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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Mutilazioni bambini

Posted by fidest press agency su domenica, 15 giugno 2014

diffusione della praticaSei mesi dopo che gli intensi combattimenti hanno raggiunto Bangui, la capitale della Repubblica Centrafricana, dozzine di bambini sono stati uccisi, centinaia sono stati mutilati, migliaia sono sfollati. “Le violenze in Repubblica Centrafricana fanno torcere le budella per la loro brutalità e la loro ferocia ; i bambini non stati risparmiati”, ha dichiarato Souleymane Diabaté, Rappresentante UNICEF in Repubblica Centrafricana. “In media, negli ultimi sei mesi, almeno un bambino al giorno è stato mutilato o ucciso durante scontri. Il ciclo di brutalità e rappresaglie deve finire”. L’UNICEF ha verificato che 277 bambini sono stati mutilati e 74 uccisi negli ultimi sei mesi. I numeri attuali però sono molto più alti, comprese le morti e le malattie causati dal totale collasso dei servizi di base. A causa delle implacabili violenze e delle scarse condizioni di sicurezza in alcune parti del Paese, l’UNICEF non può verificare tutti i casi di violazioni nei confronti dei bambini.Un peggioramento della situazione nel paese, compresa la capitale, sta costringendo ancora una volta sempre più persone e bambini a lasciare le proprie case. Adesso più di mezzo milione di persone sono sfollate internamente, almeno la metà sono bambini.Altre 347.000 persone – due terzi delle quali bambini –hanno lasciato il paese e adesso vivono come rifugiati la maggior parte in Camerun, ma anche in Ciad, Repubblica Democratica del Congo e Repubblica del Congo. L’UNICEF sta lavorando a stretto contatto con i suoi partner per proteggerei bambini dalle violenze, realizzando spazi sicuri per l’istruzione e il supporto psicosociale per i bambini più colpiti. I minorenni separati dalle proprie famiglie sono stati registrati per essere riunificati ai propri familiari il prima possibile. I negoziati con i gruppi armati che hanno reclutato bambini sono in corso per assicurare il loro immediato rilascio e il reintegro nelle comunità quando possibile. L’UNICEF sta anche aiutando a fornire assistenza umanitaria ai bambini e alle famiglie sfollate, con acqua pulita, servizi igienico sanitari adeguati e altri beni di base come teloni per rifugi, stuoie di plastica e taniche per l’acqua. La mancanza di fondi è ancora un punto cruciale. La crisi nella Repubblica Centrafricana e nei paesi vicini è l’emergenza regionale su larga scala meno finanziata. I fondi richiesti sono aumentati a 120 milioni di dollari per il 2014, ad ora finanziati solo per meno del 25%.“Siamo impegnati a mantenere la rotta e a fare tutto ciò che possiamo per i bambini della Repubblica Centrafricana,” ha detto Diabaté. “La comunità internazionale deve fare la sua parte”.

 

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