Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 255

Archive for 1 agosto 2013

Frost & Sullivan: The BMW i3 Could Propel the Market for Electric Vehicles

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2013

Frost & Sullivan commented today on the launch of the new BMW i3, the electric supermini for sale in November.”BMW is the first of the traditional premium manufacturers to take a leap of faith into the EV space with the i3. Like most car companies, BMW lso sells 70 to 80% of its cars to urban customers so used the Mega Trend of urbanisation to develop a dedicated car brand tailored and tuned to the future urban driver. At an entry price point of £ 25,680, BMW has aggressively priced the i3 for early adopters in the market. The car has a number of industry innovations like it is partially made from Carbon reinforced fibres, it provides vehicle to infrastructure services like and comes with a flexible mobility package which is in line with the market trend to sell “mobility” and not cars.BMW’s ibrand could have a halo effect as did the Prius for Toyota. It could propel the market for electric vehicles which has had a slow uptake rate and also position BMW’s brand as the most innovative premium OEM.Frost & Sullivan believes that the ride will be rough for BMW in the first few years just as it was for Nissan with its Leaf but it will get easier as market starts to accept electric cars. It for sure is the most innovative car of the 21st century so far.”

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Focus on reviving credit growth as external funding withdrawal in emerging Europe picks up

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2013

The Vienna 2 Initiative Steering Committee1 met in Luxembourg on 17 July, 2013 to discuss deleveraging trends, work to address asset quality issues in emerging Europe, and the implications for the proposed EU resolution framework on emerging European economies, including non-EU member countries. For the first time, the representatives of major parent bank groups active in emerging Europe were invited to and presented their new role and commitment to the Steering Committee. The Steering Committee noted in its new Deleveraging Monitor that there were further reductions in external funding from western banks to Central, Eastern, and South Eastern Europe (CESEE) excluding Russia and Turkey during the first quarter of 2013. Furthermore, the forecast provided in the previous Deleveraging Monitor that the second wave of funding reductions that had started in mid-2011 would taper off did not prove correct. In fact, cross-border funding restrictions persist, with significant across countries, due, in part, to the impact of external perceptions of domestic climates. Private sector credit growth remained weak, with the exception of Turkey, and loan-to-deposit ratios declined further. There is a concern that deterioration in market sentiment vis-à-vis emerging market countries that started in late May may intensify funding reductions. The continued close monitoring of deleveraging with an eye for systemic risks to the region will therefore remain very important.The Steering Committee discussed the proposed EU resolution framework and decided that it will assess the potential implications for emerging European countries. It aims to submit comments to key European authorities in the autumn.
The Steering Committee also discussed the implications of the single supervisory mechanism for non-EU countries. While the Banking Union project is progressing for euro zone members, with possibilities for other EU member states to opt-in, non-EU members do not have effective channels for linking to the new single supervisory mechanism, even though their banking sectors are dominantly owned by euro-zone based banks. The Vienna 2 Initiative is preparing a plan for approaching the competent European agencies for an effective coordination between the single supervisory mechanism (SSM) and non-EU members.Urgency to address high non-performing loans and SME financing
The Steering Committee reiterated the urgent need to deal with rising non-performing loans (NPLs) in the region. The Vienna 2 Initiative will update the recommendations from its Working Group on NPLs and propose strategies to deal with banks risk absorption capacity for new lending. A new working group will be set up to assess current national guarantee schemes and the potential for International Financial Institutions (IFIs) intervention in this area to support small and medium enterprises’ (SME) access to finance.

