Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 2 settembre 2013

Peace talks only option to Syria crisis

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 settembre 2013

Al-Fayhaa Stadium in Damascus, Syria as seen f...

Al-Fayhaa Stadium in Damascus, Syria as seen from Mount Qasioun. (Photo credit: Wikipedia)

Caritas Internationalis says that the ongoing civil war in Syria can only be resolved through inclusive peace talks. The alleged use of chemical weapons in Damascus has highlighted how catastrophic the humanitarian situation has become for millions of people in Syria. The use of chemical weapons is an horrific crime.Caritas condemns all attacks against civilians. The combatants have a duty under international law to protect civilian lives. Caritas says the international community has an obligation to find an end to the suffering of the Syrian people, and that can only be achieve through broad dialogue.Caritas Internationalis Secretary general Michel Roy said, “The Syrian people don’t need more bloodshed, they need a quick end to it. They need an immediate truce. Scaling up military intervention by foreign powers will simply widen the war and increase the suffering.“The last decade bears witness to the tragic consequences of military intervention in Iraq, Afghanistan and Libya.
“Caritas believes that the only humanitarian solution is a negotiated one. Dialogue can end the war in Syria, safeguard the lives of the people and build a viable future for everyone. The priority must be to reinvigorate talks in Geneva as the first step towards a ceasefire and a peace dealA Syrian peace conference is planned to take place in Geneva this year.Caritas Syria and other Church partners continue to provide humanitarian assistance to people, without regard to their religious or political beliefs. Caritas says all sides must ensure that humanitarian staff can reach those in need.Pope Francis met King Abdullah of Jordan on Thursday. The Vatican said in a statement dialogue was the “only option” to end the conflict in Syria. The Pope and the King “reaffirmed that the path of dialogue and negotiation between all components of Syrian society, with the support of the international community, is the only option to put an end to the conflict and to the violence that every day causes the loss of so many human lives, especially amongst the helpless civilian population.”Pope Francis called for peace during his Sunday Angelus in St Peter’s Square on 25 August. “It is not confrontation that offers hope to resolve problems, but rather the ability to meet and dialogue,” he said. “I launch an appeal to the international community to be more sensitive to this tragic situation and to commit itself to the maximum to help the dear Syrian nation find a solution to a war which spreads destruction and death”.
Bishop Antoine Audo, the President of Caritas Syria, said, ” We hope that the Pope’s call for real dialogue between the warring parties to find a solution can be a first step to stop the fighting.”

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Nuova action camera

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 settembre 2013

219751_gc-xa2-av1KENWOOD Corporation è orgogliosa di presentare la nuova Action Camera JVC GC-XA2 ADIXXION. Il nuovo modello è un vero concentrato di tecnologia sempre pronto all’azione grazie al Quad Proof Design, allo schermo LCD, alla connettività Wi-Fi integrata ed al fatto che non necessita di alcuna custodia protettiva esterna. Rispetto al modello precedente, le modalità di registrazione video sono ancora più versatili ed includono anche il formato Full HD 1920 x 1080 60p/50p, per immagini di alta qualità, ed il formato ad alta velocità 120fps/100fps 1280 x 720, per ottenere eccellenti filmati in slow motion 4x. La modalità Burst permette di scattare fino a 15 foto al secondo e fare foto anche mentre si sta registrando un video. La funzione Time-Lapse, sia foto sia video, e la possibilità di rendere i propri video più creativi con filtri ed effetti grafici, completano il menu di questa action cam. Un gruppo ottico più luminoso, con un campo di ripresa più ampio, uno stabilizzatore d’immagine perfezionato, un monitor LCD con una risoluzione maggiore, in grado di regolare automaticamente la luminosità e di spegnersi automaticamente per risparmiare energia, un sensore d’immagine più potente, un bit rate audio più elevato e una migliore funzione di riduzione del rumore rendono la CG-XA2 ADIXXION una delle migliori videocamere compatte sul mercato per realizzare riprese outdoor. Il peso è di 135g batteria inclusa. Grazie agli attacchi universali, posti su un lato e sulla parte inferiore, può essere agganciata ovunque, in maniera molto versatile. Può essere montata ovunque: tavole da surf, da skate o da snow, moto, biciclette od ovunque vogliate per realizzare splendide riprese. Grazie al Quad Proof Design, Adixxion può essere infatti utilizzata anche nelle condizioni climatiche più avverse, senza scocca aggiuntiva: il suo corpo macchina è stato infatti studiato per assorbire gli urti, una guarnizione impedisce l’ingresso dell’acqua all’interno e il rivestimento in gomma protegge la action camera dagli agenti esterni. E’ dotata di trasferimento wireless dei dati che permette di visualizzare in real time l’inquadratura sul proprio smartphone o tablet oppure di condividere in live streaming le immagini su YouTube o Ustream. La nuova funzione Quad View dell’app ADIXXION sync. consente di vedere contemporaneamente il video stream di quattro diverse Action Camera ADIXXION sullo schermo di uno smartphone/tablet. Prezzo consigliato al pubblico: 299€ (219751)

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Gestione rifiuti

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 settembre 2013

Insegnare ai cittadini a fare la raccolta differenziata in modo corretto ed efficiente: è questo uno degli obiettivi del progetto BURBA (Bottom-up selection, collection and management of URBAn waste), finanziato dall’Unione Europea che lancia un nuovo concetto di servizio di raccolta dei rifiuti.
Il progetto, che vede l’Italia tra i partner principali, utilizza un sistema di identificazione a radio frequenza (RFID, Radio frequency identification) all’avanguardia e a basso costo e tecnologie di geolocalizzazione che permettono di identificare il luogo di conferimento, controllando le modalità di separazione dei rifiuti.
Grazie a questo sistema il cassonetto può essere aperto utilizzando un carta personale RFID che permette di identificare l’utente che in quel momento sta effettuando il conferimento dei rifiuti e dare un riscontro sul corretto smaltimento effettuato.
I rifiuti vengono raccolti in un cassonetto intelligente (IWAC, Intelligent Waste Container) avente una capienza di 1.100 litri e destinato alla raccolta sia dei rifiuti urbani che di quelli industriali.I dati registrati dal sistema vengono inviati ad un centro di controllo che li elabora al fine di definire un profilo dettagliato delle abitudini di conferimento per zona e orario. Sulla base di queste elaborazioni si potrà arrivare a una ottimizzazione dei percorsi dei mezzi di raccolta in modo da garantire un flusso ordinato ed efficiente verso i centri di smaltimento. Tutte le informazioni vengono trasmesse anche ai cittadini tramite una app per smartphone e telefoni cellulari che fornisce consulenza e supporto per il corretto conferimento dei rifiuti. Inoltre l’uso di etichette di identificazione dei rifiuti potrebbe aiutare a prevenirne lo smaltimento illegale.
Grazie alla collaborazione tra Amministrazioni locali e cittadini, il sistema BURBA prevede anche l’attivazione di programmi di incentivi per il corretto riciclo, attraverso l’attivazione di un sistema in grado di premiare i comportamenti virtuosi, ad esempio con sconti sulle tariffe e sulle tasse di smaltimento dei rifiuti. Ad essere coinvolti nel progetto sono 9 partners provenienti da Italia, Spagna, Polonia, Portogallo e Cina con organizzazioni che includono istituti universitari di ricerca per la prototipazione di attrezzature all’avanguardia, e piccole e medie imprese (PMI) per analizzare norme di sicurezza e tecnologie di localizzazione.“Abbiamo scelto tre città di diverse dimensioni (Camogli in Italia, Santander in Spagna e Rzeszow in Polonia) con diverse abitudini al fine di avere una buona panoramica della misura del problema in Europa”, afferma Simona Bruna, tra i responsabili del progetto per “D’Appolonia S.p.a”, azienda italiana che lo coordina e che rappresenta una delle componenti industriali dello studio. I ricercatori stanno inoltre elaborando un Life Cycle Analysis (LCA) il cui scopo è quello di esaminare non solo i possibili benefici per migliorare i percorsi di raccolta della flotta di camion dei rifiuti, ma anche di garantire risparmi non controbilanciati da costi di produzione e di utilizzo del sistema. Il team BURBA è sul punto di ultimare i primi prototipi e di effettuare il loro successivo collaudo in situazioni reali. Una rete di IWACs sarà disponibile in Italia, Polonia e Spagna. “La tecnologia sviluppata sembra essere abbastanza promettente e gli utenti del servizio sono molto interessati a convalidarlo”, conclude Bruna.

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UNICEF: 100 tonnellate di aiuti per gli oltre 20.000 bambini rifugiati siriani e le loro famiglie nel Kurdistan iracheno

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 settembre 2013

Un aereo con a bordo 100 tonnellate di aiuti UNICEF di emergenza a sostegno dei bambini rifugiati siriani e delle famiglie è arrivato questa sera a Erbil, nel regione del Kurdistan iracheno.
Gli aiuti sono stati urgentemente inviati con un ponte aereo dal Magazzino Centrale degli aiuti dell’UNICEF di Copenhagen ,per rispondere alle crescenti necessità dei rifugiati siriani in Iraq, che sono ora più di 200.000. Circa 50.000 profughi – di cui la metà bambini- sono giunti ​​nelle ultime due settimane e mezzo. “Questi aiuti arrivano giusto in tempo per soddisfare le pressanti necessità degli oltre 20.000 bambini siriani che sono appena arrivati ​​nel nord dell’Iraq”, ha detto Marzio Babille, Rappresentante UNICEF in Iraq . “Questo ponte aereo sottolinea il fermo supporto dell’UNICEF nel fornire servizi salvavita a questi bambini, che hanno affrontato terribili sofferenze, traumi e stress”. Gli aiuti comprendono: serbatoi d’acqua, rubinetti, latrine, compresse per purificare l’acqua e kit di collaudo; soluzioni per la reidratazione orale; kit igienici e di emergenza sanitaria, kit ricreativi e per lo sviluppo della prima infanzia, materiali scolastici, scuole temporanee.
Questi materiali che arrivano si aggiungono ai 12 camion di aiuti (contenenti kit igienici per oltre 50.000 persone), che sono arrivati ​​all’inizio di questa settimana dal Magazzino dell’UNICEF di Mersin, in Turchia, nonché agli ulteriori quattro camion di aiuti di emergenza che sono arrivati ​​da Baghdad.”Tutti questi materiali fanno parte di una prima ondata di aiuti che aumenteranno fortemente la risposta di emergenza dell’UNICEF al crescente numero di bambini rifugiati siriani e le famiglie in Iraq”, ha dichiarato Babille. La maggior parte degli aiuti sono stati resi disponibili grazie ad un contributo di 5,8 milioni di dollari da parte del governo del Kuwait, nonché grazie al contributo in natura da parte di UPS, partner di lunga data dell’UNICEF, che ha fornito il supporto per il costo del ponte aereo da Copenaghen. L’UNICEF sta lavorando a stretto contatto con il governo regionale del Kurdistan , l’UNHCR , le altre agenzie delle Nazioni Unite e le ONG internazionali e nazionali per fornire aiuti essenziali- in particolare nei settori dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari, dell’istruzione, della protezione dell’infanzia, della salute e della nutrizione per i bambini rifugiati siriani e le loro famiglie nella Regione del Kurdistan iracheno.Emergenza Siria, donazioni all’UNICEF tramite:
– bollettino di c/c postale numero 745.000, intestato a UNICEF Italia, specificando la causale “Emergenza Siria”
– carta di credito online sul sito www-unicef.it, oppure telefonando al Numero Verde UNICEF 800 745 000
– bonifico bancario sul conto corrente intestato a UNICEF Italia su Banca Popolare Etica: IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051, specificando la causale “Emergenza Siria”

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Ricotta: Consigli sul consumo

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 settembre 2013

Dovrebbe essere un “latticino derivato dalla ricottura del siero del latte, residuato dalla lavorazione del formaggio”. La ricotta (di pecora) e’ un alimento “leggero”, fatto essenzialmente di acqua 74%, di grassi 11,5%, di proteine 9,5% e di zuccheri 4,2%, adatta a chi vuole mangiare leggero perche’ 100 grammi di ricotta forniscono appena 157 kcalorie, cioe’ l’equivalente di un bicchiere e mezzo di vino. Per questo motivo la richiesta di ricotta e’ aumentata e alcune ditte aggiungono al prodotto latte o crema di latte, che rende la ricotta piu’ cremosa e anche spalmabile, con effetti piacevoli ma illusori perche’ viene persa la caratteristica leggerezza del prodotto stesso. Suggeriamo ai consumatori di diffidare da ricotte cremose o “light”. La ricotta e’ di per se’ “light”. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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BedandBreakfast.eu

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 settembre 2013

Su BedandBreakfast.eu trovate i migliori bed & breakfast in tutto il mondo.Un’ampia scelta tra oltre 860.000 camere e appartamenti in tutto il mondo. Il servizio offre a chi cerca il posto per una vacanza un ricco database di indirizzi e contatti di strutture in tutto il mondo rintracciabili attraverso una mappa navigabile, ed a chi ha un B&B la possibilità di pubblicizzare la sua attività attraverso un’iscrizione base gratuita. (Sono previste anche inserzioni a pagamento).

