Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 6 febbraio 2015

Celebrating 60 Years of Disneyland

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 febbraio 2015

60 Years of DisneylandVan Eaton Galleries, 13613 Ventura Blvd, Sherman Oaks, California Friday, February 6, 2015 from 10:00 a.m. to 5:00 p.m. Van Eaton Galleries, one of the world’s premier animation artwork and collectible galleries located in Sherman Oaks, California will host Celebrating 60 Years of Disneyland and honoring the legacy of Walt Disney prior to the massive collection going to auction on February 28 and March 1, 2015. The Story of Disneyland Collection SPECIAL MEDIA PREVIEW SNEAK PEEK EXHIBIT. Bob Gurr, one of Walt Disney’s original imagineers and designer of most of Disneyland’s rides will be a special guest for press until 12 Noon. Gurr’s personal stories and anecdotes from his time working with Walt Disney are extraordinary. The Story of Disneyland Collection is the most comprehensive and complete collection to ever come to market and provides an unprecedented narrative into the story of Walt Disney’s beloved Disneyland theme park. (photo: 60 Years of Disneyland)

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Italian wine week a New York: una trentina di aziende rappresenta il Fvg

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 febbraio 2015

Italian wine week a New YorkGuidate dalla Camera di Commercio di Udine – che le coordina nella più grande rete italiana di imprese vinicole in Ocm vino, con un budget di 1 milione di euro – si presentano al pubblico specializzato della fiera-evento tra incontri d’affari e grandi degustazioni. Alcune partecipano anche a Slow Wines Ny, sempre al Waldorf della Grande mela Quasi 30 aziende del vino da tutto il Friuli Venezia Giulia, guidate dalla Camera di Commercio di Udine, stanno tenendo alta la bandiera della regione a due degli eventi di settore più prestigiosi e ricercati del mondo: l’Italian Wine Week “Vino 2015” e Slow Wine Tour, eventi che si stanno articolando proprio in questi giorni nelle sale del Waldorf Astoria di New York. Lì, tra conferenze stampa di presentazione dei territori e delle eccellenze vinicole delle varie regioni italiane presenti, ma soprattutto incontri d’affari “one to one” e speciali degustazioni guidate, le aziende del Fvg stanno presentando i loro migliori vini a un pubblico selezionato di esperti, importatori, distributori, oltre ai più noti e apprezzati “comunicatori” e divulgatori internazionali del mondo del vino. La platea è di prim’ordine, «e le occasioni per le singole aziende vengono valorizzate dalla forza della rete che rappresentiamo», commenta il presidente camerale Giovanni Da Pozzo che, accompagnando le imprese, sta portando avanti tutti gli incontri con le principali istituzioni economiche della Grande mela. «La maggior parte delle aziende vinicole qui presenti si sta muovendo sotto il cappello di Friuli Future Wines, la più grande rete italiana di imprese vinicole, coordinata proprio dalla Cciaa udinese, che consente a ciascuna aziende di scegliere le iniziative promozionali più adatte e tagliate su misura per la propria realtà, ma di muoversi con il peso e la forza, rappresentativa e organizzativa, di una vera e propria aggregazione. Un progetto che per il quinto anno consecutivo si finanzia grazie all’“Ocm vino”», percorso che consente alle imprese di avere un budget di circa 1 milione di euro per attività promozionali sui mercati extraeuropei (quest’anno le aziende friulane hanno scelto Usa, Russia, Cina e la new entry Giappone), metà coperti dalle imprese stesse con fondi propri e metà da fondi dell’Unione europea, destinati per tramite del Ministero delle politiche agricole e della Regione. «Ed è un peccato che, nonostante abbiamo cercato le possibili sinergie, la nostra Regione non sia riuscita a essere con noi, a questi eventi newyorchesi – aggiunge Da Pozzo -, che si confermano momenti fondamentali per far conoscere, attraverso alcuni dei migliori prodotti delle imprese presenti, l’intero Friuli Venezia Giulia, su un palcoscenico impareggiabile». Palcoscenico mondiale, di certo, perché gli Stati Uniti sono un punto di riferimento a livello globale e restano saldamente il primo mercato per le bevande esportate dal Friuli Venezia Giulia (il valore è rappresentato quasi interamente dal vino), con quasi 20 milioni di valore – ossia ben il 25,25% dell’intero export di bevande – e con una crescita tra 2013 e 2014 del 9,51%. (foto: Italian wine week a New York)

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Resetting EU external action: potential and constraints

