Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for settembre 2013

Blueprint for a Cyclical Shock Insurance in the euro area

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 settembre 2013

English: Economic and Monetary Union, map en

English: Economic and Monetary Union, map en (Photo credit: Wikipedia)

This study published by Notre Europe – Jacques Delors Institute aims at presenting in detail how a cyclical stabilization insurance fund, as it was proposed in the Padoa-Schioppa Group report, could be a solution to the problem of lacking business cycle convergence in the euro area.
Many positive steps have been made in the last four years so as to reinforce the Economic and Monetary Union’s architecture. Nevertheless, the common currency area appears still incomplete, and several EMU weaknesses put in evidence by the crisis were not addressed yet. Beyond the short term challenges, such as achieving better public and private debt positions, more growth and lower unemployment, decision makers also need to complete the EMU in order to guarantee the long term sustainability of the common currencyIn this study, Henrik Enderlein, Lucas Guttenberg and Jann Spiess outline the technical features of the proposed “Cyclical Shock Insurance” scheme as well as its economic and political implications. The authors also contrast their proposal with some other proposals that are currently discussed to tackle the issue of business cycle convergence, such as an unemployment insurance scheme. Finally, the authors run a simulation on how this scheme would have operated had it been in place during the first fifteen years of EMU and show it would not have generated unbalanced transfers between member states.

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Une assurance contre les chocs conjoncturels dans la zone euro

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 settembre 2013

Jacques Delors

Jacques Delors (Photo credit: Wikipedia)

Etude par Henrik Enderlein, Jann Spiess, Lucas Guttenberg. Cette étude publiée par Notre Europe – Institut Jacques Delors, a pour objectif de présenter en détail la façon dont un fond d’assurance de stabilisation conjoncturel – tel que proposé dans le rapport du Groupe Padoa-Schioppa – constituerait une solution au problème de l’absence de convergence des cycles économiques dans la zone euro.De nombreuses avancées ont été réalisées, ces quatre dernières années, dans le sens d’un renforcement de l’architecture de l’Union Économique et Monétaire (UEM). Cependant, la zone monétaire commune demeure incomplète, et bon nombre de faiblesses de l’UEM mises en évidence par la crise restent en suspens. Au-delà des défis qu’il faudra relever à court terme pour sortir de la crise (comme par exemple parvenir à un assainissement viable des dettes publique et privée, relancer la croissance et réduire le chômage), les décideurs devront aussi compléter l’UEM de manière à garantir une viabilité à long terme de la monnaie unique.Dans cette étude, Henrik Enderlein, Lucas Guttenberg et Jann Spiess décrivent les caractéristiques techniques du schéma d’«Assurance contre les chocs conjoncturels », ainsi que ses implications économiques et politiques. Les auteurs comparent aussi leur proposition avec d’autres options qui sont actuellement étudiées en vue de résoudre le problème de la divergence des cycles économiques, telle la proposition d’une assurance-chômage au niveau européen. Enfin, les auteurs réalisent une simulation du fonctionnement de cet instrument s’il elle avait été en place pendant les 15 premières années de l’UEM et démontrent qu’il n’aurait pas généré des transferts déséquilibrés entre Etats membres.

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Rientro cervelli

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 settembre 2013

Fisica

Fisica (Photo credit: Guybrush T)

Il prof. Roberto Fornari, Presidente della International Organization for Crystal Growth e già direttore di uno dei più prestigiosi centri tedeschi di ricerca sui materiali avanzati, torna a insegnare all’Università di Parma grazie al “rientro dei cervelli”. All’Istituto Leibniz di Crescita Cristalli di Berlino (IKZ), con uno staff di oltre cento persone, il prof. Fornari ha promosso e condotto ricerche su nuovi materiali cristallini per tecnologie avanzate. I nuovi materiali costituiscono la base per l´innovazione tecnologica: grazie a loro si possono trasferire informazioni in frazioni di secondo da qualsiasi angolo della terra, si può trasformare l’energia del sole in energia elettrica e poi convertirla nuovamente in luce tramite LED a basso consumo, si scattano foto senza consumare pellicola, gli aerei sono più sicuri e le auto hanno sensori che facilitano il parcheggio o azionano l’air-bag. Da questi pochi esempi si comprende quanto sia cruciale la ricerca sui materiali avanzati per mantenere competitivo il nostro paese e la nostra regione in un mondo globalizzato.Grazie alla lungimiranza dell’Ateneo, il Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra si arricchisce così di un’importante nuova figura, in un settore dove esiste già un forte nucleo locale: le attività dei ricercatori di Fisica e dell’Istituto IMEM-CNR nel settore sono riconosciute internazionalmente e, con la sinergia dei colleghi chimici, fanno di Parma un polo di riferimento a livello nazionale e internazionale. Laureato con lode in Fisica a Parma, il prof. Fornari ha cominciato la sua prestigiosa carriera scientifica presso l’Istituto IMEM-CNR (allora MASPEC). Negli oltre vent’anni passati al CNR ha condotto ricerche sulla preparazione e studio di materiali semiconduttori composti, passando attraverso i vari gradi di carriera fino a divenire dirigente di ricerca nel 2001. Nel 2003 è stato chiamato a dirigere l’IKZ di Berlino e, contestualmente, a ricoprire la cattedra di “Kristallwachstum”, inizialmente presso l’Università Tecnica del Brandeburgo e poi alla Humboldt. Ha una vasta produzione scientifica e ha coordinato numerosi progetti di ricerca di impatto industriale. Fra le linee di ricerca da lui promosse sono da ricordare lo sviluppo di nuovi processi per l’ottenimento di silicio solare di qualità superiore, la crescita di monocristalli di Nitruri, di ossidi semiconduttori e dielettrici, la deposizione di film sottili di ossidi ferroelettrici e semiconduttori. Questi materiali hanno applicazioni principalmente in campo elettronico, energetico, nell’ottica e nella sensoristica. A Parma intende continuare a lavorare sugli ossidi semiconduttori di ultima generazione, coinvolgendo altri gruppi del DiFeST e del CNR, per sfruttare appieno le potenzialità locali.

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Fondi per la ciclabilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 settembre 2013

Primi risultati positivi vengono registrati in alcuni paesi dell’Unione Europea, a sostegno della campagna promossa dall’European Cyclists’ Federation (ECF) “6 bilioni di fondi europei per la ciclabilità”.
Di che si tratta? L’ECF stima in 6 bilioni di euro, vale a dire 6 mila miliardi di euro, la cifra necessaria per moltiplicare in Europa i livelli di mobilità ciclistica, aumentando gli indici di sicurezza e sviluppando il cicloturismo. Come? Mediante la realizzazione di 50.000 km di nuove infrastrutture ciclabili o 1 milione di corsie ciclabili. E le risorse possono venire dai fondi europei.Nei prossimi mesi tutti i Governi a livello nazionale e regionale definiranno i programmi operativi per l’utilizzo dei finanziamenti europei per il periodo 2014-2020. Se tutte le regioni e tutti i Governi prevedessero misure specifiche per la mobilità ciclistica, nei prossimi anni l’intera Europa potrà finalmente aumentare la propria media di spostamenti in bici perseguendo così gli obiettivi indicati dalla UE: ridurre le emissioni climalteranti, limitare i consumi energetici, promuovere politiche della salute e dell’attività fisica.Ed è evidente che lì dove i Governi non ci pensano da soli devono essere le organizzazioni nazionali e regionali dei ciclisti, aderenti all’ECF, a farsi carico di presentare proposte, piani, programmi affinchè siano inseriti nella programmazione operativa assicurandosi che a ciascuna attività corrispondano relative risorse finanziarie.E così l’ECF informa che il Ministro dei Trasporti ungherese, Völner Pal, ha ufficialmente dichiarato sostegno alla “Carta” per lo sviluppo della mobilità ciclistica nel suo paese, elaborato da 7 organizzazioni ciclistiche no profit in stretta collaborazione con l’ECF. Tra i punti salienti del documento: sviluppo della rete ciclabile per la mobilità abituale e per l’attività ricreativa; attività di educazione, promozione e comunicazione; sostegno all’industria e al commercio delle bici; sviluppo del cicloturismo; creazione di un organismo di coordinamento e di governo delle attività.Nella Repubblica Ceca invece si è già tenuto un incontro sul tema presso il Ministero dei Trasporti; in Irlanda le associazioni dei ciclisti hanno già stabilito dei contatti con le due assemblee regionali relativamente alla predisposizione dei programmi operativi.In Olanda…piove sul bagnato. L’organizzazione olandese dei ciclisti Fietsersbond, ha presentato al Ministro dei Trasporti e a quello dello Sviluppo economico un piano per la realizzazione, entro il 2025, di 765 km di ciclovie “veloci” regionali. Il piano sarà inserito nella prossima programmazione di entrambi i Ministeri.

