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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Archive for 4 settembre 2014

Chirurgia plastica: i 10 miti da sfatare

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 settembre 2014

chirurgia esteticaTutti ne parlano, ma spesso in modo improprio. L’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica stila un decalogo sui luoghi comuni più diffusi. La chirurgia plastica è senza dubbio un argomento che fa discutere, anche se spesso se ne parla in modo improprio: per questo l’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) ha stilato una lista delle convinzioni errate più diffuse sul tema.«La chirurgia plastica è spesso collegata agli eccessi, come quelli della donna-gatto o di vip che si sono fatti prendere un po’ troppo la mano – afferma il segretario di Aicpe, Pierfrancesco Cirillo -. In realtà la stragrande maggioranza dei pazienti che si rivolge a un chirurgo plastico è composta da persone equilibrate, che hanno il desiderio di stare meglio con il proprio corpo, senza esagerazioni. Rivolgersi a professionisti seri e qualificati è determinante».Ecco quindi il decalogo dei falsi miti della chirurgia plastica. Primo: i risultati sono facce gonfie e corpi artificiali. «La chirurgia plastica ben fatta dà risultati naturali e non artefatti – afferma Cirillo-. I cattivi esempi di chirurgia plastica molto spesso riconducibili a medici che non sono veri specialisti o che assecondano indistintamente le richieste dei pazienti». Secondo mito da sfatare: è troppo cara. «La chirurgia plastica non è più un lusso riservato a un’elite – prosegue il segretario di Aicpe -. Grazie alla tecnologia, ci sono molte procedure non invasive accessibili a più persone. Inoltre, complice la crisi, il prezzo di molti interventi si è abbassato rispetto al passato. Attenzione però a offerte speciali e prezzi troppo bassi, che vanno quasi sempre a scapito della qualità». Terzo: le minorenni fanno la coda dai chirurghi plastici. «In Italia le richieste di interventi per motivi estetici da parte di minorenni sono fortunatamente davvero rarissime – chiarisce il portavoce Aicpe -. Nel 2013 secondo i dati raccolti da Aicpe, solo lo 0,4% del totale degli interventi di chirurgia estetica in Italia ha riguardato minorenni. Tra questi nessuna mastoplastica additiva e nessuna iniezione di tossina botulinica, ma otoplastiche e interventi per correggere deformità o problemi di tipo funzionale». Una quarta credenza errata è che le cicatrici siano molto visibili. «Tutti gli interventi chirurgici lasciano delle cicatrici – spiega ancora il dottore -. I chirurghi plastici certificati, tuttavia, sono esperti proprio nell’aspetto estetico e quindi cercano di nasconderle e minimizzarle, qualunque sia la procedura. In caso di liposuzione, le cicatrici sono millimetriche e nascoste sotto la linea del bikini e degli slip; per il lifting si fanno coincidere con l’attaccatura dei capelli o dietro le orecchie; per l’aumento del seno nell’areola, sotto il seno o nell’ascella». Quinto: liposuzione uguale dimagrimento. «La liposuzione non è un’alternativa a una perdita di peso permanente, ma è un intervento che serve a ridefinire i contorni del corpo, eliminando il grasso in eccesso accumulatosi localmente. Se dopo l’intervento si riprende peso, si tornerà a ingrassare» precisa Cirillo. Sesto: un medico vale l’altro. Non tutti i medici che eseguono trattamenti di chirurgia estetica sono necessariamente chirurghi plastici. «In Italia è sufficiente la laurea in Medicina e Chirurgia per essere legalmente abilitati ad eseguire interventi di chirurgia plastica, ma tale titolo non garantisce che il medico abbia una preparazione adeguata». I soci Aicpe sono selezionati solo tra chi ha una reale esperienza e formazione nel settore. Altra notizia non corretta: le protesi al seno non sono sicure. «Ci sono diversi impianti con marchio CE approvati per uso medico e sottoposti a ricerche e test scientifici – afferma il segretario Aicpe -. I controlli sono frequenti e continui ed ormai è scientificamente dimostrato che non esistono relazioni con l’insorgenza di cancro o altre malattie, anche se i controlli di screening (con o senza protesi) sono sempre consigliati. Si dice inoltre che con le protesi non si può allattare al seno. «Molte donne allattano al seno anche con delle protesi, ma a volte, anche se non frequentemente, dopo l’intervento si può avere qualche difficoltà. Non ci sono invece evidenze scientifiche che hanno dimostrato l’eventuale presenza di silicone nel latte materno e non sono mai state riscontrate differenze rilevanti tra bambini allattati da mamme con le protesi e quelli senza» puntualizza. Altro falso mito è che la chirurgia plastica sia troppo rischiosa. Come tutte le procedure chirurgiche, non bisogna mai dimenticare che anche quelle di chirurgia plastica hanno dei rischi, che sono minori se ci si rivolge a un chirurgo plastico certificato. È possibile visitare il sito di Aicpe (www.aicpe.org) per consultare l’elenco dei chirurghi plastici certificati, o http://www.sicpre.it. Decimo punto, la chirurgia plastica è spesso considerata una cosa da donne. Oggi non è più così: negli Stati Uniti i dati dell’Asaps (American Society for Aesthetic Plastic Surgery) parlano di un aumento dal 1997 al 2013 del 273% dei pazienti maschi di chirurgia plastica estetica. Anche in Italia la chirurgia e la medicina estetica per l’uomo non sono più un tabù. Nel 2013, secondo l’indagine Aicpe, costituivano il 17,3% del totale dei pazienti. «Gli uomini sono sempre più attenti al loro aspetto e non disdegnano l’aiuto del chirurgo per piacersi di più» conclude Cirillo.
AICPE: L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), la prima in Italia dedicata esclusivamente all’aspetto estetico della chirurgia, è nata nel settembre 2011 per dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad AICPE, che è gemellata con l’American Society for Aesthetic Plastic Surgery (ASAPS), la più importante società di chirurgia estetica al mondo, hanno aderito oltre 200 chirurghi in tutta Italia. Membri di Aicpe possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, che aderiscono a un codice etico e di comportamento da seguire fuori e dentro la sala operatoria. L’associazione ha elaborato e pubblicato le prime linee guida del settore, consultabili sul sito internet, in cui si descrive il modus operandi dei principali interventi. Scopo di AICPE è tutelare pazienti e chirurghi plastici in diversi modi: disciplinando l’attività professionale sia per l’attività sanitaria sia per le norme etiche di comportamento; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica. Tra gli obiettivi c’è anche l’istituzione di un albo professionale nazionale della categoria.

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Interferenze tra arte e cinema in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 settembre 2014

Arte Contemporanea, MilanoPAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano 11 ottobre 2014 – 6 gennaio 2015. 11 ottobre dalle 18.00 alle 24.00 Inaugurazione aperta al pubblico in occasione della 10a Giornata del Contemporaneo a cura di Davide Giannella. Promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, PAC e CIVITA, GLITCH inaugura in occasione della 10a Giornata del Contemporaneo indetta per sabato 11 ottobre 2014 da AMACI Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, di cui il Padiglione milanese è socio fondatore. Come da tradizione il PAC aprirà gratuitamente al pubblico dalle 18.00 alle 24.00.“Il PAC sta accompagnando i suoi visitatori lungo un viaggio alla scoperta di una realtà che incide profondamente sul nostro quotidiano e sulla nostra emozione, contribuendo a formare la nostra sensibilità e, in fondo, la nostra cultura di uomini contemporanei – ha dichiarato l’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Dopo aver condotto i visitatori in un percorso affascinante che si snodava tra crimine e arte con The crime is almost perfect, ecco ora una mostra che ci introduce in un mondo immaginario situato all’esatta intersezione tra tecnologia e arte, grazie al linguaggio più attuale in assoluto: quello dell’immagine in movimento. Un ‘luogo’ tutto italiano dove Milano si trova perfettamente a suo agio, essendo la capitale della creatività italiana e, al tempo stesso, dell’industria e dell’innovazione tecnologica”.Commissionata dal nuovo Comitato Scientifico del PAC – alla sua seconda mostra – e curata da Davide Giannella, GLITCH presenta una selezione di opere tra film, installazioni, fotografia e performance, realizzate da artisti italiani negli ultimi quindici anni, dal 2000 al 2015, con pochissime eccezioni che suggeriscono antecedenti e contrappunti.Il titolo della mostra si rifà al linguaggio dell’elettronica e del digitale: il glitch è una distorsione, un’interferenza non prevista all’interno di una riproduzione audio o video, un’onda breve e improvvisa che dura un istante e poi si stabilizza. Un momento inatteso che può diventare rivelatore, come possono esserlo le opere in mostra: tracce di un territorio i cui confini sono in costante via di definizione, tesi e sfumati tra diversi sistemi critici, di produzione, distribuzione e fruizione. Dalle immagini sofisticate, dense ed evocative di Yuri Ancarani ai lavori partecipativi di Marinella Senatore; dalle icone hollywoodiane del Caligola di Francesco Vezzoli alla precarietà del quotidiano nel Totò Nudo di Diego Perrone; dalla compostezza radicale dei fratelli De Serio alle sperimentazioni del duo piacentino Invernomuto; dallo stravolgimento dei formati cinematografici nei Turbo Film del collettivo Alterazioni Video al contrasto tra archeologia e fiction documentato da Rä di Martino.Filo conduttore è l’idea di storytelling, di rifrazione tra narrativa lineare e non lineare, verità e finzione, ma anche di ricerca attorno all’atto di guardare e di montare storie: elementi fondanti del cinema e trame dell’arte recente, ma soprattutto strumenti nella creazione di miti e immaginari attraverso differenti linguaggi.Il passaggio definitivo al digitale ha portato allo snellimento degli strumenti e all’assottigliamento dei costi nella produzione e distribuzione di immagini in movimento. Quelle che sino a pochi anni fa erano, per qualità formale e costi, produzioni esclusive dell’industria cinematografica, sono oggi alla portata di un sempre più ampio numero di autori. L’episodio dell’ 11 Settembre 2001 ha decretato in maniera definitiva quanto la creazione e rielaborazione di immagini sia dominio di tutti e come i racconti, per quanto frammentati, siano generatori di immaginari prima ancora che testimonianze di realtà, rendendo il reale fittizio e materializzando finzioni.A questo si è aggiunta nel 2003 la nascita di youtube.com: sempre più artisti visivi – anche in Italia – si sono avvicinati alla sperimentazione nell’ambito delle immagini in movimento, superando o discostandosi della videoarte per avvicinarsi al linguaggio più narrativo del cinema e all’immediatezza di internet. Il risultato è l’allargamento di quell’area di confine in continua evoluzione, l’interstizio tra territori attigui, ma ancora distinti, chiamato Art Cinema.GLITCH si sviluppa su tre piani principali, tre aree che si muovono intorno all’idea di opera filmica.Il primo livello, quello cinematografico, trasforma il PAC in un multisala con un programma di film d’artista proiettati in veri e propri mini-cinema realizzati ad hoc per la mostra. Le opere, raccolte in serie e per temi, avranno soprattutto carattere narrativo: produzioni di artisti che lavorano nella cornice dell’arte contemporanea o meta-film, appartenenti all’ampia categoria del cinema sperimentale.Il secondo livello, quello delle installazioni, contiene opere che instaurano relazioni con il linguaggio e l’immaginario cinematografico e funzionano come declinazioni, traduzioni o presupposti dei lavori filmici.Il terzo livello, quello performativo, proporrà performance come dispositivi dal vivo di immagini in movimento, presentando progetti che sfondano la dimensione dello schermo, oppure creano relazioni multimediali o ancora analizzano e sottolineano, reinterpretandoli, elementi specifici del cinema. La mostra è realizzata con il sostegno di TOD’S, sponsor dell’attività espositiva annuale del PAC, e con il supporto di Vulcano.

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Il Brasile selvaggio: Terra di fuoco e acqua

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 settembre 2014

Brasile selvaggioPrima serie (3 puntate) – Da Giovedì 30 ottobre, ore 22:00 Il Brasile rappresenta il cuore selvaggio del Sud America e ospita una varietà di specie animali come nessun altro Stato al mondo. Ma è anche una terra difficile, dove gli animali devono imparare ad adattarsi per sopravvivere.Questa serie segue le avventure di un gruppo di animali, alle prese prima con una vasta alluvione nel pieno della stagione delle piogge e poi con i devastanti incendi della stagione secca. Seguiremo i primi giorni di vita di un cucciolo di Cebo dai cornetti, un esemplare di scimmia molto intelligente, e una famiglia di lontra gigante costretta a scontrarsi con alcuni giaguari.
Questo documentario porta sullo schermo, in modo nuovo e emozionante, alcune delle specie più tipiche del Paese e regala uno sguardo indimenticabile su una terra ricca e interessante come il Brasile.

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Louis Theroux a Los Angeles: reati sessuali

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 settembre 2014

Louis TherouxLunedì 13 ottobre, ore 22:00. La California ha un atteggiamento duro nei confronti dei colpevoli di reati sessuali, anche una volta usciti di prigione. Sotto una stretta libertà condizionata, sono controllati e sottoposti a restrizioni draconiane, vengono iscritti in un registro pubblico da cui chiunque può ottenere informazioni sulla loro identità e sul crimine commesso. Inoltre, non possono vivere nei pressi di parchi e scuole e molti vengono allontanati dalla propria famiglia. Louis entra nel mondo dei dormitori e dei senza tetto e indaga sugli scopi e sui reali effetti di queste leggi. È giusto eliminare qualsiasi chance di redenzione oppure uno stretto controllo operato su persone malate e spesso pericolose è veramente un servizio utile che viene reso alla comunità?

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Sbarco in Normandia: gli ultimi eroi

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 settembre 2014

Sbarco in NormandiaPrima Serie (2 puntate) – da Venerdì 10 ottobre, ore 22:00 Sono pochi i giorni che hanno letteralmente cambiato il corso della storia ma sicuramente il 6 giugno 1944, il D-Day, è uno di questi. Era la libertà del mondo occidentale a essere in gioco quel giorno, il che ha richiesto due anni di meticolosi preparativi, un’intensa attività di spionaggio e l’analisi di milioni di ricostruzioni aeree tridimensionali dell’area. Una storia di eroismo, abnegazione e determinazione. Forse per l’ultima volta ascolteremo le testimonianze di chi ha vissuto quel giorno e ha rischiato la vita per salvare il mondo dalla tirannia nazista. Con l’accesso, mai avvenuto prima d’ora, a migliaia di documenti top secret, ai racconti incredibili dei protagonisti di quel giorno.

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Leopardi on film: a talk by italian director Mario MartoneWith the participation of co-screenwriter Ippolita Di Majo

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 settembre 2014

leopardiToronto Wednesday, September 10, 2014 – 6:30pm – 8:30pm Istituto Italiano di Cultura – 496 Huron St., Free admission The Istituto Italiano di Cultura, in collaboration with Istituto Luce Cinecittà, is proud to host an evening with Mario Martone, director and writer of the film Il giovane favoloso, and co-screenwriter Ippolita di Majo, on the occasion of its International Premiere screening at the Toronto International Film Festival 2014. The talk will be moderated by Professor Donato Santeramo (Queen’s University).
Il giovane favoloso is a biopic about the greatest 19th century Italian poet and philosopher Giacomo Leopardi. Mario Martone will talk about the writing process during which he based his script on Leopardi’s letters. The letters not only carry a high literary value, some of them have been reviewed as the most remarkable letters in European literature, but they are also a biographical source. They document the background, the difficult personal circumstances, the intense and troubled family relationships, the contacts and friendships with other writers. Mario Martone will share his approach to this wonderful material and the way he interpreted the life of this tormented, passionate genius.
Mario Martone (1959) is an Italian film and theatre director and a screenwriter. He began his career in the theatre by founding in Naples, his hometown, the group Falso Movimento e Teatri Uniti. He experimented with multiple media before shooting his first feature film Morte di un matematico napoletano (1992) starring Toni Servillo in his screen debut, which was awarded the 1992 Venice International Film Festival Grand Special Jury Prize. His film Nasty Love (L’amore molesto) based on Elena Ferrante’s novel of the same title, was presented at the 1995 Cannes Film Festival. His love for the theatre and the cinema finds expression in Teatro di Guerra(1998), where a group of actors plan to travel to Sarajevo, still under siege, to stage an Eschilus’ play. In the documentary Una disperata vitalità (1999) he re-discovers some poems written by Pier Paolo Pasolini. In 2010 he shoots Noi credevamo, a film based on a novel by Anna Banti. Mario Martone has staged various operas for Teatro La Scala di Milano and has been the artistic director of Teatro Argentina (Rome) and Teatro Stabile (Naples). Since 2007 he has been the director of Teatro Stabile in Turin. In 2011 he adapted for the stage theOperette morali by Italian poet and philosopher Giacomo Leopardi. His film Leopardi (Il giovane favoloso) has been selected to compete for the Golden Lion at the 71st Venice International Film Festival.
Donato Santeramo earned his “laurea” in Lettere e filosofia from the University of Rome La Sapienza and received his Ph.D. in Italian Studies from the University of Toronto. His research has been primarily in the areas of 20th-century Italian theatre and literature, literary studies and semiotics. Dr. Santeramo is a member of several editorial boards of Italian journals dedicated to the fields of literature, theatre and film.

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Vacanze a Ras Al Khaimah

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 settembre 2014