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La maledizione

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 settembre 2013

L’umanità è divisa, fortemente divisa e conflittuale tra chi possiede e chi no, tra ricchi e poveri, tra la giustizia e l’ingiustizia. E’ la torre di babele che si ripete ma questa volta non per le diverse lingue che parliamo ma dal frutto avvelenato che ci offre un capitalismo sfrenato, avido e cinico. Restiamo, anche noi che non siamo ricchi o poveri ma ci troviamo nel mezzo del guado, rassegnati a vedere che una parte dei nostri simili diventi la vittima sacrificale degli egoismi di una classe politica, di una oligarchia di potenti e nel nostro agnosticismo non abbiamo netta la consapevolezza che si sta frantumando quanto di buono l’essere umano può generare ed esprimere. Mentre scriviamo migliaia di bambini muoiono di fame e di stenti. Mentre scriviamo migliaia di donne muoiono di parto. Mentre scriviamo migliaia di persone di tutte le età muoiono per mancanza di farmaci salvavita. E l’egoismo è stato tale che persino negli Usa, definita per antonomasia, la patria dei diritti civili, per assicurare l’assistenza sanitaria a milioni di suoi cittadini c’è voluta la ferma determinazione di un suo presidente anche se il risultato non è del tutto soddisfacente. In pratica se non si è benestanti si continua a morire e in Italia ci stiamo avviando su questa strada dopo che decenni di lotte ci hanno portato all’esaltazione dei nostri diritti per vivere con dignità e per morire con dignità. La prova è oggi sotto i nostri occhi con la manovra economica del governo che taglia risorse al sociale e umilia i più deboli e li condanna all’emarginazione. Nessuno si solleva perché le risorse vadano individuate altrove tagliando i rami secchi della politica, degli interessi corporativi, delle rendite milionarie. E’ questa l’ennesima prova della nostra incapacità di renderci consapevoli che di fronte alle sirene di un possibile guadagno ci illudiamo di poter salire sul carro del potente mentre si matura l’ennesimo inganno per tacitare le nostre coscienze, per allontanarci dal dramma che ci sovrasta. Cosa ci serve di più per avere la consapevolezza d’essere sull’orlo di un baratro non tanto e non solo come singole persone ma come figli di un padre comune. Homo homini lupus. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Chi li rappresenta?

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 settembre 2013

 Il problema che ci riguarda da vicino è costituito dal fatto che siamo privi di una “reale rappresentanza”. Reale e non fittizia, per intenderci. Fittizia poiché sono in tanti coloro che si arrogano il diritto di rappresentare qualcuno, ma alla fine ci accorgiamo che quello che sanno fare meglio degli altri è di rappresentare se stessi. Non è, se la cosa ci può consolare, un aspetto dei nostri tempi. In tutte le epoche abbiamo atteso una “guida suprema” che sapesse riscuotere la nostra indiscriminata adesione a prescindere dal nostra status sociale e il nostro conto in banca. In altri termini non possiamo avere la pretesa che chi ci governa sappia soddisfare le attese degli emarginati e degli agiati. E c’è da scommettere che il pollice verso vada in un solo senso: quello dei perdenti. Ovvero dei disoccupati, dei redditi medio-bassi, dei precari, dei pensionati. Milioni di persone votate ad elemosinare il necessario per garantire il superfluo agli altri. Chi potrebbe rappresentarli? Sono i paria dell’umanità: non hanno lo spirito dell’avventuriero, l’idea che il lavoro merita d’essere preso in considerazione se procura lauti guadagni, che il vero motore che tutto muove e tutto condiziona è il Dio denaro. Chi non possiede rendite apprezzabili è destinato all’anonimato, alla classe dei perdenti. Chi potrebbe rappresentarli? Nessuno, ovviamente. E nessuno li rappresenta. Ma ciò non toglie che tutti finiscono con il bagnarci il pane perché è facile illuderli, strumentalizzarli, servirsi del loro supporto consapevolmente e inconsapevolmente per un gioco che permetta al mandante di arricchirsi sempre di più. Potrà mai questo servo della gleba sperare un giorno di trovare chi possa rappresentarli? Forse vi è tra noi una potenziale guida, ma può farsi riconoscere? Come rendersi credibile, avere tanto potere da vincere la calunnia, la derisione, l’isolamento che si creerebbe intorno a lui? E poi siamo sicuri che questo popolo di anonimi servitori vuole riscattarsi? Non pensano, forse, che è meglio racimolare qualche briciola dalla mensa del padrone piuttosto che accompagnarsi al carro di un predicatore che parla di uguaglianza, di equa ridistribuzione delle risorse e così dicendo nega di fatto la possibilità che ci si possa arricchire e sperare di poter passare dall’altra parte per godere i piaceri che emana? Così si matura la tragedia umana tra chi non ha rappresentanza anche se l’ambisce e chi non sa che farsene per interesse personale in quanto si sente più furbo e smaliziato. Ed entrambi finiscono solo vivere per morire tra illusioni, sogni e speranze. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Lotta alla corruzione, evasione, sprechi

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 settembre 2013

Se riuscissimo a debellare all’80% la corruzione, l’evasione e gli sprechi in Italia ci ritroveremmo con un vero e proprio “tesoro” che equivarrebbe al 15% del Pil totale. E questo è un dato che, pur facendo le debite proporzioni su una situazione che altrove è minore, potrebbe interessare le economie dell’U.E. poiché è un male comune anche per loro. Se poi affiancassimo questo elemento a quanto ci dicono Mario Lettieri e l’economista Paolo Raimondi in un loro lungo articolo pubblicato su Fidest economia dal titolo “Infrastrutture in Europa” ritenendo “Per l’Europa l’unica via d’uscita dalla crisi economica e del debito la crescita reale del Pil attraverso una politica di investimenti a lungo termine nei settori delle infrastrutture, dell’energia e delle modernizzazioni tecnologiche, il vantaggio sarebbe indubbio. Ed è appunto in quest’ottica che le CDP europee, forti di un volume di capitali di oltre 1.300 miliardi di euro, sono impegnate a definire nuove strategie e promuovere nuovi strumenti di intervento”. Ma questa spinta “virtuosa” male si accompagna con una visione della politica che non riesce a sottrarsi a quelle forze centrifughe che vivono e prosperano su un sistema che non riesce a darsi a livello internazionale, più che nazionale, essendo in una economia globalizzata, delle regole comuni e, ancor più, una forma di legalità condivisa capace d’incidere con determinazione sui facili arricchimenti e sulle speculazioni finanziarie. Per l’Italia possiamo aggiungere che il nostro “male oscuro” si ripone nella mente di quanti si ritengono anti-stato per cui non vi intravedono il bene comune ma solo quello personale. Il tutto si riverbera nella politica che vi fa da volano per le attività che l’attraversano e che vi dipendano allorché si cerca di mettere mano ad un ordinato svolgimento della società, al rispetto delle regole e ad un efficace e incisivo regime dei controlli. Da qui potrebbe discendere una crescita del sistema paese con l’introduzione di alte dosi tecnologiche e di una rete di trasporto e di distribuzione che riesca da abbattere i costi indiretti dei servizi e della stessa produzione industriale. Sembra ovvio e persino scontato ma i leader che reggono le sorti del mondo continuano a fare la parte delle tre scimmiette: non vedono, non sentono, non parlano. Ma ciò che più ci sconcerta è che la gente sta alla finestra per uno spettacolo che sembra non li riguardi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La clemenza del Presidente

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 settembre 2013

Si sta gradualmente sgretolando quello che è stato considerato il granitico comportamento del Pd nei confronti di Berlusconi e la sua condanna definitiva per frode fiscale. Ha incominciato un ex presidente della camera dei deputati a “a lanciare il sasso” nella piccionaia e già qualcuno si sta riempiendo di dubbi per via di quel “garantismo” che vogliamo assicurare all’uomo più inquisito e condannato in Italia se stiamo agli altri gradi di giudizio o in via d’essere espressi anche se poi si sarà qualche assoluzione.
Ci siamo mai chiesti il perché l’inchiesta avviata dai magistrati di Napoli sulla possibile corruzione di parlamentari per far cadere il governo Prodi è stata “rimossa” in casa PD che pure dovrebbe essere la vittima più illustre? E’ perché, come asseriva Craxi in un suo famoso discorso alla camera dei deputati: chi è senza peccato lanci la prima pietra”. Ora sono in atto le grandi manovre sia a livello di singoli parlamentari sia guardando il più alto colle con un argomento “suggestivo”: dobbiamo puntare alla pacificazione del Paese e, quindi, dobbiamo salvare Silvio Berlusconi. Stiamo davvero andando più giù del fondo di un barile se questa favoletta diventerà, e già non pochi pensano che sia fattibile, una realtà. Dove finiranno le dichiarazioni che le sentenze si applicano? Dov’è la pacificazione se per venti anni non si è fatto altro che attizzare il fuoco e a bruciare di tutto pur di tenerlo acceso e la circostanza, ovviamente, va a tutto merito dell’uomo che oggi gli illusi vorrebbero spegnere nell’oblio. Perché gli italiani non reagiscono? Chiediamolo pure a Davide Scala che nel suo libro “L’alba delle 5stelle” ci ha aperto gli occhi con la storia della “rana bollita”. E’ da qui l’operazione bromuro è partita e se non si rovescia la pentola… (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Dai governi tecnici ai “pseudo politici”

