, infatti, non aveva annotato nell’avviso di ricevimento il numero civico dello stabile nel quale si era concretamente introdotto.La decisione veniva, pertanto, impugnata per violazione e falsa applicazione dell’ art. 3 della L. 890/1982, nonché dell’art. 6 della L. 212/2000.Ebbene, diversamente dai giudici del merito, la Suprema Corte ha accolto il ricorso del contribuente, rinviando la causa per nuovo esame ad altra sezione della CTR della Sicilia. Gli Ermellini hanno infatti attribuito estrema importanza alla completezza dell’avviso lasciato dall’agente delle poste al momento della notifica dell’atto tributario. Sul punto i supremi giudici hanno ribadito che, nel caso di notifica a mezzo posta e di irreperibilità relativa del destinatario, le modalità di notifica devono essere rigorosamente osservate e menzionate nell’avviso di ricevimento, deducendone che lì dove, come nel caso, dalla sola annotazione dell’agente postale riportata nell’avviso, non possa ricavarsi l’avvenuto puntuale espletamento di tutte le prescritte formalità, e segnatamente il luogo di immissione dell’avviso, la notifica non può ritenersi correttamente effettuata.
L’ ordinanza in commento si segnala, paradossalmente, più per quello che lascia ipotizzare che per quello che, esplicitamente, afferma.
In particolare, offre, lo spunto per una importante riflessione (cfr. M. Bruzzone “La notifica a mezzo posta è inesistente se manca il civico nell’avviso di ricevimento” in Corriere Tributario 29/2013) che merita di essere posta in evidenza in questo articolo.Orbene, è opportuno prima di tutto segnalare che non vi è dubbio che quella delle notifiche a mezzo posta degli atti tributari è materia estremamente complessa e delicata, come dimostra la copiosa giurisprudenza di merito e di legittimità che negli ultimi anni si è pronunciata sull’argomento.La Suprema Corte nell’ordinanza n. 13278 del 28 maggio 2013, è tornata a pronunciarsi sulla notificazione a mezzo posta di atti tributari.Preme in questa sede evidenziare che la soluzione interpretativa prospettata dagli Ermellini, è di estrema importanza e presuppone l’applicazione alle notifiche di atti tributari a mezzo posta della Legge n. 890 del 20 novembre 1982 “Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari”, ponendosi, in tal modo, in netto contrasto con la tesi, sostenuta in altre pronunce della stessa Corte, che, al contrario, ammette la spedizione diretta a mezzo posta di provvedimenti impositivi ed esattivi, senza l’intervento di un agente notificatore abilitato e senza la compilazione della relata di notifica, assumendo l’inapplicabilità né dell’art. 149 c.p.c., né, di conseguenza, delle più rigorose formalità prescritte dalla legge n. 890/1982 e l’operatività della disciplina regolamentare sull’ordinaria posta raccomandata, contenuta nel Decreto del Ministero delle comunicazioni del 9 aprile 2001 (cfr. Sentenza Cassazione n. 15746 del 19 settembre 2012).Orbene, alla luce di quanto sopra esposto, sebbene in realtà le sentenze dei giudici di legittimità non abbiano specificatamente affrontato l’eccezione dell’inesistenza della notifica per posta diretta perché effettuata da un soggetto non abilitato dalla legge, è evidente che viene a configurarsi un chiaro contrasto interpretativo: quale sarà la disciplina applicabile alle notificazioni a mezzo posta di atti tributari?

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FISH: apertura su regolamento ISEE

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2013

“L’ISEE va approvato quale livello essenziale di assistenza. Ce n’è necessità oggi per frenare le profonde disparità territoriali in tema di assistenza e per eliminare le storture dell’ISEE vigente. Elementi da correggere ce ne sono, ma di qui ad alimentare convinzioni catastrofiste ce ne passa.”Questo il commento della FISH a margine della discussione nelle Commissioni parlamentari che devono esprimere un parere sullo schema di decreto che regolamenta il nuovo Indicatore della Situazione Economica Equivalente.“Abbiamo seguito con attenzione l’elaborazione del nuovo regolamento. – così si esprime Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – Sappiamo bene che la revisione dell’ISEE è stata fissata nella precedente legislatura con la manovra ‘Salva Italia’ (Legge 214/2011). Sui criteri approvati allora dal Parlamento il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha elaborato successive stesure, riscrivendole anche su pressione di associazioni, sindacati, organizzazioni dell’impegno civile.”Le prime versioni del regolamento, come si ricorderà, erano state oggetto di forti e circostanziate critiche della FISH che evidenziava il trattamento assai sfavorevole riservato alle persone con disabilità e ai loro nuclei familiari.“Chi ha dovuto elaborare il decreto si è trovato a gestire un ‘paradosso’ stabilito dal Parlamento nella legislatura precedente: dover considerare nell’indicatore reddituale anche le prestazioni assistenziali. È anche grazie alla pressione della FISH se tale contraddizione, nella versione più recente, è stata neutralizzata con franchigie e con la possibilità di detrarre, ad esempio, tutte le spese assistenziali sostenute in caso di gravi disabilità.”Il nuovo ISEE conteggia, ad esempio, indennità di accompagnamento, ma per gli stessi titolari è prevista una franchigia di 6.500 euro (l’indennità è di 5.800 euro l’anno). Tutte le spese sanitarie (compresi ausili, auto adattate, cani guida per ciechi, sussidi tecnici ecc.) possono essere sottratte dall’indicatore reddituale fino ad ulteriori 5.000 euro. Inoltre possono essere sottratte integralmente, per i disabili gravi, le spese per collaboratori domestici, addetti all’assistenza personale e badanti fino alla compensazione completa delle provvidenze assistenziali ricevute.“Si può fare di più, ma per onestà dei fatti bisogna ammettere che, per la prima volta, è stato riconosciuto che la disabilità produce costi e impoverimento per i nuclei familiari. Si può fare di più e meglio, ma non si può disconoscere che il nuovo regolamento riserva attenzione alle persone con grave disabilità, con disabilità intellettiva, o che intendano – faticosamente – costruirsi una famiglia e un’autonomia personale. Si può fare di meglio ma su questo è necessario un impegno del Parlamento per correggere la norma originaria. E già che c’è aiutarci a ripensare nella loro interezza le politiche per la disabilità e a garantirne le risorse.”

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Faville dal castello

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2013

faville dal castello“Sogni, Desideri e Filtri D’Amore sotto le Stelle” attendono tutti gli amanti dell’astrogastronomia per un’avventura nelle stanze di un maniero storico, dove regna l’atmosfera ideale per una notte stellare. È il Castello di Gropparello (PC) dove il 14 agosto 2013 si assaporano le pietanze preparate dalla chef Amelia dell’Amorosa nella Taverna Medievale (ore 20.30), cenando con commensali d’eccezione, come Niccolò Copernico. Gli ospiti, vestiti con costumi d’epoca, saranno accompagnati nel Cortile del Castello, per un brindisi campestre, mentre i Coppieri verseranno un delizioso Monterosso Doc nei calici, da assaporare con grana padano e pasticcetti salati. La cena, animata da discussioni sulle stelle, è composta innanzitutto da Corona di culaccia piacentina con giardiniera di verdure e Crostino noir con formaggio filante e acciughe. Il primo è a base di Testaroli alle zucchine e Ravioli di rucola al burro e grana, per poi passare all’Arrosto di vitello alla senape, accompagnato da patatine al burro. Per finire, Bavarese di fragole e cioccolato e bevanda delle Americhe in tazzina. Ad annaffiare il tutto, vino Gutturnio Doc. La serata prevede anche la visita al Castello, per ammirare le Gole del Vezzeno, il giardino e lasciarsi condurre tra le magie della Volta Celeste. Il prezzo è di 59 euro a testa (46 euro per i bambini fino a dieci anni). La prenotazione è obbligatoria. Anche Ferragosto sarà speciale, con l’apertura straordinaria del “Parco delle Fiabe”, il primo parco emotivo in Italia.(faville dal castello)

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Le nuove nomine al Mi.P.A.A.F.

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2013

“La conferma di Giuseppe Blasi come Capo Dipartimento delle Politiche Europee ed Internazionali e dello Sviluppo Rurale così come le nomine di Gianluca Maria Esposito a Capo Dipartimento delle Politiche Competitive, della Qualità Agroalimentare e della Pesca e di Stefano Vaccari a Capo Dipartimento dell’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi ci confermano la volontà del Mi.P.A.A.F. di proseguire il percorso di collaborazione avviato per la valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze, il cui futuro è indissolubilmente legato a temi quali la salvaguardia idrogeologica e la disponibilità di risorse idriche di qualità.”
Lo afferma Massimo Gargano, Presidente A.N.B.I. (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni), a commento delle scelte operate dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro, Nunzia De Girolamo.
Prosegue Gargano: “Nel momento, in cui l’Unione Europea si conferma punto di riferimento politico ed economico anche per le scelte interessanti i Consorzi di bonifica, il lavoro dei Capi Dipartimento ora nominati sarà garanzia di competenza e professionalità nel difficile iter per il rilancio del sistema Italia.”

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Furti nelle spiagge

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2013

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see filename (Photo credit: Wikipedia)

È un fenomeno che si ripete puntualmente ogni anno, ma per le segnalazioni che stanno giungendo dalle mete di vacanza allo “Sportello dei Diritti”, pare che la crisi lo abbia amplificato e di molto: si riempiono le spiagge e arrivano i furti a raffica sull’arenile.
Furti in serie, quindi, solo una piccola parte dei quali denunciati a carabinieri e polizia, che fanno pensare sia alla presenza di vere e proprie organizzazioni specializzate in questo tipo di reato, ma anche a ladri improvvisati che per farsi la giornata, ed a volte anche qualcosina in più, puntano chi si distrae perché magari preso dal meritato relax delle ferie o mentre si bagna in mare per rinfrescarsi un po’.
Le ruberie, peraltro, che riguardano tutte le località balneari, che siano le più rinomate ma anche quelle meno, non lasciano immuni sia le spiagge pubbliche che i lidi privati ed avvengono quasi sempre nelle ore diurne, ma anche nei parcheggi vicini alle spiagge dove per qualche distrazione si lascia un finestrino un po’ aperto dell’auto e qualche oggetto tipo occhiali da sole o qualche moneta abbandonata sulla plancia o sul cruscotto. Certo è che le spiagge più affollate e quelle “vip” sono le più “ambite” dai furfanti e dalle organizzazioni che lo hanno fatto diventare, in questi luoghi nei quali è quasi un gioco da ragazzi, un vero e proprio business criminale. Ci è stato segnalato peraltro, in tal senso, che i residui della refurtiva, tipo borse e borsellini, vengono poi abbandonati in determinati posti dove è possibile scovare un accumulo di queste custodie tanto elevato è il numero di quelle che appaiono come delle vere e proprie “razzie” in questo periodo dell’anno.
Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, consiglia che si deve cercare il più possibile di evitare di portare oggetti di valore sotto l’ombrellone, ma se proprio non se ne può fare a meno, bisogna prestare la massima attenzione non solo ai propri effetti personali, ma anche a quelli dei vicini d’ombrellone quando questi vanno in acqua e abbandonano tutti i propri effetti, portafogli, telefoni, occhiali da sole, chiavi dell’auto in bella vista sulla spiaggia. E non si tratta solo di semplice e puro spirito di cortesia, ma di prevenzione reciproca e per sé stessi. Per la vastità dei litorali e l’enorme numero di bagnanti, infatti, i primi a vigilare dovrebbero essere proprio questi. Avere l’accortezza di lasciare sempre qualcuno sul posto abbatterebbe drasticamente e definitivamente il fenomeno. Inoltre, chiudere perbene l’autovettura, evitando di lasciare oggetti che potrebbero attirare l’attenzione di questi lestofanti, è una prassi che ci dovrebbe riguardare sempre.In ultimo, bisogna essere sempre pronti a contattare il 112 e 113, il che faciliterebbe le forze dell’ordine a pizzicare in flagranza o quasi i malandrini.

