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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Archive for 3 febbraio 2014

WJC Praises Scarlett Johansson, Condemns Oxfam Over Boycott Issue

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 febbraio 2014

Scarlett_Johansson_by_Gage_SkidmoreNEW YORK — The World Jewish Congress today praised Scarlett Johansson and condemned the charity Oxfam for ending its seven-year association with actress over her defense of an Israeli company that employs Palestinian workers at a West Bank factory.“We applaud Miss Johansson for her forthright defense of economic cooperation between Israelis and Palestinians and for standing up to the international bullies. She is a role model for others confronted with insidious anti-Israel pressure, and we encourage other Hollywood, media and entertainment personalities to follow her lead,” said WJC CEO Robert Singer. “By ending its association with Miss Johansson, its longtime ambassador, Oxfam has chosen to align itself with the unprincipled and anti-Semitic BDS movement. This was a cowardly act that Oxfam should realize is a reprehensible and damaging mistake.”Oxfam parted ways with Johansson, who had been an Oxfam ambassador since 2007, after she recently became the brand ambassador of an Israel company, SodaStream. The company employs Palestinian workers at a factory in the West Bank city of Maale Adumim. Organs of the BDS movement had called on Oxfam to immediately sever its ties with Johansson.In public statements over the past week, Johansson defended SodaStream as committed to “building a bridge to peace between Israel and Palestine, supporting neighbors working alongside each other, receiving equal pay, equal benefits and equal rights” and said that she is a “supporter of economic cooperation and social interaction between a democratic Israel and Palestine.”
Yesterday, Johansson issued a statement saying she “has respectfully decided to end her ambassador role with Oxfam after eight years because “she and Oxfam have a fundamental difference of opinion in regards to the boycott, divestment and sanctions movement.”

