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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Archive for 5 dicembre 2013

Pediatria: malattie della tiroide

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 dicembre 2013

Presentano sintomi che talora possono essere male interpretati e attribuiti ad esempio alla crescita, all’adolescenza, a periodi di stress scolastico. Stanchezza, sonnolenza, ipersonnia, bradicardia o tachicardia, irritabilità e disturbi dell’umore sono i segni delle più comuni malattie della tiroide che colpiscono anche la

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Grafica: Medicina: Stress: Reazioni neuro – endocrine e motorie allo stress autoconservante : neurologico, endocrino, neurovegetativo, sensoriale, corteccia cerebrale, cervelletto, sistema limbico, simpatico, parasimpatico, ippotalamo, ipofisi, surreni, tiroide, stressori, reazione, sistema locomotore (Photo credit: Wikipedia)

popolazione infantile, con una marcata preferenza per il sesso femminile.
Il picco dell’insorgenza avviene intorno alla seconda infanzia, verso i 12 anni, complice anche l’interferenza della maturazione sessuale. Eppure 1 bambino/ragazzo su tre riceve la diagnosi corretta con 12-24 mesi di ritardo. Un gap da colmare affinando la capacità di fare diagnosi differenziale.“Le due patologie tiroidee più frequenti sono la tiroidite di Hashimoto, disturbo su base autoimmune che consiste nella formazione di anticorpi contro la tiroide e forme cliniche che vedono l’insorgenza di ipotiroidismo e in alcuni casi si può manifestare con ipertiroidismo” spiega il Professor Francesco Chiarelli, Direttore della Clinica Pediatrica dell’Università di Chieti e Presidente della Società Europea di Endocrinologia Pediatrica (ESPE) “Disturbi da non sottovalutare e che presentano un certo grado di comorbidità con patologie come il diabete di tipo 1 e la celiachia.Il momento più delicato? “E’ certamente l’adolescenza, quando alla ghiandola tiroidea si richiede un 30% in più della propria attività, anche a causa dello sviluppo degli ormoni sessuali estrogeni e testosterone“ risponde lo specialista “ Ecco allora che è possibile osservare un rallentamento nella crescita staturale o alterazioni del ciclo mestruale che possono essere attribuite alla giovane età. In presenza di sintomi anche sfumati è opportuno un semplice dosaggio ormonale da effettuare su un campione di sangue. La terapia dell’ipotiroidismo consiste in una supplementazione di ormone di facile somministrazione, mentre per le forme di iperfunzione della tiroide si ricorre a farmaci anti-tiroidei come il ‘metimazolo’. Rimane comunque sempre opportuna una supplementazione di iodio attraverso il consumo di sale iodato nella popolazione generale”. Questo anche in considerazione del fatto che in moltissime zone del nostro paese sono presenti sacche endemiche di carenza di iodio ed ipotiroidismo: dalle pendici dell’Etna alle valli Prealpine sino alle zone appenniniche dell’Italia Centrale.Diverso è il caso dei disturbi congeniti, che si manifestano alla nascita. Qui lo screening neonatale di massa ha portato al completo controllo di questi disturbi che in passato determinavano conseguenze sia sullo sviluppo cognitivo e mentale sia sull’accrescimento staturale.L’ipotiroidismo congenito interessa circa 1 neonato ogni 1000 bambini e può avere diverse cause: dalla ‘agenesia’ della tiroide in cui in epoca fetale non si verifica il corretto sviluppo della ghiandola che quindi rimane assente, all’’ectopia’ ossia ad una anomala localizzazione della tiroide. Caso che può verificarsi in quanto durante la gravidanza la tiroide nasce nell’angolo mandibolare e intorno al 6°-7° mese di gestazione migra nella sua sede definitiva. Altra causa di problemi congeniti è rappresentata dai difetti di produzione degli ormoni tiroidei a causa di alterazioni enzimatiche. In Italia lo screening su tutta la popolazione neonatale è in vigore dai primi anni ’70 e dal 1976 esiste un Registro Nazionale presso l’Istituto Superiore di Sanità che ci ha permesso di conoscere l’esatta epidemiologa del fenomeno: su circa 500mila bambini nati in Italia ogni anno, circa 300 ricevono diagnosi di patologie congenite alla nascita e vengono trattati tempestivamente entro due settimane.L’inizio del trattamento (che consiste nella somministrazione di L-tiroxina) permette uno sviluppo normale di questi bambini anche se sono necessari controlli periodici: mensili per i primi 12 mesi di età e successivamente ogni 3-6 mesi allo scopo di dosare correttamente la terapia sulla base dei valori di FT4 e TSH.

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Scuola: le bocciature sono inutili?

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 dicembre 2013

Representing Sri Lanka

Representing Sri Lanka (Photo credit: englishpen)

“Non è che è inutile bocciare, certamente la bocciatura è un po’ un fallimento della scuola, perché il compito della scuola è quello di accompagnare il ragazzo nel trovare la sua strada”. Così il Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza a “Mix 24” intervistata da Giovanni Minoli su Radio 24. Minoli chiede al Ministro dell’Istruzione se è d’accordo con l’impostazione dell’Ocse che dice che è inutile, è un costo e non serve al ragazzo e il Ministro risponde: “Oggettivamente è un costo, in Italia ci sono fin troppe bocciature, specialmente di persone, di ragazzi che provengono da situazioni sociali o da territori più in difficoltà. Questo significa che noi non sappiamo accompagnarli meglio nel loro percorso” “Quindi è meglio non bocciare?” incalza Minoli. “Questa diciamo è una semplificazione… Eccessiva” risponde la Carrozza. “Anche se lo dice il rapporto Ocse?” Chiede ancora Minoli. “Sì, è una semplificazione, è una schematizzazione. Certamente bocciare è un costo. E’ un costo soprattutto per il ragazzo e la sua famiglia” chiarisce il Ministro dell’Istruzione. Minoli ricorda al Ministro Carrozza che il 17% degli studenti quindicenni dichiara di avere già ripetuto almeno un anno di scuola e chiede se “questa bocciatura è un costo per le famiglie come lei ha detto bene, è un costo anche per la società, non fa bene ai ragazzi, forse è inutile..” “Sì certo. Bisogna studiare questo meccanismo” conlude il Ministro dell’Istruzione.

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Tavola rotonda su Carlo Coccioli

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 dicembre 2013

Carlo Coccioli, Requiem per un cane, Marsilio ...

Carlo Coccioli, Requiem per un cane, Marsilio 2010, [responsabilità grafica non indicata], alla cop.: [ritratto fotog. b/n di Carlo Coccioli; autore non indicato], cop. (part.), 1 (Photo credit: federico novaro)

Firenze 6 dicembre 2013 (ore 18) a Villa La Pietra, New York University di Firenze. Parteciperanno Giulio Mozzi, scrittore, curatore e insegnante di scrittura creativa, Raoul Bruni, critico letterario e italianista, Marco Coccioli, erede e editore delle ultime ristampe dell’autore Dopo la tavola rotonda, saranno letti alcuni testi editi e inediti di Coccioli, a cura di Luca Cittadini.«Carlo Coccioli è stato uno dei grandi minori del Novecento Italiano e un ‘eretico’ che sfuggì alle mode imperanti del Neorealismo» spiega Alessandro Raveggi, scrittore e professore presso New York University Firenze, curatore e coordinatore dell’incontro. «Conosciuto e apprezzato – precisa Raveggi – da scrittori ed intellettuali prima italiani nel primissimo Dopoguerra, poi francesi negli anni ’50 – Parigi gli diede la fama – quindi latinoamericani negli anni ’60 e ’70, è l’unico esempio di scrittore trilingue della nostra tradizione. La sua prosa e le sue irrequiete tematiche esistenziali e religiose ricordano Bernanos, Proust, Camus ed assieme si avverte un forte legame con Curzio Malaparte, che non a caso lo definì la voce più originale del suo tempo. Spero che questo incontro introduttivo possa avviare finalmente in Italia e negli Stati Uniti un diffuso studio critico ad oggi mancante su una figura tanto imprescindibile quanto sconosciuta».Carlo Coccioli (Livorno, 1920 – Città del Messico, 2003) è stato giornalista, scrittore e ha partecipato alla Resistenza – esperienza per la quale ha ottenuto la Medaglia d’Argento al valore. Toscano, ha vissuto per lunghi periodi in Francia e in Messico, paesi dove ha ottenuto successo e riconoscimento, e ha scritto numerosi romanzi pubblicati in tutto il mondo in varie lingue. Oltre a Requiem per un cane, tra le sue opere si ricordano Il cielo e la terra (1950), lo scandaloso e libro di culto Fabrizio Lupo (1978), Piccolo Karma (1987), Davide (ripubblicato da Sironi nel 2009, e vincitore di un Premio Campiello).

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