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E’ morto Ersilio Tonini

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2013

Di Marina Corradi. È nato quand’era papa Pio X. Un secolo di storia nella biografia del cardinale “testimone”Quando è nato lui, il Pontefice era Pio X, e presidente del Consiglio era Antonio Salandra. La prima guerra mondiale era ancora di là da venire, come il fascismo. Ciò che a noi sembra un passato remoto per il cardinale Ersilio Tonini, nato il 20 luglio 1914, è stato contemporaneità. E fa davvero un singolare effetto scorrere la storia di un uomo nato quando ancora non esisteva la radio, e il cui nome ora si trova su Wikipedia e Facebook.Il gusto della vita, a cura di Paolo Gambi, appena uscito per Piemme, é una biografia che contiene il gusto di rivedere la grande storia attraverso la personale storia di un uomo, che ancora ce la può raccontare.Figlio di un capobifolco di una cascina del Piacentino, agli occhi del bambino Ersilio il mondo si presenta da subito intenso, drammatico e insieme splendido. Suo padre è tra i fanti sul Piave, sua madre ogni mattina dice con lui le preghiere e gli insegna quel sacro senso di stupore per il creato che era, e forse è ancora, il tesoro delle madri cristiane. L’Emilia, attorno, sobbolle negli scioperi degli anni Venti che lasciano le vacche non munte a morire nelle stalle. Poi sulla scena irrompono le camicie nere. Il Novecento si avvia sulla sua tragica rotta, sotto agli occhi di un bambino di campagna.Che intanto vive immerso nella regalità della campagna emiliana, tra campi d’oro e aratri ancora trainati dai buoi. «Incantagione», è il termine che Tonini usa per indicare quel mondo splendente. Bello: sembra un incrocio fra ‘piantagione’ e ‘incantesimo’; o una piantagione di incantesimi. Poi la precoce vocazione, gli studi in seminario accompagnati dalla passione per la filosofia greca; intanto, fuori va preparandosi un’altra più terribile guerra. Che passerà accanto, rapida e nera, al giovane Tonini.Nei giorni della fine del conflitto gli accade di confessare un soldato tedesco morente, di ricevere dalle sue mani l’ultima lettera dalla Germania della figlia bambina. Son cose che non si imparano sui libri, ma solo nella carne: che ogni uomo, anche il nemico, è uomo come te. Il 1948 compare fra le pagine del libro nell’aura di una forte tensione morale e con pochi significativi nomi: Fanfani, Moro, la nobiltà di una nascente Dc.E poi, poi, corre il secolo e la storia. Parroco a Salsomaggiore, negli anni in cui l’Italia sembra crescere ricca e felice. Vescovo, poi arcivescovo a Ravenna. L’incontro con Enzo Biagi, che porta Tonini in tv dopo averlo valutato con il suo occhio esperto(«In tv questo prete funzionerà benissimo»). L’avvento di Giovanni Paolo II è anche un’amicizia fra due uomini nati lontani, ma con una passione per la vita e per Dio comune. «E poi – scrive Tonini attraverso Paolo Gambi – mi è accaduta questa strana esperienza, di fare il cardinale». Dice così, come se d’improvviso e inaspettatamente si fosse ritrovato la porpora sulle spalle. Chi conosce Tonini sa che davvero è così, e che è vera quell’ombra di rammarico in lui, quando capí che il tempo delle parrocchie era finito. E già è passata la soglia del 2000 quando Tonini si impegna nella bioetica, nelle battaglie per preservare la naturalità della procreazione umana, mentre sulle riviste internazionali si azzardano idee di clonazione (davvero strabiliante, quanto tempo è passato dal governo Salandra).Un filo tiene unito questo lungo cammino: lo stupore, la fascinazione quasi ancora infantile che il vecchio ex bambino prova di fronte alla realtà, che sia una spiga di grano o l’elica del Dna. Lui dice che questo stupore glielo ha trasmesso sua madre, in quello sguardo all’alba sui campi. Dice: «Bisogna aver provato questo amore radicale della tua vita per comprendere che le tue mani, i tuoi occhi sono un bene che devi custodire».Che è poi ciò che noi vorremmo dare ai nostri figli, cent’anni dopo; e, speriamo, anche fra i prossimi cento.(Copyright Avvenire)

