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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Dolore cronico

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 novembre 2013

Basilica of Sant'Apollinare Nuovo in Ravenna, ...

Basilica of Sant’Apollinare Nuovo in Ravenna, Italy: “Procession of the Holy Martyrs”. Mosaic of a Ravennate italian-byzantine workshop, completed within 526 AD by the so-called “Master of Sant’Apollinare”. (Photo credit: Wikipedia)

Da gennaio 2014 implementate due nuove sale operatorie nei presidi di Ravenna e Faenza.Già struttura d’eccellenza a livello regionale e nazionale, articolata sul territorio attraverso i 3 presidi ospedalieri di Ravenna, Lugo e Faenza, si appresta a venire ulteriormente potenziata. È l’Unità Operativa Complessa di Terapia Antalgica dell’AUSL ravennate, che nel corso dell’ultimo anno, tra consulenze e visite, ha erogato oltre 1.200 prestazioni, cui si aggiungono circa 400 sedute di agopuntura e 350 interventi infiltrativi.
Per le operazioni più invasive di chirurgia antalgica, da gennaio 2014 il centro si arricchirà di due nuove sale operatorie, che saranno implementate nei presidi di Ravenna e Faenza (finora l’unico attrezzato era quello di Lugo). Inoltre, per il dolore lombo-sacrale, l’armamentario strumentale comprenderà anche radiofrequenze pulsate e nucleo plastiche percutanee e, in stretta collaborazione con la Neurochirurgia Aziendale, vertebro e cifoplastiche. Trattamenti innovativi, eseguiti solo da pochi altri centri in Italia.In provincia di Ravenna, rifacendosi alla media nazionale, sono oltre 90.000 i pazienti affetti da dolore cronico, una sofferenza che perdura nel tempo, compromettendo la qualità di vita. Tra le cause più frequenti alla base del problema, e che spesso portano a richiedere un consulto presso l’U.O di Terapia Antalgica dell’AUSL, vi sono nel 50% dei casi le lombosciatalgie; il restante 50% è dovuto ad artrosi, nevralgie e patologie vascolari.“Prendiamo in carico diverse tipologie di dolore: oncologico, vascolare, neurologico, ortopedico, neurochirurgico”, dichiara il dottor Massimo Innamorato, Responsabile del Centro, che riceve i pazienti presso l’Ospedale di Lugo. “Unica struttura pubblica autorizzata a svolgere tale attività sul territorio ravennate, l’Unità Operativa Complessa di Terapia Antalgica dell’AUSL si occupa di diagnosi, prevenzione, trattamento e cura di pazienti affetti da sindromi dolorose. Lo facciamo attraverso: ricovero ordinario (urgente e/o programmato), Day Surgery, attività ambulatoriale specialistica e conducendo ricerca clinica nell’ambito della terapia del dolore. Grande attenzione viene riservata alla corretta informazione e partecipazione del paziente al processo di cura”.Con uno staff attualmente composto da un medico anestesista, un algologo, un agopuntore, sette infermieri, collaborando con il servizio di neurologia e, a breve anche con quello di psicologia, il Centro eroga le seguenti prestazioni: blocchi anestetici peridurali, radiofrequenze, inserimento di cateteri peridurali, accessi venosi impiantabili, inserzione di stimolatori midollari e di pompe intratecali, ozonoterapia, agopuntura, laserterapia e ionoforesi, sistemi infusionali, cateteri venosi periferici eco guidati. Dal 2014, per rispondere sempre meglio alla richiesta d’assistenza del territorio, l’U.O. verrà potenziata con due nuove sale operatorie e con l’introduzione di nuove metodiche all’avanguardia.La Legge 38 del 2010 ha sancito per tutti i cittadini il diritto a non soffrire e si è proposta di garantire nel nostro Paese un equo accesso a un’assistenza qualificata e un approccio terapeutico più appropriato. Il potenziamento del Centro di Terapia Antalgica dell’AUSL ravennate va proprio nella direzione di ottemperare a quanto richiesto dalla normativa.“Grazie alla Legge 38, oggi c’è un’attenzione maggiore verso la diagnosi e la cura della sofferenza. Con gli altri colleghi ospedalieri abbiamo ormai avviato un rapporto collaborativo e di integrazione delle competenze per gestire nel modo migliore il paziente con patologia algica. Sussiste, tuttavia, un certo ritardo nella diffusione di un’autentica cultura del dolore su tutto il territorio, nonostante i tanti sforzi profusi dalla Regione. Quello che ancora manca è, in primis, la consapevolezza di essere di fronte a una vera e propria malattia, che come tale va adeguatamente trattata”, conclude Innamorato.

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