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Archive for 30 settembre 2013

Blueprint for a Cyclical Shock Insurance in the euro area

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 settembre 2013

English: Economic and Monetary Union, map en

English: Economic and Monetary Union, map en (Photo credit: Wikipedia)

This study published by Notre Europe – Jacques Delors Institute aims at presenting in detail how a cyclical stabilization insurance fund, as it was proposed in the Padoa-Schioppa Group report, could be a solution to the problem of lacking business cycle convergence in the euro area.
Many positive steps have been made in the last four years so as to reinforce the Economic and Monetary Union’s architecture. Nevertheless, the common currency area appears still incomplete, and several EMU weaknesses put in evidence by the crisis were not addressed yet. Beyond the short term challenges, such as achieving better public and private debt positions, more growth and lower unemployment, decision makers also need to complete the EMU in order to guarantee the long term sustainability of the common currencyIn this study, Henrik Enderlein, Lucas Guttenberg and Jann Spiess outline the technical features of the proposed “Cyclical Shock Insurance” scheme as well as its economic and political implications. The authors also contrast their proposal with some other proposals that are currently discussed to tackle the issue of business cycle convergence, such as an unemployment insurance scheme. Finally, the authors run a simulation on how this scheme would have operated had it been in place during the first fifteen years of EMU and show it would not have generated unbalanced transfers between member states.

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Une assurance contre les chocs conjoncturels dans la zone euro

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 settembre 2013

Jacques Delors

Jacques Delors (Photo credit: Wikipedia)

Etude par Henrik Enderlein, Jann Spiess, Lucas Guttenberg. Cette étude publiée par Notre Europe – Institut Jacques Delors, a pour objectif de présenter en détail la façon dont un fond d’assurance de stabilisation conjoncturel – tel que proposé dans le rapport du Groupe Padoa-Schioppa – constituerait une solution au problème de l’absence de convergence des cycles économiques dans la zone euro.De nombreuses avancées ont été réalisées, ces quatre dernières années, dans le sens d’un renforcement de l’architecture de l’Union Économique et Monétaire (UEM). Cependant, la zone monétaire commune demeure incomplète, et bon nombre de faiblesses de l’UEM mises en évidence par la crise restent en suspens. Au-delà des défis qu’il faudra relever à court terme pour sortir de la crise (comme par exemple parvenir à un assainissement viable des dettes publique et privée, relancer la croissance et réduire le chômage), les décideurs devront aussi compléter l’UEM de manière à garantir une viabilité à long terme de la monnaie unique.Dans cette étude, Henrik Enderlein, Lucas Guttenberg et Jann Spiess décrivent les caractéristiques techniques du schéma d’«Assurance contre les chocs conjoncturels », ainsi que ses implications économiques et politiques. Les auteurs comparent aussi leur proposition avec d’autres options qui sont actuellement étudiées en vue de résoudre le problème de la divergence des cycles économiques, telle la proposition d’une assurance-chômage au niveau européen. Enfin, les auteurs réalisent une simulation du fonctionnement de cet instrument s’il elle avait été en place pendant les 15 premières années de l’UEM et démontrent qu’il n’aurait pas généré des transferts déséquilibrés entre Etats membres.

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Rientro cervelli

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 settembre 2013

Fisica

Fisica (Photo credit: Guybrush T)

Il prof. Roberto Fornari, Presidente della International Organization for Crystal Growth e già direttore di uno dei più prestigiosi centri tedeschi di ricerca sui materiali avanzati, torna a insegnare all’Università di Parma grazie al “rientro dei cervelli”. All’Istituto Leibniz di Crescita Cristalli di Berlino (IKZ), con uno staff di oltre cento persone, il prof. Fornari ha promosso e condotto ricerche su nuovi materiali cristallini per tecnologie avanzate. I nuovi materiali costituiscono la base per l´innovazione tecnologica: grazie a loro si possono trasferire informazioni in frazioni di secondo da qualsiasi angolo della terra, si può trasformare l’energia del sole in energia elettrica e poi convertirla nuovamente in luce tramite LED a basso consumo, si scattano foto senza consumare pellicola, gli aerei sono più sicuri e le auto hanno sensori che facilitano il parcheggio o azionano l’air-bag. Da questi pochi esempi si comprende quanto sia cruciale la ricerca sui materiali avanzati per mantenere competitivo il nostro paese e la nostra regione in un mondo globalizzato.Grazie alla lungimiranza dell’Ateneo, il Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra si arricchisce così di un’importante nuova figura, in un settore dove esiste già un forte nucleo locale: le attività dei ricercatori di Fisica e dell’Istituto IMEM-CNR nel settore sono riconosciute internazionalmente e, con la sinergia dei colleghi chimici, fanno di Parma un polo di riferimento a livello nazionale e internazionale. Laureato con lode in Fisica a Parma, il prof. Fornari ha cominciato la sua prestigiosa carriera scientifica presso l’Istituto IMEM-CNR (allora MASPEC). Negli oltre vent’anni passati al CNR ha condotto ricerche sulla preparazione e studio di materiali semiconduttori composti, passando attraverso i vari gradi di carriera fino a divenire dirigente di ricerca nel 2001. Nel 2003 è stato chiamato a dirigere l’IKZ di Berlino e, contestualmente, a ricoprire la cattedra di “Kristallwachstum”, inizialmente presso l’Università Tecnica del Brandeburgo e poi alla Humboldt. Ha una vasta produzione scientifica e ha coordinato numerosi progetti di ricerca di impatto industriale. Fra le linee di ricerca da lui promosse sono da ricordare lo sviluppo di nuovi processi per l’ottenimento di silicio solare di qualità superiore, la crescita di monocristalli di Nitruri, di ossidi semiconduttori e dielettrici, la deposizione di film sottili di ossidi ferroelettrici e semiconduttori. Questi materiali hanno applicazioni principalmente in campo elettronico, energetico, nell’ottica e nella sensoristica. A Parma intende continuare a lavorare sugli ossidi semiconduttori di ultima generazione, coinvolgendo altri gruppi del DiFeST e del CNR, per sfruttare appieno le potenzialità locali.

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Fondi per la ciclabilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 settembre 2013

Primi risultati positivi vengono registrati in alcuni paesi dell’Unione Europea, a sostegno della campagna promossa dall’European Cyclists’ Federation (ECF) “6 bilioni di fondi europei per la ciclabilità”.
Di che si tratta? L’ECF stima in 6 bilioni di euro, vale a dire 6 mila miliardi di euro, la cifra necessaria per moltiplicare in Europa i livelli di mobilità ciclistica, aumentando gli indici di sicurezza e sviluppando il cicloturismo. Come? Mediante la realizzazione di 50.000 km di nuove infrastrutture ciclabili o 1 milione di corsie ciclabili. E le risorse possono venire dai fondi europei.Nei prossimi mesi tutti i Governi a livello nazionale e regionale definiranno i programmi operativi per l’utilizzo dei finanziamenti europei per il periodo 2014-2020. Se tutte le regioni e tutti i Governi prevedessero misure specifiche per la mobilità ciclistica, nei prossimi anni l’intera Europa potrà finalmente aumentare la propria media di spostamenti in bici perseguendo così gli obiettivi indicati dalla UE: ridurre le emissioni climalteranti, limitare i consumi energetici, promuovere politiche della salute e dell’attività fisica.Ed è evidente che lì dove i Governi non ci pensano da soli devono essere le organizzazioni nazionali e regionali dei ciclisti, aderenti all’ECF, a farsi carico di presentare proposte, piani, programmi affinchè siano inseriti nella programmazione operativa assicurandosi che a ciascuna attività corrispondano relative risorse finanziarie.E così l’ECF informa che il Ministro dei Trasporti ungherese, Völner Pal, ha ufficialmente dichiarato sostegno alla “Carta” per lo sviluppo della mobilità ciclistica nel suo paese, elaborato da 7 organizzazioni ciclistiche no profit in stretta collaborazione con l’ECF. Tra i punti salienti del documento: sviluppo della rete ciclabile per la mobilità abituale e per l’attività ricreativa; attività di educazione, promozione e comunicazione; sostegno all’industria e al commercio delle bici; sviluppo del cicloturismo; creazione di un organismo di coordinamento e di governo delle attività.Nella Repubblica Ceca invece si è già tenuto un incontro sul tema presso il Ministero dei Trasporti; in Irlanda le associazioni dei ciclisti hanno già stabilito dei contatti con le due assemblee regionali relativamente alla predisposizione dei programmi operativi.In Olanda…piove sul bagnato. L’organizzazione olandese dei ciclisti Fietsersbond, ha presentato al Ministro dei Trasporti e a quello dello Sviluppo economico un piano per la realizzazione, entro il 2025, di 765 km di ciclovie “veloci” regionali. Il piano sarà inserito nella prossima programmazione di entrambi i Ministeri.

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Tumore al polmone

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 settembre 2013

Italiano: Incisione chirurgica per il trattame...

Italiano: Incisione chirurgica per il trattamento del tumore del polmone (Photo credit: Wikipedia)

Amsterdam. Svolta nel trattamento del tumore del polmone, una delle neoplasie più aggressive che ogni anno nel nostro Paese fa registrare 38.500 nuovi casi e 34.500 decessi. La Commissione Europea ha espresso parere favorevole per l’utilizzo di afatinib in pazienti con diversi tipi di tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC). Sviluppato da Boehringer Ingelheim, ha dimostrato di offrire un beneficio superiore rispetto alla chemioterapia standard nel ritardare la progressione del tumore e nel migliorare i sintomi associati alla malattia1 . La molecola è il primo inibitore della famiglia ErbB. “Grazie al suo meccanismo di azione, afatinib inibisce in maniera irreversibile EGFR e gli altri componenti della famiglia ErbB, che svolgono un ruolo centrale nello sviluppo e nella diffusione dei tumori più pervasivi e a mortalità elevata – ha dichiarato il dott. Sanjay Popat, oncologo al Royal Marsden NHS Foundation Trust di Londra e sperimentatore dello studio LUX-Lung 3 – I risultati degli studi clinici dimostrano l’efficacia di afatinib nel ritardare la crescita tumorale e nel migliorare i sintomi associati al carcinoma polmonare, e ciò lo rende un’importante nuova alternativa terapeutica disponibile in Europa”. Questa neoplasia è una delle più diffuse, con 1,6 milioni di nuovi casi ogni anno nel mondo 2. È anche la più letale, con un numero di decessi maggiore rispetto al cancro del colon, del seno e della prostata insieme3. Solo in Europa determina circa 270.000 decessi ogni anno. Benché l’incidenza sia superiore negli uomini, vi sono stime che indicano che, entro il 2015, potrebbe superare il carcinoma mammario come prima causa di morte per cancro nelle donne in tutto il Continente4. Il cancro polmonare non è un’unica patologia, ma comprende diversi sottotipi che possono essere caratterizzati dalla presenza nelle cellule tumorali di recettori, spesso alterati o iperespressi. EGFR (che fa parte della famiglia di recettori ErbB) è uno di questi marker molecolari. La prevalenza di tumori con mutazioni di EGFR è del 10-15% nei pazienti caucasici e del 40% nei pazienti asiatici NSCLC 5. Nell’ambito degli studi clinici su pazienti affetti da questo tipo di tumore polmonare, afatinib ha dimostrato di ritardare in maniera significativa la progressione della malattia, oltre a migliorare i sintomi ad essa associati (es. dispnea, tosse e dolore toracico) e la qualità di vita dei pazienti.1,6 È, pertanto, di fondamentale importanza eseguire precocemente il test per la valutazione dello stato mutazionale di EGFR e avviare il giusto percorso terapeutico, in modo che i pazienti, fin dall’inizio, abbiano la possibilità di ricevere la terapia più appropriata. “Siamo soddisfatti della decisione della Commissione Europea. Ci auguriamo che questa sia la prima di molte altre approvazioni per i farmaci che fanno parte del nostro programma di ricerca in oncologia – ha commentato il Professor Klaus Dugi, Corporate Senior Vice President Medicine di Boehringer Ingelheim -. La sua approvazione in Europa rafforza il nostro impegno a rendere disponibili per i pazienti le terapie più adatte alle loro necessità specifiche. É un passo importante per rispondere a un forte bisogno clinico insoddisfatto di terapie per il tumore polmonare”.

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Crisi. Unimpresa, in cinque anni quasi 60 miliardi di tasse in più

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 settembre 2013

Quasi 60 miliardi di euro di tasse in più in cinque anni. Le entrate tributarie nel nostro Paese correranno molto più del pil e aumenteranno, complessivamente, tra il 2013 e il 2017, di 58,6 miliardi. Il gettito raggiungerà quota 472,3 miliardi alla fine di quest’anno e crescerà costantemente negli anni successivi fino a raggiungere i 530,8 miliardi del 2017. Questi i dati principali di un’analisi del Centro studi Unimpresa. Il rapporto dell’associazione, che ha preso in esame la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza approvata il 20 settembre dal consiglio dei ministri, rivela che il peso del fisco è destinato a salire molto più velocemente rispetto all’andamento del prodotto interno lordo.
Rispetto al 2012, alla fine di quest’anno lo Stato incasserà 149 milioni in più da imprese e famiglie che assicureranno un gettito di 472,3 miliardi di euro. In termini percentuali si tratta di un incremento lieve, lo 0,03% in più, ma che va nella direzione opposta rispetto all’andamento dell’economia, prevista in calo dell’1,7% secondo il Def approvato dal Governo. Una doppia velocità che si registra costantemente anche nelle previsioni degli anni successivi. Il gettito tributario nel 2014 arriverà a 487,4 miliardi in aumento di 15,2 miliardi rispetto a quest’anno: tasse in crescita del 3,3%, mentre il pil dovrebbe salire solo dell’1%. Nel 2015 lo Stato incasserà 501,8 miliardi di euro con un incremento di 14,4 miliardi sull’anno precedente: in termini percentuali la crescita delle imposte è pari al 2,96% che va raffrontata con l’1,7% della crescita economica. Nel 2016 la situazione &egra ve; sostanzialmente identica: grazie a un incremento di 13,7 miliardi sul 2015, il gettito tributario arriverà a 515,6 miliardi in aumento del 2,75% e col pil in crescita dell’1,8%. Chiude il conto il 2017, quando le tasse versate da aziende e cittadini nelle casse dello Stato saranno pari a 530,8 miliardi in aumento di 15,1 miliardi sull’anno precedente: vale a dire +2,94% e pil più lento all’1,9%. Nel quinquennio 2013-2017 le tasse pagate dai contribuenti in Italia arriverebbe a toccare 2.508,1 miliardi di euro.”I dati dimostrano che il dibattito sulle tasse è solo propaganda. Nelle scorse settimane, abbiamo ascoltato esponenti della maggioranza e del Governo avanzare ipotesi di abbattimento del cuneo fiscale, ma il peso delle tasse è destinato a salire e le misure varate in questi ultimi mesi non hanno fatto altro che incrementare il carico sulle famiglie e imprese. Ci sentiamo presi in giro, come imprenditori e come cittadini” afferma il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.

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Berlusconi: la tragicommedia all’italiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 settembre 2013

La politica ci ha fatto perdere vent’anni. Da allora a oggi siamo rimasti ingessati dalle promesse mancate, dall’immobilismo dei veti incrociati, dagli interessi corporativi, dalla mediocrità della classe politica nazionale.
Berlusconi ha avuto un solo merito: è stato capace di fermare il tempo, ma lo ha fatto facendoci pagare un prezzo molto alto nei confronti del resto del mondo che ha continuato a crescere e prosperare.
Berlusconi, purtroppo, non è stato il solo. Dobbiamo ringraziare in questa corsa delle nullità la dirigenza politica del Pd nell’essere riuscita a fare dove Berlusconi era fallito facendo cadere il Governo Prodi per ben due volte.
Ora, purtroppo, ci risiamo. I segnali ci sono tutti. Il nuovo balletto è incominciato due anni fa quando da un fallimento plateale del governo Berlusconi si è fatto in modo di fargli riprendere fiato e consentigli da sconfitto di ribaltare la sua posizione per merito di un “opaco” Bersani e di tutta la classe dirigente del Pd e di un errore madornale del Presidente Napolitano nel non voler sciogliere a suo tempo le camere. Ora ci risiamo con la solita manfrina: mesi di logoramenti, mesi d’indecisioni e di rinvii e un Berlusconi nuovamente ringalluzzito dai cedimenti strutturali delle altre forze politiche e dalla miopia del Presidente Napolitano. Cosa vuole di più questo presidente? Abbiamo un Berlusconi dichiaratamente evasore fiscale che dopo dodici anni di rinvii di varia natura è stato finalmente condannato definitivamente e ora pretende che questo e tutti gli altri processi in corso da quello di Napoli a Bari siano condonati. E il Presidente? Risponde signorsì. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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