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Sicilia: Solidarietà e sostegno alle Mamme

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2013

No Muos e ai comitati No Muos in mobilitazione contro il mostro Usa e contro il colpo basso di CrocettaUna vera e propria beffa ai cittadini siciliani la decisione del Presidente della Regione Rosario Crocetta, che dopo aver, nel marzo scorso, revocato la concessione per l’installazione del Muos a Niscemi, ha pensato bene, nei giorni scorsi, di fare marcia indietro revocando a sua volta, nell’imbarazzo generale, la revoca imposta ai lavori.Una decisione incomprensibile, che tradisce ogni fiducia riposta nelle istituzioni dai tanti cittadini, comitati, organizzazioni locali e non che in questi mesi hanno sostenuto la battaglia contro la costruzione del potente (e nocivo) sistema satellitare di difesa targato Usa sul territorio della Trinacria.Dal canto nostro, considerata l’emblematicità della vertenza contro il Muos, il suo potente impatto sulla salute e le questioni sottese che esso solleva (dalla sovranità nazionale, alle politiche di difesa, al diritto di autodeterminazione delle comunità locali sul proprio territorio) avevamo disposto che, nell’ambito della 2° edizione del Premio Donne Pace Ambiente Wangari Maathai, promosso dall’Associazione A Sud in collaborazione con la Casa Internazionale delle Donne e con il patrocinio della Commissione delle Elette del Comune di Roma, che ha l’obiettivo di visibilizzare l’impegno delle donne nella difesa del territorio e dei diritti, uno dei premi fosse assegnato proprio ad una attivista del comitato Mamme No Muos di Niscemi, Concetta Gualato.Un contributo simbolico al sostegno di una lotta che ci vede tutte e tutti al fianco delle comunità siciliane nel tentativo di sventare l’ennesimo attacco al diritto alla salute e alla salubrità del territorio.La recente decisione del presidente Crocetta, che ci lascia senza parole, dimostra una volta ancora l’assoluta cecità delle istituzioni politiche rispetto alle richieste che giungono dai territori e dai cittadini e conferma la pericolosissima tendenza a sovra ordinare al rispetto di diritti inviolabili e costituzionalmente garantiti altri tipi di interessi affatto generali.Ancor più scandaloso che il dietro front della Regione faccia riferimento al contestato parere emesso nelle scorse settimane dall’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui il Muos non farebbe male alla salute di chi vi abita accanto. Parere considerato dai comitati e dai tanti tecnici che in questi anni hanno lavorato a dimostrare il contrario, basato su presupposti scientifici tutt’altro che inattaccabili.Per queste ragioni, e considerando il diritto alla salute e dunque alla vita il più inviolabile e sacro dei diritti umani, esprimiamo la nostra solidarietà e il nostro incondizionato appoggio alle cittadine e ai cittadini siciliani, ai comitati No Muos e al Comitato Mamme No Muos di Niscemi, in mobilitazione da giorni contro quest’ennesimo attacco alla sovranità popolare e alla giustizia sociale ed ambientale che dovrebbe invece orientare ogni scelta di buon governo.

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Nuove centrali nucleari in Europa?

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2013

Una notizia shock a livello europeo che potrebbe mettere a dura prova il risultato del referendum italiano contro il nucleare e la politica tedesca per le rinnovabili. A denunciare pubblicamente in Italia lo scempio ambientale che si sta paventando in Europa è lo “Sportello dei Diritti”, nella persona del presidente e fondatore Giovanni D’Agata, dopo aver appreso da fonti estere dell’esistenza, e in particolare a seguito di uno scoop apparso mercoledì scorso sul quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung, di un documento comunitario che annuncia finanziamenti a nuovi impianti nucleari.
La Commissione UE, dunque, nonostante Fukushima, il referendum italiano, l’aumento delle misure di sicurezza delle centrali già esistenti sul territorio dei 28 stati membri, e i forti dubbi espressi in seno al consesso europeo anche da membri importanti come la Germania, avrebbe intenzione di incentivare la costruzione di nuove unità di produzione di energia atomica.
L’atto in questione porta la firmato di Joaquin Almunia, Commissario europeo alla concorrenza, e riporterebbe la circostanza che la produzione energetica nucleare risulta essere ancora tra gli obiettivi strategici dell’Unione Europea, e in futuro gli stati nazionali potranno finanziare nuovi impianti. Anche con il sostegno finanziario di contributi europei, che oggi sono riservati alle fonti di energia rinnovabili. Per il giornale teutonico, Gran Bretagna, Francia, Lituania, Repubblica Ceca e Polonia sarebbero d’accordo con questa scelta che riteniamo distruttiva per l’ambiente e non in linea con la necessità di puntare sulle rinnovabili per il futuro energetico dell’intera Unione. Peraltro, sono tutti stati membri nei quali è in programma la costruzione di nuove centrali nei prossimi anni. La Germania avrebbe espresso contrarietà a questa “nuova” strada energetica essendo stata dopo Fukushima, uno degli alfieri mondiali della denuclearizzazione, avendo optato per una diffusione capillare delle energie rinnovabili e una politica ambientale avanzata.
Vale la pena ricordare che la politica energetica è di competenza principalmente degli stati membri, non dei burocrati UE, ma il documento mostrerebbe una direzione abbastanza delineata verso l’affiancamento del nucleare alle fonti energetiche rinnovabili, il cui sviluppo è orientato dalla politica Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e solidale. Per Giovanni D’Agata è il momento che l’Italia faccia sentire la sua voce esprimendo forte contrarietà al documento in questione soprattutto in ragione della manifesta volontà popolare espressasi solo due anni fa nuovamente contro il nucleare senza se e senza ma, con il successo nel referendum abrogativo. Se il governo non dovesse esprimere, al contrario, una forma di dissenso, avallerebbe di fatto la strategia portata in Commissione, ponendosi nuovamente così un nuovo muro tra Palazzo e Popolo e l’Italia potrebbe ritrovarsi ancor più circondata dalle centrali nucleari degli stati vicini.