emiratoL’Emirato ha vissuto una crescita degli arrivi dai cinque mercati principali a partire dalla UAE (Emirati Arabi Uniti) e dalla Germania, seguite da Russia, Inghilterra e India. Nel corso della prima metà del 2014, l’Emirato ha registrato un totale di 330.048 arrivi che hanno generato un fatturato di circa 118.700.000 (USD). “L’elemento trainante della fiducia che si percepisce nel settore turistico a Ras Al Khaimah, è indubbiamente la capacità di offrire il lusso a prezzi accessibili”, ha dichiarato Steven Rice, Chief Executive Officer del RAK TDA (Ras Al Khaimah Tourism Development Authority). I dati comunicati dal Ras Al Khaimah Tourism Authority mostrano un ADR (Average Daily Rate – Tariffa media giornaliera) per quanto riguarda le strutture di lusso pari a $ 140.83, mentre l’ADR dei resort situati in riva al mare è pari a $ 168.58. Le due realtà sommate generano un ricavo totale pari a $ 103.8 milioni di dollari (tutte le cifre sono espresse in dollari USD). Le strutture situate in città registrano una percentuale di occupazione pari al 64.11 %, con una tariffa media giornaliera pari a $ 69.85, generando un ricavo complessivo pari a $ 14.9 milioni.Secondo i dati forniti dal report STR (Smith Travel Research) per il mese di giugno 2014, il costo medio giornaliero per camera a Ras Al Khaimah, è aumentato di $ 36.93 in confronto ad Abu Dhabi nel medesimo periodo.Il settore alberghiero dell’Emirato è in notevole espansione e genera ottimi risultati con un aumento del 40% di camere disponibili. Nel corso dei nove mesi precedenti, grazie all’aggiunta di quattro nuove strutture cinque stelle situate tra Marjan Island ed Al Hamra, i numeri degli arrivi sono pressoché raddoppiati, sia per quanto riguarda il turismo locale che quello internazionale. La destinazione è ora in grado di offrire una scelta sempre più ampia di strutture di lusso mettendosi perfettamente in linea con l’offerta alberghiera di altri Emirati.Il traffico business verso la destinazione è relativamente contenuto ed i numeri principali vengono prodotti dal settore turistico. Steven Rice aggiunge a proposito: “La ricchezza dell’Emirato da un punto di vista di scenari naturalistici, unitamente alle sue spiagge incontaminate, si rivelano essere il punto di forza principale, soprattutto per i turisti in cerca di relax e divertimento. Il governo dell’Emirato ha fondato nel 2011 il Ras Al Khaimah Tourism Development Authority (Ras Al Khaimah TDA) con l’obiettivo di sviluppare e rafforzare tale settore, ed ha pianificato inoltre di investire una cifra pari a $ 500 milioni in progetti relativi”.Come risultato di quest’impegno del governo locale nel supportare lo sviluppo turistico, diverse e prestigiose realtà alberghiere internazionali hanno deciso di investire nell’Emirato, il quale ha visto tre diverse inaugurazioni nell’area di Marjan Island nel corso del primo trimestre del 2014. Le inaugurazioni che vi sono state nell’area di Marjan Island comprendono il Rixos Bab Al Bahr Resort, dotato di 655 stanze, che risulta essere il più grande e rilevante resort all-inclusive di tutti gli Emirati Arabi Uniti (UAE); il Marjan Island Resort & Spa, dotato di 315 stanze ed il DoubleTree by Hilton Resort & Spa, Marjan Island, dotato di 484 stanze. Il Santorini Hotel, parte del Bin Majid Group e dotato di 265 stanze, prevede di inaugurare nel corso del 2015. Il Ras Al Khaimah Waldorf Astoria, dotato di 346 stanze, è la prima struttura inaugurata negli Emirati (UAE) del più prestigioso brand alberghiero di Hilton. Secondo gli analisti dell’agenzia di rating del credito, il settore turistico di Ras Al Khaimah si mantiene grazie all’economia che genera, e pare essere indirizzato su un’ottima prospettiva di sviluppo fornendo uno scenario brillante per i prossimi anni. (emirato)

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La stagione delle piogge: l’attesa

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 settembre 2014

stagione delle pioggePrima serie (3 puntate) – Da Giovedì 9 ottobre, ore 22:00. Al South Lunagwa National Park, in Zambia, sono gli ultimi scampoli di stagione secca: solo un fiume continua a scorrere e la tensione si fa alta. Leoni, leopardi, ippopotami, bufali, coccodrilli, avvoltoi e iene dividono spazi sempre più ristretti, mentre gli altri animali sono costretti ad abbeverarsi all’unico fiume rimasto, diventando facili prede. Questa serie cattura la tensione drammatica che caratterizza gli ultimi giorni della stagione secca e che svanisce con l’arrivo delle prime piogge. Raccoglie le immagini di prede e predatori lungo l’unica fonte di acqua, poi si sposta nell’entroterra dove cuccioli affamati reclamano cibo; infine è testimone del momento in cui i cieli si aprono e la pioggia trasforma il paesaggio, rendendolo ricco di vegetazione per erbivori come le antilopi, le giraffe e gli elefanti.
Con 100 telecamere a controllo remoto e avvalendosi di una troupe dislocata lungo le rive del fiume e di un team di scienziati che studia il comportamento degli animali, questa serie arriva dritto al cuore dell’azione.

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Louis Theroux a Los Angeles: lotta per la vita

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 settembre 2014

Louis Theroux 1Lunedì 6 ottobre, ore 22:00 Louis si reca al Cedars Sinai Medical Centre di Los Angeles, l’ospedale migliore della città, per capire quale sia il rapporto degli americani con la morte. Un dato è certo: in America si spende un’enorme quantità di soldi per trattamenti che riguardano gli ultimi anni di vita. Louis segue le storie di tre pazienti mentre lottano contro condizioni che sembrano terminali. Devono accettare l’inevitabile cercando di morire nel modo più dignitoso possibile? O devono continuare a lottare tentando ogni cura – indipendentemente dalle chance di ottenere un risultato positivo o dagli effetti collaterali? Sembrerebbe che si propenda più per la seconda soluzione, considerato l’ammontare di denaro che il sistema sanitario americano continua a spendere in trattamenti che sono i pazienti a richiedere. Grazie a una straordinaria vicinanza ai pazienti e alle loro famiglie, Louis riuscirà a cogliere ogni aspetto della loro lotta e, almeno in un caso, sarà testimone di un’incredibile svolta.

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