Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Umanizzazione della cura

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 gennaio 2015

università cattolicaE’ iniziato nel week-end a Brescia il corso “Umanizzazione e dimensione spirituale della cura nei contesti interculturali” (responsabile scientifica Prof.ssa Marialuisa Gennari – Università Cattolica) organizzato dall’Alta Scuola di Psicologia Agostino Gemelli (Asag) dell’Università Cattolica e dall’Irccs San Giovanni di Dio – Fatebenefratelli di Brescia, che si concluderà nel mese di dicembre. Alla base del corso vi è la convizione che non si cura il corpo senza curare anche l’anima e quando l’anima parla un’altra lingua, altre geografie, altri costumi, per l’operatore sanitario si aprono nuove prospettive professionali. «Non è solo un problema di lingue ma di cultura e non è solo un problema di tecnica ma di empatia – spiega Antonino Giorgi, docente dell’Università Cattolica di Brescia – come ha evidenziato questo primo modulo». Il corso consta di otto moduli organizzati presso l’Istituto bresciano (due giorni al mese) e si rivolge a una platea di professionisti laureati con esperienza nei luoghi di cura, oltre che a cappellani, religiosi, operatori pastorali e volontari: l’obiettivo è formare operatori socio-sanitari e pastorali che siano in grado di supportare il malato e la sua famiglia, particolarmente se stranieri.
Alla base di quest’iniziativa vi sono la concezione olistica della cura (corpo-psiche-anima) e l’evoluzione del sistema socio-sanitario che richiede sempre più spesso delle nuove professionalità, solidamente formate e davvero capaci di mediare le proprie competenze in un contesto di integrazione con altre lingue ed altre culture. «Dal lavoro dei gruppi è già emerso un dato importante – sottolinea Giorgi – e cioè l’aumento della fragilità umana nella società attuale. L’aumento delle forme di demenza, ad esempio, è un indicatore macroscopico di questa tendenza, rispetto alla quale l’operatore deve cambiare il proprio punto di vista tradizionale, dotarsi di strumenti interpretativi nuovi e addirittura reinterpretare il concetto di fragilità».
In breve, il corso sta insegnando a riconsiderare la fragilità: «Dobbiamo smetterla di dipingere il demente come un bambino, perché sbaglieremmo approccio: la fragilità di un anziano malato è piuttosto una delle sue caratteristiche personali e l’approccio olistico alla sofferenza insegna a superare la visione tradizionale che segmenta gli aspetti psicopatologici e fisiologici come se fosse possibile curare la persona “a pezzi”. Ergo, dobbiamo fare un salto epistemologico per compierne uno professionale e il corso serve a decodificare questa realtà e aiuta il professionista a compiere questo passaggio, che si traduce in una migliore cura».
In questo contesto rientra anche il tema della spiritualità come parte integrante dell´essere umano, insieme a quello interculturale. In tal senso, presso l’Irccs Fatebenefratelli di Brescia è partito di recente anche un corso sull’accompagnamento spirituale dei sofferenti. Il corso dell’Università Cattolica di Brescia si articola in lezioni teoriche (150 ore), laboratori (100 ore) e un periodo di tirocinio, anche all’estero, grazie alla collaborazione dell’ospedale San Giovanni di Dio di Barcellona. Una delegazione di quel nosocomio ha partecipato al primo modulo di lezioni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: