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Archive for 17 settembre 2014

Diabete e anziani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 settembre 2014

viennaVienna,.Cresce il numero degli anziani con diabete. Oggi, infatti, nel nostro paese su 3 milioni di persone colpite da diabete di tipo 2, due terzi hanno un’età superiore ai 65 anni, con il 25% over 75. Il dato, destinato ad aumentare in vista del progressivo invecchiamento della popolazione, fa riflettere e deve porre l’attenzione sulla cura e l’assistenza dell’anziano con diabete, ma soprattutto sulla prevenzione delle complicanze strettamente correlate alla malattia. “Come diabetologi ne siamo ben consci”, dice Antonio Ceriello, Presidente dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD), l’organizzazione cui fanno riferimento i medici diabetologi operanti nei centri del Servizio sanitario nazionale. “Nel 2012, infatti, partendo dal database Annali AMD, che raccoglie oltre 500.000 cartelle cliniche di persone con diabete, assistite in quasi la metà dei circa 650 centri diabetologici nazionali, abbiamo pubblicato il primo Rapporto ‘Anziani con diabete’, che forniva un’importante, e forse unica, fotografia sull’assistenza riservata a questa particolare categoria. Oggi, siamo in grado di presentare, al 50° Congresso della European Association for the Study of Diabetes (EASD), l’analisi dell’evoluzione della qualità dell’assistenza prestata negli otto anni dal 2004 al 2011.”“La nostra indagine si è concentrata sulla particolare categoria degli ultrasettancinquenni, oltre 145.000 persone i cui dati sono registrati nel database Annali AMD, perché queste persone con diabete hanno un maggior tasso di mortalità, maggiori disabilità e malattie associate, quindi richiedono particolari competenze ed un approccio personalizzato alla cura”, racconta Riccardo Candido, diabetologo presso il distretto 3 di Trieste e componente dei gruppi AMD dedicati alla terapia personalizzata e all’anziano. Candido spiega, inoltre, che dal rapporto emerge con chiarezza come l’attenzione e la cura prestata agli anziani con diabete è migliorata di molto nel corso degli ultimi anni. “Ciò è dimostrato, in primo luogo, dal miglioramento dello score Q, l’indice ideato da AMD in collaborazione con la Fondazione Mario Negri Sud, e validato internazionalmente, che valuta l’efficienza delle cure e dell’assistenza prestate, e conseguentemente l’efficacia nel prevenire le complicanze tipiche del diabete, dall’infarto, all’ictus, ai disturbi della vascolarizzazione, alla mortalità. Tra il 2004 e il 2011 è quasi raddoppiata, dal 19,2% al 35,7%, la percentuale di over 75 con score Q superiore a 25. Si consideri che questa è la soglia che identifica la qualità delle cure attese; un valore superiore a 25 indica una situazione migliore dello standard; tra 25 e 15 aumenta del 20% il rischio di complicanze, mentre sotto 15, il rischio cresce all’80%” aggiunge Candido.Il risultato è frutto di numerose variabili: “è cresciuta l’attenzione alla valutazione non solo del grado di controllo della glicemia, ma anche della pressione arteriosa, dei livelli di colesterolo e trigliceridi, della microalbuminuria, indice di danno ai reni. Di pari passo sono migliorati i risultati clinici: si è assistito a una maggior personalizzazione dell’obiettivo glicemico e a una marcata riduzione (-21,5%) del numero di anziani con controllo della glicemia scadente; è cresciuta del 29,8% la quota di anziani con valori di pressione arteriosa inferiori a 150/90 mmHg e ben dell’80,3% quella delle persone con colesterolo LDL inferiore a 100 mg/dl”, dice ancora Candido.E’ infine migliorata l’appropriatezza terapeutica: è in costante riduzione, infatti, la quota di anziani con diabete in cura con sulfaniluree, farmaci ad elevato rischio di ipoglicemia. “Va notato, tuttavia come l’utilizzo di questa classe di farmaci sia ancora elevato e non del tutto appropriato e al contrario sia bassa la percentuale di pazienti curati con le incretine, in particolare gli inibitori del DPP4 meglio indicati per la gestione dell’anziano con diabete”, conclude Candido.

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USC Shoah Foundation and World Jewish Congress announce global program to support 70th anniversary of the liberation of Auschwitz

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 settembre 2014

NEW YORK – USC Shoah Foundation – The Institute for Visual History and Education and the World Jewish Congress will be supporting the official observance of the 70th anniversary of the liberation of auschwitz-ii-birkenau-4with Auschwitz: The Past is Present, a global communication and education program. As part of the program, the World Jewish Congress will arrange for 100 survivors of Auschwitz, the German Nazi concentration and extermination camp, to attend and participate in the official observance of the 70th anniversary of the liberation of Auschwitz on 27 January 2015.The Auschwitz-Birkenau State Museum and the International Auschwitz Council are the organizers of the official commemoration event. “27 January 2015 will be a truly exceptional day,” said Dr. Piotr M.A. Cywiński, director of the Auschwitz-Birkenau State Museum. “On this day of remembrance, the whole world will focus on the tragedy of the Shoah and the entire cruel system of ghettos and concentration camps. The survivors will be our most important guests.”“When we gather at the site of unspeakable terror, we will do so to show not only survivors, but the entire world, that the suffering of so many will never be forgotten,” said USC Shoah Foundation Executive Director Stephen D. Smith. “Those who lived through the Holocaust have carried the burden of remembering long enough. It’s up to us now, their children and grandchildren, to lift its heavy weight off their shoulders. We are ready to take on the responsibility of ensuring that this tragic chapter of human history is never repeated.”“Auschwitz is not only the world’s biggest Jewish graveyard, it is also the primary symbol of the Holocaust, the biggest organized mass murder in human history. This will probably mark the last time that so many survivors will be able to join us there, and we must ensure that the unspeakable suffering they and many others had to endure at Auschwitz will not be forgotten once they are no longer among us,” said WJC CEO Robert Singer.He went on to say: “The World Jewish Congress and our President Ronald S. Lauder are honored that such renowned partners have agreed to jointly prepare this important anniversary, to ensure that this anniversary will get the world’s attention.”An estimated 1.1 million people, most of them Jews, were murdered in Auschwitz, in German-occupied Poland, between 1941 and 1945.

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Africa e nucleare: Quali le prospettive future?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 settembre 2014

mama africa di nadia ceriani“Sebbene sia innegabile la necessità di costruire una ulteriore capacità di generazione di carico di base per affrontare i problemi di sicurezza energetica del paese, – scrive Tom Harris di Frost & Sullivan, – non si può fare a meno di sollevare la questione: perché si continua a porre un’attenzione così forte sul nucleare, nonostante molti analisti del settore energia abbiano una visione discordante? Il recente aggiornamento dell’Integrated Resource Plan (IRP) afferma che, per un costo capitale overnight superiore a 6.500 dollari per kilowatt (kW), non sarà creata alcuna nuova capacità nucleare; la capacità, invece, sarà prodotta grazie a energia solare concentrata (CSP), turbine eoliche e turbine a gas a ciclo combinato (CCGT). Ciò è fondamentale, poiché i contratti nucleari più recenti in Europa suggeriscono che la realizzazione di uno scenario di costi così favorevole sarà improbabile, con un costo di capitale superiore a 7.000 dollari per kW. Per quanto riguarda i tempi di implementazione, ci sono ancora poche prove per sostenere la validità della capacità di generazione nucleare. Il nucleare ha tempi di costruzione estremamente lunghi e la costruzione è spesso soggetta a lunghi ritardi. Si sono verificati ritardi pluriennali anche nei paesi sviluppati con forti capacità gestionali, come ad esempio in Francia. Alla luce dei costosi ritardi riscontrati nell’implementazione di Medupi e Kusile, il Sud Africa può davvero permettersi di contare sul fatto che un programma nucleare non andrà incontro a problemi simili a quelli affrontati dalle recenti costruzioni nucleari in Europa? Il rapporto sullo stato dell’industria nucleare mondiale (World Nuclear Industry Status Report) afferma che “le agenzie di rating considerano rischiosi gli investimenti nel nucleare” e riferisce che il 67% delle utilities nucleari valutate tra il 2008 e il 2013 sono state declassate. Pertanto, non si può fare a meno di chiedersi se sia Eskom che il Sud Africa subiranno ulteriori declassamenti del credito, o se sarà implementato un programma di aumento della capacità nucleare guidato da Eskom. Tali declassamenti aumenterebbero ulteriormente i costi di servizio del debito di Eskom e scoraggerebbero gli investimenti nell’economia del Sud Africa già in difficoltà, avendo già sofferto un primo trimestre di contrazione nel 2014. Non esistono altre tecnologie meno rischiose e dai costi competitivi che possono essere messe in produzione in un tempo nettamente inferiore rispetto al nucleare – principalmente, energie rinnovabili e gas? Già oggi, la capacità di stoccaggio dell’energia solare concentrata (CSP) neutralizza in qualche modo l’argomento secondo cui le energie rinnovabili non sono in grado di garantire il carico di base. Anche le tecnologie solari potrebbero essere combinate con altre fonti rinnovabili, come eolico, biogas e piccolo idroelettrico, per creare diversi portafogli di soluzioni rinnovabili che potrebbero contribuire al raggiungimento dei requisiti relativi al carico di base. Se da una parte tali fonti rinnovabili offrono soluzioni energetiche ‘pulite’ attraenti, non si può ignorare il potenziale termico di gas e carbone. Con l’espansione della fornitura di gas naturale, l’economia globale ha assistito a un calo dei prezzi del gas e ad un aumento della convenienza dell’energia termica prodotta da gas. La possibilità del Sud Africa di accedere al potenziale di questa energia richiederà infrastrutture facilitanti; di conseguenza, il Sud Africa ha atteso avidamente il rilascio del piano Gas Utilisation Master Plan (GUMP) del Dipartimento dell’Energia, che determinerà l’evoluzione del settore. Questo sarà di vitale importanza per la pianificazione della capacità energetica, poiché il potenziale di “Big Gas” potrebbe ridurre la necessità di appoggiarsi al nucleare. Finché nel paese sarà disponibile una grande quantità di carbone a buon mercato, anche le centrali elettriche a carbone potrebbero rappresentare una soluzione più economica e più praticabile rispetto al nucleare per affrontare il fabbisogno di base. Tuttavia, gli esecutori del progetto dovranno imparare dagli errori costosi di Medupi e Kusile, e l’opzione migliore potrebbe essere quella di prendere in considerazione una strategia build-operate-transfer (BOT) per tali progetti futuri, piuttosto che permettere che sia nuovamente Eskom a facilitare la costruzione. Il Dipartimento dell’Energia ha mostrato un atteggiamento proattivo allineandosi con la tendenza globale verso la privatizzazione del settore energetico, attraverso l’implementazione di numerosi programmi per l’approvvigionamento di energia da produttori indipendenti (Independent Power Producer Procurement Programme). Tuttavia, il rapporto sullo stato dell’industria nucleare mondiale indica che, in un mercato dell’elettricità veramente competitivo, le centrali nucleari si troveranno a dover lottare per sopravvivere, ed evidenzia che: “tutti gli impianti nucleari la cui costruzione sia iniziata nell’ultimo decennio sono in sistemi di monopolio, solitamente di proprietà dello stato, o protetti da un patto per l’acquisto di energia a lungo termine”. Pertanto, è probabile che un programma sudafricano di costruzione nucleare dovrebbe essere un progetto sostenuto dal settore pubblico, che potrebbe rallentare la transizione verso un settore energetico competitivo e privatizzato. L’aggiornamento più recente dell’IRP sostiene saggiamente che “l’impegno ad effettuare investimenti su larga scala e a lungo raggio dovrebbe essere evitato” al fine di garantire “decisioni meno suscettibili di rammarico”. Indipendentemente dalla propria posizione sul tema dell’energia nucleare, l’apparente divario tra le recenti dichiarazioni del governo e l’IRP porta a chiedersi: che cosa sta realmente accadendo in Sud Africa relativamente allo sviluppo della politica energetica, e in che modo vengono effettivamente prese le decisioni importanti che riguardano l’evoluzione del panorama energetico? Se il governo ha veramente deciso che la capacità prodotta grazie al nucleare è la migliore alternativa per rispondere alla domanda di base di energia elettrica in Sud Africa, i decisori politici farebbero bene ad assicurarsi di poter comunicare chiaramente i fattori che hanno portato a questa conclusione. Ciò dovrebbe comprendere l’identificazione dei parametri chiave e delle variabili considerate – evidenziando le prestazioni del nucleare rispetto a gas, carbone e alternative rinnovabili, insieme alle supposizioni fatte relativamente a tali confronti. Sebbene diversi operatori del settore abbiano ancora opinioni contrastanti, questa trasparenza contribuirebbe notevolmente a migliorare il parere degli investitori. Incoraggerebbe il settore, mostrando che il governo sta seguendo un processo di definizione delle policy più coerente, logico e considerato – piuttosto che guidato da capricci, mode e fantasie di particolari individui”, conclude Frost & Sullivan.

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Ralf Peters: Keen Insight

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 settembre 2014

Ralf PetersFrankfurt until November 15, 2014 On the occasion of the start of the galleries season in Frankfurt we are introducing KEEN INSIGHT, the new series of works by Ralf Peters. A Catalogue and a new edition is available. Ralf Peters was born 1960 in Luneburg. He studied art at the University for Fine Arts in Braunschweig, at the Ecole des Beaux Arts in Nîmes and at the Academy for Fine Arts in Munich. He lives and works in Hamburg.
In the large sized landscape images of this series the artist is testing our visual perception. For the first time in Ralf Peter’s pictures every single detail is equally sharp. There is no differentiation between the different levels in the picture or a focussing on a core area. The smallest dewy hair of a corn poppy bud is shown in the same resolution as the distant huge tree in the background. This innovative way of representing seems transcendental and appears strange to us because there is one thing it tells the beholder: Every detail either in the foreground or in the background is equally ranked. The artist’s message is not only related to nature and the problem of its representation, but also closely reflects the political structures of our time. It’s about the observer standing in front of a variety of informations, institutions and problems, lots of details, which he has to face, paralyzed, unable to change. The structures are both levelled wether it is the small corn puppy or the huge tree. Regardless which, city council or federal government takes care of it: All are dealing the same way with the political crises and so there is, as in the picture, no differentiation anywhere. Differentiation is not taking place because there is no difference any more wherever things are happening – everything is equally important. In contrast to that are the other works of Ralf Peters shown, entitled Balloon, Kite and Prince. These works are about to cross the barrier to kitsch: dreamworlds, figments of the imagination and idealized landscapes in the most luminous colours. The pictures have a different meaning and a different message as they have in KEEN INSIGHT. The artist is presenting an illusory world, whereto the viewer can escape instead of dealing with the hard reality. In his series Night / Colours Ralf Peters is again showing another facet. Here it is a real time intervention that takes place on the spot. The recorded image remains untouched. At night, during the exposure time the artist is illuminating the subject with a hand torch. The depicted subject seems to glow while the rest of the picture is covered in the black colour of the night. Because of this technique the work becomes a painterly aspect.

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Nino Manfredi: retrospective

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 settembre 2014

manfredi1_bisOshawa, Wednesday, September 24 – Wednesday, November 12, 2014 Oshawa Italian Recreational Club – 245 Simcoe Street South, Oshawa, ON Free admission The Istituto Italiano di Cultura, in collaboration with the Oshawa Italian Recreational Club, is pleased to present a film retrospective dedicated to Italian comedian actor Nino Manfredi to commemorate the 10th anniversary of his death.Saturnino “Nino” Manfredi (22 March 1921 – 4 June 2004) was one of the most prominent Italian actors in the commedia all’italiana genre. He was also a film and stage director, a screenwriter, a playwright, a comedian, a singer, an author, a radio and television presenter and a voice actor. He won six David di Donatello awards, six Nastro d’Argento awards and the Prix de la première oeuvre (Best First Work Award) at the 1971 Cannes Film Festival for Between Miracles. Typically playing losers, emarginated, working-class characters yet “in possession of their dignity, morality, and underlying optimism”, he was referred to as “one of the few truly complete actors in Italian cinema”.

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