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Tumore al polmone

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 settembre 2013

Italiano: Incisione chirurgica per il trattame...

Italiano: Incisione chirurgica per il trattamento del tumore del polmone (Photo credit: Wikipedia)

Amsterdam. Svolta nel trattamento del tumore del polmone, una delle neoplasie più aggressive che ogni anno nel nostro Paese fa registrare 38.500 nuovi casi e 34.500 decessi. La Commissione Europea ha espresso parere favorevole per l’utilizzo di afatinib in pazienti con diversi tipi di tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC). Sviluppato da Boehringer Ingelheim, ha dimostrato di offrire un beneficio superiore rispetto alla chemioterapia standard nel ritardare la progressione del tumore e nel migliorare i sintomi associati alla malattia1 . La molecola è il primo inibitore della famiglia ErbB. “Grazie al suo meccanismo di azione, afatinib inibisce in maniera irreversibile EGFR e gli altri componenti della famiglia ErbB, che svolgono un ruolo centrale nello sviluppo e nella diffusione dei tumori più pervasivi e a mortalità elevata – ha dichiarato il dott. Sanjay Popat, oncologo al Royal Marsden NHS Foundation Trust di Londra e sperimentatore dello studio LUX-Lung 3 – I risultati degli studi clinici dimostrano l’efficacia di afatinib nel ritardare la crescita tumorale e nel migliorare i sintomi associati al carcinoma polmonare, e ciò lo rende un’importante nuova alternativa terapeutica disponibile in Europa”. Questa neoplasia è una delle più diffuse, con 1,6 milioni di nuovi casi ogni anno nel mondo 2. È anche la più letale, con un numero di decessi maggiore rispetto al cancro del colon, del seno e della prostata insieme3. Solo in Europa determina circa 270.000 decessi ogni anno. Benché l’incidenza sia superiore negli uomini, vi sono stime che indicano che, entro il 2015, potrebbe superare il carcinoma mammario come prima causa di morte per cancro nelle donne in tutto il Continente4. Il cancro polmonare non è un’unica patologia, ma comprende diversi sottotipi che possono essere caratterizzati dalla presenza nelle cellule tumorali di recettori, spesso alterati o iperespressi. EGFR (che fa parte della famiglia di recettori ErbB) è uno di questi marker molecolari. La prevalenza di tumori con mutazioni di EGFR è del 10-15% nei pazienti caucasici e del 40% nei pazienti asiatici NSCLC 5. Nell’ambito degli studi clinici su pazienti affetti da questo tipo di tumore polmonare, afatinib ha dimostrato di ritardare in maniera significativa la progressione della malattia, oltre a migliorare i sintomi ad essa associati (es. dispnea, tosse e dolore toracico) e la qualità di vita dei pazienti.1,6 È, pertanto, di fondamentale importanza eseguire precocemente il test per la valutazione dello stato mutazionale di EGFR e avviare il giusto percorso terapeutico, in modo che i pazienti, fin dall’inizio, abbiano la possibilità di ricevere la terapia più appropriata. “Siamo soddisfatti della decisione della Commissione Europea. Ci auguriamo che questa sia la prima di molte altre approvazioni per i farmaci che fanno parte del nostro programma di ricerca in oncologia – ha commentato il Professor Klaus Dugi, Corporate Senior Vice President Medicine di Boehringer Ingelheim -. La sua approvazione in Europa rafforza il nostro impegno a rendere disponibili per i pazienti le terapie più adatte alle loro necessità specifiche. É un passo importante per rispondere a un forte bisogno clinico insoddisfatto di terapie per il tumore polmonare”.

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Crisi. Unimpresa, in cinque anni quasi 60 miliardi di tasse in più

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 settembre 2013

Quasi 60 miliardi di euro di tasse in più in cinque anni. Le entrate tributarie nel nostro Paese correranno molto più del pil e aumenteranno, complessivamente, tra il 2013 e il 2017, di 58,6 miliardi. Il gettito raggiungerà quota 472,3 miliardi alla fine di quest’anno e crescerà costantemente negli anni successivi fino a raggiungere i 530,8 miliardi del 2017. Questi i dati principali di un’analisi del Centro studi Unimpresa. Il rapporto dell’associazione, che ha preso in esame la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza approvata il 20 settembre dal consiglio dei ministri, rivela che il peso del fisco è destinato a salire molto più velocemente rispetto all’andamento del prodotto interno lordo.
Rispetto al 2012, alla fine di quest’anno lo Stato incasserà 149 milioni in più da imprese e famiglie che assicureranno un gettito di 472,3 miliardi di euro. In termini percentuali si tratta di un incremento lieve, lo 0,03% in più, ma che va nella direzione opposta rispetto all’andamento dell’economia, prevista in calo dell’1,7% secondo il Def approvato dal Governo. Una doppia velocità che si registra costantemente anche nelle previsioni degli anni successivi. Il gettito tributario nel 2014 arriverà a 487,4 miliardi in aumento di 15,2 miliardi rispetto a quest’anno: tasse in crescita del 3,3%, mentre il pil dovrebbe salire solo dell’1%. Nel 2015 lo Stato incasserà 501,8 miliardi di euro con un incremento di 14,4 miliardi sull’anno precedente: in termini percentuali la crescita delle imposte è pari al 2,96% che va raffrontata con l’1,7% della crescita economica. Nel 2016 la situazione &egra ve; sostanzialmente identica: grazie a un incremento di 13,7 miliardi sul 2015, il gettito tributario arriverà a 515,6 miliardi in aumento del 2,75% e col pil in crescita dell’1,8%. Chiude il conto il 2017, quando le tasse versate da aziende e cittadini nelle casse dello Stato saranno pari a 530,8 miliardi in aumento di 15,1 miliardi sull’anno precedente: vale a dire +2,94% e pil più lento all’1,9%. Nel quinquennio 2013-2017 le tasse pagate dai contribuenti in Italia arriverebbe a toccare 2.508,1 miliardi di euro.”I dati dimostrano che il dibattito sulle tasse è solo propaganda. Nelle scorse settimane, abbiamo ascoltato esponenti della maggioranza e del Governo avanzare ipotesi di abbattimento del cuneo fiscale, ma il peso delle tasse è destinato a salire e le misure varate in questi ultimi mesi non hanno fatto altro che incrementare il carico sulle famiglie e imprese. Ci sentiamo presi in giro, come imprenditori e come cittadini” afferma il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.

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Berlusconi: la tragicommedia all’italiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 settembre 2013

La politica ci ha fatto perdere vent’anni. Da allora a oggi siamo rimasti ingessati dalle promesse mancate, dall’immobilismo dei veti incrociati, dagli interessi corporativi, dalla mediocrità della classe politica nazionale.
Berlusconi ha avuto un solo merito: è stato capace di fermare il tempo, ma lo ha fatto facendoci pagare un prezzo molto alto nei confronti del resto del mondo che ha continuato a crescere e prosperare.
Berlusconi, purtroppo, non è stato il solo. Dobbiamo ringraziare in questa corsa delle nullità la dirigenza politica del Pd nell’essere riuscita a fare dove Berlusconi era fallito facendo cadere il Governo Prodi per ben due volte.
Ora, purtroppo, ci risiamo. I segnali ci sono tutti. Il nuovo balletto è incominciato due anni fa quando da un fallimento plateale del governo Berlusconi si è fatto in modo di fargli riprendere fiato e consentigli da sconfitto di ribaltare la sua posizione per merito di un “opaco” Bersani e di tutta la classe dirigente del Pd e di un errore madornale del Presidente Napolitano nel non voler sciogliere a suo tempo le camere. Ora ci risiamo con la solita manfrina: mesi di logoramenti, mesi d’indecisioni e di rinvii e un Berlusconi nuovamente ringalluzzito dai cedimenti strutturali delle altre forze politiche e dalla miopia del Presidente Napolitano. Cosa vuole di più questo presidente? Abbiamo un Berlusconi dichiaratamente evasore fiscale che dopo dodici anni di rinvii di varia natura è stato finalmente condannato definitivamente e ora pretende che questo e tutti gli altri processi in corso da quello di Napoli a Bari siano condonati. E il Presidente? Risponde signorsì. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Ansia, stanchezza e stress si gestiscono fin dalla tavola

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2013

I consigli per affrontare l’autunno della nutrizionista Brigida Stagno, specialista di Webmedicine.it il primo portale italiano di consulenza online. «Frutta, verdura, cereali, carni magre e pesce per riprendere lavoro e scuola. Attenzione all’intestino: meglio piccoli pasti con piatti semplici»Nervosismo, ansia, stress, calo dell’attenzione, stanchezza, problemi gastrointestinali, insonnia. Sarà perché le vacanze non sono state ancora del tutto archiviate, sarà perché arrivano anche i primi freddi, l’autunno è la stagione più difficile da affrontare. «Il rientro al lavoro, a scuola e alla routine quotidiana, sempre più in un clima di incertezza economica e lavorativa, sono causa di disturbi per un italiano su tre», afferma Brigida Stagno, gastroenterologa e nutrizionista di Webmedicine.it, il primo portale italiano che offre consulenze specialistiche on line. Ma cosa fare per evitare questi disturbi? È possibile adottare pochi e semplici accorgimenti, facendo attenzione a cosa si mette in tavola.

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see filename (Photo credit: Wikipedia)

Sono da evitare i regimi squilibrati e troppo restrittivi, mentre è consigliabile seguire una dieta controllata ed equilibrata», premette la dottoressa. Alcune regole: «Fare una buona prima colazione, abolire gli alimenti troppo calorici, i grassi animali, la carne rossa, gli alimenti raffinati e poveri di fibre, le bevande zuccherate e quelle superalcoliche, ridurre il sale, evitare alcuni metodi di cottura e di conservazione, come l’affumicatura, la salatura, la cottura ad alte temperature e a fuoco vivo (alla brace) che possono formare metaboliti cancerogeni. L’ideale è bere almeno un litro e mezzo di acqua ogni giorno e puntare su alimenti semplici e freschi, come frutta e verdura, ricchi di antiossidanti, in grado di migliorare le capacità cognitive, contrastare i radicali liberi e proteggere dai tumori».
La sensazione di stanchezza e la difficoltà di concentrazione si superano con cereali, noci e legumi. «Come per il pesce, che si consiglia di consumare almeno due volte a settimana, questi sono alimenti ricchi di omega-3 e acidi grassi essenziali in grado non solo di prevenire le malattie cardiovascolari, ma anche di inibire la formazione dei radicali liberi e di svolgere un’azione trofica sul sistema nervoso centrale, migliorando la qualità del sonno e dell’umore e favorendo concentrazione e memoria», continua la specialista di Webmedicine. Del resto, «il legame tra depressione e bassi livelli circolanti di omega-3 è confermato da molti studi scientifici e la supplementazione con i “fish oil” sembra migliorare l’umore in alcune persone depresse. Magnesio e selenio, oligoelementi presenti nella frutta secca (noci) e nelle verdure a foglia verde, possono favorire le funzioni cerebrali e contrastare gli sbalzi di umore, così come la vitamina B12 e l’acido folico, contenuti soprattutto nel pollo, nel salmone, nei broccoli, nei fagioli e nel manzo».
Carne e latte favoriscono il buonumore. «Contengono il triptofano, un precursore della serotonina che è utile per alzare il tono dell’umore», dice la nutrizionista.L’intestino è particolarmente delicato. «Per combattere la sindrome dell’intestino irritabile, il meteorismo o la stitichezza è preferibile fare piccoli pasti durante la giornata, composti da piatti semplici, poco elaborati e ben cotti, introducendo molta acqua naturale, frutta e verdura, carni magre e pesce. Sono da limitare caffè, fritti, insaccati, alcol, cibi molto piccanti e latte, consumando la frutta lontano dai pasti». Aggiunge la dottoressa Stagno: «Utile è assumere probiotici, di cui è ricco lo yogurt, anche sotto forma di bustine o compresse, per limitare la produzione dei gas intestinali e ripristinare l’equilibrio della flora batterica intestinale».Fino al 30 ottobre Webmedicine.it propone una consulenza specialistica personalizzata per affrontare al meglio il periodo autunnale. 30 minuti a diretto contatto con la nutrizionista e comprendere quali scelte fare a tavola e quali stili di vita intraprendere. «Esistono consigli generali, ma ogni situazione è a se stante e deve essere valutata in modo approfondito», conclude la dottoressa.

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Diritti umani in Iran

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2013

from the official website of the Bahá'í Intern...

from the official website of the Bahá’í International Community, The History of Bahá’í Educational Efforts in Iran. (Photo credit: Wikipedia)

Dopo aver sentito il discorso pronunciato dal presidente iraniano Hassan Rouhani alle Nazioni Unite oggi, il mondo osserverà come, a parte il suo appello generale alla speranza e alla moderazione in tutto il mondo, egli affronterà la questione essenziale dei diritti umani in Iran.La Baha’i International Community è ansiosa di vedere quali provvedimenti pratici il presidente Rouhani e il suo governo prenderanno ora per porre rimedio alle violazioni dei diritti umani subite dalle minoranze etniche e religiose dell’Iran fra cui ci sono anche i baha’i, la più numerosa minoranza religiosa non musulmana del paese, nonché da altri settori della popolazione iraniana.«In particolare, speriamo che il presidente Rouhani prenda provvedimenti per accordare ai baha’i tutti i diritti che spettano loro in quanto cittadini iraniani», ha detto Bani Dugal, il principale rappresentante della Baha’i International Community.«Un primo passo potrebbe essere la revoca dei provvedimenti del memorandum segreto del 1991 emanato dal supremo Consiglio culturale rivoluzionario e firmato del Leader supremo Ayatollah Khamenei. Quel documento chiede che i baha’i siano trattati in modo tale che “il loro progresso e il loro sviluppo siano bloccati” e stabilisce politiche intese a eliminare la comunità baha’i come entità vitale in Iran.
«Per oltre 30 anni, la Repubblica Islamica dell’Iran ha sistematicamente perseguitato i baha’i, unicamente a causa delle loro convinzioni religiose, che promuovono la pace, l’obbedienza alla legge e non sono una minaccia per il governo.«Una prima importante prova delle sue reali intenzioni, dunque, è che il presidente Rouhani incominci a liberare gli oltre 115 baha’i che si trovano attualmente in prigione in Iran, tutti ingiustamente detenuti per accuse false o costruite», ha detto la signora Dugal.

