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Archive for 27 settembre 2013

Ansia, stanchezza e stress si gestiscono fin dalla tavola

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2013

I consigli per affrontare l’autunno della nutrizionista Brigida Stagno, specialista di Webmedicine.it il primo portale italiano di consulenza online. «Frutta, verdura, cereali, carni magre e pesce per riprendere lavoro e scuola. Attenzione all’intestino: meglio piccoli pasti con piatti semplici»Nervosismo, ansia, stress, calo dell’attenzione, stanchezza, problemi gastrointestinali, insonnia. Sarà perché le vacanze non sono state ancora del tutto archiviate, sarà perché arrivano anche i primi freddi, l’autunno è la stagione più difficile da affrontare. «Il rientro al lavoro, a scuola e alla routine quotidiana, sempre più in un clima di incertezza economica e lavorativa, sono causa di disturbi per un italiano su tre», afferma Brigida Stagno, gastroenterologa e nutrizionista di Webmedicine.it, il primo portale italiano che offre consulenze specialistiche on line. Ma cosa fare per evitare questi disturbi? È possibile adottare pochi e semplici accorgimenti, facendo attenzione a cosa si mette in tavola.

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see filename (Photo credit: Wikipedia)

Sono da evitare i regimi squilibrati e troppo restrittivi, mentre è consigliabile seguire una dieta controllata ed equilibrata», premette la dottoressa. Alcune regole: «Fare una buona prima colazione, abolire gli alimenti troppo calorici, i grassi animali, la carne rossa, gli alimenti raffinati e poveri di fibre, le bevande zuccherate e quelle superalcoliche, ridurre il sale, evitare alcuni metodi di cottura e di conservazione, come l’affumicatura, la salatura, la cottura ad alte temperature e a fuoco vivo (alla brace) che possono formare metaboliti cancerogeni. L’ideale è bere almeno un litro e mezzo di acqua ogni giorno e puntare su alimenti semplici e freschi, come frutta e verdura, ricchi di antiossidanti, in grado di migliorare le capacità cognitive, contrastare i radicali liberi e proteggere dai tumori».
La sensazione di stanchezza e la difficoltà di concentrazione si superano con cereali, noci e legumi. «Come per il pesce, che si consiglia di consumare almeno due volte a settimana, questi sono alimenti ricchi di omega-3 e acidi grassi essenziali in grado non solo di prevenire le malattie cardiovascolari, ma anche di inibire la formazione dei radicali liberi e di svolgere un’azione trofica sul sistema nervoso centrale, migliorando la qualità del sonno e dell’umore e favorendo concentrazione e memoria», continua la specialista di Webmedicine. Del resto, «il legame tra depressione e bassi livelli circolanti di omega-3 è confermato da molti studi scientifici e la supplementazione con i “fish oil” sembra migliorare l’umore in alcune persone depresse. Magnesio e selenio, oligoelementi presenti nella frutta secca (noci) e nelle verdure a foglia verde, possono favorire le funzioni cerebrali e contrastare gli sbalzi di umore, così come la vitamina B12 e l’acido folico, contenuti soprattutto nel pollo, nel salmone, nei broccoli, nei fagioli e nel manzo».
Carne e latte favoriscono il buonumore. «Contengono il triptofano, un precursore della serotonina che è utile per alzare il tono dell’umore», dice la nutrizionista.L’intestino è particolarmente delicato. «Per combattere la sindrome dell’intestino irritabile, il meteorismo o la stitichezza è preferibile fare piccoli pasti durante la giornata, composti da piatti semplici, poco elaborati e ben cotti, introducendo molta acqua naturale, frutta e verdura, carni magre e pesce. Sono da limitare caffè, fritti, insaccati, alcol, cibi molto piccanti e latte, consumando la frutta lontano dai pasti». Aggiunge la dottoressa Stagno: «Utile è assumere probiotici, di cui è ricco lo yogurt, anche sotto forma di bustine o compresse, per limitare la produzione dei gas intestinali e ripristinare l’equilibrio della flora batterica intestinale».Fino al 30 ottobre Webmedicine.it propone una consulenza specialistica personalizzata per affrontare al meglio il periodo autunnale. 30 minuti a diretto contatto con la nutrizionista e comprendere quali scelte fare a tavola e quali stili di vita intraprendere. «Esistono consigli generali, ma ogni situazione è a se stante e deve essere valutata in modo approfondito», conclude la dottoressa.

