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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 30 dicembre 2013

Ospedali Lazio 2014:Molte ombre poche luci

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 dicembre 2013

Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti (Photo credit: Niccolò Caranti)

“Parafrasando lo slogan che ci ha accompagnato per tutta la campagna elettorale, possiamo dire che il nuovo inizio per la sanità del Lazio, il presidente e commissario Zingaretti lo ha soltanto immaginato”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato. “Rileggendo gli intendimenti del candidato su un volantino diffuso prima delle regionali, possiamo tranquillamente affermare che tanti obiettivi propagandati sono rimasti soltanto sulla carta. Esaminiamoli nel dettaglio”, invita Maritato. “Una nuova sanità più vicina alle persone, esordisce Zingaretti. Ma nei pronti soccorsi zeppi di barelle, tranne estemporanee visite di ministri, si sono mai viste le autorità regionali? Hanno mai raccolto il grido di dolore di pazienti, operatori, parenti? Per non parlare di merito e trasparenza: al di là di qualche dato pubblicato sul sito regionale, in fatto di nomine e meritocrazia nelle nostre aziende tutto procede come prima. Stuoli di consulenti, senza minimamente esperire procedure per verificare la dotazione di risorse interne. L’assurdo si raggiunge poi valutando il capitolo del controllo e la valutazione, nella sezione in cui si parla di rilancio dell’Asp, agenzia di sanità pubblica le cui competenze, al contrario, sono state assorbite dagli uffici regionali. Stesso discorso per il Piano sanitario regionale e le cure territoriali. Al di fuori degli annunci sulle fantomatiche Case della Salute, con i medici di famiglia fermamente intenzionati a stabilire le proprie condizioni, sul territorio non c’è nulla. E che dire della beffa dei direttori generali? Annunciata in pompa magna l’imminente nomina, su tali designazioni è sceso un silenzio assordante mentre Asl e ospedali navigano a vista”.

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Turismo fine anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 dicembre 2013

venezia 006

venezia 006 (Photo credit: c77pl)

Sul fronte dell’indice di turisticità territoriale, tra i comuni capoluoghi di provincia, primo per pressione turistica è quello di Venezia con 36 presenze turistiche per ogni residente, seguito da quello di Verona con 6. Fra le città d’arte e le città di interesse turistico del Veneto analizzate nello studio si evidenzia l’indice di turisticità territoriale, di 378 presenze turistiche per ogni residente, segnato dal comune di Caorle.Nel Comune di Venezia si registra una densità turistica pari a 9.873 arrivi per km², ma escludendo le acque il valore sale a 26.179. Se si considerasse la superficie calpestabile della sola città storica, ovvero Venezia con le isole minori (Murano, Burano, Torcello, Pellestrina, ecc.), senza il Lido e la Terraferma, si raggiungerebbe la cifra di quasi 130.000 arrivi per km². Il dato è emerso da una ricerca del Cesdoc, Centro Studi dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Venezia che ha analizzato gli effetti del turismo nel Veneto nell’anno 2012 mediante l’utilizzo di alcuni indicatori turistici esaminando tre gruppi di città: i capoluoghi di provincia veneti, le principali città del comprensorio turistico città d’arte in Veneto[1] unitamente ad alcune città d’interesse turistico – artistico[2] e le principali città d’arte italiane.Lo studio, elaborando dati provenienti da fonti varie tra cui Regione Veneto, DemoIstat, Istat e Servizio Statistica e Ricerca Comune di Venezia, ha utilizzato quattro indicatori: la turisticità territoriale, ovvero il rapporto tra la popolazione residente e le presenze turistiche; la densità turistica, correlazione tra gli arrivi turistici di una località e la sua superficie espressa in km²; lo sfruttamento territoriale, che misura la sostenibilità dell’impatto dei residenti e dei turisti sulla superficie cittadina e si esprime attraverso il rapporto tra (arrivi per km² + residenti per km²)/100, ed infine il rapporto tra arrivi e popolazione residente.Considerando le città venete capoluogo di provincia si evidenzia come la maggiore pressione esercitata dal turismo gravi su Venezia, con un indice di turisticità territoriale pari a 36 presenze turistiche per ogni residente, seguito a larga distanza da Verona con un valore di 6 e Padova con 5. Considerando invece l’indice di densità turistica il valore più elevato è per Venezia con 9.873 arrivi per km², seguita da Padova (6.084 arrivi per km²).Per quanto riguarda le città analizzate facenti parte del comprensorio turistico città d’arte in Veneto unitamente alle principali città di interesse turistico-artistico, Caorle risulta il comune con la maggiore pressione turistica: l’indice di turisticità territoriale infatti tocca il valore di 378 presenze turistiche per ogni residente. Seguono Venezia, con 36 presenze turistiche ogni residente ed Asiago con 34.In particolare per Venezia, distinguendo i flussi per le zone che compongono il Comune, ovvero città storica (che comprende il centro storico assieme alle isoli minori), Lido e terraferma, il quadro di analisi mette in evidenza il peso maggiore del turismo per la città storica. Se globalmente per il Comune di Venezia si registra un indice di turisticità territoriale pari a 36 presenze turistiche ogni residente, per la sola città storica (centro storico insulare e isole minori) si raggiunge la cifra di 88 turisti ogni residente, mentre per il Lido il valore si attesta a 30 e per la terraferma a 14. Un fenomeno molto importante di cui tener conto a Venezia è quello dei turisti escursionisti, che vanno ad aggiungersi ai turisti pernottanti; considerando la stima degli escursionisti, calcolati in 14.500.000 persone, l’indice di turisticità specifico è di 204 escursionisti ogni residente della città storica e di 247 escursionisti ogni residente del solo centro storico.Messa a confronto con le principali città d’arte italiane (Firenze, Napoli, Milano e Roma), Venezia è prima per pressione turistica, con indice di turisticità territoriale pari a 36 presenze turistiche per ogni residente, seguita da Firenze con 22; risulta terza per densità turistica, con 9.873 arrivi per km², ma, considerando la superficie con l’esclusione delle acque (26.179 arrivi per km²), salirebbe di una posizione diventando seconda solo al capoluogo toscano (32.151 arrivi per km²).Analizzando la Provincia, oltre al capoluogo, tra le altre città d’arte prese in esame Noventa di Piave evidenzia il valore più elevato (dopo Venezia) dell’indice di turisticità territoriale, con un valore pari a 27 presenze turistiche per ogni residente e dell’indice di densità turistica, con 6.826 arrivi per km². I dati di Noventa sono influenzati dalla presenza nel comune di un polo commerciale che attrae un numero considerevole di visitatori. Mira rileva invece il valore più basso per gli indici analizzati, in particolare 4 per l’indice di turisticità territoriale e 821 arrivi per km² per la densità turistica.Tra le città di interesse turistico-artistico è Caorle a evidenziare i valori più elevati con un indice di turisticità territoriale pari a 378, seguita a distanza da Chioggia (26) e Mirano (4) e un indice di densità turistica pari a 4.024 arrivi per km², seguita a distanza da Mirano (1.222) e Chioggia (1.073).

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Inso si aggiudica un ospedale in Corsica

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 dicembre 2013

ospedaleINSO Sistemi per le Infrastrutture Sociali S.p.A, società del Gruppo Condotte, si è aggiudicata l’appalto per la costruzione dell’Ospedale di Ajaccio, capoluogo della Corsica, per un valore di oltre 84 milioni di euro. INSO, specializzata nella realizzazione di ospedali chiavi in mano e nella fornitura di tecnologie medicali, ha partecipato alla gara internazionale come Capogruppo di un pool di imprese corse e di importanti studi di progettazione francesi, affermandosi con successo su concorrenti francesi e italiani tra i più qualificati del settore, come Vinci, Pizzarotti e Fayat.Questa aggiudicazione non solo rafforza il posizionamento sul mercato francese di INSO, già presente in Guadalupa e Martinica, ma rappresenta un ulteriore tassello nella crescita complessiva del Gruppo Condotte, che secondo le recenti classifiche ENR dei top international contractors è al 15° posto al mondo nello specifico settore della Sanità.La società INSO è stata acquisita nell’estate 2012 dal Gruppo Condotte, un’operazione finalizzata a sostenere e promuovere le attività della società con sede principale in Toscana. Il successo in questa ultima gara testimonia il rilancio anche sul mercato internazionale della INSO, resa ancora più competitiva dopo l’entrata nel Gruppo Condotte.L’Ospedale Generale di Ajaccio, con i sui 326 posti letto, sarà la nuova struttura di riferimento per tutta la Corsica. Si estenderà su una superficie di circa 42.000 metri quadrati, su 6 livelli fuori terra e 3 seminterrati, ed offrirà tutti i servizi per la cura del paziente, tra i quali pronto soccorso, radiologia, medicina generale, chirurgia con 8 sale operatorie, ginecologia e ostetricia, rianimazione, unità di cura intensiva cardio-vascolare. La struttura sarà costruita nel più stretto rispetto delle norme ambientali e del risparmio energetico.La firma del contratto è prevista a Gennaio 2014. I lavori di progettazione definitiva e costruzione dureranno complessivamente 46 mesi.

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Crisi e povertà in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 dicembre 2013

Clochards in Marseille / Tramps in Marseille, ...

Clochards in Marseille / Tramps in Marseille, France (Photo credit: Nationaal Archief)

Il rapporto Famiglie e lavoro 2013 curato da Italia Lavoro mette in luce l’impatto della crisi sulle famiglie dal punto di vista della condizione occupazionale. Un impatto pesante: preoccupanti sono le ripercussioni del fenomeno dei Neet, cioè dei giovani che non lavorano, non studiano e non fanno formazione: 1.967.888 famiglie (cioè il 28,9% di quelle con almeno un componente di 15-29 anni) ha almeno un Neet tra i suoi membri e il 12,7% ne ha addirittura più di uno. Le percentuali più preoccupanti si registrano nelle maggiori regioni del Sud, cioè in Calabria (42,4%), Sicilia (44,8%), Campania (42,9%), e Puglia (39,2%). La crisi economica ritarda inoltre l’emancipazione giovanile: nel 2012 quasi 4,7 milioni di ragazzi di 20-29 anni vivono con i loro genitori, di cui il 14,7% (690 mila) sono disoccupati, il 31,6% (1,5 milioni) inattivi che studiano e il 13% (610 mila) inattivi che non studiano. Complessivamente oltre il 20% (cioè 5.544.239 famiglie) del totale delle famiglie italiane ha almeno un componente in difficoltà (disoccupati, lavoratori a termine, in cassa integrazione, in part time involontario); il 3,2% ne ha almeno uno in estrema difficoltà: in 809.98 famiglie c’è infatti almeno una persona che a un anno dalla perdita del lavoro non è riuscita a trovarne un altro.“La crisi non solo impoverisce le famiglie, ma ne cambia gli equilibri e crea tensioni nella cellula fondamentale della società – sostiene il presidente di Italia Lavoro Paolo Reboani – le famiglie sono colpite da fenomeni come lo scoraggiamento giovanile, l’inattività e la tendenza a rimanere nella casa dei genitori ben oltre i tempi fisiologici: su 10 famiglie con un giovane di 20-29 anni, quasi tre hanno un Neet al loro interno e sono oltre 600 mila gli inattivi di questa età che non studiano. Per invertire la tendenza occorrerebbe un colpo di reni attraverso tutti gli strumenti di politica economica, ma sappiamo che le risorse disponibili non bastano a fronteggiare un’emergenza di questo genere. Una prima risposta potrà tuttavia arrivare dall’attuazione della Garanzia giovani, da gennaio 2014, con l’utilizzo di fondi europei e nazionale per allargare il bacino di utenza dei servizi per il lavoro e potenziare il ruolo della scuola come punto di primo orientamento”.

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Natale Amazon

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 dicembre 2013

English: Photographic composition of Granmata ...

English: Photographic composition of Granmata Papyre, Movistar Ebook bq and Amazon Kindle. Español: Composición fotográfica del Granmata Papyre, Movistar Ebook bq y Amazon Kindle. (Photo credit: Wikipedia)

Amazon annuncia oggi che la stagione natalizia 2013 appena terminata si è rivelata la migliore di sempre, con oltre 36,8 milioni di prodotti ordinati in tutto il mondo nel giorno di picco, vale a dire con un ritmo da record di 426 prodotti ordinati al secondo. Amazon quest’anno ha consegnato in 185 nazioni. Per Amazon.it, il giorno di picco di quest’anno è stato il 16 dicembre, quando i clienti hanno ordinato oltre 158.000 prodotti tra tutte le categorie disponibili sul sito per un equivalente di 109 ordini al minuto. “Siamo estremamente grati ai milioni di clienti in tutto il mondo che hanno reso questa di Amazon la miglior stagione natalizia di sempre”, ha dichiarato Jeff Bezos, fondatore e CEO di Amazon.com. “Auguriamo a ognuno di loro buone feste e tutto il meglio per il prossimo anno”.I fatti principali dei contenuti digitali Amazon (aggiornati al 20 dicembre):La selezione di contenuti digitali Amazon nel 2013 è cresciuta fino a raggiungere oltre 27 milioni di canzoni, eBook, app e giochi più film, programmi TV e riviste attraverso app;
La selezione mondiale di App-Shop Amazon è più che raddoppiata: presenti oltre 100.000 app e giochi su App-Shop Amazon e sui tablet Kindle Fire;I fatti più salienti della stagione natalizia 2013 di Amazon.it:Il giorno che ha registrato il picco di ordini è stato il 16 dicembre 2013, i clienti hanno ordinato più di 158.000 articoli – più di 109 prodotti al minuto.

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$i£vio….ma quanto ci costi!

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 dicembre 2013

English: Silvio Berlusconi Deutsch: Silvio Ber...

English: Silvio Berlusconi Deutsch: Silvio Berlusconi (Photo credit: Wikipedia)

Il popolo italiano, elettore o meno di Berlusconi, si ritrova a dover pagare i costi esorbitanti inerenti la sicurezza personale e dei beni personali dell’ex presidente del consiglio, ex senatore.
Ricorderemo queste festività del 2013 come le più parsimoniose, con più rinunce che non soddisfazioni, ma c’è la crisi…! Abbiamo rinunciato ai regalini per i bambini, ai cibi costosi, alle lusinghe dei negozi vanamente illuminati, ma non abbiamo potuto rinunciare a sperperare oltre 3 milioni di spese annuali per garantire a Silvio Berlusconi, la scorta, le auto blindate e la vigilanza delle sue numerose dimore.
Il paradosso ci viene sbattuto in faccia senza il minimo pudore, senza che nessuno si prenda la briga di eliminare privilegi senza alcun senso, ma utili solamente ad esaltare la megalomania del personaggio, che ama esibirsi in pubblico circondato da una schiera di protettori, come se fossero fedeli seguaci.
Analizziamo i fatti:
· non è più Senatore in quanto condannato in via definitiva per frode fiscale;
· in attesa di altri giudizi pendenti per cui è già stato anche condannato in primo grado a 7 anni di reclusione, e alla interdizione a vita dai pubblici uffici;
· è stato cacciato dal Senato della Repubblica Italiana in quanto pregiudicato.
Malgrado questo poco onorevole curriculum, non solamente bivacca a sua discrezione, ancora a piede libero, indisturbato, per il Paese, ma a nostre spese circola con auto blindate e decine e decine di uomini di scorta pagati dai nostri Servizi Segreti a cui le guardie del corpo sono state assimilate.
Le sue vantate oltre venti abitazioni sono presidiate da centinaia di carabinieri, sottratti al loro compito di sicurezza, perché lo stesso Berlusconi, da presidente del consiglio, indicò tali abitazioni come sedi istituzionali del PdC, quindi presidiate, controllate, ristrutturate e mantenute a spese dei contribuenti, anche in questo periodo di Spending review.
Non mi dilungo a descrivere le leggine create apposta per assumente tali guardie del corpo, che ammontano a 40 persone divise in due gruppi di venti; poiché hanno 12 h. di turno, al posto delle 6,30 h. di servizio, godono anche di 5,30 h. di straordinario al giorno; si tratta di persone non assunte con regolare concorso, ma scelti (nominati) dallo stesso B. (con altra leggina) e prelevati dalle sue aziende Mediaset e Standa (allora di sua proprietà), quindi elevati al rango di agenti speciali con stipendio riservato ai vari 007.
La cifra annuale supera i tre milioni di euro l’anno, pari a sei miliardi delle vecchie lire, oltre alla sottrazione dal servizio dei tanti militari dell’arma, chiamati a tutelare le sue dimore e quelle dei figli e parenti prossimi. $i£vio, ma quanto ci costi !?!? (Rosario Amico Roxas)

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