Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Regioni contro la riforma UE del biologico

Posted by fidest press agency su martedì, 9 dicembre 2014

commissione europeaI leader locali e regionali avvertono che la riforma del settore biologico dell’UE potrebbe causare un declino di quello che è oggi un mercato fiorente. Il Comitato delle regioni (l’Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell’UE) concorda sulla necessità di rivedere la normativa e varare un nuovo piano a sostegno della crescita sostenibile a lungo termine del settore biologico ma ritiene che le proposte della Commissione europea siano semplicemente controproducenti e manchino di flessibilità e investimenti adeguati. Nel parere elaborato da Hester Maij il Comitato sostiene l’obiettivo della Commissione di favorire la crescita sostenibile del settore biologico dopo il rapido sviluppo di questi anni: 19,7 miliardi di euro di fatturato nel 2011, con una previsione di crescita annua di circa il 9 %. L’UE però, sostiene Maij, deve mostrarsi ambiziosa e investire di più sulla tutela della salute delle future generazioni e sulla protezione dell’ambiente. In particolare il Comitato ritiene che le norme dell’UE debbano adattarsi meglio al mercato e alle condizioni climatiche locali e teme che l’inasprimento delle regole inciderà negativamente sulle imprese agricole. Intervenendo a Bruxelles, Maij, membro del Consiglio provinciale di Overijssel (Paesi Bassi), ha affermato: “vogliamo rafforzare la fiducia dei consumatori nei prodotti biologici, garantendo al tempo stesso condizioni di concorrenza eque, ma ciò non è possibile tramite un semplice inasprimento delle regole”. La flessibilità è necessaria perché la produzione biologica dipende fortemente dal tipo di coltivazione e dalle caratteristiche specifiche della regione.I piani della Commissione di porre fine al modo di produzione duale (che consente agli agricoltori di praticare sia l’agricoltura biologica che quella convenzionale sulle stesse superfici) potrebbero anche rivelarsi dannosi, avverte il Comitato. Il Comitato rileva che circa un quarto delle aziende europee che praticano l’agricoltura biologica ha anche una produzione convenzionale, pertanto “Un divieto di tale modo di produzione duale farebbe sparire una parte dei produttori biologici”.Il Comitato ritiene inoltre che sarebbe necessario individuare fondi specificamente dedicati al biologico all’interno del bilancio europeo e invita l’UE a fissare obiettivi concreti. “Nella sua forma attuale, le proposte rappresentano un’opportunità mancata, poiché non è stato previsto alcuno strumento di bilancio a sostegno del settore. Gli enti locali e regionali sono direttamente coinvolti nello sviluppo dell’agricoltura biologica, nella loro veste di cofinanziatori delle misure adottate nel quadro dei programmi di sviluppo rurale, e affinché la riforma abbia successo, occorre rafforzarla e finanziarla secondo modalità più appropriate”. A tal fine, il Comitato raccomanda anche di creare una piattaforma a livello UE volta a promuovere e valutare il successo dei piani. La piattaforma dovrebbero coinvolgere gli operatori economici, la società civile, gli enti pubblici e il mondo della formazione e della ricerca.

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