Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 7 gennaio 2015

CEC Condemns Paris Shootings

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 gennaio 2015

Guy LiagreBruxelles. The Conference of European Churches condemns today’s deadly attacks on the offices of French magazine Charlie Hebdo in Paris. The shootings have left a reported 12 people dead and another four seriously injured.The Conference of European Churches is dismayed by this atrocious act of violence and loss of human life. Our heartfelt prayers are with the victims of this tragedy, the survivors, and all their loved ones.Reacting to today’s events, CEC General Secretary Guy Liagre expressed his sorrow and hopes for peace in the aftermath. “We grieve for the victims and their families in the wake of irreparable loss,” Liagre said, “The churches of Europe join with all people of good will in a profound hope for justice and peace in the coming days.” The Conference of European Churches also rejects religious explanations for the violence and urges the European community to respond peacefully.

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

I pionieri dell’ingegneria biomedica e co-fondatori ricevono il Russ Prize 2015

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 gennaio 2015

Russ PrizeLa National Academy of Engineering ha annunciato oggi che i pionieri dell’ingegneria biomedica e co-fondatori di MED-EL Medical Electronics GmbH, Ingeborg Hochmair, ricercatrice, e il Professor Erwin Hochmair hanno ricevuto il Fritz J. and Dolores H. Russ Prize 2015, per aver creato gli impianti cocleari che donano l’udito a chi è affetto da sordità. Ingeborg è CEO di MED-EL, leader mondiale nel campo degli impianti uditivi. Il premio è stato condiviso anche con: Blake Wilson, professore alla Duke University, Advisor di MED-EL e direttore del laboratorio di ricerca di MED-EL negli Stati Uniti con sede a a Durham (Carolina del Nord); il Professor Graeme Clark dell’Università di Melbourne; il Professore Emerito Michael Merzenich dell’Università della California, a San Francisco. Il Russ Prize sarà presentato al ricevimento di gala alla National Academy of Sciences a Washington il 24 febbraio 2015.La vita di circa 450.000 persone di ogni età in tutto il mondo è cambiata – e in molti casi, trasformata – grazie alla visione e al lavoro di tanti ricercatori, ingegneri e chirurghi. L’impianto cocleare è stato, e rimane, il primo intervento che va a sostituirsi a un senso umano: l’udito. Agli Hochmair sono stati riconosciuti grandissimi meriti nell’ingegneria biomedica per lo sviluppo degli impianti cocleari.“La nostra missione aziendale da sempre coincide con i nostri obiettivi personali: superare la perdita dell’udito che ostacola la comunicazione e la qualità della vita”, ha affermato Ingeborg. “Il primo sistema di impianto cocleare multicanale fu realizzato da una piccola equipe di ingegneri; oggi il nostro team di sviluppo è composto da circa 250 tra ingegneri e fisici, che lavorano tutti con passione a nuovi progressi tecnologici per gli impianti uditivi già esistenti e per quelli futuri”.“Progettare e sviluppare ulteriormente gli impianti uditivi è stato estremamente interessante perché coinvolge diversi campi della scienza e dell’ingegneria, come la progettazione di circuiti, la microelettronica, la radio frequenza, l’ingegneria meccanica, la scienza dei materiali, l’information technology, lo sviluppo di software e l’acustica, oltre alle complessità fisiologiche associate al lavoro con il corpo umano”, ha commentato Erwin. “Ma è molto più di una sfida dell’ingegneria. L’idea di aprire il mondo del suono alle persone che vivono in silenzio, in passato, sarebbe stata considerata ridicola; è straordinario, invece, pensare ai numerosi neonati, bambini e adulti di tutto il mondo a cui si sono aperte nuove possibilità grazie a questa tecnologia”.