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 febbraio 2015

EU external actionThe 8th of February 2015 marks the end of the first 100 days of the new European Commission. On this day, Federica Mogherini is supposed to present a report assessing the internal structures of the European External Action Service (EEAS).The new leaders in Brussels, the associated atmosphere of departure, and an ambitious review calendar for 2015 have raised expectations that the EU will finally “get real” about its common foreign policy.The policy paper by Nicole Koenig puts these expectations into perspective and formulates recommendations for a more coherent, effi­cient, and strategic EU external action. The new leaders would be advised to learn from the successes and failures of the past five years. More concretely, they should:
1. Foster more systematic coordination: There is no need for more, but rather for more systematiccoordination. This entails a better identification of relevant thematic interfaces between the various areas of EU external action with their different time frames.
2. Streamline to prevent turf wars: A clear delineation of competences should sometimes be preferred over increased coordination. Streamlining would also imply reducing the number of coordinating positions within the EEAS.
3. Think and act more strategically: The High Representative should launch a gradual process of strategic rethinking. The final output should depend on real substance and added value. However, strategic rethinking should not stand in the way of timely and visible EU action when external developments call for it. (photo: EU external action)

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Conference “Urbanized landscapes in early Syro-Mesopotamia and prehispanic Mesoamerica”

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 febbraio 2015

bolognaBologna Piazza San Giovanni in Monte 2, Aula Prodi of the Department of History and Cultures, Program:9th February, h 14.30 Gary Feinman (Chicago), The comparative investigation of early urbanized landscapes: an interdisciplinary reframing David Wengrow (London), Cities before the state in early Eurasia Nicolò Marchetti (Bologna), Conceptualizing urbanized landscapes in early Syro-Mesopotamia
10th February, h 9.30Davide Domenici (Bologna), Beyond Dichotomies: Comparing Mesoamerican Urban Societies Nikolai Grube (Bonn), Low-population cities and invisible bureaucracies: Were Maya kingdoms states? Norman Yoffee (Santa Fe), “The Evolution of Urban Society” today: Robert Adams in and for a new century The meeting may also be followed in streaming through the web <www.orientlab.net/adams50>. Discussions will be recorded and published in the proceedings as well, after an editorial process. Publication will follow the open access format.Papers, pointing to new avenues of research and questioning established schemes, will revolve around the questions below, by taking also into consideration environmental markers and landscape features, scales of analysis, indicators and samples, models of social organization.Registered attendees may present a problem during discussions after each paper through 5-slides/5-minutes maximum to better illustrate their argument: a 10-words maximum title is required to describe the problem which they will tackle.
The conference is organized on the occasion of the 50th year (actually 49, but it will be 50 when our proceedings are published) since the publication of Bob Adams’ The evolution of urban society: early Mesopotamia and prehispanic Mexico in 1966. An updated bibliography of Bob Adams may be downloaded from the conference website.

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Per De Cecco il 1° bond del Fondo Sviluppo Export di SACE

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 febbraio 2015

de ceccoFondo Sviluppo Export, il nuovo fondo di credito nato su iniziativa di SACE, ha approvato la sottoscrizione di un’obbligazione da 12,5 milioni di euro che sarà emessa da De Cecco, pastificio leader mondiale nel segmento premium con un’offerta di prodotti di qualità che include olio extravergine d’oliva, sughi pronti, derivati del pomodoro e bakery (sostitutivi del pane). Si tratta della prima operazione del Fondo Sviluppo Export, creato con l’obiettivo di sostenere export e internazionalizzazione delle imprese italiane aprendo il mercato nazionale a fonti di finanziamento di medio-lungo termine, aggiuntive al canale bancario.
Già attiva in 120 mercati, con l’emissione obbligazionaria De Cecco mira a supportare il piano di sviluppo del brand nei mercati più redditizi per la pasta come Stati Uniti, Giappone, Inghilterra, Germania, Francia e Sud Est Asiatico. L’iniziativa rafforza il processo di sviluppo internazionale realizzato negli anni, in cui De Cecco ha avuto SACE al proprio fianco in altre due operazioni: SACE ha garantito nel 2011 un finanziamento da 16 milioni di euro per l’acquisizione di First Pasta, secondo player nel mercato della pasta in Russia; nel 2014, un finanziamento da 10 milioni di euro per l’acquisto di materie prime, in particolare il grano.
Con questa operazione SACE conferma il proprio sostegno alla capacità di investimento e alla crescita internazionale delle imprese del settore agroalimentare, comparto simbolo del Made in Italy protagonista di Expo 2015, di cui SACE è “Official Partner for Italy’s International Growth”.
Fondo Sviluppo Export, gestito da Amundi Sgr, ha una disponibilità complessiva di 350 milioni di euro ed è aperto a tutte le imprese con massimo 3.000 dipendenti provenienti da settori quali industria, beni di consumo, healthcare, comunicazione & tecnologie per la comunicazione, infrastrutture e trasporti. Il Fondo consente all’impresa di finanziare un ampio spettro di attività nell’ambito di progetti di export, internazionalizzazione o di rilievo strategico per l’Italia: da investimenti diretti all’estero, come acquisizioni, fusioni o joint venture, a investimenti in Italia in ricerca e sviluppo, da spese per acquisto o rinnovo di macchinari e impianti, ad attività di comunicazione e marketing.