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Accordo quadro per la zootecnia

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2013

La Borsa Merci Telematica Italiana firma il primo Accordo Quadro Nazionale per la commercializzazione di bovini da carne e per l’organizzazione di un progetto di filiera italiana “4i”.L’accordo punta a creare una rete di imprese che riesca a organizzare e rilanciare il mercato dei bovini da carne e a diminuirne la dipendenza dall’estero.
Partecipano all’accordo importanti attori: Borsa Merci Telematica Italiana s.c.p.a., Associazione Produttori Unicarve, Cooperativa Produttori Unicarve, Gruppo Colomberotto S.p.A., Consorzio L’Italia Zootecnica, Consorzio Agrario Lombardo Veneto, Intermizoo S.p.A., APROLAV – Associazione Produttori Latte del Veneto, Agriventure S.P.A. – Gruppo Intesa Sanpaolo e Cassa di Risparmio del Veneto – Gruppo Intesa Sanpaolo.Tutti insieme lavoreranno per raggiungere due obiettivi importanti: il primo è finalizzato a regolare il mercato dei bovini da carne, programmando l’acquisto dei ristalli, l’ingrasso, la macellazione e la commercializzazione della carne; il secondo è finalizzato alla produzione di ristalli italiani con l’utilizzo del seme sessato per garantire e migliorare la rimonta nelle aziende di vacche da latte e l’utilizzo del seme di tori da carne, per la produzione di vitelli italiani da svezzare e poi destinare all’ingrasso, per una filiera tutta italiana.La Borsa Merci Telematica Italiana (BMTI) metterà a disposizione la piattaforma telematica di contrattazione che permette di concludere contratti in maniera semplice, rapida e regolamentata. Inoltre, nelle varie fasi commerciali, BMTI offrirà i propri servizi, tra i quali il servizio “mercato telematico sicuro” che copre dal rischio di insolvenza e i servizi finanziari collegati ai contratti conclusi sulla piattaforma telematica, quali factoring e anticipo fatture.BMTI punterà anche a diventare soggetto concreto nella quotazione dei prezzi di borsa, partendo da contratti conclusi nella propria piattaforma informatica.La commercializzazione dei bovini tramite la Borsa Merci Telematica consentirà di rispondere anche all’art.62 del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1; infatti, ai sensi del decreto attuativo della legge 27/12, gli scambi di comunicazioni e contrattazioni effettuati nell’ambito della Borsa Merci Telematica Italiana assolvono agli obblighi di cui all’articolo 62.Il direttore di BMTI, Annibale Feroldi, durante il suo intervento, nel ringraziare e salutare tutti i presenti, ha rimarcato come questo sia il primo accordo ufficiale di filiera a cui BMTI partecipa.“Questo accordo – ha sottolineato il direttore – rappresenta una risposta concreta alla filiera dei bovini da carne. E’ un progetto ambizioso ma soprattutto coraggioso. BMTI, società delle Camere di Commercio, in questo accordo si mette a disposizione delle imprese per dare il giusto sostegno e supporto al sistema con i propri servizi, in particolare quelli assicurativi e finanziari”.Il direttore ha, inoltre, sottolineato e ringraziato la presenza di Agriventure e della Cassa di Risparmio del Veneto ricordando che il primo accordo con il sistema bancario per dare ossigeno alle imprese nei contratti fu siglato proprio con il Gruppo Intesa San Paolo.“Oltre a quanto sottolineato in termini di servizi – ha concluso il direttore – grazie a questo accordo verranno sicuramente raggiunti gli obiettivi prioritari di BMTI che sono la trasparenza dei mercati, l’omogeneizzazione dei prezzi e la trasparenza nella formazione dei listini. Tutto questo sarà supportato dalla possibilità per gli operatori di assolvere agli obblighi dell’art. 62 attraverso la formalizzazione dei contratti sulla piattaforma telematica”.

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Energia verde? Impariamo dalle piante

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2013

Well ridged hectare of land for cassava establ...

Well ridged hectare of land for cassava establishment (Photo credit: IITA Image Library)

Dalla fotosintesi delle piante la potrebbe arrivare la soluzione per la produzione di combustibile totalmente zero emission.
In uno studio appena pubblicato sulla prestigiosa rivista Angewandte Chemie, Leonardo Guidoni, responsabile scientifico del progetto europeo (ERC) MultiscaleChemBio coordinato dalla Sapienza, insieme agli assegnisti di ricerca Daniele Bovi e Daniele Narzi, hanno rivelato, attraverso simulazioni effettuate su supercalcolatori, alcuni dettagli molecolari alla base del meccanismo della fotosintesi clorofilliana che potrebbero rivelarsi utili alla produzione di energia verde.
Lo studio, che ha connotazioni prettamente multidisciplinari tra Chimica, Fisica e Biologia, ha consentito, infatti, di individuare il possibile canale attraverso cui l’acqua giunge al centro di reazione.
Una delle possibili chiavi per la soluzione al problema del riscaldamento globale è rappresentata dalla possibilità di ricavare combustibile a zero emissioni di CO2, come ad esempio l’idrogeno, direttamente dall’energia solare e dall’acqua. In quest’ambito riveste particolare importanza la cosiddetta Fotosintesi Artificiale, ossia il tentativo di riprodurre i processi di conversione energetica che avvengono nelle piante utilizzando materiali sintetici per la produzione di energia pulita su larga scala. L’idrogeno prodotto, attraverso l’utilizzo di vere e proprie foglie artificiali, può essere in seguito usato come reagente nelle celle a combustibile (fuel cells).
Già da due miliardi e mezzo di anni, piante, alghe e alcuni tipi di batteri sfruttano la radiazione solare come loro primaria fonte di energia, assorbendo la luce e convertendola in energia chimica attraverso il processo della fotosintesi. Per svolgere questo compito utilizzano un complesso sistema biochimico formato da proteine, clorofille, carotenoidi e metalli di transizione chiamato Fotosistema II, rimasto pressoché immutato durante miliardi di anni di evoluzione. Utilizzando la luce come fonte energetica il Fotosistema II è in grado di compiere l’elettrolisi dell’acqua, ovvero la scissione di questa nelle sue componenti, ed immagazzinare energia sotto forma di molecole organiche (ATP, glucosio). Come effetto secondario la stessa macchina molecolare produce l’ossigeno che ha arricchito nel corso degli anni l’atmosfera terrestre, rendendo possibile l’evoluzione di organismi che utilizzano un metabolismo aerobico come gli esseri umani. La comprensione dettagliata del funzionamento di questo complesso sistema molecolare è utile non solo per svelare i segreti della fotosintesi naturale, ma per aprire nuove strade allo sviluppo di tecnologie atte alla produzione di energie rinnovabili che possano imitare la strategia adottata dagli organismi fotosintetici che si trovano in natura.
Per caratterizzare una delle prime fasi di questo processo i ricercatori hanno sfruttato metodi di Meccanica Quantistica attraverso l’utilizzo di supercalcolatori scientifici nazionali (centro di calcolo dell’Università dell’Aquila e CINECA, Bologna) ed internazionali. Lo studio ha permesso, inoltre, di razionalizzare numerosi esperimenti storici di spettroscopia effettuati a partire dagli anni novanta, la cui interpretazione è stata a lungo motivo di dibattito all’interno della comunità scientifica. Alla luce di questi risultati verrà studiato in dettaglio l’intero ciclo catalitico del Fotosistema II parallelamente allo studio di materiali inorganici “biomimetici” che potrebbero aprire promettenti strade per la produzione di energia pulita dal sole. Il progetto ha come istituzione partner l’Università degli Studi de L’Aquila.

