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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Archive for 5 ottobre 2014

Janine Von Thungen: Mama

Posted by fidest press agency su domenica, 5 ottobre 2014

mamaRoma Venerdì 10 ottobre 2014 h. 17-20,30MAC Maja Arte Contemporanea via di Monserrato 30, Durata:10 ottobre – 15 novembre 2014 A cura di Daina Maja Titonel Orari mostra Martedì – Venerdì h. 15-20 | Sabato h. 11-13/15-19.30 Chiuso lunedì e festivi Altri orari su appuntamento Apertura straordinaria DOMENICA 19 OTTOBRE 2014, h. 11-13/15-19.30. Quindici le opere in mostra tra disegni e sculture realizzate in diversi materiali e tecniche (legno, alluminio, cera, ottone, etc.) e una installazione sonora. Suono e voce ricorrono nella produzione artistica della von Thüngen; in alcune sue installazioni sono parte integrante dell’opera, mentre in questi ultimi lavori hanno un ruolo centrale. La voce, al pari dell’impronta digitale o dell’iride dell’occhio, caratterizza in modo unico l’individuo. L’emissione di un suono o di una parola ha inoltre la valenza di una performance: è qui e adesso, è un momento irripetibile. In un rapporto di reciprocità il suono come scultura penetra lo spazio e lo occupa seppure per un tempo finito mentre la scultura, divenuta traccia persistente del suono, ne conserva concretamente la suggestione. E’ da queste riflessioni che nascono gli ultimi lavori della von Thüngen, con un elemento aggiuntivo definito. La sua ricerca non ruota attorno ad un suono qualunque: la scultura prende corpo, è generata, partorita dalla pronuncia della parola MADRE (“mutter”, “mama”, “mother”, “mamma”, “mom”, “maman”, …). MAMA come impronta emotiva comune della prima esperienza di relazione tra il sé e l’altro. MAMA come la madre di tutte le relazioni. (mama)

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Giochi d’estate by Rolando Colla 

Posted by fidest press agency su domenica, 5 ottobre 2014

giochi d'estateToronto Wednesday, October 8, 2014 – 6:30pm Istituto Italiano di Cultura – 496 Huron St., Free admission Giochi d’estate/Summer Games (Italy – Switzerland – 2011 – 101 min.) Directed by Rolando Colla Language: Italian with English subtitles Cast: Armando Condolucci, Fiorella Campanella, Francesco Huang Genre: Comedy
The story of an adult and a teenage couple during a brief summer holiday by the sea. While Nic’s parents remain trapped in a precarious mutual dependency despite repeated attempts at reconciliation, their 12-year-old son tries to come to terms with his father’s traumatising violent outbursts in games with other children. He tries to teach Marie, who is of his age and suffers from her own relationship with her father, to feel nothing. In fact, both of them are transformed by their experience of the joys and pains of first love. A film about the first steps towards a life of one’s own.

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Cancro al Sud

Posted by fidest press agency su domenica, 5 ottobre 2014

Natali CANCRO acrilico su tela lavorata a mano 100x100In Italia sono operanti 40 registri tumori generali e 5 specializzati (per neoplasia o fascia d’età). Ma se al Nord il 68% della popolazione è coperto da un sistema di registrazione, al Centro (27%) e al Sud (45%) la situazione è ben diversa, a causa di lacune o problematiche strutturali che hanno impedito il corretto funzionamento di questo importante strumento di monitoraggio. Ecco quindi che l’avvio del registro tumori nella Regione Campania va a colmare un vuoto importante nella gestione della patologia oncologica nel Meridione, sia dal punto di vista degli specialisti e degli operatori del settore, sia da quello dei pazienti. Se ne parla questa mattina in occasione del Convegno Nazionale “Il registro tumori della Campania, tra numeri e strategie di intervento”, promosso dalla V Commissione Sanità e Sicurezza Sociale della Regione e reso possibile da un educational grant di Roche. “È il raggiungimento di un risultato storico – dichiara l’on Michele Schiano di Visconti, Presidente della Commissione –. Finalmente, dopo i numerosi tentativi andati a vuoto nel corso delle passate legislature, abbiamo dotato la nostra regione di un fondamentale strumento di monitoraggio oncologico. Il registro tumori consente di ottimizzare il coordinamento di tutte le attività messe in campo per attuare la prevenzione oncologica, soprattutto sul fronte che riguarda l’incidenza dei fattori ambientali sullo sviluppo delle differenti tipologie di tumori”. Le informazioni raccolte includono dati anagrafici e sanitari essenziali per lo studio dei percorsi diagnostico-terapeutici, la ricerca sulle cause del cancro, la valutazione dei trattamenti più efficaci, la progettazione di interventi di prevenzione e la programmazione delle spese sanitarie. “Fino ad oggi la mancanza di un Registro regionale ha sicuramente impedito una programmazione unitaria degli interventi di contrasto da parte del nostro sistema sanitario – aggiunge Schiano di Visconti –. Ma siamo certi che le eccellenze sanitarie campane, ben rappresentate oggi, apprezzeranno l’istituzione di una struttura volta a razionalizzare il più possibile il loro lavoro di ricerca, monitoraggio e prevenzione”. In quest’ottica sarà importante la collaborazione con tutti gli operatori (medici di medicina generale, ASL, Aziende Ospedaliere, enti territoriali, istituzioni) della Sanità regionale. “La collaborazione tra i differenti operatori e le diverse strutture sanitarie è di fondamentale importanza. Anzi, è sicuramente l’anima del buon funzionamento del Registro tumori – sottolinea l’on. Schiano di Visconti – Parliamo di uno strumento di raccolta ed elaborazione dati finalizzata al coordinamento di tutte le forze e le professionalità già in campo nella lotta ai tumori, dal campo della ricerca a quello della cura”. Ma i numeri possono essere importanti anche per incrementare i messaggi e le campagne sull’importanza della prevenzione. “È da sempre la miglior strada perseguibile in ambito sanitario, perché garantisce una migliore qualità di vita al cittadino e quindi la conseguenza economica non può che essere positiva nel medio lungo periodo – afferma il prof. Francesco Cognetti, Presidente della Fondazione Insieme contro il cancro –. I numeri, i dati, sono fondamentali per dare anzitutto la reale dimensione del problema da affrontare. Inoltre, il confronto delle rilevazioni, nel lungo e medio termine, permette di verificare se i piani di prevenzione applicati stiano sortendo un buon esito”.
Anche la presenza delle reti oncologiche regionali è importante per stabilire parametri condivisi che permettano oltre che il funzionamento, anche il monitoraggio dell’offerta socio-assistenziale. “Sicuramente, questo è uno dei tanti vantaggi del buon funzionamento del Registro Tumori – conclude Schiano di Visconti –: andare a generare una sana competizione tra le forze in campo affinché l’offerta socio-assistenziale possa migliorare continuamente. In questo la Regione Campania non ha nulla da invidiare alle altre regione italiane, è solo provata dal dissesto finanziario lasciatoci in eredità dalle precedenti legislature, ma che grazie alla nostra azione è stato pienamente risanato”.

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Epatite C: piano programmatico

Posted by fidest press agency su domenica, 5 ottobre 2014

epatite-C“In Italia ogni anno aumentano le persone che manifestano l’epatite C e di questi oltre 10.000 soffrono di patologie epatiche alcune delle quali cancerose che necessitano di cure costose non solo per il singolo cittadino ma anche per il Servizio sanitario nazionale. Allo scopo di rendere tali cure sostenibili urge un piano programmatico contro l’emergenza epatite C”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che precisa: “Stiamo parlando di fornire ai pazienti farmaci salvavita, già disponibili in alcuni Paesi europei, che sono in grado di curare e salvare migliaia di pazienti fino a evitare le infauste diagnosi di tumore del fegato. Vorremmo ricordare che i veri risparmi in termini sanitari provengono espressamente dalla prevenzione. Altrettanto – continua Maritato – i pazienti potranno essere trattati più semplicemente e con una probabilità di successo molto elevata affinché nessuno debba più morire per le complicanze dell’epatite C”. “Detto questo vogliamo affermare che il costo del farmaco va valutato anche in termini di abbattimento dei costi correlati alla malattia, sia diretti che indiretti, compresi i costi sociali. Per questo motivo è auspicabile che ministero della Salute, Aifa e Conferenza delle Regioni condividano la proposta di un piano pluriennale per trattare gradatamente tutti i malati di Epatite C. Fare questo significa impegnarsi a stanziare un budget adeguato dedicato alla patologia che – conclude Maritato – nel medio-lungo periodo sia compensato dai benefici di riduzione dei costi sia diretti, ossia farmaci, ospedalizzazione, specialistica, gestione del paziente, trapianti che indiretti con la perdita di produttività e il decesso prematuro del malato”.