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 settembre 2013

Si dice che l’Italia sia un paese di furbi. Io sono propenso a pensare che l’esercito dei furbi faccia il paio con gli “gnoccoloni”. Non si può pensare diversamente, stando ai fatti recenti, che un “furbo” dica agli “gnoccoloni” che l’Imu va abolita e che alle poste è possibile avere la restituzione dell’imposta pagata nel 2012 che migliaia di persone si precipitano per chiedere la restituzione dell’indebito pagamento. E ora ci risiamo. Si fa un gran clamore affermando che finalmente l’Imu è stata cancellata ma ci si guarda bene dal precisare che al suo posto vi sarà un’imposta ancora più gravosa con l’espediente dell’accorpamento di altre due tassazioni. E non finisce qui. Si continua a parlare dell’Italia salvata dal rigore di Monti e ora ci accorgiamo che si poteva evitare o per lo meno calibrarlo con investimenti produttivi. Abbiamo fatto, invece, solo gli interessi della Germania che con la recessione italiana ha permesso alle sue imprese manifatturiere di mettere alle corde le omologhe produzioni italiane. Con il varo del governo delle larghe intese abbiamo favorito Mediaset facendogli guadagnare, in pochi mesi, oltre un miliardo di euro. La controprova l’abbiamo avuta in questi giorni in cui si parlava tanto di un Berlusconi che avrebbe staccato la spina al governo. I titoli Mediaset hanno fatto un calo preoccupante e di certo è stato questo il motivo per il quale il cavaliere si è rabbonito. E storie di questo genere ciascuno di noi potrebbe citarle ma a che pro se non sappiamo mettere alla gogna i furbi ed essere meno “gnoccoloni?” (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Anche un Presidente può sbagliare

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 settembre 2013

Abbiamo imparato dal nostro passato ad avere rispetto per i rappresentanti delle istituzioni. E questa, in linea generale, è buona cosa. Siamo stati, purtroppo, da svariati anni a questa parte, messi davanti a un sistema paese che ha preso alla lettera il detto “predicare bene e razzolare male” ma finché lo facevano i singoli individui, il danno restava personale o al più riguardava una ristretta schiera di persone. Ora, purtroppo si è istituzionalizzato. Il Parlamento è stato generoso nell’ospitare i pregiudicati e i condannati che per sfuggire ai rigori della legge hanno scelto la strada più comoda degli scranni parlamentari. Alcuni grand commis di stato, presi con le mani nella marmellata e messi alla gogna, si son presto riabilitati assumendo incarichi ancora più importanti. Per contro i magistrati che s’imbattevano, nelle loro indagini, in qualche personaggio eccellente e davano l’impressione che avrebbero voluto perseguirli finivano alla gogna, calunniati e trasferiti d’ufficio per incompatibilità ambientale. A questo punto come avrebbe dovuto reagire il cittadino onesto? Con una grande amarezza, se vogliamo essere delicati nel giudizio. Ora, invece, sembra si voglia esagerare in senso opposto. Si dice: non si può criticare il Presidente della repubblica perché rappresenta l’unità della nazione. Bene per l’unità ma i danni un brav’uomo può provocarli comunque. Penso al madornale errore di due anni fa nell’aver messo in piedi un governo di tecnici invece di scegliere la strada delle elezioni anticipate. Penso a voler insistere con l’attuale governo posto sotto il ricatto di un condannato che vuole essere santificato. Non è sufficiente per dire basta? (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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