Nel 1975, Ingeborg Hochmair, ricercatrice in ingegneria elettrica e Erwin Hochmair, professore alla Technical University di Vienna, sotto richiesta del professore Kurt Burian, direttore della ENT-Clinic dell’Università di Vienna, iniziarono a lavorare allo sviluppo dei primi impianti cocleari. L’impianto era dotato di otto canali, un livello di stimolazione di 10.000 impulsi al secondo per canale, otto generatori di corrente indipendenti e un elettrodo flessibile che poteva essere inserito dai 22 ai 25mm nella coclea. Questo ha portato al primo intervento chirurgico di impianto cocleare multicanale e micro-elettrico al mondo, avvenuto a Vienna, in Austria, il 16 dicembre del 1977. Il professor Kurt Burian realizzò i primi interventi.Nel corso degli anni successivi sono proseguite le attività di ricerca e sviluppo con i primi pazienti affetti da disabilità uditive. Attraverso una versione modificata del primo dispositivo, il successivo traguardo nello sviluppo di impianti cocleari fu raggiunto nel 1979: la comprensione delle parole e delle frasi senza lettura labiale in un ambiente tranquillo con un piccolo processore audio. La dimensione dei processori e il loro settaggio interno sono stati continuamente migliorati. Entro il 1985 i risultati ottenuti su pazienti adulti sordi sottoposti a impianto hanno mostrato che il 60% era in grado di comprendere parzialmente il linguaggio parlato senza lettura labiale.
Gli Hochmair fondarono MED-EL e iniziarono ad assumere i primi dipendenti nel 1990. Qualche anno più tardi, nel 1994, fu lanciato l’impianto COMBI 40. Fu il primo impianto cocleare multicanale ad alti impulsi al mondo, creato specificamente per implementare l’innovativa strategia di codifica del suono Continuous Interleaved Sampling (CIS) con alti livelli di stimolazione, ideata da Blake Wilson. La CIS scoperta e sviluppata dal dottor Wilson ha completamente trasformato il modo in cui viene rilevato il suono attraverso la tecnologia dell’impianto cocleare, portando così le prestazioni al livello successivo. La CIS rimane ancora oggi lo standard di riferimento per i sistemi di processore audio degli impianti cocleari. Attualmente la maggior parte delle nuove strategie di codifica sono basate su CIS o su suoi ulteriori sviluppi.
Oggi MED-EL è leader mondiale nel campo degli impianti uditivi. La dottoressa Ingeborg continua a gestire l’azienda come CEO; gli Hochmair e il dottor Wilson continuano a collaborare nelle attività di ricerca. I primi esperimenti di impianto cocleare hanno portato allo sviluppo di nuove tecnologie per curare le disabilità uditive, tra cui la stimolazione elettrico-acustica e impianti al tronco cerebrale. Sebbene prima a portata limitata, l’adozione degli impianti cocleari continua a diffondersi nel mondo. Resta tuttavia la necessità di migliorare l’accesso a questa tecnologia che ha la potenzialità di migliorare la vita di diversi milioni di persone in tutto il mondo.Parlando a futuri ricercatori e ingegneri biomedici, Ingeborg ha dichiarato: “Viviamo in uno dei momenti più emozionanti della storia per quanto riguarda la ricerca e sviluppo nel settore biomedico. I risultati ottenuti grazie ai progressi tecnologici sono stati eccezionali e hanno offerto nuove possibilità per le persone con disabilità uditive di diverso livello e genere. Quello che sembrava impossibile solo una generazione fa, oggi non solo è possibile, ma è diventato routine. Ci sono ancora così tante innovazioni da realizzare e ancora tante scoperte da compiere”. (foto: Russ Prize)

Posted in Cronaca/News, Estero/world news, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Viadotto crollato in Sicilia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 gennaio 2015

viadotto crollatoIl responsabile per le Infrastrutture e i Lavori Pubblici e il responsabile per la Sicilia intervengono sulla vicenda del ponte Scorciavacche, che ha ceduto a soli sette giorni di distanza dalla sua inaugurazione. Dopo un investimento di 13 milioni di euro per portare a compimento la costruzione del viadotto Scorciavacche lungo la statale 121 che da Palermo porta ad Agrigento, a soli sette giorni dalla sua inaugurazione, esattamente il 23 dicembre, con un anticipo di tre mesi rispetto ai tempi previsti, uno smottamento del manto stradale ne ha comportato il crollo. La costruzione della variante di Scorciavacche è parte di un progetto di ammodernamento, ampliamento e restauro di un lungo tratto della Statale 121, già precedentemente approvato dall’Anas. Per fare luce sui fatti la procura di Termini Imerese ha nominato un collegio di consulenti che avvierà le verifiche tecniche necessarie sul viadotto e sul tratto stradale interessato dal crollo, nel frattempo l’area è stata posto sotto sequestro.Luca Ragone, responsabile per le Infrastrutture e i Lavori Pubblici dell’Italia dei Diritti, ha così commentato la notizia: “Non è la prima volta che in Italia accadono episodi del genere, frutto, senz’altro, di gare d’appalto pilotate. Appalti pilotati e gare truccate danno vita a un gioco a ribasso, in cui purtroppo non si guarda tanto alla sicurezza. Per queste ragioni, andrebbero effettuati controlli più accurati sia alla fonte che al termine dei lavori, in modo tale che in situazioni del genere ci sia qualcuno che abbia la responsabilità per quanto accaduto. Difatti, anche se la procura di Termini Imerese ha avviato un’inchiesta ci vorranno anni prima che se ne venga a capo, e questo non solo per la lentezza e le lungaggini del sistema giudiziario italiano, ma per la difficoltà di trovare i reali colpevoli”. Ha detto la sua anche Federico Pipitone, responsabile per la Sicilia del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Durante i periodi di bisogno la corruzione inevitabilmente aumenta e tutti coloro che si occupano di denunciarla senza avvedersene, senza cioè avere la consapevolezza del perché sia così, sono farisei. Siamo in presenza di un sistema monetario sbagliato che impedisce la circolazione lecita della moneta, a cui poi bisogna aggiungere i vincoli del 3%. Questo vincolo economico europeo impedisce in effetti reali investimenti, facilitando così scorciatoie. E’ tempo di finirla con quel leit-motiv che vuole gli italiani un popolo di corrotti per natura, perché è questo sentimento comune che sta uccidendo l’Italia.” (foto fonte: La stampa)

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Strade che crollano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 gennaio 2015

crollo viadotto-ravanusaDopo il crollo avvenuto in Sicilia i geologi si rivolgono al Ministro Lupi Graziano : “Siamo in grado di realizzare grandi opere ma continuiamo a trascurare il contesto territoriale e geologico in cui l’opera si inserisce . I geologi rivolgono un forte appello al Ministro Lupi affinché nelle Nuove Norme Tecniche si restituiscano dignità ed importanza agli studi geologici”. “E’ ora di mettere da parte l’ansia di sovrastare una categoria professionale, pensando a ciò di cui il Paese ha realmente bisogno. C’è ancora tempo per farlo e per questo i geologi invocano il buon senso del Ministro Maurizio Lupi nell’approvazione definitiva della revisione alle Norme Tecniche per le Costruzioni, affinché, siano