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Rilanciare i consumi. Come si fa?

Posted by fidest press agency su domenica, 5 ottobre 2014

consumatoriRilanciare l’economia rilanciando i consumi. E’ la strada da seguire ma non si riesce a percorrerla. La detrazione fiscale che ha portato 80 euro nelle tasche di una parte degli italiani non e’ servita. Si sta provando con l’anticipo del Tfr in busta paga. Servira? Vedremo, intanto non e’ vero che gli italiani non hanno soldi. Secondo il Censis, il risparmio dal 2007 al 2013, e’ aumentato di 234 miliardi, piu’ 9,7%, passando da 975 a 1209 miliardi. Soldi liquidi, che non vengono spesi ne’ investiti perche’ si ha paura del futuro, tant’e’ che il 30% degli italiani teme di diventare povero. Occorre ridare fiducia e certamente non la si da’, per esempio, con i titoloni dei media che rappresentano la disoccupazione giovanile al 44,2% quando e’ all’11,9%. Come si fa ad alterare i dati? Semplicemente contando nei disoccupati anche gli studenti. Ovvio, che anche l’11,9% e’ un dato elevato ma non si possono dare cifre sballate che creano paura e sfiducia. Certamente, la responsabilita’ e’ anche di questo governo che va avanti ad annunci e non produce riforme incisive (si veda la finta riforma del Senato, quella delle Aree Metropolitane o quella della pubblica amministrazione). Insomma, dal girone infernale sembra che non si voglia uscire. Non lo vogliono ne’ i cosiddetti “poteri forti”, quelli che gestiscono l’informazione, ne’ il Governo. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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L’Università della Santa Croce inaugura il suo 30º anno accademico

Posted by fidest press agency su domenica, 5 ottobre 2014

università santa croceROMA, Martedì 7 ottobre 2014 (ore 11:00, Aula Magna “Giovanni Paolo II” – Piazza Sant’Apollinare, 49) si terrà l’Atto accademico di inaugurazione dell’Anno 2014/2015 della Pontificia Università della Santa Croce, 30º della sua fondazione. A presiedere i lavori, il Vescovo Prelato dell’Opus Dei e Gran Cancelliere dell’Università, SER. Mons. Javier Echevarría. Dopo i saluti introduttivi del Rettore Mons. Luis Romera, il Rev. Prof. José María La Porte, Professore Straordinario della Facoltà di Comunicazione Istituzionale, terrà la lezione inaugurale sul tema “Comunicazione della fede e periferie esistenziali. Riflessioni sulla Evangelii gaudium nell’ambito della comunicazione”. L’atto si concluderà, come di consueto, con il saluto e agli auguri del Gran Cancelliere. La Santa Messa votiva dello Spirito Santo, presieduta dallo stesso Prelato dell’Opus Dei e alla quale concelebreranno le autorità accademiche e i Decani delle quattro Facoltà, avrà luogo nella Basilica di Sant’Apollinare alle ore 9:30.

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Il gruppo Cegeka acquisisce Brain Force

Posted by fidest press agency su domenica, 5 ottobre 2014

brain forceIl gruppo Cegeka ha completato l’acquisizione di BRAIN FORCE SOFTWARE GmbH (Germania) con le sue “Subsidiaries” e di BRAIN FORCE S.P.A. (Italia) da BRAIN FORCE HOLDING AG. Cegeka adesso offre servizi in 11 Paesi europei, coinvolge uno staff di oltre 3200 persone e prevede di realizzare un fatturato complessivo di 350 milioni di euro nel 2015.Questa transazione segna un passo importante nella continua internazionalizzazione di Cegeka, inquadrando il Gruppo, in maniera inconfondibile, come solution provider e ICT integrator paneuropeo. Il cuore dell’offerta Cegeka include soluzioni cloud ibride (IaaS), gestione remota delle infrastrutture 24/7, service desk multilingue, servizi di sicurezza gestiti, sviluppo software con metodologia Agile e manutenzione delle applicazioni.”Ci siamo interessati a BRAIN FORCE perché è una grande azienda con dipendenti di talento e clienti di valore. BRAIN FORCE completa l’assetto geografico di Cegeka portando lo stesso atteggiamento pratico e concreto che i nostri clienti apprezzano”, afferma André Knaepen, CEO e Presidente del Consiglio d’Amministrazione Cegeka. “Questo passo rappresenta la nostra apertura verso l’Europa continentale. C’è effettiva necessità di un’azienda ICT internazionale focalizzata sulla qualità del servizio, che abbia vantaggi di scala, rispetto ai player puramente locali, e che sia più flessibile e vicina ai suoi clienti dei grandi global player ICT.”Stefania Donnabella, amministratore delegato di BRAIN FORCE S.P.A. (Italia), dichiara: “Ciò che trovo molto stimolante è che i nostri dipendenti saranno parte attiva nel potenziamento di un operatore ICT paneuropeo. Sono rimasta veramente colpita dalla cultura imprenditoriale di Cegeka, dall’attenzione che porta ai clienti e dall’energia positiva che trasmette. La nostra strategia di crescita basata sul valore non potrà ce godere dell’esperienza e del successo costruito negli anni da Cegeka. Da oggi i nostri clienti potranno beneficiare anche di servizi cloud e remote support 24/7. Ci aspettano nuove sfide e la realizzazione di nuovi importanti obiettivi insieme.”

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Medicina: Alta formazione in Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 5 ottobre 2014

medico_di_baseUn scuola aperta tutto l’anno, la prima in Europa, per formare i nuovi medici di famiglia. Iniziano oggi a Firenze, nella sede nazionale della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) completamente rinnovata, i corsi della Scuola di Alta Formazione della società scientifica. “Questa struttura – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG – ha carattere permanente, con una particolare attenzione rivolta ai giovani professionisti a cui offriamo borse di studio e a cui dedicheremo una specifica sezione. Ogni settimana offriremo nuovi corsi e le classi saranno formate da non più di 20 discenti, proprio per favorire l’apprendimento. Tutti i contenuti della scuola sono organizzati in una prospettiva di lavoro all’interno delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) e delle Unità Complesse di Cure Primarie (UCCP), cardine della nuova assistenza sul territorio. Il primo corso sarà dedicato all’ecografia internistica e della tiroide, ma non ci occuperemo solo di diagnostica complessa. È necessaria infatti una ‘riappropriazione professionale’ da parte dei medici di famiglia del futuro. Insegneremo tutti gli elementi qualificanti della pratica medica: dalla diagnostica di base (ad esempio, l’elettrocardiogramma), alla piccola chirurgia ambulatoriale, fino al management ed all’IT. Queste competenze devono rientrare nel curriculum di un moderno medico del territorio. Non vogliamo formare specialisti, ma professionisti che sappiano offrire ai cittadini tutti gli strumenti che qualificheranno le nuove cure primarie”. L’avvio della scuola ha richiesto un notevole impegno economico da parte della SIMG, che ha acquistato numerose apparecchiature diagnostiche (ad esempio ecografi ed elettrocardiografi), grazie a un accordo con Gima-Doctor Shop. La struttura è aperta non solo ai soci SIMG, ma a tutti i medici di medicina generale.

