Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Prevenire l’autismo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 novembre 2014

autismoDa uno studio sperimentale la proposta di un modello a tre fattori, genetici, ormonali e ambientali, per comprendere il rischio autismo.L’Autismo esordisce in età infantile ed è rilevabile già prima dei tre anni di vita. Associato o non a delle cause organiche, l’autismo è riconoscibile dai sintomi che impediscono o pongono delle serie difficoltà al bambino nel suo processo di entrata nel linguaggio, nella comunicazione e nel vincolo sociale. Le stereotipie, le ecolalie, l’assenza di linguaggio, l’aggressività rivolta su di sé sono alcuni dei sintomi che mostrano l’isolamento del bambino o dell’adulto dal mondo che lo circonda e la sua tendenza a bastare a sé stesso.
Recentemente si è molto parlato di un possibile incremento dei casi di autismo chiamando in causa di volta in volta fattori ambientali o tossici diversi. Ultima in linea temporale è la polemica sulla relazione fra vaccinazione anti-morbillo-parotite-rosolia (Mpr) e autismo che ha avuto ampia eco sui media e che è stata definitamente smentita da più sedi di grande autorevolezza. Indipendentemente dalle diverse polemiche e dalle loro strumentalizzazione pare evidente l’interesse generale sui meccanismi patogenetici dell’autismo. Attualmente, le cause dell’autismo sono ancora sconosciute, ma esiste un consenso nel sostenere che alla base dell’autismo non vi sia un unico fattore, ma che esso sia il risultato della interazione fra fattori diversi. Sicuramente il fattore genetico riveste una notevole importanza ma studi statistici ed evidenze clinico/sperimentali indicano come un grosso perso rivestano anche variazioni ormonali durante lo sviluppo e possibili tossici ambientali.
E’ a partire da questi elementi che tre anni fa, grazie ad un finanziamento della fondazione USA Autism Speaks, è stata avviata una ricerca dell’IRCCS Fondazione Santa Lucia e del Campus Bio-Medico, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e l’Università di Pisa. I risultati dello studio sono stati recentemente pubblicati on line sulla rivista Neurotoxicology.
In questo studio, condotto dalla Dr.ssa Laura Latini del Laboratorio di Neuroriabilitazione Sperimentale diretto dal Dr. Marco Molinari (IRCCS FSL), insieme al Dr. Filippo Biamonte del Laboratorio delle Neuroscienze dello Sviluppo e della Plasticità Neurale diretto dal Prof. Flavio Keller (Campus Bio-Medico), sono state dimostrate le interazioni a livello cellulare e comportamentale dei tre principali fattori imputati nella genesi del disturbo autistico: il fattore genetico, il fattore sessuale ed il fattore ambientale. Gli esperimenti sono stati eseguiti analizzando gli effetti degli ormoni sessuali, della alterazione genetica della sintesi di Relina, (proteina fondamentale nell’embriogenesi), e della esposizione a mercurio nel periodo prenatale e perinatale sullo sviluppo di comportamenti autistici. Ognuno dei fattori preso isolatamente non era in grado di sviluppare comportamenti autistici, mentre l’interazione fra loro induceva la comparsa di diversi indicatori del disordine autistico sia a livello cellulare che comportamentale. In sintesi, lo studio dimostra che comportamenti autistici possono derivare dalla coesistenza di condizioni ormonali, genetiche e ambientali che prese singolarmente non hanno rilevanza patologica. Lo studio fornisce una importante prova sperimentale alla validità della ipotesi patogenetica multifattoriale e pone le basi sperimentali per studiare a livello cellulare e comportamentale la complessa triade ambiente/genetica/ormoni considerata l’ipotesi più accreditata sulla patogenesi dell’autismo.

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