restituite dignità ed importanza agli studi geologici. Purtroppo in Italia siamo alle solite. Siamo in grado di progettare e realizzare grandi opere di rilevante impegno ingegneristico e strutturale, dalle gallerie, ai viadotti alle dighe, ma continuiamo a trascurare il contesto territoriale e geologico entro cui l’opera si inserisce”. Lo ha affermato poco fa Gian Vito Graziano , Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi , all’indomani del crollo del rilevato di approccio alla spalla del viadotto Scorciavacche, sulla S.S. 121 Palermo-Agrigento.“Il rilevato appena inaugurato che crolla è solo una delle tante testimonianze di questa anomalia nella filiera della progettazione – ha proseguito Graziano – e dell’esecuzione dei lavori, che evidenzia quanto sia importante che ciascuna professionalità, con umiltà e spirito di servizio, accolga i suggerimenti provenienti da settori disciplinari adiacenti ed in parte sovrapposti. La progettazione è un passaggio tecnico troppo importante per non avere regole rigide e forme di controllo altrettanto rigide. L’esecuzione dei lavori è l’atto materiale con cui un progetto diventa opera dell’uomo e, in quanto tale, deve essere rigorosissima e lasciare spazi minimi ad errori o omissioni.Realizzare una qualsiasi opera infrastrutturale senza aver analizzato con attenzione la storia evolutiva del versante sul quale essa si imposta è un errore progettuale grave, che può essere commesso solo se gli studi specialistici geologici non sono stati compiuti con il dovuto rigore o se il progettista delle opere non ha tenuto conto delle risultanze degli studi stessi”. “Ma purtroppo si continua a trascurare l’importanza del corretto inserimento dell’opera nel territorio e lo studio degli scenari conseguenti a questo inserimento. Nel corso dell’ultima revisione delle Norme Tecniche per le costruzioni – ha concluso Graziano – il Consiglio Nazionale dei Geologi, titolare di un solo voto in sede di Assemblea Generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, massimo organo tecnico dello Stato, ha proposto poche modifiche volte ad una visione concreta degli studi specialistici geologici e di quelli geotecnici che ne costituiscono la naturale prosecuzione. Si chiedeva di definire meglio i contenuti minimi della Relazione geologica e di concertare con il Progettista (ingegnere, architetto o geometra che fosse) la programmazione e la direzione lavori della campagna di indagine geognostica, da cui si definisce nel merito il modello geologico e quello geotecnico relativo alla specifica opera da realizzare. Una proposta di buon senso, molto lontana dalle guerre di quartiere che sono appartenute al passato e che hanno spesso relegato le competenze geologiche a ruoli secondari. Nonostante lo spirito costruttivo della proposta sia stato personalmente dichiarato al Presidente Sessa, l’Assemblea ha cassato le modifiche proposte ed ha votato, con il solo voto contrario del rappresentante del CNG, a favore di un testo di revisione che continua a voler trascurare l’importanza della geologia”.In un momento storico in cui le risorse sono ridotte e il territorio antropizzato dal dopoguerra ad oggi scricchiola per le tante criticità legate alla cattiva progettazione o al mancato rispetto della naturale evoluzione del territorio, è ora di smetterla con i bracci di ferro e di rimboccarsi le maniche, tutti, per il bene ed il futuro dell’Italia.
Solo se questa logica verrà condivisa dall’apparato politico e dai professionisti, si potrà immaginare un’Italia diversa, con meno disgrazie e titoli da prima pagina sui giornali”.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Privacy online