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Farmaci salvavita

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 febbraio 2014

farmaciI farmaci anticancro salvavita devono essere subito disponibili su tutto il territorio. Oggi non è così. In alcune Regioni si registrano ancora ritardi di 50 mesi prima dell’inserimento nei prontuari locali delle terapie innovative che hanno già ottenuto il giudizio positivo dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). La grave situazione, già denunciata due anni fa, non è migliorata. Inoltre l’esame da parte dell’agenzia regolatoria per la registrazione dei nuovi farmaci deve avvenire in tempi certi, senza dilazioni: la legge che stabilisce il termine dei 100 giorni non è applicata. Per questo l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), la Società Italiana di Ematologia (SIE) e la Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO) hanno presentato alla Commissione Igiene e Sanità del Senato e alla Commissione Affari Sociali della Camera un documento programmatico con due proposte da attuare in tempi brevi, illustrate oggi al convegno nazionale “Farmaco e sostenibilità nella cura del paziente oncologico”, che si svolge alla Camera dei Deputati (Palazzo Marini). Da un lato, clinici e pazienti chiedono che possa essere considerata la rimodulazione del “Decreto Balduzzi”, per consentire l’accesso immediato a tutti i farmaci salvavita e non solo a quelli considerati innovativi. Dall’altro, è necessario attivare uno stretto monitoraggio sul rispetto del termine dei 100 giorni per l’esame delle terapie innovative da parte dell’AIFA. Nel nostro Paese 2 milioni e 800mila persone vivono con una diagnosi di tumore (erano quasi 1.500.000 nel 1993 e 2.250.000 nel 2006). I nuovi casi registrati nel 2013 sono stati 366mila. “Siamo consapevoli – afferma il prof. Stefano Cascinu, presidente AIOM – che il contenimento dei costi rappresenti una priorità e noi siamo pronti a fare la nostra parte. Per garantire la sostenibilità del sistema sanitario, messo a dura prova dai tagli determinati dalla spending review, la parola d’ordine è appropriatezza: vi sono cure di non comprovata efficacia che costano ogni anno circa 350 milioni di euro. Anche nel settore oncologico si deve procedere all’eliminazione di spese improprie, per rendere più efficiente l’organizzazione dei servizi e più efficace l’utilizzo delle risorse. Non possiamo però accettare l’idea di porre la spesa farmaceutica oncologica come l’origine di tutti i problemi. L’impatto economico per le terapie antitumorali è rimasto sostanzialmente stabile negli ultimi anni. Le varie commissioni regionali spesso non sono altro che inutili duplicati dell’agenzia regolatoria europea (EMA) e di quella italiana (AIFA). Il terzo livello di approvazione deve essere eliminato”. L’ostacolo pareva risolto con il cosiddetto “Decreto Balduzzi” (D.L. 13 settembre 2012, n. 158, convertito con modificazione dalla Legge 8 novembre 2012, n. 189). “Questo provvedimento – spiega il prof. Francesco De Lorenzo, presidente FAVO – avrebbe dovuto eliminare le precedenti, inaccettabili disparità di trattamento nelle varie Regioni e assicurare ovunque la disponibilità dei farmaci innovativi, riducendo la mobilità interregionale. Ma, a oggi, tutte le diseguaglianze denunciate negli anni precedenti non sono state risolte. La battaglia è stata vinta solo sulla carta, con la conseguenza che le Regioni continuano a limitare l’accesso alle terapie salvavita, indipendentemente dall’approvazione dell’AIFA. La mancata applicazione del ‘Decreto Balduzzi’ dipende da un’interpretazione limitativa del concetto di innovatività. Di fatto l’agenzia regolatoria non attribuisce questo requisito ai farmaci salvavita già in commercio. Ma va sottolineato che si tratta di cure erogate sotto stretto monitoraggio dell’AIFA ed è quindi esclusa ogni forma di inappropriatezza”. Oggi anche i cosiddetti big killer (tumore del polmone, colon retto, seno, prostata e stomaco) fanno meno paura grazie alla diagnosi precoce e a terapie sempre più efficaci: basti pensare che il 63% delle donne e il 57% degli uomini è vivo a cinque anni dalla diagnosi. “La non disponibilità di cure adeguate – sottolinea il prof. Fabrizio Pane, presidente SIE – implica costi ingenti, che per i pazienti oncologici sono stati stimati in decine di miliardi di euro. Va ricordato che proprio l’ematologia ha aperto più di 10 anni fa la strada ai cosiddetti farmaci intelligenti, che sono stati applicati con successo anche nel trattamento di altre neoplasie. Le terapie mirate hanno rivoluzionato la cura delle leucemie, colpendo in modo selettivo il difetto molecolare”. Un altro punto critico è rappresentato dai tempi di approvazione dell’AIFA, ancora troppo lunghi. Dopo il giudizio positivo da parte dell’EMA (European Medicines Agency), trascorrono in media 12-15 mesi perché un nuovo farmaco riceva l’ok dall’agenzia regolatoria italiana. “Per superare questi ritardi – continua il prof. Francesco Cognetti, presidente della Fondazione Insieme contro il cancro -, a seguito delle sollecitazioni avanzate da FAVO e AIOM e fatte proprie dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il Governo Letta lo scorso luglio ha approvato un emendamento al ‘Decreto del Fare’. È stato stabilito l’obbligo per l’AIFA di valutare, ai fini della classificazione e della rimborsabilità da parte del servizio sanitario, le domande dei farmaci innovativi entro un periodo massimo di 100 giorni. Ma questa legge, allo stato attuale, non sembra sia applicata né applicabile. Chiediamo che il Parlamento si attivi per monitorare, anche attraverso un Sindacato Ispettivo, il rispetto di questa legge. Altrimenti vanno fissati termini diversi, ma certi”. La spesa farmaceutica ospedaliera dovrebbe rispettare il tetto del 2,4% del finanziamento al sistema sanitario cui concorre lo Stato. Ogni anno, invece, si registrano sforamenti che comportano il superamento del 5% del finanziamento a programma, con importi vicini ai 3 miliardi di euro che poi devono essere ripianati. Va ricordato che le terapie oncologiche rappresentano il 25% della spesa ospedaliera per i medicinali, ma incidono solo sul 4% del totale di quella ospedaliera. “I vincoli sempre più stringenti dettati dalla spending review impongono nuove forme organizzative – sottolinea il prof. Cascinu -. A differenza dei decenni precedenti, in cui la maggioranza degli antitumorali erano chemioterapici da somministrare periodicamente per via endovenosa, molti trattamenti recentemente approvati sono a bersaglio molecolare, spesso caratterizzati dall’assunzione quotidiana e dalla via di somministrazione orale. Queste terapie rappresentano un’importante sfida per gli oncologi, anche a livello organizzativo”. “Come azienda farmaceutica il nostro impegno non si esaurisce nell’investire in ricerca e sviluppo per rendere disponibili i nuovi farmaci – conclude il dott. Luigi Boano, General Manager Novartis Oncology Italia -. Concentriamo i nostri sforzi nell’individuazione di marcatori biologici che permettano di sapere in anticipo quali pazienti trarranno giovamento dai nuovi trattamenti. Lavoriamo a fianco della comunità oncologica ed ematologica per assicurare insieme l’impiego appropriato dei nostri farmaci, coscienti che la sostenibilità del sistema sia anche nostra responsabilità”.

