Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for 31 luglio 2013

Statement from Executive Director, Erin Saiz Hanna

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2013

Washington, “The Women’s Ordination Conference is deeply discouraged to learn of Pope Francis’ remarks regarding women’s ordination.In an interview given to reporters on July 28 en route to Rome from Rio de Janeiro, Pope Francis made it very clear that this papacy sees women as separate, but not equal to men, and will keep the door to women’s ordination closed, citing Pope John Paul II as his reasoning.Pope Francis’ cop-out rationale illustrates a very selective theology: to blame a previous pope for his stance on women priests, and then in the very same interview contradict his predecessors by acknowledging an open understanding for gay priests. Instead of looking to Pope John Paul II for the answer, Pope Francis could have looked to a variety of sources. He could have quoted the Vatican’s own the Pontifical Biblical Commission that concluded in 1976 that there is no valid scriptural or theological reason for denying ordination to women. Pope Francis could have cited history that documents women’s leadership in the early church, or acknowledge the great works Roman Catholic Womenpriests are doing today. He could have looked to Jesus who welcomed women as his equal.Pope Francis stated that the “church has spoken and said no.” The church was not Pope John II in 1994 when he forbade women’s ordination nor is it Pope Francis today. The church is made up of the people of God and Pope Francis could have looked to the majority of Catholics who support the ordination of women, recognize that women are created in God’s image, and strongly believe with God a door is always open.”

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The terrible rail catastrophe that has hit Spain

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2013

The General Secretary of the Conference of European Churches, Revd. Dr Guy Liagre, expressed deep sorrow and his full solidarity after the terrible rail catastrophe that has hit Spain. He called on all CEC Member Churches to remember the victims of yesterday’s horrific train crash near Santiago de Compostela that cost at least 77 lives in their services this Sunday.The Conference of European Churches sent a message of condolence and solidarity to the families and friends of the victims: “We ask God to give faith, strength and comfort to deal with such painful moments.” He underlined the support and compassion to the Spanish brothers and sisters and shares the grief of the victims’ families.
The Conference of European Churches (CEC) is a communion of 115 Orthodox, Protestant, Anglican and Old Catholic Churches from all European countries, and 40 associated organisations. It was founded in 1959 and the CEC has offices in Geneva, Brussels and Strasbourg.

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Offerta legale dei contenuti digitali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2013

“Bene l’approvazione da parte di AGCOM della bozza di regolamento in materia di diritto d’autore online: questo potrebbe cambiare la storia dello sviluppo dell’economia digitale nel nostro Paese”: il presidente di Confindustria Cultura Italia (CCI) Marco Polillo saluta così la notizia del nuovo schema di provvedimento che ora andrà in consultazione pubblica. “Nelle prossime ore studieremo il testo e forniremo puntuali valutazioni nella fase di consultazione pubblica – ha proseguito Polillo –. Mi sembra tuttavia che lo schema contenga tutti i presupposti per operare una seria, efficace e non invasiva azione di contrasto alla pirateria on line che consentirebbe l’inizio di una nuova era nello sviluppo dell’offerta legale di contenuti digitali”.

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Australia – Papua Nuova Guinea: Le sfide di protezione dell’accordo sull’asilo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2013