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Prevenzione e riabilitazione dalle droghe

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 febbraio 2015

E’ notizia recente della quasi morte di un quindicenne milanese a causa dell’abuso di marijuana e hashish. Abuso che ha portato questo adolescente in uno stato di coma per 20 giorni. Varie e diverse le cause ipotizzate: l’eccessivo quantitativo assunto, la qualità scadente delle droghe assunte, una preesistente patologia di cui il ragazzo soffriva. Purtroppo non c’è nessun accenno a quella che è una recente causa di effetti indesiderati e pericolosissimi che l’assunzione di marijuana sta provocando in chi l’assume: oggi la marijuana è più potente che mai! Infatti la potenza media della droghe aumenta di anno in anno. Nella marijuana sono presenti numerose tossine, ma l’elemento chimico intossicante più potente che vi è contenuto è il THC o tetraidrocannabinolo. Con l’introduzione di nuovi metodi di coltivazione la quantità di THC contenuta nella marijuana è pesantemente aumentata. Esiste infatti sul mercato una forma di marijuana che è molto più potente, denominata “sensimilla”. Basti pensare che tra il 1986 ed il 2009 la potenza media della marijuana è aumentata dal 3% di TCH a quasi il 10%, mentre nella sensimilla la concentrazione di THC è stata trovata a più alte percentuali, persino fino al 37% e pertanto 10 volte più potente e forte della marijuana del passato. Chiaramente l’uso di una droga più potente procura conseguentemente maggiori effetti indesiderati come quelli, per esempio, che tristemente hanno colpito il quindicenne milanese. La notizia sulla intossicazione dell’adolescente illustrava inoltre come le attività di controllo nelle scuole, da parte delle Forze dell’Ordine, fossero delle misure assolutamente indispensabili per reprimere il fenomeno dello spaccio. Ovviamente va bene la repressione, ma forse varrebbe la pena mettere una maggiore attenzione su una particolare strada che dovrebbe essere battuta maggiormente: la prevenzione! Una semplice, diretta e non allarmistica informazione che porta gli studenti ad una maggiore consapevolezza sulle diffuse falsità che ammantano l’uso di droghe ed alcool, magari spiegata da chi ha vissuto sulla propria pelle il dramma di questa piaga sociale, ma che ne è uscito e che è quindi in grado di colpire gli studenti con una storia vera, reale, ma non da reality, che possa parlare lo stesso linguaggio dei ragazzi è certamente in grado di produrre molti più risultati di una “bella romanzina” o di innumerevoli statistiche e percentuali. Da diversi anni l’associazione Narconon Sud Europa svolge con successo, soprattutto nelle scuole, conferenze di prevenzione portando testimonianze vere di storie vissute da persone che oggi possono orgogliosamente affermare di aver vinto la propria sfida con la droga e l’alcool. Chi fosse inoltre interessato ad approfondire questo argomento o ricevere informazioni relative ad altre droghe, può contattare l’associazione Narconon Sud Europa allo 02.36589162 e richiedere una copia gratuita dell’opuscolo “10 cose che i genitori potrebbero non sapere riguardo alla marijuana”.

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Veeam raggiunge risultati record nel 2014 con ricavi pari a $389 Milioni ed una crescita annua del 40%

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 febbraio 2015

milanoMilano. Veeam® Software, innovativo fornitore di soluzioni per l’alta disponibilità dei Data Center Moderni (Availability for the Modern Data Center™), ha rilasciato oggi i risultati conseguiti nell’anno fiscale 2014, realizzando ricavi per $389 Milioni, con una crescita del 40% rispetto allo scorso anno fiscale. Inoltre, il quarto trimestre del 2014 rappresenta il 28° trimestre consecutivo in cui i ricavi di Veeam hanno registrato una crescita sequenziale a doppia cifra percentuale.
La release del nuovo Veeam Availability Suite v8 ha notevolmente contribuito a raggiungere questi risultati record con la creazione di una nuova categoria di soluzioni IT: Availability for the Modern Data Center™. L’Availability Suite v8 di Veeam introduce più di 200 nuove funzioni e aggiornamenti, tra cui Veeam Cloud Connect, l’integrazione con NetApp e importanti miglioramenti nella replica dei dati e nel disaster reecovery. Veeam supporta le organizzazioni a diventare Always-On Business™, garantendo tempi di rispristino e point objectives (RTPO™) inferiori a 15 minuti per tutte le applicazioni e i dati, attraverso un modello radicalmente nuovo di soluzione che offre ripristino ad alta velocità, l’eliminazione della possibilità della perdita dei dati, protezione certa, ottimizzazione dei dati e completa visibilità. “Al giorno d’oggi le attività di business sono in funzione 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana e momenti di pausa non sono mai ammessi. I leader del mercato sono alla ricerca di partner in ambito tecnologico che li aiutino ad essere Always-On Business; il successo di Veeam nel 2014 dimostra chiaramente che offriamo soluzioni innovative di disponibilità di dati (availability) che vincono le sfide reali del business”, dichiara Ratmir Timashev, CEO di Veeam. “La nostra release di Veeam Availability Suite v8 ha avuto persino più successo di quanto ci aspettassimo, con più di un terzo dei nostri clienti che hanno completato l’upgrade nei primi 60 giorni. È la prova della forte domanda di soluzioni per la disponibilità del data center. Con quasi otto milioni di macchine virtuali in tutto il mondo la cui disponibilità di dati è garantita da Veeam, stiamo trasformando il moderno data center unendo la virtualizzazione, il cloud e le tecnologie di storage; la nostra crescita continua mostra il successo della nostra visione e della nostra capacità di realizzazione. Il 2014 è stato un anno fantastico, e siamo convinti che il nostro successo continuerà e che raggiungeremo il nostro obiettivo di $1 miliardo di fatturato annuo entro il 2018.”

