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Bilancio UE 2014: nonostante le promesse, il Consiglio vuole tagliare la spesa per crescita e lavoro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 settembre 2013

I tagli proposti dal Consiglio alla spesa UE per ricerca e occupazione contraddicono le promesse fatte, secondo quanto hanno detto i deputati, commentando il progetto di bilancio per il 2014, presentato martedì dalla Presidenza lituana del Consiglio.Il Consiglio propone un bilancio di 142,5 miliardi di euro in stanziamenti d’impegno e di 136,1 miliardi di euro in stanziamenti di pagamento, vale a dire tagli per 9 miliardi di euro (-6%) in impegni e 9,5 miliardi di euro (-6,6%) in pagamenti, rispetto a quest’anno.La posizione del Consiglio sul bilancio contraddice le sue promesse per una ripresa economica. Nonostante gli impegni recentemente presi di dare priorità all’occupazione (giovanile) e ai programmi di crescita per la ricerca, l’istruzione e le piccole e medie imprese, sono proprio questi i settori in cui il Consiglio propone i tagli più ingenti, per un totale di 426 milioni di euro (-3%). “Il Consiglio ha scelto di fare ‘business as usual’, tagliando il già limitato bilancio proposto dalla Commissione. È inaccettabile che il Consiglio proponga di fare i tagli più cospicui alle politiche di crescita quali la ricerca e l’innovazione”, ha dichiarato la relatrice sul bilancio 2014, Anne Jensen (ADLE, DK).Il Consiglio propone inoltre tagli per 157 milioni di euro per la politica estera (-2,5%) e 153 milioni di euro per l’amministrazione (-1,8%). I settori di spesa meno colpiti sono i fondi strutturali e l’agricoltura.Nel frattempo, l’annosa questione della carenza di pagamenti per il 2013 non è ancora stata risolta e i deputati temono che possa influenzare i negoziati sul bilancio 2014, se non si trova rapidamente una soluzione. All’inizio di quest’anno, la Commissione aveva stimato il deficit a 11,2 miliardi di euro per pagare i conti in sospeso di quest’anno, ma finora gli Stati membri si sono accordati solo per 7,3 miliardi di euro.Il Parlamento è anche preoccupato per l’aumento dei costi degli impegni in sospeso che devono ancora essere trasformati in pagamenti (i cosiddetti “arretrati da liquidare” ADL). Gli ADL saranno pari a 235 miliardi di euro entro la fine di quest’anno, cifra che si aggiungerà ai pagamenti futuri.

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