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Parlamento per lo stop alla pratica di “beaching” per rottamazione di vecchie navi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 ottobre 2013

Le misure concordate con i ministri europei per porre fine alla pratica dell’arenamento sulle spiagge dei paesi emergenti per rottamare le vecchie navi e per assicurare che queste siano invece riciclate in impianti riconosciuti, sono state approvate martedì dal Parlamento. Per i deputati, l’arenamento delle navi finalizzato allo smantellamento mette a rischio la salute dei lavoratori, la sicurezza e l’ambiente.
Il relatore Carl Schlyter (Verdi/ALE, DE) ha dichiarato: “Vorrei sottolineare che questo non è un attacco contro l’India, il Bangladesh o il Pakistan – paesi che attualmente praticano l’arenamento – ma contro la stessa pratica di arenamento pericolosa e altamente inquinante.” Questo regolamento, ha proseguito, “incoraggia questi paesi a compiere i necessari investimenti per impianti di riciclaggio adeguati, sopratutto a vantaggio di posti di lavoro sicuri ed ecocompatibili nei loro paesi”.
Un elenco comunitario d’impianti di riciclaggio delle navi. In futuro, le navi registrate nell’UE dovranno essere smantellate in impianti di riciclaggio approvati dall’UE, che dovranno soddisfare requisiti specifici, essere certificati e sottoposti a regolari ispezioni.Durante i negoziati, il Parlamento ha rafforzato i requisiti proposti, obbligando tra l’altro le società di riciclaggio navale a operare in strutture permanenti, che devono essere progettate, costruite e gestite in sicurezza e rispettando l’ambiente. Le imprese di riciclaggio dovrebbero limitare i materiali pericolosi in tutto il processo di smantellamento e manipolare i materiali e i rifiuti pericolosi unicamente su suoli impermeabili con un efficace sistema di drenaggio. I quantitativi effettivi di materiali pericolosi dovranno essere documentati e il loro trattamento autorizzato solo presso impianti di trattamento dei rifiuti o di riciclaggio.Sia le navi comunitarie, sia quelle non comunitarie, saranno oggetto del regolamento poiché dovranno produrre un inventario dei materiali pericolosi quando entrano nei porti dell’UE. Saranno gli Stati membri a stabilire le misure di esecuzione, comprese le sanzioni in caso di violazione delle norme.Inoltre, la Commissione dovrà presentare uno studio sulla fattibilità su uno strumento finanziario che agevoli un corretto riciclaggio delle navi all’insegna della sicurezza e, se del caso, presentare una proposta legislativa entro 3 anni dall’entrata in vigore del presente regolamento.

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