Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for 26 novembre 2014

Consumers Switch to Subcompact Cars in Russia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 novembre 2014

londonLondon.  Russia will emerge as a top automotive market in Europe as consumers in the country are beginning to place emphasis on driving dynamics and are willing to pay more for advanced driveline technology features. Government initiatives – such as subsidies, scrappage schemes, and customs duty exemptions for original equipment manufacturers (OEMs) that match localisation criteria – will further quicken growth in the Russian automotive industry. New analysis from Frost & Sullivan,Executive Outlook of Developments in the Russian Automotive Industry, finds that sale volumes for passenger and light commercial vehicles are projected to cross 3 million units by 2020. The subcompact segment will account for more than 40 percent of light vehicles sales in this period.
“Customer preference for smaller, fuel-efficient cars will push the subcompact and crossover vehicle segment to grow the fastest,” says Frost & Sullivan Automotive and Transportation Consulting Analyst Anna Ozdelen. “Russian consumers also place higher importance on features related to powertrain and ride quality than those in the United Kingdom, France, and Germany.” Further, low vehicle density and an aging fleet of cars in the country will add to the demand for new vehicles. In fact, OEMs such as Renault-Nissan will penetrate further into the subcompact and SUVs segments. The scrappage scheme introduced this year is boosting subcompact sales too. The low saturation levels in Russia compared with the United Kingdom, France, and Germany have helped with continued growth. However, this demand will be tempered by geopolitical tensions in Ukraine, sanctions imposed on Russia by other countries, a deteriorating economic situation undermining consumer confidence, and market saturation in big cities. Vehicle manufacturers must turn their attention to small cities such as Nizhny Novgorod, Chelyabinsk, Rostov-on-Don and Kazan that will offer better opportunities. “Russia will also be a key market for in-vehicle infotainment and telematics systems,” notes Ozdelen.“Vendors can capitalise on consumers’ penchant for high quality and value packages to make inroads in the country’s automotive market.” Executive Outlook of Developments in the Russian Automotive Industryis a Market Insight that is part of the Automotive & Transportation (http://www.automotive.frost.com) Growth Partnership Service programme. The Insight aims to understand the Russian automotive market and develop a market forecast. The study examines changing consumer preferences as the country navigates through political crises and an economic slowdown.

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Masterpieces Of Art Deco: The Marsha Miro Collection

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 novembre 2014

MasterpiecesNew York – Christie’s is pleased to present Masterpieces Of Art Deco: The Marsha Miro Collection as part of its 20/21 Design sale, taking place on December 9 in New York. Marsha Miro was first drawn to Art Deco in the early 1980s. She stepped into this field at a fortuitous moment when great pieces were coming to market, very often for the first time from estates or from the heirs of the clients for whom they were originally made. Auctions in New York and in Europe, notably in Monte Carlo, brought forth masterful examples of the creativity of the great designers of this golden era. Miro brought to collecting the informed intelligence and the rigor that has marked her approach to life and underpinned her other roles, as Art Critic for the Detroit Free Press, as Architectural Historian at Cranbrook, the educational community in Bloomfield Hills, Michigan, that is a National Historic Landmark, and as Founding Director, Museum of Contemporary Art Detroit, where she is currently Board President. In building her collection, Miro found exemplary objects and furniture that were capable of holding their own within the context of the 20th century paintings and sculpture that she displayed in her home. The success of her effort can be measured in the exceptional character of the pieces within the collection, examples deserving of the epithet ‘masterpieces’, from artists including Edgar Brandt, Eugene Printz, Ernest Boiceau, Pierre Chareau, Jean Dunand, Pierre Legrain, and Emile-Jacques Ruhlmann.

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È online il nuovo portale “Open Data Turismo”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 novembre 2014

open dataOpen Data Turismo è un portale che mette a disposizione, in maniera libera e gratuita, open data in formato dataset csv, infografiche e news tematiche sul mercato del turismo nel Lazio e in Italia e sulle tendenze del settore. Il portale offre anche preziose informazioni sui finanziamenti dedicati alle imprese e aspiranti imprenditori in questo settore. Correda il quadro dei contenuti offerti una serie di approfonditi rapporti a pagamento sull’analisi dei flussi turistici, sul valore della filiera delle imprese, sui profili dei turisti che vengono nel nostro paese dall’estero, e molto altro ancora . Il portale nasce con l’obiettivo di supportare le imprese, in particolare quelle della filiera turistica, che vogliono valorizzare e sviluppare il loro business attraverso intelligence aggiornata e di qualità. Le informazioni e gli open data pubblicati sul portale sono d’interesse, oltre che per le imprese, anche per i professionisti, i ricercatori, le Amministrazioni Pubbliche e tutti coloro che sono interessati a conoscere le dinamiche imprenditoriali di un settore strategico per l’economia del nostro paese, il turismo.
La piattaforma realizzata e gestita da Cultura e Lavoro, infatti, offre strumenti online, servizi di consulenza e indicazioni per incentivare il riuso dei dati condivisi per ambiti e finalità diverse, al fine di trasformarli in risorse e valore per tutti gli operatori.
Per comodità di consultazione e ricerca, tutti i contenuti sono suddivisi nelle seguenti sezioni:
News: aggiornamenti sulle iniziative e le politiche, promosse da vari soggetti istituzionali e non a beneficio dell’intera filiera turistica.
Finanziamenti: panoramica delle principali iniziative agevolative a beneficio di imprese che intendono avviare nuovi investimenti o aspiranti imprenditori alle prese con la realizzazione della propria idea di business.
Open data turismo: dataset gratuiti e in “formato aperto” sulla domanda e sull’offerta del turismo e sulle imprese della filiera turistica ed il loro valore.Open Data per: infografiche gratuite rivolte a specifici target di beneficiari (imprese turistiche, imprese di genere, neo Imprenditori).
Dati premium: contenuti specifici e di approfondimento a pagamento con analisi e rapporti sul valore del settore, il suo andamento, analisi dei flussi e dei profili medi dei turisti, e molto altro ancora.Area riservata: consente la registrazione al portale per poter accedere ai contenuti personalizzati e a quelli acquistabili.Il nuovo portale si propone di diventare uno strumento autorevole e un punto di riferimento – accessibile a tutti – per divulgare intelligence al servizio dello sviluppo economico del settore del turismo nel Lazio e in Italia Cultura Lavoro è l’agenzia di comunicazione istituzionale sui temi della cittadinanza, inclusione sociale, politiche del lavoro, crescita e sviluppo delle imprese e dei territori, politiche sociali e pari opportunità. I nostri servizi: Piani e progetti di comunicazione integrata. Ideazione, progettazione e consolidamento dell’identità visiva. Costruzione di network e facilitazione dei rapporti tra le istituzioni e il territorio. Organizzazione di eventi on site e online. Progettazione e produzione di materiali informativi. Strategie e interventi di comunicazione social.
Nasciamo dall’esperienza della Fondazione Giacomo Brodolini, da oltre quarant’anni impegnata in attività di ricerca, assistenza tecnica, promozione culturale e capacity building.

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Investire 315 miliardi di euro per far ripartire l’economia dell’UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 novembre 2014

Per rimettere in moto l’economica dell’UE, il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker ha annunciato la creazione di un piano UE di investimenti strategici, destinato a mobilitare almeno 315 miliardi di euro per i prossimi tre anni. Dopo la presentazione di mercoledì all’Aula del nuovo piano, i deputati di quasi tutti i gruppi politici hanno espresso sostegno, ma chiesto anche un’azione rapida per incrementare la crescita nell’UE.Juncker ha spiegato che il piano si basa su tre pilastri:
– la creazione di un nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) nel giugno 2015, finanziato con 21 miliardi di euro dal bilancio dell’UE e dalla mobilitazione di almeno 315 miliardi di euro in ulteriori investimenti dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) nel periodo 2015-2017,
– la creazione di una “riserva di progetti”, accompagnata da un programma di assistenza, per incanalare gli investimenti dove sono maggiormente necessari, e una tabella di marcia per rendere l’Europa più attraente per gli investimenti ed eliminare le strettoie burocratiche.
Lodando il piano di investimenti Juncker, il presidente del gruppo PPE Manfred Weber (DE), ha dichiarato che “è meglio mobilitare il capitale privato invece di fare nuovi debiti”. Ha quindi sottolineando che gli Stati membri devono portare avanti le riforme strutturali, perché “se i procedimenti legali durano così a lungo come in Italia, se i mercati del lavoro sono troppo rigidi come in Francia e se le procedure di pianificazione si protraggono per mesi e anni come succede nel mio paese, non c’è da stupirsi che non ci siano investimenti”.Il leader del gruppo S&D Gianni Pittella (IT), ha dichiarato che “avremmo voluto più denaro pubblico, più investimenti, ma questo è un buon punto di partenza”. Ha quindi sottolineato che il suo gruppo non è interessato “alle valutazioni delle agenzie di credito – siamo interessati alla vita delle persone”. Ha inoltre ricordato a Juncker che il gruppo S&D lo ha sostenuto a condizione che si attui il pacchetto di investimenti e che il Parlamento sia pienamente coinvolto.Riprendendo l’analogia dell'”innaffiatoio” fatta da Juncker per il pacchetto, il leader del gruppo ECR Syed Kamall (UK) ha chiesto “come si possa fare affinché si tratti di un annaffiatoio che stimola la crescita? Come possiamo essere certi che non si tratti di un diluvio governativo che lava via gli investimenti privati? Come possiamo fare in modo che non si tratti di un sistema privato di irrigazione che non viene mai attivata? Ciò di cui abbiamo bisogno sono risposte dettagliate ad alcune delle nostre domande (…) Forse allora potremmo sostenere il vostro progetto”.Guy Verhofstadt (BE), il leader del gruppo ALDE, ha sottolineato che gli investimenti devono essere sostenuti con riforme strutturali negli Stati membri. “Forse la riforma del mercato del lavoro dovrebbe essere una condizione per ottenere i fondi”, ha suggerito, evidenziando anche la necessità di completare i mercati comunitari del digitale, dell’energia e dei capitali. “In caso contrario, il capitale andrebbe perso su grande scala”, ha dichiarato. Verhofstadt ha infine suggerito di esentare da imposta l’utilizzo dei fondi, per attrarre più investimenti privati.Rivolgendosi a Juncker, Dimitrios Papadimoulis (EL), in nome del gruppo GUE/NGL, ha dichiarato che “il pacchetto presentato sono solo parole a vuoto. 16 miliardi di euro provengono dal bilancio dell’UE e 5 miliardi di euro dalla BEI. Non c’è un solo euro di denaro fresco, lei ha promesso che creerà una sorta di effetto leva che moltiplica i fondi per 15. In questo periodo di stagnazione e recessione nella zona euro, non vi è nessun economista al mondo che può credere a ciò”.Parlando in nome del gruppo Verdi/ALE, Philippe Lamberts (BE), ha dichiarato che il pacchetto di investimenti è “ben progettato”, pur sottolineando la necessità di “porre fine all’economia dei casinò”. Ha sostenuto che “lottare contro la frode e l’evasione fiscale” dovrebbe essere “parte integrante” del piano, sottolineando la necessità di passare a fondi di energia più verde all’interno dell’UE. “Non dovremmo dare a Putin e al suo sistema energetico un miliardo di euro al giorno”, ha concluso.Patrick O’Flynn (UK) in nome del gruppo EFDD, ha dichiarato che Juncker sta sprecando inutilmente altro denaro, mentre il problema principale è che l’euro – come moneta unica – impedisce agli Stati meridionali dell’Unione europea di tornare alle valute nazionali che potrebbero essere deprezzate per creare condizioni più favorevoli per gli investimenti.Il non iscritto Gerolf Annemans (BE) ha detto che il pacchetto di investimenti è “fondamentalmente un riciclaggio, un rietichettatura (…) Si tratta di un annaffiatoio Hocuspocus, abracadabra, si tratta insomma denaro del monopoli”.
Parlando in nome della Commissione, il vicepresidente Jyrki Katainen ha detto che il nuovo piano dovrebbe massimizzare l’impatto sull’economia reale, sbloccare gli investimenti pubblici e privati in progetti reali e creare veri posti di lavoro. Ha anche sottolineato che i contributi degli Stati membri al piano saranno neutrali rispetto al Patto di stabilità e di crescita. Il piano dovrebbe inoltre incarnare un “nuovo approccio a livello europeo – per cambiare il modo in cui il denaro pubblico viene utilizzato”, in particolare sostenendo i prestiti più rischiosi.

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Cinque motivazioni per cogliere le opportunità rappresentate dall’obbligazionario high yield, secondo Western Asset

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 novembre 2014

London.bankofengland.arpLondra. Le preoccupazioni riguardo alla crescita globale, l’inizio di una politica monetaria restrittiva da parte delle Banche Centrali e la mancanza di liquidità sono tutti fattori che, negli ultimi tre mesi, hanno contribuito al deprezzamento dei titoli high yield. Secondo Western Asset, affiliata di Legg Mason, il settore ha attraversato il terzo trimestre peggiore degli ultimi tre anni, poiché gli investitori hanno preferito concentrare i propri risparmi nei Treasury USA ed altri titoli governativi.Come conseguenza, questa manovra di sell-off ha implicato un rimbalzo degli spread del segmento high yield statunitense, rispetto ai Treasury, da circa 340bp nel mese di Giugno fino a 500bp in Settembre. Michael Buchanan, Head of Global Credit presso Western Asset, ritiene che un movimento di tale ampiezza in un lasso temporale così ridotto abbia reso l’area dei titoli high yield una delle più interessanti nell’attuale panorama obbligazionario.Di seguito, illustriamo le cinque motivazioni che, secondo Buchanan dovrebbero indurre gli investitori oggi a considerare con interesse questa asset class: “In un contesto in cui i tassi d’interesse si attestano complessivamente su livelli molto bassi, i rendimenti intorno al 6%, o più elevati, offerti da alcuni titoli obbligazionari high yield hanno catturato l’attenzione degli investitori. A nostro avviso, in questo momento gli spread sono molto allettanti; se a ciò si aggiungono i rendimenti elevati e le cedole offerte dai titoli high yield, siamo di fronte ad un asset class che può veramente offrire forti opportunità, interessanti rispetto ad altre dell’universo fixed income”.“Anche se ci si aspetta che la Federal Reserve interverrà al rialzo dei tassi, presto o tardi, noi riteniamo che questi eventuali aumenti saranno quasi certamente marginali, ossia che il quadro monetario rimarrà sostanzialmente accomodante. Abbiamo goduto in questi anni di un enorme supporto da parte della Fed, che intende ora procedere con grande cautela ed infatti, a nostro avviso, la Fed continuerà a svolgere un ruolo importante a sostegno dell’economia, pur abbandonando la recente linea estremamente accomodante. Questo fattore rappresenta sicuramente un elemento positivo per gli investitori, poiché quando il movimento dei tassi non rappresenta una grande minaccia, l’obbligazionario in generale ed il settore del credito in particolare ne traggono sicuramente beneficio”.
“I rischi di default nel segmento high yield rimangono vicini ai minimi storici, proseguendo con un trend iniziato nel 2010. Nonostante un lieve rialzo rispetto al 2013, a nostro avviso il tasso d’insolvenza continuerà probabilmente a mantenersi sugli attuali livelli molto bassi o comunque varierà di poco, visto l’orientamento delle Banche Centrali”.I recenti sell-off hanno allontanato i timori legati alla possibilità del manifestarsi di una bolla “Conosco le caratteristiche di una bolla nel segmento high-yield ed il mercato attualmente non presenta i sintomi di nessuna di queste . Gli investitori devono quindi confrontare i rendimenti di questa asset class con quelli di altri prodotti obbligazionari ed a seguito della recente ondata di vendite, questi spread sono favorevoli”.“Nonostante siano leggermente peggiorati negli ultimi anni, i fondamentali dei titoli high-yield statunitensi appaiono ancora alquanto solidi. Sia che si parli di interest rate coverage, di leva finanziaria, di rischio di default, di capacità di generare free cash flow, tutti questi elementi sono ampiamente a favore del segmento dei titoli high-yield e ciò non è affatto cambiato”.
Legg Mason, Inc. è una società di gestione patrimoniale che opera a livello globale, con un patrimonio gestito pari a 707,8 miliardi di USD al 30 Settembre 2014. Legg Mason offre strategie d’investimento a gestione attiva attraverso i suoi numerosi centri d’investimento presenti in tutto il mondo. La sede ufficiale si trova a Baltimora, Maryland, e le azioni ordinarie della società sono quotate alla borsa di New York (simbolo: LM).

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Fallimento del federalismo sanitario

