Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Crescono i servizi sanitari ma si riducono le risorse

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 novembre 2014

europa-261011-cL’invecchiamento della popolazione, che genera una domanda crescente di servizi sanitari, sociali e personali, e la maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro, che determina la necessità di acquistare i servizi sostitutivi del lavoro domestico, hanno determinato una crescita del numero di White Jobs, i lavori nei servizi sanitari, sociali e di cura volti a garantire la salute e il benessere delle persone. Questi lavori hanno un’importanza cruciale non solo dal punto di vista sociale, ma anche da quello economico e occupazionale. Lo attesta il rapporto curato da Italia Lavoro – l’agenzia nazionale del Ministero del Lavoro – che verifica empiricamente questo impatto. La presentazione si è tenuta oggi a Roma presso la sede di Italia Lavoro: il rapporto è stato illustrato dagli autori Roberto Cicciomessere e Anna Maria Ponzellini e discusso da Paolo Reboani, presidente e amministratore delegato della società, Natale Forlani, direttore generale del Ministero del Lavoro, Ester Dini, responsabile area lavoro, professioni e rappresentanza del Censis, accademici e rappresentanti del terzo settore. Si stima che gli occupati nei White Jobs potrebbero aumentare da 2,5 milioni del 2012 a 3,1 milioni del 2020, grazie soprattutto al contributo della componente femminile. Un’analisi approfondita è stata posta al “voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia”, un meccanismo di agevolazioni fiscali proposto da parlamentari di molti gruppi politici, che il Governo intende sperimentare nell’ambito della riforma del terzo settore: questo istituto diventerebbe uno dei pilastri su cui basare il “secondo welfare”, in grado di alimentare lo straordinario potenziale di crescita e occupazione insito nell’economia sociale.Nel dibattito è stata posta enfasi sull’impatto economico e occupazionale che già una ricerca del Censis aveva calcolato: l’istituzione del voucher universale con le modalità previste dalla proposta di legge determinerà un aumento dopo cinque anni della platea di famiglie in grado di accedere ai servizi socio-assistenziali di 482 mila unità, una crescita del numero dei lavoratori beneficiari del welfare aziendale (da 127 mila a 858 mila) e dell’emersione del lavoro irregolare, che raggiungerà le 326 mila unità, mentre l’occupazione aggiuntiva è valutabile in 315 mila nuovi occupati. In chiusura l’intervento di Antonella Marsala, coordinatrice del programma di Italia Lavoro “LaFemMe” che offre assistenza tecnica alle Regioni e alle imprese in materia di sviluppo del welfare aziendale e di promozione di misure di flessibilità finalizzate a facilitare la conciliazione tra lavoro e vita privata.

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