Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for 18 gennaio 2015

Cura epatite C: Perchè non siamo tutti indiani?

Posted by fidest press agency su domenica, 18 gennaio 2015

epatite CIl farmaco della Gilead per curare l’epatite C (efficacia al 97%), non potra’ essere brevettato in India. Le autorita’ hanno negato le autorizzazioni e la causa farmaceutica ha firmato diversi accordi volontari di licenza con produttori di farmaci generici in quel Paese, incluse le restrizioni dei Paesi che potranno avere accesso a questa versione generica, che costera’ 1 Usd a compressa rispetto ai 1.000 Usd del prodotto venduto sotto l’egida del brevetto (http://www.aduc.it/notizia/epatite+no+al+brevetto+farmaco+000+ usd+si+produrra _130587.php).
In Italia ogni compressa costa circa 600,00 euro e per un ciclo completo di terapia si va intorno ai 60.000,00 euro, per cui il nostro Servizio Sanitario, dopo un accordo con la Gilead (http://www.ansa.it/saluteebenessere/ notizie/rubriche/salute/2014/09/30/epatite-c-aifa-accordo-per-rimborso-nuovo-farmaco_1aad1719-ff69-456e-8ad8-c4ff91a3a80f.html), ne ha previsto l’uso per un numero limitato di malati (1,5 milioni sono i portatori di questo virus), che pare sia di 30.000. A fronte del rifiuto delle autorita’ dell’India e della disponibilita’/flessibilita’ della casa farmaceutica a modulare il prezzo anche al di fuori della brevettabilita’, ci domandiamo perche’ non possiamo essere tutti indiani. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Annuario Qualità Magazine

Posted by fidest press agency su domenica, 18 gennaio 2015

AnnuarioQualitaE’ l’unico portale indipendente Italiano nel quale si possono trovare dati e notizie provenienti solo da Aziende Certificate, rinnova il suo sito.
Annuario Qualità Magazine è un Rivista on-line nella quale le Aziende possono raccontarsi attraverso approfonditi articoli ed essere facilmente reperite proprio attraverso la loro Qualità.Chi cerca la Qualità atterra quasi sempre sul sito del Magazine o sui siti ad esso correlati. Questo è stato reso possibile grazie ad una eccellente indicizzazione. Digitando in “Google” la “ragione sociale” dell’azienda o il “bene/servizio” da essa prodotto associato a “qualità”, l’articolo pubblicato è quasi sempre in prima pagina. Anche solo digitando “qualità” il sito satellite di Magazine Qualità, Annuario, è in prima pagina Google.A differenza degli articoli cartacei che hanno una durata limitata nel tempo, gli articoli che vengono pubblicati restano on-line almeno un anno; questo consente ai motori di ricerca di indicizzarli a tutto favore della reperibilità e visibilità aziendale.Le Novità più importanti del nuovo Sito http://www.magazinequalita.it
E’ stata rifatta completamente sia la grafica, sia la tecnologia del sito che ora è responsive (il sito si adatta automaticamente alla lettura da device mobile, mezzo che per la lettura di informazioni ha superato il PC).Sono state aperte quattro nuove aree
1. Una dedicata agli Eventi. In questa area vengono pubblicati solo eventi, con data e luogo, connessi alla Qualità.
2. Una dedicata all’Esperto Risponde. In quest’area si possono porre delle domande direttamente a chi accredita, a chi certifica ed a chi spesso accompagna le aziende verso la certificazione, i consulenti. Le domande arrivano alla redazione che sceglierà quale inoltrare. Domande e risposte verranno pubblicate in ordine cronologico nell’apposita nuova area.
3. Una dedicata alle Aziende appena Certificate. Intitolata “diamo il benvenuto a”, in quest’area vengono pubblicati i loghi delle Aziende appena certificate che ne fanno richiesta. I loghi sono linkati ai rispettivi siti Internet.
4. Ed una dedicata ai Main Sponsor. Direttamente in home page, quindi molto visibile, i Main Sponsor possono godere di un’ottima visibilità attraverso il loro logo linkato direttamente al proprio sito Internet. La Newsletter che contiene 6 articoli selezionati ora verrà inviata ogni 15 giorni.Lo SlideShow in home page è ora dedicato esclusivamente agli Organismi di Certificazione e naturalmente all’Ente Italiano di Accreditamento, ACCREDIA. Ad oggi sono presenti sia ACCREDIA, sia gli Organismi di Certificazione Bureau Veritas, IMQ ed SGS.Per quanto riguarda il vecchio sito e l’ottima indicizzazione che gli articoli hanno ottenuto nulla cambierà in quanto rimarrà on-line all’indirizzo http://www.annuarioqualitamagazine.it mentre il nuovo sito sarà reperibile all’indirizzo http://www.magazinequalita.it Direttore della testata è sempre Giovanni Anselmi.

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È nata IART, “Italian Association Rare Tumors”, per migliorare la conoscenza di queste neoplasie

Posted by fidest press agency su domenica, 18 gennaio 2015

cremona_008_piazza_duomoCremona. Ogni anno vengono diagnosticati in Italia oltre 70mila tumori rari, circa il 20% del totale delle neoplasie (365.500 nel 2014). Sono spesso difficili da individuare e da trattare. Alcuni infatti sono asintomatici oppure i sintomi vengono attribuiti a tumori più frequenti. Per questo il paziente può arrivare tardi alla diagnosi, quando si è già sottoposto a diverse visite ed esami clinici. Con ricadute negative sulle possibilità di sopravvivenza. Per migliorare le conoscenze su queste patologie, è nata IART, “Italian Association Rare Tumors”, la prima associazione in Italia che ha come interesse tutti i tumori rari solidi dell’adulto, presieduta dal prof. Fernando Cirillo, chirurgo oncologo agli Istituti Ospitalieri di Cremona. L’obiettivo fondamentale di IART è la formazione dei medici. “Fare cultura in questo settore di nicchia – spiega il prof. Cirillo – significa colmare un preoccupante vuoto di risorse e di contenuti, vista l’offerta ancora scarsa delle nostre Università che, anche dopo le più recenti riforme, hanno per molti versi accantonato la didattica dedicata a questi tumori. Gli aggiornamenti devono quindi passare attraverso canali diversi. Vogliamo creare un’offerta formativa, didattica ed educazionale strutturata, organizzata e continua. La nostra associazione riconosce il valore della Scuola e abbiamo scelto la didattica come forma di aiuto indiretto al paziente. Una sfida non semplice, ma possibile”. La formazione e l’aggiornamento teorico-pratico promossi dall’associazione saranno indirizzati soprattutto a medici, specialisti di settore, personale sanitario e studenti universitari. Tra i tumori rari più noti vi sono i sarcomi, i tumori stromali gastrointestinali e quelli neuroendocrini. “Mancano i riferimenti per capire cosa siano queste malattie e sapere a chi rivolgersi: anzi, ci sono – continua il prof Cirillo -. Ma non è così semplice trovarli. Internet non sempre aiuta, troppo spesso la navigazione conduce a siti non certificati. Il medico di famiglia talvolta non è preparato su questi temi. Oppure il paziente ricorre al ‘fai da te’, che però implica il prezzo salato di lunghi tempi di attesa e di uno spreco di risorse. Quante volte abbiamo accolto nei nostri ambulatori pazienti spaventati, confusi e stanchi di cercare una soluzione, ma ancora pieni di speranza? La nostra associazione è costituita da un gruppo di esperti uniti dalla convinzione comune che la formazione nelle patologie di nicchia, come nel caso dei tumori rari, sia fondamentale per fornire informazioni essenziali per la loro gestione. La dimensione culturale non va sottovalutata: è necessario far crescere l’abitudine a individuare queste patologie per poterle curare precocemente”. In base al tipo di tumore, i trattamenti vanno dalla chemioterapia e radioterapia alla chirurgia fino alle terapie target con farmaci biologici. L’impatto sociale di queste malattie è notevole, spesso a causa del costo delle cure, delle possibili prestazioni improprie e della migrazione sanitaria. Inoltre solo alcune terapie sono garantite dal Sistema Sanitario Nazionale. Non tutti i trattamenti infatti prevedono farmaci rimborsabili e vi sono disparità territoriali fra le diverse Regioni. “Ho voluto lanciare questa sfida – conclude il prof. Cirillo – dopo anni di lavoro in questo settore, convinto che sia possibile soddisfare i bisogni del paziente solo dopo aver acquisito quegli strumenti che chiamiamo con una parola expertise, esperienza che implica lavoro, sacrificio e passione”.

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Dopo Parigi. Libertà d’espressione: come prima, più di prima…

Posted by fidest press agency su domenica, 18 gennaio 2015

DieudonneDopo l’eccidio dei giornalisti del giornale satirico Charlie-Hebdo e dopo la oceanica manifestazione di Parigi per affermare la liberta’ di espressione contro gli attacchi terroristici, cosa e’ cambiato? Sicuramente e’ cambiato il clima di insicurezza/sicurezza in Francia, in Europa e nel mondo. Ma per la liberta’ d’espressione, non solo la situazione e’ come prima, ma piu’ di prima….
L’attore comico M’Bala Dieudonné, dopo essere stato messo sotto indagine dalla Procura di Parigi per “apologia di terrorismo”, ieri e’ stato arrestato e rilasciato in giornata, con tanto di formalizzazione delle accuse della Procura, con udienza il prossimo 4 febbraio. E’ ovvio che, proprio come hanno fatto al giornale Charlie-Hebdo con la pubblicazione in tre milioni di copie e la riproposizione delle vignette sulla religione islamica, Dieudonné ieri sera ha mantenuto fede ai suoi impegni teatrali e sul palco ci e’ “andato giu’ pesante” con la sua satira essenzialmente anti-ebraica.
Perche’ avrebbe dovuto essere diverso per Dieudonné rispetto a Charlie-Hebdo? Invece e’ cosi! La liberta’ di espressione -lo dicono anche le loro leggi- non e’ la stessa se si deride una confessione religiosa (islamismo, cattolicesimo, etc) piuttosto che un’altra (ebraismo) (1). Motivi? Di diversi tipi e origini (che qui non analizziamo), che traggono origine dai profondi sensi di colpa che alcuni ordinamenti statuali del cosiddetto Occidente hanno avuto e continuano ad avere nei confronti di un regime -quello nazista del secolo scorso- che era nato proprio dalla culla della cultura occidentale. Sensi di colpa e cultura che, per esempio, ha visto negli anni scorsi proprio il giornale Charlie-Hebdo farsi promotore di una petizione che -forte di centinaia di migliaia di firme- chiedeva la messa al bando del partito Front National di Le Pen. Alla faccia della liberta’ di espressione!
Come prima, piu’ di prima… Quindi “prima” era cosi” ed oggi -punta di diamante il caso Dieudonné- piu’ di prima. Ricordando che, in prima fila l’altro giorno alla manifestazione di Parigi, non e’ che ci fosse il fior fiore della liberta’ di espressione e di regimi formatisi dopo un’espressione democratica del popolo.Un impazzimento generale? No, semplicemente: nulla di nuovo! I soliti metodi che proclamano fondamentali le proprie liberta’ ma non quelle degli altri, magari presentandole come forme estreme che le renderebbero per questo istigatrici di atti contro la civile convivenza.Un impazzimento pero’ e’ possibile. Lo rileviamo anche in onore e come esempio di una satira che oggi viene presentata come baluardo -in generale- della liberta’. Visto che il giornale Charlie-Hebdo dopo il massacro ha avuto finanziamenti pubblici che prima si sognava, cosi’ come ha stampato 3 milioni di copie pare tutte vendute (la sua media era di 60.000), non vorremmo che i tanti editori in crisi ci facessero piu’ che un pensierino per una qualche soluzione ai loro problemi.

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Stop traffico illegale specie protette

Posted by fidest press agency su domenica, 18 gennaio 2015

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Il traffico illegale di specie protette è il quarto mercato illegale dopo quelli di droga, armi ed esseri umani, con un giro d’affari di 23 miliardi di dollari l’anno, gestito spesso dalla criminalità internazionale a danno dell’ambiente, e non di rado per finanziare movimenti terroristici. In Italia il Servizio CITES del Corpo forestale dello Stato da anni opera sul territorio nazionale e in ambito doganale per assicurare i controlli necessari all’applicazione della Convenzione di Washington – CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora – Convenzione sul commercio internazionale di specie animali e vegetali minacciate di estinzione), curando al contempo il rilascio delle prescritte certificazioni e collaborando con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare (MATTM) per le attività di gestione della Convenzione. Nel nostro Paese si consuma una violazione in materia ambientale ogni 43 minuti e i reati contro gli animali e la fauna selvatica rappresentano il 22% del totale del reati ambientali.
In occasione dell’inaugurazione dei rinnovati locali che ospitano, presso l’Ispettorato Generale, il personale del Servizio CITES Centrale del Corpo forestale dello Stato, sono stati presentati oggi gli ultimi risultati dell’attività operativa e il calendario fotografico edizione 2015 sul tema “La Convenzione di Washington e le specie italiane”. Se, da un lato, i dati più recenti sul rilascio di certificati CITES dimostrano come l’andamento delle esportazioni dei prodotti di eccellenza del Made in Italy sia in controtendenza rispetto alla crisi economica di altri settori produttivi, dall’altro, i dati sui controlli svolti negli ultimi anni dimostrano che il contrasto ai traffici illegali di specie selvatiche e il controllo di legalità sulle filiere produttive e sulle attività commerciali che impiegano tali specie restano gli obiettivi principali che il Corpo forestale dello Stato si pone, quale Autorità preposta all’applicazione della CITES e dei regolamenti europei di attuazione.
Il Servizio CITES del Corpo forestale dello Stato nel corso del 2014 ha effettuato 68.290 controlli in tutta Italia, in linea con i dati dell’anno precedente. Circa 1.500 accertamenti sono stati effettuati sul territorio nazionale e più di 66mila in ambito doganale.
Le regioni italiane in cui è stato eseguito il maggior numero di controlli sono la Lombardia con 23.774 e la Toscana con 23.529, entrambe con una significativa presenza di aziende manifatturiere del settore e al maggior transito di specie protette negli scali doganali dove sono dislocati i Nuclei Operativi CITES del Corpo forestale dello Stato.
Il Servizio CITES ha accertato nel 2014 complessivamente 174 reati, contro i 269 del 2013, riguardanti il commercio illegale delle piante e degli animali tutelati dalla Convenzione di Washington e ha contestato 140 illeciti amministrativi per un totale di oltre 400mila euro, rispetto ai 265 illeciti per un totale di circa 500mila euro notificati nell’anno precedente.
Il valore complessivo delle specie sequestrate nel corso del 2014 si aggira intorno ai 500mila euro, in aumento rispetto a quello rilevato nel 2013, pari a circa 450mila euro.
L’Italia continua ad essere ai primi posti per numero di sequestri effettuati in ambito CITES tra i Paesi membri dell’Unione Europea, nel 2014 seconda solo alla Francia. Grazie all’attività di contrasto del fenomeno svolta dal Corpo forestale dello Stato negli anni precedenti, ha subito una netta diminuzione il commercio legato ai prodotti della medicina tradizionale cinese e sono in calo anche i reati relativi al commercio illegale di caviale. Stazionano, invece, su livelli elevati il traffico di tartarughe soprattutto provenienti dall’Est Europa e dal Nord Africa e quello di rapaci, anche autoctoni, prelevati negli habitat del nostro Paese e venduti nei mercati esteri.
Tra le oltre 35.000 specie di flora e fauna tutelate dalla Convenzione internazionale di Washington sono annoverati importanti rappresentanti della biodiversità europea ed italiana, spesso considerati endemismi (come nel caso delle orchidee e di alcuni grandi mammiferi), minacciati di estinzione. Il Calendario 2015 del Servizio CITES intende presentare queste specie, spesso poco conosciute, considerate un patrimonio di biodiversità, prezioso anche a livello internazionale e pertanto tutelate dalla Convenzione di Washington, oltre che da strumenti normativi nazionali o locali. Al termine della presentazione sono stati inaugurati i nuovi uffici del Servizio CITES centrale.

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Contratti di rete: su registroimprese.it il software per redigere online l’atto costitutivo in formato standard

Posted by fidest press agency su domenica, 18 gennaio 2015

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Un aiuto concreto a tutti gli operatori che vogliono rafforzare la propria posizione sui mercati nazionali e internazionali attraverso lo strumento, ormai consolidato, del contratto di rete e, al tempo stesso, un passo ulteriore del Sistema Camerale nell’impegno per semplificare e avvicinare la pubblica amministrazione alle imprese italiane. Questi gli obiettivi del nuovo servizio realizzato da InfoCamere – la società di informatica delle Camere di Commercio – per consentire alle imprese italiane di fare rete in modo più semplice e veloce.Il contratto di rete – che in Friuli Venezia Giulia vede coinvolte 253 aziende, il 2,6% del totale nazionale – può essere presentato attraverso il modello “standard” di trasmissione grazie a software presenti sul mercato oppure con il servizio “base” realizzato da InfoCamere da oggi on line sul sito contrattidirete.registroimprese.it.Il software, in modo semplice e guidato, consente di predisporre per via telematica un contratto di rete secondo i dettami della normativa vigente.A seguito della pubblicazione delle specifiche tecniche per la compilazione del modello standard – avvenuta l’8 gennaio scorso sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico – un contratto di rete può essere sottoscritto direttamente tramite firma digitale dei rappresentanti delle imprese partecipanti (dando così attuazione a quanto previsto dall’art. 3 comma 4-quater della legge 134/2012 sulla trasmissione dei contratti di rete al registro delle imprese).A quasi cinque anni dalla costituzione della prima rete, le imprese oggi coinvolte sono circa 9.700 (dall’edilizia alla sanità, dal tessile alle nuove tecnologie), per un numero totale di contratti che al primo gennaio 2015 ha toccato quota 1.927. A livello regionale, la Lombardia è la prima regione italiana per numero di imprese che hanno stipulato un contratto di rete (2.110), seguita da Emilia-Romagna (1.162), Toscana (996) e Veneto (789).Come funziona il nuovo servizio – Per utilizzarlo basta registrarsi gratuitamente sul portale http://www.registroimprese.it e disporre, per ogni rappresentante di impresa, di un dispositivo di firma digitale. Accedendo dal sito contrattidirete.registroimprese.it l’utente viene guidato a compilare e firmare digitalmente il contratto che, al termine della procedura, sarà disponibile in formato elaborabile (XML) in modo da facilitare l’integrazione delle informazioni nel Registro delle imprese. Prima dell’invio al Registro delle Imprese, l’atto dovrà essere registrato fiscalmente presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate che provvederanno a restituire il numero di registrazione, necessario per la trasmissione telematica al Registro delle Imprese.Tutti gli strumenti per costituire una rete – Il software per la compilazione telematica del contratto di rete attraverso il modello “standard” si aggiunge alle funzionalità già presenti sul portale contrattidirete.registroimprese.it, realizzato da InfoCamere per sostenere la nascita e lo sviluppo delle reti d’impresa. Oltre ad offrire a imprese, associazioni, professionisti e istituzioni i riferimenti normativi, la descrizione degli strumenti operativi e i passaggi necessari da seguire per fare rete, la piattaforma mette a disposizione un monitoraggio periodico mensile per analizzare dinamiche e consistenze del fenomeno nel corso del tempo.

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Il lato B di Andressa Urach in decomposizione

Posted by fidest press agency su domenica, 18 gennaio 2015

Andressa UrachLa notizia del suo lato B in decomposizione sta facendo il giro del mondo. La reginetta di bellezza brasiliana Andressa Urach sta infatti avendo una serie di problemi in seguito all’iniezione di idrogel unito al polimetil-metacrilato (PMMA), che ha provocato nella star uno shock settico di estrema gravità. A questo proposito l’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) fa alcune considerazioni: «Si tratta di una sostanza che è vietata in Brasile e che in Italia è fuori produzione da parecchi anni –afferma Alessandro Casadei, chirurgo plastico tesoriere di Aicpe -. Il problema nel nostro Paese è piuttosto quello del silicone iniettabile, sostanza vietata dal 1995, che viene ancora iniettato nei glutei, talvolta da medici poco esperti e con pochi scrupoli, ma molto più spesso da personaggi disonesti o da praticanti stranieri che vengono in Italia a prestare la loro opera senza alcuna autorizzazione e clandestinamente. Non si tratta per fortuna di casi drammatici come quello della reginetta brasiliana, ma anche in Italia esiste la pratica di iniettare sostanze non autorizzate».
Nei glutei, essendo maggiore la quantità di prodotto iniettata, si rischiano problemi maggiori. Tra le sostanze autorizzate c’è l’acido ialuronico che lentamente viene riassorbito dal corpo, mentre tra gli interventi più richiesti c’è il “butt lift”, ossia il riempimento di natiche con il grasso precedentemente prelevato dalla stessa paziente. Un’altra alternativa è l’impianto di protesi, da usare con molto cautela e solo rivolgendosi a chirurghi esperti, in quanto la zona dei glutei rischia spesso di causare problemi.
«I fillers, ovvero le sostanze iniettabili, sono usate in Italia con estrema facilità, e molti pazienti, per ragioni di conoscenze, più spesso per spendere meno, si affidano a persone non abilitate a esercitare questi trattamenti o con scarsa preparazione in questo campo – prosegue Casadei -. A volte i rischi dei fillers sono addirittura più importanti di quelli conseguenti a impianti protesici, che, invece sono molto limitati. Nel caso in cui una protesi mammaria crei un infezione, il che avviene molto raramente, può essere facilmente rimossa con la completa guarigione della paziente, mentre rimuovere alcuni tipi di filler può essere addirittura impossibile». Aicpe esorta tutti i pazienti ad affidarsi soltanto a medici specialisti del settore anche per un solo trattamento con sostanze iniettabili e a farsi rilasciare l’etichetta del prodotto utilizzato. Tale documentazione deve essere conservata e sarebbe opportuno mostrarla al medico nei successivi trattamenti.
AICPE: L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), la prima in Italia dedicata esclusivamente all’aspetto estetico della chirurgia, è nata nel settembre 2011 per dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad AICPE, che è gemellata con l’American Society for Aesthetic Plastic Surgery (ASAPS), la più importante società di chirurgia estetica al mondo, hanno aderito oltre 200 chirurghi in tutta Italia. Membri di Aicpe possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, che aderiscono a un codice etico e di comportamento da seguire fuori e dentro la sala operatoria. L’associazione ha elaborato e pubblicato le prime linee guida del settore, consultabili sul sito internet, in cui si descrive il modus operandi dei principali interventi. Scopo di AICPE è tutelare pazienti e chirurghi plastici in diversi modi: disciplinando l’attività professionale sia per l’attività sanitaria, sia per le norme etiche di comportamento; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica. Tra gli obiettivi c’è anche l’istituzione di un albo professionale nazionale della categoria.

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