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Tunisia, tensioni dopo l’uccisione del leader dell’opposizione laica Brahmi

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2013

Nel giorno della celebrazione del 56° anniversario della Repubblica è stato assassinato il leader politico dell’opposizione laica Mohamed Brahmi, aumentando le tensioni nel paese. Deputato dell’Assemblea costituente, già leader del Movimento del Popolo e da poche settimane coordinatore generale del nuovo partito Corrente Popolare, Brahmi aveva assunto una posizione apertamente critica nei confronti del partito islamista al governo al-Nahda. Nelle principali città tunisine si sono svolte violente manifestazioni in seguito alla notizia: l’episodio e la reazione popolare ricordano l’assassinio di pochi mesi fa di un altro membro dell’opposizione laica, Chokri Belaid.
E’ probabile che questo secondo episodio ritardi ulteriormente l’accordo tra il partito laico e islamista sulla bozza della nuova Costituzione: il testo deve ancora essere approvato dall’Assemblea Costituente, dopo oltre un anno di lavori. In conseguenza di tali ritardi saranno possibili slittamenti del calendario elettorale: le elezioni presidenziali e legislative sono attualmente previste per fine 2013.L’assassinio di Brahmi potrebbe avere impatti anche sulla performance economica del paese: le rinnovate tensioni politiche impatteranno sui tempi della ripresa economica e sull’effettiva capacità delle autorità di implementare le riforme necessarie. Il FMI, con cui il paese ha recentemente concluso un accordo da USD 1,75 miliardi, stima la crescita del PIL tunisino al 4% nel 2013 e al 4,5% nel 2014; queste previsioni sono tuttavia legate alla presenza di un contesto politico stabile: il recente episodio di violenza potrebbe avere ricadute su settori strategici, come il turismo (che contribuisce complessivamente al 14% del PIL), e sulla capacità di attrarre investimenti esteri (che ha già registrato una riduzione del 10,6% degli investimenti esteri nel primo trimestre 2013, rispetto allo stesso periodo del 2012). Inoltre, in risposta al recente episodio di violenza, il sindacato l’UGTT (Union Générale Tunisienne du Travail) ha indetto una serie di scioperi generali che riguarderanno i settori chiave quali trasporti e minerario-estrattivo, quest’ultimo particolarmente strategico e frequentemente colpito da scioperi e manifestazioni che ne hanno rallentato l’attività.
A livello di sicurezza, la situazione continua ad essere delicata, soprattutto in alcune aree: resta in vigore lo stato di emergenza in tutto il paese, mai rimosso dalla caduta del precedente regime di Ben Ali e recentemente prorogato dal presidente Marzouki.

