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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Estate, italiani distratti: sulle spiagge italiane persi oggetti per oltre 5 milioni di euro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 agosto 2013

Portamonete (69%), occhiali (58%) e gioielli (54%) gli oggetti che i bagnanti smarriscono piu’ spesso sulle spiagge di tutta Italia. E nel solo mese di luglio, secondo gli addetti ai lavori, sono stati persi oggetti per un valore di oltre 5 milioni di euro. I periodi in cui si registrano maggiormente gli smarrimenti sono i mesi caldi dell’estate, a cavallo di luglio e agosto (31%) e per tutto il mese di agosto (34%), quando cioe’ i lidi sono presi d’assalto da milioni di vacanzieri.E’ quanto emerge da uno studio realizzato da Found!, la prima mood communication agency in Italia, che ha interpellato circa 200 tra bagnini e responsabili di lidi su cio’ che il popolo dei vacanzieri perde in spiaggia.Per 1 intervistato su 3 il momento piu’ a rischio e’ la mattina, nel momento in cui si arriva in spiaggia e ci si spoglia per indossare il costume. Segue poi la sera (24%) quando si raccolgono le cose per andar via e anche in occasione del tipico acquazzone estivo (25%) quando c’e’ il fuggi fuggi generale per cercare riparo nelle strutture dei bagni. Tra le categorie che piu’ denunciano smarrimenti, bagnini e gestori di stabilimenti indicano mamme (27%), anziani (24%) e anche i single dai trent’anni in su, sia maschi sia femmine (17%). Non mancano neppure le richieste piu’ assurde che suscitano tra gli addetti ai lavori disorientamento, come la perdita di sandali (29%), computer (21%), di dentiere cadute fra i lettini (9%) o di nonni e nonne (8%).Quotidianamente 4 intervistati su 10 dichiarano di ricevere almeno 4 segnalazioni da parte di bagnanti che a volte sono esasperati (24%), e altre fanno del vittimismo (21%) o scaricano la colpa sugli altri (28%). Ma in quali casi i vacanzieri segnalano lo smarrimento? Ben 8 su 10 (82%) lo fanno quando il valore supera 20 euro; il 46% quando l’oggetto e’ strettamente necessario; il 34% quando le cose rivestono un grande valore effettivo anche se di poco conto economico; infine il 18% quando proprio non riescono a trovarli da sé e si sentono costretti ad ammettere la loro sbadataggine.Cosi’ fra le giustificazioni il 39% da’ la colpa al partner o ai figli mentre per il 24% se la prende col personale, a loro dire poco attento a quello che accade in spiaggia. E tra le spiagge d’Italia che sono diventate miniere d’oro nascoste ci sono al primo posto quelle della Riviera Romagnola (34%), seguita dalla Versilia (29%) e dal Salento (23%).Incendi e legge quadro “Ogni estate si ripete la stessa musica. L’Italia flagellata dagli incendi boschivi, politici che si rincorrono a fare dichiarazioni stampa che poi si dimenticano ad emergenza finita, vigili del fuoco impegnati senza sosta nonostante la legge quadro sugli incendi boschivi affidi ad altri e non ai pompieri i compiti di spegnimento. Come organizzazione sindacale dei vigili del fuoco ci chiediamo che cosa aspetta la politica a discutere del problema e mettere all’ordine del giorno la riforma della legge quadro sugli incendi boschivi?”. E’ quanto dichiara Antonio Brizzi, segretario generale del Conapo, sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco, commentando le incessanti notizie sugli incendi.”Riteniamo l’attuale legge quadro foriera di sperpero di denaro pubblico e di confusione nel coordinamento e comando delle emergenze relative agli incendi boschivi, a causa della frantumazione delle competenze istituzionali, della pluralita’ dei soggetti coinvolti, e dei costi di tutte le strutture incaricate della lotta, che -aggiunge-il piu’ delle volte, operano senza una vera e propria organizzazione, poiche’ molteplici sono gli enti a cui viene affidato tale compito. La stessa corte dei conti, nelle relazioni annuali sugli incendi boschivi, ha evidenziato criticita’ di questa natura”. “Ormai tutti sanno che un incendio boschivo, o lo si spegne subito perche si e’ in grado di arrivare sul posto nell’immediatezza, oppure e’ necessario ricorrere all’uso dei mezzi aerei che hanno un costo enorme e -continua- si dica cio’ che si vuole, ma la realta’ e’ questa: l’unico corpo antincendio in Italia che ha un servizio di immediato pronto intervento 24 ore su 24 sono i vigili del fuoco, anche se paradossalmente la legge non ci affida questo compito che sovente facciamo proprio per evitare il degenerare degli incendi, anche se a causa degli organici inadeguati e della mancanza di specifici finanziamenti, questo ci comporta notevoli difficolta’ gestionali”.”Difatti sovente siamo il primo e unico ente -aggiunge Brizzi- che arriva sul luogo dell’incendio ma senza alcun potere di coordinamento. Vi e’ poi il sistema delle convenzioni previste dalla stessa legge quadro, ovvero le regioni, a cui la legge affida il compito di lotta agli incendi boschivi, possono stipulare convenzioni con vari enti e corpi per la lotta agli incendi. Cosi accade che in alcune regioni i vigili del fuoco sono impiegati negli incendi a seguito di convenzione ed in altre no, per scelta della regione”.”Riformare urgentemente la legge quadro, affidare al Corpo nazionale vigili del fuoco tutte le frammentate competenze e le risorse per la lotta agli incendi boschivi, compresi i poteri di coordinamento, destinare il Corpo forestale al potenziamento dei compiti di polizia ambientale -conclude Brizzi- sarebbe la vera spending review di un apparato che costa agli Italiani cifre astronomiche e non piu’ sostenibili in tempi di crisi, mentre oggi, i politici, che non ci sembra capiscano molto di incendi, tentano con dichiarazioni e proclami, di calmare gli animi dei Sardi, che piu degli altri, hanno pagato il prezzo dei tagli. Questa non e’ per il Conapo – conclude Brizzi- una politica responsabile”.

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