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Diritti umani in Iran

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2013

from the official website of the Bahá'í Intern...

from the official website of the Bahá’í International Community, The History of Bahá’í Educational Efforts in Iran. (Photo credit: Wikipedia)

Dopo aver sentito il discorso pronunciato dal presidente iraniano Hassan Rouhani alle Nazioni Unite oggi, il mondo osserverà come, a parte il suo appello generale alla speranza e alla moderazione in tutto il mondo, egli affronterà la questione essenziale dei diritti umani in Iran.La Baha’i International Community è ansiosa di vedere quali provvedimenti pratici il presidente Rouhani e il suo governo prenderanno ora per porre rimedio alle violazioni dei diritti umani subite dalle minoranze etniche e religiose dell’Iran fra cui ci sono anche i baha’i, la più numerosa minoranza religiosa non musulmana del paese, nonché da altri settori della popolazione iraniana.«In particolare, speriamo che il presidente Rouhani prenda provvedimenti per accordare ai baha’i tutti i diritti che spettano loro in quanto cittadini iraniani», ha detto Bani Dugal, il principale rappresentante della Baha’i International Community.«Un primo passo potrebbe essere la revoca dei provvedimenti del memorandum segreto del 1991 emanato dal supremo Consiglio culturale rivoluzionario e firmato del Leader supremo Ayatollah Khamenei. Quel documento chiede che i baha’i siano trattati in modo tale che “il loro progresso e il loro sviluppo siano bloccati” e stabilisce politiche intese a eliminare la comunità baha’i come entità vitale in Iran.
«Per oltre 30 anni, la Repubblica Islamica dell’Iran ha sistematicamente perseguitato i baha’i, unicamente a causa delle loro convinzioni religiose, che promuovono la pace, l’obbedienza alla legge e non sono una minaccia per il governo.«Una prima importante prova delle sue reali intenzioni, dunque, è che il presidente Rouhani incominci a liberare gli oltre 115 baha’i che si trovano attualmente in prigione in Iran, tutti ingiustamente detenuti per accuse false o costruite», ha detto la signora Dugal.

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Accordo quadro per la zootecnia

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2013

La Borsa Merci Telematica Italiana firma il primo Accordo Quadro Nazionale per la commercializzazione di bovini da carne e per l’organizzazione di un progetto di filiera italiana “4i”.L’accordo punta a creare una rete di imprese che riesca a organizzare e rilanciare il mercato dei bovini da carne e a diminuirne la dipendenza dall’estero.
Partecipano all’accordo importanti attori: Borsa Merci Telematica Italiana s.c.p.a., Associazione Produttori Unicarve, Cooperativa Produttori Unicarve, Gruppo Colomberotto S.p.A., Consorzio L’Italia Zootecnica, Consorzio Agrario Lombardo Veneto, Intermizoo S.p.A., APROLAV – Associazione Produttori Latte del Veneto, Agriventure S.P.A. – Gruppo Intesa Sanpaolo e Cassa di Risparmio del Veneto – Gruppo Intesa Sanpaolo.Tutti insieme lavoreranno per raggiungere due obiettivi importanti: il primo è finalizzato a regolare il mercato dei bovini da carne, programmando l’acquisto dei ristalli, l’ingrasso, la macellazione e la commercializzazione della carne; il secondo è finalizzato alla produzione di ristalli italiani con l’utilizzo del seme sessato per garantire e migliorare la rimonta nelle aziende di vacche da latte e l’utilizzo del seme di tori da carne, per la produzione di vitelli italiani da svezzare e poi destinare all’ingrasso, per una filiera tutta italiana.La Borsa Merci Telematica Italiana (BMTI) metterà a disposizione la piattaforma telematica di contrattazione che permette di concludere contratti in maniera semplice, rapida e regolamentata. Inoltre, nelle varie fasi commerciali, BMTI offrirà i propri servizi, tra i quali il servizio “mercato telematico sicuro” che copre dal rischio di insolvenza e i servizi finanziari collegati ai contratti conclusi sulla piattaforma telematica, quali factoring e anticipo fatture.BMTI punterà anche a diventare soggetto concreto nella quotazione dei prezzi di borsa, partendo da contratti conclusi nella propria piattaforma informatica.La commercializzazione dei bovini tramite la Borsa Merci Telematica consentirà di rispondere anche all’art.62 del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1; infatti, ai sensi del decreto attuativo della legge 27/12, gli scambi di comunicazioni e contrattazioni effettuati nell’ambito della Borsa Merci Telematica Italiana assolvono agli obblighi di cui all’articolo 62.Il direttore di BMTI, Annibale Feroldi, durante il suo intervento, nel ringraziare e salutare tutti i presenti, ha rimarcato come questo sia il primo accordo ufficiale di filiera a cui BMTI partecipa.“Questo accordo – ha sottolineato il direttore – rappresenta una risposta concreta alla filiera dei bovini da carne. E’ un progetto ambizioso ma soprattutto coraggioso. BMTI, società delle Camere di Commercio, in questo accordo si mette a disposizione delle imprese per dare il giusto sostegno e supporto al sistema con i propri servizi, in particolare quelli assicurativi e finanziari”.Il direttore ha, inoltre, sottolineato e ringraziato la presenza di Agriventure e della Cassa di Risparmio del Veneto ricordando che il primo accordo con il sistema bancario per dare ossigeno alle imprese nei contratti fu siglato proprio con il Gruppo Intesa San Paolo.“Oltre a quanto sottolineato in termini di servizi – ha concluso il direttore – grazie a questo accordo verranno sicuramente raggiunti gli obiettivi prioritari di BMTI che sono la trasparenza dei mercati, l’omogeneizzazione dei prezzi e la trasparenza nella formazione dei listini. Tutto questo sarà supportato dalla possibilità per gli operatori di assolvere agli obblighi dell’art. 62 attraverso la formalizzazione dei contratti sulla piattaforma telematica”.

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Energia verde? Impariamo dalle piante

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2013

Well ridged hectare of land for cassava establ...

Well ridged hectare of land for cassava establishment (Photo credit: IITA Image Library)

Dalla fotosintesi delle piante la potrebbe arrivare la soluzione per la produzione di combustibile totalmente zero emission.
In uno studio appena pubblicato sulla prestigiosa rivista Angewandte Chemie, Leonardo Guidoni, responsabile scientifico del progetto europeo (ERC) MultiscaleChemBio coordinato dalla Sapienza, insieme agli assegnisti di ricerca Daniele Bovi e Daniele Narzi, hanno rivelato, attraverso simulazioni effettuate su supercalcolatori, alcuni dettagli molecolari alla base del meccanismo della fotosintesi clorofilliana che potrebbero rivelarsi utili alla produzione di energia verde.
Lo studio, che ha connotazioni prettamente multidisciplinari tra Chimica, Fisica e Biologia, ha consentito, infatti, di individuare il possibile canale attraverso cui l’acqua giunge al centro di reazione.
Una delle possibili chiavi per la soluzione al problema del riscaldamento globale è rappresentata dalla possibilità di ricavare combustibile a zero emissioni di CO2, come ad esempio l’idrogeno, direttamente dall’energia solare e dall’acqua. In quest’ambito riveste particolare importanza la cosiddetta Fotosintesi Artificiale, ossia il tentativo di riprodurre i processi di conversione energetica che avvengono nelle piante utilizzando materiali sintetici per la produzione di energia pulita su larga scala. L’idrogeno prodotto, attraverso l’utilizzo di vere e proprie foglie artificiali, può essere in seguito usato come reagente nelle celle a combustibile (fuel cells).
Già da due miliardi e mezzo di anni, piante, alghe e alcuni tipi di batteri sfruttano la radiazione solare come loro primaria fonte di energia, assorbendo la luce e convertendola in energia chimica attraverso il processo della fotosintesi. Per svolgere questo compito utilizzano un complesso sistema biochimico formato da proteine, clorofille, carotenoidi e metalli di transizione chiamato Fotosistema II, rimasto pressoché immutato durante miliardi di anni di evoluzione. Utilizzando la luce come fonte energetica il Fotosistema II è in grado di compiere l’elettrolisi dell’acqua, ovvero la scissione di questa nelle sue componenti, ed immagazzinare energia sotto forma di molecole organiche (ATP, glucosio). Come effetto secondario la stessa macchina molecolare produce l’ossigeno che ha arricchito nel corso degli anni l’atmosfera terrestre, rendendo possibile l’evoluzione di organismi che utilizzano un metabolismo aerobico come gli esseri umani. La comprensione dettagliata del funzionamento di questo complesso sistema molecolare è utile non solo per svelare i segreti della fotosintesi naturale, ma per aprire nuove strade allo sviluppo di tecnologie atte alla produzione di energie rinnovabili che possano imitare la strategia adottata dagli organismi fotosintetici che si trovano in natura.
Per caratterizzare una delle prime fasi di questo processo i ricercatori hanno sfruttato metodi di Meccanica Quantistica attraverso l’utilizzo di supercalcolatori scientifici nazionali (centro di calcolo dell’Università dell’Aquila e CINECA, Bologna) ed internazionali. Lo studio ha permesso, inoltre, di razionalizzare numerosi esperimenti storici di spettroscopia effettuati a partire dagli anni novanta, la cui interpretazione è stata a lungo motivo di dibattito all’interno della comunità scientifica. Alla luce di questi risultati verrà studiato in dettaglio l’intero ciclo catalitico del Fotosistema II parallelamente allo studio di materiali inorganici “biomimetici” che potrebbero aprire promettenti strade per la produzione di energia pulita dal sole. Il progetto ha come istituzione partner l’Università degli Studi de L’Aquila.