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FLIPPS investe in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 febbraio 2015

FLIPPSLa presentazione ufficiale si è svolta a Milano alla presenza dei vertici BVMedia e Publishare, le società che si occuperanno della diffusione italiana, di Paolo Pavan, Ceo Wigepa e responsabile di FLIPPS Europa, e di Metodi Filipov, cofondatore della APP, il quale ha illustrato le caratteristiche tecniche e le potenzialità commerciali della piattaforma FLIPPS, la prima app al mondo in grado di visualizzare istantaneamente sul televisore contenuti multimediali HD sfruttando la rete internet senza l’utilizzo di complessi setup, cavi, usb key, decoder o altro. Una tecnologia brevettata che al momento offre oltre 180 canali con un archivio di più di 300.000 titoli unici tra Film, Cartoni animati, Musica, News, Sport e molto altro sempre disponibile e comodamente navigabile dal proprio device.“All’origine di FLIPPS – ha spiegato Filipov – c’è la convinzione che il digitale debba essere qualcosa di semplice. E che quindi il rapporto tra mobile e tv debba escludere la presenza di cavi, telecomando, box e supporti. Il collegamento deve essere immediato e facile per permettere all’utente di godere di un’esperienza televisiva unica. Per capire FLIPPS basti pensare che l’80% del pubblico americano utilizza un mobile device (smartphone o tablet) mentre guarda la tv e che le previsioni stimano che nel 2018 il 90% possiederà una smart tv”.“In Europa – ha aggiunto Pavan – siamo presenti da due anni e oggi i dowload europei rappresentano il 47% del totale. 4 mesi fa la permanenza media su FLIPPS Italia era di 24 minuti, oggi siamo a 67 minuti. Prima la Gran Bretagna, seconda la Germania, terza la Spagna. Oggi FLIPPS ha 300.000 utenti italiani, il 70% settimanali e il 30% quotidiani. Il nostro obiettivo è raggiungere 1 milione di download entro il 2015”.FLIPPS ha grandi aspettative per l’Italia, un mercato importante soprattutto dal punto di vista qualitativo e dei contenuti che l’Italia potrebbe offrire al mondo. Il pubblico italiano nel mondo è numericamente consistente ( sono già stati raggiunti 1 milione 800 mila user italiani) ed è molto interessato a seguire informazioni e programmi dall’Italia. Con FLIPPS potrebbe farlo in modo assolutamente facile e gratuito, semplicemente scaricando una app sul proprio device e potendo trasferire i contenuti direttamente sul proprio televisore smart. A confermare l’attenzione per il mercato italiano della società americana l’avvio, a partire da lunedi 9 febbraio, del primo canale di notizie in italiano su FLIPPS. Si chiamerà TAP NEWS e sarà realizzato da ESTE News del Gruppo Media News. Un tg vero e proprio di 25 minuti, ogni giorno dalle ore 19 (italiane), preceduto da 15 minuti di approfondimento sportivo.“Uno dei canali al quale crediamo molto – aggiunge Valerio Gallorini di BVMedia, responsabile FLIPPS Italia – è FILM MAGIC, dedicato ai film indipendenti e che permette la distribuzione internazionale di tutte quelle produzioni ( e in Italia ce ne sono tante e di qualità!) che nei circuiti ufficiali e in tv non riuscirebbero mai ad entrare. E’ una grande opportunità che vogliamo offrire ai talenti italiani e che a breve attiveremo anche in italiano. FLIPPS in Italia ha un futuro grandioso”.“L’Italia – dice Pavan – paga purtroppo il gap digitale rispetto ad altri paesi del mondo e d’Europa. Speriamo possa presto diminuire perché il futuro passa da qui. Internet può offrire la valida alternativa all’utilizzo dei trasmettitori, che sappiamo avere ripercussioni sull’inquinamento elettromagnetico. Con FLIPPS è possibile portare un canale in HD su tv tramite internet, con percezione qualitativa anche in quelle zone dove il supporto delle infrastrutture è carente”.Al di là della tecnologia però sono i contenuti a fare la differenza. E l’offerta FLIPPS su questo è decisamente interessante e in grande espansione: “Abbiamo coinvolto gli editori più importanti – conclude Filipov – e aperto oltre 180 canali internazionali. Un’opportunità unica perché permette una divulgazione internazionale di programmi che altrimenti avrebbero solo un circuito nazionale, e inoltre con possibilità di targettizzare il pubblico per aree geografiche”.FLIPPS è l’unica applicazione al mondo in grado di aggregare oltre 250 mila supporti tv, compatibile con più di 5000 modelli diversi di smart TV, con Xbox, Dish Hopper, Apple Tv, Chromecast e apparati DLNA compatibili. Alcuni contenuti sono a pagamento, ma a costi accessibili: l’abbonamento Premium, ad esempio, costa 5,99 al mese ed è revocabile, senza vincoli temporali, in qualsiasi momento. (foto: FLIPPS)

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Far progredire la sicurezza alimentare

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 febbraio 2015

sicurezza alimentareGli esperti di IBM Research e Mars, Incorporated hanno fondato il Consortium for Sequencing the Food Supply Chain, una piattaforma di sicurezza alimentare collaborativa che utilizzerà i progressi nella genomica per far progredire le nostre conoscenze in merito a ciò che rende un alimento sicuro. Proteggere l’approvvigionamento alimentare globale è una sfida di dimensioni monumentali per la salute pubblica. Solo negli Stati Uniti, ogni anno, una persona su sei è colpita da malattie di origine alimentare che portano a 128.000 ricoveri ospedalieri, 3.000 decessi e 9 miliardi di dollari di costi sanitari. Ogni anno viene inoltre ritirato ed eliminato cibo contaminato per un valore di 75 miliardi di dollari. Dato che la catena degli approvvigionamenti alimentari sta diventando sempre più globale e complessa, stanno emergendo approcci nuovi e innovativi che utilizzano i dati genetici per comprendere meglio e migliorare la sicurezza alimentare, mantenendo la promessa di fornire informazioni e conoscenze senza precedenti su tutta la catena degli approvvigionamenti. A sostegno di questo obiettivo, il Consorzio condurrà il più ampio studio di metagenomica mai effettuato per classificare e capire i microrganismi e i fattori che influiscono sulla loro attività in un normale ambiente di fabbrica sicuro. Questo lavoro potrebbe essere esteso a un ambito più ampio della catena degli approvvigionamenti alimentari – dalla fattoria alla forchetta – e portare a nuove informazioni relative al modo in cui i microrganismi interagiscono all’interno del sistema ecologico della fabbrica ed essere meglio controllati da dati e pratiche scientifiche.Come primo passo, gli scienziati del Consorzio studieranno le caratteristiche genetiche degli organismi viventi come i batteri, i funghi o i virus e il modo in cui si moltiplicano nei diversi ambienti tra cui i banchi dei negozi, le fabbriche e le materie prime. Questi dati saranno utilizzati per studiare ulteriormente come interagiscono i batteri, fattore che potrebbe portare a modalità del tutto nuove di valutare la gestione della sicurezza della catena alimentare.”Il Consortium for Sequencing the Food Supply Chain ha il potenziale per rivoluzionare la sicurezza alimentare fornendo, su una scala senza precedenti, uno strumento potente per identificare e concentrarsi su nuove minacce, consentendo importanti passi avanti nella sicurezza alimentare globale”, ha affermato Dave Crean, Vice President Corporate Research and Development, Mars, Incorporated. “Siamo entusiasti di poter lavorare con IBM Research a questo progetto, e ci attendiamo di poter accogliere altri partner in futuro per aiutarci a guidare l’innovazione globale nella genomica, nell’alimentazione e nell’agricoltura”.Se molte aziende del settore alimentare come Mars attuano già procedure rigorose per garantire che i rischi relativi alla sicurezza alimentare siano gestiti in modo appropriato, questa applicazione all’avanguardia della genomica consentirà di ottenere una conoscenza approfondita e una classificazione dei microrganismi su una scala molto maggiore rispetto a quanto non sia stato possibile in precedenza. “Il sequenziamento genomico è paragonabile ad un nuovo tipo di microscopio, che utilizza i dati per guardare in profondità il nostro ambiente naturale e scoprire informazioni che erano prima imperscrutabili”, ha affermato Jeff Welser, Vice President e Lab Director IBM Research Almaden. “Ottenendo informazioni dai dati genomici, cerchiamo di capire come identificare, interpretare e quindi creare sistemi di gestione microbici salutari e protettivi all’interno della catena degli approvvigionamenti alimentari”. La ricerca del consorzio sarà inizialmente concentrata su materie prime e ambienti di fabbrica selezionati, ma sarà poi estesa all’intero settore alimentare. Capire i microrganismi del suolo, ad esempio, sarà fondamentale per poter aiutare gli agricoltori a comprendere come proteggere le loro piante dai patogeni, garantendo nel contempo una crescita sana e l’assorbimento dei nutrienti. I primi campioni di dati saranno raccolti negli impianti di produzione di Mars, mentre gli esperti IBM di genomica, analitica e sanità utilizzeranno l’IBM Accelerated Discovery Thinklab, un ambiente collaborativo di ricerca unico, atto a sostenere le esigenze di calcolo e la grande quantità di dati di questa iniziativa. A seguito del progetto di ricerca, i dati e i risultati saranno presentati in modo sistematico per consentire l’uso estensivo di queste tecniche di analisi a prezzi accessibili.
Dato che la catena di approvvigionamento alimentare è cambiata e sono necessari approcci migliori per garantire prodotti sani, il Consorzio si è posto l’obiettivo di portarne la sicurezza ad un nuovo livello, grazie alla visione e ad una comprensione della catena di approvvigionamento nella sua globalità.

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Banche popolari e scalate ostili

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 febbraio 2015

BPM: FABI, OBIETTIVO LISTA MESSORI ARPE CONSIGLIERE DELEGATO“Le banche popolari sono nate da una larga partecipazione di soggetti dal basso, secondo un autentico principio di sussidiarietà e basate sul metodo cooperativo. Certamente la governance di una banca popolare, fatta da una miriade di piccoli azionisti, non è facile e richiede la sperimentazione di nuovi modelli di gestione. Ma non è capovolgendo la prospettiva e passando da un sistema verticistico che si risolvono i problemi: problemi della gente e non problemi della dirigenza” lo afferma l’On. Paola Binetti di Area popolare.“Quella proposta dal Decreto Renzi appare come una riforma aggressiva, che non tiene conto della storia e della natura delle banche popolari e del loro radicamento territoriale. La formula cooperativa può essere alla base della esperienza della gestione del credito, esattamente come proponeva la grande intuizione del movimento cattolico quando le inventò” spiega Paola Binetti.“Sicuramente la democrazia economica ha bisogno di adeguamenti e di modernizzazione per funzionare meglio, ma bisogna evitare la possibilità di scalate ostili, soprattutto da parte di gruppi stranieri. Non si chiede di non intervenire ma di salvaguardare alcuni principi di valore. Sono ormai due settimane che con un gruppo di colleghi di Area popolare abbiamo scritto al Presidente Renzi, senza ricevere, almeno per ora, nessuna risposta. Ci auguriamo che la nuova fase con Mattarella Presidente di tutti gli italiani, serva anche a tenere maggiormente in conto anche le scelte che in materia bancaria gli italiani fanno, privilegiando con le Banche popolari una relazione personale di fiducia e la speranza concreta di entrare in banca e trovare chi li capisce, tanto più quando la crisi non accenna a risolversi e famiglie e piccole imprese stentano a ritrovare il loro punto di equilibrio” conclude l’esponente di Area Popolare.

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Eradicazione dell’epatite C

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 febbraio 2015

Epatite_C. progressioneA fronte della notevole eterogeneità di dati e performance esistente tra una Regione e l’altra, che evidenzia una notevole asimmetria tra nord e sud nei processi di screening, sorveglianza e trattamento, l’Euro Hepatitis Index 2012 ha collocato l’Italia al sesto posto nella scala tra i 30 Paesi europei in virtù soprattutto degli eccellenti outcome riportati. Va comunque fatto presente che, alla luce dell’indagine condotta dall’OMS, nel 2012 l’Italia risultava priva di una strategia o piano nazionale focalizzati specificatamente sulla prevenzione e il controllo delle epatiti virali, con un sistema di sorveglianza nazionale che non includeva le infezioni croniche. L’indagine evidenziava anche l’assenza di specifiche linee guida per la prevenzione dell’infezione da HCV in ambiti sanitari, così come di protocolli clinici per la gestione delle epatiti virali. A fronte di questa situazione, che vedeva anche l’assenza di politiche governative relative allo screening e all’invio ai Centri per l’epatite C, nel luglio 2012 il Ministro della Salute ha istituito un gruppo di lavoro sulle epatiti, incaricato di elaborare un Piano Nazionale per la Lotta alle Epatiti Virali (PNLEV), costituito da associazioni, medici, pazienti e istituzioni, al fine di uniformare le cure e l’accesso alla terapia in tutte le Regioni d’Italia Il PNLEV si fonda su 5 linee di indirizzo.
• La prima riguarda l’epidemiologia e punta in particolare a rafforzare il sistema di sorveglianza e monitoraggio dei casi.
• La seconda riguarda la prevenzione e prevede, tra le altre cose, progetti pilota di screening a livello regionale, soprattutto per quanto concerne l’epatite C, e un lavoro di sensibilizzazione per aumentare l’adesione alla vaccinazione contro l’epatite B.
• La terza linea di indirizzo riguarda la conoscenza e l’attività di formazione e informazione tra i cittadini, ma epatite C ospedale cardarellianche tra i medici e gli operatori sanitari.
• La quarta si concentra sull’accesso alle cure e prevede la definizione di linee guida per i percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali, l’istituzione di un Registro nazionale Epatiti e la realizzazione di una rete di Centri specializzati.
• La quinta linea di indirizzo, infine, riguarda la qualità di vita dei pazienti e si concentra sull’assistenza domiciliare, sul counselling per i malati e i familiari, sulla valutazione dell’impatto della malattia sulla vita sociale, lavorativa ed economica, ma anche sulla possibilità di revisione della normativa in materia sociale e di lavoro per favorire l’aderenza e la continuità terapeutica da parte dei pazienti.
Nell’attesa che il PNLEV in sviluppo sia vagliato e approvato dall’Istituto Superiore di Sanità e dalla Conferenza Stato-Regioni, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha recentemente definito i criteri per la distribuzione del primo nuovo antivirale per l’HCV approvato, che permettono un accesso progressivo a partire dai pazienti che hanno più bisogno e da quelli in cui questi farmaci
funzionano meglio. Con la pubblicazione del primo dei nuovi farmaci per l’HCV sulla Gazzetta Ufficiale del 5 dicembre (GU Serie Generale n. 283 del 5-12-2014) si è concluso l’articolato iter burocratico e autorizzativo del farmaco, e si pone ora la necessità di impegnarsi nella ricerca di fondi dedicati, anche nell’ottica dell’arrivo di altre molecole efficaci contro l’HCV. Di certo, la pubblicazione del PNLEV rappresenta oggi una vera urgenza sanitaria anche in risposta all’ultima risoluzione dell’OMS del maggio 2014. È auspicabile che questo Piano Nazionale, in lavorazione da ormai circa 3 anni, sia aggiornato con le più recenti acquisizioni in materia di terapia dell’HCV. Il rischio infatti, è quello di vedere approvato uno strumento che sia già alla fonte obsoleto perché basato su dati epidemiologici non aggiornati e su approcci terapeutici tradizionali, quali gli interferoni, ormai superati da terapie che hanno invece dimostrato un alto potenziale di cura.  (foto fonte ospedale Cardarelli)

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Infezione da HCV e fattori di rischio

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 febbraio 2015

epatite-CL’Epatite C è un’infiammazione del fegato causata da un virus della famiglia Flaviviridae appartenente al genere hepacavirus (HCV) che attacca l’organo, attraverso l’attivazione del sistema immunitario dell’ospite, provocando danni strutturali e funzionali anche molto gravi. Nello specifico, l’infezione causa la morte delle cellule epatiche (necrosi epatica), che vengono sostituite da un nuovo tessuto cicatriziale che, a lungo andare, occupa tutta o quasi la componente sana del fegato, da cui deriva una grave compromissione delle sue attività, evolvendo come ultimo stadio alla cirrosi epatica.
La fase acuta dell’infezione del virus dell’Epatite C decorre quasi sempre in modo asintomatico, tanto che la patologia è definita un “silent killer”. L’infezione da HCV cronicizza nel 70-85% dei soggetti. Ciò significa che anche un’incidenza relativamente modesta dell’infezione contribuisce ad alimentare efficientemente il numero dei portatori cronici del virus. Un danno epatico cronico è osservabile nella maggior parte dei soggetti con infezione cronica, tuttavia solo il 20-30% dei soggetti con danno epatico cronico sviluppa cirrosi nell’arco della propria vita. Ogni anno il 4-6% dei soggetti con cirrosi presenta scompenso clinico o epatocarcinoma.
Il virus HCV possiede un’estrema variabilità genomica che ha portato alla distinzione di 6 diversi genotipi entro i quali si identificano molteplici sottotipi. I genotipi 1, 2 e, in misura minore 3, sono quelli maggiormente diffusi in Europa e negli Stati Uniti. Il genotipo 1 presenta la più bassa risposta alle terapie attualmente in uso ed è, insieme al genotipo 3, un importante fattore di rischio per la progressione della malattia e lo sviluppo di carcinoma epatocellulare, la forma più comune di cancro primitivo del fegato. Non bisogna inoltre sottovalutare il genotipo 4 che, insieme al genotipo 1, è quello meno responsivo alle terapie tradizionali.
l virus dell’Epatite C è “a trasmissione ematica”, il che significa che le persone vengono infettate attraverso il contatto diretto con sangue infetto.

