Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Osteoporosi: stop alla fratture

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 ottobre 2014

osteoporosiIn occasione della Giornata Mondiale dell’Osteoporosi, il Prof. Giovanni Minisola, esperto di Osteoporosi e Direttore della Divisione di Reumatologia dell’Ospedale di Alta Specializzazione “San Camillo” di Roma, lancia un appello a tutta la popolazione femminile del Lazio, dai 50 anni in poi, affinché non vengano sottovalutati sintomi, come il dolore nei tratti dorsale e lombare della colonna, che possono essere dipendenti da fratture per fragilità ossea causata dall’osteoporosi severa, la cui incidenza è molto più comune di quanto si pensi.
La ricerca ha fornito un interessante spaccato relativo alla popolazione femminile del Lazio, da cui è emerso, ad esempio, che a fronte di una generale conoscenza della patologia (8 donne su 10), l’osteoporosi è però ritenuta grave soprattutto da chi soffre personalmente di fratture ricorrenti e dalle donne anziane (tra i 70 e i 79 anni). Assolutamente sottovalutati, invece, i rischi dovuti alla fragilità ossea a seguito di una caduta, che si accetta come una conseguenza dell’età e con un atteggiamento quasi di rassegnazione. Parlando di fattori di rischio, le donne del Lazio indicano l’essere andate in menopausa precoce come il principale, ma ritengono che anche avere un’alimentazione sbilanciata comprometta a lungo andare la salute delle ossa. Interessante è anche il fatto che, in caso di diagnosi di osteoporosi, esse non sono certe di rivolgersi ad un Centro specializzato per il trattamento di questa patologia e che, in generale, si dicono poco propense a riorganizzare la propria abitazione (togliere tappeti, spostare il mobilio…) in chiave preventiva di rischi di eventuali cadute.
«I risultati dell’indagine – dichiara il Prof. Giovanni Minisola – provano come tra le donne di età maggiore di 50 anni residenti nella nostra Regione sia diffuso rispetto al problema dell’Osteoporosi un atteggiamento arrendevole e rassegnato e come siano poco noti e sottovalutati i fattori che predispongono al rischio di fragilità ossea. Parliamo, ad esempio, del fumo, dell’eccessiva magrezza, dell’abuso di alcolici e della predisposizione famigliare per questa frequente e sottovalutata malattia, che causa fragilità ossea e che predispone al rischio di fratture. È chiaro come manchi ancora tra le donne un’informazione approfondita sull’Osteoporosi e sulle complicanze fratturative della forme severe. Ciò, verosimilmente, dipende anche dalla classe medica che non è stata finora in grado di sensibilizzare nella misura dovuta la popolazione femminile rispetto all’Osteoporosi e ai pericoli delle fratture ossee. Oggi, infatti, assistiamo ad una grave sottostima del rischio correlato alle fratture da fragilità ossea, come quelle del collo del femore, e non si considera che in tutto il mondo tali fratture sono tra le principali cause di morbilità e mortalità. Tutto lascia prevedere, stando alle ultime stime, che nei prossimi 40 anni, in assenza di percorsi diagnostico-terapeutici mirati per la popolazione a rischio, anche in Italia l’incidenza delle fratture da fragilità ossea raddoppierà».«Le istituzioni devono impegnarsi per creare una rete in grado di non lasciare sole le donne che soffrono di fragilità ossea, anche nella fase successiva alla cura, perché le percentuali di ricaduta sono altissime – spiega l’On. Rodolfo Lena, presidente della commissione Politiche sociali e Salute del Consiglio regionale – . Abbiamo nel Lazio dei centri di eccellenza per il trattamento dell’osteoporosi ma la sfida che oggi va raccolta è una piena integrazione sociosanitaria a livello territoriale» L’osteoporosi è una malattia di ampia rilevanza sociale e rappresenta, nel nostro paese, un importante problema di salute pubblica. Si tratta di una patologia sistemica dell’apparato scheletrico, caratterizzata da un aumentato rischio di fratturarsi sia per una bassa densità minerale ossea che per un deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo che, come tutto il nostro organismo, è destinato ad invecchiare. Per questi motivi le ossa diventano più fragili e sono più suscettibili al rischio di frattura per traumi anche minimi.L’Osteoporosi può essere primaria, post-menopausale o senile, e secondaria. Quest’ultima forma è così denominata perché associata ad altre malattie e, in particolare, a malattie reumatiche come artrite reumatoide e lupus per le quali viene spesso impiegato il cortisone, un farmaco che favorisce lo sviluppo di osteoporosi anche severa. «La patogenesi dell’osteoporosi associata a malattie reumatiche è multifattoriale – specifica il Prof. Minisola – riconoscendo essenzialmente sia meccanismi specificamente legati alla natura delle diverse malattie, sia meccanismi riconducibili ai farmaci impiegati per il loro trattamento. Tra questi il cortisone, un farmaco largamente utilizzato in Reumatologia, fortemente osteopenizzante e, pertanto, in grado di aumentare considerevolmente il rischio di fratture. Per tali motivi è necessario che quanti sono colpiti da malattie reumatiche, specie se in trattamento cortisonico, vengano attentamente sorvegliati anche per le possibili complicanze a carico dello scheletro provocate non solo dalla malattia di base ma anche dalla terapia».Le fratture da fragilità ossea, conseguenza grave dell’osteoporosi, hanno un’incidenza che non deve essere assolutamente da sottovalutare: secondo la World Health Organization, infatti, ogni 3 secondi, si verifica una frattura da fragilità osteoporotica a carico di femore, polso e vertebre. Ciò equivale a circa 25 mila fratture al giorno o 9 milioni all’anno.Si calcola che almeno il 40% delle donne dopo i 50 anni andrà incontro ad una frattura da osteoporosi quali fratture di femore (17%), vertebrali (16%) o di altri segmenti ossei (polso, pelvi, omero prossimale ecc.). Secondo l’OMS e la IOF (International Foundation of Osteoporosis) la presenza di una frattura da fragilità ossea (vertebrale o di altri segmenti scheletrici), configura sempre una condizione di OP severa. «La politica non deve compiere lo stesso errore di quelle donne che sottovalutano l’emergenza osteoporosi – conclude l’On.le Lena – l’età media sempre più alta della popolazione femminile del Lazio e l’aumentata aspettativa di vita impone una riflessione approfondita su questa patologia, che va affrontata alla stregua delle altri grandi patologie di genere, come il cancro al seno, anche attraverso specifici programmi di informazione e prevenzione».
I principali fattori di rischio per le fratture da fragilità ossea sono l’età, le pregresse fratture da fragilità, la terapia cortisonica cronica, un aumentato rischio di cadute dovuto a carenze visive come anche la concomitanza di malattie neuromuscolari, il ridotto apporto di calcio o la carenza di vitamina D. Ma anche la famigliarità per fratture, la menopausa precoce, l’eccessiva magrezza, il fumo e l’abuso di alcol. Oltre ai cortisonici, anche altri farmaci (ad esempio antiepilettici e anticoagulanti) contribuiscono ad aumentare il rischio di osteoporosi.«Pertanto è assolutamente necessario individuare precocemente i soggetti a rischio – conclude Giovanni Minisola – per intraprendere un adeguato iter diagnostico-terapeutico finalizzato a ridurre significativamente il rischio fratturativo. Sono soprattutto le donne che hanno nella propria famiglia casi di frattura di femore e che hanno un elevato rischio personale di frattura quelle per le quali è particolarmente indicata una MOC. Si tratta di un esame fondamentale e non invasivo, che misura la densità dell’osso, che permette di accertare l’esistenza di Osteoporosi e che mette in condizioni il medico di attuare tempestivamente una terapia efficace e personalizzata».Dai 50 anni di età, per ogni donna è fondamentale conoscere il proprio rischio fratturativo. Sul sito http://www.stopallefratture.it è disponibile il Defra Test online, test di autodiagnosi per valutare il rischio personale di fratturarsi nei successivi 10 anni (basso, medio, elevato, molto elevato). A seconda del risultato ottenuto, verranno indicate, per tutte, raccomandazioni e consigli su come prevenire eventuali fratture da fragilità.

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