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La Fed stampa dollari. I Brics comprano oro

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2013

The Federal Reserve: The Biggest Scam In History

The Federal Reserve: The Biggest Scam In History (Photo credit: CityGypsy11)

Se bastasse creare dal nulla liquidità per rilanciare l’economia e uscire dalla crisi, saremmo da tempo nel paese di bengodi, soprattutto negli Usa. Ma così non è. Pertanto la recente decisione assunta della Federal Reserve di continuare ad immettere nel sistema nuova liquidità rivela semplicemente che essa non è più in grado di staccare la spina dell’alimentatore di risorse ad un sistema sempre più “drogato”. Certo le borse hanno risposto in modo vivace con l’aumento dei listini, ma non è detto che ciò sia un reale segnale positivo. Infatti la stessa Fed, dopo il meeting del suo Open Market Committee, ha dovuto ammettere che “se dovesse continuare l’irrigidimento delle condizioni finanziarie (con l’aumento dei tassi di interesse), osservato nei mesi recenti, il processo di miglioramento dell’economia e del mercato del lavoro potrebbe rallentare.” L’inevitabile conseguenza di tale “filosofia”è che negli Usa si proseguirà con la “politica monetaria accomodante”, immettendo 85 miliardi di dollari al mese per comprare nuovi titoli del Tesoro e derivati asset-backed-security. Anche il governatore Bernanke, il cui mandato sta per scadere, ha ribadito che i “quantitative easing” continueranno fino a che negli Usa il tasso di disoccupazione non scenderà sotto il 6,5%. E questo si spera avvenga entro la fine del 2014, nel frattempo avremmo però circa 1.500 miliardi di nuovi dollari sui mercati internazionali. Anche il bollettino trimestrale della Banca dei Regolamenti Internazionali di settembre solleva forti dubbi sugli “effetti benefici” dei “quantitative easing” e dettaglia invece le sue riverberazioni nefaste in particolare nelle economie emergenti.La BRI ricorda che quando lo scorso maggio la Fed ventilò appena l’ipotesi di un cambiamento di politica monetaria, gli interessi obbligazionari ebbero un’impennata con effetti negativi in molti settori finanziari e in varie parti del mondo. Vi fu una “corsa alla svendita” di titoli con una conseguente caduta dei prezzi. Il ritiro di capitali dai mercati emergenti provocò, come noto, una forte svalutazione di alcune loro monete. L’analisi della Bri sottolinea che, anche dopo le assicurazioni date dalla Fed, dalla Bce e dalla Bank of England lo scorso luglio, l’aumento dei tassi di interesse di lungo periodo è continuato in quanto i mercati si attendevano una stretta nelle condizioni finanziarie a livello mondiale. La situazione è estremamente volatile. Nonostante questo aumento già di per sé destabilizzante, gli interessi a lungo termine restano comunque bassi e spingono la finanza a cercare prodotti e operazioni ad alto rischio. Di conseguenza è cresciuta l’immissione di bond e di prestiti nei settori finanziari più esposti e rischiosi. Proprio come accadde subito prima dell’esplosione della crisi finanziaria globale. Ad esempio, la percentuale dei “leveraged loans”, crediti molto simili ai subprime, e cioè quelli concessi a creditori già altamente indebitati e di dubbia affidabilità, ha già raggiunto il 45% del mercato dei “finanziamenti in pool” (quelli elargiti da un gruppo di banche). Si noti che tale percentuale è superiore del 10% rispetto ai precedenti massimi registrati prima del crac della Lehman.In contro tendenza, in verità bisogna osservare che le politiche monetarie dei Paesi del Brics e di altri importanti Paesi emergenti mirano ad aumentare le proprie riserve auree.Si stima che nel 2013 la sola Cina dovrebbe comprare almeno 1.000 tonnellate di oro. Cina, Russia e India assieme potrebbero quindi acquistare circa il 70% di tutto l’oro prodotto nel 2013. Si rammenti che già nel 2012 la Russia ha aumentato le sue riserve aure dell’8,5% portandole ad un totale di circa 1.000 tonnellate. Non si tratta di una strana infatuazione per il metallo prezioso, ma di una coerente strategia monetaria e geo-economica. La maggioranza dei Paesi del mondo sa che il dollaro diventa ogni giorno più debole e instabile proprio per la continua creazione di nuovi biglietti verdi. Siamo alla resa dei conti? Si arriverà in tempi brevi al famoso paniere di monete e di oro proposto dai Brics in sostituzione del dollaro? E l’Europa cos’ha da dire? (Mario Lettieri Sottosegretario all’Economia del governo Prodi e Paolo Raimondi Economista)

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