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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Berlusconi sotto scorta: costa agli italiani due milioni di euro all’anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 novembre 2014

berlusconi e le sue sediNonostante il signor Berlusconi Silvio, non sia più Senatore in quanto condannato in via definitiva per frode fiscale, nonostante sia in attesa di altri giudizi pendenti, nonostante sia stato cacciato dal Senato della Repubblica Italiana in quanto pregiudicato, nonostante il signor Berlusconi Silvio attualmente come semplice cittadino, lo stesso continua a girare indisturbato per il Paese a nostre spese con auto blindate e decine e decine di uomini di scorta pagati dai nostri “Servizi”.
Le sue abitazioni private sono presidiate da centinaia di carabinieri e tutte le sue residenze risultano essere state elevate, sempre dal signor Silvio Berlusconi quando rappresentava il nostro Paese, al rango di sedi istituzionali e, pertanto presidiate, controllate, ristrutturate, manutenute con i soldi dei contribuenti.Tutto quello che riguarda le scorte sarebbe diretto da un organo centrale – creato nel 2002 dal Signor Berlusconi – che dovrebbe chiamarsi UCIS (Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza personale). La gestione politica del fenomeno relativo alle scorte è scandalosa e imbarazzante, con uno spreco di denaro pubblico.”Dieci anni fa, un decreto legge permise agli autisti di alte personalità che rivestivano incarichi di governo, di essere equiparati agli agenti di polizia per “salvaguardare meglio l’incolumità dei signori della politica; provvedimenti ad hoc hanno permesso di sottrarre gli uomini di scorta destinati ai capi di governo al controllo dell’UCIS e di assimilarli – invece – al CESIS divenuto nel 2009 AISI, ovvero ai servizi segreti, equiparandone funzioni e trattamento economico.Altre norme ad personam hanno poi consentito di introdurre la chiamata diretta ovvero senza concorsi facendo sì che il signor Berlusconi ha potuto assumere i suoi uomini di fiducia (ex autisti personali della Fininvest e mi sembra anche della Standa) trasformandoli a tutti gli effetti di legge in 007 al suo esclusivo servizio. Questa scorta, il signor Silvio Berlusconi l’ha fatta sua personale visto che anche nel 2006, dopo aver ceduto la Poltrona a Prodi, la scorta è divenuta attiva e valida anche per gli ex Presidenti del Consiglio.
Così facendo, il signor Silvio Berlusconi si è garantito a vita un servizio a spese della collettività. Un servizio che costa a noi contribuenti circa 200 mila euro al mese, una quarantina di uomini divisi in due squadre di 20 ciascuna e due auto blindate. Circa due milioni e mezzo di euro l’anno. Senza contare i carabinieri dispiegati dal Ministero degli Interni per servizi ordinari presso le ville di famiglia. Un’eredità che lo stesso Berlusconi si è costruito da solo, a più riprese, con provvedimenti ad hoc e che è riuscito a mantenere anche oggi che è un cittadino come altri, solo molto molto costoso. Gli uomini al seguito del Cavaliere, spiegano fonti giornalistiche e molto qualificate, hanno trattamenti economici doppi rispetto ai colleghi che svolgono servizi di sicurezza ordinari.“Hanno stipendi e prerogative equiparati a quelli dei colleghi dello spionaggio e controspionaggio senza esserlo. Nei suoi mandati, a più riprese, il signor Berlusconi è riuscito a cambiare le regole sulla sicurezza e imporre uomini di fiducia. Lo si scoprirà anni più tardi, quando i magistrati baresi cercheranno risposte all’andirivieni incontrollato di persone dalle ville dell’ex Senatore: nessuno della sicurezza controllava chi vi entrava e chi vi usciva. Già dal primo mandato Berlusconi era riuscito a sostituire gli uomini dello Stato con quelli della security di Fininvest e Standa (da quel giorno in poi a libro paga degli italiani). Per garantirsi la “sua” scorta – che obbedisca a personalissimi criteri di fedeltà privata e discrezione pubblica – il signor Berlusconi, grazie alle sue prerogative di Presidente del Consiglio, s’inventò una nuova competenza ad hoc presso i Servizi, gli unici cui la legge consente di assumere personale a chiamata diretta. Nacque così un nucleo per la scorta del presidente che fa capo al Cesis (oggi Aisi, Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna) anziché al Viminale, anche se con l’attività di intelligence vera e propria nulla ha a che fare. Gli uomini d’azienda di Berlusconi iniziarono a vestire la divisa sotto la guida dell’uomo che, alla fine degli anni Ottanta, faceva la security alla Standa e che, di punto in bianco si trovò capo-scorta del presidente del Consiglio con la qualifica di capo-divisione dei servizi. Lo stesso si portò dietro almeno altre cinque ex body-guard Fininvest. Col tempo la struttura è cresciuta a ventiquattro unità, poi 31 e infine 40 che stavolta vengono in parte attinte dalle Forze dell’Ordine, ma sempre su indicazione di quel primo nucleo.Quegli stessi uomini, infatti, sono lì ancora oggi.Nel 2006, prima di lasciare il Palazzo Chigi, Berlusconi vara un altro provvedimento ad hoc che oggi giorno potrebbe chiamarsi a buon diritto “salva-scorta”. Se ne accorsero Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo sul Corriere, che raccontano come, non fidandosi del professore, la scorta per il futuro Berlusconi abbia provveduto a farsela da solo stabilendo che i capi di governo “cessati dalle funzioni” abbiano diritto a conservare la scorta su tutto il territorio nazionale nel massimo dispiegamento. Così facendo riesce a portarsela via come fosse un’eredità personale, anche se era (e continua a essere) un servizio di sicurezza privato pagato con soldi pubblici. Al costo, ancora oggi, di due milioni e mezzo l’anno” (rif. Thomas Mackinson, Il Fatto Quotidiano 23.8.2012 e Adgnews24).Si chiede pertanto, dopo aver verificato quanti uomini di scorta ha ancora il signor Berlusconi pagate dai cittadini, quante auto blindate di proprietà dello Stato sono ancora in suo possesso, quante abitazioni e residenze private sono sotto il controllo e presidiate dalle forze dell’ordine, quali residenze sono state elevate con DPCM a rango di sedi istituzionali e quindi con oneri e costi a carico dei cittadini italiani, ANNULLARE, REVOCARE, ABROGARE tutti i DPCM e le LEGGI che assegnano i benefici di cui sopra. REVOCARE, con effetto immediato, le SCORTE, DEGRADARE a sedi private le residenze sotto protezione del signor BERLUSCONI e licenziare tutti i body guard ex Fininvest ed ex Standa e successive assunzioni personali senza concorso.

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