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La Fed stampa dollari. I Brics comprano oro

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2013

The Federal Reserve: The Biggest Scam In History

The Federal Reserve: The Biggest Scam In History (Photo credit: CityGypsy11)

Se bastasse creare dal nulla liquidità per rilanciare l’economia e uscire dalla crisi, saremmo da tempo nel paese di bengodi, soprattutto negli Usa. Ma così non è. Pertanto la recente decisione assunta della Federal Reserve di continuare ad immettere nel sistema nuova liquidità rivela semplicemente che essa non è più in grado di staccare la spina dell’alimentatore di risorse ad un sistema sempre più “drogato”. Certo le borse hanno risposto in modo vivace con l’aumento dei listini, ma non è detto che ciò sia un reale segnale positivo. Infatti la stessa Fed, dopo il meeting del suo Open Market Committee, ha dovuto ammettere che “se dovesse continuare l’irrigidimento delle condizioni finanziarie (con l’aumento dei tassi di interesse), osservato nei mesi recenti, il processo di miglioramento dell’economia e del mercato del lavoro potrebbe rallentare.” L’inevitabile conseguenza di tale “filosofia”è che negli Usa si proseguirà con la “politica monetaria accomodante”, immettendo 85 miliardi di dollari al mese per comprare nuovi titoli del Tesoro e derivati asset-backed-security. Anche il governatore Bernanke, il cui mandato sta per scadere, ha ribadito che i “quantitative easing” continueranno fino a che negli Usa il tasso di disoccupazione non scenderà sotto il 6,5%. E questo si spera avvenga entro la fine del 2014, nel frattempo avremmo però circa 1.500 miliardi di nuovi dollari sui mercati internazionali. Anche il bollettino trimestrale della Banca dei Regolamenti Internazionali di settembre solleva forti dubbi sugli “effetti benefici” dei “quantitative easing” e dettaglia invece le sue riverberazioni nefaste in particolare nelle economie emergenti.La BRI ricorda che quando lo scorso maggio la Fed ventilò appena l’ipotesi di un cambiamento di politica monetaria, gli interessi obbligazionari ebbero un’impennata con effetti negativi in molti settori finanziari e in varie parti del mondo. Vi fu una “corsa alla svendita” di titoli con una conseguente caduta dei prezzi. Il ritiro di capitali dai mercati emergenti provocò, come noto, una forte svalutazione di alcune loro monete. L’analisi della Bri sottolinea che, anche dopo le assicurazioni date dalla Fed, dalla Bce e dalla Bank of England lo scorso luglio, l’aumento dei tassi di interesse di lungo periodo è continuato in quanto i mercati si attendevano una stretta nelle condizioni finanziarie a livello mondiale. La situazione è estremamente volatile. Nonostante questo aumento già di per sé destabilizzante, gli interessi a lungo termine restano comunque bassi e spingono la finanza a cercare prodotti e operazioni ad alto rischio. Di conseguenza è cresciuta l’immissione di bond e di prestiti nei settori finanziari più esposti e rischiosi. Proprio come accadde subito prima dell’esplosione della crisi finanziaria globale. Ad esempio, la percentuale dei “leveraged loans”, crediti molto simili ai subprime, e cioè quelli concessi a creditori già altamente indebitati e di dubbia affidabilità, ha già raggiunto il 45% del mercato dei “finanziamenti in pool” (quelli elargiti da un gruppo di banche). Si noti che tale percentuale è superiore del 10% rispetto ai precedenti massimi registrati prima del crac della Lehman.In contro tendenza, in verità bisogna osservare che le politiche monetarie dei Paesi del Brics e di altri importanti Paesi emergenti mirano ad aumentare le proprie riserve auree.Si stima che nel 2013 la sola Cina dovrebbe comprare almeno 1.000 tonnellate di oro. Cina, Russia e India assieme potrebbero quindi acquistare circa il 70% di tutto l’oro prodotto nel 2013. Si rammenti che già nel 2012 la Russia ha aumentato le sue riserve aure dell’8,5% portandole ad un totale di circa 1.000 tonnellate. Non si tratta di una strana infatuazione per il metallo prezioso, ma di una coerente strategia monetaria e geo-economica. La maggioranza dei Paesi del mondo sa che il dollaro diventa ogni giorno più debole e instabile proprio per la continua creazione di nuovi biglietti verdi. Siamo alla resa dei conti? Si arriverà in tempi brevi al famoso paniere di monete e di oro proposto dai Brics in sostituzione del dollaro? E l’Europa cos’ha da dire? (Mario Lettieri Sottosegretario all’Economia del governo Prodi e Paolo Raimondi Economista)

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Temples to Toilets: First Global Interfaith Initiative to Promote Safe Water, Sanitation and Hygiene Launched at UNICEF House

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 settembre 2013

India

India (Photo credit: Spicygreenginger)

NEW YORK, The first global interfaith initiative to promote safe water, sanitation and hygiene was launched today. The partnership will bring together faith-based organizations committed to tackling pressing social problems that impede the health and rights of children around the world.The Global Interfaith WASH Alliance, or GIWA, envisions a water-secure world in which safe and sustainable drinking water and improved sanitation will be accessible to all by the year 2020. An estimated 5 billion people across the world are members of religious communities, underscoring the critical role religious leaders can play in addressing seemingly intractable problems – such as access to safe water and sanitation.Lack of adequate sanitation is a global crisis directly impacting health, education, productivity and economic status. Every day diarrhoea – the second largest killer of children under five in the developing world – claims over 1600 young lives. “Our world has lost millions of beautiful children due to poor water, hygiene and sanitation,” said Pujya Swamiji, GIWA co-founder and President & Spiritual Head of Parmarth Niketan Ashram. “Today, leaders of the world’s faiths are saying, enough.”“Clean water and sanitation should not be a distant dream for children and communities,” said Anthony Lake, UNICEF Executive Director. “They should be a reality. And this alliance can help bring their dreams much closer.”Religious communities are already an indispensable partner for UNICEF in advancing children’s rights and enhancing their well-being. In terms of promoting water and sanitation efforts, partners of GIWA can point to significant achievements, among them:
· Ganga Action Parivar (GAP), bringing together the faiths of India to protect and restore the Ganga River, which is polluted by some 2 billion litres of sewage and 1 billion litres of toxic chemicals daily. GAP provides and promotes sanitation, potable water, tree plantations, public awareness programmes and more.
· The “Islam and Water” education programme supported by the Alliance of Religions and Conservation which is creating water awareness among Muslim communities in several countries.
·Imam Ilyasi, Chief Imam of India and President of the All India Imam Organization announced the development of a WASH training involving over 500,000 imams in India. The Ecumenical Water Network of the World Council of Churches, which is working with 349 churches and Christian organizations worldwide to facilitate an exchange of information on the world’s water crisis.
Expanding access to sanitation and eliminating open defecation can save lives and reduce cases of diarrhoea in children under five by over a third. Yet two years shy of the Millennium Development Goals deadline, only 64 per cent of the global population has improved sanitation, far short of the 75 per cent MDG target. And while the international community has reached its MDG water target, more than 768 million people still lack access to improved drinking water sources.Safe drinking water and improved sanitation not only reduce diarrhoea and stunting, but they are often the catalyst that can propel a family out of poverty. They are basic human rights as well as foundations upon which healthy and productive societies may thrive. Without them, children cannot survive and communities cannot grow and prosper. Investing in Water, Sanitation and Hygiene, therefore is an investment in the health and livelihoods of future generations.“We are called to sanctify time and dedicate the next 7 years, every hour, every second to the provision of clean water and improved sanitation,” said Rabbi Awraham Soetendorp, GIWA co-founder and President and Founder of the Institute for Human Values. “Living water will be in reach of the whole community of life and thus hope will propel us to action.”The seed for the Global Interfaith WASH Alliance was planted earlier this year at “Wings for Water,” a multi-stakeholder dialogue held in The Hague in advance of the World Water Day celebrations. Included among GIWA’s founding partners are: Institute for Human Values (The Netherlands), Ganga (Ganges) Action Parivar, (India), Elijah Interfaith Institute (Israel), the All India Organization of Imams of Mosques, the Council of 13 Indigenous Grandmothers, the Ecumenical One World Initiative (Germany), and Inner Sense (The Netherlands).In order to achieve its goal to fulfill the MDGs and achieve a water secure world by 2020, GIWA will bring together faith-based organizations, aid agencies and religious communities working on WASH; mainstream good practices of faith-based WASH initiatives; engage the world’s religions in advocacy work to ensure that governments take seriously their responsibilities to guarantee the human right to water and sanitation; and spearhead concrete actions to enhance public health by promoting Community-Led Total Sanitation (CLTS). GIWA’s aim is to empower religious and spiritual communities to take action on WASH and bring a spirit of collaboration and compassion into existing networks and planned international events on WASH

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Malattie della tiroide

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 settembre 2013

“Stiamo osservando un incremento delle malattie della tiroide: è un trend che vedrà, nei prossimi 20 anni, aumentare ulteriormente questi disturbi, che già oggi colpiscono oltre il 10% della popolazione femminile. Le malattie più frequenti sono la tiroidite di Hashimoto, una patologia autoimmune che può progressivamente indurre l’ipotiroidismo, i noduli e i tumori alla tiroide che, grazie alla diagnosi precoce, vengono guariti nella maggioranza dei casi, afferma Enrico Papini, Responsabile scientifico Associazione Medici Endocrinologi (AME) e Direttore UOC Endocrinologia e Malattie Metaboliche dell’Ospedale Regina Apostolorum, Albano Laziale. L’incremento di tali patologie è attribuibile sia all’inquinamento ambientale che a situazioni locali, come le radiazioni vulcaniche o la carenza iodica che caratterizza alcune aree del nostro territorio”.
L’accurata messa a punto dei temi più rilevanti e controversi della patologia tiroidea è l’obiettivo del Workshop ‘Thyroid UpToDate 2013 – Patologia tiroidea fra certezze e zone grigie’ che si terrà ad Ariccia (Roma) il 27 e il 28 settembre p.v. e al quale parteciperanno numerosi esperti italiani e internazionali. “Patologie così ‘comuni’ consentono, attraverso la revisione di ampie casistiche, l’ottimizzazione periodica delle pratiche mediche, prosegue Papini. I noduli della tiroide sono molto frequenti nella popolazione italiana e giungono ad interessare il 30-50% nelle donne in età fertile”. L’uso combinato dell’ecografia e dell’esame citologico con ago sottile ha consentito di individuare le lesioni a rischio di malignità e di ridurre il numero degli interventi di tiroidectomia a scopo “diagnostico-precauzionale”. Tuttavia, le casistiche chirurgiche dimostrano che la maggioranza degli interventi di asportazione della tiroide è tuttora eseguito su casi che si rivelano benigni. Questo dato fa riflettere sull’opportunità di evitare ai pazienti interventi non necessari, e le conseguenze potenzialmente sfavorevoli che talora ne derivano. L’obiettivo è quindi limitare gli interventi chirurgici, quando il nodulo alla tiroide è benigno, ai soli pazienti che presentino ipertiroidismo o sintomi compressivi non altrimenti gestibili. Allo scopo sono state recentemente impiegate varie tecniche mini-invasive, eseguibili senza ricovero né necessità di anestesia generale. Ciò consente di mantenere, anche se parzialmente, la funzione della tiroide evitando i costi sociali e sanitari della chirurgia e la necessità di una terapia sostitutiva per tutta la vita.
“Per questi motivi, un gruppo di lavoro formato dalle Società Italiane di Endocrinologia e dalla Società Italiana di Anatomia Patologica, spiega Papini, ha messo a punto una classificazione diagnostica più precisa. Vengono inoltre proposte tecniche bioptiche che, sotto guida ecografica, consentono di ottenere piccoli campioni di tessuto tiroideo (e non semplici cellule come avviene con il tradizionale agoaspirato) che permettono una più affidabile determinazione dei marcatori tumorali eliminando, anche se non del tutto, le “aree grigie” dell’agoaspirato”.
Il convegno tratterà anche dei più recenti aggiornamenti nella terapia dell’ipotiroidismo, sia dopo tiroidectomia, sia nei casi di tiroidite di Hashimoto. La terapia, che utilizza prevalentemente (ma non solo) la levotiroxina, deve essere seguita per tutta la vita e impone semplici ma precise regole per essere effettuata correttamente. Purtroppo, in alcuni casi, l’assorbimento del farmaco può non essere ottimale, per problemi digestivi o per il contemporaneo uso di altre medicine, e per tutti è necessario non assumere cibo, per almeno 30 minuti, dopo l’assunzione della levotiroxina. Alcune persone, infine, non riescono a riacquistare un completo benessere anche dopo la normalizzazione delle loro analisi di laboratorio. Alcuni recenti contributi nel campo della farmacologia consentono ora di ricorrere ad un ventaglio più articolato di soluzioni terapeutiche e di soddisfare, almeno in parte, le esigenze finora irrisolte, ad esempio con l’impiego dell’ormone tiroideo in soluzione liquida che può garantire un migliore assorbimento del principio attivo.
I tumori della tiroide sono, in genere, dotati di moderata aggressività e l’atto chirurgico seguito dalla eventuale ablazione dei residui con radioiodio è nella maggioranza dei casi definitivamente curativo. In alcuni casi, purtroppo, hanno luogo recidive della malattia tumorale, soprattutto a livello dei linfonodi del collo. Varie armi sono a disposizione per gestirle: chirurgia, medicina nucleare e, molto recentemente, tecniche ablative mini-invasive e farmaci anti-tumorali. E’ necessaria una precisa messa a fuoco delle indicazioni e dei limiti delle varie metodiche disponibili (soprattutto delle più recenti) e di come esse possano essere utilizzate, in successione o in modo combinato, per raggiungere la massima efficacia con il minimo rischio per il paziente. Un’altra malattia della tiroide è l’ipertiroidismo che determina una profonda alterazione della qualità della vita ed è una condizione che può influenzare sfavorevolmente patologie coesistenti, soprattutto negli anziani e nei cardiopatici. Tuttora in Italia alcuni pazienti vengono trattati con terapia medica per periodi assai lunghi, senza ricorrere a una soluzione definitiva di questo problema. La terapia con radioiodio può svolgere con sicurezza ed efficacia il ruolo di terapia definitiva ma è spesso procrastinata per dubbi e timori circa i possibili effetti collaterali. Le numerose evidenze a favore e le rare (anche se importanti) limitazioni di questa modalità di trattamento dell’eccesso di ormoni tiroidei devono essere ben presenti allo specialista che si trovi ad affrontare queste situazioni.
E’ evidente che, in una situazione così articolata, è importante affidarsi a centri ospedalieri che possano offrire una serie di procedure diagnostiche e di alternative terapeutiche adeguate alle diverse condizioni. “A questo fine, il convegno potrà avvalersi anche del contributo dei pazienti e delle loro associazioni il cui punto di vista è sempre più importante e determinante nella revisione dei protocolli clinici”, conclude Papini.

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Volontari della conoscenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 settembre 2013

Campidoglio: La cordonata capitolina - Roma, I...