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Codice di Camaldoli

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2013

Nel 1943, in un paese ormai travolto dalla sciagura, si riunisce un gruppo di intellettuali cattolici. Hanno vissuto con Mounier e Huizinga l’agonia dell’Europa sconvolta dal totalitarismo fascista e decidono che i cattolici sono importanti per salvare l’Italia e l’Europa. Senza lo spirito di Camaldoli non ci sarebbe stata la partecipazione dei cattolici alla Resistenza e la scrittura della nostra Costituzione. Senza i democratici-cristiani non sarebbe rinata l’Europa. (Scrive Christiane Liermann: “L’Europa è un’invenzione della Democrazia Cristiana”). Se paragoniamo la crisi di oggi alla crisi di allora ci accorgiamo che è passata un’epoca. La rivoluzione tecnologica ha cambiato tutti i dati del sistema globale e ci troviamo ad affrontare una nuova crisi, ma diversa ed irreversibile da interpretare. I dati di questa crisi sono sotto gli occhi di tutti: rapida globalizzazione, società liquida fondata su scelte individuali dilatate, crisi della famiglia tradizionale, abolizione dei valori relazionali. La finanza disconnessa dall’economia ha creato valori virtuali incontrollati: una sorta di moneta falsa rapina le economie reali, crea grandi ricchezze artificiali e nuove povertà. In questo quadro declinano le identità nazionali. Le immigrazioni assumono dimensioni bibliche, ed aprono panorami sconosciuti. La crisi delle ideologie impedisce di vedere i nessi storici di questi cambiamenti e mentre si amplia a dismisura la possibilità di comunicazione ricompare con nuova micidiale potenza lo spettro della schiavitù e della tratta umana.Non ci sfuggono alcuni aspetti positivi che alimentano le nostre speranze. L’aspirazione alla democrazia è molto più alta che non quella ai tempi della fine dei grandi conflitti mondiali. Le primavere dei paesi emergenti devono ancora trovare una strada, ma sono reali. La difesa dei diritti umani non è sempre equanime e logica, ma è determinata. La comunicazione sociale intercontinentale dà occasione a forme di solidarietà e di partecipazione. La costruzione non ancora finita dell’Europa apre una finestra per il nostro impegno globale. Un nuovo cattolicesimo mondiale, attento alla povertà ed all’ingiustizia, alimenta le nostre speranze. Mentre il Vescovo di Roma porta sulla scena della comunicazione globale i naufraghi di Lampedusa e le favelas di Rio, cosa fa Roma, cosa fa l’Italia? L’Italia è esistita sempre ed esiste per una vocazione connessa alla universalità cristiana. L’Italia è una missione speciale, è un “primato civile”. “Non si sta a Roma senza una missione universale”, diceva Silvio Spaventa a Theodor Mommsen. “L’Italia è un laboratorio per dare risposte alla crisi”, diceva Dossetti. Nel panorama dell’Italia di oggi c’è un grande vuoto: l’irrilevanza dei cattolici, la loro assenza ed il loro tradimento.
• Non un programma, ma una “conversione”. In questi anni Movimenti, Istituti, Settimane Sociali e Convegni hanno prodotto una mole considerevole di proposte, di analisi e di programmi. Non siamo qui per redigere un nuovo programma o per fare un’antologia del meglio delle proposte elaborate. Il nostro compito è piuttosto quello di rinvenire le motivazioni che possano portare i cattolici a reimpegnarsi. Scrive Giuseppe De Rita (Il Corriere sabato 20 Luglio 2013): “C’è bisogno non di un lungo elenco di cose da fare, ma di un’interpretazione e orientamento dei fenomeni e dei processi che attraversano la società italiana”. Non abbiamo bisogno di un programma, ma di una “conversione”, che vuol dire un “cambiamento di direzione” nel nostro cammino. Si possono individuare alcuni doveri fondamentali capaci di dare fede e speranza alla nostra carità.
• La scelta democratica come valore “non negoziabile”. Dobbiamo diventare intransigenti nella difesa della Costituzione e dobbiamo diventare irremovibili “ribelli per amore” nell’esigere una legge elettorale in cui il popolo scelga direttamente e realmente i suoi rappresentanti e con la quale una vittoria certa legittimi un governo stabile.
• La partecipazione. Sostituire la declamazione dei diritti incommensurabili con una seria partecipazione ai doveri. Applicare il principio di sussidiarietà, previsto dalla Costituzione, in maniera orizzontale e verticale, facendo leva sulla solidarietà. Ribellarsi al linciaggio moralistico, al turpiloquio vaneggiante ed alla turpe antipolitica. Siamo cittadini con pieno diritto e piena responsabilità di una patria per cui molti sono morti. Fuori i barbari!
• L’amministrazione gentile e servizievole. Il compito degli amministratori del bene pubblico è un sacerdozio. E quindi tutto il modo di gestire lo Stato, le amministrazioni locali, i servizi della comunità, deve essere: non tirannico, ma civile; non sibillino, ma trasparente; non ricattatorio, ma gentile; non difficoltoso, ma servizievole. Dossetti nel 1956 immaginò che si potesse costruire il Comune dei servizi, al posto del Comune esattore. Apriamo la strada alla civiltà del servizio per rivedere con questa luce il servizio della scuola, il servizio della giustizia, il servizio del lavoro.
A chi, se non a noi, spetta il compito di mettere l’attività economica al servizio dei principi etici che sono il fondamento di una civiltà compassionevole e di uno stato provvidente. Tornano gli ideali di Camaldoli iscritti nella Costituzione: i limiti sociali alla proprietà, lo sviluppo dell’economia reale, fondata sul lavoro, la sottomissione della finanza all’economia e non viceversa. La necessità dell’intervento statale per sanare la giustizia ed assicurare la pienezza dei diritti, la cittadinanza garantita, la comunità dei beni sociali, il ritorno agli usi civici delle ricchezze inalienabili (l’aria, l’acqua, la terra, la natura, l’arte e la cultura).
L’Europa è un obiettivo prioritario per esistere nel mondo globalizzato. Solo con l’Europa potremo costruire la pace, potremo diventare protagonisti di nuovo internazionalismo generoso e solidale. Potremo ricordarci che il Mediterraneo non ci separa, ma ci unisce all’Africa, il continente più sfortunato e sfruttato, e che l’Europa non è mai finita agli Urali. Quel che manca all’Europa di oggi è un’Italia in cui pesi la presenza del cattolicesimo politico e democratico.
7. Lo strumento politico. Qual è la causa dello smarrimento dei cattolici dopo tanti studi, tanti incontri, tanti seminari e tanti programmi? Nella nostra cultura è sparito l’organismo operativo attraverso il quale i cattolici possano esercitare, come dice Benedetto XVI, “il momento più alto della carità: la politica”. Nella nostra esperienza storica abbiamo usato strumenti diversi: l’Opera dei Congressi (1874), strumento confederativo delle associazioni e dei movimenti cattolici, quando eravamo extraparlamentari che si astenevano dal voto. Abbiamo avuto l’Unione Elettorale (1906) per contrattare i nostri voti con le maggioranze politiche. Abbiamo avuto il Partito Popolare (1919), creatura delle nostre Leghe Bianche, quando con il peso dei nostri caduti nella prima Guerra Mondiale, riconquistammo la cittadinanza politica. Abbiamo inventato i Comitati Civici (1948) quando bisognava lottare la sfiducia, l’astensionismo, la diserzione. Abbiamo riempito un’epoca storica facendo la Democrazia Cristiana (1943), prima come partito federativo di movimenti e di categorie, poi come partito che attraverso le correnti trasmetteva i segnali necessari per mediare i difficili equilibri italiani. Ma quale sarà lo strumento politico del futuro? Forse saranno i nostri giovani ad inventarlo (Eugenio Scalfari nel suo editoriale di domenica 21 luglio 2013: “Il Cambiamento spetterà farlo ai giovani. Tu ed io, caro amico mio, abbiamo vissuto il nostro tempo. Chi vuole il cambiamento e si rivolge a noi può solo essere aiutato a non dimenticare l’esperienza passata, ma non ad immaginare il futuro”). Ma è nostro compito conservare oggi e subito le cellule staminali che potrebbero trasformarsi in brevissimo periodo nell’organismo politico necessario per far pesare, non il numero, ma la speranza dei cattolici.
Proposta politica ai cattolici italiani. Dobbiamo percorrere un cammino. Facciamolo insieme. Faremo, come nostro dovere l’itinerario che ricorderà le vicende che sono avvenute settanta anni fa. E’ un percorso che va dall’incontro di Camaldoli, all’8 settembre; dal nascere della Resistenza al suo organizzarsi. Cercheremo di rivivere i valori che ispirarono le decine di migliaia di Combattenti Cattolici, ma con essi anche la Resistenza nei campi di concentramento, il sacrificio delle persone inermi, che tanto pesarono sulla nostra formazione spirituale, ed anche il sacrificio straordinario, impagabile, di 440 sacerdoti, uccisi non come singoli, presenti per caso, ma come capi naturali della Resistenza civile cristianamente ispirata. Sarà un itinerario per ricoprire il dovere politico dei cattolici. Noi proponiamo a tutte le associazioni cattoliche, ai Movimenti, agli Istituti culturali, ai Sindacati, alle Parrocchie, di fare insieme, ciascuno a suo modo e nella sua libertà, ma insieme, questo itinerario dell’impegno civile dei cattolici per l’Italia.

