Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Cambia il processo civile: torna l’obbligo di negoziare una soluzione amichevole dal 20 settembre

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 agosto 2013

L’obbligo di cercare un accordo sembra un controsenso, ma chi sa usare la Mediazione può risolvere i problemi e ricostruire i rapporti deteriorati da anni di litigi e da questioni di principio.La Camera ha convertito in legge il Decreto “del Fare” il 9 agosto scorso, con legge di conversione 98/2013, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 20 agosto. La L. 98/2013 impone di tentare la conciliazione della lite prima di rivolgersi al tribunale, a partire dal 20 settembre 2013, data in cui entrerà in vigore la nuova norma, che risolve i problemi e i dubbi interpretativi creati dalla sentenza 272/2012 della Corte Costituzionale.Governo, Camera e Senato vogliono perciò che gli italiani imparino a risolvere le liti usando strumenti alternativi al giudizio, sia per migliorare le prestazioni della giustizia, sia per incentivare gli imprenditori, garantendo soluzioni rapide e certe ai problemi, sia per evitare al Paese di pagare multe salate nei confronti della UE per il mancato rispetto degli standard internazionali di amministrazione giudiziaria.La Mediazione è una delle tante Risoluzioni Alternative e Appropriate delle Controversie (RAC o ADR in inglese, Alternative Dispute Resolutions). Un mediatore ascolta le parti in lite, confronta le loro necessità, fa sfogare le loro emozioni negative, fa superare le questioni di principio, che spesso nascondono conflitti più profondi, e aiuta le persone a costruire una relazione basata sulla soluzione del problema, individuata con il contributo di tutti i partecipanti. La mediazione serve perciò a raggiungere risultati concreti, soddisfacenti e autodeterminati.La L. 98/2013 modifica il D.Lgs. 28/2010 sulla Mediazione Stragiudiziale Civile e Commerciale, reintroducendo l’obbligo di tentare la mediazione delle liti per problemi di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, responsabilità medica e sanitaria, diffamazione, contratti assicurativi, bancari e finanziari.Le parti dovranno farsi assistere dagli avvocati durante la mediazione, per munire di efficacia esecutiva l’accordo di conciliazione, che così sostituisce una sentenza.Come funziona: chi vuole iniziare una causa deve prima contattare un Organismo di mediazione iscritto nel registro del Ministero della Giustizia, consultabile in http://www.giustizia.it/ giustizia/it/mg_1_10_4.wp l’Organismo organizza un incontro conoscitivo con le parti e con i loro avvocatile parti decidono al primo incontro di proseguire la mediazione o di andare in giudizio le parti non devono versare alcun contributo all’Organismo, se decidono di non negoziare, tranne 40,00 € a titolo di spese di avvio la mediazione dura al massimo tre mesi
il mediatore redige un verbale che dà atto dell’esito della procedura l’accordo di conciliazione acquisisce immediata efficacia esecutiva, se sottoscritto anche dagli avvocati, altrimenti vi provvede il presidente del tribunale il giudice può prendere provvedimenti nei confronti della parte che saboti la mediazione. Il testo coordinato del nuovo D.Lgs. 28/2010, aggiornato dalla L. 98/2013, è disponibile in http://www.iformediate.com, insieme alle altre norme sulle RAC, ad articoli e opuscoli.– (Osvaldo Duilio Rossi)

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