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L’ereditarietà del… Feudo

Posted by fidest press agency su domenica, 5 ottobre 2014

Castello_2Nel Medio Evo i vassalli, valvassori e valvassini ingaggiarono una diatriba con l’imperatore per ottenere l’ereditarietà del feudo loro assegnato. Fu solo nel 1037 che Corrado il Salico, con l’Edictum de Beneficiis (comunemente noto come Constitutio de Feudis) stabilirà l’ereditarietà dei feudi .
Successivamente altri imperatori pensarono di dare l’investitura ai vescovi, nella più illusione che non avessero figli per i quali chiedere l’ereditarietà; furono i visconti (vescovi-conti), ma si generò una ulteriore diatriba sul dovere dell’obbedienza: a chi dovevano obbedienza i visconti al Papa in quanto vescovi o all’imperatore in quanto conti ? Così scoppiò la “lotta per le investiture”. Sono trascorsi quasi 1.000 anni, ma il diritto all’ereditarietà scatena ancora mai sopiti appetiti. Stavolta non si tratta di un feudo con tanto di titolo nobiliare; si tratta di un partito con un leader in fase politica terminale e giovani ambizioni che aspirano alla successione. Emergono in due, uno palesemente e l’altro dietro le quinte, ma ciascuno dei due sa di avere nell’altro l’avversario da battere. Spariti dalla scena Fini e Casini, mai comparsi aspiranti tra i Fratelli d’Italia, emergono due soli nomi: Fitto, ormai chiaramente schierato come aspirante che gioca in casa e crea marette e dissapori e Renzi, proveniente dall’opposizione a FI, ma incastrato e coccolato da Berlusconi, nella logica del bastone e della carota. E’ stato un gioco sottile quello di Berlusconi, quando ha dovuto toccare con mano di non avere più ambizioni personali da nutrire; allora ha cercato di imbrigliare Renzi garantendogli i numeri per continuare a fare il presidente del consiglio, ma a condizione di non concludere nulla, o al massimo qualche riforma, ma secondo i dictat che provengono dal trono sgangherato di FI. Fitto non ci sta; si è fatto una sua cerchia di fedelissimi, sparuta ma sufficiente a non far passare i provvedimenti cari a Berlusconi, come l’elezione di suoi fedelissimi alla Corte Costituzionale. La tentazione a lasciare FI e farsi un partito tutto suo Fitto ce l’ha, ma l’ingloriosa fine di Casini e Fini lo scoraggia, per cui ha deciso, al meno per ora, di battersi dall’interno del partito. “Sei figlio di un vecchio democristiano, vattene da dove vieni”, questa la condanna di Berlusconi all’ambizioso Fitto; una frase che lascia prevedere che la scelta è ormai cosa fatta: sarà Renzi l’erede, nell’assurda convinzione che sia in grado di portare una corposa dote di voti, tali da poter costruire una maggioranza assoluta senza la necessità di cercare fastidiose alleanze.
Renzi farebbe il donatore di sangue all’anemica FI, ottenendo in cambio la gestione del ruolo di presidente del consiglio a vita, mentre Berlusconi si accontenterebbe di una legge sul semipresidenzialismo che lo collocherebbe nel Colle più alto a concludere la sua fallimentare esperienze politica ventennale. E l’Italia? Anche a questa domanda risponde l’esperienza della storia, che tornerebbe a riproporre il frazionamento della nazione nei vari ducati, signorie, contee, marchesati, giusto per soddisfare i tanti appetiti che ancora non demordono. Ovviamente con tanto di ereditarietà confermata ! (Rosario Amico Roxas)

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«Decolonizzare l’immaginario»

