Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

Progetto europeo OraMod coordinato dall’Università degli Studi di Parma

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 dicembre 2013

parma

parma (Photo credit: ho visto nina volare)

Il progetto, che riceve finanziamenti dalla Commissione Europea nell’ambito del 7° Programma Quadro, Grant Agreement 611425, è guidato dal prof. Enrico Sesenna e dal prof. Tito Poli dell’Unità di Chirurgia Maxillo-Facciale presso il Dipartimento di Scienze Biomediche, Biotecnologiche e Traslazionali-S.Bi.Bi.T. dell’Ateneo, e vede impegnati otto Partners del Consorzio provenienti da cinque Paesi della Unione Europea.Tra questi, tre centri ospedalieri universitari di cui, oltre al Dipartimento del nostro Ateneo, il VU University Medical Center di Amsterdam (NL), la Heinrich HeineUniversityClinic di Düsseldorf (D), inoltre due centri di ricerca di altissimo profilo, il Fraunhofer Institute di Darmstadt (D) e il Technical Research Centreof Finland – VTT(FIN) e tre aziende tecnologiche Velti (GR), OneToNete STmicroelectronics. Trasferire nuove tecnologie diagnostiche e modelli predittivi dai più avanzati laboratori di ricerca Europea in ospedale: questa è la sfida che affronta il progetto OraMod, co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del 7° Programma Quadro. Il progetto prosegue la ricerca iniziata nel 2008 dal progetto NeoMark, anch’esso finanziato dal 7° Programma Quadro della Commissione Europea, il quale ha individuato un set di marcatori clinici, radiologici e genomici collegati alle recidive dei tumori del cavo orale, una patologia sempre più frequente e con alto grado di mortalità.
Facendo propri i risultati delle ricerche più avanzate in ambito oncologico e degli sviluppi tecnologici nel campo della genomica, della diagnostica per immagini e dei modelli bio-statistici predittivi, il progetto, coadiuvato dai nostri docenti della Chirurgia Maxillo-Facciale, metterà a disposizione dei clinici una piattaforma tecnologica che permetterà di individuare precocemente i pazienti a maggior rischio.
Il progetto, analizzando le decine di migliaia di informazioni a livello clinico, radiologico e genomico di ciascun paziente, sarà in grado di individuare all’atto della diagnosi i pazienti maggiormente esposti a recidive, per i quali sarà possibile attuare percorsi di cura specifici, personalizzati ed efficaci. Un innovativo strumento diagnostico basato su un “lab-on-chip” personalizzabile permetterà l’individuazione dei marcatori genomici.

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