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“Valori identitari e imprenditorialità”

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2013

Si è chiuso con profitto il Corso di perfezionamento post laurea “Valori identitari e imprenditorialità” organizzato dall’Università di Udine e riservato a 12 discendenti di emigranti friulani in Sudamerica. La quarta edizione ha visto la collaborazione, oltre che della Fondazione Crup, anche della Cciaa di Udine, dell’Ente Friuli nel Mondo, dell’Associazione piccole e medie imprese di Udine, dell’Accademia Italiana della Cucina del Fvg, di Turismo Fvg e dell’Associazione Cooperative Friulane di Udine. A tal proposito, il presidente Flavio Sialino ha sottolineato: «Fin dalla sua prima edizione il mondo della cooperazione ha riconosciuto nell’iniziativa un importante momento di confronto con friulani di terza, quarta o successive generazioni, che mantengono le radici culturali originarie, ma che vivono immersi in contesti sociali diversi. Non solo un confronto culturale, ma anche un momento per proporre la reciproca conoscenza sulle eccellenze economiche e produttive dei rispettivi Paesi. Non va dimenticato – ha aggiunto Sialino -, che questi 12 corsisti saranno sicuramente i migliori ambasciatori del Made in Friuli nei loro Paesi di provenienza, come già sta succedendo con i partecipanti alle edizioni precedenti, che mantengono ancora stretti rapporti con i responsabili del Corso».L’Associazione Cooperative Friulane ha fatto conoscere ai corsisti non solo un modello societario, quello cooperativo, assai peculiare e con una forte capacità di intercettare l’esigenza di fare impresa, coniugandola con il rispetto di valori di solidarietà, sussidiarietà e mutualità. Ma è stata anche in grado di far conoscere meglio le produzioni della cooperazione, in particolare quelle agroalimentari, che rendono la nostra economia così sviluppata e apprezzata. Sialino si è auspicato che l’esperienza possa continuare pure in futuro, formando ancora giovani in grado di far propri i valori dell’imprenditoria friulana, che tanti successi ha ottenuto nel mondo, ed esportarli oltre oceano.Nel chiudere il percorso formativo, Sialino ha ringraziato le cooperative e i consorzi che, in questa edizione del Corso, hanno dato la disponibilità a ospitare i giovani e a seguirli nei loro studi: Bio-Res., Vettori Ultramondo, Sant’Angela Merici, Consorzio di Bonifica Bassa Friulana e Consorzio di Bonifica Ledra Tagliamento.

 

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IBM presenta il nuovo sistema PowerLinux

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2013

IBM arricchisce la sua offerta Power Systems open source con un nuovo sistema ad alte prestazioni basato su Linux, il PowerLinux 7R4, ideale per ambienti di cloud computing e Business Analytics. Basato sulla stessa piattaforma utilizzata per il progetto di cognitive computing Watson di IBM, il 7R4 supporta il software di database open source di EnterpriseDB per aiutare le aziende nella gestione dei Big Data soprattutto nella migrazione dai costosi database Oracle. Le soluzioni Cognos Business Intelligence di IBM, WebSphere e Java di IBM, disponibili su Power Systems con Linux, completano le nuove offerte.Ogni organizzazione può utilizzare il PowerLinux 7R4 per eseguire analisi su grandi quantità di dati raccolti da una molteplicità di fonti, come quelli sull’esplorazione di gas e petrolio ottenuti da sensori, dati e commenti dei social media, registrazioni relative alla gestione di transazioni finanziarie e relativi database. Funzioni integrate di virtualizzazione permettono ai clienti di allestire facilmente private cloud per condividere in modalità “seamless” dati, risultati e preziose conoscenze con collaboratori chiave.”Poiché il sistema operativo Linux e le applicazioni open source sono in continua evoluzione, registriamo una domanda crescente per sistemi hardware di più elevato valore, ideati per gestire carichi di big data e cloud complessi e mission-critical in ambiente open,” ha dichiarato Doug Balog, General Manager per IBM Power Systems. “Per rispondere a questa esigenza, stiamo proseguendo in modo aggressivo gli investimenti sul nostro ecosistema Power Systems open – nuove tecnologie, applicazioni e partnership – per supportare i carichi di lavoro Linux emergenti.”Il PowerLinux 7R4 è la soluzione high-end della gamma IBM di server Power Systems PowerLinux che utilizzano esclusivamente Linux “industry-standard” ed è l’unica versione Linux del server Power 750, il sistema hardware utilizzato da Watson.Affiancandosi ai modelli PowerLinux 7R1 e 7R2, il PowerLinux 7R4 è un server con 4 socket e 32 core ideale per le aziende che ricercano una piattaforma open source che supporti esclusivamente Linux, in grado di gestire carichi di lavoro più compute-intensive tra i quali i carichi infrastrutturali come web e database, cognitive computing e analytics. Il 7R4 supporta gli stessi strumenti, middleware e software di virtualizzazione Power che oggi girano sugli altri sistemi PowerLinux. Per i clienti che vogliono utilizzare sia Linux che software di sistema operativo AIX e/o IBM i, IBM offre le versioni SUSE e Red Hat di Linux per l’intera famiglia di server Power Systems. Usando strumenti di virtualizzazione PowerVM di IBM, i clienti possono effettuare il partizionamento di qualsiasi server Power System in server virtuali separati, alcuni con applicazioni basate su Linux e altri con applicazioni AIX o IBM i.”Forniamo una piattaforma che offre un’incredibile varietà di scelta,” ha affermato Robert Swann, IBM Vice President Business Line Executive per Power Systems. “Per i nostri clienti che utilizzano esclusivamente un ambiente Linux ora offriamo tre server PowerLinux, mentre per i nostri clienti che desiderano far girare applicazioni Linux assieme ai loro dati e workload AIX e IBM i esistenti, mettiamo a disposizione gli strumenti di virtualizzazione che rendono possibile questa combinazione. Insomma, siamo pronti a fornire la soluzione che soddisfa al meglio le esigenze del cliente.”In una nuova partnership con EnterpriseDB, IBM ha annunciato che la soluzione di database con tecnologia PostgreSQL di fascia enterprise di EnterpriseDB adesso è disponibile su qualsiasi server Power Systems con Linux. Postgres Plus Advanced Server di EnterpriseDB fornisce agli utenti di Power Systems l’accesso a un database alternativo a basso costo che supporta applicazioni business esistenti e nuove. EnterpriseDB ritiene che la nuova soluzione consente una migrazione “seamless” da database Oracle e che il suo processo di migrazione può far risparmiare notevolmente sul costo di migrazione.”Per tradizione, la migrazione tra database è sempre stata un’operazione costosa e rischiosa per la limitata compatibilità delle applicazioni e la mancanza di risorse e strumenti di migrazione completi. Postgres Plus Advanced Server di EnterpriseDB e Power Systems di IBM risolvono questo problema fornendo ampia funzionalità e compatibilità con Oracle, strumenti di migrazione e competenza che offrono significativi risparmi sui costi consentendo a molte applicazioni basate su Oracle di girare praticamente immutate,” ha dichiarato Tom Kincaid, Vice President Products and Engineering di EnterpriseDB.
IBM offre anche una versione di Linux della sua soluzione per database DB2 a clienti di Power Systems. Entrambe le soluzioni DB2 di EnterpriseDB e IBM forniscono ai clienti Power Systems interessati all’open source la flessibilità e l’innovazione di Linux abbinata all’affidabilità della piattaforma per realizzare e utilizzare nuove applicazioni.

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Roma: politiche sociali

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2013

“Per me l’assistenza agli anziani è una priorità. Nella mia esperienza di studio e di ‘esperta’ del sociale mi sono occupata in modo particolare di questo tema che considero centrale. Vorrei una città ‘amica degli anziani’ che diventi un modello per il panorama nazionale. Una città che ama i suoi anziani è una città migliore per tutti”. Così Rita Cutini, assessore al sostegno sociale e alla sussidiarietà, che oggi ha iniziato il percorso di visite ai servizi erogati da Roma Capitale visitando, accompagnata da alcuni dirigenti del Dipartimento, al Centro di Torre Spaccata del Comune di Roma, dove ha visitato il Centro Risvegli IRIDE. Qui ha salutato gli ospiti, i familiari e gli operatori cogliendo l’occasione per ascoltare le esigenze degli anziani residenti. La visita è proseguita nelle altre aree della medesima struttura, il Centro Anziani e la casa di riposo Hansel & Gretel.

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Carceri: indulto mascherato

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2013

«È incredibile che il Senato piuttosto che correggere il vergognoso decreto svuota carceri, che noi abbiamo ribattezzato “l’indulto mascherato”, sia riuscito addirittura a peggiorarlo. L’abuso della carcerazione preventiva in Italia è una grande questione aperta, che Fratelli d’Italia ha posto tra le priorità che il Parlamento deve affrontare, anche per risolvere l’emergenza del sovraffollamento carcerario. Un conto però è lavorare per modificare il meccanismo nel suo complesso, un altro è intervenire in maniera schizofrenica con provvedimenti che rischiano di compromettere l’incolumità dei cittadini e delle vittime. Sono fattori decisivi, come ad esempio il livello di pericolosità sociale, a determinare quali reati debbano prevedere la custodia cautelare. E nel caso specifico dello stalking si tratta di una misura necessaria per evitare il reiterarsi del reato. Fratelli d’Italia non resterà a guardare: interverremo alla Camera per modificare ulteriormente il provvedimento, anche proponendo un innalzamento del massimo della pena, e ci faremo promotori di un referendum abrogativo a difesa dei cittadini onesti che non devono pagare le inefficienze dello Stato».È quanto dichiara il presidente dei deputati di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Debiti Pa. Unimpresa, Governo acceleri rimborsi a imprese

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2013

“I tempi per il pagamento degli arretrati della pa vanno definiti una volta per tutte per dare certezza agli imprenditori. E sui rimborsi è ora che il Governo metta il piede sull’acceleratore. Quei soldi possono essere vitali mentre i continui tira e molla minano la fiducia delle aziende e minacciano le speranze di ripresa”. Lo dichiara il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.
Secondo il Centro studi Unimpresa, sono oltre 215mila le imprese italiane che vantano credito con la pubblica amministrazione. E per ciascuna di esse la media degli arretrati dei pagamenti è pari a 422mila euro. L’analisi di Unimpresa, basata su dati Istat e Banca d’Italia, mette in luce i numeri sulle imprese che vantano credito con la Pa settore per settore. Nell’industria è pari all’1,2% la quota di imprese in credito con lo Stato: vuol dire che ci sono 5.436 aziende che aspettano a di veder saldata una fattura. Nel comparto delle costruzioni (edilizia e ristrutturazioni) la quota di imprese in fila d’attesa è pari al 16,2%, che equivale a 100.926 aziende. Il record è nei servizi: sono 109.131 (il 3,3% del totale del settore) le imprese a cui lo Stato centrale o gli enti locali e territoriali (regioni, province e regioni) devono riconoscere un corrispettivo. Complessivamente, dunque, sul totale delle imprese italiane (4.383.000) il 4,9% è creditore della pubblica amministrazione: 215.493 aziende, insomma, corrono il rischio di licenziare i dipendenti, di chiudere in perdita un bilancio, di avviare una procedure di crisi, di trovarsi in una pericolosa condizione di insolvenza o, ipotesi peggiore, di imboccare la strada del fallimento. Tutto questo per colpa dei ritardi di pagamento della Pa. Lo stock di arretrati, tra Stato ed enti locali, è pari a 91 miliardi di euro: le misure approvate e sulle quali si stanno ancora definendo i tempi, dovrebbero servire per sbloccare 20 miliardi quest’anno e altri 20 miliardi nel 2014.

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Abele e Caino contro la “Pena di Morte Viva”

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2013

I Radicali, a venticinque anni dalla morte e a trenta dall’arresto di Enzo Tortora, ci riprovano e il “Comitato Promotore dei Referendum” presieduto da Marco Pannella ha depositato presso la Corte di Cassazione una serie di quesiti referendari per una “Giustizia Giusta”, fra cui l’abolizione dell’ergastolo.Da alcuni anni è nato fra gli uomini ombra (gli ergastolani ostativi, come si chiamano fra loro) un vero e proprio movimento, spontaneo e autonomo, che lotta per l’abolizione della “Pena di Morte Viva” (come chiamiamo l’ergastolo ostativo, che ti vieta qualsiasi possibilità di liberazione se non collabori, mettendo un altro in cella al posto tuo). E in questa battaglia di civiltà e di diritto gli uomini ombra e i radicali lotteranno insieme.Ecco alcune dichiarazioni di Carmelo Musumeci, uno degli uomini ombra che da anni combatte per fare conoscere in Italia (Patria del Diritto Romano e della Cristianità) la “Pena di Morte Viva”:Imprigionare una persona per sempre è come toglierle tutto e non lasciarle niente, solo la sofferenza e la disperazione, perché con l’ergastolo la vita diventa una malattia. La “Pena di Morte Viva” supera i limiti della ragione e fa diventare gli uomini esclusivamente corpi parlanti.L’ergastolano non può guardare in faccia il futuro. Può solo guardare il tempo che va via. Per questo molti di noi se potessero scegliere preferirebbero morire subito, adesso, in questo momento, piuttosto che nel modo orribile, progressivamente e infinitamente spaventoso, di morire un po’ tutti i giorni.Gli ergastolani più fortunati riescono ancora a sognare: i nostri sogni sono le uniche certezze della nostra vita e spesso sogniamo di riuscire ad avere un fine pena.Anche gli ergastolani sono per la certezza della pena, ma non ci fermiamo solo qui, siamo anche per la certezza della fine della pena, per avere un calendario in cella per segnare con una crocetta i giorni, i mesi, gli anni che passano.Molti di noi non sanno più chi sono, dove sono, né dove stiamo andando: non abbiamo nessun domani, solo un passato che non passa e corriamo verso la morte. Aiutateci a fermarci, aboliamo l’ergastolo, fate vivere anche noi.

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Roma: insegnanti di sostegno

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2013

“I bambini disabili hanno gli stessi diritti degli altri, specie se si tratta del diritto allo studio. Il Campidoglio deve assolutamente porre fine alla penuria di risorse per i servizi sociali e sanare questa piaga”. Lo chiede il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato, commentando le decisioni adottate nella riunione della commissione servizi sociali e pari opportunità svoltasi ieri nel parlamentino del litorale romano. “Gli assistenti educativo culturali (Aec) che affiancano i bambini portatori di handicap nelle scuole, hanno visto negli ultimi anni ridurre i propri interventi e possibilità, con un notevole ridimensionamento dell’orario, causa il drastico taglio di risorse operato da Roma Capitale – spiega Maritato – eppure queste figure sono essenziali nel percorso di apprendimento e inserimento scolastico. Negli istituti del litorale romano, ad esempio, qualche anno fa operava un insegnante ogni 2 bambini mentre oggi lo stesso professionista deve provvedere a 5 allievi, con risultati ovviamente inadeguati”. Il presidente si dice vicino ai genitori del Comitato di quartiere Bagnoletto, che hanno richiesto ai rappresentanti del municipio di farsi portatori delle loro richieste all’assessorato capitolino ai Servizi sociali. “Nell’ultima consiliatura – precisa il presidente – causa spending review e tagli lineari di varia natura, i fondi destinati agli insegnanti di sostegno sono passati da 1 milione e 725 mila euro per l’anno scolastico 2012-2013 a 1 milione e 400 mila per l’anno prossimo. Occorrono perciò interventi straordinari di Roma Capitale perché non possiamo far pagare ai più fragili – in questo caso i bambini disabili – il prezzo di una crisi causata dai poteri forti dell’alta finanza”.

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Sicurezza stradale

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2013

La quotidianità ci porta a non prestare la giusta attenzione a quelle piccole, almeno in apparenza, cose, che invece se correttamente osservate possono servire a ridurre i rischi per noi stessi e per la collettività.
In tal senso, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, una delle questioni più dibattute fra gli esperti della sicurezza alla guida e non solo, è l’utilizzo di calzature apparentemente più comode e leggere come ciabatte, zoccoli e infradito che nella stagione estiva prendono il posto, già con i primi caldi, delle scarpe invernali meno confortevoli, ma almeno in apparenza più sicure.
E non si tratta di una questione che riguarda solo le donne, anche se un’indagine realizzata da Motori.it e DireDonna, ha stabilito che nel periodo estivo ben il 53% delle esponenti del gentil sesso si mette al volante della propria auto indossando infradito o modelli simili, ma anche molti uomini ormai utilizzano con frequenza questo tipo di calzature, specie quando si dirigono verso le spiagge e le località balneari.
Si tratta di un fenomeno di costume che, peraltro, non risulta vietato almeno a partire dal 1993, ossia con l’entrata in vigore del Nuovo Codice della Strada, che ha consentito la possibilità di mettersi al volante con calzature non chiuse sul retro o addirittura a piedi nudi, a patto però che ciò non comprometta la sicurezza necessaria. In tal senso, soggiunge proprio l’articolo 140 del Codice della Strada che regolamenta elasticamente la materia stabilendo che “gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale”, senza quindi prescrivere alcuna precisa dotazione e lasciando, dunque, un certo margine di libertà all’automobilista.
Ciò non vuol dire che ci si può mettere alla guida come si vuole senza tenere conto che una scarpa più comoda, ma meno modaiola possa essere determinante per evitare rischi per sé e per gli altri. Se per esempio, si rimane coinvolti in un sinistro la mancanza di scarpe chiuse potrebbe essere considerata come un elemento di concorsualità in termini di responsabilità, con effetti negativi sui risarcimenti da parte delle assicurazioni e con un minimo rischio di essere sanzionati dalle forze di polizia stradale per violazione del citato articolo 140 per aver concorso o causato un sinistro a causa della non corretta “dotazione” d’abbigliamento.
Nonostante questi rischi, secondo le statistiche, le donne continuano a calzare tacchi a spillo vertiginosi, ma anche ciabatte alla guida e in quest’ultima tendenza superano di gran lunga i maschi. Dall’indagine evidenziata, infatti, gli uomini preferiscono guidare con sneakers o scarpe chiuse per poi cambiarsi e indossare le infradito raggiunta la destinazione.

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Kenya: rifugiati urbani

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2013

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) accoglie con soddisfazione la delibera dell’Alta Corte del Kenya a sostegno del diritto d’asilo dei rifugiati urbani. La decisione – raggiunta lo scorso 26 luglio – fa riferimento alla “Petizione numero 19 del 2013” nella quale rifugiati avevano fatto ricorso contro una direttiva emessa dal governo del Kenya lo scorso dicembre, che sanciva il trasferimento dei rifugiati presenti nelle aree urbane verso i campi di Dadaab e Kakuma.
L’Alta Corte si è pronunciata in senso contrario alla direttiva che ha comportato conseguenze particolarmente negative sulla protezione e sul benessere delle comunità di rifugiati che vivono nella capitale Nairobi e nelle altre città del paese.A seguito della direttiva, infatti, rifugiati e richiedenti asilo di nazionalità somala avevano cominciato a riferire con sempre maggiore frequenza di molestie, detenzione ed estorsioni da parte della polizia, soprattutto a Nairobi. Molti di loro non riuscivamo più a spostarsi liberamente e tali trattamenti hanno portato centinaia di rifugiati somali a far ritorno nel proprio paese o a spostarsi verso i paesi limitrofi.A dicembre dello scorso anno, nelle aree urbane del Kenya vivevano complessivamente 51mila rifugiati, principalmente di nazionalità somala.La maggior parte dei rifugiati che si è insediata nei centri urbani ha sviluppato meccanismi di reazione alle difficoltà e pertanto fa affidamento sull’assistenza umanitaria. Molti bambini rifugiati frequentano la scuola nelle città in cui vivono e – se il provvedimento di trasferimento fosse stato eseguito – la loro istruzione ne sarebbe risultata compromessa.In linea con il proprio mandato, l’UNHCR è stato citato nell’ambito della petizione in qualità di “amico della Corte” o “Amicus Curiae” e ha fornito consulenza sulle norme del diritto internazionale dei rifugiati e dei diritti umani internazionali applicabili al caso.L’Agenzia auspica che il governo darà seguito a tale importante decisione costituzionale e provvederà rapidamente a ripristinare i servizi legali che erano stati sospesi in attesa del procedimento della Corte. Tra questi, ad esempio, la registrazione e l’emissione di documenti ai rifugiati e ai richiedenti asilo, essenziali ai fini della loro libertà di movimento, per l’accesso ai servizi sociali oltre che per la protezione contro gli arresti arbitrari.
L’UNHCR inoltre considera questa decisione della Corte importante per la giurisprudenza sui diritti dei rifugiati non solo in Kenya ma in tutto il mondo. Il Kenya accoglie circa 600mila rifugiati.

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Pensioni d’oro

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2013

«Ci chiediamo come possano definirsi “responsabili” un Governo e una maggioranza incapaci di opporsi a una vergogna nazionale come quella delle pensioni d’oro. Abbiamo votato a favore dell’emendamento al dl ecobonus presentato dalla Lega Nord e invitiamo i deputati del Carroccio e quelli del M5S a sottoscrivere la proposta già depositata da Fratelli d’Italia, che fissa un tetto alle pensioni d’oro oltre il quale vengono calcolati i contributi versati e che nel caso questi non ci siano, taglia la parte eccedente e destina i soldi risparmiati alle pensioni minime e di invalidità».È quanto dichiara il presidente dei deputati di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
«Consideriamo quella sulle pensioni d’oro una battaglia di civiltà, l’emblema di una politica dei privilegi e della casta che ha portato l’Italia a questa insostenibile situazione economica. Ma l’unico modo per vincerla è portarla avanti insieme, perché come hanno dimostrato prima la Consulta dichiarando incostituzionale il prelievo di solidarietà sulle pensioni d’oro oltre i 90 mila euro e oggi il Governo, la sua maggioranza e altre insospettabili forze politiche all’opposizione, ce la metteranno tutta per difendere questo intollerabile privilegio», conclude Meloni.

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Vacanze rovinate

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2013

Quante volte è capitato e continua a succedere: una meritata vacanza nella meta esotica si trasforma in un soggiorno da dimenticare per i turisti che avevano acquistato il pacchetto vacanze. Nella camera dell’hotel a quattro stelle il condizionatore d’aria non sono non funziona ma addirittura perde anche acqua. Ed allora la vicenda finisce in Tribunale perché il disagio degli acquirenti per la sistemazione inadeguata in albergo supera la soglia della normale tollerabilità e determina il risarcimento anche del danno non patrimoniale. A pagare solidalmente sono l’agente di viaggio e il tour operator, ma quest’ultimo è assicurato e si fa garantire dall’assicurazione per quanto gli tocca da pagare a seguito della lesione da vacanza rovinata. Un lieto fine, insomma, quello scritto dalla sentenza 191/13, pubblicata dal tribunale di Ferrara, che Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, ritiene meritevole di diffusione in quanto ha accolto le richieste dei due viaggiatori anche se probabilmente nessuna cifra potrà ripagare gli effettivi disagi patiti per una vacanza che doveva essere indimenticabile ed invece si cerca di dimenticare subito.Ad ogni modo il giudice unico del tribunale romagnolo, Caterina Arcani, ha accertato che il pacchetto turistico era di quelli “tutto compreso” laddove l’offerta sul depliant prevedeva soggiorno, trasferimento e altri servizi combinati.A sostegno della decisione del togato vi è anche la giurisprudenza della Corte di giustizia europea che ha ormai “sdoganato” il danno da vacanza rovinata. Nel caso in questione, peraltro, è stato ritenuto sussistente anche il pregiudizio di natura non patrimoniale per gli acquirenti del pacchetto turistico in virtù del fatto che i disagi patiti durante il soggiorno si rivelano al di sopra della soglia della normale tollerabilità, dovendosi ritenere che la prova dell’inadempimento da parte del tour operator e dell’agente di viaggio, responsabili in solido, esaurisce in sé anche la prova del danno non patrimoniale dovendo essi desumersi dalla mancata realizzazione della finalità turistica.

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Cuore a rischio per i bambini con steatosi epatica

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2013

Uno studio della Sapienza su bambini obesi con accumulo di grasso nel fegato rivela danni sia funzionali che morfologici a livello cardiaco
La causa più frequente di malattia epatica nei bambini è la steatosi epatica non alcolica (NAFLD), comunemente conosciuta come fegato grasso. I dati sulla popolazione pediatrica mondiale mostrano come questa patologia colpisca fino al 17% dei bambini sani e al 50 % di quelli obesi. La NAFLD è quindi una patologia emergente, che comprende un ampio spettro di condizioni epatiche; dalla semplice steatosi, alla steatoepatite con necro-infiammazione e fibrosi più o meno avanzata (condizione nota anche come steatoepatite non-alcolica (NASH), fino alla cirrosi. I ricercatori della Sapienza, coordinati da Lucia Pacifico, hanno dimostrato che in età pediatrica la steatosi epatica non alcolica si associa a una precoce alterazione della funzionalità cardiaca indipendentemente dai tradizionali fattori di rischio cardiovascolare.
Lo studio, pubblicato su Hepatology, la prestigiosa rivista dell’Associazione Americana per lo studio delle malattie del fegato, è frutto della collaborazione dei Dipartimenti di Pediatria e Neuropsichiatria Infantile, Scienze della Salute Pubblica e Radiologia di Sapienza Università di Roma insieme all’Istituto di Farmacologia Traslazionale del CNR. I risultati hanno evidenziato che nei piccoli pazienti con NAFLD il danno cardiaco, inizialmente asintomatico, è caratterizzato da un’alterazione della funzionalità diastolica e sistolica del ventricolo sinistro. La gravità di tali anomalie diventa maggiore quanto più severo è il danno epatico. La ricerca è stata condotta su un campione di 126 bambini di cui 108 obesi (54 con evidenza di NAFLD e 54 senza NAFLD) e 18 bambini normopeso. I piccoli sono stati sottoposti a sofisticati esami ecocardiografici come il tissue doppler imaging, e la risonanza magnetica nucleare dell’addome per misurare la frazione di grasso epatico e valutare la distribuzione del grasso addominale. Tra i bambini con NAFLD, 41 sono stati sottoposti ad agobiopsia epatica, permettendo così la diagnosi istologica e la valutazione della severità del danno epatico. Paragonati ai bambini obesi senza coinvolgimento epatico, i bambini obesi con NAFLD mostravano segni ecocardiografici di disfunzione cardiaca, sia diastolica che sistolica. Inoltre,tra i 41 pazienti sottoposti alla biopsia, i 26 bambini con diagnosi di steatoepatite non alcolica mostravano alterazioni funzionali cardiache ancor più gravi dei 15 bambini con semplice steatosi epatica. È emerso infine il dato che le anomalie cardiache risultano essere indipendenti dai tradizionali fattori di rischio cardiovascolare come il sovrappeso e l’obesità, l’ipertensione e l’insulino-resistenza. Le conclusioni dello studio aggiungono un importante tassello alla valutazione diagnostica del piccolo paziente con NAFLD, confermando e dimostrando come questa tipologia di pazienti debba essere esaminata e trattata con un approccio multi-disciplinare e lungimirante, in modo da prevenire sia l’evoluzione del danno epatico sia del danno cardio-vascolare. “L’importanza di un intervento di prevenzione su un target di giovanissima età – spiega Lucia Pacifico – ha notevoli risvolti in termine di salute pubblica, fondamentalmente per due ragioni. In primo luogo, le alterazioni sia epatiche sia cardiache nella fase precoce sono passibili di reversibilità con un trattamento adeguato. In seconda istanza, agire subito significa fare un investimento per il futuro. Vantaggi in benessere ed in economia sono da non sottovalutare: basti pensare che già oggi le malattie cardiovascolari si configurano come prima causa di morbilità e mortalità nei Paesi industrializzati. Tanto più che le misure necessarie a combattere l’obesità, la steatosi epatica e la disfunzione cardiaca sono davvero poco costose in denaro. E’ sufficiente adottare uno stile di vita sano, all’insegna della corretta alimentazione e dell’esercizio fisico.” Left ventricular dysfunction in obese children and adolescents with nonalcoholic fatty liver disease.Pacifico L, Di Martino M, De Merulis A, Bezzi M, Osborn JF, Catalano C, Chiesa C. Hepatology. 2013 Jul 11. doi: 10.1002/hep.26610. [Epub ahead of print] (Professoressa Lucia Pacifico)

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