Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 19 gennaio 2015

First-time regional viewing of 13.3 inch 8K adds to the Super HiVision excitement at IBC Content Everywhere MENA

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 gennaio 2015

menaLondon. Super Hi-Vision is the biggest video system in the world. At 8K resolution it has 16 times the detail of today’s high definition television. On giant screens it is a stunning experience – and now NHK have developed a system that puts 8K anywhere. NHK’s Super Hi-Vision system is being demonstrated in the Middle East for the first time between 20 – 22 January 2015 at IBC Content Everywhere MENA, a three day exhibition and conference which will bring together the leaders from the converging world of media, telecoms and IT. In addition to this being the first time that 8K will be demonstrated in the MENA region, this will also be the first time that 8K is seen displayed on portable screen outside Japan. The 13.3 inch OLED screen has been developed by Semiconductor Energy Laboratory, and it will be in action alongside some very much larger displays, showing the flexibility and immersive power of high resolution video. This incredible, handheld 8K screen uses a high resolution with 664ppi, going far beyond visual limitations, creating a picture that is better than high quality printing. This means that the OLED displays videos in higher quality than photographs, producing an image that appeals to the viewer’s senses. Despite its small 13.3 inch display, the image is so sharp that it provides a close-up three dimensional effect. Whilst still in prototype phase, this development proves that 8K is not only for the big screen, but could also be used to provide a truly immersive experience on personal devices such as tables or notebooks. NHK has been responsible for some of the most important developments in television, including the plasma screen, HD and satellite television. Super Hi-Vision is its biggest technical challenge yet, and it aims to broadcast it to homes in Japan by 2018. Demonstration material to be shown at IBC Content Everywhere includes remarkable coverage of games at the 2014 FIFA World Cup in Brazil. Also on the programme will be video created for art galleries and museums in Japan, showing how the system is ideal for public spaces and eventsDates for forthcoming events:
IBC Content Everywhere MENA Dubai 20-22 January 2015
IBC2015 Amsterdam 11-15 September 2015
IBC Content Everywhere Europe Amsterdam 11-15 September 2015
IBC Content Everywhere LATAM Sao Paulo tbc 2015
IBC is the premier annual event for professionals engaged in the creation, management and delivery of entertainment and news content worldwide. The event attracts more than 55,000 attendees from 170+ countries worldwide and showcases upwards of 1,700 key international technology suppliers alongside a peer-reviewed conference that debates the hottest industry topics. For up-to-date information about the conference, exhibition and awards, visit http://www.ibc.org
Powered and created by IBC, the IBC Content Everywhere global series of events has been created in response to demand from IBC visitors and exhibitors to help professionals from the broadcast, telecommunications, online and IT sectors seize the new opportunities being created by the explosive growth in the consumption of TV and video content on IP-connected smartphones, tablets and laptops. For up-to-date information visit http://www.ibcCE.org (photo mena)

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

BW semina il futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 gennaio 2015

HPIM0158L’obiettivo del piano triennale è stato raggiunto nei tempi e nei modi prestabiliti: una riduzione del 20% delle emissioni di CO2 negli ultimi tre anni, questo l’importante dato di “green assessment” raggiunto da Best Western Italia con l’adesione al progetto STAY FOR THE PLANET, sviluppato da LifeGate per diffondere, anche nel settore del turismo, un modello di business in armonia con l’ambiente.
Un piano ambizioso che ha posizionato Best Western Italia quale primo gruppo alberghiero anche per i risultati del suo impegno nei progetti di sostenibilità ambientale: il programma è la concreta testimonianza di quanto anche i soggiorni in albergo possano rivelarsi momenti fondamentali per “fare cultura ambientale”. STAY FOR THE PLANET coinvolge sia l’universo degli albergatori, promuovendo comportamenti sostenibili per ridurre l’impatto socio-ambientale delle proprie attività, sia gli ospiti, offrendo un’esperienza di soggiorno che rispetti l’ambiente e una mappa del territorio che possa aiutare i “viaggiatori eco consapevoli” nella scelta dei propri viaggi e delle vacanze.Già dal 2011, anno di inizio del progetto, STAY FOR THE PLANET ha promosso una serie di iniziative che hanno concretamente mutato i comportamenti in hotel, coinvolgendo progressivamente tutte le strutture Best Western, che sono passate dalle 87 del 2011 alle attuali 176.La fotografia che emerge dall’assessment 2014, a confronto dell’anno precedente, evidenzia una realtà attiva nei molteplici ambiti oggetto di analisi (Energia, Acqua, Rifiuti, Acquisti e Comportamenti) e significativi miglioramenti a livello genera (foto saline di Trapani)

Posted in Cronaca/News, Viaggia/travel | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Cosa sono i cookie? A cosa servono?

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 gennaio 2015

cookiesRappresentano dei potenziali rischi per la nostra privacy? Come possiamo tutelare i nostri dati personali quando navighiamo sul web?
Sono queste alcune delle domande a cui risponde il nuovo video tutorial realizzato dal Garante per la privacy.
Il filmato è parte di una campagna informativa che comprende anche una scheda divulgativa e una lista di risposte a domande frequenti (FAQ) in tema di informativa e consenso per l’uso dei cookie.
L’obiettivo della campagna è quello di sensibilizzare gli utenti di Internet sull’invasività che i cookie – in particolare quelli di profilazione – possono avere nell’ambito della sfera privata, ma anche illustrare, in modo chiaro e sintetico, le misure di garanzia introdotte dall’Autorità con il provvedimento generale sull’uso dei cookie dello scorso maggio.
Nel video vengono, inoltre, illustrate le accortezze che ogni utente può mettere in campo per limitare o bloccare del tutto la presenza di cookie durante la navigazione online.
Il video, autoprodotto dal Garante a costo zero impiegando personale degli uffici, utilizza una tecnica di comunicazione che si rivolge agli utenti in maniera diretta e inusuale, ed è disponibile sia sul sito web dell’Autorità (www.garanteprivacy.it), sia sul canale YouTube aperto dal Garante (https://www.youtube.com/user/videogaranteprivacy), che già contiene altri filmati informativi su vari temi collegati alla tutela della privacy on line.

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Ma l’olivicoltura italiana ha ancora un valore?

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 gennaio 2015

oliviCon la terribile raccolta delle olive del 2014 i nodi sono arrivati al pettine di un comparto che ha bisogno ora di scioglierli tutti. Nodi propri e nodi ereditati dalla crisi dell’agricoltura, che si sono formati e ingrossati nel corso di tanti anni a causa di numerosi e pesanti limiti politico – amministrativi, oltre che culturali.
C’è chi ha pensato di scioglierli puntando tutto sulla possibilità di raccogliere olivo e olio in tutto il Mediterraneo affidando tutto alla grande capacità di blending dell’industria olearia italiana e, in seconda battuta, indicando al mondo dell’olivicoltura la scelta degli impianti super specializzati spinti dalla Spagna che, a loro parere, dovrebbero fare i miracoli. Altro che miracoli, così si distrugge solo quel poco che è rimasto e che serve per ripartire!
Il pensiero diffuso fino ad ora è tutto rivolto alla quantità, lasciando a quel poco che resterà dell’olivicoltura tradizionale, il compito di fare la qualità. Uno spiraglio di luce sui produttori e i territori italiani che riusciranno a rimanere ancora salvi dalla cementificazione. Per esempio, lasciare alle Dop e all’unica Igp il compito di rappresentare le produzioni locali da mettere a disposizione di quei pochi fortunati amatori dell’olio che sanno del valore e del significato del marchio Dop e Igp.
Tutto rientra nella logica propria di quelli che si sentono padroni del mondo, o, comunque, del loro mondo, che è quella della semplificazione che porta all’omologazione e all’uniformità. L’arte del momento, soprattutto da parte di chi, sposando la moda del neoliberismo, pensa solo al profitto e alla quantità come unico elemento di competizione che può vincere sul mercato.
Questa loro arte di semplificare il mondo, lo stesso pianeta, e di trasmetterlo a chi il mondo lo governa, sta tutto nella potenza del denaro, accumulato e da accumulare!
Dentro tutto questa logica della semplificazione ci sono i disastri, le macerie, i pericoli che il mondo vive ogni giorno e, ogni giorno, sempre più.
L’Italia olivicola, quella delle colline e delle aree interne che, bontà loro, possono anche rimanere, ma solo come elemento decorativo, è solo un esempio della logica della semplificazione con la quantità unico obiettivo, dovunque e comunque si possa raccattare.
L’olivicoltura con la sua agricoltura contadina, quella che ha dato un fondamentale contributo alla notorietà e all’immagine di qualità che oggi l’olio italiano vive nel mondo, e, c’è di più, allo stesso senso e significato “qualità” dell’olio di oliva, fino a definirne i caratteri e renderli punti di riferimento di tutti gli oli provenienti dalla frantumazione delle olive.
Contro la tentazione della facile semplificazione serve davvero avere chiaro il quadro rappresentativo della nostra olivicoltura e della nostra agricoltura fondamentalmente contadina. La sola possibile da noi e, come tale, da rafforzare, e non da cancellare con l’idea di una sua industrializzazione, se si vuole dare una continuità a questo settore primario e parlare ancora di agricoltura. Cioè dell’attività che da sempre dà cibo e, che da sempre, nutre l’uomo, anche con il suo patrimonio di cultura, storia, tradizioni come pure di ambienti e paesaggi, che vanno a definire e offrire la qualità e non solo, la diversità .
Ecco, diversità, quale valore aggiunto della qualità, che l’olivicoltura italiana, con il suo ricco patrimonio di biodiversità, può mettere in campo, nel momento della globalizzazione dell’olivo, come una carta di sicuro vincente. Un patrimonio di biodiversità olivicola che raddoppia quello complessivo del resto dei paesi olivicoli, costruito da una storia antica dell’attività agricola, ma, soprattutto, dai suoi differenti territori, che già ora ci vede primeggiare e fare la differenza sui mercati. Basti pensare soprattutto ai successi che vivono le nostre indicazioni geografiche, Dop e Igp, nonostante il vuoto della comunicazione del valore e del significato di un marchio di garanzia del consumatore – valido, oltretutto, per tutte le eccellenze europee – grazie al rispetto del disciplinare di produzione e i relativi controlli.
Un aspetto, quello della biodiversità, che diventa decisivo per competere, sia con le quantità che con le qualità offerte dal mercato.
Bisogna partire da qui, dalla qualità e dalla diversità che la nostra olivicoltura è capace di mettere a disposizione del consumatore più esigente, e non dalla quantità, se si vuole ridare all’olivicoltura italiana la motrice più adeguata e, così, dare una risposta alla pesantezza della situazione prodotta da un andamento climatico sfavorevole che ha caratterizzato la raccolta delle olive 2015.
Non servono le semplificazioni, le facili scorciatoie perché non portano da nessuna parte e, soprattutto, perché impercorribili domani, quel domani che non è nella natura e nella mente del denaro. Serve, invece, fare una respirazione a bocca a bocca al mondo dell’olivicoltura, dare spazio a un dialogo e ciò è possibile solo se c’è il rispetto reciproco dei protagonisti del confronto. Soprattutto la consapevolezza che, quando si parla di territorio, del luogo che contiene ed esprime un insieme di valori e di risorse, si sta parlando di un bene comune e non di proprietà di qualcuno.
Sta alla regia attenta dell’istituzione pubblica far capire il significato di “bene comune” per non dare spazio a interessi personali e pensare alla propria terra.
Il dialogo, e solo il dialogo, è in grado di dare all’olivicoltura italiana la possibilità di continuare, con la predisposizione di un piano e di una strategia di marketing, a esprimere meglio il suo ruolo e a far capire che essa è, ancora una volta, vincente sul mercato, per la qualità e la diversità che riesce a esprimere con dovizia di particolari.
Questo fa dire che anche chi, curando soprattutto la quantità, ha svolto un suo importante ruolo nella ricerca e conquista dei mercati e di milioni o miliardi di consumatori, non può, ora più che mai, fare a meno della motrice qualità e diversità. Si sa che il mercato globale ha bisogno di quantità, ma dimenticare che il valore aggiunto di un successo vissuto che ci ha sempre visto primeggiare nel mondo con le professionalità espresse dai nostri confezionatori, stava nella qualità e nell’immagine del nostro Paese. Tant’è che le nostre industrie olearie, fra le più conosciute al mondo, da qualche anno sono patrimonio della Spagna.
Pensare bene al proprio ruolo ma anche al ruolo svolto e che possono svolgere gli altri per fare squadra, sapendo che distinguersi con le peculiarità a disposizione vuol dire farsi notare e, non solo, andare al superamento delle confusioni vissute fino ad oggi sul mercato del consumo.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Povertà nel mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 gennaio 2015

povertàSecondo nuove stime, quasi 1 miliardo di persone in più si troveranno in condizioni di estrema povertà se i leader del mondo non prenderanno decisioni chiave su povertà, disuguaglianza e cambiamenti climatici. Decisioni che dovrebbero essere assunte nei due cruciali summit di New York e Parigi alla fine di questo anno, mentre miliardi di bambini e adulti continuano a fare i conti con una vita di stenti e difficoltà.E’ l’allarme sollevato in tutto il mondo da più di 1.000 organizzazioni – fra cui Save the Children, l’Organizzazione che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e difendere i loro diritti, e GCAP- Global Call to Action against Poverty, la Coalizione Contro la Povertà – con il lancio oggi della nuova campagna action/2015 che chiede con forza ai leader mondiali di mettere in atto azioni concrete per arrestare i cambiamenti climatici prodotti dall’azione umana, sradicare la povertà e rimuovere le disuguaglianze.Secondo le stime della coalizione action/2015, anche facendo delle previsioni abbastanza conservative, il numero di persone in povertà estrema, cioè che vivono con meno di 1,25 dollari al giorno, potrebbe ridursi sensibilmente passando da oltre 1 miliardo a 360 milioni entro il 2030: sulla base dei calcoli effettuati dall’Università di Denver, nel 2030 circa il 4% della popolazione globale vivrebbe in povertà estrema (a fronte del 17% attuale) se quest’anno verranno prese decisioni chiave su disuguaglianze, lotta alla povertà e cambiamenti climatici, con una loro implementazione nei prossimi anni. Altre ricerche, che considerano un numero maggiore di variabili, dimostrano che lo sradicamento della povertà estrema – obiettivo chiave della campagna – è raggiungibile per la prima volta nella storia. Tuttavia se i leader non si impegneranno con slancio e al massimo per un ambizioso accordo allo Special Summit ONU sullo Sviluppo Sostenibile di settembre a New York e ai colloqui ONU sul Clima a Parigi in dicembre, e indietreggeranno nei loro sforzi, il numero di persone che vivono in povertà estrema potrebbe crescere di 1,2 miliardi entro il 2030. Questo incremento sarebbe il primo, dal 1993, nell’arco di una generazione e vedrebbe quasi 1 miliardo di persone in più in condizioni di povertà (886 milioni) rispetto a quante sarebbero se venissero interprese azioni specifiche e tempestive (360 milioni). In base a questo scenario, 1 persona su 3 nel mondo vivrebbe sotto la soglia di 2 dollari al giorno.Malala Yousafzai, Premio Nobel per la Pace che ha messo la sua vita in gioco per il diritto all’educazione, dichiara: “Le persone nel mondo vogliono che finisca l’ingiustizia, la povertà e l’analfabetismo. Il nostro mondo è interconnesso e i giovani sono pronti e attivi come mai finora, per vedere reali cambiamenti realizzarsi. Tutti insieme stiamo chiedendo ai nostri governanti di mettere in atto azioni concerete nel 2015 e ciascuno può fare la sua parte. Io continuerò a lavorare instancabilmente per spingere i leader ad afferrare questa opportunità per garantire istruzione primaria e secondaria gratuita e di qualità ad ogni bambino. Questo è il mio obiettivo e spero che la mia voce si senta come se fosse la voce di milioni di bambini che vogliono andare a scuola”.
Insieme a Malala, altri personaggi noti e di alto profilo – dalla regina Rania di Giordania a Desmond Tutu, Muhammad Yunus, Jody Williams, da Bono, Anne Lennox, Sting, a Ben Affleck, Matt Demon, Mia Farrow, da Bill e Melinda Gates, a Mo Ibrahim – appoggiano la coalizione, composta da più di mille organizzazioni in oltre 120 paesi del mondo. La campagna chiede con forza ai leader mondiali di approvare un piano per sradicare la povertà, prevenire pericolosi cambiamenti climatici e combattere la disuguaglianza nel corso dei due summit in programma: lo Special Summit sullo Sviluppo Sostenibile a settembre e la COP 21 ONU sul Clima a Parigi in dicembre che dovrebbe varare il nuovo accordo globale.Action/2015, annunciata da Malala quando le è stato consegnato il Premio Nobel per la Pace, è una delle più grandi campagne lanciate finora, che mette insieme ambiente, diritti umani, organizzazioni per lo sviluppo e network di ispirazione religiosa. Da nomi familiari come Amnesty International e Save the Children a organizzazioni della società civile che lavorano con le comunità locali, il movimento punta a far sì che gli accordi del 2015 siano influenzati dalle persone.
Parlando per action/2015, Amitabh Behar, attivista indiano contro la povertà dichiara:“Se falliamo in questo, potremmo vedere il numero di persone in povertà crescere per la prima volta nell’arco della nostra generazione. Ma se agiamo bene, contrastando povertà, disuguaglianza e cambiamenti climatici, avremmo la possibilità di sradicare la povertà estrema nell’arco di una generazione. Con due summit di questa importanza a pochi mesi l’uno dall’altro, il 2015 potrebbe essere uno degli anni più importanti per il nostro pianeta dalla fine della seconda Guerra mondiale, ma solo se non perdiamo quest’occasione”.Contestualmente al lancio della campagna, si stanno già tenendo attività ed iniziative in più di 50 paesi nel mondo: dal Libano e Liberia, a Norvegia, Sud Africa e Sri Lanka. Molti di queste sono guidate da giovani anche di soli 15 anni, in aree del mondo che sono tra le più direttamente interessate dagli accordi:
in Bolivia tre cortei congiunti a Laz Paz vedranno insieme grandi e piccoli, ciascuno di essi dedicato ad una delle tre questioni chiave della campagna: cambiamenti climatici, diseguaglianze e povertà.
In Costa Rica dei giovani saliranno sulle loro biciclette e parteciperanno a un corteo di ciclisti per portare i loro messaggi e slogan ai leader del loro paese.
In India ragazzi e ragazze stanno incontrando i leader di 15 Stati e più di 150 distretti per portare il loro messaggio di speranza.
A New York il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon incontrerà un gruppo di quindicenni per spiegare perché ci sia bisogno di un’azione globale nel 2015.
In Nigeria degli adolescenti illustreranno ciò che si attendono per il futuro al Ministro delle Finanze Ngozi Okonjo-Iweala durante un grande concerto.In Norvegia, una delegazione di campaigners di 15 anni incontreràil Primo Ministro Erna Solberg per esortarla ad avere un ruolo di primo piano nei due summit e ad assicurare un futuro migliore e sicuro per le persone e il pianetanel 2015.
In Tanzania, dei quindicenni incontreranno il Vicepresidente Mohamed Gharib Bilal per parlare delle loro aspirazioni per il futuro e delle azioni che si attendono dai leader politici nel 2015.
In Uganda un gruppo di giovani chiederà al Parlamento di ascoltare le loro richieste nel momento in cui consegneranno una petizione firmata da più di 10 mila ragazzi e ragazze.In Gran Bretagna alcuni giovani attivisti incontreranno il Primo Ministro David Cameron e Ed Miliband, il leader dell’opposizione, per esortarli a sfruttare la straordinaria opportunità dei 2 summit nel 2015.
Spiegando il perché della sua partecipazione alla campagna, Maryam, un’attivista dei diritti umani della Nigeria che sta per compiere 15 anni, dice:“Nel 2030 sarò adulta e potrei avere dei miei bambini. La mia generazione potrebbe non essere quella che prende decisioni oggi ma sarà quella che farà in modo che i nostri leader si assumano pienamente la responsabilità delle azioni che decideranno quest’anno. Io e migliaia di miei coetanei stiamo chiedendo loro di prendere le decisioni giuste, perché il nostro futuro è al palo. Noi chiediamo che essi prendano decisioni dettate dai bisogni delle future generazioni e non dagli interessi di breve termine della politica”.
Action/2015 chiede all’opinione pubblica di unirsi alla campagna per far sì che i leader mondiali si impegnino per un mondo migliore. Nel corso del 2015 la campagna offrirà occasioni e modi, ovunque nel mondo, affinché ciascuno possa influenzare i risultati di questo dibattito globale che potrebbe portare a:
∑ mettere fine alla povertà in tutte le sue forme;
∑ assicurare i diritti fondamentali, combattendo la disuguaglianza e la discriminazione;
∑ una più veloce transizione al 100% di energie rinnovabili;
∑ un mondo in cui ognuno possa partecipare e i leader siano tenuti a dare conto delle loro decisioni e azioni.

Posted in Cronaca/News, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Terrorismo o peggio ancora

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 gennaio 2015

TerroristaTra i piu’ interessanti e stringenti interventi elaborati sul massacro di Charlie Hebdo, quello dell’amico Erri de Luca m’è parso il più eloquente nel mettere sull’avviso qualunque tentativo di manomissione della verità: “Morire con la matita in mano, la scatola dei colori, mentre si sta disegnando lo sgambetto a una qualche tirannia, con lo strumento insuperabile del sorriso. La strage non si limita a minacciare la libertà di critica. Mira a ferire la libertà in se stessa, data per immorale dagli assassini”. Non ho la sua capacità comunicativa nè la sua sintesi di ghiaccio bollente, cercherò quindi di non farla tanto lunga con i soliti ossimori.
A Parigi la ghigliottina reclama il dazio che le è dovuto, la caccia è giunta a conclusione, i combattenti senza onore sono stati messi pancia a terra, adesso è tempo di contare i morti, i feriti, le eventuali attenuanti prevalenti alle aggravanti per lenire il dolore delle nuove assenze.Qualcuno si ostina a dire che non bisogna offendere il Dio degli altri, tanto meno provocare quel Dio tanto protetto e osannato. Qualcuno sarebbe ora tacesse. Dio e tutti i santi sono nominati invano e pure presi a scaracchi in terra nostra, in alcune parti italiche non si pronuncia parola che bestemmia non incolga, manco fosse sport d’imperio paesano, cittadino, fin’anche regionale-nazionale. Dio è preso a ginocchiate, tra sorrisi e pernacchie, un assolo straripante di parolacce e improperi, persino vip e famosi per forza ne fanno grande sfoggio, e chissà se qualcuno ricorda un grande mezzo busto di veneta periferia, che tra una notizia e l’altra, intratteneva bellamente il popolino con smargiassate di vario tenore.
Il comando alto ci impone di non nominare il nome di Dio invano, noi infrangiamo tranquillamente la regola, ciò è chiaramente diseducativo, profondamente sbagliato, perfino fastidioso, ma la punizione non contempla il taglio scarnificante del machete nè i botti in entrata del kalashnikov. Chiudere la partita affermando che quanto accaduto in Francia (dappertutto è residenza francese o almeno così la penso io) sia da ricondurre all’uso scriteriato di una satira qualunquista, una presa per il deretano irresponsabile del credo mussulmano, è a dir poco disarmante. Quanto accaduto a Parigi non è riconducibile alla semplice affermazione terroristica, pensare che quegli spari a bruciapelo siano il risultato di una banda di esaltati, di numeri a perdere, di persone destinate al macero, è quanto meno discutibile, riduttivo, drammaticamente semplicistico, una spiegazione minore a favore del prossimo colpo in canna. Ciò che sta avvenendo in Europa, in America, nel mondo occidentale, è esattamente ciò che sta imperversando in ogni parte del mondo, a democrazia esportata (nel processo di esportazione democratica non ho mai creduto) corrisponde altro identico sangue versato, a massacro perpetrato in nome di una giustizia alta, ecco la carneficina come equivalente di una giustizia meno importante, eppure delirante al punto da scambiare Dio con il carico di plastico da fare detonare tra infedeli e traditori, inventando patenti di eroi irriconoscibili e di martiri che invece non hanno onorato alcun dettato coranico.
E’ senz’altro terroristica la forma di guerra combattuta, è terrorismo il modo in cui si fa combattimento mordi e fuggi, è terrorismo figlio di una ideologia, è terrorismo che però non alimenta se stesso, ma si abbevera alla sua fonte, la religione, dove partorisce e nasce la sua capacità di erosione intellettuale, in quella parte di Corano sprovvisto di esegeti, di oracoli, di interpreti, di testimoni, i quali avrebbero tutto il diritto di predicare la necessità di non farsi infinocchiare, non dalla preghiera, non dalla fede, non dalla speranza che ognuno mantiene e custodisce per tentare di rimanere un uomo libero.
Quando la fede, diviene lo scarpone chiodato per fare politica, per rendere accettabile la miseria e il sopruso, allora, quella fede non ha piu’ nulla da recriminare se la religione professa vendette e guerre sante, se la voce di Dio è schiacciata tra incudine e martello, se profeti e testimoni vestono tute mimetiche vendute al migliore offerente.
L’Islam non è un mostro dalle mille teste, non c’è nulla di incomprensibile e quindi colpevolmente sconosciuto, piuttosto è la violenza l’arma letale che annienta il dialogo e la possibilità di accorciare le distanze, è violenza messa in atto per difendere, è violenza messa in campo per attaccare, la violenza che impone martirio e suicidio, la violenza che con prepotenza estirpa intere generazioni, la violenza che uccide in nome di Dio, la violenza che ammazza in nome della democrazia, la violenza che conta da una parte i morti per attentati e omicidi di massa premeditati, la violenza che adagia con indifferenza nelle fosse pubbliche centinaia di migliaia di innocenti in nome del riordino mondiale, di una presupposta difesa dei principi e diritti universali. Ostinato e cocciuto, per altri pensatori, arguto e lungimirante, c’è chi si ostina a specificare che non si tratta di fatti eclatanti riconducibili alla propria religione, c’è fretta di rimarcare che non c’entra nulla il Dio degli altri, ancora meno il sangue versato ieri, l’anno scorso, oppure domani. C’è urgenza di sottoscrivere l’epitaffio autoassolvente di un terrorismo becero e tracotante, emerge la necessità di confinare questa minaccia incombente in uno spazio ben delimitato, dove poi fare confluire l’urto potente e indiscriminato della pace e della democrazia, e chissà, potrebbe risultare addirittura meno costoso in termini di vite umane questa politica della bomba ( poco ) intelligente.
Non è terrorismo di tutti, non è terrorismo di ognuno e di ciascuno, l’islam moderato è una realtà, oltre che vittima primaria del terrorismo di matrice islamica, l’errore più grave in questo momento è confondere le cose, perdendo contatto e attenzione con la sostanza del vero problema.
Ma è terrorismo prettamente coinvolgente intere nazioni, popoli, genti, dove spesso il buon Maometto, uomo di pace e di cuore grande, è ridicolizzato a una sorta di caricatura feroce e dannatamente somigliante al sultano Salah Al –Din. Ovviamente le parole sono ben più di semplici sassi, vanno soppesate, non maldestramente ferocizzate. Eppure sullo sviluppo demografico, sulle problematiche dell’immigrazione legate anche a Schengen che consente liberi passaggi alle frontiere nonché sull’integralismo e sulle dinamiche sociali, occorre parlarne, discuterne, fors’anche mettersi a mezzo, di traverso, non nascondere la testa come fanno gli struzzi, perché non ammetterlo per puro tornaconto elettorale, non solamente è imperdonabile, ma equivale a non fare i conti con quanto ci sta aspettando al varco. Ah dimenticavo: personalmente “non mi sento Charlie Hebdo” piuttosto un cercatore infaticabile di sepolcri imbiancati, dove mai sarà domiciliato alcun Dio. (Vincenzo Andraous)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Contenzioso medico legale

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 gennaio 2015

medicinadifensiva“Il contenzioso medico legale sta seriamente minando la qualità del sistema sanitario nazionale. Bisogna attivare al più presto provvedimenti per fermare il boom delle cause contro i medici e regolare la responsabilità professionale”. E’ questo l’avvertimento lanciato oggi dagli specialisti riuniti a Caserta per il Congresso regionale dell’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI) dal titolo Update ed Applicazioni Pratiche in Ostetricia e Ginecologia. Da oggi fino a Sabato oltre 600 camici bianchi provenienti da tutta Italia si riuniscono nella città campana per discutere temi di grande attualità scientifica, sociale e politica. All’evento partecipano diversi esponenti delle istituzioni locali e nazionali. “Ogni anno oltre 34.000 cause legali vengono promosse contro i medici, circa 4.000 nella sola Campania – sottolinea il prof. Antonio Chiantera Segretaria Nazionale AOGOI -. Più del 98% di queste termina in assoluzione o archiviazione. La paura di essere denunciato da parte di pazienti o parenti ha portato all’esplosione del fenomeno della medicina difensiva. Esami e accertamenti inutili o superflui costano all’intera collettività più di 12 miliardi. Il contenzioso legale sta condizionando le scelte di carriera dei giovani medici che non vogliono più praticare specializzazioni ad alto rischio come la ginecologia e ostetricia. Lo Stato non può più consentire ai propri professionisti della sanità di lavorare in un clima di persistente “caccia alle streghe” che comporta pesanti ricadute sotto il profilo economico, psicologico e mediatico, oltre che a screditare l’intero servizio sanitario nazionale”. A Caserta è previsto anche l’intervento dell’Onorevole Benedetto Fucci, Segretario della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, che presenta il testo unificato della proposta di legge sulla responsabilità professionale derivante dall’atto medico.“E’ un provvedimento che aspettiamo da molti anni e nel nostro Paese i tempi sono ormai maturi per una forte e condivisa iniziativa legislativa – prosegue Chiantera -. L’AOGOI, insieme ad altre società scientifiche, ha dato il proprio contributo tecnico alla stesura del testo. Le nuove norme dovranno regolare il delicato aspetto delle spese assicurative che sono ormai diventate esorbitanti ed insostenibili. Il costo delle polizze per i camici bianchi è, infatti, aumentato del 5% negli ultimi tre anni. Spesso un ginecologo viene denunciato non per una sua negligenza, imprudenza o imperizia ma perché l’ospedale dove opera non può garantire al paziente un’adeguata assistenza a causa di problemi strutturali o deficit organizzativi. La legge propone quindi di spostare la responsabilità dal singolo medico alla struttura sanitaria nella quale lavora. Un altro provvedimento non più rinviabile è la creazione di un Osservatorio Nazionale che effettui un monitoraggio sui rischi ed eventi avversi in campo sanitario. Infine è necessario ridurre i tempi di prescrizione dell’azione di risarcimento che adesso arrivano a dieci anni”. “Attualmente la legge è ancora in discussione a Montecitorio – conclude Chiantera -. Deve essere approvata al più presto e il testo non dovrà essere stravolto durante il dibattito parlamentare. Il nostro auspicio è che, una volta entrata in vigore, possa davvero porre fine al problema del contenzioso medico legale e risanare i rapporti tra medici, cittadini e istituzioni”.

Posted in Diritti/Human rights, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Le cartelle esattoriali prive di adeguata motivazione sono nulle

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 gennaio 2015

cassazioneLa Cassazione rigetta il ricorso di Equitalia e conferma la sentenza della Commissione Regionale Tributaria di Lecce che aveva statuito questo principio. Le cartelle esattoriali prive di adeguata motivazione sono nulle. A ribadirlo l’ordinanza della sesta sezione civile della Corte di Cassazione n. 374 depositata il 13 gennaio 2015.
Con la decisione in questione, gli ermellini hanno rigettato i motivi esposti dall’Agenzia delle Entrate e da Equitalia ha confermato le precedenti sentenze di primo e secondo grado delle commissioni tribunali provinciali e regionali di Lecce che, in accoglimento delle eccezioni sollevate dal contribuente rappresentato e difeso in tutti i gradi di giudizio dall’avvocato Maurizio Villani, avevano annullato cartelle esattoriali prive di adeguata motivazione.
Il principio esposto dai giudici tributari e confermato dalla Suprema Corte di Cassazione, secondo Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, è importante perché tutti i contribuenti potranno impugnare le cartelle esattoriali prive di motivazione e difficili da interpretare.

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Necessario blocco sfratti

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 gennaio 2015

blocco-sfratti“Sinistra Ecologia e Libertà di Roma ha presentato in Assemblea capitolina e nei Municipi un Ordine del Giorno per chiedere al Prefetto il blocco degli sfratti in tutte quelle situazioni in cui sono coinvolti soggetti in possesso dei requisiti di cui alla Legge 9 del 2007. Infatti nel decreto legge n. 192 del 31 dicembre 2014, avente per oggetto “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative”, il Governo Renzi non ha inserito il rinvio delle esecuzione degli sfratti per finita locazione ai danni di nuclei con particolari condizioni di disagio economico e familiare. come anziani, portatori di handicap gravi, minori, malati terminali presenti in nuclei familiari con reddito complessivo lordo inferiore a 29 mila euro l’anno. Parliamo, quindi, di situazioni di estrema gravità che riguardano nuclei familiari che, una volta, eseguito con la forza pubblica lo sfratto, non hanno capacità economica e condizione familiare per poter reperire un alloggio alternativo sul mercato”. Lo dichiara in una nota Maurizio Zammataro, coordinatore Sel Area Metropolitana di Roma. “Questo decreto dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro i prossimi 60 giorni e già sono molte le prese di posizione di parlamentari che si dicono favorevoli alla riproposizione del rinvio dell’esecuzione degli sfratti nella stesura finale della legge. L’intervento del Prefetto che stiamo richiedendo con forza si rende quindi necessario affinché in questi due mesi non si eseguano degli sfratti che determineranno conseguenze drammatiche e irreversibili ai danni di soggetti che, sull’auspicato percorso parlamentare di conversione in legge del decreto, invece, rientrerebbero nella reintroduzione dei termini di sospensione dell’esecuzione.
Sinistra Ecologia e Libertà di Roma aderisce alla mobilitazione dell’Unione Inquilini che si svolgerà davanti alla Camera dei deputati il giorno martedì 20 gennaio dalle ore 10 alle ore 13 per richiedere la proroga degli sfratti e il diritto alla casa”, conclude.

Posted in Diritti/Human rights, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Alimenti e effetti salutistici

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 gennaio 2015

studiare a parmaÈ l’Università di Parma la vincitrice del bando “Scientific substantiation of health claims made on food: collection, collation and critical analysis of information in relation to claimed effects, outcome variables and methods of measurement”, emesso dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA).Il progetto di ricerca, di durata biennale, prevede un finanziamento di 213.000 euro. L’obiettivo è quello di fornire ad EFSA una raccolta completa e commentata della letteratura scientifica alla base della valutazione di specifici effetti benefici attribuiti a determinati alimenti, i cosiddetti Health Claims.Il gruppo di lavoro dell’Ateneo che realizzerà la ricerca è interdipartimentale. Il coordinamento dell’attività è affidato al Prof. Daniele Del Rio, del Dipartimento di Scienze degli Alimenti, affiancato da un gruppo di colleghi composto dai Professori Sergio Bernasconi, Riccardo Bonadonna, Alessandra Dei Cas, Giovanni Passeri, Carlo Pruneti e Ivana Zavaroni del Dipartimento di Medicina Sperimentale, dal Prof. Marco Ventura del Dipartimento di Bioscienze e dal Prof. Marco Vitale del Dipartimento di Scienze Biomediche, Biologiche e Traslazionali. Il successo della proposta presentata dall’Università di Parma è infatti il chiaro frutto dell’attività di intensa collaborazione tra persone e Dipartimenti che condividono interessi di ricerca applicata e clinica nel contesto degli alimenti e della nutrizione: una collaborazione che sempre di più contraddistingue l’Ateneo permettendogli di emergere come punto di riferimento a livello nazionale e internazionale.Nel corso dei due anni di progetto saranno reclutate diverse figure operative, incluse quella di un esperto di elaborazione dati, di un junior principal investigator, e numerose altre posizioni di “junior expert” che lavoreranno a stretto contatto con il gruppo di docenti coinvolti nelle attività progettuali, in linea con la missione universitaria della valorizzazione delle competenze nell’area delle scienze degli alimenti e della salute.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Rischio cardiometabolico: diagnosi e terapia per evitare un invecchiamento precoce

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 gennaio 2015

Brescia. Individuazione dei pazienti a rischio, esami diagnostici che consentano di valutare il danno d’organo e tempestivo trattamento. Sono questi gli strumenti principali per contrastare l’ipertensione arteriosa, il più frequente fattore di rischio cardiovascolare correggibile con la terapia. Una condizione che molto spesso si associa ad altri fattori di rischio metabolici, come la dislipidemia, le alterazioni del metabolismo glucidico e il diabete, spesso associati a obesità, iperuricemia e sedentarietà.
«La pressione alta è un fattore di rischio cardiovascolare tra i più importanti. Gli eventi cardiovascolari, come infarto e ictus, sono preceduti da alterazioni di vari organi bersaglio. Queste alterazioni in molti casi inizialmente non provocano sintomi ma sono in seguito la vera causa della malattia. È su questi danni d’organo che bisogna intervenire, impedendo che si sviluppino o che progrediscano» spiega Enrico Agabiti Rosei, direttore del Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali dell’Università di Brescia e presidente del simposio internazionale dal titolo “Management of cardiometabolic risk and healthy aging” organizzato dal Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali dell’Università di Brescia e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.
ipertensione2L’ipertensione provoca un sovraccarico di pressione a danno del ventricolo sinistro del cuore. Ciò determina un’ipertrofia, cioè un aumento della massa muscolare del ventricolo e di conseguenza possibili danni al cuore. Per queste ragioni è raccomandato un controllo nelle persone con pressione alta per verificare il rischio di problemi cardiaci. «Tra gli esami disponibili, l’elettrocardiografia è quello a minor costo, ma anche con una bassa capacità di individuare l’ipertrofia del ventricolo» prosegue Agabiti Rosei. «La risonanza magnetica cardiaca consente di visualizzare immagini in 3D del cuore con un’elevata risoluzione, ma la sua limitazione è rappresentata dalla scarsa diffusione e dai costi elevati. L’ecocardiografia rappresenta sicuramente un valido metodo per l’individuazione dell’ipertrofia, è disponibile in molti ospedali e a un costo relativamente contenuto. La principale limitazione riguarda la minore risoluzione delle immagini rispetto alla risonanza magnetica, ma con lo sviluppo di nuovi programmi per la visione in 3D, l’ecocardiografia potrebbe avere sviluppi promettenti in futuro. Oggi comunque l’ecocardiografia standard rappresenta l’esame più utilizzato per la valutazione della struttura del ventricolo sinistro nei pazienti con ipertensione».
Un altro metodo per individuare i danni provocati dall’ipertensione riguarda lo studio delle arterie di calibro maggiore, che perdono progressivamente elasticità, e anche l’analisi delle piccole arterie e della rete capillare. Infatti l’ipertensione arteriosa provoca alterazioni del microcircolo, principalmente l’incremento dello spessore della parete e la riduzione del diametro interno delle piccole arterie, e queste alterazioni sono un potente predittore di eventi cardiovascolari. «Il microcircolo è quella parte del circolo composta da vasi di piccolissime dimensioni (inferiori a 300 micron), responsabile non solo della distribuzione del sangue negli organi più importanti ma anche delle sue resistenze al flusso» spiega Agabiti Rosei. «Rappresenta dunque la sede di alterazioni che influenzano anche la circolazione delle grandi arterie». In alcuni studi la valutazione della struttura delle piccole arterie è stata eseguita con una tecnica, detta micromiografica, assai precisa e attendibile, utilizzata in pochi laboratori di ricerca, nella quale i piccoli vasi vengono dissezionati e isolati da biopsie tissutali, e sottoposti a misurazioni morfologiche e a valutazione delle risposte funzionali. La tecnica micromiografica ha permesso di confermare le alterazioni delle piccole arterie nei soggetti ipertesi e di confermare come i trattamenti farmacologici e clinici possono invertire questo processo. Da non trascurare, però, anche i cambiamenti dello stile di vita.
«Una cospicua riduzione di peso in pazienti con grave obesità incide significativamente non soltanto su diverse alterazioni emodinamiche (come la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca) e metaboliche (dislipidemia, insulino-resistenza) ma anche sul danno d’organo precoce e in particolare sulle alterazioni della struttura del microcircolo» aggiunge Agabiti Rosei. «La riduzione del peso corporeo si associa a un notevole miglioramento delle alterazioni strutturali vascolari nelle piccole arterie sottocutanee nonché degli indici circolanti di stress ossidativo. L’obesità si associa infatti, fra le altre cose, a una marcata alterazione della struttura di parete dei piccoli vasi e a una perdita della normale funzione dell’endotelio, lo strato di cellule che riveste internamente i vasi. Sono fattori che possono concorrere all’aumento del rischio cardiovascolare osservato in questi pazienti».
Anche l’analisi della struttura microvascolare presente nella retina dell’occhio può essere utile per valutare i cambiamenti provocati dall’ipertensione nei piccoli vasi e il danno d’organo cardiaco. La valutazione delle arteriole nel fondo dell’occhio mediante flussimetria laser Doppler potrebbe rappresentare una procedura non invasiva e facilmente ripetibile per ottenere informazioni sulla morfologia microvascolare della retina e le modificazioni provocate dall’ipertensione.
I fattori di rischio, soprattutto l’ipertensione, possono favorire le alterazioni strutturali e funzionali delle arterie di piccolo e grande calibro che configurano il quadro di un precoce invecchiamento vascolare, che a sua volta può essere prevenuto e corretto con una adeguata terapia. Per ottenere il risultato migliore è necessario che venga effettuata un’accurata stratificazione del rischio vascolare globale e un tempestivo trattamento, perché una terapia tardiva o parziale consente di ottenere solo un modesto beneficio.
Oggi sono allo studio nuovi farmaci per il trattamento delle ipercolesterolemie, delle iperuricemie, del diabete mellito e dell’ipertensione arteriosa, dei quali si è ampiamente discusso durante il simposio. Per quanto riguarda il trattamento dell’ipertensione, gli esperti riuniti al Simposio di Brescia hanno sottolineato l’utilità dei farmaci in associazione, in particolare tra un sartano e un calcio-antagonista. «Nonostante l’ampia disponibilità di trattamenti antipertensivi, solo il 30% dei pazienti italiani ipertesi riesce a portare i propri livelli di pressione nella norma, anche perché molti pazienti non assumono i farmaci prescritti» sottolinea Agabiti Rosei. «La combinazione di due antipertensivi semplifica il regime terapeutico, riducendo il numero di compresse da assumere e quindi migliorando l’aderenza alla prescrizione del medico. Anche se spesso la pressione alta non provoca sintomi, le persone ipertese non dovrebbero dimenticare che un abbassamento medio di pochi millimetri di pressione sistolica può ridurre in maniera significativa il rischio di mortalità dovuta a cardiopatia ischemica e ad altri eventi cardiovascolari, nonché il rischio di mortalità da ictus».

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

EXPERT SYSTEM: consolida la propria presenza in UK e nomina il nuovo Vice President of Sales per il Regno Unito e l’Irlanda

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 gennaio 2015

Expert SystemExpert System, società leader nello sviluppo di software semantici per la gestione strategica delle informazioni e dei big data, quotata sul mercato AIM Italia, organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A., consolida la propria presenza in UK e Irlanda, puntando sulle potenzialità uniche di Cogito per l’espansione del business, e nomina Nicky Singh Vice President of Sales per il Regno Unito e l’Irlanda. Nicky Singh, che assumerà nella sede di Londra un ruolo strategico per lo sviluppo delle vendite e delle relazioni con i partner, entra nel team di Expert System dopo aver maturato una significativa esperienza nel mercato dei software aziendali e aver guidato con successo l’ingresso di nuove realtà aziendali nel complesso mercato del Regno Unito. Nicky Singh ha ricoperto posizioni commerciali di rilievo per Microsoft UK, Autonomy e Coveo, contribuendo alla crescita del fatturato e all’entrata in nuovi mercati di interesse.
“Siamo molto lieti di accogliere Nicky Singh nel nostro Gruppo” ha dichiarato Luca Scagliarini, CEO Expert System USA. “In Europa, il mercato UK si configura come uno dei più interessanti per quanto riguarda l’ambito delle tecnologie per la gestione delle informazioni: siamo certi che Nicky, grazie a un’esperienza di oltre 10 anni nel settore delle vendite e a una profonda conoscenza del settore di riferimento, supporterà con successo questa nuova fase di crescita di Expert System.”La nomina del nuovo Vice President of Sales si pone in linea con i piani di crescita internazionale, intrapresi con l’ingresso nel mercato tedesco, svizzero e austriaco, la fondazione di “Expert System Iberia” al fine di presidiare il mercato spagnolo e dell’America Latina con l’acquisizione delle divisioni ICM e iLab di iSOCO.
Expert System S.p.A, leader in tecnologia semantica e società quotata sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana, ha sviluppato Cogito, il software brevettato che combina linguaggio e tecnologia per potenziare la capacità di usare contenuti non strutturati. I prodotti e le soluzioni di Expert System, basati sull’avanzato motore di analisi di Cogito e su una ricca rete semantica, superano i limiti dei tradizionali approcci a parole chiave e offrono un’ampia gamma di funzionalità, tra cui: ricerca semantica, text analytics, sviluppo e gestione di tassonomie e ontologie, categorizzazione automatica, estrazione di dati e metadati, elaborazione del linguaggio naturale. Tra i principali clienti: Eni, ING Direct, Telecom Italia, Ansa, Camera dei Deputati, Intesa Sanpaolo, Il Sole 24 ORE. Expert System ha uffici in Italia, Europa e Stati Uniti.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »