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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Archive for 3 agosto 2013

La giustizia condanna, la politica assolve

Posted by fidest press agency su sabato, 3 agosto 2013

Quirinale 5

Quirinale 5 (Photo credit: Wikipedia)

Si sta maturando in queste ore la più tragica delle farse a spese di quello che eufemisticamente si definisce popolo sovrano. Ha aperto le danze lo stesso presidente della Repubblica quando due anni fa ha dato l’incarico a Monti per un governo cosiddetto di tecnici, ed è stato un madornale errore. Allora e non poi era il momento di sciogliere le camere e andare al voto. Avremmo evitato il lungo e snervante logoramento istituzionale con un parlamento incapace persino di eleggere un nuovo presidente della Repubblica. Ora ci risiamo. E’ toccato alla magistratura e non alla politica fare giustizia, ma si è ritrovata ancora una volta vittima dell’incapacità politica di essere conseguente agli abusi e alle truffe di stato. Ora si parla di grazia per Berlusconi come se si trattasse di una vittima e non di un carnefice e sotto la minaccia di una “guerra civile” e con le “truppe di Berlusconi” che bivaccano davanti al Quirinale. Il tutto ci ricorda un passato che dovremmo non dimenticare e che proprio Napolitano ne ha fatto parte tra quelli che hanno difeso la democrazia anche al prezzo della vita. Come si fa a concedere la grazia a chi invece di mettersi da parte per il bene del paese, per rispetto ai lavoratori, ai disoccupati, ai cassa integrati, agli esodati, alle imprese in crisi, agli enormi problemi che attendono il paese, aizza la piazza e spinge i suoi parlamentari alle dimissioni in massa? Se davanti a questo vulnus istituzionale la politica non mostra uno scatto d’orgoglio dobbiamo dire che abbiamo perso il senso della dignità e del rispetto per noi stessi. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Un caso di febbre dengue a Montelupo Fiorentino

Posted by fidest press agency su sabato, 3 agosto 2013

English: Aedes aegypti in Dar es Salaam, Tanzania

English: Aedes aegypti in Dar es Salaam, Tanzania (Photo credit: Wikipedia)

Domani la prima disinfestazione. Nessun pericolo per la popolazione
Un caso “importato” di febbre dengue nel comune di Montelupo Fiorentino. L’infezione, subito individuata e circoscritta, ha interessato un quarantacinquenne del posto, recatosi nei giorni scorsi in Africa per motivi di lavoro.L’uomo, punto in Angola, è rientrato in Italia con sintomi di febbre, e dall’ambulatorio di Medicina del Viaggiatore dell’Asl 11 di Empoli è stato indirizzato al centro di Malattie Infettive e Tropicali di Careggi dove è stato sottoposto ai necessari accertamenti, dopo di che è rientrato a casa.La dengue è un’infezione trasmessa da zanzare, che si manifesta con sintomi simili a quelli dell’influenza. In genere il decorso è di pochi giorni e la guarigione è spontanea: solo raramente, e soprattutto in zone tropicali, si verificano casi gravi che possono anche provocare emorragie gravi. Ma non è questo il caso del quarantacinquenne di Montelupo Fiorentino.
La dengue è una malattia presente in zone tropicali, in particolare in Africa e Sud America. Sporadici casi si sono già verificati in Italia (74 nel 2012), ma questo è il primo caso che interessa il nostro territorio.
La situazione non desta alcuna preoccupazione per la popolazione, giacché si tratta di un caso importato. A titolo precauzionale – come da disposizioni ministeriali – è stata predisposta la disinfestazione della zona (un raggio di 100 metri) dove vive la persona contagiata. Non ci sono pericoli per i familiari e le persone con cui l’uomo è venuto in contatto. Considerato che la malattia può essere anche trasmessa dalla comune zanzare tigre, se entrata in contatto con una persona affetta dal virus, il Comune di Montelupo Fiorentino, in collaborazione con l’Asl 11, ha predisposto un programma di disinfestazione nella zona di residenza già a partire da domani, sabato tre agosto, alle ore 7.00. L’intervento sarà ripetuto a distanza di una settimana. Il comune di Montelupo Fiorentino ha predisposto un’apposita campagna informativa nell’area che interessa una quarantina di famiglie.
Nell’occasione, si ricordano alcuni semplici comportamenti per la prevenzione contro le zanzare in generale:
evitare la raccolta d’acqua stagnante anche di piccole quantità;
vuotare settimanalmente nel terreno, e non nei tombini, l’acqua dei sottovasi, piccoli abbeveratoi, innaffiatoi o altri contenitori;
coprire con zanzariere, o con teli di plastica senza crearvi avvallamenti, i contenitori d’acqua quali vecchie vasche, bidoni, fusti, etc. utilizzati nell’orto o per l’allevamento di animali. Coprire anche i sottovasi inamovibili del proprio giardino;
mettere pesci che si cibano di larve (gambusie o pesci rossi) nelle vasche o fontane ornamentali;
in assenza di precipitazioni atmosferiche, dotare i tombini dei propri giardini, cortili e condomini di rete antizanzare

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PD e trasporto locale

Posted by fidest press agency su sabato, 3 agosto 2013

“Con la crisi, il trasporto pubblico locale è diventato quasi una parte del welfare ed è al centro dell’attenzione del Partito democratico”. Lo ha detto oggi a Roma Debora Serracchiani, responsabile nazionale del partito per le infrastrutture e i trasporti, nel corso di una riunione con gli assessori ai trasporti delle regioni Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Sicilia, con Daniele Borioli, membro della commissione Lavori pubblici del Senato, con Paolo Coppola, membro della commissione Trasporti della Camera, e con Franco Frigo, membro della commissione Trasporti e Turismo al Parlamento europeo.“Il nodo del Tpl presenta notevoli problematicità – ha spiegato Serracchiani – legate al fondo unico nazionale, agli investimenti e alla costruzione delle gare. In particolare bisogna chiarire quale tipo di servizio si vuole offrire per rispondere ai bisogni dei cittadini, con la consapevolezza che stiamo parlando di un’esigenza sociale”.Nel fare il punto sulla situazione della portualità, da Frigo è stata ricordata la scadenza del 24 settembre quale “termine per la presentazione degli emendamenti al regolamento comunitario sulla portualità”, e Serracchiani ha precisato che “l’Italia dovrà portare al Parlamento europeo un contributo assolutamente condiviso e molto chiaro negli obiettivi, anche considerando che il nucleo del regolamento consisterà nella liberalizzazione dei servizi. E si dovrà farlo tenendo conto delle ipotesi di riforma della legge 84/94 sul riordino della legislazione in materia portuale”.(Giancarlo Lancellotti)

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Verona:Fiera della pietra naturale

Posted by fidest press agency su sabato, 3 agosto 2013

In attesa della ripresa del mercato interno, la parola d’ordine resta svilupparsi all’estero. Per l’Osservatorio Marmomacc su dati Istat si conferma questa la ricetta anti crisi per l’industria italiana della pietra naturale che chiude il primo quadrimestre 2013 con 545 milioni di euro di export, tra materiali lavorati e grezzi, in crescita del 10,7% sullo stesso periodo del 2012. In parallelo, continua, la flessione dell’import di prodotti lapidei che, nei primi quattro mesi dell’anno, totalizza 118,9 milioni di euro, in calo del 9,2 per cento.
In questo quadro, la 48a edizione di Marmomacc, alla Fiera di Verona dal 25 al 28 settembre 2013, rappresenta sempre più uno strumento mirato per l’internazionalizzazione della filiera del marmo, del design e delle tecnologie di lavorazione made in Italy (www.marmomacc.com).
«Marmomacc – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere –, è un vero e proprio hub a disposizione del business delle imprese, grazie a espositori attesi da oltre 50 Paesi e buyer in arrivo da più di 120 nazioni. Per questa edizione ci siamo concentrati su iniziative che favoriscano l’incoming di operatori specializzati e il matching con le aziende. Non dimentichiamo, inoltre, gli appuntamenti di Marmomacc in the World che presidiano, nel corso dell’anno, Stati Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Brasile, India, Egitto e Marocco».
A spingere le esportazioni italiane è ancora una volta il comparto dei lavorati e semilavorati, con 435 milioni di euro (+11,4%), mentre quello dei blocchi grezzi, delle pietre ornamentali e da costruzione, contribuisce al totale con i restanti 110 milioni di euro (+8%).
Per quanto riguarda i prodotti finiti, nel primo quadrimestre del 2013, si assiste ad una forte crescita dell’export verso il continente americano con 129 milioni di euro (+35,9%), l’Asia con 102,8 milioni di euro (+9,8%) e l’Africa con 17,4 milioni di euro (+22,8), mentre l’Europa sconta ancora la coda degli effetti della recessione con 182,4 milioni di euro (-1,6%).Nel dettaglio, il principale mercato di sbocco resta quello degli Stati Uniti con 101,3 milioni di euro di controvalore (+43,6%); nel Centroamerica si consolida quello del Messico con 3,9 milioni di euro (+58,9%). Risultati positivi anche nell’Est Europa con 43,8 milioni di euro (+9,6%): a guidare la classifica dell’area, la Russia con 14,8 milioni di euro (+28%). Nella Vecchia Europa, invece, frena ancora la Germania con 41,1 milioni di euro (-11,1%), mentre recuperano Francia con 23,7 milioni di euro (+5,8%), Regno Unito con 14,3 milioni di euro (+2,8%) e Svizzera con 28,8 milioni di euro (+1,8%).
Continua, poi, costante la crescita dell’export verso il Medio Oriente che, tra Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi, Libano e Israele, raggiunge i 63,6 milioni di euro (+8,1%). Nel Nord Africa, infine, primeggia il Marocco con 8,5 milioni di euro (+11,1%).
Discorso a parte sulle esportazioni di blocchi e materiali grezzi che vede l’Asia protagonista assoluta con 72,1 milioni di euro totali (+9,3%): nello specifico si distinguono Cina con 30,4 milioni di euro (+28,3%), Taiwan con 4,6 milioni di euro (+53,2%) e Indonesia con 4 milioni di euro (+37,1%).

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Il mais Bt, compreso il MON810, è un rischio evidente per l’ambiente

Posted by fidest press agency su sabato, 3 agosto 2013

Il decreto interministeriale che vieta la coltivazione di mais OGM in Italia – firmato dopo tanti proclami dai Ministri De Girolamo, Lorenzin e Orlando il 12 luglio scorso – non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale quindi, in pratica, non esiste. Per ricordare al Governo l’urgenza di varare tale provvedimento Greenpeace pubblica oggi il briefing “MON810. Una storia di mais, farfalle e rischi inutili” [1], che riassume i principali rischi legati alla coltivazione del mais OGM della Monsanto. “La firma del decreto doveva segnare la fine di un periodo di incertezza normativa e una riaffermata garanzia di tutela per consumatori e agricoltori. Purtroppo, si sta trasformando in una beffa nei confronti degli italiani – afferma Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace – anche perché nel frattempo i due campi seminati con mais MON810 in Friuli stanno giungendo a fioritura. A quel punto sarà difficile arginare la contaminazione dell’ambiente e delle coltivazioni adiacenti”. Il mais Bt, compreso il MON810, è un rischio evidente per l’ambiente e per i sistemi agricoli, non solo in Italia, ma in tutta Europa. L’adozione di misure d’emergenza per bloccarne la coltivazione nel nostro Paese è solo un primo passo. L’esperienza del mais Bt, e del MON810 in particolare, mostra che troppi “effetti indesiderati” sono stati scoperti dopo che le autorizzazioni sono state concesse. Gli OGM sono un rischio inutile e inaccettabile, non offrono vantaggi significativi a nessuno se non alle aziende che li brevettano.”E’ incredibile e inaccettabile che, dopo aver traballato a lungo sotto l’evidente incombenza di una potentissima multinazionale straniera, il Governo italiano sia adesso bloccato e non si riesca a far pubblicare il Decreto. Chi vuole tutelare? Gli italiani, rappresentati all’unanimità dai parlamentari di Camera e Senato che hanno chiesto di bloccare la follia degli OGM, o gli interessi della Monsanto? Siamo stanchi di ripeterlo: il decreto interministeriale deve essere pubblicato subito e i due campi in Friuli decontaminati, senza perdere altro tempo” – conclude Ferrario. Il decreto interministeriale concede alle Regioni diciotto mesi di tempo per definire le necessarie misure per assicurare la “coesistenza” tra mais tradizionale e mais OGM. Il briefing diffuso oggi da Greenpeace ricorda i rischi del MON810 e conferma che la “coesistenza” (una chimera che la stessa Commissione Europea sa perfettamente essere irrealizzabile) non può voler dire altro che gli OGM non hanno cittadinanza in un sistema agricolo come quello italiano che punta sulla qualità.

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