Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 22 giugno 2014

Six Pevaeche tuna seiners confirmed Friend of the Sea following renewal audit

Posted by fidest press agency su domenica, 22 giugno 2014

pevaechePevaeche’s purse seiners have successfully undergone Friend of the Sea renewal audit. The Pevaeche commercial group is composed of six vessels fishing in the Atlantic area and owned by Pevasa S.A Inpesca S.A. and Atuneros Vascos.Yellowfin, Skipjack and Bigeye tuna from the seiners fleets operating in the Eastern Central (FAO Area 34) and South East Atlantic Ocean (FAO Area 47) are thus eligible to carry the Friend of the Sea eco-label. The fleet successfully completed assessment against Friend of the Sea standards for sustainable and well managed fisheries. Vessels of the same group, fishing in the Indian Ocean have also formerly achieved certification.All vessels are registered with ICCAT (International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas) and take part in the observers program initially requested by Friend of the Sea and currently also sponsored by the EU and entrusted to the Instituto Español de Oceanografía and AZTI (Spanish technology centre expert in marine and foodstuff research) and the Ocean Eye Company from Ivory Coast.The fleet is also recognised by the Earth Island Institute as Dolphin-Safe.Pevaeche has a responsible fishing policy aimed at minimizing the impact on immature fish and other associated species. By-catch and discards are less than 5% of the total. Sharks and turtles, if caught, are mostly returned back to the sea alive.“Pevaeche places sustainability at the core of its business”, explains Mr. Guillermo Arrien, Commercial Manager of Pevaeche.“We greatly appreciate the company’s effort to comply with all Friend of the Sea requirements and presence of onboard observers” adds Mr. Paolo Bray, Director of Friend of the Sea.
For 40 years Grupo Pevaeche has been delivering quality products to the best and largest canneries in the world, which continue to buy tuna for its high quality, seal of sustainability and service reliability. The product range consists exclusively of fish from associated fishing fleet run by Basque tuna companies Inpesca and Pevasa, both based in Bermeo. It is made up of 13 freezer tuna vessels that fish in the Indian and Atlantic Oceans and catch 100,000 tons per year. All ships have a European health certificate and a HACCP system in place.

 

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Border control and the right of Asylum: Where is the EU heading?

Posted by fidest press agency su domenica, 22 giugno 2014

notre europeEnding at the end of the year, the Stockholm Programme 2009-2014 closes a period of three five-year programmes (Tampere 1999-2004 and The Hague 2004-2009) defining EU’s strategic orientations in the fields of justice liberty and security, including asylum and immigration.
While the 26-27 June 2014 European Council will set the new strategic guidelines for the period 2014-2020, what is at stake in the field of border control and asylum?In this context, the Policy Paper of Corinne Balleix presents:
1. A state of play of what has been implemented at the EU level in the fields of border control and right of asylum;
2. An assessment of solidarity mecanisms between mMember states;
3. Recommendations to meet the challenges of the post-Stockholm programme: reconciling the increasing externalisation of the EU migration policy and the preservation of the right of asylum. (notre europe)

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50 milioni di persone in fuga nel mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 22 giugno 2014

