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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Migliorare le norme per le industrie comunitarie che operano in Cina

Posted by fidest press agency su sabato, 12 ottobre 2013

Italiano: Cina amministrativa

Italiano: Cina amministrativa (Photo credit: Wikipedia)

Mentre i ministri degli esteri dell’UE stanno discutendo di autorizzare negoziati con la Cina, nel dibattito di mercoledì i deputati hanno evidenziato che un accordo d’investimento UE-Cina deve garantire una migliore posizione alle imprese UE nel mercato cinese e la sua negoziazione deve essere supervisionata dal Parlamento.I deputati, pur accogliendo con favore l’iniziativa di migliorare le relazioni economiche con la Cina, hanno inoltre chiesto che i servizi culturali e audiovisivi siano esclusi dai colloqui ed esortato i negoziatori a garantire che le merci prodotte nei campi di lavoro cinesi non rientrino in nessun accordo.Contrariamente al clima stabile e aperto cui gli investitori cinesi sono confrontati nell’UE, gli investimenti delle imprese comunitarie in Cina sono gravati da misure discriminatorie, come l’obbligo di costituire joint venture con aziende cinesi che le costringe a trasferire tecnologie strategiche ai partner cinesi. Il testo approvato stabilisce che si dovrebbero avviare colloqui solo se la Cina s’impegna formalmente a negoziare un accesso più facile al suo mercato per le imprese dell’UE.
I deputati rilevano che il surplus commerciale della Cina con l’UE ammonta a 146 miliardi di euro nel 2012, contro i 49 miliardi di euro del 2000 e che le imprese cinesi stanno mostrando un crescente interesse a investire nel mercato UE.Poiché i colloqui toccheranno argomenti pubblici comunitari molto sensibili, per i deputati essi dovranno essere condotti “con la massima trasparenza possibile” ed essere soggetti a controllo parlamentare, affinché gli esiti dei negoziati ottengano la necessaria approvazione del Parlamento europeo.Le merci prodotte in campi di lavoro forzato, ad esempio nel quadro del sistema di rieducazione attraverso il lavoro, generalmente noto con il nome di Laogai, “non dovrebbero beneficiare di investimenti nell’ambito dell’accordo bilaterale di investimento”. Si chiede inoltre alla Commissione europea di valutare l’impatto dei diritti umani in qualsiasi possibile accordo.I deputati chiedono che i servizi culturali e audiovisivi siano esclusi dai colloqui. L’accordo dovrebbe inoltre proteggere i servizi pubblici nell’Unione europea e garantire il rispetto dei diritti comunitari di proprietà intellettuale.

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