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 novembre 2014

camera deputati2«Subito dopo la discussione del Titolo V alla Camera porteremo, in Parlamento, il Documento d’indirizzo “Salute: il diritto che non c’è. I motivi del fallimento del federalismo sanitario – Il punto: dal 7 marzo alla data odierna”, condiviso dall’assemblea, per una proposta di revisione del Titolo V della Costituzione», ha dichiarato Claudio Giustozzi, segretario nazionale Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori”, in occasione della seconda giornata degli “Stati Generali della Salute” (Art. 117 del Tit. V ed Art. 32 della Cost.), che si sono svolti il 25 novembre, a Roma, presso la Camera dei Deputati. Ad aprire i lavori, Monsignor Charles Namughera il quale ha portato i saluti di S.E. Zygmunt Zimowski, presidente del Pontificio Consiglio della pastorale per gli Operatori Sanitari. «Ringrazio l’Associazione “Dossetti” per questo invito che vede raccolte personalità del mondo politico e sanitario, nonché esponenti dell’industria del farmaco». Ed ha aggiunto: «Il diritto fondamentale alla tutela della salute attiene al valore della giustizia, secondo il quale non ci sono distinzioni di popoli e nazioni, tenuto conto delle oggettive situazioni di vita e di sviluppo dei medesimi». «Occorre promuovere il bene comune», ha concluso Monsignor Charles Namughera «veicolato anche nel segno della giustizia in ambito sanitario, per la necessaria compresenza e il reciproco concorso che possono essere assicurati dal rapporto fra istanza pubblica e privata, sia quella riferita alle strutture sanitarie afferenti al Ssn, sia quelle della sanità privata (di impronta cattolica o meno), così come anche dal rapporto fra poli di ricerca statale e centri di ricerca clinica o farmacologica privata». Anche l’On. Giovanna Martelli, Consigliera del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di Pari Opportunità, ha affermato:«L’Associazione “Dossetti” ha promosso un tema di enorme rilevanza, in un momento storico complesso e di grandi cambiamenti». Ed ha sottolineato: «Basti pensare all’attuale e complessivo scenario, in cui vige una forte disuguaglianza tra popoli». Bisogna puntare, dunque, «ad un percorso di progresso, abbracciando in maniera trasversale tutte le politiche che si occupano di salute». Giovanna Martelli ha concluso ricordando che:«La politica ha un grande lavoro da compiere anche in tema di sussidiarietà». Le fa eco L’On. Paola Binetti, membro XII Commissione Affari sociali alla Camera dei deputati, che ha asserito: «Abbiamo portato avanti molte battaglie in Parlamento, in sinergia con l’Associazione “Dossetti” che non conosce “pause” in materia di diritti dei più fragili».Secondo Paola Binetti, tra i molteplici temi connessi alla salute, vi è anche il capitolo sulla medicina materno-infantile che «collego alla giornata dedicata ai “prematuri”, ai quali bisogna garantire un impegno molto forte di presa in carico ed assistenza prolungata nel tempo». Ed ha ricordato che vi sono anche molti Ddl sulla Salute, sui quali bisogna lavorare: «tra cui quello sul Governo Clinico che si scontra, costantemente, con problematiche diverse. O il Ddl sul “Dopo di Noi”; investito dall’ansia dei genitori che si sono fatti carico della vita difficile dei loro figli, colpiti da malattie di complessa gestione».Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe: «Salviamo il nostro Ssn, impegnamoci fortemente per farlo». Diversamente, il rischio: «E’ quello di perdere, lentamente e progressivamente, un Ssn pubblico e universalistico». «Non dimentichiamo», ha evidenziato Nino Cartabellotta, «che le problematiche della sanità italiana sono vaste e non solo di natura prettamente politica». E rilancia: «Sia lo Stato a preservare i cittadini da tutte le disugualglianze».Per Stefano Da Empoli, presidente I-Com – Istituto per la Competitività: «Urge senza “se” e senza “ma”, la revisione complessiva e non più rinviabile del Titolo V. E’ necessario cercare un punto di equilibrio. In tal senso ritengo che, quello presentato dall’Associazione “Dossetti”, sia un Testo molto sensato che, mi auguro, non finisca nel dimenticatoio». Servirebbe, quanto prima, «una vera e propria cabina di regia nazionale per garantire una sanità ad una sola velocità, e non più a 21 velocità differenti». Per questo, ha concluso Stefano Da Empoli: «Adoperiamoci per un restyling del paradigma dell’intero Ssn». «Dobbiamo richiamare l’attenzione sulla questione della Governabilità del sistema sanitario», ha evidenziato Ivan Cavicchi, docente Università Tor Vergata: «Dal tipo di Governo dipende anche la sostenibilità. Non a caso», ha sottolineato ancora Cavicchi, «l’etimologia del termine “Governo” è, appunto, “Guida”. La discussione del Titolo V, ruota sempre attorno al potere. Ma il vero problema è l’utilizzo del potere. E, sempre più spesso, questi aspetti sono esclusi da ogni tipo di discorso o analisi della questione». Per Cavicchi, infatti, è assurdo utilizzare il potere «per tassare, continuamente, i cittadini. C’è chi si è anche inventato l’introduzione scellerata dei super-ticket. Decisioni vergognose che allontanano, sempre più, i cittadini da un Ssn pubblico». Quindi Cavicchi ha concluso con un monito: «Dietro lo spreco c’è il malgoverno delle regioni. Ristabiliamo i poteri. No all’idea scorretta di “regionismo”, che è una bestia senza pensiero; che ruba, spende male e mette a soqquadro i diritti».Secondo Domenico Iscaro, presidente nazionale Anaao-Assomed: «Nel corso dell’ultimo decennio le Regioni, in coerenza con una politica federalista e obbligate dai tagli al finanziamento alla sanità previsto dalle leggi di stabilità, hanno avviato profonde trasformazioni dell’offerta dei servizi sanitari. In particolare, adottando nuovi modelli organizzativi della rete assistenziale, centrato sulla integrazione a rete degli ospedali». E’ fondamentale che la sfida della compatibilità «si misuri sul terreno organizzativo, assegnando alla clinical-governance un indispensabile ruolo centrale per coniugare sviluppo e qualità dei servizi». «La modifica del titolo V della Costituzione è di vitale importanza per assicurare a tutti i cittadini, ovunque essi risiedano, uguali diritti per la tutela alla loro salute», ha detto Francesco de Lorenzo, presidente Favo. «Tali diritti, oggi, sono sostanzialmente negati con conseguenti inaccettabili disparità che vanno dall’accesso ai farmaci, a quello dell’assistenza domiciliare, dalla terapia del dolore alle cure palliative. L’unico strumento per consentire un’inversione di questa tendenza, è l’esercizio dei poteri sostitutivi dello Stato nei confronti delle Regioni per garantire il rispetto pieno e totale dei Lea». «Ripensiamo ad una programmazione sanitaria a livello nazionale».Parola di Vincenzo Antonelli, Università Luiss Guido Carli. Secondo l’esperto, infatti, «dobbiamo riappropriaci del termine: “garanzia”. Ma non solo nel processo di cura, ma anche in quello di monitoraggio». E fa una riflessione sul tema delle differenze: «Impariamo a raggiungere gli obiettivi, ma con una sana differenziazione. Perché dovremmo essere in grado di governare le differenze, non di abbatterle». Un termine che crea non poche perplessità, secondo Pierluigi Russo, direttore ufficio coordinamento Osmed e attività Hta presso Aifa, è quello della “programmazione”. «Viviamo in un momento storico in cui l’aspetto economico-finanziario è il fulcro di tutte le criticità e su questo bisogna fare riflessioni approfondite». Ma non va dimenticato «che gli aspetti della programmazione e degli acquisti sono fondamentali per tutto il comparto sanitario». «Registriamo, ad oggi, un allargamento della forbice delle disuguaglianze», ha dichiarato Carla Colicelli, vice-direttore Censis. E, in queste disuguaglianze, «sono coinvolti tutti i settori. Offerta dei servizi, tempi di attesa, qualità delle prestazioni». Per Carla Colicelli, «serve una revisione della modalità di gestione della sanità territoriale. In quanto la sostenibilità deve essere intesa in termini economici ma, soprattutto, sociali». Per Marino Nonis, direttore sanitario Ospedale Cristo Re: «Oltre all’art, 117 e 32 della Costituzione, è bene rivisitare anche l’Art. 97; cioè l’accesso alla Pa, il rapporto tra pubblico e privato e di accreditamento». «In attesa delle grandi riforme istituzionali, come quella del Titolo V della Costituzione», dichiara Stefano Rimondi, presidente di Assobiomedica, «ci auguriamo che il Patto per la Salute non resti lettera morta, ma rappresenti il primo passo verso un cambiamento del sistema sanitario che prevede il riaccentramento di numerose materie sul piano nazionale, garantendo uniformità sull’intero territorio».Mario De Curtis, Società Italiana Pediatria (Sip): «Tutti i bambini del mondo dovrebbero essere uguali, ma in Italia non lo sono». Oggi, l’assistenza sanitaria si presenta in Italia come un diritto a contenuto altamente variabile a seconda della Regione nella quale si ha la sorte di nascere e di vivere». Ancora molte le disuguaglianze regionali, tra cui: «Mortalità neonatale ed infantile, organizzazione delle cure perinatali, screening neonatali per malattie metaboliche, vaccinazioni, assistenza oncologica e cure palliative». Anche secondo Francesco Conti, Medtronic serve una «riorganizzazione della programmazione regionale. Dobbiamo lottare per abbattere due sanità differenti e impari, tra nord e sud». L’Hta, oggi, sostiene Conti, «è quasi una parola “magica” che, però, deve essere ben coordinata, gestita, centralizzata e condivisa. Non è possibile interpretare l’Hta in tanti modi differenti». Roberto Giannuzzi, Baxter ha spiegato: «La nostra tradizione si basa su oltre 80’anni di innovazioni nel settore sanitario. Ogni giorno lottiamo per aiutare e trattare migliaia di persone affette da malattie rare, quali emofilia e immunodeficienze primitiva». Dunque, è fondamentale: «Tutelare il diritto alla salute ed un accesso rapido e adeguato ai farmaci innovativi e salvavita».
Secondo Elio Borgonovi, presidente Cergas: «Sicuramente è rilevante intervenire sul titolo V anche con riferimento alla revisione delle funzioni, competenze e poteri dello Stato e delle Regioni in tema di tutela della salute. Tuttavia, è altrettanto importante, anche se mai affrontato, il tema delle conoscenze, competenze e capacità necessarie per gestire le nuove relazioni che si andranno a definire». «Per garantire ciò che stabilisce l’art. 32 delle Costituzione», ha dichiarato Franco Vimercati, presidente Fism: «Dobbiamo ripristinare la centralità nazionale dei requisiti strutturali, organizzativi, professionali e tecnologici; che sono la base per poter garantire una uniformità minima su tutto il territorio nazionale».Per realizzare questo traguardo è importante: «Riconoscere il ruolo delle società scientifiche che devono essere accreditate presso le istituzioni e possedere una valenza nazionale, con compiti formativi in loco o con metodologia Fad, condivisa a livello nazionale. Nonché definire, con il loro supporto scientifico, gli standard nazionali in grado di assicurare, da un lato, la salute dei cittadini e, dell’altro, la corretta modalità di lavoro dei sanitari coinvolti». Anche per Pierluigi Ugolini, Sivemp: «Il federalismo sanitario ha aperto un fronte di assoluta asimmetria che rischia di depotenziare l’articolo 32 della Costituzione. Non si generano risparmi che consentono di incrementare le prestazioni, si riducono le prestazioni per insufficienza dei fondi disponibili. Assistiamo, così, ad una incompleta applicazione dei Lea, anche per la mancanza di assetti organizzativi uniformi». Maria Grazia Cattaneo, vice-presidente Sifo: «Il Ministero della Salute deve essere il nostro riferimento centrale, una guida programmatica per le attività». Ed ha posto l’accento sull’importanza dei giovani: «Che vanno affiancati in maniera costruttiva ed intelligente, lasciando loro la libertà di pensiero».
Ed ha aggiunto: «Analizziamo con coerenza tutte le criticità ancora irrisolte in materia di salute. E, laddove dobbiamo legiferare, facciamolo in modo serio ed appropriato». Francesco Bartolozzi, Usi: «Serve integrazione e sinergia delle eccellenze dei settori pubblico e privato, al fine di superare la mediocrità del Ssn. L’obiettivo dell’efficacia delle prestazioni può essere raggiunto mediante il coinvolgimento dell’utente-paziente per comprendere quale prestazione sia più idonea e come erogarla».
«La centralità dello Stato», suggerisce Roberto Barbieri, segretario nazionale Movimento Consumatori, «non va rivista solo come concetto tecnico-giuridico, ma come recupero dei diritti che garantiscano investimenti a favore della prevenzione e della ricerca, per raggiungere uguaglianza ed efficienza». Al termine dei lavori, Claudio Gustavino, Irccs San Martino di Genova ha affermato, con forza, la necessità di:«Ritrovare una appropriatezza di comportamenti. E, per far questo, dobbiamo recuperare le competenze».

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Algodistrofia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 novembre 2014

algodistrofiaPatologia con un’incidenza, pari a 26 casi su 100.000 pazienti l’anno, decisamente superiore a quella di una malattia finora considerata rara, che coinvolge quasi esclusivamente le estremità (mani e piedi) ed ha una prevalenza maggiore nel sesso femminile. L’Algodistrofia o “Sindrome Dolorosa Regionale Complessa” (CRPS di tipo I), si manifesta principalmente a causa di un trauma o di una frattura e sviluppa come sintomo dominante il dolore che assume i caratteri particolari dell’iperalgesia (si avverte più dolore di quello normalmente avvertito per uno stimolo algogeno) e dell’allodinia (si avverte dolore anche per stimoli normalmente non dolorosi come lo sfioramento). Se non trattata precocemente può evolvere in una fase in grado di causare invalidità permanente nella funzione della mano e del piede.“La ricerca ASIS, oltre ad essere la prima al mondo sul tema, – dichiara il Professor Paolo Cherubino, Presidente SIOT – si pone come obiettivi quello di fotografare la qualità della vita dei pazienti con Algodistrofia per raccogliere le loro esperienze, i loro problemi e le loro aspettative, al fine di capire il percorso diagnostico affrontato, valutarne l’impatto sull’attività dell’ortopedico e analizzare l’approccio terapeutico adottato. L’attesa è quella di dare una maggiore visibilità a questa problematica a beneficio del paziente, ottimizzando i processi che lo vedono coinvolto dalla diagnosi al trattamento. È opportuno ricordare infatti come a inizio 2014 la situazione dal punto di vista delle indicazioni terapeutiche sia decisamente migliorata. L’AIFA, a seguito di un recente studio italiano, ha indicato il Neridronato come molecola d’elezione per trattare i malati di Algodistrofia, in grado quindi di ridurre sia la sintomatologia dolorosa sia le locali alterazioni trofiche dei tessuti colpiti, fino alla remissione completa della disabilità causata dalla malattia.”L’Algodistrofia oltre al dolore, può presentare una sintomatologia complessa ed essere accompagnata da: cambiamenti della temperatura nella zona interessata, della sensibilità, da un aumento della sudorazione e dalla presenza di edema. Inoltre nella zona colpita non è raro, attraverso un esame strumentale, rilevare un’osteoporosi localizzata.Il Prof. Umberto Tarantino, primario dell’Istituto di ortopedia al Policlinico di Tor Vergata di Roma, illustrando la ricerca ASIS spiega: “Abbiamo selezionato un campione di 34 centri di eccellenza nel trattamento dell’Algodistrofia che rappresentano un punto di riferimento nel mondo dell’ortopedia, per raccogliere le esperienze dei diversi centri dislocati sul territorio italiano. Attraverso questionari e colloqui ortopedico e pazienti selezionati, cercheremo di misurare in modo oggettivo la qualità della vita e l’impatto sociale/lavorativo che l’Algodistrofia produce in chi ne è colpito.”“La SIOT – conclude il Prof. Giovanni Iolascon, Professore di Medicina Fisica e Riabilitazione presso la Seconda Università di Napoli – con lo start-up della ricerca ASIS ha dato il via a un progetto di ampio respiro il cui scopo ultimo è far tornare alla normalità ed alla vita attiva i pazienti, accendendo un riflettore su una patologia, potenzialmente così invalidante, per ottenere con maggior frequenza possibile una corretta diagnosi, adesso che una terapia efficace è stata individuata.”

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CRIF sviluppa il sistema di informazioni creditizie degli Emirati Arabi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 novembre 2014

dubai-franchise-expo-uaeBologna e Dubai (Emirati Arabi), CRIF è stata scelta come solution provider per lo sviluppo del sistema di informazioni creditizie (SIC) degli Emirati Arabi, gestito da Al Etihad Credit Bureau (AECB), sulla base della comprovata esperienza nella progettazione e gestione di credit bureau a livello internazionale e per la consolidata capacità di fornire soluzioni innovative e a valore aggiunto.
Il bando, presentato nel 2012, prevedeva l’implementazione e la gestione del sistema di informazioni creditizie dei 7 Emirati, ovvero Abu Dhabi, Dubai, Sharjah, Ajman, Ras Al-Khaimah, Umm Al-Quwain e Fujairah.Lo sviluppo di un sistema di informazioni creditizie scalabile produrrà impatti positivi sul mercato del credito al consumo e sulla competitività a livello globale del sistema creditizio degli Emirati Arabi facilitando l’accesso al credito a imprese e consumatori, efficientando i processi e riducendo i rischi di insolvenza anche attraverso la promozione di pratiche di credito responsabile.In particolare, le banche locali potranno prendere decisioni più efficaci ed efficienti grazie a modelli innovativi basati sulla valutazione del profilo creditizio dei richiedenti e, al contempo, i privati cittadini e le imprese potranno godere di un accesso più agevole ai finanziamenti e di condizioni più favorevoli grazie alla disponibilità di una storia creditizia costantemente aggiornata.“La collaborazione con CRIF ci permetterà di sviluppare il principale sistema di informazioni creditizie degli Emirati Arabi, migliorando la trasparenza e la stabilità del settore finanziario del Paese grazie al rispetto dei più alti standard internazionali – ha commentato Marwan Ahmad Lutfi, Amministratore Delegato di Al Etihad Credit Bureau -. Già oggi le banche e gli istituti finanziari hanno a disposizione report completi sui richiedenti credito e a breve ci focalizzeremo sull’obiettivo di raccogliere dati e fornire credit report anche sulle imprese che operano negli Emirati Arabi.”“Lo sviluppo del credit bureau giocherà un ruolo cruciale nel promuovere nel Paese una cultura del credito più matura e consapevole – aggiunge Enrico Lodi, Direttore Generale Credit Bureau services di CRIF -. Del resto l’evoluzione del settore finanziario è strettamente collegata alla disponibilità di sistemi informativi efficienti, in grado di consentire un miglioramento della gestione del rischio di credito e dare concreto supporto ai bisogni finanziari di imprese e privati”.Con una popolazione di circa 9 milioni di abitanti (di cui circa l’87% provenienti da altri Paesi) e un PIL in costante crescita, gli Emirati Arabi Uniti hanno grandi potenzialità. Oltre ad essere oggi il principale mercato di sbocco per le imprese italiane nel mondo arabo (e al 7° posto tra i Paesi di destinazione extra Ue) con esportazioni che hanno superato i 5,5 miliardi di euro, sulla base di quanto riportato nell’ultima edizione del “Doing Business Report” pubblicato da IFC-World Bank si collocano al 23° posto tra i Paesi nei quali lo sviluppo di business è più facile.Questo spiega il grande interesse da parte di CRIF per il Paese, dove nello scorso mese di ottobre aveva acquistato Dun & Bradstreet UAE, il principale provider di dati e di business information nella regione, in grado di fornire servizi e business information su circa 400.000 imprese locali.CRIF vanta una comprovata esperienza nella progettazione, nello sviluppo e nella gestione di credit bureau in diversi Paesi del mondo, tra i quali Vietnam, Indonesia, India, Bangladesh, Filippine, Russia, Tagikistan, Repubblica Ceca, Slovacchia, Giamaica, Marocco e Benin, oltre ovviamente all’Italia, dove gestisce da più di 25 anni EURISC, il principale sistema di informazioni creditizie a supporto dell’erogazione e gestione del credito a famiglie e imprese.

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Denis Mukwege: lo stupro è un’arma a basso costo, accessibile e molto distruttiva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 novembre 2014

denisLa comunità internazionale deve tracciare una linea rossa per quanto riguarda l’uso dello stupro come arma di guerra. Abbiamo incontrato Denis Mukwege, vincitore del Premio Sakharov 2014 prima della cerimonia di premiazione, che si terrà mercoledì 26 novembre. Il ginecologo è stato premiato dal Parlamento per il suo lavoro nel trattamento delle donne vittime di violenze sessuali nella Repubblica democratica del Congo. Leggi l’intervista e segui l’evento in streaming.
In che modo il premio ha influenzato il suo lavoro?
Ritengo che il Parlamento europeo abbia capito la gravità della situazione delle donne durante i conflitti. Speriamo di trovare soluzioni per fermare lo stupro usato come arma di guerra, a volte anche come strategia di guerra.
Dr. Mukwege, come molti altri difensori dei diritti umani, si sono un esempio di perseveranza in circostanze molto difficili. Cosa ti fa andare avanti? C’è mai stato un momento in cui è considerato rinunciare?Due anni fa sono stato attaccato a casa, la mia guardia di sicurezza è stata uccisa, i miei figli sono stati presi in ostaggio, ed è vero che in quel momento ho pensato che era troppo difficile. Ho dovuto prendere in considerazione le mie responsabilità di padre di famiglia. Ho lasciato il Congo, ma molto rapidamente sono tornato grazie alla forza di quelle donne.Le donne e le ragazze sono vittime di violenza sessuale in molti dei conflitti di oggi, dalla Repubblica Democratica del Congo alla Siria. Che cosa possiamo fare per proteggere le donne e le bambine dalla violenza sessuale?Ognuno di noi deve capire che lo stupro non è un rapporto sessuale non consensuale. In un ambiente di conflitto, lo stupro è usato come arma di umiliazione, un’arma che disumanizza le donne. Violentare una donna o un bambino davanti a tutti e distruggendo i loro organi genitali non ha nulla di sessuale, è un’umiliazione, una distruzione viziosa.Lo stupro ha le stesse conseguenze, o ancora più grandi, delle armi classiche. In primo luogo provoca lo spostamento in massa della popolazione. In secondo luogo, come con tutte le armi classiche, lo stupro distrugge il numero dei nemici. Alcune di queste donne non saranno più in grado di avere figli. E anche se possono, la loro fertilità sarà molto bassa. In terzo luogo, le sue conseguenze possono passare attraverso le generazioni. Queste donne continueranno a vivere e a contaminare la gente del villaggio, se infettati da una malattia a trasmissione sessuale, trasmettendo la malattia anche ai propri figli. Inoltre quelle che restano incinte avranno figli senza filiazione, contribuendo alla distruzione del tessuto sociale. La comunità internazionale ha tracciato una linea rossa su armi chimiche, nucleari o biologiche. Noi, uomini e donne, dobbiamo chiedere che la linea rossa per stupro, un’arma che è a buon mercato, accessibile ma molto distruttiva.

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MEPs refer EU-Canada air passenger data deal to the EU Court of Justice

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 novembre 2014

NLThe EU-Canada agreement on the transfer of Passenger Name Records (PNR) should be referred to the European Court of Justice (ECJ) for an opinion on whether it is in line with the EU treaties and Charter of Fundamental Rights, MEPs said in a vote on Tuesday. This is the first time that Parliament has asked that a PNR agreement be given a preliminary check by the Court before the final vote on the deal.The resolution was approved by 383 votes to 271, with 47 abstentions. Before voting on the resolution, MEPs rejected a proposal to postpone the vote (307 votes in favour of postponement, 380 against and 14 abstentions).”We want legal certainty for EU citizens and air carriers, not just with regard to the EU-Canada PNR agreement, but also as a benchmark for future agreements with other countries which involve the mass collection of European citizens’ personal data”, said Parliament’s rapporteur Sophie In’t Veld (ALDE, NL), after the vote.”Russia, Mexico, Korea and other countries with weaker data protection rules are collecting passenger flight information and might want to negotiate their own agreements soon. It should be clear that any agreement, present or future, must be compatible with EU treaties and fundamental rights and must not be used as a means to lower European data protection standards via the back door”, she added.
The draft resolution was tabled further to a critical opinion issued by the European Data Protection Supervisor on the proportionality of PNR schemes, bulk transfer of data and the choice of a legal basis for the agreement, and also to the recent ECJ ruling invalidating the 2006 Data Retention directive and condemning the bulk collection and storage of data of people not suspected of any crime as disproportionate. The PNR agreement was signed by the EU Council of Ministers and Canada on 25 June 2014, but needs Parliament’s consent to enter into force.Parliament’s final vote will now be adjourned until the Court has delivered its opinion. “There is no need for scaremongering. The delay caused by seeking the Court’s opinion will not result in a security gap”, Ms in’t Veld said.
Passenger Name Record (PNR) data is provided by passengers and collected by air carriers during the reservation and check-in procedures. It includes information such as name, dates of travel and travel itinerary, ticket information, address and phone numbers, means of payment used, credit card number, travel agent, seat number and baggage information. (photo sophia)

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Migration: Debates on the situation in the Mediterranean and the expulsion of migrants from Spain

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 novembre 2014

labour-migrationMEPs will quiz the new Commission and the Council on their plans to prevent more deaths in the Mediterranean, a year after at least 360 migrants drowned off Lampedusa. The need for more solidarity and fair sharing of responsibility among member states, for search and rescue duties to be duly fulfilled, for safe and legal routes for refugees into the EU to be developed and for improved cooperation with third countries will be among the issues addressed by MEPs. In a resolution approved last year, after the 3 October shipwreck off the coast of the Italian island, Parliament said that “Lampedusa should be a turning point for Europe” and urged the EU and its member states to do more to prevent further loss of life at sea. Studies show that up to 22,000 lives have been lost in the Mediterranean over the past 26 years.Next MEPs will discuss planned changes to Spanish law which would enable the country to expel clandestine migrants caught entering its North African enclaves Ceuta and Melilla without providing legal or procedural safeguards for them. MEPs question whether these “hot returns” are consistent with EU law and values and will ask whether the Commission is planning to take any action to address the practice.
On 6 February 2014, at least 15 migrants died in the waters off Ceuta after the Spanish Civil Guards fired rubber bullets and tear gas in their direction. A judicial investigation into those deaths is under way in Spain.

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unlibroéunlibro: Il traguardo è più vicino”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 novembre 2014

Dario Franceschini“Grazie al Governo italiano, e al Ministro Franceschini in particolare, per come ha condotto, sostenuto e spronato l’Europa in questa battaglia di buon senso”. È un vero e proprio plauso quello del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo dopo che sono state rese note le conclusioni del Consiglio europeo dei Ministri della Cultura UE, che hanno affrontato il tema della discriminazione dell’iva degli ebook rispetto a quella dei libri di carta.“Solo così, con convinzione, si può superare una stortura europea come questa – ha proseguito -. Noi continueremo a fare la nostra parte, a portare avanti la sfida con la campagna #unlibroèunlibro, chiedendo all’Europa di cambiare e di riconoscere che un libro è un libro, al di là del supporto di lettura. Puntiamo ora al consiglio Ecofin del 9 dicembre. Il traguardo è più vicino”.

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Al World Cheese Awards di Londra grande successo per il Made in Italy

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 novembre 2014

World Cheese Awards2World Cheese AwardsTra le aziende più premiate La Casearia Carpenedo, artigiani di formaggi d’eccellenza, che ha fatto incetta di medaglie d’argento e bronzo con gli affinati Toma Blu alle Erbe, Gran Monteo, Baronerosso di Capra e Blu’61.L’affinamento dei formaggi è un’arte, un lungo lavoro di studio, sperimentazione e ricerca, in cui la tradizione si mescola con la libera interpretazione personale. La Casearia Carpenedo, azienda fondata nel 1976 a Camalò di Povegliano, Treviso, è uno dei maggiori interpreti di quest’arte, che parte dalla selezione di semplici formaggi tradizionali e da materie prime eccellenti, per creare formaggi ricchi di profumi e sentori unici; per palati raffinati.Queste creazioni casearie sono state apprezzate da numerose giurie nazionali e internazionali negli ultimi anni; ed è successo anche di recente al World Cheese Awards di Londra, dove oltre 250 esperti degustatori hanno assegnato ben tre medaglie d’argento e una di bronzo ai formaggi affinati della Casearia Carpenedo, che hanno riportato ancora una volta un segno distintivo all’eccellenza italiana nel mondo.A Londra la medaglia d’argento è andata al Toma Blu alle Erbe, formaggio erborinato a pasta semidura, affinato in barrique con fieno ed erbe aromatiche, già vincitore a Cases Veneti 2005 e con il “Diploma di Qualità” attribuitogli da Slow Food e Onaf al concorso ‘Infiniti Blu 2014’. Argento anche al Gran Monteo, formaggio vaccino a pasta morbida dal gusto delicato e fondente e al Baronerosso di Capra, specialità casearia a pasta bianca, semidura, leggermente friabile, affinata nella vinaccia di Barbera d’Asti Docg.
World Cheese Awards1Risultato eccellente anche per il Blu’61 a cui la giuria ha assegnato la medaglia di bronzo; un formaggio di razza che unisce amore e passione, l’amore quello di Giuseppina e Antonio Carpenedo e la passione esaltata sia dal sapore aromatico e intenso dell’affinamento nel vino Raboso Passito che dai mirtilli rossi (cranberries).“Dopo anni di lavoro e di ricerca – afferma Alessandro Carpenedo – siamo orgogliosi che gli esperti internazionali abbiano percepito l’eccellenza e l’unicità della nostra produzione. – E continua – Dedico a mio padre Antonio, i nostri successi, vera anima dell’azienda, un visionario che trasmette alle sue creazioni i sapori e i profumi delle sue personali esperienze di vita, rimodellandole secondo la propria creatività, che intreccia assieme tradizione e sperimentazione”.Dall’impiego di erbe e spezie alla ricerca di nuovi ingredienti come vinacce, fieno, foglie di noce, birra e liquori, le creazioni d’eccellenza prodotte dalla Casearia Carpenedo sono frutto di esperienze e di racconti di vita; formaggi che hanno una storia da raccontare, in cui le più antiche tradizioni casearie si intrecciano ad innovative proposte di gusto.
Da piccolo negozio di bottega oggi La Casearia Carpenedo rappresenta un punto di riferimento della qualità italiana dei formaggi, una realtà che con sapienza e impegno ha saputo collocare con successo la propria produzione sul mercato italiano e internazionale, da New York a Londra, da Roma a Monaco. http://www.lacasearia.com

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