Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for gennaio 2015

Nuovi farmaci antitumorali

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 gennaio 2015

Campus biomedical TrigoriaDalle proteine e dagli enzimi degli endo-cannabinoidi – particolari molecole di lipidi prodotte dal nostro organismo che svolgono un ruolo essenziale, tra l’altro, nella formazione e sviluppo dei neuroni – sarà possibile, nel prossimo futuro, trarre nuovi tipi di farmaci antitumorali. Efficaci, in particolare, per neoplasie a cervello, prostata, seno e colon-retto.
È quanto emerge da uno studio internazionale coordinato dal Prof. Mauro Maccarrone, docente di Biochimica presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma. La ricerca è stata pubblicata di recente su Nature Reviews Neuroscience.Gli endo-cannabinoidi non vanno confusi con i fito-cannabinoidi, molecole vegetali di cui è composta, ad esempio, la cannabis. Queste ultime, anzi, vanno a disturbare i ‘bersagli’ cellulari degli endo-cannabinoidi e, per questo, se non utilizzate in modo controllato, possono alterarne il regolare funzionamento.“Nello studio – ha spiegato Maccarrone – abbiamo fatto il punto sulle principali proprietà che, negli ultimi vent’anni, sono state attribuite agli endo-cannabinoidi. Questi, a differenza delle molecole di THC che compongono la cannabis, attivano in modo naturale particolari recettori del nostro cervello, risultando del tutto innocue. Anzi, è dimostrato che intervengono per riparare i danni quando, ad esempio, subiamo una commozione cerebrale o anche in caso di neoplasia al cervello”.I riscontri sperimentali confermano che in presenza di particolari patologie, peraltro non localizzate soltanto a livello cerebrale, gli endo-cannabinoidi nell’organismo aumentano significativamente in quantità per cercare di proteggerlo. È il caso pure dei tumori a prostata, seno e colon-retto. “Partendo da questo dato – aggiunge il docente del Campus Bio-Medico – abbiamo fiducia che nelle proteine e negli enzimi che circondano gli endo-cannabinoidi potremo trovare linfa per nuovi farmaci anti-tumorali. Non solo. Sappiamo che con l’insorgenza di malattie neurodegenerative come Alzheimer, Parkinson o sclerosi multipla si verificano alterazioni significative al sistema endo-cannabinoide. Sono le stesse riscontrate anche nel sangue. Questo ci consentirà, dunque, di trovare dei bio-marcatori ematici che potranno rivelarci precocemente e con un semplice prelievo se un paziente ha particolari probabilità di avere, in futuro, questo tipo di patologie”.Quest’anno, tra l’altro, ricorre il cinquantesimo anniversario della scoperta del THC, il composto più attivo della cannabis. Com’è noto, il suo utilizzo stimola in modo artificiale i recettori che ‘funzionano’ naturalmente con gli endo-cannabinoidi. Un processo, dunque, meno facile da controllare. “Per questo, l’utilizzo di derivati da fito-cannabinoidi – sottolinea Maccarrone – va ritenuto sicuro soltanto in specifici casi terapeutici, con dosi controllate e sotto stretto controllo medico. Tutti gli altri utilizzi, in particolare in gravidanza o durante infanzia e adolescenza, sono da sconsigliare. Al di là della possibilità di modularne gli effetti, infatti, la loro presenza danneggia l’attività degli endo-cannabinoidi, fondamentale nel costruire l’architettura e le corrette funzionalità delle connessioni neuronali del feto e degli individui in fase di sviluppo”.

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Marrying HR’s role to the right M&A is crucial to the deal’s success

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 gennaio 2015

sda-bocconiHR needs to adapt to the right role for the many different types of mergers and acquisitions to improve the chance of the deal being a success, says new research. Most mergers and acquisitions are doomed to failure, when a deal that looks great on paper comes undone because of human issues, like a clash of cultures.In Reconsidering the Role of HR in M&As: What Can Be Learned From Practice, published in Human Resource Management, Silvia Bagdadli, of SDA Bocconi School of Management, James Hayton, of Warwick Business School, and Osvaldo Perfido, HR Manager for Sunglass Hut South Africa, studied three types of mergers and acquisitions and found HR had to take on different roles to make them work – and not necessarily a strategic role.Professor Hayton said: “We know from prior research that most mergers and acquisitions fail because the acquiring companies did not give sufficient consideration to human issues. What is clear is that culture matters, but by looking at different types of M&A we found there is not one universal way that HR should be used. Instead the firm has to understand the type of M&A they are embarking on and adapt HR’s role to the situation. If they don’t match then that is when problems potentially occur.“The HR function has the potential to play a significant role by developing human capital, influencing motivation, and communicating organisational goals in support of successful M&A strategies.“Therefore we believe companies should be clear about exactly what kind of merger or acquisition they are conducting before deciding the level of involvement required from their HR team.”As well as interviewing the board of the unnamed Italian company that acquired or merged with the firms, including the M&A manager, 17 interviews with staff from the companies acquired were also conducted.The researchers first looked at an ‘extension’ merger and acquisition, which is defined as a move designed for growth or diversification, involving the acquisition of a number of distribution centres by the firm. They also looked at a ‘redesign’, which is focussed on taking control of the management of another firm through the acquisition of a publishing firm.The third deal was a ‘collaborative’ merger and acquisition, when one or both firms anticipate benefits in terms of output or financial gains. Professor Hayton said: “The role played by HR ranged from administrative to strategic depending on the required level of integration.“We found that when a high level of integration is needed, as in the collaborative acquisition, then HR needs to be involved in the strategy from the outset to align culture, analyse staffing and implement performance management and talent management systems. However, even when integration is low level, like extension M&As, HR is still required for administrative roles such as the compensation system, labour costs and head count.”Traditionally HR’s role in M&A activity has been mixed, with it sometimes taking a strategic role or assuming control of the change management process, and on other occasions purely an administrative position at the end of the process.Professor Hayton added: “HR’s role may vary but our research suggests there is a pattern. We propose that variation in both form and intensity of the involvement by the HR function is predictable across different forms of M&A.“Companies should begin by analysing the type of merger or acquisition they are engaging in before they decide whether or not to have HR on board from the pre-combination phase and in a more strategic role or if the needed support is required only in the integration phase and on more technical issues.“Most M&A failures have been explained by a lack of HR involvement in the strategy, but there is not much research on what role it played in successful M&A activity. We need to examine this more closely and see what role HR should play in the many different mergers and acquisitions. Getting it wrong can have disastrous consequences.”

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Presentazione del libro: W. D. Howells, Vita a Venezia

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 gennaio 2015

William_DeanVenezia, Vestibolo della Libreria Sansoviniana (Piazzetta San Marco 13/a)Sabato 7 febbraio, alle ore 11.00 Presentazione del libro: W. D. Howells, Vita a Venezia.La Biblioteca Nazionale Marciana organizza, in collaborazione con il Comitato di Venezia della Società Dante Alighieri, , la nuova edizione italiana del libro di William Dean Howells, Vita a Venezia, a cura di Gaetano Prampolini. Traduzione dall’inglese di Emma Sereni, con la collaborazione di Gaetano Prampolini, Ed. C.I.R.V.I., 2014. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Saluti: Maurizio Messina, direttore della Biblioteca Nazionale Marciana, e Rosella Mamoli Zorzi, Società Dante Alighieri, Comitato di Venezia. Relatore: Rita Severi, Università degli Studi di Verona. Saranno presenti il curatore e la traduttrice.
Nel 1861 un giovane americano dell’Ohio sbarcava a Venezia, con un posto di console, avuto come compenso per la biografia scritta per la campagna presidenziale di Lincoln. William Dean Howells (1837-1922) rimase nella città per tutto il periodo in cui l’America era insanguinata dalla Guerra Civile. Dapprima, solo, dopo un breve periodo in albergo, abitò in campo S. Bartolomeo, invaso di banchetti di ceramiche e vetri, di vestiti, mandorlati e mostarda a Natale, luogo di fin troppo vivaci scambi e commercio per il suo orecchio. Sposatosi a Parigi nel 1862 con Elinor Mead, sorella di uno scultore, si trasferì a palazzo Falier sul Canal Grande, dove nacque la figlia Winifred nel 1863, e poi la famiglia abitò a Palazzo Giustinian, accanto a Ca’ Foscari. In questi anni di assai poco lavoro, Howells scrisse delle lettere ad un giornale di Boston, destinate ad essere raccolte e pubblicate con il titolo di Venetian Life nel 1866. Il giovane scrittore, futuro padre del realismo americano, romanziere di successo, e direttore dell’Atlantic Monthly, amico di Mark Twain e di Henry James, si proponeva di ritrarre una Venezia realistica, diversa dall’immagine romantica resa popolare da Byron e Cooper, o dalla storiografia di un Daru. Il suo occhio osserva la vita di tutti i giorni, le figure dei venditori di zucca e di fumanti pere cotte, o di profumate caldarroste, le “bigolanti” che portavano l’acqua in due secchi appesi alle estremità di un palo ricurvo tenuto in equilibrio sulle spalle. Numerose le note sui mendicanti, uno dei quali chiede la carità dal suo sandolo. Frequenta i teatri, registra i modi di vivere dei veneziani, spesso poveri, si addentra nel ghetto dove assiste allo spennamento delle oche, visita i caffè, entra in chiede gelide, ancor più gelide se parte di quel Rinascimento o del barocco condannato da Ruskin, sua fedele guida architettonica. Il libro ebbe un enorme successo, e ne uscirono diverse edizioni; in quelle degli inizi del Novecento Howells rinnegò la sua giovanile sudditanza ai diktat Ruskin. (foto William_Dean)

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32° Fiera Regionale del Tartufo Nero Pregiato

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 gennaio 2015

tartufo neroAcqualagna domenica 15 febbraio piazza Mattei 32^ Fiera Regionale del Tartufo Nero Pregiato che prevede inaugurazione alle ore 09.00 con l’apertura degli stand di tartufo fresco e degli altri prodotti eno-gastronomici dalla norcineria, ai vini, al miele fino alle esposizioni di artigianato artistico locale e altri prodotti del territorio. Alle ore 10.00 presso il Teatro A. Conti un importante seminario sulla tartuficoltura “Tartufo Nero Pregiato, coltivazione nel mondo, qualità e conservazione, valorizzazione”.
E’ utile ricordare che il tartufo nero ha un prezzo inferiore al bianco pregiato così da essere molto più avvicinabile e gustato in abbondanza!! Per informazioni sui prezzi che cambiano quotidianamente in base alla disponibilità è consigliato consultare la borsa del tartufo sul sito http://www.acqualagna.com

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The Route des Lasers brings eight innovative firms to Photonics West and BIOS 2015

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 gennaio 2015

san franciscoThe Route des Lasers will be at booth 1323 at Photonics West and at booth #8310 at BIOS, February 7 – 12, in San Francisco, California  The Route des Lasers, a competitiveness cluster exclusively for photonics companies, today announces it will join eight of its emerging technology firms exhibiting their latest innovations at Photonics West and BIOS 2015. The innovations will span a range of light-based technologies and systems for present day and future applications. They cover everything from healthcare and consumer products to materials processing for advanced manufacturing, lighting and quantum computing.The Route des Lasers sees the US as a highly important and attractive market for photonics technologies; the main driver of innovation in the 21st century according to the European Commission. The majority of French photonics firms export. Exports represent 70 per cent of their of their production, approximately €7 billion in annual sales (source: upcoming Photonics Market Study, the French Ministry of the Economy, Finances and Industry’s Directorate General for Enterprises).Participation at Photonics West and BIOS, where 20,000 attendees are expected, creates an opportunity for them to demonstrate the technological appeal underlying their innovations to international audiences.“The Route des Lasers is excited about the remarkable innovations that its cluster members will exhibit at both BIOS and Photonics West next month. Our participation further builds on the worldwide recognition French photonics has garnered in aerospace, biomedical, automotive, telecommunications, defense and security, instrumentation and industrial processes and other fields,” said Herve Floch, VP of the Route des Lasers competitiveness cluster. “Visitors will see super resolution microscopes, new ultrafast lasers showing the ultimate in beam quality, deformable mirrors for wave-front correction of intense laser beams and learn about the 3D printing of human skin, among others. We expect high interest in our innovations on show this year from system integrators, researchers, OEMS or anyone developing photonics materials and processes. We also aim to leverage this interest by seeking new cluster collaborations.”The Route des Lasers will be at BIOS booth #8310 and Photonics West booth #1323. It will host two cocktail events: BIOS on Saturday, February 7 at 4:00pm and Photonics West on Wednesday, February 11 at 4:00pm onwards.Based in Bordeaux, France, the Route des Lasers competitiveness cluster has become one of Europe’s highest concentrations of scientific expertise in photonics. This includes developing and building one of the two largest ever laser facilities: the Laser Megajoule (LMJ), which the French Prime Minister Manuel Valls officially launched in October 2014.The Route des Lasers’ upcoming partnership with the French Tech Hub in San Francisco is one of the steps the cluster is also taking to reinforce the presence of its photonics firms in the US market. It will be coordinating regional events to celebrate the ‘International Year of Light and Light-based Technologies’.

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Colombia’s Port Santa Marta to Purchase Port Corpus Christi’s Refrigerated Warehouse

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 gennaio 2015

AerialCorpusChristi TX, USA – Port Commissioners voted unanimously to approve the sale of the refrigerated warehouse to Port Santa Marta, Colombia in a special port commission meeting held Tuesday, January 26, 2015.
In support of the alignment and construction of a new Harbor Bridge the port committed to remove the Refrigerated warehouse. On August 12, 2014, the Port Commission approved a Resolution designating the Refrigerated Warehouse Facility and associated furniture, fixtures, and equipment currently located at Cargo Dock 10 as surplus property. Furthermore, the resolution authorized staff to prepare bid specifications and to advertise the sale of the Refrigerated Warehouse Facility in accordance with the applicable Texas Municipal Code.
On January 13, 2015, we received two responses to the Notice to Bidders. Texas Descon, LLC, a Texas based firm representing the Port of Santa Marta in Colombia, submitted the highest and best bid in the amount of $410,000. The Port of Santa Marta intends to disassemble the facility, ship the components to Colombia, and re-assemble the building and equipment to support operations at their location. In addition to their bid, Texas Descon submitted an executed Bill of Sale.”We have a sister port relationship with our friends from Port Santa Marta. We have to give up the cold storage facility to support the new path of the New Harbor Bridge but Port Commissioners and staff are glad to know that the refrigerated warehouse will have a great home at Port Santa Marta,” said Judy Hawley, Chair Port Commission.Mauricio Suárez Ramírez, CEO of the port of Santa Marta commented, “This news is historic for the our country’s international trade and infrastructure. Colombia handles large flows of refrigerated cargo, but it did not have a port with refrigerated warehouses for such purpose, therefore we are betting on commercial products strengthening both imports and exports offering more efficient services, with competitive prices.” Port Santa Marta’s CEO continues; “In honor of a sister port agreement with our friends of the Port of Corpus Christi and we will tribute it with our commitment to baptize the cold storage with this name.
As the primary economic engine of the Coastal Bend, Port Corpus Christi is the 5th largest port in the United States in total tonnage. The Port’s mission statement is to “serve as a regional economic development catalyst while protecting and enhancing its existing industrial base and simultaneously working to diversify its international maritime cargo business.” Strategically located on the western Gulf of Mexico, with a straight, 45’ deep channel, the Port provides quick access to the Gulf and the entire United States inland waterway system.

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Il nuovo astro del violincello

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 gennaio 2015

narekRoma martedì 3 febbraio alle 20.30 nell’Aula Magna della Sapienza.Narek Hakhnazaryan suonerà in duo con la giovane pianista kazaka Oxana Shevechenko, che, dopo gli studi a Mosca e Londra, è stata premiata in importanti concorsi in Gran Bretagna, Italia, Giappone, Russia e Lituania e ha intrapreso una brillante carriera di concertista in Europa, America ed Asia. Dunque non è una semplice accompagnatrice ma è in grado di far dialogare il pianoforte col violoncello da pari a pari.Sono in programma cinque capolavori dell’Ottocento e del Novecento, da Beethoven a Stravinsky.
Nato nel 1988 da una famiglia di musicisti, Narek Hakhnazaryan è apparso sulla scena internazionale dopo aver vinto il Primo Premio e la Medaglia d’Oro al XIV Concorso Internazionale Ciajkovskij di Mosca nel 2011. In seguito a quest’affermazione ha debuttato con prestigiose orchestre, tra cui la London Symphony Orchestra e l’Orchestra del Teatro Mariinskj di San Pietroburgo, entrambe dirette da Valery Gergiev, l’Orchestra Sinfonica di Tokyo, la Chicago Symphony, la Filarmonica della Scala. Si è inoltre esibito in numerosi recital in tutta Europa e negli Stati Uniti.
Apre il concerto l’Adagio e Allegro op. 70 di Robert Schumann, che aveva una predilezione particolare per il violoncello, la cui voce intensa e pensosa corrispondeva perfettamente alle sue romantiche meditazioni.
Ludwig van Beethoven scrisse cinque sonate per il violoncello, che sono tra le sue opere più importanti, sebbene non tra le più note. Le due Sonate op. 102 – di cui si ascolterà la seconda, in re maggiore – inaugurano la sua ultima ed esaltante fase creativa e offrono una vasta gamma di idee geniali e fortemente innovative sotto tutti gli aspetti, formale, armonico e melodico.
Sono poche le musiche di Frédéric Chopin che non abbiano il pianoforte come protagonista esclusivo e tra queste la maggior parte è dedicata al violoncello, come l’Introduzione e Polacca Brillante in do maggiore op. 3, in cui il violoncello ha modo di sfoggiare la sua ampia cantabilità in raffinate ed eleganti melodie, sul fluido e arabescato accompagnamento del pianoforte.
La Sonata per violoncello e pianoforte di Claude Debussy appartiene ai suoi ultimi anni, quando videro la luce alcune delle sue opere più profondamente moderne e allo stesso tempo più attente a riallacciare i rapporti con la musica francese del periodo d’oro, quello di Luigi XIV. È una musica calma, intima, sognante, venata qua e là da momenti di inquietudine, che ben si spiegano con le preoccupazioni per le vicende della prima guerra mondiale e con l’acuirsi della malattia che in pochi anni avrebbe condotto il compositore alla morte.
Igor Stravinsky ricavò la Suite italienne, ricavata dal suo balletto Pulcinella, a sua volta basato su musiche italiane del Settecento. Destinati originariamente al violino, gli otto brevi pezzi di questa suite sono talvolta eseguiti anche dai violoncellisti e in questo caso il loro carattere brillante e apertamente virtuosistico diventa una vera sfida alle possibilità dello strumento. (foto narek)
BIGLIETTI: Interi: da 15 euro a 25 euro (ridotti da 12 euro a 20 euro) – under 30: 8 euro – under 14: 5 euro

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Croazia, occasioni per le imprese friulane: logistica, energia rinnovabile, turismo, legno e nautica

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 gennaio 2015

Oltre 50 aziende Fvg hanno preso parte al seminario e alle consulenze individuali organizzati oggi in Cciaa con approfondimento sulle contee di Fiume e Varaždin, le più competitive e con maggiori opportunità Turismo indubbiamente, con tutto l’indotto relativo al benessere, l’intrattenimento, la salute. Ma anche energie rinnovabili e agricoltura – e in particolare la tecnologia legata ai macchinari agricoli e di trasformazione –, nautica da diporto, e ancora tessile, legno e logistica. La Croazia è uno dei nostri “vicini di casa”, ma per molti versi è un Paese ancora da scoprire e sono molti i comparti promettenti per le imprese friulane che intendono stabilire relazioni economiche. Dal Fvg, le esportazioni hanno segnato una crescita significativa nei primi nove mesi del 2014 rispetto allo stesso periodo del 2013: dopo un timido +1,72% tra 2012 e 2013, nell’ultimo anno le aziende friulane hanno accresciuto l’export di un +9,63%.
Sono state oltre 50 le imprese regionali che hanno preso parte, stamattina, al seminario d’approfondimento sulla Croazia organizzato in Sala Valduga dalla Camera di Commercio di Udine, che così ha dato il via alla sua intensa attività di internazionalizzazione promossa per le imprese del territorio per il 2015. Ad aprire i lavori, il segretario generale della Cciaa, Maria Lucia Pilutti, ed Emina El Majzoub, console reggente del Consolato generale della Repubblica di Croazia a Trieste. Con loro, concentrati in particolare sulle Contee di Fiume e di Varaždin, sono intervenuti Davor Šustar e Mario Beccarello di Adriatic Business Consulting (Fiume), nonché Predrag Štromar, Governatore della Contea di Varaždin, e Jelena Zrinski Berger, assessore all’economia della Contea, regione risultata prima in Croazia per trasparenza della Pubblica amministrazione e livello di competitività dell’economia. Opportunità importanti si aprono per le imprese friulane nella Contea, che confina con Slovenia e Austria, è vicinissima alla capitale Zagabria e facilmente e velocemente raggiungibile in autostrada, al centro dei collegamenti da e per il Fvg, ma anche verso Fiume, così come Vienna e Budapest. Delle opportunità per i settori energie rinnovabili e industria del legno ha parlato Damjan Županiæ, Coordinatore del Centro tecnologico dell’industria del legno Lepoglava, mentre delle possibilità derivanti dalla futura gestione dei fondi strutturali dell’Unione europea in Croazia, con focus sui settori agroalimentare e agricolo, Nikola Kuèiš, dell’Agenzia per lo sviluppo della Contea di Varaždin. Dall’entroterra al mare, è seguito il focus “Contea di Fiume”, concentrato sulle opportunità per le aziende della nautica da diporto, con l’approfondimento di Šustar, di Adriatic Business Consulting.Dalle relazioni sono emerse importanti occasioni di business per le imprese italiane e friulane anche al di là dei settori focus. Sono infatti in atto – e si intensificheranno nei prossimi anni – significativi investimenti nella logistica, in particolare quella ferroviaria, ma anche dall’ampliamento del porto di Fiume, così come dall’ammodernamento di importanti strutture civili, a partire, per esempio dall’Ospedale di Varaždin e molti altri. «Sicuramente le aziende friulane e italiane sono favorite – hanno evidenziato gli intervenuti – per le capacità e il “saper fare”in tutti questi comparti, in cui possono essere di grande aiuto anche per far crescere sempre più la qualità delle nostre strutture». E le aziende friulane presenti al seminario hanno potuto, al termine delle relazioni, concludere con incontri individuali d’approfondimento con gli ospiti istituzionali croati, per valutare le concrete opportunità per ciascuna. L’Italia si conferma tuttora primo mercato di sbocco della merce croata e le esportazioni croate verso l’Italia– pari a 741 milioni di euro (15% dell’export totale) – registrano una crescita del 19,2%. Rimane, invece, il secondo Paese fornitore dopo la Germania, nonostante il forte aumento del valore delle forniture italiane (+26,2%) che per il primo semestre e’ stato pari a 1,17 miliardi di euro (il 13,8% del valore totale dell’import croato). Al terzo posto si colloca la Slovenia, anche se l’interscambio bilaterale registra una lieve flessione (-0,1%) attestandosi a 1,47 miliardi di euro (11% del totale). In aumento (+29,8%) le forniture croate verso la Slovenia mentre diminuiscono gli acquisti dalla Slovenia che – pari a 911 milioni di euro – dimostrano un calo del 12,6%.