L’UNHCR ha esaminato le misure annunciate il 19 luglio dal Governo australiano relative ai richiedenti asilo che arrivano nel Paese via mare. L’UNHCR riconosce che tali misure sono state concepite per contrastare i crescenti flussi di arrivi di persone che intraprendono pericolosi viaggi via mare – compreso un numero allarmante di famiglie, minori non accompagnati e altri individui vulnerabili.L’Agenzia condivide, inoltre, la preoccupazione del Governo australiano sui rischi per la vita associati a tali viaggi, nonché l’impegno ad affrontare le complesse sfide che questi arrivi via mare pongono all’Australia e ad altri Paesi nella regione. È proprio grazie alle autorità competenti in materia di ricerca e soccorso in Australia e in Indonesia infatti che è possibile salvare molte vite umane. L’Australia merita poi un riconoscimento quale generoso Paese di reinsediamento.
Riguardo alle nuove misure l’UNHCR è tuttavia preoccupato per l’attuale assenza di adeguati standard di protezione e garanzie per i richiedenti asilo e rifugiati in Papua Nuova Guinea. L’Accordo regionale per il reinsediamento dell’Australia (Regional Resettlement Arrangement, RRA) con il governo della Papua Nuova Guinea solleva serie – e finora irrisolte – questioni di protezione.In base alle valutazioni dell’UNHCR – basate sulle recenti visite condotte dall’Agenzia in Papua Nuova Guinea – si riscontrano attualmente significative carenze nel contesto giuridico relativo all’accoglienza e alle procedure che riguardano i richiedenti asilo inviati dall’Australia. Tali carenze includono la mancanza di competenze nazionali nel valutare le domande d’asilo, le modeste condizioni fisiche in situazioni di detenzione illimitata, obbligatoria e arbitraria. Tale situazione può arrecare danno al benessere fisico e psico-sociale di coloro che vengono trasferiti, in particolare di famiglie e minori.L’UNHCR comprende che si sta affrontando alcune di tali questioni, ma continua a destare preoccupazione la prospettiva che altri trasferimenti abbiano luogo nell’ambito del nuovo RRA, in assenza di appropriate garanzie di protezione e verso quelle che – almeno per il futuro più prossimo – resteranno strutture temporanee a Manus Island.L’accordo prevede inoltre l’insediamento permanente in Papua Nuova Guinea per i rifugiati riconosciuti, senza alcuna prospettiva di reinsediamento in Australia. In base all’esperienza diretta dell’UNHCR nell’assistere per quasi 30 anni rifugiati melanesiani e non melanesiani, risulta chiaro che l’integrazione sostenibile di rifugiati non melanesiani nella vita socio-economica e culturale della Papua Nuova Guinea solleverà notevoli sfide e questioni nel campo della protezione.L’UNHCR ritiene che, nel contesto di accordi di trasferimento, l’Australia debba mantenere una responsabilità condivisa con la Papua Nuova Guinea nell’assicurare appropriati standard legali. Ciò rende necessario prevedere l’accesso a soluzioni durature sostenibili nella stessa Australia. In linea di principio l’Agenzia chiede sempre che i paesi garantiscano protezione all’interno del loro territorio, indipendentemente dalle modalità con cui le persone vi siano arrivate.
Nel corso della scorsa settimana l’UNHCR si è consultato con rappresentanti del governo australiano a Ginevra e intende proseguire i colloqui – tanto con la stessa Australia, quanto con la Papua Nuova Guinea – sulle principali sfide in termini di politiche, giuridici e operativi nell’assicurare adeguata protezione a tutti i richiedenti asilo e rifugiati che rientrano nella competenza del RRA.Complessivamente l’UNHCR considera necessario un maggiore impegno cooperativo al fine di affrontare le complesse sfide degli spostamenti irregolari via mare. Il punto centrale deve restare quello di trovare modalità che vadano a completare – piuttosto che a indebolire – i sistemi d’asilo nazionali, fondati sui principi fondamentali della Convenzione sui rifugiati del 1951. Ciò è importante per i paesi coinvolti, ma anche per il sistema d’asilo globale e per tutti coloro che hanno bisogno di protezione internazionale.

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Roma: “Prorogato per un anno il contratto per 600 lavoratori”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2013

Finalmente è giunta la proroga del contratto da parte della Direzione Generale dell’Umberto I, autorizzata dalla Regione Lazio, per i 600 lavoratori, infermieri ed ausiliari, che da oltre 10 anni sono impegnati, presso questa struttura ospedaliera, nell’assistenza diretta ai cittadini, senza i quali si sarebbe bloccata l’intera attività assistenziale del Policlinico.A comunicarlo è il Segretario Responsabile della Uil Fpl di Roma Sandro Bernardini, il Segretario Organizzativo della Uil fpl di Roma Paolo Dominici ed il segretario aziendale della uil fpl presso l’Umberto I Claudio Proietti.In data odierna è stata convocata in Prefettura, su richiesta del Direttore Generale dell’Azienda Policlinico Umberto I, una riunione volta ad esaminare le problematiche connesse all’espletamento delle attività di assistenza infermieristica ed ausiliaria presso il predetto nosocomio. Alla riunione, presieduta dal Prefetto (presente il Capo di Gabinetto della Prefettuara, Dott.Vaccaro), sono intervenuti il Dott. Venafro in rappresentanza della Regione Lazio, Capo di Gabinetto della Regione Lazio; il Dott. Alessio D’Amato, coordinatore Cabina di Regia SSR;il Dott. Luigi Frati, Rettore dell’Università La Sapiensa ed il Dott. Domenico Alessio, Direttore Generale dell’Azienda Policlinico Umberto I di Roma. In ragione del carattere essenziale delle prestazioni assicurate dalla predetta Cooperativa, tenuto conto dei negativi effetti in caso di interruzione del servizio ed alla luce dell’invito del Prefetto, le parti hanno convenuto sulla necessità di rinnovare la proroga del contratto in essere al fine di garantire la continuità del servizio pubblico essenziale.Finalmente è finito un incubo per oltre 600 lavoratori. E’ il commento a caldo del segretario aziendale Uil Fpl Umberto I Claudio Proietti. “Abbiamo dato fiducia al Direttore Generale Domenico Alessio che ha trovato la giusta soluzione. Siamo orgogliosi, come sindacato, di aver contribuito alla risoluzione del problema sollecitando più volte le parti ad incontrarsi con urgenza per tutelare questi lavoratori”.Soddisfazione viene espressa anche dai Segretari Bernardini e Dominici. “Oggi si è conclusa una questione che rischiava di avere serie ripercussioni sia sul piano occupazionale sia nei confronti dei cittadini i quali rischiavano di trovarsi privi di questi servizi assistenziali. Ora chiediamo un impegno concreto della Regione Lazio per stabilizzare definitivamente questi lavoratori che da oltre 10 anni lavorano con professionalità e serietà diventando determinanti per questo Policlinico.

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Solidarietà e sostegno alle Mamme No Muos

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2013

E ai comitati No Muos in mobilitazione contro il mostro Usa e contro il colpo basso di Crocetta. Una vera e propria beffa ai cittadini siciliani la decisione del Presidente della Regione Rosario Crocetta, che dopo aver, nel marzo scorso, revocato la concessione per l’installazione del Muos a Niscemi, ha pensato bene, nei giorni scorsi, di fare marcia indietro revocando a sua volta, nell’imbarazzo generale, la revoca imposta ai lavori.Una decisione incomprensibile, che tradisce ogni fiducia riposta nelle istituzioni dai tanti cittadini, comitati, organizzazioni locali e non che in questi mesi hanno sostenuto la battaglia contro la costruzione del potente (e nocivo) sistema satellitare di difesa targato Usa sul territorio della Trinacria.Dal canto nostro, considerata l’emblematicità della vertenza contro il Muos, il suo potente impatto sulla salute e le questioni sottese che esso solleva (dalla sovranità nazionale, alle politiche di difesa, al diritto di autodeterminazione delle comunità locali sul proprio territorio) avevamo disposto che, nell’ambito della 2° edizione del Premio Donne Pace Ambiente Wangari Maathai, promosso dall’Associazione A Sud in collaborazione con la Casa Internazionale delle Donne e con il patrocinio della Commissione delle Elette del Comune di Roma, che ha l’obiettivo di visibilizzare l’impegno delle donne nella difesa del territorio e dei diritti, uno dei premi fosse assegnato proprio ad una attivista del comitato Mamme No Muos di Niscemi, Concetta Gualato.Un contributo simbolico al sostegno di una lotta che ci vede tutte e tutti al fianco delle comunità siciliane nel tentativo di sventare l’ennesimo attacco al diritto alla salute e alla salubrità del territorio.La recente decisione del presidente Crocetta, che ci lascia senza parole, dimostra una volta ancora l’assoluta cecità delle istituzioni politiche rispetto alle richieste che giungono dai territori e dai cittadini e conferma la pericolosissima tendenza a sovra ordinare al rispetto di diritti inviolabili e costituzionalmente garantiti altri tipi di interessi affatto generali.Ancor più scandaloso che il dietro front della Regione faccia riferimento al contestato parere emesso nelle scorse settimane dall’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui il Muos non farebbe male alla salute di chi vi abita accanto. Parere considerato dai comitati e dai tanti tecnici che in questi anni hanno lavorato a dimostrare il contrario, basato su presupposti scientifici tutt’altro che inattaccabili.Per queste ragioni, e considerando il diritto alla salute e dunque alla vita il più inviolabile e sacro dei diritti umani, esprimiamo la nostra solidarietà e il nostro incondizionato appoggio alle cittadine e ai cittadini siciliani, ai comitati No Muos e al Comitato Mamme No Muos di Niscemi, in mobilitazione da giorni contro quest’ennesimo attacco alla sovranità popolare e alla giustizia sociale ed ambientale che dovrebbe invece orientare ogni scelta di buon governo.

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Nuove centrali nucleari in Europa?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2013

Una notizia shock a livello europeo che potrebbe mettere a dura prova il risultato del referendum italiano contro il nucleare e la politica tedesca per le rinnovabili. A denunciare pubblicamente in Italia lo scempio ambientale che si sta paventando in Europa è lo “Sportello dei Diritti”, nella persona del presidente e fondatore Giovanni D’Agata, dopo aver appreso da fonti estere dell’esistenza, e in particolare a seguito di uno scoop apparso mercoledì scorso sul quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung, di un documento comunitario che annuncia finanziamenti a nuovi impianti nucleari.
La Commissione UE, dunque, nonostante Fukushima, il referendum italiano, l’aumento delle misure di sicurezza delle centrali già esistenti sul territorio dei 28 stati membri, e i forti dubbi espressi in seno al consesso europeo anche da membri importanti come la Germania, avrebbe intenzione di incentivare la costruzione di nuove unità di produzione di energia atomica.
L’atto in questione porta la firmato di Joaquin Almunia, Commissario europeo alla concorrenza, e riporterebbe la circostanza che la produzione energetica nucleare risulta essere ancora tra gli obiettivi strategici dell’Unione Europea, e in futuro gli stati nazionali potranno finanziare nuovi impianti. Anche con il sostegno finanziario di contributi europei, che oggi sono riservati alle fonti di energia rinnovabili. Per il giornale teutonico, Gran Bretagna, Francia, Lituania, Repubblica Ceca e Polonia sarebbero d’accordo con questa scelta che riteniamo distruttiva per l’ambiente e non in linea con la necessità di puntare sulle rinnovabili per il futuro energetico dell’intera Unione. Peraltro, sono tutti stati membri nei quali è in programma la costruzione di nuove centrali nei prossimi anni. La Germania avrebbe espresso contrarietà a questa “nuova” strada energetica essendo stata dopo Fukushima, uno degli alfieri mondiali della denuclearizzazione, avendo optato per una diffusione capillare delle energie rinnovabili e una politica ambientale avanzata.
Vale la pena ricordare che la politica energetica è di competenza principalmente degli stati membri, non dei burocrati UE, ma il documento mostrerebbe una direzione abbastanza delineata verso l’affiancamento del nucleare alle fonti energetiche rinnovabili, il cui sviluppo è orientato dalla politica Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e solidale. Per Giovanni D’Agata è il momento che l’Italia faccia sentire la sua voce esprimendo forte contrarietà al documento in questione soprattutto in ragione della manifesta volontà popolare espressasi solo due anni fa nuovamente contro il nucleare senza se e senza ma, con il successo nel referendum abrogativo. Se il governo non dovesse esprimere, al contrario, una forma di dissenso, avallerebbe di fatto la strategia portata in Commissione, ponendosi nuovamente così un nuovo muro tra Palazzo e Popolo e l’Italia potrebbe ritrovarsi ancor più circondata dalle centrali nucleari degli stati vicini.

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Codice di Camaldoli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2013

Nel 1943, in un paese ormai travolto dalla sciagura, si riunisce un gruppo di intellettuali cattolici. Hanno vissuto con Mounier e Huizinga l’agonia dell’Europa sconvolta dal totalitarismo fascista e decidono che i cattolici sono importanti per salvare l’Italia e l’Europa. Senza lo spirito di Camaldoli non ci sarebbe stata la partecipazione dei cattolici alla Resistenza e la scrittura della nostra Costituzione. Senza i democratici-cristiani non sarebbe rinata l’Europa. (Scrive Christiane Liermann: “L’Europa è un’invenzione della Democrazia Cristiana”).
Se paragoniamo la crisi di oggi alla crisi di allora ci accorgiamo che è passata un’epoca. La rivoluzione tecnologica ha cambiato tutti i dati del sistema globale e ci troviamo ad affrontare una nuova crisi, ma diversa ed irreversibile da interpretare. I dati di questa crisi sono sotto gli occhi di tutti: rapida globalizzazione, società liquida fondata su scelte individuali dilatate, crisi della famiglia tradizionale, abolizione dei valori relazionali. La finanza disconnessa dall’economia ha creato valori virtuali incontrollati: una sorta di moneta falsa rapina le economie reali, crea grandi ricchezze artificiali e nuove povertà. In questo quadro declinano le identità nazionali. Le immigrazioni assumono dimensioni bibliche, ed aprono panorami sconosciuti. La crisi delle ideologie impedisce di vedere i nessi storici di questi cambiamenti e mentre si amplia a dismisura la possibilità di comunicazione ricompare con nuova micidiale potenza lo spettro della schiavitù e della tratta umana.Non ci sfuggono alcuni aspetti positivi che alimentano le nostre speranze. L’aspirazione alla democrazia è molto più alta che non quella ai tempi della fine dei grandi conflitti mondiali. Le primavere dei paesi emergenti devono ancora trovare una strada, ma sono reali. La difesa dei diritti umani non è sempre equanime e logica, ma è determinata. La comunicazione sociale intercontinentale dà occasione a forme di solidarietà e di partecipazione. La costruzione non ancora finita dell’Europa apre una finestra per il nostro impegno globale. Un nuovo cattolicesimo mondiale, attento alla povertà ed all’ingiustizia, alimenta le nostre speranze. Mentre il Vescovo di Roma porta sulla scena della comunicazione globale i naufraghi di Lampedusa e le favelas di Rio, cosa fa Roma, cosa fa l’Italia? L’Italia è esistita sempre ed esiste per una vocazione connessa alla universalità cristiana. L’Italia è una missione speciale, è un “primato civile”. “Non si sta a Roma senza una missione universale”, diceva Silvio Spaventa a Theodor Mommsen. “L’Italia è un laboratorio per dare risposte alla crisi”, diceva Dossetti. Nel panorama dell’Italia di oggi c’è un grande vuoto: l’irrilevanza dei cattolici, la loro assenza ed il loro tradimento.
• Non un programma, ma una “conversione”. In questi anni Movimenti, Istituti, Settimane Sociali e Convegni hanno prodotto una mole considerevole di proposte, di analisi e di programmi. Non siamo qui per redigere un nuovo programma o per fare un’antologia del meglio delle proposte elaborate. Il nostro compito è piuttosto quello di rinvenire le motivazioni che possano portare i cattolici a reimpegnarsi. Scrive Giuseppe De Rita (Il Corriere sabato 20 Luglio 2013): “C’è bisogno non di un lungo elenco di cose da fare, ma di un’interpretazione e orientamento dei fenomeni e dei processi che attraversano la società italiana”. Non abbiamo bisogno di un programma, ma di una “conversione”, che vuol dire un “cambiamento di direzione” nel nostro cammino. Si possono individuare alcuni doveri fondamentali capaci di dare fede e speranza alla nostra carità.
• La scelta democratica come valore “non negoziabile”. Dobbiamo diventare intransigenti nella difesa della Costituzione e dobbiamo diventare irremovibili “ribelli per amore” nell’esigere una legge elettorale in cui il popolo scelga direttamente e realmente i suoi rappresentanti e con la quale una vittoria certa legittimi un governo stabile.
• La partecipazione. Sostituire la declamazione dei diritti incommensurabili con una seria partecipazione ai doveri. Applicare il principio di sussidiarietà, previsto dalla Costituzione, in maniera orizzontale e verticale, facendo leva sulla solidarietà. Ribellarsi al linciaggio moralistico, al turpiloquio vaneggiante ed alla turpe antipolitica. Siamo cittadini con pieno diritto e piena responsabilità di una patria per cui molti sono morti. Fuori i barbari!
• L’amministrazione gentile e servizievole. Il compito degli amministratori del bene pubblico è un sacerdozio. E quindi tutto il modo di gestire lo Stato, le amministrazioni locali, i servizi della comunità, deve essere: non tirannico, ma civile; non sibillino, ma trasparente; non ricattatorio, ma gentile; non difficoltoso, ma servizievole. Dossetti nel 1956 immaginò che si potesse costruire il Comune dei servizi, al posto del Comune esattore. Apriamo la strada alla civiltà del servizio per rivedere con questa luce il servizio della scuola, il servizio della giustizia, il servizio del lavoro.
A chi, se non a noi, spetta il compito di mettere l’attività economica al servizio dei principi etici che sono il fondamento di una civiltà compassionevole e di uno stato provvidente. Tornano gli ideali di Camaldoli iscritti nella Costituzione: i limiti sociali alla proprietà, lo sviluppo dell’economia reale, fondata sul lavoro, la sottomissione della finanza all’economia e non viceversa. La necessità dell’intervento statale per sanare la giustizia ed assicurare la pienezza dei diritti, la cittadinanza garantita, la comunità dei beni sociali, il ritorno agli usi civici delle ricchezze inalienabili (l’aria, l’acqua, la terra, la natura, l’arte e la cultura).
L’Europa è un obiettivo prioritario per esistere nel mondo globalizzato. Solo con l’Europa potremo costruire la pace, potremo diventare protagonisti di nuovo internazionalismo generoso e solidale. Potremo ricordarci che il Mediterraneo non ci separa, ma ci unisce all’Africa, il continente più sfortunato e sfruttato, e che l’Europa non è mai finita agli Urali. Quel che manca all’Europa di oggi è un’Italia in cui pesi la presenza del cattolicesimo politico e democratico.
7. Lo strumento politico. Qual è la causa dello smarrimento dei cattolici dopo tanti studi, tanti incontri, tanti seminari e tanti programmi? Nella nostra cultura è sparito l’organismo operativo attraverso il quale i cattolici possano esercitare, come dice Benedetto XVI, “il momento più alto della carità: la politica”. Nella nostra esperienza storica abbiamo usato strumenti diversi: l’Opera dei Congressi (1874), strumento confederativo delle associazioni e dei movimenti cattolici, quando eravamo extraparlamentari che si astenevano dal voto. Abbiamo avuto l’Unione Elettorale (1906) per contrattare i nostri voti con le maggioranze politiche. Abbiamo avuto il Partito Popolare (1919), creatura delle nostre Leghe Bianche, quando con il peso dei nostri caduti nella prima Guerra Mondiale, riconquistammo la cittadinanza politica. Abbiamo inventato i Comitati Civici (1948) quando bisognava lottare la sfiducia, l’astensionismo, la diserzione. Abbiamo riempito un’epoca storica facendo la Democrazia Cristiana (1943), prima come partito federativo di movimenti e di categorie, poi come partito che attraverso le correnti trasmetteva i segnali necessari per mediare i difficili equilibri italiani. Ma quale sarà lo strumento politico del futuro? Forse saranno i nostri giovani ad inventarlo (Eugenio Scalfari nel suo editoriale di domenica 21 luglio 2013: “Il Cambiamento spetterà farlo ai giovani. Tu ed io, caro amico mio, abbiamo vissuto il nostro tempo. Chi vuole il cambiamento e si rivolge a noi può solo essere aiutato a non dimenticare l’esperienza passata, ma non ad immaginare il futuro”). Ma è nostro compito conservare oggi e subito le cellule staminali che potrebbero trasformarsi in brevissimo periodo nell’organismo politico necessario per far pesare, non il numero, ma la speranza dei cattolici.
Proposta politica ai cattolici italiani. Dobbiamo percorrere un cammino. Facciamolo insieme. Faremo, come nostro dovere l’itinerario che ricorderà le vicende che sono avvenute settanta anni fa. E’ un percorso che va dall’incontro di Camaldoli, all’8 settembre; dal nascere della Resistenza al suo organizzarsi. Cercheremo di rivivere i valori che ispirarono le decine di migliaia di Combattenti Cattolici, ma con essi anche la Resistenza nei campi di concentramento, il sacrificio delle persone inermi, che tanto pesarono sulla nostra formazione spirituale, ed anche il sacrificio straordinario, impagabile, di 440 sacerdoti, uccisi non come singoli, presenti per caso, ma come capi naturali della Resistenza civile cristianamente ispirata. Sarà un itinerario per ricoprire il dovere politico dei cattolici.
Noi proponiamo a tutte le associazioni cattoliche, ai Movimenti, agli Istituti culturali, ai Sindacati, alle Parrocchie, di fare insieme, ciascuno a suo modo e nella sua libertà, ma insieme, questo itinerario dell’impegno civile dei cattolici per l’Italia.

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Gli olmi di Mac Mahon non si toccano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2013

Milano Il comitato civico per la tutela degli olmi di via Mac Mahon torna all’attacco a tutela degli olmi che in parte rischiano l’abbattimento gia a partire dal prossimo mese di ottobre nonostante la delibera del consiglio di zona 8 che chiede di salvaguardare il filare ma che a detta dei firmatari della lettera inviata a sindaco di Milano e Atm non individua gli interventi necessari a garantire la reale salvaguardia del filare. Al fianco del comitato civico scende in campo l’associazione cinque stelle per la legalità che sottoscrive e fa proprie le proposte del comitato (vedi documento allegato) che si rivolge al comune ed a ATM per chiedere che : “venga applicato concretamente il principio di precauzione con applicazione dell’obbligo di preservazione dei filari alberati o comunque con la limitazione massima di interventi su detti filari con le modalità sopra illustrate.
In tal senso, onde poter partecipare collaborativamente alla definizione delle soluzioni per risolvere la problematica della salvaguardia del paesaggio urbano e dell’ambiente di Via Mac Mahon chiedono di partecipare direttamente alle attività extraprocedimentali e ai procedimenti comunque denominati relativi a quanto in oggetto, attraverso propri delegati”
Ovviamente il comitato e l’associazione cinque stelle per la legalità non si fermano nella richiesta di partecipazione e di applicazione il principio di precauzione, ma vanno oltre indicando i metodi operativi che servono proprio per salvaguardare gli alberi salvaguardando la linea tramviaria, e sopratutto insistono nella necessità di evitare oltre al taglio degli alberi anche la realizzazione di una corsia promiscua preferenziale, che a detta di molti sarebbe il vero motivo per il quale si vogliono tagliare gli olmi di Via Mac Mahon.
Il documento è firmato oltre che dal presidente del comitato Lorenzo Croce, dall’architetto urbanista Giuseppe Boatti, dall’ing. Luciano Mura, dalla responsabile settore ambiente di AIDAA Salvina Inzana oltre che ovviamente dal presidente dell’associazione 5 stelle per la legalità avv. Mauro Balconi.

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Traguardi Enel energia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2013

Enel Energia supera il traguardo degli 8 milioni di clienti che hanno scelto una delle sue offerte per la fornitura di elettricità e gas per il mercato libero. A 7 anni dalla liberalizzazione del mercato elettrico, Enel Energia si conferma quindi il leader del settore, mentre per quanto riguarda il segmento Gas, a 10 anni dall’apertura alla concorrenza, Enel si posiziona al secondo posto. Oltre la metà di coloro che hanno scelto di passare al mercato libero dell’elettricità ha aderito a una delle offerte di Enel Energia, a cui si aggiunge il 15% dei clienti del mercato libero del gas. “Il traguardo degli 8 milioni di clienti di Enel Energia – afferma Gianfilippo Mancini, Direttore Divisione Generazione, Energy Management e Mercato Italia di Enel – conferma l’importanza dell’apertura del mercato alla concorrenza come opportunità di crescita e miglioramento per Enel che ha fatto da apripista. Le famiglie e le aziende nostre clienti apprezzano ogni giorno i benefici della loro scelta non solo dal punto di vista economico, grazie alle offerte che proponiamo, ma anche dal punto di vista della qualità del servizio che in questi dieci anni è continuamente migliorata; un’eccellenza testimoniata dal riconoscimento dei servizi dei nostri call center da parte dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas. A questi si aggiungono i vantaggi aggiuntivi appositamente studiati da Enel Energia per i propri clienti, come i programmi di raccolta punti e le carte che offrono sconti in moltissimi esercizi commerciali e supermercati su tutto il territorio nazionale, che in un momento di crisi come questo possono far risparmiare cifre notevoli alle famiglie italiane”.
Le offerte di Enel Energia per il mercato libero, studiate per rispondere a necessità di consumo diverse, garantiscono prezzi della componente energia fissi e bloccati per un anno e consentono di sapere in anticipo l’importo della bolletta. Si va da “Semplice luce” e “Semplice gas” a “Tutto Compreso”, che permette di scegliere la propria taglia in base alle esigenze di consumo e al prezzo, esattamente come si fa per i vestiti. L’attenzione ai consumatori è testimoniata dalla qualità dei servizi telefonici offerti alla clientela, sia per il mercato libero sia per il servizio di maggior tutela. I call center di Enel sono infatti per la quinta volta consecutiva al primo posto per la qualità dal servizio nella classifica stilata dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas che prende in esame le aziende di vendita con oltre 50mila clienti. Gli operatori telefonici di Enel rispondono a 50 milioni di chiamate l’anno offrendo tutti i giorni, 24 ore al giorno 7 giorni su 7, una risposta alle esigenze dei clienti.
I vantaggi per i clienti di Enel Energia proseguono con una serie di sconti, non solo in bolletta ma anche per l’acquisto di altri beni e servizi, che sono stati ideati appositamente per coloro che hanno scelto una delle offerte. Con una spesa di meno di 2 euro al mese è possibile avere la carta EnelMia e ottenere da subito sconti fino al 30% negli oltre 7mila punti vendita e negozi dei partner convenzionati in tutta Italia. Il programma di raccolta punti gratuito EnelPremia2 garantisce invece sconti in bolletta e premi “green” Made in Italy prodotti da aziende socialmente responsabili. Per accumulare i punti basta l’utilizzo normale quotidiano di luce e gas. (Zina Aceto)

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I talenti del futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2013

I collegi di merito sono una realtà sempre più importante nelle città universitarie italiane. Anche Como, per la prima volta, ospiterà un collegio di merito, La Scuola di Como, un luogo nuovo e unico per la formazione dei talenti e dei futuri dirigenti di domani. La Scuola di Como è promossa da Univercomo ed è aperta agli studenti del Politecnico di Milano – polo territoriale di Como, dell’Università dell’Insubria – sede di Como, del Conservatorio di Como e dell’Accademia di Belle Arti Aldo Galli. Il progetto è frutto della collaborazione tra Univercomo, il Comune di Como, gli atenei e gli istituti di altra formazione comaschi.
La scuola è il luogo d’elezione per chi ha meriti eccellenti e talento ed è disposto a mettersi in gioco per esplorare i “nuovi orizzonti per il futuro”. A studenti motivati e meritevoli offre la possibilità di crescere intellettualmente e umanamente in un clima di partecipazione e collaborazione per molti aspetti unico, proponendo una serie di attività formative e di attività extra-curriculari e avvalendosi della sinergia con il Collegio di Milano: conferenze, dibattiti e incontri con personalità del mondo culturale, scientifico e produttivo, project work, lavori su progetti di gruppo.
Nell’ambito de La Scuola di Como gli studenti potranno confrontarsi con un ambiente multiculturale ricco e stimolante, operando su progetti comuni e sviluppando la capacità di lavorare insieme. Lo scopo principale del collegio è la creazione di uno “spirito” comune che favorisca la crescita personale degli studenti e che getti le basi per il loro futuro lavorativo in ambito locale e internazionale contribuendo a formare la classe dirigente del futuro.
La Scuola di Como è aperta agli studenti delle università e degli istituti comaschi di alta formazione che hanno il desiderio e la capacità di valorizzare il proprio percorso di studi per scrivere la loro storia: un trampolino di lancio per poter cambiare il proprio futuro. “Nuovi orizzonti per il futuro” è, infatti, il motto scelto per rappresentare la Scuola, un motto che riflette lo spirito del collegio, un luogo adatto a giovani capaci, con una visione aperta sul futuro e che non temono di affrontare nuove sfide. Le diverse attività proposte dalla Scuola seguiranno un tema diverso ogni anno. Il tema scelto per questo primo anno è “Sulle spalle dei giganti: a lezione di scienza e cultura”. Un tema che sottolinea gli obiettivi della Scuola: permettere a giovani talenti di formarsi a 360 gradi mettendosi in gioco, confrontandosi con i “giganti” per imparare da loro e guardare oltre, per riuscire a spingere lo sguardo ancora più lontano sull’orizzonte. Le attività proposte all’interno del progetto formativo, volto a riconoscere e promuovere il merito, potenziare i talenti e valorizzare le aspirazioni personali, saranno dedicate non solo agli studenti della Scuola ma aperte anche a tutti gli studenti comaschi e alla cittadinanza, nell’ottica di una crescita comune. Gli studenti saranno ammessi al collegio su base meritocratica e motivazionale a seguito di un concorso. La domanda di ammissione va presentata dal 25 luglio fino alle ore 12 del 6 settembre. Una parte dei posti disponibili sarà coperta da borsa di studio.

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Digital magics quotata in borsa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2013

Digital Magics, venture incubator di startup digitali, comunica che oggi Borsa Italiana ha ammesso alle negoziazioni le azioni di Digital Magics su AIM Italia, Mercato Alternativo del Capitale dedicato alle piccole e medie imprese italiane ad alto potenziale di crescita. La data di inizio delle negoziazioni delle azioni ordinarie della società è prevista per Mercoledì 31 luglio 2013. L’operazione di collocamento ha comportato l’emissione di 1.239.247 nuove azioni (630.847 al servizio della conversione anticipata dei prestiti obbligazionari convertibili emessi dalla società e 608.400 al servizio dell’aumento di capitale riservato a investitori qualificati). L’aumento di capitale complessivo è pari a Euro 8.585.000 (incluso sovrapprezzo) e porta la capitalizzazione della società post quotazione a circa Euro 25,6 milioni con un flottante pari a circa il 37% dell’intero capitale. Il primo prezzo di negoziazione è fissato in Euro 7,50 per azione.

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