Posted by fidest press agency su domenica, 5 ottobre 2014

serge_latoucheSerge Latouche ritorna all’origine della sua teoria della decrescita con la terza edizione del suo evergreen Decolonizzare l’immaginario. Il pensiero creativo contro l’economia dell’assurdo (Editrice Missionaria Italiana, pp. 208, euro 13,50, in libreria da mercoledì 8 ottobre). Il grande economista e filosofo francese, animatore del Mauss (Movimento anti-utilitarista nelle scienze sociali) e padre dell’espressione decolonizzare l’immaginario, nel testo inedito contenuto nel libro-intervista di Roberto Bosio traccia un bilancio del suo pensiero e propone dieci punti per uscire dallo «stato di tossicodipendenza dalla società dei consumi». Al progresso e alla crescita si debbono contrappore valori positivi e paradigmi nuovi, legati ai concetti di sostenibilità, di conversione ecologica, di riappropriazione del denaro e della fine della dittatura dei mercati finanziari, oltre a resistere a quella che Latouche chiama «l’aggressione pubblicitaria» dei media globalizzati.Da sempre attento alle dinamiche socio-economiche tra Nord e Sud del mondo e alle depredazioni che il capitalismo ha perpetrato soprattutto in Africa, Latouche prende in prestito il vocabolario post-coloniale, affermando che «sradicare la credenza» nella crescita economica significa liberarsi dalla colonizzazione del nostro immaginario, abolendo le categorie di «”sviluppo” e di “progresso”». La decrescita non è più così un concetto negativo, come l’FMI o la UE vorrebbero farci credere, bensì una «rivoluzione» che libererà la società da una «servitù in parte volontaria». Se la società saprà liberarsi del mito dello sviluppo, si assisterà ad un vero cambiamento di valori e ad un processo di «deoccidentalizzazione». In altre parole, si tratta di «uscire dall’economico». Esempi concreti di dove la decrescita – che non significa recessione – già in atto nel mondo sono le «Città in transizione». Tali città, da Totnes nel Regno Unito fino a Monteveglio nell’Appenino bolognese, tendono all’autosufficienza energetica e alla resilienza, che Latouche considera un concetto più appropriato rispetto a quello di autosostenibilità. Cercando di fornire risposte alle domande cruciali del futuro – quali come sopravvivere quando termineranno le risorse del pianeta e, a causa del surriscaldamento globale, si assisterà a catastrofi naturali – queste città si sono rivolte all’esperienza ecologica, con la reintroduzione di orti naturali, di piccole unità artigianali, con l’utilizzo di forme di energia rinnovabili che rafforzano la resilienza.Un cambiamento di paradigma e di mentalità: la decolonizzazione dell’immaginario è già cominciata!
Serge Latouche, Decolonizzare l’immaginario. Il pensiero creativo contro l’economia dell’assurdo. Libro-intervista a cura di Roberto Bosio, Collana Cittadini sul Pianeta diretta da Francesco Gesualdi, Editrice Missionaria Italiana, pp. 208, euro 13,50

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Economia di comunione

Posted by fidest press agency su domenica, 5 ottobre 2014

oppian labCon una ‘Virtual Expo’ di 56 aziende italiane che condividono la medesima esperienza di comunione in economia, si è aperta all’insegna dell’Economia di Comunione (EdC) la prima giornata della quinta edizione di LoppianLab, il laboratorio nazionale dal titolo: “Una mappa per l’Italia tra relazioni, lavoro, cultura”.
Un confronto a tutto campo dei rapporti tra politica ed economia a partire dal percorso dell’AIPEC, realtà di imprenditori che cercano di proporre la prassi dell’EdC all’interno del contesto sociale ed economico italiano. La responsabilità sociale d’impresa è solo un elemento decorativo o è il criterio fondamentale strategico dell’agire economico?. Come superare lo svantaggio competitivo nell’azienda virtuosa e rispettosa della legge in uno scenario di crisi che il ministro Padoan definisce peggiore del ’29? Su tali temi si sono confrontati il presidente del Movimento Politico per l’Unità (MPPU) Silvio Minnetti, Antonio Baldaccini, responsabile del Gruppo Umbria Cuscinetti, Giovanni Arletti (Gruppo CHIMAR), leader nel campo degli imballaggi industriali e Gaetano Guzzardi, giovane avvocato catanese e segretario generale AIPEC. Al termine è stato premiato un progetto imprenditoriale d’innovazione e inclusione sociale, “La casa sulla roccia” di Benevento.
Nel pomeriggio Luigino Bruni, economista e coordinatore del progetto EdC ha aperto la Convention nazionale di Economia di Comunione. Ha ribadito la centralità dei “poveri che ne è anche la radice”: “E’ ascoltando il grido dei poveri che 23 anni fa, nel ’91, prese il via la proposta dell’Economia di Comunione, basata sulla volontà di condividere gli utili per creare opportunità a chi è a disagio o emarginato”.
Molte le storie di realtà associative e d’impegno sociale raccontate, che mettono l’uomo, il disagio e la povertà al centro del loro agire: Caritas argentina, Associazione Mondo Unito (AMU), Libera contro le mafie, Caritas Torino, Fondazione di Comunità (Messina), Coop. Sociale L’Arcolaio.
Giovanni Romano presidente dell’Arcolaio racconta il progetto con i carcerati a Siracusa che ha innescato un circolo virtuoso di fiducia: “Cerchiamo di costruire con i detenuti percorsi di riscatto, di dignità. Diamo loro una possibilità di riscatto, producendo pasta di mandorle. In questo modo ci siamo aperti anche al territorio circostante. Il carcere per funzionare ha bisogno di territori solidali dove ci si aiuti. C’è da abbattere muri”.
Tiziana Ciampolini della Caritas di Torino descrive il progetto “Fa bene”: azioni concrete di solidarietà nella quotidiana pratica della spesa alimentare, promuovendo l’acquisto di cibo fresco e di qualità per famiglie in difficoltà.

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Nasce Happy un concetto di area ludica multimediale interattiva dove i bambini possono giocare tra reale e virtuale

Posted by fidest press agency su domenica, 5 ottobre 2014

area multimedialeE’ un concetto innovativo rispetto alle tradizionali aree giochi, in assoluta armonia con l’interesse e l’attitudine di utilizzo che oggi i bimbi manifestano verso il mondo digitale e le sue applicazioni. La filosofia è, allo stesso tempo, quella di giocare ma anche di imparare e socializzare con gli altri bambini. Colorata e fantastica, assolutamente personalizzabile sul marchio, i personaggi, i valori e i simboli scelti dal potenziale cliente, la HAPPY è estremamente accogliente per il bambino: si entra in un mondo fantastico . La sua dimensione ridotta, la sua flessibilità modulare e componibile, consente di creare in modo semplice ed immediato un’area ludica personalizzata e di localizzarla in qualsiasi spazio (che abbia una presa elettrica) . dove, in vario modo e a vario titolo, le famiglie con bambini circolano e sostano (dai centri commerciali, alla media distribuzione fino alle piccole attività commerciali, dai bar ai ristoranti, dai family hotel ai vill aggi turistici, dalle ludoteche agli asili, dalle aree e parchi giochi indoor a quelli outdoor, dalle stazioni e gli aeroporti alle navi da crociera, solo per fare alcuni esempi) . Può essere sia stabile che mobile, può operare sconnessa o connessa ad internet : La HAPPY consente in poche ore di trasformare uno spazio vuoto in un paradiso di gioco per bambini
Le tecnologie utilizzate sono quelle particolarmente familiari e amate dai più piccoli: dalle applicazioni touch screen che consentono di interagire e condividere, alle applicazioni legate alle più diffuse Console, ad applicazioni video. La sua semplicità e immediatezza incide anche sul costo particolarmente abbordabile: HAPPY quindi non solo i bimbi ma anche chi la acquista…Prodotta da: Amico Bimbo srl

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Settimana sicurezza nelle scuole

Posted by fidest press agency su domenica, 5 ottobre 2014

rietiRieti. Prenderà il via, a partire da lunedì prossimo 06 ottobre, l’edizione autunnale della “settimana della Sicurezza scolastica”, che vedrà coinvolti i principali Istituti Comprensivi della città.
L’iniziativa, promossa dal CER Protezione Civile di Rieti, in collaborazione con l’Associazione di volontariato di Castel Sant’Angelo ed il Gruppo comunale Volontari di Rivodutri, prevede il coinvolgimento di oltre 120 classi della scuola primaria, che spaziano dai bambini delle materne ed elementari, fino agli adolescenti delle medie, distribuiti su 19 edifici scolastici della città. Le precedenti edizioni, hanno visto l’adesione entusiastica di circa tremila alunni ed il coinvolgimento del corpo insegnante, e deve la sua riuscita grazie alla preziosa collaborazione dei Dirigenti di Istituto, oltre all’attenta supervisione dell’Ufficio Scolastico provinciale e dei tecnici responsabili della sicurezza.
“Molteplici sono le iniziative in programma – a spiegarcelo è Crescenzio Bastioni del CER di Rieti – tra le quali spiccano gli incontri formativi sulle tecniche di sicurezza e gestione delle situazioni di emergenza, rivolti ad oltre 400 tra insegnanti e personale non docente, per proseguire con le lezioni in aula ai bambini e adolescenti sui comportamenti da tenere in caso di terremoto o incendio”.
“Molto importanti – prosegue Bastioni – saranno le prove di evacuazione dei plessi scolastici, in cui simuleremo il verificarsi di una forte scossa sismica o l’improvviso propagarsi di un incendio a scuola, in modo da testare il grado di preparazione di insegnanti e bambini e verificare l’efficacia dei Piani di emergenza delle singole scuole”.
“Il nostro principale obiettivo come Protezione Civile, – sottolinea il responsabile del CER – nell’impegno che mettiamo sul tema “scuola sicura”, è quello di far passare il messaggio, a tutta la popolazione scolastica, dell’importanza della prevenzione e della preparazione per potersi difendere dai pericoli che incombono sulla nostra esistenza quotidiana e che, il più delle volte, si presentano all’improvviso”.
Le scuole di Rieti che hanno aderito alla settimana della sicurezza scolastica sono:
– Istituto comprensivo G.Pascoli, guidato dalla Preside Liviana Bolognini.
– Istituto comprensivo di Villa Reatina, guidato dalla Preside Paola Testa.
– Istituto comprensivo Minervini-Sisti, guidato dalla Preside Carla Felli.
– Istituto comprensivo A.M.Ricci, guidato dalla Preside Domenica Pedica. (settimana sicurezza)

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GallieraVaVeloce: dal post terremoto a smart city

Posted by fidest press agency su domenica, 5 ottobre 2014

banda ultralargaBologna Martedì 7 Ottobre alle ore 11:30 c/o Lepida SpA, Viale Aldo Moro, 64 (BO) – 15° Piano. Anche il Comune di Galliera rinasce sotto il segno dell’innovazione offrendo da subito connettività simmetrica ai cittadini a prezzi non elevati durante la quale verrà annunciato l’arrivo della banda ultralarga (BUL) per i cittadini e le imprese del Comune di Galliera, mostrando come il modello virtuoso di collaborazione tra pubblico e operatori di telecomunicazione locali, inaugurato con il Comune di Pieve di Cento, possa essere replicato e applicato a Comuni morfologicamente molto diversi tra loro. Tre le novità: il progetto è completo e va a coprire tutto il territorio urbano con precise fasi di intervento, per cui tutti i cittadini del Comune sapranno da subito quando arriverà la BUL; per la prima volta a livello nazionale viene offerta connettività simmettrica anche per il mercato consumer (i cittadini), non solo per le imprese, a prezzi non elevati; l’offerta include da subito, non solo Internet, ma la Voce con tariffe flat verso fissi e cellulari.
Galliera diventa dunque il secondo esempio di piccolo Comune a livello nazionale che attiva la banda ultralarga con un modello più snello e attento alle fasce più deboli rispetto a quello implementato dalle grandi città, mostrando come “piccolo” e “futuro” siano due termini che possono andare avanti insieme.

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“Qualità in nutrizione, valore in salute”

Posted by fidest press agency su domenica, 5 ottobre 2014

martinaL’iniziativa è stata promossa dalla Fondazione Istituto Danone Italia in occasione dei suoi 23 anni, il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina – impossibilitato ad intervenire personalmente per impegni istituzionali – esprime il suo apprezzamento nei confronti dell’iniziativa: “Diffondere la cultura dell’alimentazione, incoraggiare e stimolare il consumo di prodotti sicuri e di qualità, è fondamentale per la tutela della salute, anche e soprattutto dei nostri giovani. In vista dell’Expo 2015, che pone al centro della discussione globale il tema della sicurezza alimentare, abbiamo deciso di lavorare concretamente con il Ministero dell’Istruzione per un’eredità culturale dell’evento di Milano. Con il Ministro Giannini, infatti, abbiamo avviato un progetto per introdurre in tutte le scuole un’ora di educazione proprio sull’alimentazione. Dobbiamo fare in modo che si apprenda fin da piccoli il valore e il significato di quanto è sulle nostre tavole ogni giorno perché questo vuol dire anche prevenire fenomeni purtroppo sempre più problematici come i disturbi alimentari e gli sprechi di cibo”. Conclude il Ministro Martina: “Sensibilizzare i cittadini, coinvolgere l’opinione pubblica e confrontarsi sul tema della corretta alimentazione, su quello della qualità e della tracciabilità dei prodotti, è strategico. Per questo motivo ritengo che iniziative come quella promossa dalla Fondazione Istituto Danone Italia siano di grande aiuto. Il contributo che la Fondazione può offrire, infatti, è rilevante non solo per la comunicazione, ma anche per le iniziative concrete che possono uscire da questo dibattito.”

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