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Gli olmi di Mac Mahon non si toccano

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2013

Milano Il comitato civico per la tutela degli olmi di via Mac Mahon torna all’attacco a tutela degli olmi che in parte rischiano l’abbattimento gia a partire dal prossimo mese di ottobre nonostante la delibera del consiglio di zona 8 che chiede di salvaguardare il filare ma che a detta dei firmatari della lettera inviata a sindaco di Milano e Atm non individua gli interventi necessari a garantire la reale salvaguardia del filare. Al fianco del comitato civico scende in campo l’associazione cinque stelle per la legalità che sottoscrive e fa proprie le proposte del comitato (vedi documento allegato) che si rivolge al comune ed a ATM per chiedere che : “venga applicato concretamente il principio di precauzione con applicazione dell’obbligo di preservazione dei filari alberati o comunque con la limitazione massima di interventi su detti filari con le modalità sopra illustrate. In tal senso, onde poter partecipare collaborativamente alla definizione delle soluzioni per risolvere la problematica della salvaguardia del paesaggio urbano e dell’ambiente di Via Mac Mahon chiedono di partecipare direttamente alle attività extraprocedimentali e ai procedimenti comunque denominati relativi a quanto in oggetto, attraverso propri delegati” Ovviamente il comitato e l’associazione cinque stelle per la legalità non si fermano nella richiesta di partecipazione e di applicazione il principio di precauzione, ma vanno oltre indicando i metodi operativi che servono proprio per salvaguardare gli alberi salvaguardando la linea
tramviaria, e sopratutto insistono nella necessità di evitare oltre al taglio degli alberi anche la realizzazione di una corsia promiscua preferenziale, che a detta di molti sarebbe il vero motivo per il quale si vogliono tagliare gli olmi di Via Mac Mahon. Il documento è firmato oltre che dal presidente del comitato Lorenzo Croce, dall’architetto urbanista Giuseppe Boatti, dall’ing. Luciano Mura, dalla responsabile settore ambiente di AIDAA Salvina Inzana oltre che ovviamente dal presidente dell’associazione 5 stelle per la legalità avv. (Mauro Balconi).

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Traguardi Enel energia

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2013

Enel Energia supera il traguardo degli 8 milioni di clienti che hanno scelto una delle sue offerte per la fornitura di elettricità e gas per il mercato libero. A 7 anni dalla liberalizzazione del mercato elettrico, Enel Energia si conferma quindi il leader del settore, mentre per quanto riguarda il segmento Gas, a 10 anni dall’apertura alla concorrenza, Enel si posiziona al secondo posto. Oltre la metà di coloro che hanno scelto di passare al mercato libero dell’elettri-cità ha aderito a una delle offerte di Enel Energia, a cui si aggiunge il 15% dei clienti del mercato libero del gas. “Il traguardo degli 8 milioni di clienti di Enel Energia – afferma Gianfilippo Mancini, Direttore Divisione Generazione, Energy Management e Mercato Italia di Enel – conferma l’importanza dell’apertura del mercato alla concorrenza come opportunità di crescita e miglioramento per Enel che ha fatto da apripista. Le famiglie e le aziende nostre clienti apprezzano ogni giorno i benefici della loro scelta non solo dalpunto di vista economico, grazie alle offerte che proponiamo, ma anche
dal punto di vista della qualità del servizio che in questi dieci anni è continuamente migliorata; un’eccellenza testimoniata dal riconoscimento dei servizi dei nostri call center da parte dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas. A questi si aggiungono i vantaggi aggiuntivi appositamente studiati da Enel Energia per i propri clienti, come i programmi di raccolta punti e le carte che offrono sconti in moltissimi esercizi commerciali e supermercati su tutto il territorio nazionale, che in un momento di crisi come questo possono far risparmiare cifre notevoli alle famiglie italiane”. Le offerte di Enel Energia per il mercato libero, studiate per rispondere a necessità di consumo diverse, garantiscono prezzi della componente energia fissi e bloccati per un anno e consentono di sapere in anticipol’importo della bolletta. Si va da “Semplice luce” e “Semplice gas” a “Tutto Compreso”, che permette di scegliere la propria taglia in base alle esigenze di consumo e al prezzo, esattamente come si fa per i vestiti. L’attenzione ai consumatori è testimoniata dalla qualità dei servizi telefonici offerti alla clientela, sia per il mercato libero sia per il servizio di maggior tutela. I call center di Enel sono infatti per la quinta volta consecutiva al primo posto per la qualità dal servizio nella classifica stilata dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas che prende in esame le aziende di vendita con oltre 50mila clienti. Gli operatori telefonici di Enel rispondono a 50 milioni di chiamate l’anno offrendo tutti i giorni, 24 ore al giorno 7 giorni su 7, una risposta alle esigenze dei clienti. I vantaggi per i clienti di Enel Energia proseguono con una serie di sconti, non solo in bolletta ma anche per l’acquisto di altri beni e servizi, che sono stati ideati appositamente per coloro che hanno scelto una delle offerte. Con una spesa di meno di 2 euro al mese è possibile avere la carta EnelMia e ottenere da subito sconti fino al 30% negli oltre 7mila punti vendita e negozi dei partner convenzionati in tutta Italia. Il programma di raccolta punti gratuito EnelPremia2 garantisce invece sconti in bolletta e premi “green” Made in Italy prodotti da aziende socialmente responsabili. Per accumulare i punti basta l’utilizzo normale quotidiano di luce e gas. (Zina Aceto)

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I talenti del futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2013

I collegi di merito sono una realtà sempre più importante nelle città universitarie italiane. Anche Como, per la prima volta, ospiterà un collegio di merito, La Scuola di Como, un luogo nuovo e unico per la formazione dei talenti e dei futuri dirigenti di domani. La Scuola di Como è promossa da Univercomo ed è aperta agli studenti del Politecnico di Milano – polo territoriale di Como, dell’Università dell’Insubria – sede di Como, del Conservatorio di Como e dell’Accademia di Belle Arti Aldo Galli. Il progetto è frutto della collaborazione tra Univercomo, il Comune di Como, gli atenei e gli istituti di altra formazione comaschi. La scuola è il luogo d’elezione per chi ha meriti eccellenti e talento ed è disposto a mettersi in gioco per esplorare i “nuovi orizzonti per il futuro”. A studenti motivati e meritevoli offre la possibilità di crescere intellettualmente e umanamente in un clima di partecipazione e
collaborazione per molti aspetti unico, proponendo una serie di attività formative e di attività extra-curriculari e avvalendosi della sinergia con il Collegio di Milano: conferenze, dibattiti e incontri con personalità del mondo culturale, scientifico e produttivo, project work, lavori su progetti di gruppo. Nell’ambito de La Scuola di Como gli studenti potranno confrontarsi con un ambiente multiculturale ricco e stimolante, operando su progetti comuni e sviluppando la capacità di lavorare insieme. Lo scopo principale del collegio è la creazione di uno “spirito” comune che favorisca la crescita personale degli studenti e che getti le basi per il loro futuro lavorativo in ambito locale e internazionale contribuendo a formare la classe dirigente del futuro. La Scuola di Como è aperta agli studenti delle università e degli istituti comaschi di alta formazione che hanno il desiderio e la capacità di valorizzare il proprio percorso di studi per scrivere la loro storia:un trampolino di lancio per poter cambiare il proprio futuro. “Nuovi orizzonti per il futuro” è, infatti, il motto scelto per rappresentare la Scuola, un motto che riflette lo spirito del collegio, un luogo adatto a giovani capaci, con una visione aperta sul futuro e che non temono di affrontare nuove sfide. Le diverse attività proposte dalla Scuola seguiranno un tema diverso ogni anno. Il tema scelto per questo primo
anno è “Sulle spalle dei giganti: a lezione di scienza e cultura”. Un tema che sottolinea gli obiettivi della Scuola: permettere a giovani talenti di formarsi a 360 gradi mettendosi in gioco, confrontandosi con i “giganti” per imparare da loro e guardare oltre, per riuscire a spingere lo sguardo ancora più lontano sull’orizzonte. Le attività proposte all’interno del progetto formativo, volto a riconoscere e promuovere il merito, potenziare i talenti e valorizzare le aspirazioni personali, saranno dedicate non solo agli studenti della Scuola ma aperte anche a tutti gli studenti comaschi e alla cittadinanza, nell’ottica di una crescita comune. Gli studenti saranno ammessi al collegio su base meritocratica e motivazionale a seguito di un concorso..

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