Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Andare all’estero per imparare a conoscersi

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 ottobre 2013

Tour dei Mille Palermo. Roberto Bonzio

Tour dei Mille Palermo. Roberto Bonzio (Photo credit: workingcapitalteam)

Il giornalista, attraverso i suoi “Italiani di frontiera”, in sala Ajace invita i giovani a credere in se stessi e a “stupire”«Bisogna andare all’estero per imparare, ispirarsi, con atteggiamento positivo e curioso. E poi tornare per “spaccare”, per portare innovazione e crescita. Per sorprendere». Portando il motto “think out of the box”, pensare in modo originale, come linea da seguire sempre, il giornalista Roberto Bonzio è intervenuto stasera in Sala Ajace concludendo la prima delle cinque settimane del Future Forum 2013. E così ha motivato, ha spinto alla creatività come “pozione” anticrisi, attraverso storie di “Italiani di frontiera”, il progetto con cui «mi sono cambiato la vita», dice, facendo le valige e trasferendosi con tanto di famiglia negli States. E con cui indubbiamente orienta al cambiamento chi l’ascolta. Il progetto fa parlare chi è partito dal Belpaese, dove magari non riusciva a mettere in campo i propri sogni, ed è diventato imprenditore, scienziato, ricercatore o creativo di successo. Persone attraverso il cui percorso è possibile capire meglio i difetti di casa nostra, sprone per «riconoscersi e battersi per realizzare i propri talenti e le proprie idee», ha detto Bonzio. Per esempio lasciandosi alle spalle quella cultura tutta italiana della diffidenza verso il successo, imparando a collaborare e a fidarsi degli altri, anche in campo accademico, provando anche a essere più attivi, professori e studenti, nei vari momenti della formazione. Per aziende e imprenditori, il consiglio si declina nell’avere tenacia, versatilità di pensiero, creando imprese aperte, pronte all’innovazione costante, in grado di coltivare rapporti informali («senza porre barriere di segretari appena si arriva a una posizione di qualche importanza») e rendere i dipendenti protagonisti. «Ricordare di più, magari, italiani come Olivetti, morto nel ’60, ma che proprio su questi principi, nel secolo scorso, aveva fondato la sua azienda – ha concluso Bonzio – ed è stato maestro nell’indicare una strada ancora oggi pionieristica».

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