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La storia naturale della pressione arteriosa

Posted by fidest press agency su domenica, 23 febbraio 2014

pressione arteriosaSe nei 25 anni che separano un giovane adulto dalla mezza età la pressione aumenta, cresce anche il rischio di aterosclerosi coronarica, misurabile dal grado di calcificazioni delle arterie cardiache. Questo è quanto emerge da uno studio pubblicato su Jama e coordinato da Norrina Allen, ricercatrice alla Feinberg school of medicine della Northwestern university di Chicago. «La pressione sanguigna è un importante fattore di rischio per la malattia cardiovascolare, ma gli attuali modelli predittivi considerano solo i valori misurati al momento di stimare la morbilità coronarica, cosa che di solito si fa nella mezza età o più avanti, senza considerare l’effetto potenziale dei valori pressori nel corso del tempo» spiega la ricercatrice, che assieme ai colleghi ha provato a correlare le tendenze pressorie all’estensione delle calcificazione coronariche (Cac) nei 4681 partecipanti allo studio Cardia, Coronary artery risk development in young adults, ambosessi bianchi e neri fra 18 e 30 anni all’inizio dello studio, nel 1985-1986. Durante i 25 anni di follow-up i ricercatori hanno misurato pressione sistolica, diastolica e mediana identificando cinque distinte sottopopolazioni in base alle variazioni di pressione registrate fino alla mezza età: il 22% dei partecipanti ha mantenuto bassi valori in tutto il follow-up; il 42% aveva livelli moderati persistenti; il 12% aveva livelli che aumentavano gradualmente; il 19% aveva la pressione alta in modo stabile e il 5% iniziava con valori elevati che aumentavano ancora durante il follow-up. «A conti fatti, la prevalenza di un punteggio di calcificazione coronarica elevato variava dal 4% nel primo gruppo al 25% nell’ultimo» riprende Allen. E conclude: «Anche se la pressione sanguigna è un fattore di rischio noto da decenni, questi risultati suggeriscono che il suo andamento a lungo termine può essere una preziosa fonte di informazioni sul rischio coronarico». E in un editoriale di accompagnamento Pantelis Sarafidis, dell’università di Salonicco, in Grecia, commenta: «I dati di Allen e colleghi approcciano in modo nuovo la valutazione del rischio di malattia cardiovascolare e aprono importanti prospettive nella prevenzione della malattia coronarica dimostrando l’esistenza di diverse possibili evoluzioni della pressione sanguigna nel quarto di secolo che separa un giovane adulto dalla mezza età».

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