Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 14 ottobre 2014

Renzi: predica bene e … razzola male

Posted by fidest press agency su martedì, 14 ottobre 2014

cognetti2I Presidenti dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e della Fondazione “Insieme Contro il Cancro”, proff. Stefano Cascinu e Francesco Cognetti, hanno inviato oggi una lettera aperta al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in seguito alla sua visita ai futuri stabilimenti della Philip Morris di Zola Predosa (BO). Gli oncologi ricordano come il fumo rappresenti uno dei maggiori nemici per la salute dell’uomo: le sigarette sono infatti responsabili di oltre 9 decessi su 10 per cancro al polmone. Ecco di seguito il testo integrale della lettera.
Sig. Presidente, Le scriviamo in merito alla sua visita al futuro stabilimento della Philip Morris di Zola Predosa, dello scorso venerdì 10 ottobre. Come oncologi e uomini di scienza abbiamo molto apprezzato il Suo discorso sul valore dell’innovazione, unica via per uscire dalla crisi e per provare a costruire il domani di questo Paese. Le scoperte mediche si basano per loro natura sulla ricerca e sull’innovazione, senza le quali non si potrebbero ad esempio sviluppare nuovi farmaci. Ogni giorno dialoghiamo con le aziende farmaceutiche e ci rendiamo conto delle difficoltà per le multinazionali a investire in Italia. Quindi, siamo lieti che venga costruito uno stabilimento in Emilia Romagna, con tutte le positive conseguenze occupazionali che verranno.
Questo, però, non può farci dimenticare che la Philip Morris è una delle principali multinazionali produttrici di sigarette e il fumo rappresenta uno dei più grandi pericoli per la salute dell’uomo, soprattutto per il tumore del polmone. La probabilità di sviluppare la malattia, infatti, è più alta di 14 volte nei tabagisti rispetto ai non fumatori. In Italia, i prodotti a base di tabacco sono responsabili di oltre 9 decessi su 10 per cancro al polmone. A livello mondiale il fumo di sigarette è responsabile di circa un terzo dei tumori, non solo di quelli polmonari. Tralasciando poi gli altri effetti dannosi del fumo sulla salute (malattie respiratorie, cardiovascolari, ecc.). Infine, sono stati espressi da autorevoli organismi nazionali e internazionali (Organizzazione Mondiale di Sanità, Istituto Superiore di Sanità, ecc.) pareri negativi sulla sigaretta elettronica, che verrà prodotta nei nuovi stabilimenti, sull’efficacia a promuovere la disassuefazione al fumo e in particolare sulla sua nocività. Pareri che peraltro in parte non condividiamo. Siamo quindi Sig. Presidente a proporle una riflessione su una o più campagne di sensibilizzazione sul tema, così come ha recentemente fatto anche la Francia del premier Hollande, che ha stanziato 1,5 miliardi di euro per iniziative sugli stili di vita. Come oncologi siamo sempre pronti ad avviare nuove collaborazioni, ai più alti livelli istituzionali, per far capire alle persone e in particolar modo ai giovani l’importanza di uno stile di vita corretto. Siamo da anni in prima linea su questo fronte. Abbiamo già avviato campagne e progetti di awareness su tutto il territorio nazionale, con feedback eccellenti da tutti i nostri interlocutori: Ministero della Salute, ASL, Regioni, istituti scolastici, altre società scientifiche, ecc. Per esempio abbiamo avviato una campagna, dal titolo “Non fare autogol”, rivolta ai giovani studenti delle scuole superiori su questo tema, progetto che ha avuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri già durante il Governo Monti. E stiamo per avviare la campagna “La lotta al Cancro non ha colore”, rivolta agli immigrati e ad altri strati più disagiati della popolazione italiana, colpiti in larga incidenza da questa malattia anche in forme più avanzate. La campagna è fortemente sostenuta anche dal Presidente della Repubblica. Disponiamo quindi di tutto il know-how necessario per fare la nostra parte. Purtroppo, l’Italia è relegata da anni in fondo alle classifiche sulle iniziative di prevenzione: solo lo 0,5% della spesa sanitaria complessiva viene destinato a questo scopo, contro il 3,2% della Germania o il 4,8% dei Paesi Bassi.

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Sandro Parmeggiani: Mostra antologica

Posted by fidest press agency su martedì, 14 ottobre 2014

sandro parmeggianiMilano dal 17 ottobre al 9 novembre 2014 orari: 10-19.30 (martedì e giovedì fino alle 22) chiuso il lunedì ingresso libero Spazio Oberdan, Viale Vittorio Veneto 2, inaugurazione giovedì 16 ottobre, ore 18.00 mostra promossa da Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura a cura di Vittorio Sgarbi
La Provincia di Milano ospita allo Spazio Oberdan, una Mostra antologica di Sandro Parmeggiani, selezione di opere del periodo artistico che va dal 1930 al 1970. La mostra è promossa da Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura.
Parmeggiani ha vissuto diverse epoche pittoriche nella sua lunga vita d’artista: figurativo e paesaggista, passando dal post-impressionismo di matrice lombarda a esperienze con forti risentimenti cubisti (forse il suo periodo più rappresentativo), per approdare infine verso l’universo astratto, per altro vissuto con colori squillanti, essendo l’artista un maestro riconosciuto del colore.

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FRA recognised for its outstanding work on combating violence against women

Posted by fidest press agency su martedì, 14 ottobre 2014

sexual violenceThe Spanish Observatory against domestic and gender violence has awarded its prestigious annual prize to the EU Agency for Fundamental Rights for its outstanding work to help end violence against women. “For too long, violence against women was regarded as a private problem that should and could not be discussed in public, and women who were abused by their partners or by strangers were expected to suffer in silence,” said FRA Director Morten Kjaerum. “This is changing, thanks to the many developments in European society and in EU legislation and policy over the last few decades; but there is still a long way to go.” FRA has been awarded the prize this year for its efforts in fighting violence against women, notably for its work on the world’s biggest-ever survey on violence against women. The survey revealed the extent of abuse suffered by women at home, work, in public and online across the EU. The award ceremony took place on 14 October in Madrid in the presence of high-ranking representatives of the Spanish government. The Observatory is a government institution headed by the Spanish General Council of the Judiciary made up of representatives from the Spanish ministries of the interior, justice, equality, the State General Prosecutor, Spain’s general law council as well as the Spanish regions. This is the 10th time the prize has been awarded. FRA is sharing this year’s award with Thelma Aldana, the Attorney General of Guatemala, in recognition of her efforts to create an observatory on sexual violence and femicide in her country.

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Finanziato un Progetto di Ricerca, di cui Unicam è capofila

Posted by fidest press agency su martedì, 14 ottobre 2014

pettinariCamerino. L’Ateneo di Camerino si è collocato al terzo posto, su oltre 70 candidature, all’interno del programma “Erasmus Plus – Partenariati Strategici. Azione chiave sulla cooperazione per l’innovazione e le buone pratiche nell’ambito dei sistemi di alta Formazione”. Il progetto, che ha l’Università di Camerino come capofila ed è realizzato in partenariato con otto Istituzioni di Istruzione Superiore europee, è incentrato sul tema: “LEADER: LEarning And Decision making Resources (L’apprendimento e le risorse decisionali)” ed ha ottenuto un finanziamento di 425.000 euro. “Siamo molto orgogliosi – sottolinea il Prof. Claudio Pettinari Pro Rettore Vicario e Delegato per le Relazioni Internazionali, internazionalizzazione della didattica e mobilità –per questo ulteriore importante riconoscimento. I partenariati strategici si propongono di sostenere lo sviluppo, il trasferimento e l’attuazione di pratiche innovative a livello organizzativo, locale, regionale, nazionale o europeo, offrendo l’opportunità alle organizzazioni attive nei settori dell’istruzione e della formazione di cooperare per l’attuazione di pratiche innovative che portino ad un insegnamento, ad una formazione e ad un apprendimento di alta qualità. Per questo – prosegue il Prof. Pettinari – attraverso il nostro progetto, abbiamo pensato di promuovere lo sviluppo di servizi, strumenti e pratiche innovative nell’ambito dell’orientamento alla carriera professionale lungo tutto l’arco della vita. Saper scegliere, essere consapevoli delle proprie scelte, avere la sicurezza e la fiducia nel percorso intrapreso, sono fattori determinanti per la realizzazione del progetto di vita di ogni individuo”. Il progetto prevede un percorso triennale nel corso del quale saranno organizzati eventi di divulgazione, giornate di formazione e saranno sviluppati strumenti e metodologie volte a supportare il raggiungimento degli obbiettivi che il programma Erasmus Plus si prefigge di raggiungere nel 2020.

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Il futuro del paesaggio: I piccoli musei

Posted by fidest press agency su martedì, 14 ottobre 2014

paesaggio venetoDal 17 al 19 ottobre 2014 nel territorio dell’Oltrepò mantovano si svolgerà un ciclo di incontri sulle pratiche didattiche musealidal titolo Il futuro del paesaggio: i piccoli musei, rivolto a operatori culturali, insegnanti e pubblico interessato. Oltre alle tavolerotonde, che vedranno la partecipazione di docenti universitari ed esperti di didattica museale, sono previste aperture straordinarie, laboratori, attività pratiche e visite guidate in musei, collezioni e spazi espositivi dell’Oltrepò mantovano. L’evento è realizzato da DOMInUS – Distretto culturale per l’Innovazione, l’Unicità e lo Sviluppo, gestito dal Consorzio Oltrepo’ Mantovano, promosso e realizzato da Fondazione Cariplo all’interno del progetto Distretti Culturali; in collaborazione conil Sistema dei Musei della Provincia di Mantova, il Museo Galleria del Premio di Suzzara, il Museo Civico Polironiano di San Benedetto Po.
La scelta del Distretto Culturale DOMInUS di agire massicciamente sul potenziamento dei presidi culturali dell’Oltrepò Mantovano esprime la duplice volontà di riconoscere sia l’importanza di conservare e tutelare i valori che hanno contribuito a formare l’identità culturale locale, sia l’opportunità di fare di questi luoghi privilegiati dei veri e propri mediatori di senso capaci di accrescere il potenziale di intermediazione culturale. Scrigni di un sapere locale altrimenti disperso, i musei locali preservano il patrimonio materiale e immateriale dell’Oltrepò mantovano, ne conservano la storia, la cultura, l’aspetto; per accrescere il senso di appartenenza della popolazione locale e diffondere conoscenza rispetto a fruitori provenienti da altri territori.
Alle soglie di due importanti appuntamenti sul territorio lombardo, quali Expo 2015 “Nutrire il Pianeta. Energia per la vita” e ICOM 2016 “Musei e paesaggi culturali”, il Distretto intende partire dalle tematiche proposte per sviluppare le proprie azioni sul territorio e avviare un processo di trasformazione tale per cui questi presidi possano divenire da culturali a territoriali, protagonisti della società, portatori di innovazione e cambiamento, luoghi di confortevole fiducia nel presente.I musei dell’Oltrepò mantovano si prestano a essere un nodo strategico per l’educazione al patrimonio della cittadinanza e per convogliare il turismo di prossimità, di lungo raggio e straniero, oltre che per lanciare un segnale forte di ripresa in seguito agli accadimenti gravosi provocati dal terremoto. Tali azioni risulteranno esemplificative di un processo di riattivazione positiva su tutti i livelli, stimolo e traino per le realtà più piccole, comunque fondamentali per la diffusione capillare della conoscenza. Si tratta di interventi innovativi che intendono risvegliare la spontaneità delle azioni e del pensiero, l’attenzione sul patrimonio attraverso strumenti e metodi contemporanei, performativi-esperienziali. (immagine Bassano giovane)

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Mercati: Condizione necessaria ma non sufficiente

Posted by fidest press agency su martedì, 14 ottobre 2014

borsaUtilizzando un linguaggio preso della matematica, per inserire una nuova posizione in un portafoglio di investimento è condizione necessaria che questa sia capace di migliorare il profilo di rischio del portafoglio complessivo e quindi sia decorrelata dagli altri titoli già presenti in portafoglio.La capacità di diversificare è condizione necessaria per migliorare il profilo di rischio di un portafoglio, ma non è detto che sia condizione sufficiente per far sì che il titolo venga inserito. Vanno fatte anche considerazioni di redditività potenziale del titolo.Una delle conseguenze di anni di quantitative easing (esplicito in Giappone e USA, blando in Eurozona) è stata quella di agevolare una salita, più o meno continua, dei principali mercati obbligazionari e azionari globali. Dal 2011 in poi sono saliti i mercati azionari e obbligazionari in area sviluppata ed emergente, i titoli societari investment grade e speculativi… e per un investitore che fa asset allocation diventa difficile trovare un mercato che non sia salito come gli altri. Secondo alcuni analisti infatti viviamo in un’epoca caratterizzata da lunghe fasi di “risk-on”, dove sale tutto, alternata a fasi di “risk-off”, dove scende tutto, cosicché creare un portafoglio adatto a tutte le fasi di mercato diventa difficile. Nessun investitore può ad esempio ignorare quanto sta succedendo sul mercato delle materie prime, dove i prezzi da qualche trimestre scendono, nonostante il quantitative easing e la ripresa americana. Tutti i principali componenti del mercato delle materie prime (energia, agricoltura, metalli industriali, metalli preziosi) stanno subendo cali di prezzo, con motivazioni di vario tipo. La ripresa americana c’è e gli Stati Uniti sono ormai capaci di prodursi l’energia di cui necessitano, per cui non sussiste un problema di carenza di offerta di petrolio. L’Arabia Saudita sta addirittura agevolando il calo del prezzo del greggio che produce, secondo alcuni analisti per riconquistare quote di mercato da Russia e Venezuela.La crisi finanziaria del 2008-2011 sembra superata, almeno nella sua fase più acuta, per cui anche il ciclo positivo dell’Oro, dal 2000 al 2013, sembra finito.Sui metalli industriali, basta dire che il 30% della produzione di acciaio degli ultimi anni è servita per finanziare il boom edilizio cinese, giunto al capolinea se non ad una conclamata fase di crisi.Nel caso dei beni agricoli, la produzione è ai massimi da anni.
Il calo dei prezzi delle materie prime ha quindi delle ragioni fondamentali ben precise che non vanno sottovalutate. Per chi investe in singole materie prime, ogni materiale ha caratteristiche specifiche e andrebbe studiato singolarmente. Per chi fa asset allocation e si affida ad indici generici sulle materie prime, alcune considerazioni d’insieme possono essere fatte.La forza del dollaro e la debolezza delle materie prime sono in qualche modo collegate: se il dollaro è caro, il prezzo in dollari delle materie prime tende a scendere perché scende marginalmente la domanda di aziende, ad esempio basata in Eurozona, che devono comprare l’acciaio quotato in dollari.L’atteso rialzo dei tassi negli Stati Uniti è negativo per l’Oro: il rialzo dei tassi, in particolare reali (ossia al netto dell’inflazione), implica che il denaro tornerà ad avere un costo e che i risparmiatori potranno vedere i propri investimenti remunerati adeguatamente e non sentirsi in balia di debitori che hanno preso il controllo della printing press.Qualcosa però non torna, a nostro avviso.Le materie prime sono considerate tipicamente un termometro del ciclo economico, ossia tendono a diventare care man mano che la ripresa globale matura. Il fatto che il prezzo stia scendendo potrebbe essere un segnale che la ripresa globale non è così forte. In tal caso, sarebbe un male minore avere in portafoglio una materia prima a prezzi bassi piuttosto che un indice azionario sui massimi da anni.I tassi reali negli Stati Uniti e Gran Bretagna potrebbero essere destinati a salire, ma la strada è lunga e nel resto del mondo sviluppato il quantitative easing è ancora una realtà. Quando si parla di inflazione o deflazione, si fa riferimento spesso ai prezzi al consumo o ai salari, che attualmente nel mondo crescono poco. In realtà da anni stiamo vivendo in un contesto di forte inflazione dei beni mobiliari (investimenti azionari, obbligazionari) e di alcuni mercati immobiliari (case in Inghilterra). Governi e Banche Centrali stanno dicendo ormai a gran voce che preferiscono avere un rialzo dei prezzi al consumo e dei salari, piuttosto che un ribasso dei prezzi sui mercati finanziari. Le materie prime, diversamente dagli anni ‘70, non saranno la sorgente primaria di futura inflazione, ma potrebbero essere uno degli ultimi strumenti di copertura dall’inflazione per chi investe su mercati finanziari cari e dove la copertura certa da questo rischio non esiste. (a cura di Claudio Barberis, Head of Asset Allocation MoneyFarm.com)

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Aldo Moro: Politica, filosofia, pensiero

Posted by fidest press agency su martedì, 14 ottobre 2014

aldo moroRoma venerdì 24 ottobre 2014 – ore 17 Istituto luigi Sturzo Palazzo Baldassini (Sala Rossa) – via delle Coppelle, 35 Intervengono Prof. ON. LUCIO D’UBALDO, Fondazione Italia-USA – PROF. GIUSEPPE SACCO, Università Luiss Guido Carli – PROF.SSA ANNA JELLAMO, Università degli Studi della Calabria – DOTT. DANILO CAMPANELLA, Autore del libro Presiede PROF. GIULIO ALFANO, Pontificia Università Lateranense Modera DOTT. ROMANO CAPPELLETTO, Ufficio Stampa Paoline
“Per molte persone, oggi, parlare di Aldo Moro appare desueto, come se avesse avuto un ruolo marginale nella politica italiana e internazionale. In verità è proprio l’attuale connotazione del costume politico, sociale e, in definitiva, del suo decadimento che pongono tale approfondimento come imperativo non soltanto dello studioso di filosofia politica, ma anche del buon cittadino”. Con queste parole introduttive Danilo Campanella dà la cifra essenziale del suo nuovo lavoro editoriale, dedicato al grande statista democristiano. Il volume presenta sinteticamente, ma con estrema attenzione, le fasi principali della vita di Moro, sottolineandone i tratti personali e l’azione politica. Particolare importanza viene data alla bibliografia, agli scritti e ai discorsi dello statista pugliese L’analisi degli scritti e degli editoriali può offrire una nuova, profonda chiave di lettura del pensiero di Moro, giungendo a una vera e propria filosofia politica morotea. L’autore non manca di descrivere le difficoltà che Moro incontrò con alcuni attori politici del suo tempo, come anche la questione del compromesso storico, la terza fase, il rapimento ad opera delle Brigate rosse e le lettere raccolte nel celebre “memoriale” dalla prigione del popolo. La biografia non canonizza, dunque, Moro, né pretende di narrare i retroscena oscuri della sua tragica fine. Semplicemente ci racconta com’è vissuto, che cosa ha fatto e perché il suo pensiero è ancora attuale.“Accostandomi alla figura di Moro – continua Campanella nell’introduzione – mi ha entusiasmato enormemente non soltanto per le sue vicissitudini politiche né solo per il mistero che ancora avvolge le dinamiche e i connotati della sua morte violenta, ma soprattutto per la sua tempra morale connessa al vivere sociale. Tutta la filosofia politica di Moro parte dalla contestazione della statolatria e della deificazione dello Stato: egli vedeva lo Stato per l’uomo, non l’uomo per lo Stato”.Il volume, semplice nello stile e scorrevole nel ritmo, è arricchito da una prefazione di Giulio Alfano,
Docente presso la Pontificia Università Lateranense e per diversi anni collaboratore di Aldo Moro. Conclude il libro un’interessante selezione di testi dal “memoriale”.
Danilo Campanella – Laureatosi in Filosofia a indirizzo storico-critico presso la Pontificia Università Lateranense, ha parteci­pato a un master in Geopolitica presso la SIOI con una tesi sull’economia di sussistenza ira­niana. Fra le sue pubblicazioni: Nascita, apogeo e caduta di Sparta (2008); La distruzione delle realtà sottili (2010); La filosofia politica di Aldo Moro come spinta riformatrice per l’unità euro­pea, in Rivista di Studi Politici (Anno XXIV, luglio-settembre 2012) 9; Il postmodernismo tra politica e strategia: Aldo Moro e Henry Kissinger, in Geopolitica II,2-3 (Estate-Autunno 2013); Etica ed economia: un divario incolmabile?, in Storia e verità MMXII/11 (settembre-dicem­bre 2013) 37-38; Etica pubblica e pubblica istruzione, in Critica Liberale XX/211-212 (maggio-giugno 2013) 157-158; L’economia della sopravvivenza, in Roma Tre News XIV/2 (2012) 44; Individuo e persona nella società di massa, in Aa.vv., L’informazione di massa: studio e implicazioni della tecnologia nella politica moderna (2012); La politica come servizio e come dominio, in Civitas 3/1 (2013-2014).

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Forum sul compostaggio

Posted by fidest press agency su martedì, 14 ottobre 2014

milanoMilano. C’è molta attesa per le linee guida sugli incentivi al biometano che saranno pubblicate il prossimo 31 ottobre. A ridosso di questa scadenza, è stato fatto il punto della situazione in occasione del 6° “Forum sul compostaggio e il biogas” organizzato dal CIC, Consorzio Italiano Compostatori, che si è svolto a Milano. Dallo scorso dicembre, questa nuova fonte di energia ha trovato pieno riconoscimento anche in Italia, con un decreto ministeriale che ne incentiva la produzione a seconda dell’utilizzo: immesso in rete, usato per la cogenerazione o commercializzato per il settore trasporti. In quest’ultimo caso, il decreto offre degli incentivi maggiori qualora il biometano derivi da specifiche “matrici” come, ad esempio, la parte organica dei rifiuti urbani. Nel corso del suo intervento, il GSE ha comunicato le novità rispetto alle recenti normative in materia di biometano contenute nella Legge 116/2014 “Competitività”, che riguardano due scadenze fissate al prossimo 31 ottobre: specifiche semplificazioni per il procedimento di autorizzazione da parte delle Regioni e, soprattutto, l’emanazione di apposite direttive sulle condizioni tecniche ed economiche per l’erogazione del servizio di connessione degli impianti di produzione di biometano da parte dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico.
I casi di ricerca e sperimentazione sul biometano aprono scenari avvincenti in particolar modo per il suo utilizzo per autotrazione. Un progetto di Centro Ricerche Fiat sta studiando lo sviluppo di un motore bicilindrico a biometano, in parallelo ad un processo innovativo in grado di generare biometano da scarti biodegradabili, in collaborazione con ACEA Pinerolese, Environment Park di Torino e Hysytech.
Grazie a questo motore si stima di risparmiare l’emissione del 45% di CO2 rispetto a un motore tradizionale. Secondo i calcoli, con 540 milioni di m3/anno potrebbero essere alimentate 1.200.000 vetture utilitarie in un anno.Un altro progetto innovativo arriva dall’Emilia Romagna, dove ASTER, CRPA, SAFE, HERA, IREN e Regione stanno lavorando ad un progetto per la realizzazione di due impianti di upgrading per la produzione di biometano da scarti organici, quindi proveniente da fonte rinnovabile.
Al centro del convegno, tuttavia, non c’è stato solamente il biometano. Altro importante tema trattato è l’impatto economico della buona raccolta dell’organico. I dati diffusi dal CIC parlano di un grado di impurezza medio del 5,1% sul materiale raccolto tra il 2008 e il 2014. Un risultato positivo che però ha ampi margini di miglioramento, come dimostra l’azione di comunicazione condotta da ETRA in Veneto nel 2009, che aveva come obiettivo quello di aumentare la sensibilità rispetto alla qualità dell’umido. Da una percentuale di impurezza del 7-8%, grazie alla campagna informativa si è passati al 2-3%, con un abbattimento significativo dei costi di smaltimento degli scarti. A tal proposito, il CIC ha calcolato che la presenza di plastica tradizionale nell’umido costa ancora annualmente tra i 10 e 12 milioni di euro, necessari per separare le frazioni estranee da quelle organiche.Nel corso del Forum c’è stato anche spazio per un approfondimento sul recupero di sfalci e potature provenienti dal verde pubblico e privato, oggetto dii tentativi di declassamento. “Sfalci e potature fanno gola ad alcuni operatori del settore delle biomasse, che vorrebbero usare questi materiali a scopo energetico” ha dichiarato Massimo Centemero, direttore del CIC. “Assieme al presidente Canovai abbiamo provato a cercare la ratio, ma non l’abbiamo trovata. Vediamo solo una sottrazione netta al nostro settore di un rifiuto fondamentale per il processo di compostaggio. Il CIC considera inammissibile e tecnicamente dannosa per il settore del recupero della materia organica – e per tutta la filiera della gestione dei rifiuti urbani – qualsiasi proposta di modifica delle leggi in materia di sfalci e potature”.
Il CIC (Consorzio Italiano Compostatori) è l’associazione italiana per la produzione di compost e biogas. Il Consorzio, che conta più di 130 soci, riunisce imprese e enti pubblici e privati produttori di fertilizzanti organici e altre organizzazioni che, pur non essendo produttori di compost, sono comunque interessate alle attività di compostaggio (produttori di macchine e attrezzature, di fertilizzanti, enti di ricerca, ecc.). Il CIC promuove la produzione di materiali compostati, tutelando e controllando le corrette metodologie e procedure. Promuove le iniziative per la commercializzazione e la corretta destinazione dei prodotti ottenuti dal compostaggio e svolge attività di ricerca, studio e divulgazione relative a metodologie e tecniche per la produzione e utilizzazione dei prodotti compostati.

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Regione Liguria. Sbagliato nominare come commissario il presidente

Posted by fidest press agency su martedì, 14 ottobre 2014

burlandoSbagliato nominare commissario all’emergenza il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando. Lo fece l’allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Lo è tutt’ora. E’ in evidente conflitto di interessi. Un commissario ha il compito di sostituire un ente inadempiente. L’ente inadempiente e’ la Regione Liguria, quindi come si fa a nominare commissario il maggiore responsabile dell’inadempienza, cioe’ il presidente Burlando? La stessa cosa e’ successa per il piano rifiuti o la sanita’. Casi eclatanti sono state le Regioni Lazio e Campania, commissariate dalla meta’ degli anni ’90. Il risultato e’ sotto gli occhi di tutti. Il problema non e’ stato risolto. Ora, si prosegue nell’errore con i risultati che abbiamo visto in questi giorni in Liguria.
Non ci siamo. Un commissario deve essere una persona esterna all’amministrazione regionale e si deve muovere su direttive di chi lo ha nominato, cioe’ il Governo nazionale. Altre formule sanno di inciucio e non porteranno alcun risultato. Non abbiamo nulla di personale contro il presidente Burlando, ma le regole di buona amministrazione devono valere per tutti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Parma: Ricerca da Nobel

Posted by fidest press agency su martedì, 14 ottobre 2014

Duomo_e_Battistero_di_ParmaI Premi Nobel per la Fisica e la Chimica 2014 assegnati per ricerche nelle quali sono attivi anche docenti dell’Università di Parma: una conferma dell’attualità della ricerca scientifica in Ateneo. A Parma la ricerca è “da Nobel”. I Premi Nobel per la Chimica e la Fisica 2014, dei quali l’Accademia Reale Svedese delle Scienze ha recentemente reso noti vincitori e motivazioni, sono stati assegnati per ricerche nelle quali sono attivi anche docenti dell’Università di Parma: un’ulteriore conferma dell’attualità della ricerca scientifica in Ateneo. Vincitori del Nobel per la Fisica sono Isamu Akasaki, Hiroshi Amano e Shuji Nakamura, per i loro fondamentali contributi allo sviluppo dei semiconduttori nitruri. Questi semiconduttori (Nitruro di Gallio, GaN, e relative leghe ternarie con Alluminio e Indio) possono assorbire ed emettere luce variabile fra infrarosso e ultravioletto, il che apre le porte a innumerevoli applicazioni. Sono due tuttavia quelle che hanno decretato il grande successo di questa nuova generazione di semiconduttori: la realizzazione dei LED bianchi e la realizzazione del laser blu. I LED bianchi costituiscono una sorgente di luce a grande risparmio di energia e trovano oggi impiego negli schermi di telefoni cellulari, computer, TV nonché come lampade per illuminazione domestica, autoveicoli ecc. I primi laser blu a nitruri sono stati realizzati alla fine degli anni ’90 e in breve hanno raggiunto potenze ed affidabilità sufficienti a lanciare la tecnologia Blue-Ray Disc con la quale si possono archiviare 25 GByte su supporti identici a quelli dei CD (700 MByte) e DVD (4.7 GByte).Alla fine degli anni Ottanta Akasaki e Amano riuscirono a depositare uno strato sottile di GaN di alta qualità su un substrato di zaffiro (α-Al2O3) utilizzando la tecnica di epitassia da fase vapore (MOVPE) e realizzando un processo multi-step che includeva la deposizione di uno strato buffer iniziale a bassa temperatura seguito dalla deposizione dello strato principale a temperature > 1000 °C. All’inizio degli anni Novanta riuscirono a ottenere conducibilità di tipo p drogando con Magnesio e attivando il drogante mediante irraggiamento di elettroni. A questo punto entra in gioco il contributo determinante di Nakamura che, dapprima riuscì ad avere lo stesso grado di attivazione del Magnesio con un processo termico (quindi compatibile con la processatura standard di semiconduttori), e in seguito riuscì ad abbattere drasticamente la densità di difetti cristallografici sfruttando il meccanismo di crescita laterale degli strati di GaN. Anche a Parma nel periodo 1996-2003 un gruppo di ricerca è stato attivo nel campo dei Nitruri. Il gruppo, coordinato dal prof. Roberto Fornari, ora in forza al Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra ma a quei tempi ancora in servizio all’Istituto IMEM-CNR, comprendeva ricercatori sia del CNR sia dell’allora Dipartimento di Fisica dell’Università di Parma. Fu un periodo proficuo che portò a notevoli traguardi tecnologici e nuove conoscenze sulle proprietà fisiche dei Nitruri. Diversi laureandi e un dottorando ebbero modo di svolgere le loro tesi su questa tematica di grande attualità. Dopo una decennale parentesi come direttore di un istituto di ricerca a Berlino, dove peraltro ha continuato le ricerche sui Nitruri, Fornari è da poco passato al Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra, dove ha lanciato un’attività di ricerca su una nuova generazione di semiconduttori. Si tratta di ossidi di Gallio, Indio e Alluminio con caratteristiche fisiche abbastanza simili a quelle dei Nitruri, ma che potrebbero presentare vantaggi se applicati nell’elettronica di potenza. Un tema sempre caldo se si pensa al risparmio energetico. Come negli anni Novanta, anche stavolta la ricerca è svolta in stretta cooperazione con l’Istituto IMEM-CNR.
Vincitori del Premio Nobel per la Chimica 2014 sono invece Eric Betzig, Stefan W. Hell e William E. Moerner, per essere riusciti a far superare ai microscopi ottici quella che era considerata la loro limitazione intrinseca, ovvero l’impossibilità di raccogliere immagini con una risoluzione migliore di circa 200 nanometri (1 nanometro = 1 miliardesimo di metro). A lungo, infatti, si è ritenuto che questa limitazione fisica fosse dettata, tra gli altri fattori, dalla lunghezza d’onda della luce utilizzata, secondo la legge proposta da Ernst Abbe nel 1873. A causa di tale legge fisica, per tutto il secolo scorso gli scienziati non sono riusciti a visualizzare oggetti di dimensioni inferiori a metà lunghezza d’onda della luce utilizzata (circa 200 nanometri), non potendo quindi accedere all’osservazione diretta degli organi interni alle cellule né tantomeno delle singole strutture macromolecolari rilevanti per i processi biologici.
Percorrendo due strade diverse e indipendenti, i vincitori del Premio Nobel per la Chimica 2014 hanno superato i vincoli imposti dalla legge di Abbe e oggi, in teoria, non esistono più limitazioni di principio alle dimensioni degli oggetti molecolari che si possono visualizzare. La microscopia è così divenuta nanoscopia. La metodologia proposta da Stefan W. Hell nel 1994 sfrutta il processo di emissione stimolata e consente di ottenere un fascio laser di dimensioni efficaci dell’ordine dei nanometri che permette di osservare l’emissione di fluorescenza proveniente da oggetti di dimensioni confrontabili ad esso. La microscopia così ottenuta è stata definita microscopia STED (acronimo di STimulated Emission Depletion) e ha ricevuto la prima dimostrazione sperimentale nel 2000.Alla base della seconda metodologia sta invece la scoperta di W.E. Moerner che nel 1997 fu in grado di rivelare la posizione di singole molecole fluorescenti: un avanzamento tecnologico impressionante, considerato il fatto che fino ad allora gli studi venivano condotti normalmente su insiemi di milioni di molecole. A consentire questo esperimento fu lo sviluppo, da parte del premio Nobel per la Chimica 2008 R.Y. Tsien, di una proteina fluorescente derivata dalla Green Fluorescent Protein, in grado di passare reversibilmente da uno stato fluorescente a uno non fluorescente mediante illuminazione con luce di diversa lunghezza d’onda. Alcuni anni dopo, nel 2005, E. Betzig dimostra come sia possibile utilizzare questa proprietà per ricostruire immagini con una risoluzione superiore a quella imposta dalla legge di Abbe, dando così il via alla microscopia di singola molecola.
Anche l’Università di Parma è attiva nello sviluppo e nell’applicazione di queste metodologie allo studio di sistemi biologici. I proff. Cristiano Viappiani e Aba Losi del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra e Stefania Abbruzzetti del Dipartimento di Bioscienze collaborano ormai da diversi anni con il prof. Alberto Diaspro, Direttore del Dipartimento di Nanofisica dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, che lavora su entrambi i metodi elaborati dai Premi Nobel. La collaborazione vede coinvolti anche l’Istituto di Nanoscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (NEST), la Scuola Normale Superiore di Pisa e l’Istituto Max Planck per la Conversione Chimica dell’Energia di Mülheim a. d. Ruhr (Germania). Frutto della collaborazione è lo sviluppo di nuove proteine fluorescenti che hanno permesso di ottenere immagini con elevata risoluzione di batteri e di cellule eucariotiche.

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Dolore cronico

Posted by fidest press agency su martedì, 14 ottobre 2014

doloreSi è aperta oggi presso il Palazzo della Cancelleria a Roma la due giorni di convegno “HOPE Health Over Pain Experience” che, chiamando a raccolta alcuni fra i massimi esperti di dolore, ha ricostruito l’attuale scenario del problema in Italia, focalizzando in particolare l’analisi sui fattori che ancora ostacolano l’appropriatezza terapeutica e sulle conseguenze di trattamenti inadeguati. In occasione del convegno, che ha ricevuto il patrocinio del Ministero della Salute e dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), è stato presentato ufficialmente il Libro Bianco sul Dolore Cronico, edito da AboutPharma, con il grant incondizionato di Mundipharma, volto a fare il punto in merito al reale impatto sociosanitario ed economico della sofferenza nel nostro Paese.“Nonostante i grandi passi avanti fatti, grazie alla Legge 38/2010, vi sono ancora margini di miglioramento per raggiungere l’appropriatezza nell’approccio diagnostico-terapeutico alla malattia dolore”, afferma Guido Fanelli, Presidente della Commissione ministeriale Terapia del dolore e Cure Palliative. “Questo gap non solo rappresenta un problema di etica sanitaria e di equità sociale, ma determina anche costi ingenti per il SSN. Da qui l’esigenza di dar vita al presente Libro Bianco che, raccogliendo l’expertise di tutte le figure professionali coinvolte dalla presa in carico del paziente che soffre, restituisce un inedito sguardo d’insieme sulla gestione del problema, mettendone in evidenza gli aspetti medici, farmacologici, farmaco-economici e istituzionali. Ci auguriamo sia uno strumento utile per tutti coloro che questo problema devono affrontarlo nel loro lavoro quotidiano”.Il volume, per la prima volta, ha fornito una fotografia, tutta italiana, anche se basata su stime di massima, dei costi sociosanitari legati al dolore cronico. “La prevalenza del fenomeno è circa di 13 milioni di pazienti; di questi, si può ritenere che un terzo non si curi o lo faccia da sé in privato, pertanto sono circa 8 milioni i pazienti rilevanti per gli effetti economici sulla spesa pubblica”, illustra Carlo Lucioni, Senior Health Economist di Health Publishing and Services. “Sulla base delle risorse impiegate per far fronte al problema e dei loro costi unitari in Italia, è stato calcolato, con una stima al ribasso, il costo sociale medio annuo del dolore cronico per ogni paziente: 4.557 euro, di cui 1.400 per costi diretti a carico del SSN (farmaci, ricoveri, diagnostica) e 3.156 per costi indiretti (giornate lavorative perse, distacchi definitivi dal lavoro). Moltiplicando i costi diretti per 8 milioni di pazienti, si arriva a un onere annuo per il Servizio Sanitario Nazionale pari a 11,2 miliardi di euro, con un’incidenza sulla spesa sanitaria pubblica complessiva del 9,6%. Sempre sulla stessa base il totale dei costi indiretti ammonta invece a 25,2 miliardi. Dalla somma con l’importo dei costi diretti, la stima del costo sociale del dolore cronico in Italia ammonta a 36,4 miliardi all’anno, corrispondenti al 2,3% del PIL”.Per completare il quadro sui numeri del problema, il contributo di IMS nel Libro Bianco ha evidenziato come, anche a fronte di un aumento nell’impiego di analgesici oppioidi negli ultimi quattro anni, il confronto di vendite con i FANS sia ancora sbilanciato a favore di questi ultimi, nonostante i loro possibili effetti collaterali e in controtendenza con le Linee Guida, i warning delle Autorità regolatorie e i dati di letteratura. Nel 2013 i FANS hanno toccato quota 240 milioni di euro, contro i 179 degli oppioidi, di cui 101 per quelli forti. Tra i principali Paesi Europei, l’Italia si conferma così all’ultimo posto per uso di oppioidi e al primo per impiego di FANS. Anche il dato sulla spesa pro-capite in oppioidi forti evidenzia il ritardo del nostro Paese e le barriere culturali che ancora ostacolano l’impiego di questi farmaci: 2,11 euro, mentre in Germania, ad esempio, la stessa spesa sale a oltre 10 euro a cittadino (il valore più alto in Europa). Viceversa la spesa pro-capite dei FANS in Italia risulta la più elevata, pari a 3,91 euro, a fronte di 1,82 euro nel Regno Unito.Dalla letteratura si evince una situazione caratterizzata da inappropriatezza e disomogeneità: i dati IMS e i Rapporti OSMED ci restituiscono un quadro di grandi disparità nell’accesso alle terapie tra le diverse Regioni italiane. Ed è proprio su questo fronte che, nel capitolo del libro a firma di AIFA, viene ribadito l’impegno dell’Ente regolatorio attraverso le proprie Note. Si tratta, infatti, di strumenti fondamentali per favorire una prescrizione farmacologica il più possibile conforme alle indicazioni cliniche per le quali il farmaco si è dimostrato efficace e a quelle d’uso (dose e durata del trattamento). Nate inizialmente come strumento di governo della spesa farmaceutica, le Note AIFA sono oggi un mezzo per assicurare l’appropriatezza terapeutica e intervenire sulle differenze regionali, assicurando un accesso omogeneo alle cure. A tal proposito, il convegno ha ricordato il recente progetto CardioPain che – prevedendo l’inserimento di un monito circa l’uso di FANS e COXIB nella scheda di dimissione ospedaliera dei pazienti cardiopatici – rappresenta un esempio virtuoso di adesione a quando stabilito dalla Nota AIFA 66. Nata presso il nosocomio dell’Ospedale di Roccadaspide (SA), l’iniziativa sta raccogliendo adesioni in tutt’Italia.La presentazione del Libro Bianco ha dato vita a un proficuo dibattito tra tutti gli attori diversamente coinvolti dalla gestione del dolore cronico in Italia: clinici provenienti da molteplici setting assistenziali, Istituzioni, media, Associazioni di pazienti e cittadini. “Da sempre impegnata nel supportare iniziative a favore della battaglia contro il dolore, la nostra Azienda non poteva far mancare il proprio sostegno ad un progetto così importante”, dichiara Marco Filippini, General Manager Mundipharma. “Adesso ciò che conta è proseguire con determinazione il cammino intrapreso grazie alla Legge 38, per cambiare concretamente la situazione di chi soffre e migliorarne la qualità di vita; su questa linea ci auguriamo che nascano e si sviluppino nuove iniziative di ampio respiro, in cui pubblico e privato possano cooperare, come avvenuto in occasione del Libro Bianco”.

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Scomparsa di Aurelia Sordi

Posted by fidest press agency su martedì, 14 ottobre 2014

alberto sordiL’Università Campus Bio-Medico di Roma e la Fondazione Alberto Sordi per gli Anziani esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Aurelia Sordi, che sempre amava essere informata sulle attività svolte a favore degli anziani del Centro Anziani Fragili sorto nel 1992 a Trigoria per iniziativa del fratello Alberto. Il Centro, ubicato presso le strutture dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, è da anni ormai punto di riferimento per numerosi anziani, segnalati dai servizi sociali del Comune di Roma, che ogni giorno hanno l’opportunità, attraverso attività guidate da volontari, di mantenere vive facoltà pratiche e intellettive, relazioni sociali e interessi culturali. In questo momento di lutto, proprio nel rispetto della memoria di Aurelia e di Alberto, l’Università Campus Bio-Medico di Roma e la Fondazione Alberto Sordi per gli Anziani, non possono esimersi dal precisare che non sono a conoscenza di alcun fatto relativo all’eredità della famiglia Sordi né la Fondazione Alberto Sordi per gli Anziani è mai stata coinvolta nei fatti di cronaca giudiziaria degli ultimi anni.
Voluta da Albertone per l’assistenza qualificata alle persone anziane, da allora la Fondazione porta avanti il proprio mandato, con autonomia economica, soprattutto grazie all’aiuto di numerosi volontari e benefattori, e ha conservato negli anni un sincero rapporto di amicizia con la sorella Aurelia, che per l’ultima volta fece visita al Centro per la Salute dell’Anziano di Trigoria nel 2008, in occasione dell’inaugurazione di una targa dedicata alla memoria del fratello.
L’Università Campus Bio-Medico di Roma e la Fondazione Alberto Sordi per gli Anziani esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Aurelia Sordi, che sempre amava essere informata sulle attività svolte a favore degli anziani del Centro Anziani Fragili sorto nel 1992 a Trigoria per iniziativa del fratello Alberto. Il Centro, ubicato presso le strutture dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, è da anni ormai punto di riferimento per numerosi anziani, segnalati dai servizi sociali del Comune di Roma, che ogni giorno hanno l’opportunità, attraverso attività guidate da volontari, di mantenere vive facoltà pratiche e intellettive, relazioni sociali e interessi culturali. In questo momento di lutto, proprio nel rispetto della memoria di Aurelia e di Alberto, l’Università Campus Bio-Medico di Roma e la Fondazione Alberto Sordi per gli Anziani, non possono esimersi dal precisare che non sono a conoscenza di alcun fatto relativo all’eredità della famiglia Sordi né la Fondazione Alberto Sordi per gli Anziani è mai stata coinvolta nei fatti di cronaca giudiziaria degli ultimi anni.Voluta da Albertone per l’assistenza qualificata alle persone anziane, da allora la Fondazione porta avanti il proprio mandato, con autonomia economica, soprattutto grazie all’aiuto di numerosi volontari e benefattori, e ha conservato negli anni un sincero rapporto di amicizia con la sorella Aurelia, che per l’ultima volta fece visita al Centro per la Salute dell’Anziano di Trigoria nel 2008, in occasione dell’inaugurazione di una targa dedicata alla memoria del fratello.

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Genova: ancora una volta

Posted by fidest press agency su martedì, 14 ottobre 2014

Maltempo a GenovaNon c’è nulla in Italia che ritorni con sistematica periodicità come i disastri e i lutti conseguenti l’esondazione di fiumi e torrenti. Ma non solo disastri, danni, lutti, rabbia, impotenza; ritornano sistematicamente anche gli scaricabarile. Pietosi, e per certi versi lugubri, tentativi di chiamarsi fuori. Analisi imprecise di quanto accade. Volutamente imprecise. C’è sempre qualcuno, che non viene mai chiamato per nome, che ha dimenticato qualcosa o che ha ritardato una decisione, che non si è preoccupato. Tentativi maldestri di distogliere l’attenzione dalle proprie responsabilità.
In questi tragici giorni del dopo, ma non troppo, Genova basta scorrere i giornali o ascoltare i servizi radio televisivi per rendersi conto che tutto è come prima; nulla è cambiato. Purtroppo la sensazione che ne scaturisce e che certamente attanaglia pure coloro che hanno visto i questi giorni andarsene case, luoghi di lavoro, mezzi di trasporto, tranquillità, e che passano le loro giornate con le mani nel fango e col viso rigato dal pianto, é che tutto rimarrà esattamente come prima.E io voglio provare a spiegare perché tutto è rimasto come prima e probabilmente così sarà ancora per molto tempo ancora.Voglio ricordare a tutti che già agli inizi degli anni 90, per non andare troppo in là nel tempo, era stato approvato, e appaltato, l’esecuzione di un canale diversore in galleria che avrebbe potuto certamente ridurre consistentemente, se non del tutto eliminare, il disastro che si è compiuto in questi giorni a Genova. bQuei lavori furono interrotti per una indagine su presunte mazzette. Mai ripresi. L’impresa ha avuto soddisfazione dopo lunghi anni di causa ed ha riscosso, credo dal Comune, una somma consistente per quell’interruzione. I lavori cominciati sono stati dimenticati e nessuno ma proprio nessuno che in questi oltre venti anni se ne sia preoccupato.
Io qualche profilo di responsabilità ce lo vedo. Voglio anche ricordare che in Liguria c’è di fatto un Commissario all’emergenza, credo già dal 2010, che come tutti i Commissari ha poteri speciali, anche se poi il nuovo Governo li ha eliminati nominando al loro posto i Presidenti di regione. Nel senso, anche questo dobbiamo ricordarlo, che possono assumere decisioni in deroga a tutta una serie di normative che in tempo non emergenziale sembrano fatte apposta per ritardare i lavori. Io ho avuto modo nella mia vita professionale di collaborare con un Commissario. Ma era un Commissario speciale perché per tutto il suo lungo mandato mai, e dico mai, ha avuto dalla gestione commissariale neanche un euro di rimborso spese e ha fatto celermente il lavoro per il quale era stato chiamato. Con tenacia e con determinazione contro molti, a cominciare dagli uffici di questa o quell’ente o di questa o quella agenzia tecnica, che, gelosi delle loro prerogative, misero spesso i cosiddetti bastoni fra le ruote. I lavori sono stati finiti nei tempi previsti e, udite udite, con qualche risparmio; ma non mi risulta che quel Commissario abbia avuto un qualche ringraziamento dalle autorità centrali dello Stato. Rimane il fatto che quando si vuole si può operare. Certo la piazza di Genova non deve essere facile. I consistenti finanziamenti fanno gola a molti e certamente, fra questi, ci sarà anche chi farà carte false per partecipare al banchetto. Con questo termine, perché non ci siano dubbi interpretativi, intendo le pressioni per far approvare un progetto piuttosto che un altro e per essere i primi della lista quando i lavori dovessero essere assegnati. E queste pressioni si esplicano nei confronti di tutti gli attori: tecnici, funzionari, amministrativi, politici. E più il legame con la propria città è forte e più le pressioni si fanno sentire perché ci sono anche i risvolti, per certi aspetti imponderabili, come la ricerca ed il mantenimento del consenso. Difficile oggi trovare uomini che abbiano competenze, abilità professionale, senso del dovere e altruismo. Uomini che sappiano dire molti no e che abbiano come loro unico obiettivo la realizzazione del compito che gli è stato affidato. Senza tentennamenti, senza compromessi. E che sappiano resistere anche alla pubblica opinione che talora, male informata e male indirizzata, ci mette del suo per contrastare un opera pubblica necessaria.
Se oltre a tutto questo ci mettete il fatto che nessuno risponde o è chiamato a rispondere delle proprie responsabilità avrete la giustificazione di questo ennesimo disastro. (Vittorio D’Oriano , Vice presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi)

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Pressione fiscale sempre inchiodata sopra il 43% per altri cinque anni

Posted by fidest press agency su martedì, 14 ottobre 2014

tasseNon accennerà a calare, fatta eccezione per lievissime riduzioni in alcuni anni, il peso delle tasse sulle famiglie e imprese italiane tra il 2014 e il 2018. Quest’anno il macigno tributario resterà al 43,3% del pil, restando allo stesso livello del 2013, salirà fino al 43,4% l’anno prossimo e schizzerà fino al 43,6% nel 2016; poi una impalpabile diminuzione: 43,3% nel 2017 e 43,2% nel 2018. Cinque anni di pressione fiscale insostenibile provocata da un aumento delle entrate tributarie, nel quinquennio, di oltre 45 miliardi di euro Questi i dati principali di un’analisi del Centro studi di Unimpresa. Il rapporto dell’associazione, che ha preso in esame la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza approvata il 30 settembre dal consiglio dei ministri, rivela che il peso del fisco ​sull’economia ​​resterà sempre a quote record, salendo molto più velocemente rispetto all’andamento del prodotto interno lordo.
​Un livello di pressione fiscale costantemente alto, dunque quello programmato dal governo di Matteo Renzi, che è la conseguenza della crescita delle entrate tributarie: il gettito correrà molto più del pil e aumenterà, complessivamente, tra il 2014 e il 2018, di 45,7 miliardi.​ Nel dettaglio, rispetto al 2013 alla fine di quest’anno lo Stato incasserà 1,6 miliardi in più da imprese e famiglie che assicureranno un gettito di 487,5 miliardi di euro. In termini percentuali si tratta di un incremento lieve, lo 0,34% in più, ma che va nella direzione opposta rispetto all’andamento dell’economia, prevista in calo dello 0,3% secondo il Def approvato dal Governo. Una doppia velocità che si registra costantemente anche nelle previsioni degli anni successivi. Il gettito tributario nel 2015 arriverà a 493,7 miliardi in aumento di 6,2 miliardi rispetto a quest’anno: tasse in crescita dell’1,27%, mentre il pil dovrebbe salire solo dello 0,5%. Nel 2016 lo Stato incasserà 507,9 miliardi di euro con un incremento di 14,1 miliardi sull’anno precedente: in termini percentuali la crescita delle imposte è pari al 2,88% che va raffrontata con lo 0,8% della crescita economica. Nel 2017 la situazione è sostanzialmente identica: grazie a un incremento di 11,1 miliardi sul 2016, il gettito tributario arriverà a 519,1 miliardi in aumento del 2,19% e col pil in crescita dell’1,1%. Chiude il conto il 2018, quando le tasse versate da aziende e cittadini nelle casse dello Stato saranno pari a 531,6 miliardi in aumento di 12,5 miliardi sull’anno precedente: vale a dire +2,42% e pil più lento all’1,2%. Nel quinquennio 2014-2018 le tasse pagate dai contribuenti in Italia arriverebbe a toccare 2.540,1 miliardi di euro.

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Tornano i Giochi di Strada per mantenere viva la tradizione

Posted by fidest press agency su martedì, 14 ottobre 2014

Actionaid_colosseo1Roma Domenica 19 ottobre 2014, dalle 10 alle 17 presso Via dei Fori Imperiali, una grande manifestazione interattiva di sport, gioco e cultura organizzata con il Patrocinio della Regione Lazio e del comune di Roma. un evento che si ripropone di riportare nel cuore di Roma gli sport, i giochi e le tradizioni di una volta. L’ambientazione mozzafiato di Viale dei Fori Imperiali riporta la mente ai “Ludi” dell’antichità, ai quali sono certamente più vicini i giochi tradizionali che quelli contemporanei, con la rievocazione di un passato in cui il mondo era più semplice e si dava maggior importanza ai rapporti interpersonali. I ragazzi di oggi, spesso “isolati” in una realtà virtuale, sono esposti a insidie subdole e non sempre riconoscibili: per questo motivo l’ASD Torre Angela, organizzatrice dell’evento in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sportive di Roma Capitale, Coni Lazio, Figest Lazio e Regione Lazio, propone il rilancio dei Giochi di Strada come un ottimo strumento per formare i giovani e far sì che i futuri cittadini acquisiscano una maggiore consapevolezza di sé. Mantenere in vita tradizioni splendide come i Giochi di Strada è un modo, infatti, per diffondere e difendere la nostra cultura, apprezzando e celebrando le nostre origini e trasportando tanti giovani e giovanissimi in un’epoca in cui i valori erano ben radicati e sentiti da tutti. Questi giochi, apparentemente semplici, sono in realtà un concentrato di ingegno, di creatività, di passione e sano divertimento, oltre che un’occasione di convivialità. “È giusto non disperdere certi valori ed è necessario riproporre tante attività, spesso dimenticate, al grande pubblico -afferma Dora Cirulli, presidente dell’ASD Torre Angela – Giochi di Strada – portando a conoscenza dei più giovani, soprattutto di quelli nati e cresciuti nelle città, l’esistenza di attività ludico-sportive che in passato costituivano, oltre che un momento di svago, un motivo di aggregazione sociale e che vedevano la partecipazione di più comunità, intese come differenti paesi o anche come differenti rioni delVia dei Fori Imperiali medesimo paese, come accadeva anche nella città di Roma”. Il programma dell’evento prevede la possibilità per tutti i visitatori di cimentarsi interattivamente nei seguenti giochi: tiro alla fune, corsa dei carrettini, lancio della ruzzola, lancio della forma di formaggio, calcio balilla,birilli, freccette,campana da tavolo, ciclotappo, bocce (nell’area curata dal dopolavoro Atac di Roma) corsa dei sacchi, scacchi con scacchiera umana, braccio di ferro, tamburello, salto della corda, palo della cuccagna, pignatta, scherma antica, Nizza o lippa, giochi di ruolo, trottola, cerchio, indoboard, tennistranier, rollerblade, pattini acrobatico, monopattino e tamburello, biliardo, caccia tesoro,scacchi, giochi di ruolo, trottola, cerchio, corsa dei tappi, morra, mazzafionda, dama, caccia al tesoro, bocce, piastrelle, trampoli, oltre a giochi regionali che verranno portati in piazza, con l’ obiettivo di mostrare al pubblico tutti i risvolti tecnici e le bellezze della specialità, grazie anche all’aiuto degli specialisti e degli atleti che praticano tali discipline ancora oggi. Ci si può prenotare sul sito http://www.giochidistrada.it e alle ore 16.00 sono previste le premiazioni in tali competizioni. Le precedente edizione ha visto la partecipazione di oltre 20.000 persone tra sportivi, pubblico intervento, scuole e Federazioni aderenti e quest’anno la manifestazione si preannuncia ancora più ricca di appuntamenti,con il coinvolgimento di atleti di discipline sportive e giochi storici praticate con grande seguito in ogni parte d’Italia. Fra le novità più importanti dell’edizione 2014 vi è un’area interamente dedicata ai tradizionali giochi valdostani quali lo tsan, il fiolet, la rebatta e il palet, che sono stati tramandati nel tempo con pochissime modifiche e praticati da molti appassionati, con gli strumenti di gioco (vista la chiara origine montanara) quasi tutti costruiti in legno. Sarà presente anche il Friuli Venezia Giulia con le sue tradizioni a cura dell’ass. culturale “La Pira” guidata dal suo presidente Angelo Sandri. Verranno allestite diverse aree tematiche, nelle quali si potranno-tra le altre cose- visitare uno Stand con rappresentazione degli antichi mestieri di strada, un mercatino di giocattoli (con relativa area giochi) costruiti da ragazzi dell’I.C. Via Poseidone e una ricostruzione di momenti ludici vissuti in strada lo scorso secolo mediante manichini e oggetti originali d’epoca a cura dell’Associazione Culturale “Casa delle Scatole”. Il ricavato della mostra di giocattoli verrà destinato ai bambini più sfortunati che non possono giocare in piazza perché ricoverati in ospedale in lunga degenza. Si potrà assistere a un concerto di musica popolare con i Cerchi Magici e Luca Lattanzio e a una performance dell’attore trilussiano Renato Merlino e ammirare “Le arti visive”, mostra itinerante di grafica, pitture e incisioni ispirate ai giochi popolari e tradizionali, a cura di Giovanni De Luca. Per rendere ancora più magica l’atmosfera dei Fori Imperiali sarà presente una delegazione spagnola che rappresenterà alcuni dei giochi nati nella penisola iberica , tra i quali i birilli spagnoli, giocati nelle strade dai bambini di Barcellona e Madrid.

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Mostra: Maestri diversi

Posted by fidest press agency su martedì, 14 ottobre 2014

maestri diversi1maestri diversiRoma. Dal 18 al 28 ottobre Palazzo Margutta racconta sei “Maestri diversi. Le tecniche, i linguaggi e gli stili utilizzati sono spesso assolutamente differenti fra di loro, così come le tematiche trattate e i percorsi artistici e formativi affrontati, eppure ciascun artista riesce comunque a esprimere a pieno il proprio talento, raccontare la propria visione del mondo, comunicare allo spettatore sé stesso, il proprio carattere e le proprie emozioni. E’ questo, allo stesso tempo, il punto di partenza e il risultato della collettiva “Maestri diversi”, organizzata dalla Galleria “Il Mondo dell’Arte” e in programma nella storica sede di Palazzo Margutta, al civico 55 della celebre strada, da sabato 18 a martedì 28 ottobre prossimi, con orario 10.00-13.00 e 16.00-20.00 (ingresso gratuito, domenica 19 aperto).Sei i pittori che prenderanno parte a questo piacevole scambio: Antonio Anelli, Luigi Modesti, Afsanè Moghaddam Mitus, Anna Novak, Enrico Sereni e Pino Tersigli, tutti professionisti del pennello che, ormai da anni, fanno parte della scuderia de Il Mondo dell’Arte, così come artisti del calibro di Sandro Trotti, Novella Parigini o Gianni Testa, recentemente omaggiato da un’esposizione al Complesso del Vittoriano.A selezionarli il Maestro Elvino Echeoni, direttore artistico di Palazzo Margutta e Presidente dell’Associazione Margutta Arte, e il gallerista Remo Panacchia, entrambi soci fondatori de “Il Mondo dell’Arte”, che, da sempre, propone in questo prestigioso luogo espositivo artisti professionisti e pittori che hanno portato l’arte italiana nel mondo.La mostra, che è uno degli incontri fissi nel calendario della nota galleria romana, punta – oltre che a sviluppare come sempre la capacità critica dello spettatore, indispensabile per consentirgli di riconoscere le peculiarità di ciascun pittore e apprezzarne le differenze – anche ad azzerare qualsiasi “distanza” tra il pubblico e i Maestri in esposizione fino a creare un legame tra loro.Assolutamente diversi i generi in esposizione: dal figurativo all’iperrealismo passando per il surrealismo.
Raccolte in questa preziosa collettiva e perfettamente amalgamate tra di loro, trovano così spazio pezzi che raccontano un mondo femminile in cui la donna è, di volta in volta, a seconda di chi la ritrae, una presenza enigmatica, un corpo privato di qualsiasi caratteristica che possa farne ravvisare un’identità precisa, o ancora una figura che si libera dalla propria dimensione terrena e riesce a raccontare storie che vanno oltre qualsiasi corposità, obbligando l’osservatore a riflettere sulla tristezza e sulla gioia di vivere. Accanto a questi, tele dai toni molti intensi o decisamente più tenui ma sempre, comunque, di enorme impatto visivo che rendono omaggio alla terra, d’origine o d’adozione, dell’artista regalandoci un quadro unico del nostro stivale: dai casolari e i cipressi dell’alto Lazio ritratti da Luigi Modesti al paesaggio pugliese, immortalato dai lavori di Antonio Anelli, in cui ulivi secolari guardano il mare, fino alla Città Eterna di Enrico Sereni, i cui colori e la cui atmosfera senza tempo investono – anche dalla tela – lo spettatore.
“In un contesto come quello attuale, in cui tutto o si distrugge o si sintetizza fino all’estremo, abbiamo voluto assemblare artisti che, seppur contemporanei, rappresentano nei loro lavori il vero, operando in alcuni casi con stili che, a cavallo tra il realismo e l’iperrealismo o risultato di una pittura quasi certosina, finiscono comunque per personalizzare il soggetto o per materializzarlo”, hanno commentato il Maestro Echeoni e il gallerista Remo Panacchia. (Paola Pacchiani) immagini maestri diversi)

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Depressione male oscuro

Posted by fidest press agency su martedì, 14 ottobre 2014

OMSRoma, 16 ottobre 2014, ore 9.30 – 13.00 Auditorium Ministero della Salute (Lungotevere Ripa, 1) la depressione è un disturbo che colpisce un numero sempre maggiore di persone, in particolare le donne. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che nel 2020 diventerà la seconda causa di malattia nel mondo. Nonostante le cronache quotidiane siano piene di notizie, spesso tragiche, riguardanti questo problema, la depressione rimane ancora un “male oscuro”. Anche dal punto di vista della diagnosi medica. Molte volte si potrebbe intervenire in tempo, ma la vaghezza dei sintomi non permette di inquadrare al meglio la situazione. I campanelli d’allarme vengono trascurati e sottostimati. Per fare luce in modo chiaro e deciso su questa malattia, affrontando la questione con un approccio globale, il 16 ottobre 2014 si terrà all’Auditorium del Ministero della Salute di Roma (Lungotevere Ripa 1, ore 9.30 – 13.00) il Convegno nazionale: “Depressione, male oscuro della nostra società: dai bisogni alla pratica clinica”. I maggiori esperti mondiali parleranno della dimensione del problema, con le ultime statistiche disponibili, anche dal punto di vista dei costi. Un capitolo importante verrà dedicato ai nuovi trattamenti, che stanno rivoluzionando il bagaglio terapeutico a disposizione dei medici. All’incontro interverranno, tra gli altri, il prof. Mario Maj, Past President della Società Mondiale di Psichiatria (WPA), il prof. Emilio Sacchetti, Presidente della Società Italiana di Psichiatria (SIP) e il prof. Sergio Pecorelli, Presidente dell’AIFA.

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