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Posted by fidest press agency su martedì, 30 settembre 2014

carcinoma polmonareCarcinoma polmonare a cellule squamose avanzato: uno studio di Fase III di confronto diretto dimostra una sopravvivenza libera da progressione dalla malattia superiore per afatinib rispetto a erlotinib
Lo studio LUX-Lung 8 ha raggiunto l’endpoint primario di miglioramento della sopravvivenza libera da progressione dalla malattia con afatinib rispetto a erlotinib dopo il fallimento della chemioterapia di prima linea a base di platino, riducendo il rischio di progressione della malattia del 18%1
La percentuale complessiva di eventi avversi gravi (> grado 3) è stata comparabile per i due farmaci 1
Circa il 30% di tutti i carcinomi polmonari non a piccole cellule sono a cellule squamose2,3 e solo il 15% dei pazienti ha una sopravvivenza pari o superiore a cinque anni4. Per questi pazienti, al momento, le opzioni terapeutiche disponibili sono limitate. Ingelheim, Germania, I risultati di Fase III dello studio LUX-Lung 8 di Boehringer Ingelheim, il primo a valutare l’efficacia di due diverse target therapy in un confronto diretto in pazienti con carcinoma polmonare avanzato a cellule squamose (SCC), indicano che la sopravvivenza libera da progressione della malattia (PFS – ovvero tempo che intercorre prima del peggioramento del tumore) è superiore con afatinib rispetto a erlotinib.1 Afatinib, un bloccante irreversibile della famiglia ErbB, ha mostrato miglioramenti significativi relativamente a diversi parametri d’efficacia, in particolare per l’endpoint primario di sopravvivenza libera da progressione della malattia, rispetto a erlotinib, dopo il fallimento della chemioterapia di prima linea.1 Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) è il tumore polmonare più diffuso, e circa il 30% dei tumori NSCLC sono carcinomi a cellule squamose.2,3 I risultati dello studio (abstract #12220) vengono presentati in occasione del Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO) 2014 in corso a Madrid
LUX-Lung 8 ha dimostrato che afatinib riduce il rischio di progressione della malattia del 18% rispetto a erlotinib e ritarda la crescita del tumore (di 2,4 mesi contro 1,9 mesi – PFS secondo revisione indipendente).1 Inoltre, afatinib ha dimostrato di apportare miglioramenti anche rispetto agli endpoint secondari: stabilizzazione della malattia (Disease Control Rate o DCR – ovvero la percentuale di pazienti con risposta completa, risposta parziale o tumore stabile 46% verso37%). La risposta obiettiva (Objective Response Rate o ORR – ovvero la percentuale dei pazienti con risposta completa o parziale) era numericamente più alta con afatinib rispetto a erlotinib1. Si è evidenziato, inoltre, un ritardo nel peggioramento dei sintomi del tumore polmonare e un miglioramento della qualità della vita e dello stato di salute globale. La percentuale di pazienti che hanno riferito miglioramento della tosse, dello stato di salute globale/qualità della vita è stata significativamente maggiore con afatinib rispetto a erlotinib.1 I risultati di sopravvivenza complessiva (OS), principale endpoint secondario,non sono ancora maturi e pertanto verranno valutati in una fase successiva del trial e riferiti in occasione di un futuro congresso medico. Glen D. Goss, co-lead investigator, M.D., Direttore della Clinical and Translational Research, The Ottawa Hospital Cancer Center, University of Ottawa Canada, ha così commentato: “I risultati di LUX-Lung 8 dimostrano un beneficio in termini di sopravvivenza libera da progressione della malattia con afatinib rispetto a erlotinib nel carcinoma polmonare a cellule squamose avanzato, un tumore con una prognosi infausta, per il quale le opzioni terapeutiche sono attualmente limitate.” Il Professor Jean Charles Soria, co-lead investigator, Head Drug Development Department, Gustave Roussy Cancer Centre, Paris, France, ha sottolineato “Inoltre, la terapia con afatinib ha avuto un impatto positivo sullo stato di salute generale e sulla qualità di vita dei pazienti, aspetti importanti per i medici che trattano pazienti con questa tipologia di carcinoma polmonare. Attendiamo con interesse i risultati di sopravvivenza globale”. La percentuale complessiva di eventi avversi severi (di grado 3 o superiore) e seri è stata comparabile per le due terapie. L’incidenza di eventi avversi severi (di grado 3 o superiore) è stata 50,2% nei pazienti trattati con afatinib rispetto a 49,1% con erlotinib. Si è osservata una maggiore incidenza di diarrea (9% verso 2%) e stomatite (3% verso 0%) di grado 3 o superiore nei pazienti trattati con afatinib rispetto a erlotinib, e di rash/acne di grado 3 o superiore con erlotinib rispetto ad afatinib (9% verso 6%).1 Vedere abstract #12220 per tutti i dettagli.Il meccanismo d’azione di afatinib differisce da quella di altri inibitori della tirosin-chinasi di EGFR come erlotinib, che hanno EGFR (ErbB1) come unico bersaglio, in quanto determina un blocco sostenuto, selettivo e completo di tutta la famiglia ErbB. Il meccanismo d’azione innovativo di afatinib può portare un beneficio terapeutico distinto. Il Professor Gerd Stehle, Vice President Area Terapeutica Oncologia di Boehringer Ingelheim, ha così commentato: “Questi dati si aggiungono alle numerose evidenze cliniche di efficacia e sicurezza di afatinib in diversi tipi di tumore polmonare. Hanno dimostrato per la prima volta la superiorità di afatinib rispetto a un’altra target therapy nel trattamento del carcinoma polmonare avanzato a cellule squamose. Sono una tappa importante nel progresso terapeutico per i pazienti affetti da questo tumore”.LUX-Lung 8 è lo studio prospettico più ampio a confrontare due target therapy di EGFR in pazienti con carcinoma avanzato a cellule squamose. E’ inoltre in corso un ulteriore studio di confronto diretto, tra afatinib e gefitinib, il LUX-Lung 7, come terapia di prima linea in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule con mutazioni di EGFR.Afatinib: indicazioni per cui è approvato e indicazioni per cui è in fase di studio
Afatinib è un farmaco approvato come terapia il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) con mutazioni dei recettori del fattore di crescita epidermico (EGFR). Afatinib è approvato con questa indicazione in diversi paesi tra cui Unione Europea, Giappone, Taiwan, Canada e Stati Uniti. In altri Paesi è in fase di valutazione da parte delle autorità regolatorie. Afatinib non è approvato in altre indicazioni.
L’approvazione di afatinib come terapia del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), positivo per mutazioni EGFR, è basata sui risultati di sopravvivenza libera da progressione della malattia (endpoint primario), ottenuti nel programma di studi clinici LUX-Lung, in cui afatinib ha ritardato in maniera significativa l’avanzamento del tumore rispetto alla chemioterapia standard. Inoltre, i dati degli studi LUX-Lung 3 e 6 hanno dimostrato che afatinib è la prima terapia a mostrare un beneficio in termini di sopravvivenza complessiva dei pazienti con NSCLC con mutazioni EGFR, rispetto alla chemioterapia. Un beneficio significativo in termini di sopravvivenza complessiva è stato dimostrato separatamente, in entrambi gli studi, in pazienti con la mutazione EGFR più comune (delezione dell’esone 19 o Del19), rispetto a chemioterapia.Sono in corso studi di Fase III su afatinib nel carcinoma a cellule squamose della testa e del collo (HNSCC) e trial in altri tipi di tumore. I risultati dello studio LUX-Head & Neck 1 saranno presentati in occasione dell’ ESMO. (foto fonte Wikipedia)

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