rifugiatiSecondo un rapporto pubblicato oggi dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) per la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale il numero di rifugiati, richiedenti asilo e sfollati interni in tutto il mondo ha superato il livello di 50 milioni di persone.
Il rapporto annuale dell’UNHCR Global Trends, che si basa su dati raccolti da governi, organizzazioni non governative partner dell’Agenzia e dallo stesso UNHCR, rivela che alla fine del 2013 si contavano 51,2 milioni di migranti forzati, ben sei milioni in più rispetto ai 45,2 milioni del 2012.Questo massiccio incremento è principalmente dovuto alla guerra in Siria, che alla fine dello scorso anno aveva già costretto 2,5 milioni di persone a diventare rifugiati e altri 6,5 milioni sfollati interni. Anche in Africa si è assistito a nuovi casi gravi di esodo forzato, in particolare nella Repubblica Centrafricana e, verso la fine del 2013, anche in Sud Sudan.”Siamo testimoni dei costi immensi che derivano da guerre interminabili, dal fatto di non riuscire a risolvere o prevenire i conflitti”, ha dichiarato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres. “La pace è oggi pericolosamente difficile da raggiungere. Il personale umanitario può costituire un palliativo, ma le soluzioni politiche sono di vitale importanza. Senza di queste, i livelli preoccupanti raggiunti dai conflitti e le sofferenze di massa, che si riflettono in queste cifre, sono destinati a continuare”.Il totale di 51,2 milioni di migranti forzati a livello mondiale costituisce un enorme numero di persone bisognose di aiuto, con implicazioni che si ripercuotono sia sull’entità degli aiuti internazionali dei paesi donatori, che sulle possibilità di assorbimento e la capacità di accoglienza dei paesi più prossimi alle aree di crisi dei rifugiati.”La comunità internazionale deve superare le proprie divergenze e trovare soluzioni ai conflitti che colpiscono oggi il Sud Sudan, la Siria, la Repubblica Centrafricana e altri paesi. È necessario che donatori non tradizionali si affianchino con maggiore impegno ai donatori di lungo corso. Questo perché oggi il numero di persone costrette alla fuga equivale alla popolazione di interi paesi di medie e grandi dimensioni, come la Colombia o la Spagna, il Sud Africa o la Corea del Sud”, ha detto Guterres.I dati relativi alle migrazioni forzate contenuti nel rapporto Global Trends riguardano tre gruppi diversi: i rifugiati, i richiedenti asilo e gli sfollati interni. Il numero relativo ai rifugiati ammonta a 16,7 milioni di persone a livello globale, 11,7 milioni dei quali sono sotto il mandato dell’UNHCR, mentre i rimanenti sono stati registrati dall’organizzazione sorella dell’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati palestinesi (United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees, UNRWA). Questi numeri sono i più elevati rilevati dall’UNHCR dal 2001. Inoltre, alla fine del 2013 più della metà dei rifugiati sotto il mandato dell’UNHCR (6,3 milioni) era in esilio da più di cinque anni. Complessivamente, gli afghani, i siriani e i somali – che insieme rappresentano oltre la metà del totale dei rifugiati a livello mondiale – costituiscono le nazionalità maggiormente rappresentate tra le persone di cui l’UNHCR si prende cura. Intanto paesi come il Pakistan, l’Iran e il Libano hanno ospitato un maggior numero di rifugiati rispetto ad altri Stati. Se si guarda alle diverse regioni, l’Asia e il Pacifico hanno ospitato il maggior numero di rifugiati, complessivamente 3,5 milioni di persone. L’Africa sub-sahariana ha accolto 2,9 milioni di persone, mentre il Medio Oriente e il Nord Africa hanno visto arrivare sui loro territori 2,6 milioni di migranti forzati. Oltre ai rifugiati il 2013 ha visto 1,1 milioni di persone presentare domanda di asilo, la maggior parte dei quali nei paesi sviluppati (nel 2013 la Germania è diventato il paese con il più elevato numero di nuove domande di asilo). Un numero record di 25.300 domande di asilo sono state presentate da minori (bambini che sono stati separati dai genitori o minori stranieri non accompagnati). I cittadini siriani hanno presentato 64.300 domande, più di qualsiasi altra nazionalità, seguiti dai richiedenti asilo provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo (60.400) e da Myanmar (57.400).Gli sfollati interni – ovvero quelle persone che sono costrette ad abbandonare le loro case, ma che rimangono comunque all’interno nel proprio paese – hanno raggiunto la cifra record di 33,3 milioni di persone, rappresentando l’incremento più elevato rispetto a ogni altro gruppo di cui si parla nel rapporto Global Trends. Per l’UNHCR ed altri attori umanitari, aiutare queste persone rappresenta una sfida particolare dal momento che molti di essi si trovano in zone di conflitto, in cui è davvero difficile portare loro gli aiuti e dove mancano norme di protezione internazionale in favore dei rifugiati.Parte del lavoro dell’UNHCR è rappresentato dalla ricerca di soluzioni di lungo termine per i migranti forzati. Ove possibile, questo può avvenire attraverso il rimpatrio volontario, ma tra le altre possibilità vi sono anche l’integrazione locale o il reinsediamento in paesi terzi. Solo in altri tre casi negli ultimi 25 anni il numero di rifugiati che hanno potuto far ritorno alle loro case è stato più basso di quello del 2013, quando sono stati 414.600. Altri 98.400 rifugiati sono stati reinsediati in 21 paesi diversi. I dati completi a livello mondiale in materia di integrazione locale e ritorno dei migranti forzati non erano disponibili al momento della pubblicazione e pertanto non è stato possibile includerli nel rapporto, anche se si può affermare che 1,4 milioni di sfollati interni sono tornati a casa in paesi in cui l’UNHCR opera con questa tipologia di migranti forzati.La popolazione mondiale di persone apolidi non è compresa nella cifra di 51,2 milioni di migranti forzati (in quanto la condizione di apolide non è necessariamente correlata a quella di migrante forzato). L’apolidia resta difficile da quantificare con precisione, sia per le difficoltà intrinseche che i governi e l’UNHCR hanno nel registrare le persone che non hanno la cittadinanza e la relativa documentazione, sia perché alcuni paesi non raccolgono dati sulle persone che non considerano come loro cittadini. Per il 2013, gli uffici dell’UNHCR in tutto il mondo hanno registrato circa 3,5 milioni di persone apolidi, tuttavia si stima che questa cifra sia circa un terzo del numero di apolidi a livello globale.

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Legendary British rower Chris Martin

Posted by fidest press agency su domenica, 22 giugno 2014

The Great Pacific Race, organised by legendary British rower Chris Martin, consists of 13 ocean rowing boats competing in solo, pairs and fours teams racing from California to Hawaii, a distance of 2,400 miles across the world’s most unforgiving and unpredictable ocean. One of the competitors is 39 year old Brit, Daryl Farmer, whose normal occupation is maintaining ponds and aquaria in and around his home town of East Grinstead, Sussex, UK. First time ocean rower Daryl has temporarily swopped working with small fish and is out in the big pond of the Pacific Ocean hoping for some close encounters with whales and sharks. He is rowing solo in ‘Bojangles’ for team Rowing4Reefs to raise money for Earthrace ocean conservation and for Peter Andre’s Foundation for kidney cancer. Although the official start was on 9 June, Daryl and six of the other rowing crews were forced to return to shore two days afterwards because high winds were making progress impossible. As Daryl explained, “The decision was taken to accept a tow back to port to wait for a better weather window. Not the start I wanted but this is by no means over. Anyone following the tracker would have seen the pattern – row hard at night to get to a good position, rest on para anchor, and wake up exactly where I started from due to winds and a current running within the bay. “With no break due for the next few days, this seemed like the right call. The positives are that Bo feels spot on, we will get some speed and power once we’re out there, we just need kinder winds to allow us to clear the bay.” teams have already reported seeing not only whales and dolphins but also an increasing amount of plastic and other pollutants in the ocean. Throughout his row, Daryl will be helping by collecting water samples that will be analysed for the presence of microplastics by Adventurers and Scientists for Conservation. Microplastics are tiny pieces of plastic debris 5mm or smaller that are a huge source of contamination to marine ecosystems. Sources of microplastics include the plastic beads used in many body and facial scrubs and fibres produced from laundering materials made from synthetics. Just getting to the start was a struggle for Farmer whose boat ‘Bojangles’ is already in the record books as the first and only rowing boat to successfully complete a crossing of the Pacific West to East with its crew of Mick Dawson and Chris Martin in 2009.

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12esimo Convegno mondiale sulla Paratubercolosi

Posted by fidest press agency su domenica, 22 giugno 2014

Duomo_e_Battistero_di_ParmaSi svolgerà a Parma dal 22 al 26 giugno presso il Centro Congressi, organizzato dal Centro di Referenza Nazionale per la Paratubercolosi (IZSLER) con il patrocinio del Ministero della Salute e della International Association for Paratuberculosis (IAP), e che vede nel Comitato organizzatore il Rettore prof. Loris Borghi e il prof. Sandro Cavirani, docente del Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie dell’Università di Parma. La Paratubercolosi è una malattia che colpisce bovini, ovi-caprini e ruminanti selvatici, arrecando gravi danni economici al comparto zootecnico. Inoltre, è tuttora oggetto di approfondimento il ruolo del micobatterio paratubercolare quale causa del morbo di Crohn che colpisce l’uomo. Per queste ragioni il Convegno mondiale sulla Paratubercolosi assume notevole rilevanza per ricercatori, medici veterinari, medici, autorità di sanità pubblica e rappresentanti dell’industria farmaceutica e agro-alimentare che, provenienti da tutto il mondo, presenteranno e discuteranno in sede congressuale i progressi scientifici e le strategie di controllo riguardanti la paratubercolosi nei diversi aspetti che connotano questa malattia. Nell’ambito del programma scientifico, svolto interamente in lingua inglese, sono state individuate le seguenti sessioni, ognuna delle quali sarà introdotta da un invited speaker e conclusa da un review&perspective speaker:
– Diagnostics and detection
– Host response and immunology
– Control programs
– Pathogenomics and Map biology
– Genotyping and Map diversity
– Epidemiology
– Public health and Map in the environment.
Nella mattinata del 24 giugno è prevista una sessione parallela sui piani di controllo, con traduzione in lingua italiana, destinata ai veterinari aziendali e pubblici.

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