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Industrial Robots Global Study: China to overtake EU and North America by 2017

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 gennaio 2015

Frankfurt. More industrial robots will be operating in China’s production plants than in the European Union or North America. Operating unit numbers there will double from today’s 200,000 to more than 400,000. To compare: In North America, numbers will rise to about 300,000 – with 340,000 predicted for Europe’s five largest economies. So says the International Federation of Robotics (IFR) in its 2014 World Robot Statistics. China is already the world’s largest market in the sale of industrial robots. But this merely marks the first step in a fast game of catch-up. Given China’s still very low robotic density, the future market dimensions are palpably clear: To date, China only has 30 industrial robots per 10,000 employees in manufacturing industries. To compare: Germany’s robotic density is ten times larger – in Japan it is actually eleven times more. In North America robotic density is five times higher than in China, where the majority of industrial robots are used for handling operations (40%) and for welding (36%). The automotive industry is by far the largest customer (approx. 40%).
“The automation of China’s production plants has just started”, says Per Vegard Nerseth, Managing Director, ABB Robotics. “As the first foreign robot manufacturer to arrive here, we have observed the market and developments for years now. We have witnessed swift, almost explosive growth over the last two or three years, surpassing even our expectations.” Kuka and two Japanese robot manufacturers now also have their own locally-based production sites. Four out of five industrial robots in China are made by foreign manufacturers – the majority from Japan, North America and Europe. Yet more manufacturers are planning to build their own production lines in China.The Chinese government is simultaneously pushing forward with robotic research. Once again the main partners are leading foreign robotic manufacturers. In contrast, Chinese manufacturers have concentrated on customers satisfied with average quality and unsophisticated technology. But sales in this segment have also more than tripled since 2012.
World Robotics Industrial Robots: This unique publication presents comprehensive global statistics on industrial robots in uniform tables allowing consistent country comparisons. It contains detailed statistical data for some 40 countries, broken down by application areas, industrial branches, types of robots and by other technical and economic variables. Data on production, exports and imports are presented for a selection of countries. Trends in robot densities, i.e. number of robots per 10,000 persons employed in relevant sectors, are also featured.

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Trapianti di fegato

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 gennaio 2015

istituto tumoriL’Istituto Nazionale dei Tumori, unico ospedale oncologico autorizzato dal Ministero della Salute all’esecuzione di trapianti epatici, è primo nella classifica dei Centri italiani che effettuano questo intervento, sia in termini di percentuali di successo – ovvero di sopravvivenza dei pazienti sottoposti all’intervento (95.4% ad un anno di distanza e 84.4% a 5 anni di distanza dal trapianto) – sia dal punto di vista del funzionamento dell’organo post trapianto (che agli stessi intervalli di tempo è del 92.9% e dell’80%). I dati sono stati diffusi in questi giorni dal Sistema Informativo Trapianti – organo del Ministero della Salute, del Centro Nazionale Trapianti e della Rete Nazionale Trapianti – e prendono in esame l’attività di trapianto di fegato eseguita in Italia nell’arco di 13 anni, dal 2000 al 2012.L’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano eccelle anche nella percentuale di soddisfacimento delle lista di attesa, pari al 77.8%: un dato che spicca rispetto alla media nazionale e che conferma l’estrema attenzione dell’Istituto per l’utilizzo ottimale del patrimonio di organi donati e destinati ai pazienti colpiti da tumore.Il trattamento del cancro del fegato, all’Istituto Nazionale dei Tumori è garantito dal team multidisciplinare di Epato-Oncologia, diretto dal dottor Vincenzo Mazzaferro, che ricopre anche la carica di Capo Dipartimento di Chirurgia. “Il nostro è l’unico Centro in cui una struttura ad alta specializzazione in oncologia opera anche nel campo dei trapianti – afferma il dottor Mazzaferro –. I recenti dati del Sistema Informativo Trapianti registrano le buone performance garantite da questa sinergia e rappresentano per noi un ulteriore incentivo all’eccellenza, considerato anche che attualmente, in Italia, la diagnosi di un tumore epatico è presente nel 40% dei pazienti sottoposti al trapianto di fegato. Il trapianto di fegato è infatti l’unico trapianto di un organo solido accettato nel mondo come strumento definitivo di cura di un tumore. Lo sviluppo di questa prospettiva di cura, in circa 20 anni ha fatto del tumore epatico la ragione prevalente di trapianto in tutti i Centri del mondo. I risultati ottenuti dal nostro Istituto, che per ciascuno degli ambiti presi in esame sono superiori di circa il 7% rispetto alla media nazionale, confermano l’efficacia del trapianto di fegato nella cura del tumore primitivo del fegato. Si tratta, del resto, di un metodo – conclude il dottor Mazzaferro – che si è diffuso nel mondo a partire da criteri di scelta, elaborati e per la prima volta applicati nel nostro Istituto e per questo noti come ‘Criteri di Milano’”.I risultati ottenuti attraverso i trapianti si aggiungono a quelli raggiunti dall’Istituto Nazionale dei Tumori con le altre terapie contro i tumori primitivi e secondari del fegato offerte da questa Istituzione di eccellenza dell’Oncologia italiana, grazie all’utilizzo di nuovi farmaci, di nuovi interventi e di nuove tecnologie integrate. Inoltre, l’introduzione sul mercato dei nuovi farmaci contro l’epatite C potrà nel prossimo futuro ulteriormente migliorare questi risultati, e molto probabilmente offrire maggiori opportunità di trapianto e di resezione epatica ai pazienti con tumore.“I risultati di eccellenza fatti registrare dall’Istituto Nazionale dei Tumori sono frutto di una competenza tecnico-scientifica indiscussa, in grado di integrare tutti gli approcci terapeutici disponibili per il trattamento delle diverse patologie neoplastiche, incluso il trapianto. In questo campo, in particolare, un riconoscimento importante deve essere tributato all’azione di programmazione e organizzazione portata avanti dal Coordinamento Trapianti di Regione Lombardia e dal Centro Inter-Regionale di Riferimento del Nord Italia Transplant”, sottolinea il Presidente dell’Istituto Nazionale dei Tumori, Giuseppe de Leo.L’elevato numero di trapianti effettuati da ciascun Centro in Regione Lombardia, la distribuzione e la complessità della casistica, la composizione delle liste di attesa e i criteri comuni di candidatura al trapianto, nonché di scelta del ricevente al momento dell’offerta di un organo, costituiscono infatti i cardini del risultato globale di eccellenza fatto registrare da tutti i Centri lombardi, che complessivamente garantiscono oltre un quarto (il 27%) di tutti i trapianti eseguiti in Italia.