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 gennaio 2015

BruxellesQuella della privacy online è ormai una delle sfide più urgenti da affrontare che minacciano i delicati equilibri tra gli Stati che le autorità internazionali non possono più rimandare. Basti pensare che appena il 15% delle app online forniscono un’informativa realmente chiara all’utente, come evidenziato recentemente dal Global Privacy Enforcement Network, mentre una ricerca condotta da Federprivacy ha dimostrato che il 67% dei siti italiani tratta i dati degli interessati in violazione al Codice della Privacy.
Inoltre, l’ultimo rapporto del Ponemon Institute, svela che anche gli attacchi informatici sono aumentati del 96% negli ultimi cinque anni, e ogni volta che subiamo una violazione dei nostri dati, porvi rimedio ci costa mediamente circa 118 euro. L’assenza di regole adeguate e di efficaci deterrenti quali sono le sanzioni, si traduce in sfiducia e timore da parte degli utenti che sono sempre più diffidenti quando navigano in rete, con ripercussioni negative sul mercato unico digitale, su cui punta invece il neo commissario europeo Jean-Claude Juncker per risollevare l’economia del vecchio continente. Anche se il semestre di presidenza UE dell’Italia non è stato risolutivo, all’ultimo Consiglio è stato finalmente raggiunto un accordo di massima tra gli Stati membri, e lo scorso 16 dicembre la Commissione ha fissato nel proprio programma l’obiettivo di portare a termine i negoziati interistituzionali sulla riforma della normativa europea sulla protezione dei dati durante il 2015, possibilmente già entro il primo semestre di quest’anno, nel corso della presidenza di turno lituana.
Man forte è arrivata anche dal nuovo Garante europeo per la protezione dei dati, Giovanni Buttarelli, che ha affermato: “Stiamo entrando in una fase cruciale per la protezione dei dati europea. Il rapido sviluppo delle nuove tecnologie richiede soluzioni adeguate. Mi impegno a sostenere pienamente il Legislatore comunitario nel suo lavoro per garantire che la riforma della protezione dei dati sia adottata nel 2015, e che siano applicati meccanismi di protezione dei dati moderni e lungimiranti. Nell’affrontare i problemi legati ai Big Data, è giunto il momento di conseguire una privacy e una protezione dei dati più efficaci nell’ ambiente digitale.”La crescente necessità di proteggere adeguatamente i dati, e l’imminente prospettiva di vedere l’approvazione del regolamento europeo sulla protezione dei dati, ha prodotto un fermento di attività già nell’ultima parte del 2014. Le certificazioni dei cosiddetti “privacy professionals” basate sulla Norma internazionale ISO 17024, hanno infatti segnato in Italia un +86% rispetto all’anno precedente, a partire dai privacy officer, certificati in Italia dal TÜV Examination Institute, che in soli due anni sono più che raddoppiati.
Che una vera e propria categoria professionale si stia delineando, è evidente dalle ultime statistiche dell’ Osservatorio di Federprivacy, secondo cui i professionisti che al 31.12.2014 avevano già conseguito una certificazione in materia di privacy erano 235, con altri 704 in corso per ottenerla, tra cui molti liberi professionisti che rivolgono la loro attenzione alle professioni emergenti, e dipendenti di pmi e pubbliche amministrazioni, che ambiscono ad avere una carta significativa in più da giocare quando sarà approvata la normativa europea. A far pensare che effettivamente i privacy officer stiano per vedere una rapida affermazione anche in Italia, (negli USA esistono già dagli anni ’90), è anche quanto afferma il presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi, illustrando il piano programmatico delle attività per il 2015 dell’associazione da lui guidata: “Volendo innalzare ulteriormente il grado di preparazione degli addetti ai lavori, abbiamo convenuto con TÜV Examination Institute di implementare lo schema originario del privacy officer, prevedendo alcune certificazioni di secondo livello rivolte ad ambiti specifici. Il primo settore specialistico che è già stato inserito nello schema, è il privacy officer della videosorveglianza, ma ce ne sono altri già in cantiere.Poi, anche per il 2015 saranno previste sei edizioni del Master valido per la certificazione di Privacy Officer riconosciuto da TÜV e accreditato dal Consiglio Nazionale Forense, che quest’anno saranno però concentrate nelle principali città di Roma e Milano.
Inoltre, comprendendo che molti professionisti già esperti della materia hanno difficoltà ad assentarsi dall’ufficio per diversi giorni, abbiamo messo a punto un corso sintetico di 16 ore, propedeutico all’accesso diretto agli esami di certificazione di privacy officer con TÜV. Le edizioni di questo corso saranno circa 30 nel corso di quest’anno, e si svolgeranno in varie città dislocate sul territorio nazionale in modo da ridurre al minimo le trasferte dei partecipanti. Per quanto riguarda il riconoscimento delle figure professionali del settore privacy, da una parte lo scorso maggio abbiamo avuto la soddisfazione di essere iscritti presso il Ministero dello Sviluppo Economico come associazione che rappresenta i privacy officer e poter rilasciare un attestato di qualità ai professionisti ai sensi della Legge 4/2013; purtroppo però la farraginosità del sistema italiano rende molto faticosa l’innovazione di qualsiasi genere, e pur avendo presentato ad UNI la richiesta di iniziare i lavori per la pubblicazione di una norma ad hoc già dal settembre 2013, non abbiamo ancora ricevuto nessuna risposta ufficiale dall’ente nazionale di unificazione. Volendo dare nel frattempo un segnale forte alle istituzioni, abbiamo recentemente costituito una cordata di cinque associazioni, nello specifico l’Istituto Italiano per la Privacy, l’Associazione Nazionale per la Difesa della Privacy, il Movimento per la Difesa del Cittadino, ed Assotel, che insieme a Federprivacy hanno richiesto ufficialmente ad Accredia l’accreditamento dello schema di certificazione del privacy officer, in modo da renderlo pubblicamente fruibile anche da altri organismi per la validazione delle competenze attraverso lo strumento della certificazione accreditata. Auspichiamo che sia UNI che Accredia accolgano le nostre richieste nell’interesse della nostra categoria professionale, e soprattutto per favorire lo sviluppo del mercato digitale nel nostro Paese che rischia di rimanere sempre più arretrato, e per questo dovrebbe attivarsi anche a livello locale come hanno fatto 15 nazioni del nostro continente, che da tempo hanno già regolamentato la figura del privacy officer nei propri ordinamenti, anziché stare sempre ad aspettare le direttive di Bruxelles, che come sappiamo richiedono i loro tempi.”

Posted in Diritti/Human rights, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »