Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for novembre 2014

Lavoro medici di famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 30 novembre 2014

medico_famigliaIn 9 anni è aumentato in maniera significativa il carico di lavoro dei medici di famiglia italiani. Se nel 2005 il numero medio di contatti all’anno per paziente era di 6,9, nel 2013 è salito a 8,1, che equivale a circa 35 visite al giorno. Chi va dal medico di medicina generale è soprattutto donna, ma non dai 75 anni in poi, quando a prevalere sono gli uomini. Sono i dati principali contenuti nell’VIII Report Health Search della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), presentato oggi a Firenze al 31° Congresso nazionale della Società scientifica. La ricerca ha coinvolto 900 camici bianchi che hanno consentito di aggregare i dati di oltre 1 milione e 200mila italiani. “Health Search – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG – è uno strumento che si è evoluto fino a offrire uno spaccato degli effetti degli interventi di cura, essenziale per favorire la Clinical Governance del sistema. Per contatti medico-paziente si intendono le visite ambulatoriali che terminano con la registrazione di una diagnosi, di una prescrizione farmaceutica, di un’indagine diagnostico-strumentale o di qualunque altro intervento registrato nella cartella clinica informatizzata”. Tra malattie che hanno generato il maggior numero di contatti, l’ipertensione non complicata è quella maggiormente rappresentata (15,2% dei contatti totali nel 2013), seguita dal diabete mellito di tipo II (5,4%) e dalla dislipidemia (3,8%). Considerando le differenze di genere, si nota che il carico di lavoro legato alla depressione e all’osteoporosi è maggiore per le donne, mentre quello dovuto alle malattie ischemiche del cuore è superiore per gli uomini. “È cruciale – spiega il dott. Ovidio Brignoli, vicepresidente SIMG – mantenere attivi punti di osservazione che consentano di misurare l’attività dei medici di famiglia. L’analisi del carico di lavoro, presente nei Report Health Search a partire dal 2010, riscuote grande interesse sia tra i medici di medicina generale che tra gli esperti di politica sanitaria. Queste analisi hanno fornito un dato oggettivo sul costante incremento nel numero di contatti per paziente, che rappresenta una delle principali cause dell’aumento dello stress lavorativo, con potenziali conseguenze anche sulla qualità dell’assistenza”. Il carico di lavoro legato alle prescrizioni farmaceutiche è diminuito leggermente negli anni, andando da 72,5 richieste di prescrizione su 100 contatti nel 2005 a 71,4/100 nel 2013; al contrario, si nota un aumento delle richieste di indagini diagnostico-strumentali e di laboratorio (da 26,5/100 contatti nel 2005 a 28,1/100 nel 2013) e delle richieste di visite specialistiche e di ricovero (da 13,8/100 contatti nel 2005 a 14,6/100 nel 2013). Nel Report è stimato il numero medio di visite annuali che il medico effettua per la gestione di una determinata patologia (contatti/paziente/anno). I risultati di questa analisi mostrano che nel 2013 le patologie che hanno richiesto più di 5 contatti/paziente/anno sono, nell’ordine: malattie ischemiche del cuore (8,55), morbo di Parkinson (7,79), diabete mellito di tipo II (7,65), fibrillazione atriale (7,54), diabete mellito di tipo I (7,11), ipertensione non complicata (6,89), scompenso cardiaco congestizio (6,32), disturbi neurologici (5,40), ipertensione complicata (5,09), disturbi dell’umore (5,06). Dai dati riportati nell’VIII Rapporto emerge un trend crescente nella prevalenza dell’ipertensione arteriosa che varia dal 21% del 2005 al 26,7% del 2013, con stime sensibilmente maggiori nelle donne rispetto agli uomini. Dalle analisi effettuate, si registra per molte patologie un costante aumento di prevalenza, determinato da vari fattori, compresa la capacità del medico di famiglia di diagnosi anticipate, in presenza di sintomi precoci. Oltre all’ipertensione, nel corso degli anni 2005-2013 l’ictus ischemico è passato dal 2,2% al 3,8%, le malattie ischemiche del cuore dal 3,5% al 4,1%, il diabete mellito di tipo II dal 5,9% al 7,7%, la BPCO dal 2,5% al 3%, l’asma dal 3,6% al 6,9%, la depressione dal 3,4% al 45,5%, l’artrosi dal 14,1% al 17,4%, la demenza dall’1,3% al 2,5%, l’ipertrofia prostatica benigna dal 9,7% al 14% e la malattia da reflusso gastroesofageo dal 6,2% al 15,3%. Se il diabete mellito di tipo II è in crescita soprattutto nei maschi, l’asma fa registrare un aumento maggiore nelle donne.

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US consumption: Happy Black Friday!

Posted by fidest press agency su domenica, 30 novembre 2014

consumer.480In recent years, US consumer spending has grown less rapidly than the historical norm. Several constraints have weighed on household income in an environment dominated by the correction of past excesses (housing market). Fiscal policy was a particularly strong brake from 2011 to 2013, both directly (tax hike) and indirectly (uncertainty). This constraint seems to have been loosened, while employment conditions are improving sharply. An acceleration in disposable income is thus foreseeable in 2015, and this should be reflected in consumption and growth figures.

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Votes on EU Internal Security Strategy and EU approach to migration

Posted by fidest press agency su domenica, 30 novembre 2014

MAFIAWednesday 3 December – Committee of inquiry into mafia-related and other criminal organisations of the Italian Parliament – debate with the Chair, Rosy Bindi, and Members of the Parliamentary Antimafia Inquiry Committee (9.20 – 10.30, room PHS 3C050)
– Fundamental rights at airports (border checks at five international airports in the EU) and at land borders (findings from selected EU border crossing points) – presentation of the Fundamental Rights Agency (FRA) studies by Friso Roscam Abbing, Head of Department Communication and Outreach (10.30 – 11.30)

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Credito alle esportazioni

Posted by fidest press agency su domenica, 30 novembre 2014

impreseIl Consiglio di Amministrazione di SACE ha deliberato oltre 3 miliardi di euro di impegni per operazioni di credito all’esportazione e garanzie per investimenti all’estero da parte di aziende italiane del valore complessivo di oltre 5 miliardi di euro.
In particolare, sono stati deliberati impegni nei seguenti comparti:
cantieristica navale: 2,1 miliardi di euro
energia e oil & gas: 650 milioni di euro
aeronautico: 126 milioni di euro
materiali da costruzione: 110 milioni di euro
acciaio e meccanica strumentale: 56 milioni di euro.
Con riferimento al comparto cantieristico, SACE ha garantito 2,1 miliardi di euro equivalenti al 100% dei finanziamenti erogati a società armatrici per l’acquisto di navi da crociera.
Tali garanzie sono parte di un plafond di 4,7 miliardi di euro che il Consiglio di Amministrazione ha assegnato al settore della cantieristica per il biennio 2014-2015 e che è il risultato della capacità assicurativa conferita a SACE dal D.L. 91/2014 (art. 32) convertito in legge in data 21 Agosto 2014. Tale legge prevede una garanzia statale aggiuntiva nell’ambito dei limiti assumibili da SACE come stabiliti nel bilancio di previsione dello Stato, che potrà essere utilizzata per interventi in settori strategici per l’economia italiana e per società di rilevante interesse nazionale in relazione a rischi “non di mercato”. La garanzia statale, in conformità con la normativa, sarà onerosa e opererà a copertura di picchi di esposizione che possano determinare in capo a SACE rischi di concentrazione verso specifiche controparti, settori e geografie.
Con queste operazioni SACE conferma il proprio impegno nel sostenere l’export italiano, in particolare i comparti più dinamici, che crescono a ritmi costantemente superiori al 20% annuo.

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La Vergine Maria nelle pagine del Corano

Posted by fidest press agency su domenica, 30 novembre 2014

coranodi Rosario Amico Roxas. Una delle pagine più belle del Corano riguarda la “venerazione” che i popoli musulmani hanno verso Maria, madre di Gesù, “che si mantenne vergine”.
L’interpretazione del Corano ha dato, da sempre, occasione a dispute sfociate, spesso, anche in scontri violenti.
La lettura del Corano e il tentativo di interpretazione personale prevedono, da parte del musulmano, la dedizione di una vita intera; ciò che colpisce e attira l’attenzione di un cristiano cattolico, non chiuso dentro schemi anacronistici e antistorici, è la venerazione rivolta a Maria, madre di Gesù, unica donna che viene citata nel Corano con aggettivi di grande misticità.
Non si tratta di citazioni occasionali, anche se così potrebbero apparire ad una lettura distratta; il nome di Maria è citato 34 volte ed una intera sura (capitolo), la XIX, è dedicata a Lei. Occorre fare un lavoro di collage per comprendere pienamente il valore di tali citazioni e decifrare gli attributi dati a Maria; occorre seguire un itinerario omogeneo e coerente, privo di atteggiamenti di superiorità culturale di questo Occidente nei confronti della cultura islamica.
La madre di Maria prega:“O Signore, io voto a te ciò che è nel mio seno, sarà libero dal mondo e dato a Te ! Accetta da me questo dono, giacché Tu sei Colui che ascolta e conosce”;
(Corano III, 35 – 37)è la dedica di Anna a Dio della nascitura figlia Maria, così nascerà diversa da tutte le altre creature, nelle pienezza della Sua verginità, della purezza, della santità, della luminosità e ammantata dal mistero della volontà di Dio.
Quando Maria sarà nata, la madre dirà:“…l’ho chiamata Maria e la metto sotto la tua protezione, lei e la sua progenie, contro Satana…E il Signore l’accettò, d’accettazione buona, e la fece germogliare, di germoglio buono”. (Corano III,35-37):La figura di Maria, madre di Gesù, nelle religioni monoteistiche non offre una visione unitaria, al contrario ci fa assistere alle contraddizioni laceranti che la società giudaico-cristiana esprime. La cultura giudaica si ferma all’aspetto scientifico per negare la verginale concezione di Gesù, e andrà anche oltre nella negazione dell’ essenza soprannaturale di Gesù, arrivando anche ad affermazioni blasfeme e irrispettose nei confronti dei convincimenti altrui. Nella ortodossia giudaica ufficiale si mostra un ostentato disinteresse per la persona di Gesù e per i suoi seguaci, i cristiani, in genere: nella dodicesima domanda dello Shemoneb esreb i cristiani sono assimilati agli apostati, agli eretici degni della maledizione di Dio. Questo atteggiamento non è altro che il prosieguo della definizione, quell’impostore, registrata da Matteo come pronunciata dai sommi sacerdoti ebrei e quindi dal mondo ufficiale ebraico dopo la crocifissione e la morte di Gesù.Il giorno dopo, che era Parasceve, si riunirono presso Pilato i sommi sacerdoti dicendo: “Signore ci siamo ricordati che quell’impostore disse mentre era vivo: dopo tre giorni risorgerò. Ordine che sia vigilato il sepolcro fino al terzo giorno, perché non vengano i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo “E’ risuscitato dai morti”. Così quest’impostura sarebbe peggiore della prima”. (cfr. Mt., XXVII, 63)Per la religione ebraica Gesù è il rinnegato per eccellenza. Quando nel Talmud si allude a Gesù, lo si fa con l’appellativo Nosri (il Nazareno), inteso in senso dispregiativo, come proveniente da Nazareth, piccolo villaggio dove Maria ricevette l’annuncio dell’Arcangelo e dove Gesù visse la sua giovinezza, quindi “paesano” “rozzo”, quando non viene preferita l’espressione sprezzante “un tale”; né è raro trovare epiteti come “pazzo” e “bastardo”.
Ancora la tradizione ebraica vorrebbe Gesù ucciso a Lidda, in Egitto, accusato di magia e apostasia; come mago si sarebbe formato in Egitto presso la scuola di un certo Giosuè, figlio di Perachia. L’epiteto “bastardo” viene confermato da un’altra leggenda ebraica secondo la quale Gesù sarebbe stato figlio di Maria, la quale si sarebbe unita con un certo Pappos, con Stada e con Pantera, quindi di padre ignoto o quanto meno incerto.
Nei tempi più recenti i pochi ebrei che si sono occupati della figura di Gesù, (M.C.G. Montefiore, I. Zolli) lo hanno fatto con maggiore rispetto, ma non differenziandosi dalle posizioni reperibili nel mondo razionalistico.
Messaggio etico e prassi di liberazione hanno la vita di Gesù di Nazareth e dovrebbero guidare anche la vita della comunità cristiana in ogni contesto storico. La grande rivoluzione del Nazareno consistette nell’aver cancellato l’idea esclusiva del popolo eletto e nella proposta di una comunità fraterna senza frontiere né discriminazioni.
La Constitutio Conciliaris “Nostra Aetate” promulgata al termine del Concilio Ecumenico Vaticano II, ha sollevato il popolo ebraico dall’accusa di deicidio, facendo giustizia di 2.000 anni di errori. Quegli errori che fecero dire a Farinacci, numero due del regime fascista, che l’antisemitismo del regime era il logico frutto di 2.000 anni di insegnamento della Chiesa di Roma. L’errore consiste nell’attribuire la possibilità dell’uccisione di Dio da parte di uomini; sarebbe una anticipazione del cammello di Zaratustra che. trasformatosi in leone uccide il suo ultimo padrone e uccide il suo ultimo Dio.
La distanza tra ebraismo e cristianesimo sta innanzitutto nella “cattolicità”, cioè nella universalità dell’insegnamento. L’ebraismo è la sola religione che non solamente non prevede il proselitismo e la divulgazione della parola di Dio, ma addirittura lo impedisce.Ebrei si nasce non si può diventarlo per convincimento o per conversione: è più facile che un Ebreo si dichiari ateo (come Ben Gourion e Moshè Dyan che fondarono lo Stato sionista di Israele), che un ateo si converta all’ebraismo.Le posizioni cardine sono rimaste inalterate, anche se ragioni di opportunità politica hanno portato ad un alleggerimento dell’oltranzismo anticristiano.
Il proselitismo vuol dire predicazione, divulgazione della parola di Dio; nell’ebraismo, mancando l’esigenza del proselitismo manca il dialogo con le altre religioni monoteiste che pure hanno una analoga origine.E’ questa una delle ragioni per le quali insisto nell’affermare che il Cristianesimo è molto più vicino all’Islamismo, con il quale è possibile l’apertura di un dialogo, che non all’Ebraismo, unica religione che rifiuta il proselitismo e la predicazione della propria fede; al contrario se una persona vuole abbracciare la fede ebraica, deve pagare ingenti somme per essere considerato uno di loro.
Ben diverso è l’atteggiamento islamico sia nei confronti di Maria, che di Gesù.
La cultura cristiana dichiara Maria come “Madre di Dio” , appellativo, questo, che ha prodotto numerose dispute teologiche, risolte da Papa Pio XI con l’Enciclica Lux Veritatis del 25.12.1931, dove viene detto:“…. se il Figlio della Beata Vergine Maria è Dio, per certo colei che lo generò deve chiamarsi con ogni diritto Madre di Dio; se una è la persona di Gesù Cristo, e questa è divina, senza alcun dubbio Maria deve chiamarsi non soltanto Genitrice di Cristo Uomo, ma Deipara. Nessuno, poi, potrebbe rigettare questa verità per il fatto che la Beata Vergine Maria abbia somministrato bensì il corpo di Gesù Cristo, senza però generare il Verbo del Padre Celeste; infatti, a quel modo che tutte le altre, nel cui seno si genera il nostro terreno composto, ma non l’anima, si dicono e sono veramente madri, così Ella ha similmente conseguita la divina maternità dalla sola persona del Figlio suo”.
In contrasto con la cultura giudaica la cultura cristiana afferma ed esalta la verginità di Maria, prima e dopo la nascita di Gesù. Ritengo molto importante notare come nel 649, sotto Papa Martino I, il Concilio Lateranense riassunse nella seguente formula la dottrina circa la verginità:
Se qualcuno, secondo la dottrina dei Santi Padri, non confessa propriamente e secondo la verità che la Santa Madre di Dio e sempre vergine e immacolata Maria… ha concepito senza seme per opera dello Spirito Santo e che ha generato senza corruzione, permanendo indissolubile, anche dopo il parto, la sua verginità, sia condannato”.
Insisto sulla importanza della data, il 649, perché successiva alle prime rivelazioni che, secondo la cultura e la religione musulmana, l’Arcangelo Gabriele dettò a Maometto, tra il 610 e la morte del Profeta, che avvenne 22 anni dopo tra le città sante di Medina e La Mecca. Queste due città si trovano su quella che, ai tempi, era indicata come “la via della seta”, molto frequentata dai commercianti che portavano sete e spezie verso Occidente.
Non appare improbabile che la notizia degli scritti del Corano inerenti il riconoscimento della verginità di Maria sia giunta a Roma e il Concilio Lateranense ritenne di codificare come dogma quanto già, precedentemente, affermato nel Corano; ciò che preme documentare è la grandissima analogia esistente, su questo fondamentale argomento di Fede, tra le due religioni monoteistiche, la cristiana e la musulmana che sono molto assimilabili tra loro, al contrario della religione ebraica, che si differenzia in problematiche sostanziali.
La verginità di Maria, nel Corano e, quindi, nell’Islam, è considerata la condizione essenziale perché potesse diventare la donna tramite la quale Dio volle dare agli uomini un segno tutto particolare; solo la purezza della verginità poteva consentire a Maria di essere il ricettacolo dello Spirito di Dio, tramite il quale Maria genererà Gesù, l’amore di Dio (rahamatn minna)
“In verità, o Maria, Dio ti ha prescelta; ti ha purificata e prescelta tra tutte le donne del mondo” (Corano III, 42)
Ricordiamo le parole dell’Ave Maria: il Signore è con Te e Tu sei benedetta fra tutte le donne e benedetto il frutto del Tuo seno.
e il segno è stato Gesù suo figlio, nato per volontà dell’Altissimo, divina creazione, rappresentante di Dio in terra (Khalifat Hallah).“….un segno per le genti e una misericordia da parte Nostra” (Corano XIX, 21)Tutta la vicenda di Maria nel Corano è dolcemente contraddistinta dall’abbandono a Dio e dalla purezza delle sue intenzioni. L’interpretazione coranica della verginità di Maria e l’attestazione di Fede che coinvolge la procreazione di Gesù, generato dal Verbo di Dio, può diventare la piattaforma dialettica per favorire la reciproca comprensione e il dialogo tra le due religioni, sia pure nella salvaguardia delle rispettive identità, in un itinerario che San Francesco, nel pieno delle crociate, inaugurò quando incontrò il Soldano, discendente del primo Sal-Al Dhin (il Saladino), il liberatore musulmano di Gerusalemme. San Francesco, dopo un incontro con il Soldano, definito molto affabile, partecipò alla preghiera collettiva della comunità islamica, incantato dalla devozione dei Musulmani e dal loro prostrarsi in segno di devozione.
San Francesco recitò un versetto dei Salmi di Davide:
Gioite voi che credete e ripetete sempre “Solo Dio è Grande” ,
in quel momento il muezzin stava invitando i fedeli a invocare Dio: Hallau Hakbarr (Solo Dio è il più Grande). Fuori dal recinto dell’accampamento infuriava la battaglia tra Cristiani e Musulmani; era il 1219, la V crociata che i popoli dell’Occidente armavano contro l’Islam.
Maria è nata senza conoscere il peccato, ma non fu destinata a non conoscere il dolore, segno, questo, che il dolore non è un castigo per i peccati, ma è la via della conciliazione con Dio, attraverso i patimenti subiti e accettati nel nome di Dio. E Maria venne chiamata a sentire il dolore più forte per l’espiazione dei peccati del mondo, quando offrì Gesù al mondo, un mondo che non lo avrebbe compreso, un mondo che, anzi, avrebbe cercato di contagiare la sua peccaminosità a due esseri puri. Il dolore del parto sarà il dolore simbolico di Maria, che soffrirà ancora di più quando avrà preso coscienza che dovrà offrire suo figlio agli uomini che lo perseguiteranno:“Oh fossi morta prima, oh fossi una cosa dimenticata e obliata” (Corano XIX, 23)queste parole sono il segno di una sofferenza indicibile, ma che non si ribella, un dolore insopportabile che, nell’accettazione della volontà di Dio, si trasforma in preghiera. Per risalire al senso del dolore, alla sua accettazione, bisogna partire dall’attributo per eccellenza che l’Islam riconosce a Dio: “Ar- Rahman”, attributo che racchiude in sé la misericordia, la benevolenza, il perdono e l’amore, ma un amore che solo Dio è in grado di elargire, un amore che non attende di essere ricambiato, offerto a tutti gli uomini, credenti e non credenti, mistici e profani, santi e peccatori. Quel livello di amore è la meta indicata come desiderabile nell’itinerario di ogni uomo, un itinerario difficile, doloroso, pregno di significati che sfuggono all’uomo, ma che devono, comunque, essere accettati.
Quando l’uomo raggiunge quel livello di amore, diventa rappresentante di Dio in terra: Khalifat Allah. Maria urla il suo dolore, perché sa di offrire suo figlio Gesù, l’amore di Dio, “rahamatn minna”, ad un mondo che lo perseguiterà, perché incapace di capire quel grado infinito di amore, che, pur se incompreso, anzi proprio perché incompreso, diventa vita e fonte di vita.
Il Corano, a questo punto, assume toni lirici, trasformando la sua verità rivelata in un arpeggio di mistica bellezza. Maria urla il suo dolore, che è frutto del suo amore; questo amore, fonte di vita, si manifesterà anche concretamente, per dare agli uomini la prova tangibile della sua grande forza: dai piedi di Maria zampillerà una fonte d’acqua purissima e l’albero secco e morto riprenderà vigore e tornerà a dare datteri maturi (Corano XIX, 23-25).
Maria è il modello da seguire per la sua purezza, per la sua fede, per il mistero nel quale Dio ha voluto avvolgerLa.
“E Dio propone ad esempio, per coloro che credono, Maria, che si conservò vergine,.. sì che Noi insufflammo in Lei il Nostro Spirito; Maria che credette alla parole del suo Signore e dei Suoi Libri e fu una donna devota” (Corano LXVI, 11-12)E ancora, sempre citando Maria:“ Se il mare fosse inchiostro per scrivere le parole del Signore (su Maria), si esaurirebbe il mare prima che si esauriscano le parole del Signore, anche se portassimo un mare nuovo ancora in aiuto! ( Corano XVIII, 109)Maria è la devota (qanet), perché costantemente in preghiera, perché ogni suo atto o gesto che compie si trasforma in preghiera; Maria è libera (muHarrar), unico esempio nel Corano della perfetta libertà, libera da ogni impurità, da ogni dubbio, da ogni riferimento terreno; la libertà, nella terminologia araba con il radicale rr, implica una condizione particolare, in quanto prevede la libertà da qualche cosa; il libero si contrappone allo schiavo, ma questo nella vita sociale, in una interpretazione anagogica e spirituale, ciò che distingue il libero dallo schiavo è la presenza del peccato, che per tutte le religioni monoteiste rappresenta la peggiore schiavitù. L’uomo è naturalmente schiavo del peccato, cioè della sua debolezza e della sua fragilità, mentre Maria è muHarrar, libera per antonomasia, libera nella totalità del suo essere, perché libera dal peccato per potere ospitare lo spirito di Dio che la renderà madre di Gesù “il più vicino”; la libertà, in senso sociale o politico sarà indicata con il termine Hurria, mentre l’uomo libero sarà indicato con il termine abu harrar; il termine muharrar è riservato solo a Maria perché la sola che coniuga in sé la libertà con la purezza: libertà dal peccato perché nata pura.La sua particolare condizione la resero la sola donna in grado di essere visitata dallo Spirito di Dio (arsalna ilaiha ruHana) per poter ricevere e ospitare in sé il Verbo di Dio (kalimatin min Allah) e poterlo offrire al mondo intero, pur nella consapevolezza del dolore/amore, diventando, così, essa stessa Ar-Rahman, amore infinito che non attende di essere corrisposto, itinerario che Dio desidera per tutti gli uomini. Alla luce delle precedenti affermazioni contenute nei versetti del Corano dedicati a Maria, che toccherà ai teologi interpretare, non meraviglia se leggiamo ancora nel Corano, con grande analogia con quanto scritto nei Vangeli.
Quando gli angeli dissero:
“ O Maria, Dio ti annuncia la lieta novella di una Parola da Lui proveniente: il suo nome è il Messia, Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell’altro, uno dei più vicini. Dalla culla parlerà alle genti e nella sua età adulta sarà tra gli uomini devoti”.
Ella (Maria) disse
“Come potrei avere un bambino se mai un uomo mi ha toccata ?” issero (gli Angeli):
“E’ così che Dio crea ciò che vuole: quando decide una cosa dice solo “Sii” ed essa è”. E Dio gli insegnerà il Libro e la saggezza, la Torah e l’Ingil, (i Vangeli n.d.r.). E (ne farà) un messaggero per i figli di Israele (che dirà loro):“In verità vi reco un segno da parte del vostro Signore. Plasmo per voi un simulacro di uccello nella creta e poi vi soffio sopra e, con il permesso di Dio, diventa un uccello. E per volontà di Dio guarisco il cieco nato e il lebbroso e resuscito il morto. (Corano III, 45, 46, 47, 48, 49)

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Greenpeace Experts at UN Climate Talks in Lima

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 novembre 2014

limaLima, 28 November 2014 – The announcement of the United States and China to cut emissions marks their notable joint action for the climate; industrial countries have pledged billions to the Green Climate Fund; countries like Denmark have set the course for 100% renewable energy – there is new movement in the climate debate. The momentum will likely resume on Monday when the UN climate talks kick off in Lima, Peru. The conference will have to negotiate on the key issues that will ensure an ambitious climate agreement to be signed in Paris in a year’s time.Heading to the summit, Greenpeace Head of International Climate Politics Martin Kaiser said:”For two decades, the seriousness of climate change has in no way been properly addressed by global decision makers. To secure our future, they must show their determination to act during this last round of negotiations before reaching a climate deal in Paris. Thus, the Conference of the Parties in Lima can be the turning point for international climate talks: Following the notable announcement from the United States and China, the stage is set for major emitting countries to increase their ambitions to move away from dirty fossil fuels and towards 100% renewable energy.””The United States and China must take bold actions to reduce greenhouse gas emissions well past 2025 – thus encouraging other countries to also table ambitious targets in Lima.””The UN climate conference in Lima must drive strong national commitments to cut emissions, that will define the momentousness of the Paris Agreement in 2015. At the current pace, we will not achieve a stabilization of global warming below 1.5 degrees Celsius.””Communities around the world are feeling the catastrophic impacts of climate change. It is up to our governments to support those who are the most vulnerable and help them adapt to climate change. Far too long corporate polluters were given a free ride to exploit [the resources of] our earth, counting on the rest of us to foot the bill. We need change – and quickly.”Greenpeace Senior Climate and Energy Expert Li Shuo said:”New energy statistics suggest an absolute decline in China’s coal consumption thus far in 2014 — for the first time in decades.””“The end of China’s coal boom arrives at no better time. When enhancing their targets for carbon internationally and coal consumption domestically, the Chinese policy planners will need to translate the latest figures and great progress into their contribution to the climate talks.” Greenpeace Climate and Energy campaigner Mauro Fernandez said:”Climate change has become a fact of life for Latin Americans. The new climate reality is mainly caused by burning fossil fuels and deforestation, leading to more frequent floods and droughts. This crisis forces us to overcome our addiction to coal and oil by harnessing solar and wind power. Renewable energy will take us on the path to climate improvement and justice.”As an official observer to the UNFCCC, Greenpeace will have a broad team of climate and forest experts attending the 01 – 12 December meeting at Lima. They will be available to comment. Experts will be from the US, China, France, Germany, UK, India, Brasil, among others.

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Threat of EU split as Angela Merkel gives up on Russia

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 novembre 2014

merkel angelaGerman Chancellor Angela Merkel has given up on Russian President Vladimir Putin after months of patient diplomacy has failed to defuse the situation in Ukraine.The Ukraine crisis could now precipitate a massive division within Europe itself, writes GIS Expert Professor Stefan Hedlund, Research Director at the Centre for Russian and Eurasian Studies, Uppsala University, Sweden.Communication between the Kremlin and the West has now broken down completely.
Western governments now have to face the fact that Mr Putin’s gloves may be coming off, adds Professor Hedlund.In preparation for a possible resumption of major combat operations in Ukraine, Russia is preparing the ground with a combination of heavy troop reinforcements. The Kremlin is also putting together a propaganda campaign to erode by stealth the resolve of the Europeans. Aimed at hearts and minds, it could divide not only the EU but Germany itself.
Kremlin-funded broadcaster RT launched a German language station in November 2014 to air Moscow’s view of the Ukraine crisis.A Moscow-based bank is loaning nine million euros to France’s National Front.
The first round of EU sanctions are due to expire in March 2015 and German officials are concerned that Italy, Hungary and Slovakia will be difficult to keep on side if the sanctions are to be renewed.Mr Putin is working hard at unravelling the fragile EU consensus.Over the past weeks, European leaders have gloated on how they had demonstrated to the Russians that they could reach consensus on a forceful policy of sanctions. It may now be time to stow that smugness and to start looking at reality, says Professor Hedlund.

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Scompenso cardiaco mortalità in aumento

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 novembre 2014

scompenso cardiacoLo scompenso cardiaco rappresenta una pandemia globale che colpisce ventisei milioni di persone nel mondo e determina milioni di ospedalizzazioni. Oltre il 2% della popolazione mondiale soffre di scompenso cardiaco. Si stima che i malati siano 15 milioni in Europa e circa 1 milione nel nostro Paese, un quarto dei quali di età inferiore ai 65 anni. In Lombardia si contano circa 180 mila persone con scompenso, oltre 20 mila delle quali a Bergamo e provincia. Secondo recenti stime, il numero di malati tenderà ad aumentare progressivamente sino a raddoppiare nel 2020. L’aumentare della patologia con l’età e l’incremento della proporzione di soggetti anziani nella popolazione rende in parte ragione della frequenza crescente di scompenso cardiaco. Si stima infatti che la sua frequenza raddoppi a ogni decade di età (dopo i 65 anni arriva al 10% circa). «Oltre i 65 anni lo scompenso cardiaco rappresenta la prima causa di ricovero in ospedale: anche per questo è considerato un problema di salute pubblica di enorme rilievo» avverte Antonello Gavazzi, cardiologo di FROM Fondazione per la Ricerca Ospedale Papa Giovanni XXIII durante il meeting “Heart Failure at Crossroads”, organizzato da FROM e dall’Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII di Bergamo e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.
«Nonostante la disponibilità di nuovi trattamenti e farmaci efficaci, le persone con scompenso cardiaco presentano percentuali inaccettabili di mortalità e riospedalizzazione, percentuali che non si sono ridotte negli ultimi anni» prosegue Gavazzi. «E’ quindi importante rivalutare le conoscenze per identificare le differenze tra specifiche tipologie di pazienti, in modo da “individuare la malattia” all’interno dello scompenso. Il tipico esempio sono i soggetti con diabete, nei quali lo scompenso cardiaco si sviluppa con specifiche modifiche metaboliche, funzionali, neurormonali ed emodinamiche per cui la malattia può rispondere in maniera diversa alle terapie. Il risultato è che assistiamo a una mortalità elevata per scompenso cardiaco nelle persone con diabete rispetto a quelle senza diabete».
Recenti studi hanno documentato che la diagnosi basata esclusivamente su criteri clinici è spesso inadeguata, particolarmente nel sesso femminile, negli anziani e nei soggetti obesi. Al fine di analizzare l’epidemiologia e la prognosi e di ottimizzare la scelta dei trattamenti dello scompenso cardiaco l’incertezza nella diagnosi della malattia dovrebbe essere minimizzata o evitata. L’adozione di stili di vita che prevengano l’insorgenza di queste condizioni è dunque una strategia fondamentale per prevenire lo scompenso cardiaco e ridurre la mortalità.
La prognosi dello scompenso cardiaco risulta essenzialmente sfavorevole qualora la causa sottostante non sia correggibile. In circa la metà dei pazienti in cui sia stata posta diagnosi di scompenso cardiaco, il decesso si verifica entro 4 anni, mentre in metà di quelli affetti da scompenso cardiaco avanzato il decesso avviene entro 1 anno. Lo scompenso cardiaco avanzato colpisce circa un quarto dei pazienti con questa sindrome trattati in ospedale, e ha un’incidenza stimabile in Italia di 12 000 nuovi casi ogni anno.
Purtroppo nello scompenso cardiaco avanzato l’elevata mortalità è difficilmente modificabile, la sintomatologia è invalidante e la qualità di vita pesantemente compromessa. A differenza di altre cardiopatie di comune rilievo, la mortalità per scompenso cardiaco appare in aumento. «Questi numeri fanno dello scompenso cardiaco la seconda causa di ricovero ospedaliero, dopo il parto naturale, con costi altissimi per il Servizio Sanitario Nazionale: ogni anno vengono spesi per i ricoveri ospedalieri con diagnosi di scompenso oltre 500 milioni di euro, pari a circa il 3% dei costi totali del Sistema Sanitario Nazionale» aggiunge Gavazzi. «Una delle iniziativa per ridurre la mortalità è la creazione di strutture specialistiche. Nel 2002 gli Ospedali Riuniti sono stati i primi in Italia a dare vita a un’unità dedicata alla cura di questa patologia, la Medicina Cardiovascolare, basata sul lavoro interdisciplinare tra cardiologi e internisti, ottenendo una significativa riduzione della mortalità e dei periodi di degenza ospedaliera».
Lo scompenso cardiaco è una malattia cronica, che compare quando il cuore, danneggiato, non è più in grado di svolgere la sua normale funzione di pompa e di mantenere un adeguato flusso di sangue nell’organismo.
Come conseguenza, gli organi e i tessuti ricevono quantità insufficienti di ossigeno per le loro esigenze metaboliche. La reazione dell’organismo all’insufficiente funzione del cuore causa un accumulo di sodio e acqua nei polmoni e nei tessuti. Le conseguenze di ciò sono: affanno, ridotta tolleranza allo sforzo, affaticamento, edema (cioè gonfiore). La condizione può aggravarsi fino a portare all’edema polmonare acuto e alla morte.

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Giovanni Buttarelli named new data protection watchdog

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 novembre 2014

The next European Data Protection Supervisor (EDPS) will be Giovanni Buttarelli Parliament’s President Martin-schulz announced in plenary session on Thursday. His Assistant Supervisor will be Wojciech Rafał Wiewiórowski.Messrs Buttarelli and Wiewiórowski were listed as Parliament’s top candidates for the two posts after hearings in the Civil Liberties Committee on 20 October.”The Civil Liberties Committee has voted for two very strong candidates for the roles of European Data Protection Supervisor and Assistant Supervisor”, said Committee Chair Claude Moraes (S&D, UK). “Mr Buttarelli brings with him a wealth of experience as the former Assistant Supervisor of the EDPS and as former Secretary General of the Italian Data Protection Authority and I am confident that he will swiftly adapt to his new role. In addition, Mr Wiewiórowski also demonstrated excellent knowledge of data protection and privacy laws in the EU in his role at the top of the Polish Data Protection Authority”.”Last year’s NSA inquiry in the Civil Liberties Committee drew attention to a number of concerns surrounding the issue of data protection and privacy. With this in mind, I am confident that the two new heads of the EDPS will work closely with the LIBE committee to ensure that Europe leads the way in upholding fundamental rights in its data protection laws”, added Mr Moraes.On Thursday morning, Parliament’s Conference of Presidents (President Schulz and leaders of the political groups) gave Parliament’s green light to the two appointments.President Schulz said: “Protection of personal data is a key fundamental right, and one which needs renewed attention in the digital age. I therefore congratulate the incoming European Data Protection Supervisor and Assistant Supervisor and pay tribute to Peter Hustinx for more than 10 years of committed service”.Parliament appoints the EDPS and the Supervisor by common accord with the Council. Negotiations between the two institutions were conducted by Civil Liberties Committee Chair Claude Moraes. The final stage of the procedure will be the signature of the nomination decision by both the EP and the Council in order for the new team of Supervisors to take up their functions.Civil Liberties, Justice and Home Affairs Committee

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COMECE-CEC Dialogue Seminar on Human trafficking

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 novembre 2014

human traffickingAn estimated 800,000 women, men, and children are victims of human trafficking within the EU today. Up to 60% of the victims originate from EU states. The EU and its member states urgently need to implement the legal framework already in place and to intensify cooperation with civil society and church organisations that work with victims at the grassroots level. This was one of the main messages of the Dialogue Seminar organised by COMECE and the Church and Society Commission of CEC in cooperation with CCME in dialogue with the EU Commission on 27 November.Human trafficking is a modern form of slavery, a criminal activity, and a lucrative global enterprise. An estimated 16% of victims are children, and they can be sold for up to 40.000 EUR . In addition to sexual exploitation, forced labour and domestic workers, human trafficking is also taking new forms such as for reproductive purposes, including surrogacy and illegal adoption. Dialogue participants repeatedly called for more reliable and comprehensive data, including accurate estimated figures to better inform policy and faith-based responses. They also brought extensive advocacy and policy experience to the dialogue, and heard direct accounts about human trafficking in Europe.Victims of human trafficking need more protection and assistance through the broader implementation of existing legislation. Victims of human trafficking should not be punished for acts committed while being trafficked. Ongoing financial support of civil society and church organisations will contribute to achieving these aims.In the legal field, the EU has already adopted a series of directives and instruments. However, these instruments need updating to cover new forms of trafficking and to assure further implementation at the national level.In response to the complexity and seriousness of these issues, COMECE and CEC/CCME intend to provide the EU Commission a compilation of their proposals and recommendations to fight human trafficking in the coming weeks.
COMECE is the Commission of the Bishops’ Conferences of the European Community. It is made up of Bishops delegated by the 27 Catholic Bishops’ Conferences of the European Union and it has a permanent Secretariat in Brussels.

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Royal Technology Mission with His Majesty King Carl XVI Gustaf of Sweden visits Planmeca

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 novembre 2014

Planmeca1The Royal Technology Mission, with His Majesty King Carl XVI Gustaf of Sweden as its patron, visited Finnish healthcare technology manufacturer Planmeca in Helsinki on November 27th. His Majesty, along with 30 other top representatives from Sweden’s government, private sector and academia were introduced to the healthcare technology leader’s growth story and innovations.The Royal Technology Mission is visiting Finland to become inspired by the country’s innovative companies, initiatives and growth strategies. Planmeca Oy is one of the world’s largest manufacturers of dental care technology, with an unmatched product portfolio that has placed it at the vanguard of the industry. Known for 80e50139868fe403_800x800arits strong commitments to research and design, Planmeca continuously collaborates with e.g. leading dental universities to elevate the standard of dental care.“We received a unique opportunity to share our growth story with the Swedish leaders and to introduce to them our newest dental and healthcare innovations, such as combinations of patient 3D data and patient-specific 3D implants. Thanks to the emergence of 3D technologies and applications, dental care is undergoing a remarkable change”, says Tuomas Lokki, Senior Vice President of Planmeca. “A great deal has been done in Finland to promote innovation. One of our country’s main strengths is the active dialogue between companies, academia and the government. Healthcare technology has recently become Finland’s largest high tech export, and we’re proud to be forerunners in the field”, Lokki says.The Royal Technology Mission visit is organised by IVA, The Royal Swedish Academy of Engineering Sciences. IVA has organised similar excursions around the world since 1984. In addition to Carl XVI Gustaf, the mission is formed by business executives and other influential figures from Sweden’s private and public sectors.

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Giornata della malattia di Parkinson

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 novembre 2014

Parkinson04Si celebra il 29 novembre prossimo, la Società Italiana di Neurologia (SIN) ribadisce il ruolo fondamentale della diagnosi precoce per un intervento terapeutico tempestivo e mirato finalizzato a rallentare il decorso della malattia.La questione tempo infatti è fondamentale; basti pensare che, al momento dell’esordio dei primi disturbi motori tipici della malattia, come la lentezza dei movimenti e il tremore di riposo, la malattia di Parkinson è già in una fase troppo avanzata per poter essere bloccata, poiché, in questo stadio, almeno il 60% delle cellule dopaminergiche della sostanza nera sono già morte.“Nella malattia di Parkinson la diagnosi precoce è di fondamentale importanza per poter attuare una strategia terapeutica capace di modificare la storia naturale della malattia – dichiara il Prof. Aldo Quattrone, Presidente della SIN e Rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro – Iniziare il trattamento sintomatico o neuro-protettivo in una fase precoce di malattia o meglio ancora nella fase pre-motoria potrebbe rappresentare la strategia terapeutica del futuro mirata a controllare bene i sintomi e evitare gli effetti indesiderati a lungo termine della terapia farmacologica. In queste fasi, infatti, i farmaci dopaminergici o i farmaci neuroprotettivi potrebbero davvero modificare o perfino arrestare il decorso della malattia.”Per diagnosticare la malattia di Parkinson nella fase pre-motoria bisogna prestare attenzione a sintomi non specifici, la cui presenza aiuta ad identificare i soggetti a rischio di sviluppare la malattia.I sintomi pre-motori più importanti sono il deficit olfattivo (ipo o anosmia), la depressione, dolori nelle grandi articolazioni, l’ipotensione ortostatica e, soprattutto, il disturbo comportamentale in sonno REM (Rapid eye movement Behavioural Disorder, RBD), caratterizzato da comportamenti anche violenti durante il sonno, quali urlare, scalciare, tirare pugni. RBD al momento rappresenta il marcatore predittivo più importante della malattia di Parkinson: circa il 60% dei pazienti con disturbo comportamentale in sonno REM, infatti, sviluppa la malattia di Parkinson entro 10-12 anni.
La malattia di Parkinson è un disturbo neurodegenerativo che colpisce oggi 5 milioni di persone nel mondo, di cui oltre 220.000 solo in Italia, e che si manifesta in media intorno ai 60 anni di età. La ricerca nel nostro Paese, già molto attiva su questo fronte, si sta concentrando sempre di più sulla fase pre-motoria della malattia, i cui sintomi caratteristici possono manifestarsi anche molti anni prima della comparsa dei sintomi motori.La Società Italiana di Neurologia conta tra i suoi soci circa 3000 specialisti neurologi ed ha lo scopo istituzionale di promuovere in Italia gli studi neurologici, finalizzati allo sviluppo della ricerca scientifica, alla formazione, all’aggiornamento degli specialisti e al miglioramento della qualità professionale nell’assistenza alle persone con malattie del sistema nervoso.

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9° Forum Risk: Vaccini: un investimento per la salute della popolazione e la sostenibilità del SSN

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 novembre 2014

vaccinazioni“I vaccini possono essere considerati il più efficace degli interventi in campo medico mai scoperti dall’uomo, secondi solo alla potabilizzazione delle acque in termini di riduzione della mortalità umana. Nulla ha permesso di migliorare la salute generale delle popolazioni più di quanto abbiano fatto l’acqua potabile ed i vaccini. È fondamentale ribadire le evidenze e ricordare le enormi conquiste in campo medico che i vaccini hanno permesso di raggiungere, consentendoci di dimenticare le più terribili malattie infettive.” E’ quanto ha dichiarato Nicoletta Luppi, del Gruppo Vaccini di Farmindustria al Forum Risk Management di Arezzo.
“I vaccini sono il frutto di una ricerca lunga e complessa di almeno 12 anni prima di essere somministrati, di una continua acquisizione di conoscenza e da controlli accurati nella produzione che vede 1 persona su 3 impegnata nel controllo qualità, oltre 50 test di controllo per la produzione di un solo lotto di vaccini, una durata media di 14 giorni per i controlli di sterilità e un rispetto rigoroso della catena del freddo.
Si tratta di prodotti assolutamente efficaci e sicuri a protezione della salute del singolo e della comunità. Le vaccinazioni hanno fornito un contributo fondamentale alla riduzione dell’incidenza di numerose malattie e della mortalità ad esse associata e grazie ai vaccini è possibile prevenire più di 2 milioni e mezzo di morti ogni anno nel mondo.
La vaccinazione – continua Luppi – ha un valore sociale ed economico che consente di tutelare la salute. Prevenire significa generare ricchezza in quanto i vaccini costituiscono strumenti chiave per quello che viene definito “smart spending”, ovvero investire in modo intelligente. I vaccini consentono quindi di far risparmiare il Servizio Sanitario Nazionale liberando risorse da reinvestire in cure, ricerca e innovazione medica. Generando una protezione per la salute per tutto l’arco della vita, riducono i costi indiretti derivanti dalla perdita di produttività e dalle assenze dal lavoro e favoriscono un invecchiamento in buona salute. I benefici della vaccinazione sulla salute si traducono in risultati economici positivi nell’eliminazione dei costi associati al trattamento della patologia. L’investimento di 1 euro nell’immunizzazione dell’età adulta – conclude Luppi – genera 4 euro di ricavi economici nelle prospettive dei governi. Questi sono dati dello studio SAATI (Supporting active ageing through immunisation) realizzato in Olanda nel 2013. La vaccinazione è dunque un “investimento” – e non un costo – a tutto vantaggio della salute, della crescita e dell’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale.”

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Oberalp e Spyder uniscono le loro forze in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 novembre 2014

oberalpNegli anni ’70 sulle nevi delle più prestigiose località montane del Nord America, fecero la loro prima apparizione alcuni maglioni e pantaloni dalla confezione originale e innovativa. Erano capi studiati da David Jacob per i propri figli che partecipavano alle prime competizioni di sci alpino al motto di ‘for racing, by racers’. Fu così che nacque Spyder, uno dei brand di riferimento del Circo Bianco internazionale.Dalla sede di Boulder, in Colorado, il “ragno americano” ha conquistato i cuori di molti sciatori, in questi ultimi tre decenni, per la tecnicità dei propri capi e quel design tipicamente made in USA.Un brand esclusivo scelto dai migliori atleti al mondo a partire dallo US Ski Team, all’interno del quale spiccano i nomi di Julia Mancuso e Chris Davenport. Spyder non si limita però ad una collezione invernale e al mondo dello sci affianca anche un team di Formula Indy capitanato dal pilota James Hinchcliffe, ma che coinvolge anche l’attore Patrick Dempsey, meglio conosciuto come il Dottor Stranamore della serie TV Grey’s Anatomy. Dalla pista alla moda il passo è breve e così il marchio statunitense, ispirandosi al mondo dei motori, ha realizzato per l’estate la Spyder GT collection.In un’ottica di rilancio del brand sul mercato italiano, Spyder Active Sports e OberAlp di Bolzano annunciano la firma dell’accordo di distribuzione sul territorio nazionale che avverrà a partire dal primo gennaio 2015.«Siamo estremamente soddisfatti della partnership siglata con Spyder perché rappresenta un ulteriore passo verso il nostro consolidamento come azienda leader nella distribuzione di articoli sportivi – ha commentato Massimo Baratto, CEO del Gruppo OberAlp – e sempre più le aziende apprezzano il nostro approccio integrale alla distribuzione, siamo sviluppatori di marca e offriamo ai partner un know how e un’organizzazione “industriale”, che non si limita solo alla commercializzazione di un prodotto, ma si estende allo studio del suo posizionamento nel mercato di casa nostra».«Abbiamo subito percepito come tra Spyder e il gruppo OberAlp ci sia lo stesso concetto di posizionamento del brand – fa eco Tom McGann, Presidente e CEO del marchio – il profilo del negoziante a cui si rivolge il gruppo bolzanino corrisponde a quello che cerchiamo anche per il mercato statunitense, non un rivenditore di massa, ma con una certa attenzione alla qualità»La missione di OberAlp in Italia è lo sviluppo commerciale di marchi leader nel proprio segmento, come ad esempio Speedo, Fischer, Löffler, Rip Curl, Armada che hanno, come denominatore comune, alta tecnologia, funzionalità, e autenticità. OberAlp, con i marchi di proprietà SALEWA e DYNAFIT, è uno dei principali protagonisti del mercato dello sport di montagna e dell’alpinismo.Responsabile del marchio Spyder per il gruppo sarà Stefano Bovolon: «Attraverso il brand building, il conseguente posizionamento di mercato e la possibilità di sfruttare tutte le sinergie del Gruppo OberAlp – afferma Bovolon – siamo sicuri che Spyder abbia nel suo DNA tutte le carte in regola per diventare un marchio leader in Italia». (foto oberalp)

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Consumers Switch to Subcompact Cars in Russia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 novembre 2014

londonLondon.  Russia will emerge as a top automotive market in Europe as consumers in the country are beginning to place emphasis on driving dynamics and are willing to pay more for advanced driveline technology features. Government initiatives – such as subsidies, scrappage schemes, and customs duty exemptions for original equipment manufacturers (OEMs) that match localisation criteria – will further quicken growth in the Russian automotive industry. New analysis from Frost & Sullivan,Executive Outlook of Developments in the Russian Automotive Industry, finds that sale volumes for passenger and light commercial vehicles are projected to cross 3 million units by 2020. The subcompact segment will account for more than 40 percent of light vehicles sales in this period.
“Customer preference for smaller, fuel-efficient cars will push the subcompact and crossover vehicle segment to grow the fastest,” says Frost & Sullivan Automotive and Transportation Consulting Analyst Anna Ozdelen. “Russian consumers also place higher importance on features related to powertrain and ride quality than those in the United Kingdom, France, and Germany.” Further, low vehicle density and an aging fleet of cars in the country will add to the demand for new vehicles. In fact, OEMs such as Renault-Nissan will penetrate further into the subcompact and SUVs segments. The scrappage scheme introduced this year is boosting subcompact sales too. The low saturation levels in Russia compared with the United Kingdom, France, and Germany have helped with continued growth. However, this demand will be tempered by geopolitical tensions in Ukraine, sanctions imposed on Russia by other countries, a deteriorating economic situation undermining consumer confidence, and market saturation in big cities. Vehicle manufacturers must turn their attention to small cities such as Nizhny Novgorod, Chelyabinsk, Rostov-on-Don and Kazan that will offer better opportunities. “Russia will also be a key market for in-vehicle infotainment and telematics systems,” notes Ozdelen.“Vendors can capitalise on consumers’ penchant for high quality and value packages to make inroads in the country’s automotive market.” Executive Outlook of Developments in the Russian Automotive Industryis a Market Insight that is part of the Automotive & Transportation (http://www.automotive.frost.com) Growth Partnership Service programme. The Insight aims to understand the Russian automotive market and develop a market forecast. The study examines changing consumer preferences as the country navigates through political crises and an economic slowdown.

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Masterpieces Of Art Deco: The Marsha Miro Collection

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 novembre 2014

MasterpiecesNew York – Christie’s is pleased to present Masterpieces Of Art Deco: The Marsha Miro Collection as part of its 20/21 Design sale, taking place on December 9 in New York. Marsha Miro was first drawn to Art Deco in the early 1980s. She stepped into this field at a fortuitous moment when great pieces were coming to market, very often for the first time from estates or from the heirs of the clients for whom they were originally made. Auctions in New York and in Europe, notably in Monte Carlo, brought forth masterful examples of the creativity of the great designers of this golden era. Miro brought to collecting the informed intelligence and the rigor that has marked her approach to life and underpinned her other roles, as Art Critic for the Detroit Free Press, as Architectural Historian at Cranbrook, the educational community in Bloomfield Hills, Michigan, that is a National Historic Landmark, and as Founding Director, Museum of Contemporary Art Detroit, where she is currently Board President. In building her collection, Miro found exemplary objects and furniture that were capable of holding their own within the context of the 20th century paintings and sculpture that she displayed in her home. The success of her effort can be measured in the exceptional character of the pieces within the collection, examples deserving of the epithet ‘masterpieces’, from artists including Edgar Brandt, Eugene Printz, Ernest Boiceau, Pierre Chareau, Jean Dunand, Pierre Legrain, and Emile-Jacques Ruhlmann.

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È online il nuovo portale “Open Data Turismo”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 novembre 2014

open dataOpen Data Turismo è un portale che mette a disposizione, in maniera libera e gratuita, open data in formato dataset csv, infografiche e news tematiche sul mercato del turismo nel Lazio e in Italia e sulle tendenze del settore. Il portale offre anche preziose informazioni sui finanziamenti dedicati alle imprese e aspiranti imprenditori in questo settore. Correda il quadro dei contenuti offerti una serie di approfonditi rapporti a pagamento sull’analisi dei flussi turistici, sul valore della filiera delle imprese, sui profili dei turisti che vengono nel nostro paese dall’estero, e molto altro ancora . Il portale nasce con l’obiettivo di supportare le imprese, in particolare quelle della filiera turistica, che vogliono valorizzare e sviluppare il loro business attraverso intelligence aggiornata e di qualità. Le informazioni e gli open data pubblicati sul portale sono d’interesse, oltre che per le imprese, anche per i professionisti, i ricercatori, le Amministrazioni Pubbliche e tutti coloro che sono interessati a conoscere le dinamiche imprenditoriali di un settore strategico per l’economia del nostro paese, il turismo.
La piattaforma realizzata e gestita da Cultura e Lavoro, infatti, offre strumenti online, servizi di consulenza e indicazioni per incentivare il riuso dei dati condivisi per ambiti e finalità diverse, al fine di trasformarli in risorse e valore per tutti gli operatori.
Per comodità di consultazione e ricerca, tutti i contenuti sono suddivisi nelle seguenti sezioni:
News: aggiornamenti sulle iniziative e le politiche, promosse da vari soggetti istituzionali e non a beneficio dell’intera filiera turistica.
Finanziamenti: panoramica delle principali iniziative agevolative a beneficio di imprese che intendono avviare nuovi investimenti o aspiranti imprenditori alle prese con la realizzazione della propria idea di business.
Open data turismo: dataset gratuiti e in “formato aperto” sulla domanda e sull’offerta del turismo e sulle imprese della filiera turistica ed il loro valore.Open Data per: infografiche gratuite rivolte a specifici target di beneficiari (imprese turistiche, imprese di genere, neo Imprenditori).
Dati premium: contenuti specifici e di approfondimento a pagamento con analisi e rapporti sul valore del settore, il suo andamento, analisi dei flussi e dei profili medi dei turisti, e molto altro ancora.Area riservata: consente la registrazione al portale per poter accedere ai contenuti personalizzati e a quelli acquistabili.Il nuovo portale si propone di diventare uno strumento autorevole e un punto di riferimento – accessibile a tutti – per divulgare intelligence al servizio dello sviluppo economico del settore del turismo nel Lazio e in Italia Cultura Lavoro è l’agenzia di comunicazione istituzionale sui temi della cittadinanza, inclusione sociale, politiche del lavoro, crescita e sviluppo delle imprese e dei territori, politiche sociali e pari opportunità. I nostri servizi: Piani e progetti di comunicazione integrata. Ideazione, progettazione e consolidamento dell’identità visiva. Costruzione di network e facilitazione dei rapporti tra le istituzioni e il territorio. Organizzazione di eventi on site e online. Progettazione e produzione di materiali informativi. Strategie e interventi di comunicazione social.
Nasciamo dall’esperienza della Fondazione Giacomo Brodolini, da oltre quarant’anni impegnata in attività di ricerca, assistenza tecnica, promozione culturale e capacity building.

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Investire 315 miliardi di euro per far ripartire l’economia dell’UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 novembre 2014

Per rimettere in moto l’economica dell’UE, il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker ha annunciato la creazione di un piano UE di investimenti strategici, destinato a mobilitare almeno 315 miliardi di euro per i prossimi tre anni. Dopo la presentazione di mercoledì all’Aula del nuovo piano, i deputati di quasi tutti i gruppi politici hanno espresso sostegno, ma chiesto anche un’azione rapida per incrementare la crescita nell’UE.Juncker ha spiegato che il piano si basa su tre pilastri:
– la creazione di un nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) nel giugno 2015, finanziato con 21 miliardi di euro dal bilancio dell’UE e dalla mobilitazione di almeno 315 miliardi di euro in ulteriori investimenti dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) nel periodo 2015-2017,
– la creazione di una “riserva di progetti”, accompagnata da un programma di assistenza, per incanalare gli investimenti dove sono maggiormente necessari, e una tabella di marcia per rendere l’Europa più attraente per gli investimenti ed eliminare le strettoie burocratiche.
Lodando il piano di investimenti Juncker, il presidente del gruppo PPE Manfred Weber (DE), ha dichiarato che “è meglio mobilitare il capitale privato invece di fare nuovi debiti”. Ha quindi sottolineando che gli Stati membri devono portare avanti le riforme strutturali, perché “se i procedimenti legali durano così a lungo come in Italia, se i mercati del lavoro sono troppo rigidi come in Francia e se le procedure di pianificazione si protraggono per mesi e anni come succede nel mio paese, non c’è da stupirsi che non ci siano investimenti”.Il leader del gruppo S&D Gianni Pittella (IT), ha dichiarato che “avremmo voluto più denaro pubblico, più investimenti, ma questo è un buon punto di partenza”. Ha quindi sottolineato che il suo gruppo non è interessato “alle valutazioni delle agenzie di credito – siamo interessati alla vita delle persone”. Ha inoltre ricordato a Juncker che il gruppo S&D lo ha sostenuto a condizione che si attui il pacchetto di investimenti e che il Parlamento sia pienamente coinvolto.Riprendendo l’analogia dell'”innaffiatoio” fatta da Juncker per il pacchetto, il leader del gruppo ECR Syed Kamall (UK) ha chiesto “come si possa fare affinché si tratti di un annaffiatoio che stimola la crescita? Come possiamo essere certi che non si tratti di un diluvio governativo che lava via gli investimenti privati? Come possiamo fare in modo che non si tratti di un sistema privato di irrigazione che non viene mai attivata? Ciò di cui abbiamo bisogno sono risposte dettagliate ad alcune delle nostre domande (…) Forse allora potremmo sostenere il vostro progetto”.Guy Verhofstadt (BE), il leader del gruppo ALDE, ha sottolineato che gli investimenti devono essere sostenuti con riforme strutturali negli Stati membri. “Forse la riforma del mercato del lavoro dovrebbe essere una condizione per ottenere i fondi”, ha suggerito, evidenziando anche la necessità di completare i mercati comunitari del digitale, dell’energia e dei capitali. “In caso contrario, il capitale andrebbe perso su grande scala”, ha dichiarato. Verhofstadt ha infine suggerito di esentare da imposta l’utilizzo dei fondi, per attrarre più investimenti privati.Rivolgendosi a Juncker, Dimitrios Papadimoulis (EL), in nome del gruppo GUE/NGL, ha dichiarato che “il pacchetto presentato sono solo parole a vuoto. 16 miliardi di euro provengono dal bilancio dell’UE e 5 miliardi di euro dalla BEI. Non c’è un solo euro di denaro fresco, lei ha promesso che creerà una sorta di effetto leva che moltiplica i fondi per 15. In questo periodo di stagnazione e recessione nella zona euro, non vi è nessun economista al mondo che può credere a ciò”.Parlando in nome del gruppo Verdi/ALE, Philippe Lamberts (BE), ha dichiarato che il pacchetto di investimenti è “ben progettato”, pur sottolineando la necessità di “porre fine all’economia dei casinò”. Ha sostenuto che “lottare contro la frode e l’evasione fiscale” dovrebbe essere “parte integrante” del piano, sottolineando la necessità di passare a fondi di energia più verde all’interno dell’UE. “Non dovremmo dare a Putin e al suo sistema energetico un miliardo di euro al giorno”, ha concluso.Patrick O’Flynn (UK) in nome del gruppo EFDD, ha dichiarato che Juncker sta sprecando inutilmente altro denaro, mentre il problema principale è che l’euro – come moneta unica – impedisce agli Stati meridionali dell’Unione europea di tornare alle valute nazionali che potrebbero essere deprezzate per creare condizioni più favorevoli per gli investimenti.Il non iscritto Gerolf Annemans (BE) ha detto che il pacchetto di investimenti è “fondamentalmente un riciclaggio, un rietichettatura (…) Si tratta di un annaffiatoio Hocuspocus, abracadabra, si tratta insomma denaro del monopoli”.
Parlando in nome della Commissione, il vicepresidente Jyrki Katainen ha detto che il nuovo piano dovrebbe massimizzare l’impatto sull’economia reale, sbloccare gli investimenti pubblici e privati in progetti reali e creare veri posti di lavoro. Ha anche sottolineato che i contributi degli Stati membri al piano saranno neutrali rispetto al Patto di stabilità e di crescita. Il piano dovrebbe inoltre incarnare un “nuovo approccio a livello europeo – per cambiare il modo in cui il denaro pubblico viene utilizzato”, in particolare sostenendo i prestiti più rischiosi.

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Cinque motivazioni per cogliere le opportunità rappresentate dall’obbligazionario high yield, secondo Western Asset

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 novembre 2014

London.bankofengland.arpLondra. Le preoccupazioni riguardo alla crescita globale, l’inizio di una politica monetaria restrittiva da parte delle Banche Centrali e la mancanza di liquidità sono tutti fattori che, negli ultimi tre mesi, hanno contribuito al deprezzamento dei titoli high yield. Secondo Western Asset, affiliata di Legg Mason, il settore ha attraversato il terzo trimestre peggiore degli ultimi tre anni, poiché gli investitori hanno preferito concentrare i propri risparmi nei Treasury USA ed altri titoli governativi.Come conseguenza, questa manovra di sell-off ha implicato un rimbalzo degli spread del segmento high yield statunitense, rispetto ai Treasury, da circa 340bp nel mese di Giugno fino a 500bp in Settembre. Michael Buchanan, Head of Global Credit presso Western Asset, ritiene che un movimento di tale ampiezza in un lasso temporale così ridotto abbia reso l’area dei titoli high yield una delle più interessanti nell’attuale panorama obbligazionario.Di seguito, illustriamo le cinque motivazioni che, secondo Buchanan dovrebbero indurre gli investitori oggi a considerare con interesse questa asset class: “In un contesto in cui i tassi d’interesse si attestano complessivamente su livelli molto bassi, i rendimenti intorno al 6%, o più elevati, offerti da alcuni titoli obbligazionari high yield hanno catturato l’attenzione degli investitori. A nostro avviso, in questo momento gli spread sono molto allettanti; se a ciò si aggiungono i rendimenti elevati e le cedole offerte dai titoli high yield, siamo di fronte ad un asset class che può veramente offrire forti opportunità, interessanti rispetto ad altre dell’universo fixed income”.“Anche se ci si aspetta che la Federal Reserve interverrà al rialzo dei tassi, presto o tardi, noi riteniamo che questi eventuali aumenti saranno quasi certamente marginali, ossia che il quadro monetario rimarrà sostanzialmente accomodante. Abbiamo goduto in questi anni di un enorme supporto da parte della Fed, che intende ora procedere con grande cautela ed infatti, a nostro avviso, la Fed continuerà a svolgere un ruolo importante a sostegno dell’economia, pur abbandonando la recente linea estremamente accomodante. Questo fattore rappresenta sicuramente un elemento positivo per gli investitori, poiché quando il movimento dei tassi non rappresenta una grande minaccia, l’obbligazionario in generale ed il settore del credito in particolare ne traggono sicuramente beneficio”.
“I rischi di default nel segmento high yield rimangono vicini ai minimi storici, proseguendo con un trend iniziato nel 2010. Nonostante un lieve rialzo rispetto al 2013, a nostro avviso il tasso d’insolvenza continuerà probabilmente a mantenersi sugli attuali livelli molto bassi o comunque varierà di poco, visto l’orientamento delle Banche Centrali”.I recenti sell-off hanno allontanato i timori legati alla possibilità del manifestarsi di una bolla “Conosco le caratteristiche di una bolla nel segmento high-yield ed il mercato attualmente non presenta i sintomi di nessuna di queste . Gli investitori devono quindi confrontare i rendimenti di questa asset class con quelli di altri prodotti obbligazionari ed a seguito della recente ondata di vendite, questi spread sono favorevoli”.“Nonostante siano leggermente peggiorati negli ultimi anni, i fondamentali dei titoli high-yield statunitensi appaiono ancora alquanto solidi. Sia che si parli di interest rate coverage, di leva finanziaria, di rischio di default, di capacità di generare free cash flow, tutti questi elementi sono ampiamente a favore del segmento dei titoli high-yield e ciò non è affatto cambiato”.
Legg Mason, Inc. è una società di gestione patrimoniale che opera a livello globale, con un patrimonio gestito pari a 707,8 miliardi di USD al 30 Settembre 2014. Legg Mason offre strategie d’investimento a gestione attiva attraverso i suoi numerosi centri d’investimento presenti in tutto il mondo. La sede ufficiale si trova a Baltimora, Maryland, e le azioni ordinarie della società sono quotate alla borsa di New York (simbolo: LM).

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Fallimento del federalismo sanitario

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 novembre 2014

camera deputati2«Subito dopo la discussione del Titolo V alla Camera porteremo, in Parlamento, il Documento d’indirizzo “Salute: il diritto che non c’è. I motivi del fallimento del federalismo sanitario – Il punto: dal 7 marzo alla data odierna”, condiviso dall’assemblea, per una proposta di revisione del Titolo V della Costituzione», ha dichiarato Claudio Giustozzi, segretario nazionale Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori”, in occasione della seconda giornata degli “Stati Generali della Salute” (Art. 117 del Tit. V ed Art. 32 della Cost.), che si sono svolti il 25 novembre, a Roma, presso la Camera dei Deputati. Ad aprire i lavori, Monsignor Charles Namughera il quale ha portato i saluti di S.E. Zygmunt Zimowski, presidente del Pontificio Consiglio della pastorale per gli Operatori Sanitari. «Ringrazio l’Associazione “Dossetti” per questo invito che vede raccolte personalità del mondo politico e sanitario, nonché esponenti dell’industria del farmaco». Ed ha aggiunto: «Il diritto fondamentale alla tutela della salute attiene al valore della giustizia, secondo il quale non ci sono distinzioni di popoli e nazioni, tenuto conto delle oggettive situazioni di vita e di sviluppo dei medesimi». «Occorre promuovere il bene comune», ha concluso Monsignor Charles Namughera «veicolato anche nel segno della giustizia in ambito sanitario, per la necessaria compresenza e il reciproco concorso che possono essere assicurati dal rapporto fra istanza pubblica e privata, sia quella riferita alle strutture sanitarie afferenti al Ssn, sia quelle della sanità privata (di impronta cattolica o meno), così come anche dal rapporto fra poli di ricerca statale e centri di ricerca clinica o farmacologica privata». Anche l’On. Giovanna Martelli, Consigliera del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di Pari Opportunità, ha affermato:«L’Associazione “Dossetti” ha promosso un tema di enorme rilevanza, in un momento storico complesso e di grandi cambiamenti». Ed ha sottolineato: «Basti pensare all’attuale e complessivo scenario, in cui vige una forte disuguaglianza tra popoli». Bisogna puntare, dunque, «ad un percorso di progresso, abbracciando in maniera trasversale tutte le politiche che si occupano di salute». Giovanna Martelli ha concluso ricordando che:«La politica ha un grande lavoro da compiere anche in tema di sussidiarietà». Le fa eco L’On. Paola Binetti, membro XII Commissione Affari sociali alla Camera dei deputati, che ha asserito: «Abbiamo portato avanti molte battaglie in Parlamento, in sinergia con l’Associazione “Dossetti” che non conosce “pause” in materia di diritti dei più fragili».Secondo Paola Binetti, tra i molteplici temi connessi alla salute, vi è anche il capitolo sulla medicina materno-infantile che «collego alla giornata dedicata ai “prematuri”, ai quali bisogna garantire un impegno molto forte di presa in carico ed assistenza prolungata nel tempo». Ed ha ricordato che vi sono anche molti Ddl sulla Salute, sui quali bisogna lavorare: «tra cui quello sul Governo Clinico che si scontra, costantemente, con problematiche diverse. O il Ddl sul “Dopo di Noi”; investito dall’ansia dei genitori che si sono fatti carico della vita difficile dei loro figli, colpiti da malattie di complessa gestione».Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe: «Salviamo il nostro Ssn, impegnamoci fortemente per farlo». Diversamente, il rischio: «E’ quello di perdere, lentamente e progressivamente, un Ssn pubblico e universalistico». «Non dimentichiamo», ha evidenziato Nino Cartabellotta, «che le problematiche della sanità italiana sono vaste e non solo di natura prettamente politica». E rilancia: «Sia lo Stato a preservare i cittadini da tutte le disugualglianze».Per Stefano Da Empoli, presidente I-Com – Istituto per la Competitività: «Urge senza “se” e senza “ma”, la revisione complessiva e non più rinviabile del Titolo V. E’ necessario cercare un punto di equilibrio. In tal senso ritengo che, quello presentato dall’Associazione “Dossetti”, sia un Testo molto sensato che, mi auguro, non finisca nel dimenticatoio». Servirebbe, quanto prima, «una vera e propria cabina di regia nazionale per garantire una sanità ad una sola velocità, e non più a 21 velocità differenti». Per questo, ha concluso Stefano Da Empoli: «Adoperiamoci per un restyling del paradigma dell’intero Ssn». «Dobbiamo richiamare l’attenzione sulla questione della Governabilità del sistema sanitario», ha evidenziato Ivan Cavicchi, docente Università Tor Vergata: «Dal tipo di Governo dipende anche la sostenibilità. Non a caso», ha sottolineato ancora Cavicchi, «l’etimologia del termine “Governo” è, appunto, “Guida”. La discussione del Titolo V, ruota sempre attorno al potere. Ma il vero problema è l’utilizzo del potere. E, sempre più spesso, questi aspetti sono esclusi da ogni tipo di discorso o analisi della questione». Per Cavicchi, infatti, è assurdo utilizzare il potere «per tassare, continuamente, i cittadini. C’è chi si è anche inventato l’introduzione scellerata dei super-ticket. Decisioni vergognose che allontanano, sempre più, i cittadini da un Ssn pubblico». Quindi Cavicchi ha concluso con un monito: «Dietro lo spreco c’è il malgoverno delle regioni. Ristabiliamo i poteri. No all’idea scorretta di “regionismo”, che è una bestia senza pensiero; che ruba, spende male e mette a soqquadro i diritti».Secondo Domenico Iscaro, presidente nazionale Anaao-Assomed: «Nel corso dell’ultimo decennio le Regioni, in coerenza con una politica federalista e obbligate dai tagli al finanziamento alla sanità previsto dalle leggi di stabilità, hanno avviato profonde trasformazioni dell’offerta dei servizi sanitari. In particolare, adottando nuovi modelli organizzativi della rete assistenziale, centrato sulla integrazione a rete degli ospedali». E’ fondamentale che la sfida della compatibilità «si misuri sul terreno organizzativo, assegnando alla clinical-governance un indispensabile ruolo centrale per coniugare sviluppo e qualità dei servizi». «La modifica del titolo V della Costituzione è di vitale importanza per assicurare a tutti i cittadini, ovunque essi risiedano, uguali diritti per la tutela alla loro salute», ha detto Francesco de Lorenzo, presidente Favo. «Tali diritti, oggi, sono sostanzialmente negati con conseguenti inaccettabili disparità che vanno dall’accesso ai farmaci, a quello dell’assistenza domiciliare, dalla terapia del dolore alle cure palliative. L’unico strumento per consentire un’inversione di questa tendenza, è l’esercizio dei poteri sostitutivi dello Stato nei confronti delle Regioni per garantire il rispetto pieno e totale dei Lea». «Ripensiamo ad una programmazione sanitaria a livello nazionale».Parola di Vincenzo Antonelli, Università Luiss Guido Carli. Secondo l’esperto, infatti, «dobbiamo riappropriaci del termine: “garanzia”. Ma non solo nel processo di cura, ma anche in quello di monitoraggio». E fa una riflessione sul tema delle differenze: «Impariamo a raggiungere gli obiettivi, ma con una sana differenziazione. Perché dovremmo essere in grado di governare le differenze, non di abbatterle». Un termine che crea non poche perplessità, secondo Pierluigi Russo, direttore ufficio coordinamento Osmed e attività Hta presso Aifa, è quello della “programmazione”. «Viviamo in un momento storico in cui l’aspetto economico-finanziario è il fulcro di tutte le criticità e su questo bisogna fare riflessioni approfondite». Ma non va dimenticato «che gli aspetti della programmazione e degli acquisti sono fondamentali per tutto il comparto sanitario». «Registriamo, ad oggi, un allargamento della forbice delle disuguaglianze», ha dichiarato Carla Colicelli, vice-direttore Censis. E, in queste disuguaglianze, «sono coinvolti tutti i settori. Offerta dei servizi, tempi di attesa, qualità delle prestazioni». Per Carla Colicelli, «serve una revisione della modalità di gestione della sanità territoriale. In quanto la sostenibilità deve essere intesa in termini economici ma, soprattutto, sociali». Per Marino Nonis, direttore sanitario Ospedale Cristo Re: «Oltre all’art, 117 e 32 della Costituzione, è bene rivisitare anche l’Art. 97; cioè l’accesso alla Pa, il rapporto tra pubblico e privato e di accreditamento». «In attesa delle grandi riforme istituzionali, come quella del Titolo V della Costituzione», dichiara Stefano Rimondi, presidente di Assobiomedica, «ci auguriamo che il Patto per la Salute non resti lettera morta, ma rappresenti il primo passo verso un cambiamento del sistema sanitario che prevede il riaccentramento di numerose materie sul piano nazionale, garantendo uniformità sull’intero territorio».Mario De Curtis, Società Italiana Pediatria (Sip): «Tutti i bambini del mondo dovrebbero essere uguali, ma in Italia non lo sono». Oggi, l’assistenza sanitaria si presenta in Italia come un diritto a contenuto altamente variabile a seconda della Regione nella quale si ha la sorte di nascere e di vivere». Ancora molte le disuguaglianze regionali, tra cui: «Mortalità neonatale ed infantile, organizzazione delle cure perinatali, screening neonatali per malattie metaboliche, vaccinazioni, assistenza oncologica e cure palliative». Anche secondo Francesco Conti, Medtronic serve una «riorganizzazione della programmazione regionale. Dobbiamo lottare per abbattere due sanità differenti e impari, tra nord e sud». L’Hta, oggi, sostiene Conti, «è quasi una parola “magica” che, però, deve essere ben coordinata, gestita, centralizzata e condivisa. Non è possibile interpretare l’Hta in tanti modi differenti». Roberto Giannuzzi, Baxter ha spiegato: «La nostra tradizione si basa su oltre 80’anni di innovazioni nel settore sanitario. Ogni giorno lottiamo per aiutare e trattare migliaia di persone affette da malattie rare, quali emofilia e immunodeficienze primitiva». Dunque, è fondamentale: «Tutelare il diritto alla salute ed un accesso rapido e adeguato ai farmaci innovativi e salvavita».
Secondo Elio Borgonovi, presidente Cergas: «Sicuramente è rilevante intervenire sul titolo V anche con riferimento alla revisione delle funzioni, competenze e poteri dello Stato e delle Regioni in tema di tutela della salute. Tuttavia, è altrettanto importante, anche se mai affrontato, il tema delle conoscenze, competenze e capacità necessarie per gestire le nuove relazioni che si andranno a definire». «Per garantire ciò che stabilisce l’art. 32 delle Costituzione», ha dichiarato Franco Vimercati, presidente Fism: «Dobbiamo ripristinare la centralità nazionale dei requisiti strutturali, organizzativi, professionali e tecnologici; che sono la base per poter garantire una uniformità minima su tutto il territorio nazionale».Per realizzare questo traguardo è importante: «Riconoscere il ruolo delle società scientifiche che devono essere accreditate presso le istituzioni e possedere una valenza nazionale, con compiti formativi in loco o con metodologia Fad, condivisa a livello nazionale. Nonché definire, con il loro supporto scientifico, gli standard nazionali in grado di assicurare, da un lato, la salute dei cittadini e, dell’altro, la corretta modalità di lavoro dei sanitari coinvolti». Anche per Pierluigi Ugolini, Sivemp: «Il federalismo sanitario ha aperto un fronte di assoluta asimmetria che rischia di depotenziare l’articolo 32 della Costituzione. Non si generano risparmi che consentono di incrementare le prestazioni, si riducono le prestazioni per insufficienza dei fondi disponibili. Assistiamo, così, ad una incompleta applicazione dei Lea, anche per la mancanza di assetti organizzativi uniformi». Maria Grazia Cattaneo, vice-presidente Sifo: «Il Ministero della Salute deve essere il nostro riferimento centrale, una guida programmatica per le attività». Ed ha posto l’accento sull’importanza dei giovani: «Che vanno affiancati in maniera costruttiva ed intelligente, lasciando loro la libertà di pensiero».
Ed ha aggiunto: «Analizziamo con coerenza tutte le criticità ancora irrisolte in materia di salute. E, laddove dobbiamo legiferare, facciamolo in modo serio ed appropriato». Francesco Bartolozzi, Usi: «Serve integrazione e sinergia delle eccellenze dei settori pubblico e privato, al fine di superare la mediocrità del Ssn. L’obiettivo dell’efficacia delle prestazioni può essere raggiunto mediante il coinvolgimento dell’utente-paziente per comprendere quale prestazione sia più idonea e come erogarla».
«La centralità dello Stato», suggerisce Roberto Barbieri, segretario nazionale Movimento Consumatori, «non va rivista solo come concetto tecnico-giuridico, ma come recupero dei diritti che garantiscano investimenti a favore della prevenzione e della ricerca, per raggiungere uguaglianza ed efficienza». Al termine dei lavori, Claudio Gustavino, Irccs San Martino di Genova ha affermato, con forza, la necessità di:«Ritrovare una appropriatezza di comportamenti. E, per far questo, dobbiamo recuperare le competenze».

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