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Archive for 12 settembre 2014

Investimento a lungo termine per individuare cure e soluzioni per la sclerosi multipla progressiva

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 settembre 2014

sclerosi_multiplaLa International Progressive MS Alliance ha consegnato la prima serie di 22 borse di ricerca a ricercatori in 9 nazioni, finalizzate alla eliminazione delle barriere che ostacolano lo sviluppo delle cure per la sclerosi multipla progressiva. La Alliance è una collaborazione mondiale mirata all’individuazione di soluzioni per le forme progressive, La prima serie di finanziamenti avvia un programma ambizioso che investirà in totale 22 milioni di Euro nel corso dei prossimi sei anni e darà vita a reti di collaborazione internazionali per la ricerca, utilizzando ricerche che sono già in essere e stimolando nuove ricerche grazie agli importanti programmi di finanziamento della Alliance.Per questa offerta iniziale, sono pervenute 195 proposte da 22 nazioni nel mondo. “La risposta della comunità di ricerca al nostro primo appello per ricevere proposte innovative di ricerca è stata eccezionale, e affronta sia i bisogni non soddisfatti che la forza galvanizzate di questa iniziativa internazionale,” ha sottolineato Cynthia Zagieboylo, Presidente del Comitato Esecutivo della Alliance e Amministratore Delegato di National MS Society (USA). “Per la prima volta, le società per la sclerosi multipla nel mondo stanno finanziando la ricerca in modo congiunto, senza tenere conto della geografia, per poter trovare le risposte si cui la comunità della sclerosi multipla ha urgente bisogno,” ha aggiunto.
Le prime borse sono destinate a studi pilota innovativi a breve termine per iniziare a colmare il divario conoscitivo e delle infrastrutture , come ad esempio l’identificazione e i test delle cure potenziali; la comprensione della degenerazione dei nervi; la realizzazione di banche dati e banche biologiche, quali magazzini di campioni biologici da utilizzare nella ricerca, per avere una comprensione migliore della diagnostica per immagini a lungo termine, dei fattori genetici e degli esiti associati alla sclerosi multipla progressiva. Questi studi pilota hanno una durata da uno a due anni.

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Post-War and Contemporary Art

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 settembre 2014

donaldNew York Christie’s 20 Rockefeller Plaza, Evening sale Wednesday 12 November 2014 Christie’s is pleased to announce the sale of Donald Judd’s Untitled (Bernstein 93-1) as one of the highlights of the fall auction season. The fifteen foot high sculpture will be included in the Evening Sale of Post-War and Contemporary Art on Wednesday, November 12th. In scale, design, radiance, effect and simplicity, Untitled (Bernstein 93-1) is one of the most important works by the artist to be presented on the market and confirms Donald Judd’s position as a master of Minimalist art. Untitled (Bernstein 93-1) was executed a few months before the artist’s death; this magnificent sculpture, one of the artists large scale stack sculptures, has remained in the same collection since its creation in 1993.
Donald Judd’s Untitled (Bernstein 93-1), is an icon of 20th century sculpture, and one of the artists most important and recognizable works. Judd’s approach to sculpture was truly revolutionary, using industrial materials and pared-down geometric forms that equally stressed the physical structure and the space around it. Resolutely anti-illusionistic, his sculpture used abstraction to explore issues of sensation and perception. Untitled (Bernstein 93-1) is a superb example of Judd’s seminal group of works known as stacks, which he began in 1965, this monumental work is composed of ten rectangular units of brass and colored Plexiglas.
The stack became an important motif to which Judd returned throughout his career, a form that evidently allowed him to explore how different combinations of color and materiality could inform his spatial concepts. In its juxtaposition of rigid form and transparency, Plexiglas blurs the line between the positive space of Judd’s objects and the negative space interspersed in between. Indeed the transparent quality of Plexiglas informs the material object as well as the negative space through its emission of an ethereal glow. Plexiglas was a material that held special resonance for the artist in its ability to embody a multitude of industrial-grade colors. Judd turned to Plexiglas for its spotless luminosity and clear-cut sharpness and for its ability to transmit color without betraying its mode of manufacture. More so than any other material in Judd’s repertoire, because of its ability to become any color and any degree of transparency and opacity, Plexiglas lived up to the artist’s stipulation that material and color should form a single entity, making it a favored material to combine with different metals in his stacks. Preferring to leave the surfaces of his materials unaltered in an effort to present something of their own nature, Plexiglas offered Judd a most effective way to do this, by presenting a colored material that is free of any trace of manual intervention. As explained by Judd, “the piece should never be, as in Abstract Expressionism, a spectacle of its making; it should just be there” (D. Judd, quoted in Donald Judd, exhibition catalogue, Pace Wildenstein, New York, 2004, p. 8). Through the interaction between the strong green radiant color of the Plexiglas coupled with the polished golden brass, Untitled (Bernstein 93-1), is an incredibly complex and nuanced composition in the largest scale format.
Donald Judd is one of the most important and influential artists of the 20th century, whose ideas and work changed the course of modern sculpture. His art is form condensed to its main essence, which he expressed in a reductive language of pristine forms, bold colors, exacting proportions and a precise manipulation of space. Although Judd particularly favored industrial materials – steel, Plexiglas, plywood – the appearance of his sculpture is extremely human, exuding a sense of classical beauty that is brought about by the tactile and personal nature of the work but also by its symmetrical qualities. “I long ago reached an agreement with what I consider the primary condition: art, for myself, and architecture, for everyone, should always be symmetrical except for a good reason,” Judd stated in 1985. In his combining of the artist/craftsman role, and his unwavering focus on space, Judd brings to mind the medieval cathedral builders, steadily creating and occupying space in the most equilibrated of ways. “Space is made by an artist or architect; it is not found and packaged. It is made by thought … Sometimes when they [people] are traveling they enter a cathedral, recognize space, and thank God instead of the architect … Space is so unknown that the only comparison is to the beliefs of the past,” Judd declared in 1993 in what would be his last essay ‘Some Aspects of Color in General and Red and Black in Particular.’ (Capucine Milliot)

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Nuovo digital per l’Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 settembre 2014

The Software Alliance accoglie con favore l’annuncio di Jean-Claude Junkerdi un nuovo Collegio di commissari europei, e in particolare la creazione di un Vicepresidente della Commissione per il mercato unico europeo del digitale. Andrus Ansip è stato designato per il nuovo ruolo di Vicepresidente con la funzione di Digital Champion come parte dell’impegno di Junker di creare “un’Europa completamente digitalizzata”.“Siamo contenti che il presidente eletto Junker abbia seguito la nostra proposta di creare un Digital Champion per l’Europa, assegnando ad Andrus Ansip la supervisione dello sviluppo del mercato unico europeo del digitale”, ha dichiarato Victoria Espinel, Presidente di BSA e CEO. “Politiche digitali intelligenti e ponderate assicureranno che le tecnologie digitali continuino a creare i posti di lavoro di cui abbiamo grande necessità e accompagnino la crescita dell’intera economia europea”.
“E’ importante che il Vicepresidente Ansip incoraggi con forza lo sviluppo e la diffusione di nuovi servizi e tecnologie innovative, ora e in futuro”, ha dichiarato Espinel. “Siamo pronti a lavorare con Ansip e il suo team di membri della Commissione per sviluppare pienamente tutto il potenziale della tecnologia a favore dei cittadini europei e, più in generale, dell’economia dell’Unione Europea”. (victoria)

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L’erede di Berlusconi

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 settembre 2014

berlusconi_pensieroso.medium_300E’ evidente che Berlusconi ha trovato il suo naturale erede. Il suo capolavoro è stato quello d’individuarlo nel campo avversario. Un vero colpo di genio. E ora che si fa? Bisogna chiedercelo con amarezza. Perché Grillo cavalca una protesta che non riesce a diventare maggioranza poiché suscita più timori che certezze. La destra, invece, è divisa e quel che è peggio non riesce a scrollarsi di dosso un’eredità pesante che può essere servita per avere la visibilità e l’ascolto che le mancava ma che ora come un boomerang si ritorce contro. E’ che noi italiani apparteniamo a una razza più unica che rara. Ci siamo bevuti il fascismo a grandi sorsate, e venuta la repubblica della ricostruzione e delle grandi abbuffate, ma dei politici, beninteso, e dei loro amici, poi è arrivato quel di Arcore e lì non abbiamo smesso di bere e forse pensando che ci avremmo rimediato qualche pranzetto. E non finisce qui, ovviamente. Si dice che errare è diabolico e noi, invece, ci siamo nuovamente ricaduti per la terza volta. Sembra che non riusciamo proprio a rinsavirci e a guardare le cose con concretezza. Ci rendiamo conto si o no che abbiamo perso altri sei mesi dietro la telenovela della riforma del senato e della legge elettorale? Nel frattempo tutto è rimasto a livello di promesse e di piccoli diversivi tattici per farci credere che si sta facendo qualcosa per le grandi riforme strutturali che da anni s’impongono e non perché ce lo chiede solo l’Europa ma lo stesso nostro sistema politico-economico-finanziario-sociale che ha continuato, invece, a partorire evasioni fiscali, lavoro in nero, corruzioni per centinaia di miliardi di euro.
Il nostro male oscuro è che continuiamo a pensare in piccolo non in grande, al presente e non al futuro, ad affidarci ai mediocri e agli affaristi. Ci rendiamo conto che così facendo stiamo lasciando i nostri figli senza un futuro? Ne dubito. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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