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I deputati chiedono limiti alle spese per pagamenti con carta e garanzie per pagamenti online

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 aprile 2014

parlamento europeoLe commissioni che le banche addebitano ai rivenditori per l’elaborazione dei pagamenti con carta di credito e di debito potrebbero essere limitate, secondo nuove norme che sono state votate giovedì. Misure per rendere più sicuri i pagamenti online, ridurre i costi e dare agli utenti maggiori possibilità di scelta sono state inoltre adottate in una votazione separata nella stessa giornata.Secondo la Commissione, le tasse bancarie sui pagamenti con carta costano ai rivenditori europei oltre 10 miliardi di euro ogni anno. Queste tasse non sono ben conosciute dagli utenti di carte di credito e debito e sono diverse fra gli Stati membri, perché non sono fissate da alcuna legge, ma dalle autorità nazionali di concorrenza. I rivenditori pagano per ogni transazione con carta e normalmente aggiungono tali spese ai prezzi dei beni o dei servizi che vendono.Le spese che le banche fanno pagare per l’elaborazione di transazioni nell’ambito di regimi come Visa e MasterCard saranno limitate al 0.3% del valore della transazione per le transazioni con carta di credito e 7 centesimi di euro o 0.2% del valore della transazione (se inferiore) per quelle con carta di debito. I limiti si applicheranno sia alle transazioni nazionali sia a quelle nell’UE.Questi limiti saranno applicati per transazioni transnazionali e nazionali nell’UE e diverranno effettive un anno dopo l’entrata in vigore della norma. Col tempo, le tasse più basse dovrebbero tradursi in prezzi più bassi per gli utenti di carte.La legislazione UE in materia di quote di emissione CO2 per il settore dell’aviazione riguarderà solo i voli all’interno dell’UE fino all’inizio del 2017, e solo successivamente si applicherà a tutti i voli da e per l’UE, secondo le norme approvate giovedì dal Parlamento. Nell’atto, i deputati hanno anche richiesto agli stati membri di riferire come sono spese le entrate della vendita all’asta delle quote di emissione. “Per quanto riguarda l’ambiente, questo testo non è solo migliore rispetto alla posizione del Consiglio, ma anche migliore rispetto alla proposta della Commissione. Ringrazio i miei colleghi per aver dato il sostegno che la proposta meritava”, ha detto mercoledì il relatore Peter Liese (PPE, DE). L’accordo informale col Consiglio dei ministri, è stato approvato da 458 voti a favore a 120, con 24 astensioni, dopo aver incontrato l’opposizione, il mese scorso, della commissione ambiente.“L’elemento principe per noi riguarda il campo di applicazione. Il sistema di emissioni sarà nuovamente e completamente applicato dopo il 2016. Il Parlamento non poteva accogliere la volontà del Consiglio di “fermare il tempo” fino al 2020, Liese ha aggiunto.Nei negoziati, i deputati hanno anche assicurato l’introduzione di disposizioni che impongono agli stati membri di riferire come spendono i ricavi delle aste sulle quote ETS. Tali proventi, dovrebbero essere utilizzati per affrontare il cambiamento climatico e la ricerca di fondi, in particolare, per il trasporto a basse emissioni soprattutto nel settore aeronautico. Tale trasparenza è fondamentale per sostenere gli impegni internazionali dell’UE, secondo i deputati.

 

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