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Brain Force lancia in Italia “AGILEintheCORE” brand di Cegeka dedicato alle best practices dello sviluppo software “Agile”

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 gennaio 2015

Cologno Monzese. RAIN FORCE Italia, società di consulenza IT focalizzata sull’ottimizzazione dei processi del Sistema Informativo e dell’Infrastruttura, annuncia l’ampliamento della sua offerta e delle sue competenze nell’area dello sviluppo Agile, dando luogo ad un piano di investimenti per il potenziamento di know-how e professionalità che operino in sinergia con Cegeka, la società capogruppo, portando in Italia il brand “AGILE in the CORE”.
Grazie alla sua software factory che attualmente impiega più di 500 dipendenti tra coach, analisti e sviluppatori, Cegeka è tra le aziende leader a livello europeo e uno dei pionieri della metodologia di sviluppo Agile, operando da oltre un decennio nella realizzazione di progetti di successo per grandi imprese e portando un approccio pragmatico all’applicazione della metodologia.
Forte di questa esperienza, Cegeka ha costituito un brand e una organizzazione specifica “Agile in the core” che eroga consulenza tecnica, organizzativa e formazione ai clienti, avvalendosi della stretta collaborazione di un team di esperti internazionali guidati da Arie van Bennekum, uno dei diciassette firmatari del Manifesto Agile nel 2001, che sarà a Milano il 25 febbraio per presentare i vantaggi e i benefici di questa metodologia. Per ulteriori informazioni: http://www.brainforce.it/it/societa/2015/eventi.asp?page=2015_02_25.htm”Nell’ambito della nostra missione di offrire soluzioni che portino valore tangibile ai nostri clienti – ha dichiarato Stefania Donnabella, Amministratore Delegato di BRAIN FORCE spa – storicamente sappiamo che, seguendo i metodi tradizionali, lo sviluppo di applicativi software per le grandi aziende comporta elevate criticità, ritardi sui tempi di sviluppo, costi imprevisti e scarsa flessibilità e capacità di adattamento alle mutevoli condizioni dei mercati. Essendo recentemente entrati a far parte del gruppo Cegeka abbiamo l’opportunità di estendere le nostre competenze e di avvalerci di un know-how di esperti di livello internazionale per offrire ai nostri clienti un software di qualità in grado di rispondere alle loro esigenze creando reale valore aggiunto. Il nostro centro Education ha già a catalogo sessioni sulla metodologia Agile, offrendo consulenza per imparare a sentirsi Agili, ad essere Agili. Erogheremo da subito corsi in Italia, all’interno di percorsi formativi che potranno essere completati anche in altre nostre sedi internazionali.
L’entusiasmo verso questa offerta nasce non solo dal desiderio di innovare il mercato dello sviluppo, che è tra i più sacrificati in Italia con la cancellazione di progetti e drastici tagli alle tariffe, ma anche dalla consapevolezza che chi è sensibile all’Agile opera il più delle volte in lean organization ed è quindi predisposto al nuovo paradigma. Noi stessi, nel corso del 2015, avremo sessioni di formazione per i nostri collaboratori, quindi non solo per gli specialisti ma anche per il personale di staff che opera nei reparti di F&A e/o di marketing”.
La metodologia Agile è un insieme di metodi di sviluppo del software che fu introdotto dal Manifesto Agile, un documento sottoscritto nel febbraio 2001 da diciassette progettisti e sviluppatori di software i quali, riuniti nell’Agile Alliance http://www.agilealliance.org/, hanno individuato alcuni principi e valori comuni che ispirano un approccio meno strutturato e focalizzato per la produzione di applicativi software, con l’obiettivo di ridurre i tempi per la realizzazione, assicurare la massima flessibilità e contenere i costi di sviluppo.
Questi principi, in sintesi, prevedono di mettere al centro il team di progetto, tutti gli stackholder e soprattutto di semplificare, rendendole dirette, le relazioni tra loro: questo approccio garantisce l’evidenza delle scelte da fare di volta in volta nel progetto e ne indica le priorità, allineando l’IT con il Business. Rispetto ai metodi tradizionali (modelli waterfall o a cascata) anche la collaborazione e la comunicazione con i clienti permette di rispondere in modo rapido e flessibile ai cambiamenti: questi sono punti fondamentali dell’Agile e di questo approccio innovativo e dinamico.
BRAIN FORCE S.P.A. opera in Italia dal 1986 come società di consulenza IT focalizzata sull’Ottimizzazione dei Processi del Sistema Informativo e dell’Infrastruttura. Completa l’offerta la struttura Education certificata per fornire la Formazione IT sulle principali soluzioni e tecnologie di riferimento del mercato.
Ha chiuso a settembre l’anno fiscale 2014 con un fatturato di 28 Milioni di euro ed uno staff di circa 250 persone. Ha sede legale e operativa a Milano (Cologno Monzese) ed è presente sul territorio con filiali a Roma e Padova (Sarmeola di Rubano). Annovera tra i propri Clienti le principali aziende italiane.
BRAIN FORCE S.P.A. fa parte del gruppo Cegeka un service provider ICT privato fondato nel 1992 che ha sede in Belgio con filiali in Austria, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Romania e Slovacchia. L’azienda fornisce servizi a clienti in tutta Europa: servizi cloud enterprise, sviluppo agile di applicazioni, coaching agile e outsourcing ICT. Cegeka impiega 3200 persone e prevede di realizzare un fatturato complessivo di 350 milioni di euro nel 2015.

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Le città più visitate

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 gennaio 2015

LungoTevereRoma, Venezia e Milano si confermano le grandi città italiane più visitate dai viaggiatori stranieri nel 2014. Nessun cambio di rotta, dunque, rispetto al 2013; a conferma che la capitale, la città lacustre e il capoluogo milanese continuano ad affascinare i visitatori esteri provenienti da tutto il mondo.In particolare, la città eterna si trova in testa alle preferenze dei viaggiatori provenienti dalla Russia, e risulta una meta apprezzata anche da chi parte dall’Irlanda e dalla Spagna, trovandosi nella Top 5 delle mete più visitate da entrambi. Inoltre, seppur in posizioni più basse della classifica, Roma è presente anche nella Top 10 dei seguenti Paesi: Finlandia e Svezia, Argentina, Brasile, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi e Corea del Sud.Seguono a ruota Firenze, da sempre amata dai viaggiatori di tutto il mondo, e Bologna con il suo affascinante centro storico. Anche Napoli e Sorrento non subiscono variazioni rispetto al 2013, occupando il sesto e settimo posto della classifica di Hotels.com. Subito dopo le due città campane si posiziona Verona, la città degli innamorati per eccellenza, e Pisa, nota in tutto il mondo per la splendida torre pendente. Torino, invece, guadagna un gradino rispetto al 2013, entrando in decima posizione e scalzando Palermo. Chiudono la Top 20 della classifica delle città più visitate dai viaggiatori stranieri nel 2014 le seguenti città italiane: Alghero, Palermo, Genova, Rimini, Taormina, Siena, Positano Catania, Lucca e Sirmione. La romantica Parigi si conferma la città più amata dagli Italiani nel 2014, seguita da New York. Entrambe le città conquistano una posizione rispetto al 2013, facendo slittare Londra dal primo al terzo posto.Barcellona, la patria di Dalí e Mirò, conquista il quarto posto, salendo di un gradino in confronto al 2013, mentre Berlino scende in quinta posizione.Amsterdam, la città dei canali e dei tulipani, rimane stabile al sesto posto, seguita da Vienna e Monaco di Baviera che fanno scivolare le spiagge e il mare di Miami dalla settima alla nona posizione.La cosmopolita Istanbul nel 2014 conclude la Top 10, scalzando Madrid dalle prime dieci città più visitate dai connazionali nell’anno appena concluso.Chiudono la Top 20 della classifica le seguenti città internazionali: Praga, Madrid, Bruxelles, Budapest, Las Vegas, Dublino, Lisbona, Los Angeles, San Francisco e Tokyo. (foto Fidest Lungotevere)

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I grandi fondi di investimento sono disponibili ad allocare risorse alle compagnie del vecchio continente

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 gennaio 2015

londraLondra. Con gli enormi investimenti internazionali che iniziano a fluire verso le aziende di hi- tech europee, il vecchio continente e’ finalmente pronto a rivendicare il suo ruolo di prim’ordine nel settore dell’innovazione tecnologica. Questa l’opinione di Dan Wagner Ceo e fondatore di Powa Technologies, azienda specializzata nella realizzazione di soluzioni innovative per l’e-commerce.
Powa Technologies, start up inglese con sede a Londra e uffici in Europa, America e Asia e’ stata valutata 2,34 miliardi di Euro (£1.78 mld) dopo che una serie di importanti investori internazionali ha riconosciuto il potenziale della sua soluzione di mobile commerce, PowaTag. Negli ultimi due anni, l’azienda si e’ assicurata più di 150 milioni di dollari da uno dei principali fondi di investimento internazionali, tra cui un finanziamento di Seria A da 96 milioni di dollari, una cifra mai erogata in precedenza a nessuna start up di tecnologia.“L’Europa deve credere nelle possibilita’ di far sviluppare al suo interno aziende di livello mondiale nel settore della tecnologia”, ha dichiarato Dan Wagner e Ceo di Powa Tecnologies. Invece di preoccuparsi di entrare a far parte del ‘Billion Dollar Club’, le aziende dovrebbero concentrarsi sulla nascita di un “Billion Club” europeo. Ci sono molte compagnie che hanno la possibilita’ di entrare in questa elite, bisogna creare un ambiente che possa sostenere la loro crescita”.“Il crescente livello di attenzione che le imprese hi- tech europee hanno ricevuto negli ultimi anni – ha proseguito Wagner – fa capire come la comunità internazionale degli investitori ha cominciato a riconoscere il grande potenziale di innovazione delle compagnie europee, che hanno tutti gli elementi per diventare dei leader di mercato a livello mondiale”.”Entro i prossimi 5 anni – ha aggiunto Wagner – credo che sia fattibilissima la nascita di un gigante dell’ hi tech ieuropeo che possa competere con le grandi multinazionali come Microsoft e Apple . I piu’ importartanti investitori di tutto il mondo stanno iniziando a riconoscere il grande potenziale delle imprese europee a livello globale”.
Powa Technologies è un a delle poche compagnie del vecchio continente ad essere stata inserita nel prestigioso ‘Billion Dollar Startup Club’ dal Wall Street Journal[1], di cui fanno parte le aziende che hanno un valore superiore al miliardo di dollari. Dan Wagner ritiene che gli investimenti nella digital economy, creando nuovi posti di lavoro, possano svolgere un ruolo fondamentale per uscire dalla recessione e far tornare a crescere l’economia europea. La creazione dell’ occupazione è stata una priorità per Powa dopo l’investimento di 76 milioni di dollari ricevuto nel 2013.“Lo sviluppo di un “Billion Pound Club” nel Regno Unito – conclude Wagner – si basa principalmente sugil investimenti in innovazione digitale e in particolare in tecnologie mobili. PowaTag stessa e’ stata ideata per fornire ai consumatori un nuovo livello di libertà e flessibilità nel modo di fare acquisti con lo smartphone ed interagire con i brand nella loro vita quotidiana”.PowaTag permette ai consumatori di effettuare acquisti ovunque e in qualsiasi momento con lo smartphone in un touch, grazie a molteplici tecnologie, come QR code, Audio Tag, Java script, iBeacons, Near Field Communication (NFC) e social media.

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Studenti meritevoli e curiosi: le proposte della Fast

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 gennaio 2015

Il programma 2015 della Fast per i giovani attenti alle scienze e alle loro applicazioni si articola tra conferme importanti e grandi novità. Ci sono concorsi come I giovani e le scienze, con le candidature attese per il 25 febbraio; Eucys (European Union Contest for young Scientists) dal 17 al 22 settembre; il Science Photo contest aperto fino al 1° giugno. Molto utile il convegno del 20 marzo con l’Ufficio del Parlamento europeo a Milano sulle opportunità di formazione, lavoro e mobilità. Da segnalare anche le conferenze sull’energia lungo tutto l’anno; l’appuntamento del 5 marzo per la 11a Esdy (European science day for youth).La grande conferma dell’attività della Fast per gli studenti è rappresentata da I giovani e le scienze, selezione italiana per EUCYS – European Union Contest for Young Scientists, il 27° concorso dell’Unione europea per i giovani scienziati. Il termine per presentare progetti in qualsiasi disciplina o applicazione da parte di ragazze e ragazzi singoli o in gruppo di non più di tre delle scuole superiori tra i 14 e i 20 anni scade il 25 febbraio 2015. Tra tutti i contributi arrivati, la Giuria sceglie i migliori per l’esposizione allestita presso la sede Fast di Milano e per la premiazione dall’11 al 13 aprile. E questi finalisti gareggiano pure per i riconoscimenti e/o gli accreditamenti per i più prestigiosi eventi internazionali degli studenti eccellenti (www.fast.mi.it/gs2015/gs2015.htm).Il traguardo più ambito di tale attività rimane in ogni caso EUCYS, che nel 2015 viene organizzato dalla Fast a Milano dal 17 al 22 settembre, quindi nell’ambito di Expo. E proprio per rafforzare la concomitanza con la grande Esposizione Universale, la Commissione europea ha deliberato di ammettere un progetto in più con ulteriori tre partecipanti per ciascun paese, purché il lavoro aggiuntivo sia correlato al tema “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”, inteso nella sua accezione più ampia.
Sono attesi a Milano circa 120 contributi realizzati da 200 giovani provenienti da 40 paesi dei 5 continenti. Tra national organizer, giornalisti stranieri, autorità comunitarie, segretariati dei centri di ricerca Euforum, più di 350 protagonisti condividono per 6 giorni l’importante esperienza, che si avvale dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e del patrocinio di Expo Progetto Scuola.Ma c’è dell’altro. C’è il patrocinio e la collaborazione della Fast a Fabbricando, opportunità per le scuole di ogni ordine e grado, dall’infanzia alle facoltà di ingegneria e di economia (www.concorsofabbricando.it). Tale iniziativa ha mosso i primi passi nel 2005 grazie ad ABS (Acciaierie Bertoli Safau) del gruppo Danieli. Gli interessati possono competere contemporaneamente sia per questo evento che per i Giovani e le scienze. Ha le caratteristiche del concorso anche “Quando l’arte incontra la scienza”, promosso da Milset con il sostegno della Fast; ci sono in palio una macchina fotografica e diplomi di merito per i migliori scatti. L’interesse dei giovani per le foto è noto; questa attenzione può essere valorizzata finalizzandola a scoprire la scienza. Da una goccia d’acqua all’arcobaleno, da una bolla o un gayser, dal fumo alla luce, dal microscopio all’astronomia … siamo sempre di fronte a fenomeni scientifici. Con Milset si possono immortalare per sempre e condividere con gli altri le osservazioni più accattivanti. Ulteriori informazioni sono sul sito http://spc.milset.org/it.html. C’è molta Europa e attenzione per il futuro nel convegno del 20 marzo alla Fast voluto dall’Ufficio di informazione a Milano del Parlamento europeo: “Opportunità di formazione, lavoro e mobilità per i giovani in Europa”. Nello spazio di mezza giornata c’è la possibilità di ascoltare e confrontarsi con i responsabili delle numerose opportunità di studio, ricerca, stage, lavoro e volontariato all’estero finanziate dalla Programmazione 2014-20 dell’Unione europea. I principali argomenti affrontati sono: Erasmus+, le occasioni contenute in Horizon 2020, i tirocini, il servizio civile e il volontariato, il supporto delle università e delle associazioni. L’evento, a partecipazione gratuita previa registrazione e fino ad esaurimento dei posti in sala, si rivolge in particolare agli studenti degli ultimi due anni delle scuole superiori di 2° grado desiderosi di cominciare a conoscere le opportunità per il loro futuro, agli universitari e laureati intenzionati a intraprendere un’esperienza all’estero.
Il 5 marzo si celebra la 11a ESDY, European Science Day for Youth, la giornata europea della scienza per i giovani dedicata alla “luce”, argomento scelto dall’Assemblea dell’Onu che appunto dichiara il 2015 Anno internazionale della luce. L’invito è di promuovere eventi sul tema, condividerli con gli altri interessati o anche semplicemente iscriversi al sito per essere informati: http://esdy.milset.org/2015/. E per concludere c’è pure l’energia, su cui Milset e Fast invitano a ideare e realizzare conference scientifiche lungo tutto l’arco dell’anno al fine di stimolare le opinioni dei giovani, raccogliere le loro proposte sulla scottante situazione del settore, l’evoluzione che si aspettano in tutte le parti del mondo (http://icc.milset.org).

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Gli oggetti che hanno spopolato nel corso del 2014

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 gennaio 2015

abiti da sposaSi passa attraverso gli argomenti più vari, dalla moda del pilates e dei fitness gadget che si indossano, alle scelte di moda delle celebrità, dalla mania delle sneakers fino al fenomeno di Frozen.
Magari qualche argomento può essere un elemento curioso per completare un articolo o un modo sfizioso per completare una vetrina prodotto.qualche esempio?
HIGH TECH – l’hi-tech wearable è stato l’oggetto must del 2014: dai 370.000 Fitbits venduti ai quasi 25.000 Google Glass, la tecnologia ora è tutta da indossare!
LA GUERRA DEGLI ABITI DA SPOSA – quando la Signora Clooney, al tempo Amal Alamuddin, ha indossato un incantevole Oscar della Renta in occasione del matrimonio dell’anno, le vendite di capi firmati dallo storico stilista sono impennate: oltre 11.000 su eBay. Al secondo posto la scelta di Kim Kardashian, che per il giorno del sì ha scelto l’amato Givenchy, contribuendo in parte ai 5.000 acquisti di capi firmati dalla casa di moda francese.
PAROLA CHIAVE: COMFORT – il 2014 è stato dominato più che mai da Yoga e Pilates, attitudine, stile di vita, ma soprattutto questione di stile. Sono stati oltre 530.000 le jumpsuit e quasi 430.000 i pantaloni per fare yoga venduti su eBay nel corso del 2014.
BARBIE, CHI?: La Regina Elsa, co-protagonista del cartone animato Frozen, è riuscita ad usurpare il trono da sempre presieduto dalla bionda per antonomasia. Più di 1.700.000 oggetti a tema Frozen sono stati venduti su eBay nel corso del 2014, rispetto ai 338.000 dedicati a Barbie.

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Immobiliare.it festeggia i 2 milioni di download e lancia la nuova App per Android

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 gennaio 2015

immobiliareL’eccellenza tecnologica piace agli italiani, anche quando si cerca casa: Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it) ha annunciato oggi il raggiungimento dei 2 milioni di download delle sue App per iOS, Android, Windows Phone e BlackBerry, un record che conferma la leadership del portale numero uno per gli annunci immobiliari in Italia.
Nel festeggiare il traguardo, l’azienda lancia la nuova release della sua applicazione Android: la versione 3.0 è stata completamente ridisegnata dal team interno di Immobiliare.it ed è il risultato di un lavoro durato oltre un anno. Sono state sfruttate tutte le potenzialità e linee grafiche del nuovo sistema operativo Android 5.0 (Lollipop). La nuova App è scaricabile da tutti i dispositivi mobili Android 4.0 o superiore e mette a disposizione degli utenti una serie di nuove funzionalità e miglioramenti rispetto alla versione precedente.
Una delle principali novità riguarda la possibilità di sincronizzare il proprio profilo con il sito web o con altre applicazioni, incluse quelle Apple iOS, consentendo quindi di salvare annunci e ricerche su dispositivi diversi. Inoltre, per rendere l’esperienza degli utenti ancora più semplice, come già avviene sul sito, è possibile nascondere gli annunci che non sono considerati interessanti. Si tratta di un’agevolazione molto importante per chi sta cercando casa e per questo si trova frequentemente a navigare sul sito o a utilizzare l’App.«Questi importanti risultati non frenano la nostra volontà di proseguire sulla strada dell’eccellenza tecnologica – ha dichiarato Aldo Armiento, CTO di Immobiliare.it – e l’obiettivo dell’azienda per il 2015 è quello crescere ulteriormente, arrivando a raddoppiare il nostro Team Mobile dedicato allo sviluppo delle applicazioni. Abbiamo già avviato la ricerca di cinque nuovi collaboratori e non vediamo l’ora di trovare talenti per sviluppare i progetti futuri.». Le posizioni aperte in Immobiliare.it sono disponibili su http://www.immobiliare.it/info/lavora-con-noi

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“Last Of Songs”

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 gennaio 2015

last of songsE’ l’album di debutto di Irit Dekel ed Eldad Zitrin che in dodici brani offre un collage unico e incantevole di jazz, folk contemporaneo e pop tradizionale. Il duo israeliano presenterà il disco con due esibizioni live: il 3 febbraio alla Casa del Jazz di Roma e il 4 febbraio al Blue Note di Milano alle ore 21.00.Sul palco la splendida voce di Irit sarà accompagnata dalla fisarmonica di Eldad e da Adi Har Zvi alle percussioni e batteria, Idan Armoni al basso e contrabbasso e Elad Cohen Bonen alla chitarra. In scena un repertorio variegato che va dalla struggente poesia di Billie Holiday all’elettronica dei francesi Air, melodie racchiuse in un disco pieno fino all’orlo di suoni eleganti, destinati a rimanere a lungo dopo essere stati ascoltati.L’unione artistica tra i due nasce dall’esigenza della cantante/attrice Irit Dekel di trovare un collaboratore ideale per dare vita a un progetto musicale autentico, che si concretizza con l’incontro con Eldad Zitrin, tastierista e fisarmonicista da sempre profondo conoscitore del jazz, ma al tempo stesso attratto dalle produzioni pop e rock più sofisticate.Un incontro che si evolve rapidamente in un matrimonio musicale inaspettato e meraviglioso, costruito su un’inequivocabile ammirazione reciproca. La totale fiducia nell’altro e l’eccezionale capacità di Eldad di iniettare quelle stesse armonie, colonna portante del suo background musicale, nelle nuove composizioni al fianco di Irit, danno vita a un progetto di grande libertàlast of songs1 creativa.“Last of Songs” (distribuito da Believe digital per Walkman Srl) è fatto di canzoni e melodie nutrite a lungo, ricostruite e reinventate con una nuova e sensuale visione, in una perfetta sintesi delle passioni di entrambi. Il titolo dell’album nasce da una sorta d’interpretazione del tempo come “un’illusione” in cui il presente è l’unico tempo possibile e il passato può solo essere “riportato in vita”. “Ho voluto prendere queste canzoni e dare loro una nuova esistenza” racconta Irit. “Mentre lavoravamo ai nostri videoclip, il regista Roy Even Tov ha suggerito il titolo per questo progetto” spiega Eldad. “In quest’album abbiamo rappresento un periodo di tempo ben preciso, che sia nello stile sia nei suoni rappresenta un’era musicale. Dopo questo periodo lo stile della canzone d’autore è cambiato”.
Le tracce dell’album assumono poi sfumature del tutto nuove nelle esibizioni dal vivo, grazie all’abilità del duo di spaziare in diversi formati orchestrali a seconda del luogo e dell’occasione: sono state eseguite per quintetto o sestetto, ma anche con orchestre di oltre 30 elementi, generando a un fitto intreccio di arpeggi ossessionanti e linee orchestrali, perfetto scenario per la calda voce di Irit.

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Anbi: Inaugurazione biblioteca

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 gennaio 2015

1848-551447Roma mercoledì 11 febbraio 2015 alle ore 11.00 l’Associazione Bancaria Italiana inaugura, presso la propria sede di Palazzo Altieri, la sua Biblioteca, che raccoglie i volumi pubblicati dalle banche italiane dalla seconda metà dell’Ottocento ai nostri giorni.
È una struttura con caratteristiche uniche, per la peculiare specializzazione nell’editoria bancaria. La sua apertura al pubblico vuole testimoniare un progetto concreto di impegno e di fiducia per la cultura del nostro Paese da parte dell’ABI e delle banche che operano in Italia, in un contesto oggi così complesso.All’inaugurazione interverranno tra gli altri: Antonio Patuelli, Presidente ABI
Marco Carminati, giornalista Il Sole 24 Ore Domenica Rossana Rummo, Direttore generale Biblioteche e Istituti culturali del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Marino Sinibaldi, Direttore RAI Radio 3 Giovanni Solimine, Ordinario di Biblioteconomia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia -Università La Sapienza di Roma (foto fonte superstock.com)

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Teatro di San Carlo celebra Benjamin Britten

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 gennaio 2015

san carloNapoli Sabato 31 gennaio ore 20.30 (domenica 1 febbraio in replica alle ore 18) il Teatro di San Carlo celebra Benjamin Britten, compositore e talento musicale britannico nato nel 1913 a Lowestoft e scomparso nel 1976 ad Aldenburgh. Attivo anche come pianista e direttore d’orchestra, Britten è considerato oggi la figura di maggior rilievo nell’ambito della musica inglese del Novecento.
Nel concerto di sabato a lui dedicato, l’Orchestra del Massimo sarà guidata da uno dei maggiori esperti britteriani, Jeffrey Tate, già direttore musicale del San Carlo dal 2005 al 2010 (e precedentemente anche principale direttore ospite dello stesso teatro). Tate torna al San Carlo dopo cinque anni di assenza (l’ultima volta aveva diretto La clemenza di Tito, nel gennaio del 2010). Con le maestranze sancarliane il direttore d’orchestra inglese aveva anche conquistato nel 2002 il Premio Abbiati per “miglior spettacolo dell’anno” con Königskinder di Humperdick.Oltre all’Orchestra del San Carlo, Tate dirigerà un pianista d’eccezione, Giuseppe Albanese, classe 1979, vincitore nel 2003 del prestigioso “Vendome Prize” (presidente di giuria proprio Sir Jeffrey Tate). Al San Carlo Albanese ha già avuto modo di raccogliere successi e consensi nell’ottobre del 2011 con l’esecuzione del Concerto in do maggiore di Nino Rota (direttore Pinchas Steinberg).
Ad aprire il concerto, la Simple Simphony op. 4, per orchestra d’archi, composta da Britten all’ età di quattordici Teatro di San Carlo, Giuseppe Albanese, recital pianoforte 6 OTTOBRE 2013anni durante il suo ultimo anno al Royal College of Music e dedicata a Audrey Alston, sua insegnante di viola. Una sinfonia sostanzialmete classica, caratterizzata da fresca inventiva e sorprendente spontaneità espressiva. Dei suoi quattro movimenti il primo e il quarto concepiti in forma-sonata fanno da cornice a uno scherzo (Playful pizzicato) e a un lento (Sentimental Saraband).
A seguire la Rapsodia su tema di Paganini in La minore per pianoforte e orchestra op.43 di Sergej Rachmaninov, composta nel 1934 e in cui il compositore russo infonde immediatezza, tensione interiore e slancio ritmico – espressivo. La Rapsodia è concepita idealmente come un concerto per piano e orchestra in tre parti dove la prima e la terza risultano percorse da una incisiva carica ritmica, mentre la centrale è avvolta in forti accenti melodici.
dir. Jeffrey Tatevoce recitante Enzo SalomoneInfine verranno eseguiti “Quattro preludi marini” e “Passacaglia” da Peter Grimes opera che consacra Britten fra i grandi musicisti del ventesimo secolo. Peter Grimes è la storia un marinaio solitario che viene condotto dalla cittadinanza del paese di Suffolk verso una drammatico autoannientamento dopo la morte misteriosa di due apprendisti pescatori. Gli “Interludi Marini” hanno, all’interno dell’opera, una funzione di collegamento nei vari cambi di scena e trasmettono un senso d’atmosfera marinaresca unito ad una profonda introspezione nell’inquietudine psicologica delle varie figure che compongono il dramma. La conclusiva “Passacaglia” invece accompagna l’ascesa di Peter Grimes con il suo nuovo apprendista verso la capanna posta in cima alla scogliera. Il brano si dipana in una crescente intensità e la musica trasmette in modo drammatico l’incombente triste presagio. Il ragazzo precipita dagli scogli e con i crescenti sospetti che si addensano su di lui, Peter decide di partire per lasciarsi morire in mare con la sua barca.

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IDV in Piazza Montecitorio

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 gennaio 2015

camera deputati2“Italia dei Valori chiede alla Presidente della Camera Laura Boldrini di calendarizzare la nostra proposta di legge contro la corruzione. Per il bene della collettività, corrotti e corruttori, come i mafiosi, devono restituire ciò di cui si sono arricchiti. Per questo, crediamo che la prima misura sia la confisca totale del loro patrimonio ed un approccio irremovibile nei confronti di quegli impiegati pubblici rinviati a giudizio, da sospendere nell’immediato. La corruzione corrode il senso delle Istituzioni e la nostra cultura democratica, lede profondamente il diritto di vivere in un Paese sano e sviluppato, relega al confine gli onesti e sporca il territorio. Venerdì 30 gennaio, alle ore 10:30, faremo un sit in in piazza Montecitorio, ora sfidiamo la classe politica, e vediamo chi fa parole e chi fa i fatti.” E’ quanto dichiarano in una nota congiunta il Segretario Nazionale di Italia dei Valori Ignazio Messina ed il Portavoce parlamentare dell’IdV Nello Formisano.

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