Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Kenya: rifugiati urbani

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2013

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) accoglie con soddisfazione la delibera dell’Alta Corte del Kenya a sostegno del diritto d’asilo dei rifugiati urbani. La decisione – raggiunta lo scorso 26 luglio – fa riferimento alla “Petizione numero 19 del 2013” nella quale rifugiati avevano fatto ricorso contro una direttiva emessa dal governo del Kenya lo scorso dicembre, che sanciva il trasferimento dei rifugiati presenti nelle aree urbane verso i campi di Dadaab e Kakuma.
L’Alta Corte si è pronunciata in senso contrario alla direttiva che ha comportato conseguenze particolarmente negative sulla protezione e sul benessere delle comunità di rifugiati che vivono nella capitale Nairobi e nelle altre città del paese.A seguito della direttiva, infatti, rifugiati e richiedenti asilo di nazionalità somala avevano cominciato a riferire con sempre maggiore frequenza di molestie, detenzione ed estorsioni da parte della polizia, soprattutto a Nairobi. Molti di loro non riuscivamo più a spostarsi liberamente e tali trattamenti hanno portato centinaia di rifugiati somali a far ritorno nel proprio paese o a spostarsi verso i paesi limitrofi.A dicembre dello scorso anno, nelle aree urbane del Kenya vivevano complessivamente 51mila rifugiati, principalmente di nazionalità somala.La maggior parte dei rifugiati che si è insediata nei centri urbani ha sviluppato meccanismi di reazione alle difficoltà e pertanto fa affidamento sull’assistenza umanitaria. Molti bambini rifugiati frequentano la scuola nelle città in cui vivono e – se il provvedimento di trasferimento fosse stato eseguito – la loro istruzione ne sarebbe risultata compromessa.In linea con il proprio mandato, l’UNHCR è stato citato nell’ambito della petizione in qualità di “amico della Corte” o “Amicus Curiae” e ha fornito consulenza sulle norme del diritto internazionale dei rifugiati e dei diritti umani internazionali applicabili al caso.L’Agenzia auspica che il governo darà seguito a tale importante decisione costituzionale e provvederà rapidamente a ripristinare i servizi legali che erano stati sospesi in attesa del procedimento della Corte. Tra questi, ad esempio, la registrazione e l’emissione di documenti ai rifugiati e ai richiedenti asilo, essenziali ai fini della loro libertà di movimento, per l’accesso ai servizi sociali oltre che per la protezione contro gli arresti arbitrari.
L’UNHCR inoltre considera questa decisione della Corte importante per la giurisprudenza sui diritti dei rifugiati non solo in Kenya ma in tutto il mondo. Il Kenya accoglie circa 600mila rifugiati.

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