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Gesù cacciò i mercanti dal Tempio

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 febbraio 2014

mercantiRoma, parroco filma, blocca e fa arrestare ladro di elemosine (Il Messaggero del 2 feb. 2014) e Rosario Amico Roxas commenta: Molto tempo addietro, quando frequentavo la Chiesa Madre e servivo la Messa, ero solito soffermarmi con l’arciprete e insieme si andava a rendere visita ad un mio parente mons. Vassallo, arcivescovo e già nunzio apostolico a Berlino.Era una delle solite domeniche, ma l’arciprete volle soffermarsi in Chiesa, e capii dopo il motivo. Mimetizzati dietro una colonna vedemmo un uomo prostrato nell’inginocchiatoio, sembrava che pregasse. Fu allora che il sacerdote gli si avvicinò e con molta dolcezza gli chiese: “Perchè prendi le elemosine ? Ti appartengono, non hai bisogno di prenderle di nascosto; sono un dono dei fedeli, destinate a chi ne ha più bisogno, e tu ne hai certamente bisogno”.
Ricordo benissimo che non usò il termine “rubare”, ma solo “prendere di nascosto”. Così aprì con la chiave lo sportello sovrastante l’inginocchiatoio, prese tutti i soldi (molti erano biglietti da due lire) e li porse all’uomo, aggiungendo anche del suo. Questi piangeva, certamente per la vergogna. Rivolto a me chiese se avevo soldi, e ne avevo; era la paghetta settimanale di 10 lire (eravamo alla fine degli anni ‘40 !) Li prese e li aggiunse a quanto aveva già dato all’uomo.
Questi era in lacrime e chiedeva perdono, ma il bisogno era tanto e non aveva di che comprare il pane. L’arciprete lo benedisse aggiungendo: “Non ho nulla da perdonarti, Gesù cacciò i mercanti dal Tempio e tu non sei un mercante da cacciare ma un figlio prediletto di Dio; va in pace e torna quando hai bisogno”. (Rosario Amico Roxas)

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Usura bancaria e imprenditori

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 febbraio 2014

soldi-pubblici“Abbiamo intrapreso un cammino difficile e tortuoso contro l’anatocismo e i tassi definibili usurai degli istituti di credito ora stiamo raccogliendo i primi consistenti frutti. Stiamo seguendo la vicenda di un imprenditore di Carceri (pd) il sig.Roberto G. che dopo essersi ritrovato con alcune proprietà all’asta, lui e la sua famiglia, a causa della morsa usuraria delle banche dove aveva acceso alcuni prestiti assieme a noi denuncia gli istituti di Unicredit, Intesa San Paolo, Equitalia e Banca Atestina di credito cooperativo”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato. “A oggi, dopo le denunce presentate ci auguriamo che il Gip blocchi l’asta del prossimo 7 febbraio in quanto riteniamo che un imprenditore non può pagare per i vizi del debito pubblico generato dal perverso sistema del signoraggio che produce usura bancaria ed anatocismo. Questo lo possiamo dire in quanto abbiamo provveduto con il nostro ufficio commerciale al ricalcolo degli interessi trimestrali solo sul capitale depurato dagli addebiti a carico del correntisti ed effettuati a titolo di spese. Inoltre – precisa Maritato – sulla scorta dei conteggi si evince che le banche menzionate hanno applicato il sistema di capitalizzazione composta degli interessi violando l’articolo 1283 del codice civile. In virtù di questi fatti inoltre assieme all’imprenditore abbiamo diffidato i legali e i delegati degli istituti in questione a compiere qualsiasi atto sia lesivo oltremodo del patrimonio del nostro cliente. Riteniamo che su questi fatti la magistratura deve attivarsi e aprire un’inchiesta approfondita per evitare che – conclude Maritato – situazioni del genere si reiterano senza freno e ledano interessi imprenditoriali importanti del nostro tessuto produttivo”.

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Mutilazioni genitali femminili

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 febbraio 2014

mutilazioni genitali06 febbraio: Giornata Mondiale indetta dall’ONU per l’eliminazione delle mutilazioni genitali femminili (Mgf).
Nonostante continui sforzi per indurre l’abbandono delle pratiche della mutilazione dei genitali, nonostante sempre più comunità abbiano abbandonato l’uso di queste pratiche, incombe ancora questa orribile minaccia per milioni di bambine e ragazze in tutto il mondo. L’infibulazione e le altre pratiche che minano la salute fisica e psicologica delle giovanissime sono ancora molto diffuse.
Le stime parlano di più di 125 milioni di ragazze e donne mutilate in quasi 30 Paesi in Africa e in Medio Oriente. Ma si registrano casi di Mgf anche in Europa, Australia, Canada e Stati Uniti. Si tratta di avvenimenti che si compiono nella più totale illegalità e, per questo motivo sono difficile da censire statisticamente. L’Associazione Genere Femminile è dalla parte di chi sostiene che tutti insieme dobbiamo e possiamo fare molto. Insieme, governi e società civile, possiamo eliminare questo fenomeno e aiutare ragazze e donne ad avere una vita più sana e completa. Non è facile confrontare indagini ma, dai dati e analisi sul tema a disposizione, si evince che le ragazze più giovani tendono a sottrarsi alla pratica con maggiore efficacia rispetto a quanto riuscissero a fare le loro coetanee negli anni precedenti.
Molti programmi di organizzazioni internazionali basati sul rispetto dei diritti umani e con un approccio sensibile alle diverse culture, stanno contribuendo a porre fine alla pratica. Il cambiamento può avvenire se ci si rivolge direttamente alla comunità, ai leader religiosi, alle donne, in particolare le più anziane, per far loro conoscere gli effetti nocivi delle Mgf. Importante è stato l’impegno dell’Italia e del resto del mondo da un punto di vista legislativo. Occorre consolidare e intensificare l’impegno politico globale, sostenere altre azioni nazionali e pianificare strategie specifiche per costruire un più ampio movimento di opinione che contribuisca a condannare senza mezzi termini le Mgf perché tanti ostacoli devono ancora essere superati.
“Teniamo presente – sottolinea Cotrina Madaghiele, presidente dell’Associazione Genere Femminile – che le Mgf sono pratiche dannose, umilianti, dolorose, con effetti nocivi sulla salute riproduttiva e sessuale delle donne, ma sono anche una grave violazione dei diritti umani fondamentali delle donne”. Ecco perché la chiave per rompere il ciclo di violenze e promuovere i diritti umani è di rendere le donne e le ragazze più consapevoli dei propri diritti anche riguardo alla loro salute sessuale e riproduttiva.

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Sanità: corruzione

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 febbraio 2014

“Al malaffare non c’è mai fine. Non vogliamo demonizzare nessuno ma le preoccupanti vicende che si sono susseguite e hanno visto truffe e raggiri ai danni della sanità pubblica, in questi anni stanno sempre più aumentando”. L’analisi è del presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato, che continua: “Le ultime, in ordine di tempo, sono Villa delle Querce a Nemi e Villa Gaia a Nettuno, che secondo la procura, presentavano fatture alla Regione Lazio con richieste di rimborsi per prestazioni mai effettuate e avrebbero curato patologie per cui non avevano l’accreditamento regionale. Considerate le condizioni del servizio sanitario – continua il presidente – i controlli da parte delle forze dell’ordine preposte ma, soprattutto da parte della Regione Lazio debbono essere intensificati. Basta con la sanità sportello bancomat – continua Maritato – tali episodi arricchiscono piccoli gruppi di potere e impoveriscono i cittadini contribuenti, sia sul piano economico che su quello dell’offerta sanitaria, restringendo sempre di più le possibilità di prestazioni a chi non se le può permettere”. Per gli episodi finiti sotto la lente d’ingrandimento, sono stati indagati i gestori e gli amministratori delle cliniche Mario e Simonetta Garofalo, Maurizio Pigozzi, Fabrizio Nanni e Rosolino Bartolotti. “Nomi e famiglie ricorrenti nella gestione della sanità privata del Lazio – ha chiosato Maritato – per questo, chiediamo al presidente Zingaretti di intensificare i controlli e punire in modo esemplare i responsabili”.

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Moody’s alza il rating di Iccrea BancaImpresa di tre gradini

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 febbraio 2014

L’agenzia americana di rating Moody’s, ha elevato di tre gradini (a B1 da Caa1) il rating “standalone” di Iccrea BancaImpresa, controllata dal gruppo Iccrea e specializzata nella fornitura di servizi alle imprese clienti delle Bcc. Inoltre, anche il rating a lungo termine è migliorato di un “notch”, passando da Ba3 a Ba2, con outlook stabile. Il giudizio è arrivato a conclusione di un processo di review del rating dell’istituto del mondo cooperativo iniziato lo scorso maggio. Dopo tanti downgrade, dunque, arriva finalmente un apprezzamento internazionale per una banca italiana, inserita a pieno titolo nel movimento cooperativo, impegnato da sempre, con una fitta rete di presenze e collaborazioni, a sostenere l’economia reale dei territori e delle nostre comunità. Per Moody’s, il miglioramento del rating «incorpora un’aspettativa di un moderato supporto dell’ampio settore bancario cooperativo». Il rialzo mette in evidenza i buoni coefficienti di solvibilità e la forza patrimoniale della banca cooperativa (577 mln di euro): il Gruppo bancario Iccrea Holding, il cui intero capitale è detenuto dalle Bcc, è l’undicesimo gruppo bancario italiano con oltre 47,8 mld di euro di asset.

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