Campidoglio: La cordonata capitolina – Roma, Italia. (Photo credit: Wikipedia)

Al via la campagna di adesione alla “Rete dei volontari della conoscenza” e la 4ª edizione del concorso patrocinati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Venerdì 27 settembre alle 10 la presentazione in Campidoglio, con il lancio della 12ª edizione di “Nonni su Internet”, il nuovo progetto ISIS e la premiazione dei volontari impegnati con “The Knowledge Volunteers” in Italia, Spagna, Repubblica Ceca e Grecia, nel programma Grundtvig per l’invecchiamento attivo. Interviene il vicesindaco di Roma Capitale Luigi Nieri.
Dai più giovani che frequentano ancora la scuola primaria ai più anziani ultranovantenni sono più di 36.000 i volti di tutte le età e nazionalità che animano la Rete dei volontari della conoscenza. Una Rete nata già grande grazie a undici edizioni di Nonni su Internet, il progetto di alfabetizzazione digitale per la terza età basato sul modello di apprendimento intergenerazionale, che ha “diplomato” quasi 20.000 over 60. E grazie a 16 diverse declinazioni territoriali del progetto, attuate in Italia e in Europa per rispondere a bisogni specifici, la Fondazione Mondo Digitale ha messo a punto una piattaforma integrata di strumenti (da manuali ad alta leggibilità a video virali) per accelerare il processo di realizzazione di una società della conoscenza per tutti. I volontari della conoscenza sono un vero e proprio motore sociale per la promozione di una cittadinanza attiva, per migliorare la coesione, promuovere l’occupazione e aumentare il capitale umano e sociale.
La campagna “La conoscenza è una ricchezza, condividila!” sarà presentata in Campidoglio venerdì 27 settembre alle ore 10, con la proiezione di uno spot, un vero e proprio video virale in grado di “contagiare” nuovi volontari in ogni parte del mondo.
L’evento prevede il lancio di una serie di iniziative correlate: la Rete dei Volontari della conoscenza, la quarta edizione del concorso “Volontari della conoscenza”, la 12ª edizione di Nonni su Internet, nato nella capitale e ora diffuso in tutta Italia e in diversi paesi europei, e il nuovo progetto ISIS, che ha ottenuto il “Premio per l’Anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni” (Governo italiano/Politiche per la famiglia). L’evento è anche occasione per festeggiare il successo del progetto “The Knowledge Volunteers” (TKV), finanziato dalla Commissione Europea, e premiare i volontari impegnati in Italia, Spagna, Repubblica Ceca e Grecia.
Ad aprire l’evento sarà il vicesindaco di Roma Capitale Luigi Nieri. Parteciperanno anche Erica Battaglia, presidente della Commissione Politiche sociali, e Valeria Baglio, presidente della Commissione Scuola. Alfonso Molina, professore di Strategie delle Tecnologie all’Università di Edimburgo e direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale, presenterà la Rete dei Volontari della conoscenza. Seguiranno le testimonianze e la premiazione dei volontari con interventi dei rappresentanti delle organizzazioni partner europee. Coordinerà Mirta Michilli, direttore generale della Fondazione Mondo Digitale.

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TLC Tecnologia LTE-4G ed interferenze con i canali televisivi terrestri

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 settembre 2013

Parte la collaborazione Adiconsum–Fondazione Ugo Bordoni.
Pietro Giordano, Adiconsum dichiara:Grazie all’accordo bilaterale con la FUB, i consumatori che subiscono disturbi improvvisi alla ricezione televisiva, oltre a richiedere l’assistenza di Help Interferenze potranno rivolgersi alle sedi territoriali Adiconsum per effettuare segnalazioni, sapere se hanno diritto a ricevere gratuitamente l’installazione del filtro e risolvere gli eventuali contenziosi
Da gennaio 2013 sono disponibili smartphone e tablet di quarta generazione (4G), che grazie ad un nuovo standard di comunicazione, denominato LTE, permettono una navigazione ultraveloce, fino a 100 Mbit/s in download e fino 50 Mbit/s in upload.Tale tecnologia LTE opera su tre bande, una delle quali, quella di 800 MHz, è la stessa utilizzata dai canali televisivi digitali. Ciò può determinare problemi alla visione della tv, con un’improvvisa cattiva ricezione di alcuni canali o addirittura il completo oscuramento della televisione.Adiconsum, in qualità di rappresentante dei consumatori del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti al tavolo tecnico sulle interferenze LTE – dichiara Pietro Giordano, Presidente Nazionale – ha sottoscritto un accordo di collaborazione con la Fondazione Ugo Bordoni (FUB) (istituzione di ricerca che opera sotto la supervisione del Ministero dello Sviluppo Economico), che gestisce il sistema di assistenza agli utenti colpiti da interferenze LTE denominato Help Interferenze, per monitorare attraverso le sue sedi territoriali, disseminate su tutto il territorio nazionale, le eventuali criticità riscontrate dai consumatori a seguito dell’introduzione di questa nuova tecnologia e sperimentare ulteriori strumenti di assistenza forniti direttamente da un’Associazione dei consumatori. Esprimiamo soddisfazione per la scelta della FUB di coinvolgerci in questo servizio, che rappresenta una buona pratica a vantaggio dei consumatori.
Il servizio Help Interferenze è partito all’inizio del 2013 – dichiara il Presidente della Fondazione Ugo Bordoni, Avv. Alessandro Luciano – e i nostri ingegneri hanno costruito un sistema di controllo così efficiente da essere stato presentato con successo a Londra il 18 settembre in un incontro trilaterale tra la FUB, il DTG (l’organismo rappresentativo di tutti gli attori della televisione digitale inglese) e l’AT800 (il consorzio creato nel Regno Unito per la gestione dei problemi delle interferenze LTE). Il sistema, che opera per il momento attraverso il sito web e un help desk dedicati e a breve anche con un call center, sta funzionando in modo soddisfacente e sta raccogliendo le segnalazioni nelle quali i cittadini riportano i loro problemi e forniscono gli elementi necessari affinché i nostri tecnici valutino se il disturbo dell’impianto di antenna TV riportato dipenda o meno dall’accensione delle antenne LTE. Tuttavia – prosegue l’Avv. Luciano – crediamo che il coinvolgimento di Adiconsum, con cui la FUB vanta una fruttuosa collaborazione negli anni sulle tematiche dell’ICT, possa assicurare attraverso le sue sedi territoriali e il diretto rapporto con i consumatori una diffusione più capillare dell’iniziativa e fornire l’assistenza e le informazioni sul servizio Help Interferenze in modo da garantire a tutti i cittadini la tutela dei loro diritti.
La fase della segnalazione è molto importante. Qualora l’indirizzo presso cui si trova l’apparecchio televisivo dovesse essere tra quelli interessati dalle interferenze, il consumatore ha diritto GRATUITAMENTE all’installazione di un filtro montato da un antennista per il ripristino della corretta ricezione dei segnali televisivi.La collaborazione tra Adiconsum e FUB – conclude Giordano – si spinge oltre. In caso di prima segnalazione non andata a buon fine, infatti, il consumatore che si rivolge ad Adiconsum può contare sull’attivazione di una collaborazione diretta con il Gestore del servizio. Insieme ad un tecnico della FUB si procederà alla verifica del reclamo e, in presenza di imprescindibili requisiti, verrà valutato l’eventuale coinvolgimento dell’Ispettorato territoriale del Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento delle Comunicazioni, per decidere, dati alla mano, se il consumatore ha diritto o meno all’installazione del filtro.

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Regata internazionale di Dublino

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 settembre 2013

English: Altovetro, Grand Canal Dock, Dublin

English: Altovetro, Grand Canal Dock, Dublin (Photo credit: Wikipedia)

Ha conquistato un meritato secondo posto, nella sezione dei dragoni delle donne operate al seno, la squadra italiana “Donne in Rosa” alla terza edizione della “Dublin International Dragon Boat Regatta”, la competizione internazionale delle Dragon Boat svoltasi nel Grand Canal Dock a Dublino.Fra le 32 pagaiatrici di “Donne in Rosa”, provenienti da Firenze, Milano, Roma e Venezia, presente anche una delegazione delle Astro Dragon Ladies di Empoli composta Rita Biocca, Luana Cabibbo, Roberta Cornia, Franca Criseo Tatiana Kurilova, Claudia Occupati, Donata Ragionieri, Maria Grazia Scarselli, Mina Tomasulo, accompagnate dall’allenatore Flavio Mazzantini.Grande soddisfazione sia per il risultato della regata, ma anche per la riuscita dell’intera visita nella capitale irlandese è stata espressa dalle dragonesse empolesi al loro ritorno, che ringraziano per l’opportunità offerta loro l’Associazione Astro e la Banca di Credito Cooperativo di Cambiano. La delegazione ha anche incontrato l’Ambasciatore d’Italia in Irlanda Maurizio Zanini e partecipato alla conferenza sull’efficacia dello screening mammografico per la prevenzione del cancro al seno, organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura, ricevendo, per l’intera durata della loro permanenza, una calorosa accoglienza e profonda disponibilità. Dal canto loro le dragonesse italiane si sono fatte portatrici della forza dello spirito di aggregazione e di condivisione che le accomunano dopo l’esperienza del tumore, ma anche di un messaggio di speranza e di coraggio per la battaglia vinta contro il male.
Le Astro Dragon Ladies sono un gruppo di donne operate di tumore al seno che fanno parte di A.S.T.R.O. (Associazione per il Sostegno Terapeutico e Riabilitativo in Oncologia), e che, fra le altre forme di terapia riabilitativa, hanno deciso di adottare anche quella del Dragon Boat: una vera e propria disciplina sportiva, poco conosciuta, ma molto spettacolare (20 pagaie spingono una barca a forma di drago, guidata da un timoniere e al ritmo di un tamburino), che per una felice intuizione di un medico canadese è diventata anche una valida forma di riabilitazione per le donne operate al seno, tanto che nel giro di pochi anni squadre di “dragonesse” sono nate in tutto il mondo.
L’equipaggio completo vanta altre 8 coraggiose componenti: Clara Andreani, Ilaria Antonelli, Lucia Cioni, Cristina Dami, Donella ed Elena Gaini, Simona Morelli, Maria Statello.Sono supportate nella loro attività dal canottiere Flavio Mazzantini, allenatore e timoniere, da Piero Gori, tamburino, e dalla società Canottieri di Limite che si occupa della custodia e della manutenzione dell’imbarcazione, nonché della preparazione sportiva delle donne interessate a questa iniziativa.
Gli allenamenti si svolgono ogni martedì, dalle ore 19.00 alle 20.00, e il sabato dalle ore 8.30 alle 10.00, alla Mollaia di Limite, sede della società remiera.

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Alitalia: non solo colpa di Berlusconi ma anche dei sindacati

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 settembre 2013

Alitalia A330-200 EI-DIP

Alitalia A330-200 EI-DIP (Photo credit: BriYYZ)

E’ cosi’ che doveva finire l’Alitalia. Bastava ragionare un pochino, non tanto, per prevedere che l’Alitalia sarebbe stata svenduta. Colpa di Berlusconi che ne fece tema di campagna elettorale per poi scaricare i costi, 3,2 miliardi, sulle spalle dei contribuenti, ma anche colpa dei sindacati. A tal proposito riportiamo un nostro comunicato stampa del 2008: “L’intervista sull’Alitalia al segretario della Uil, Luigi Angeletti, di Sergio Rizzo del Corriere della Sera di oggi, dimostra la irresponsabilita’ dei comportamenti della rappresentanza confederale dei lavoratori della compagnia aerea. Se quanto affermato da Angeletti e’ vero, viene da pensare che nella trattativa sindacato-governo-Alitalia si applicava la linea della doppiezza: in privato si chiedevano provvedimenti smentiti pubblicamente. E’ proprio una‚ pena vedere‚ la Cgil che con la mano destra fa una cosa e un’altra con la sinistra, una Cisl che gira a vuoto e una Uil interessata a tutelare i propri iscritti (il che ci pare piu’ che giusto) celandosi dietro la battaglia dell’italianita’ della “nostra compagnia di bandiera”. Appare sempre piu’ chiaro che i sindacati, con i loro modi di agire, sono stati una delle cause del declino dell’Alitalia, supportando rivendicazioni che hanno contribuito a collocare fuori mercato la compagnia. Tutto cio’ e’, e continua ad essere, il comportamento dei confederali e probabilmente di molte altre sigle sindacali. Angeletti si lamenta del numero eccessivo dei sindacati in Alitalia, ma se queste sono le condotte e i risultati del suo sindacato e della Cgil e Cisl, e’ bene che le sigle si moltiplichino ancora, forse qualcosa di buono ne nascera’. Alla fine chi si accollera’ il fardello dell’irresponsabilita’ sindacale saranno i cittadini contribuenti e utenti: pagheranno i debiti Alitalia e i biglietti aerei nazionali si continueranno ad acquistare a prezzo da amatore.” (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Malattie rare

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 settembre 2013

“Sono ormai 12 anni che il D.M. sulle Malattie Rare resta immutato ed è un dato di fatto che oggi sia obsoleto. Il Disegno di Legge, di cui sono prima firmataria, presentato lo scorso giugno, deve essere calendarizzato ed approvato al più presto”. Lo afferma l’on. Binetti al convegno “Siamo Rari… Ma Tanti” organizzato dall’Associazione Dossetti e in svolgimento nella Sala delle Colonne di Palazzo Marini.
“La situazione rispetto al 2001 è completamente cambiata, l’elenco delle malattie rare di allora va ampliato ed è impensabile che i pazienti debbano sostenere spese mediche altissime per curarsi. – Continua il deputato Udc – Servono linee guida, modelli terapeutici e maggiore velocità nelle diagnosi. Purtroppo oggi cogliere le difficoltà e i bisogni reali dei malati rari è ancora difficile”. Conclude l’esponente centrista: “La legge non va solo calendarizzata, sarà necessario avviare e modernizzare strutture; i fondi non ci sono, ma del taglio agli sprechi se ne parla da tempo. E’ eliminando unitili spese che si possono veicolare i soldi su progetti davvero necessari”.

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Aiuti ai bimbi siriani

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 settembre 2013

Română: Ruinele Cetatii Siria, Comuna Siria, j...

Română: Ruinele Cetatii Siria, Comuna Siria, jud. Arad, Cod LMI AR-II-a-A-00650 (Photo credit: Wikipedia)

L’UNICEF e l’Unione europea (UE) hanno firmato un nuovo accordo di cooperazione, per cui vengono donati ulteriori 45 milioni di $ USA (34 milioni di €) per proteggere i bambini colpiti dalla crisi in Siria e per promuovere l’accesso all’istruzione in Siria, Giordania e Libano. “L’accordo di oggi dimostra il nostro continuo impegno per aiutare coloro che sono più vulnerabili in ogni conflitto: i bambini e i giovani. Dobbiamo fare tutto il possibile per evitare che una generazione perduta cresca senza accesso alla scuola a causa del terribile conflitto in Siria. Con il nostro supporto a 2,5 milioni di bambini nella regione sarà data la possibilità di ricevere l’istruzione e con essa la speranza di un futuro migliore”, ha detto Štefan Füle, Commissario UE per l’Allargamento e la politica europea di vicinato.
“Con la crisi in Siria giunta ormai al terzo anno, dobbiamo continuare a fare tutto il possibile per evitare che un’intera generazione sia perduta”, ha dichiarato Yoka Brandt, Vice Direttore generale dell’UNICEF. “L’istruzione non deve mai essere compromessa da un conflitto o pagare il costo di una crisi; il sostegno dell’UE – di cui beneficeranno milioni di bambini in Siria- contribuirà ad evitare questa perdita”. Si prevede che, entro la fine del 2013, il contributo dell’UE alle operazioni dell’UNICEF in Siria, Giordania, Libano e Turchia, arriverà a più di 100 milioni di $ USA.La campagna “Back to Learning” è in corso in tutti i paesi colpiti sostenuti dall’UNICEF e dai suoi partner, con l’obiettivo di raggiungere più di 1,5 milioni di bambini nella regione.

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