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Emergenza Epatite C: Nasce HCView

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 febbraio 2015

epatite CNasce “HCView – Una finestra sulle politiche per l’epatite C”, frutto del lavoro di un think tank composto da Clinici e Associazioni Pazienti. Le richieste più urgenti: implementazione effettiva del Fondo per i farmaci innovativi e varo del Piano Epatiti per ottimizzare la gestione e la cura dei pazienti, senza distinzioni né discriminazioni. La mancanza di stime epidemiologiche (pazienti diagnosticati da trattare) realistiche e aggiornate sul burden epatite C, il problema della sostenibilità economica dei nuovi trattamenti capaci di eradicare il virus e l’attesa del vaglio e dell’attuazione del Piano Nazionale per la Lotta alle Epatiti Virali (PNLEV) che garantisca a tutti i pazienti l’accesso alle nuove cure. Queste le principali criticità legate all’emergenza epatite C, oggetto di dibattito al Convegno “HCView – Una finestra sulle politiche per l’epatite C” in corso a Roma all’Auditorium del Ministero della Salute, promosso da Aboupharma con il patrocinio del Ministero della Salute, EpaC Onlus, SIMIT, Sige e con il contributo educazionale di Abbvie.“HCView –
Una finestra sulle politiche per l’epatite C” è la prima rivista interamente focalizzata sull’analisi dello scenario epatite – dati epidemiologici, bisogni dei pazienti e politiche sanitarie – e si propone, attraverso il contributo del think tank composto da Clinici e Associazioni Pazienti, di delineare proposte programmatiche per migliorare da un lato la gestione del paziente con HCV in tutte le fasi del suo percorso e dall’altro individuare modelli di sostenibilità che coniughino accesso alle nuove cure e efficace gestione della spesa.
Una sfida importante e urgente, che parte da un dato di fatto: l’epatite è oggi un’emergenza sanitaria globale che, come dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità, conta nel mondo 180 milioni di persone cronicamente infette, pari al 2% della popolazione mondiale, mentre in Italia si stimano oltre 1 milione e mezzo di pazienti, di cui circa 350mila quelli diagnosticati. Oggi però esiste la possibilità concreta di eradicare il virus grazie alla disponibilità di una nuova classe di farmaci, gli antivirali diretti (DAA). “Stiamo assistendo a una rivoluzione epocale nell’area epatite C che si deve all’introduzione di farmaci antivirali innovativi in grado di migliorare il controllo dell’epatite C e di incrementare i tassi di cura dei pazienti passando dal 50% al 90% di guarigioni, cui si aggiunge un profilo di tollerabilità ottimale non confrontabile con le terapie precedenti grazie anche all’assenza dell’interferone nel regime terapeutico, responsabile dei pesanti effetti collaterali” – dichiara Antonio Gasbarrini, Professore ordinario di Gastroenterologia, Università Cattolica del Sacro Cuore Roma. – “Inepatite-C prospettiva, sarà possibile ridisegnare i contorni della gestione di questa grave malattia, però ad oggi assistiamo ancora a ritardi nell’implementazione di quegli strumenti programmatici che strutturano l’accesso alle terapie e garantiscono al paziente la corretta gestione. Si tratta di un discorso ampio che va dalle risorse per accogliere i nuovi trattamenti, fino all’inserimento nei prontuari regionali e alla formazione del personale sanitario, nonché al vaglio di Linee Guida Nazionali”.Oggetto del primo numero della Rivista è come coniugare la sostenibilità del sistema sanitario italiano “obbligato a risparmiare” e al contempo garantire a tutti i pazienti l’accesso alle nuove cure.In un’ottica di allocazione oculata delle risorse diviene, quindi, necessario stimare il peso economico annuo sostenuto dalla società italiana (costi diretti sanitari e costi indiretti) per il monitoraggio, il trattamento e la gestione dei pazienti con infezione cronica da HCV. In questo contesto si inserisce un’inedita ricerca condotta da Francesco S. Mennini, Professore di Economia Sanitaria, Università di Roma Tor Vergata e basata sul modello del Cost of Illness (COI) che ha consentito di stimare l’onere complessivo associato alle patologie HCV-indotte in Italia. “Si tratta del primo studio in cui siano stati considerati tanto i costi diretti (sostenuti dal SSN) che quelli indiretti (a carico della società). Rappresenta un valido strumento di riferimento per i decisori pubblici che vogliano comprendere in maniera adeguata tutte le voci di costo generate dalla gestione e dal trattamento delle patologie HCV-indotte.” – commenta Mennini che sintetizza così i risultati – “Dal modello emerge come la prevalenza dell’HCV risulta essere il principale parametro epidemiologico capace di generare il livello di variazione più elevato nella stima dei costi assorbiti dalle patologie HCV-indotte, che ammontano a €1,05 miliardi. Di questi €407 milioni sono costi diretti, mentre i costi indiretti, intesi come perdita di produttività attribuibile alla malattia, superano i €645 milioni gravando per circa il 61% sui costi totali.”Il dato epidemiologico, anche in base ai diversi tipi di pazienti, è l’elemento da dirimere per fare un’efficace programmazione sanitaria, che possa poi avere successo a livello locale e diventi veramente “a portata di paziente”. Ne consegue che, il Piano Nazionale per la Lotta alle Epatiti Virali, messo a punto nel 2012 e teso a uniformare le cure e l’accesso ad esse in tutte le regioni d’Italia, risulta oggi non più allineato alla realtà terapeutica ed epidemiologica, in continua evoluzione. Clinici e Associazioni Pazienti richiedono quindi un aggiornamento del Piano alla fonte, cui faccia immediatamente seguito l’approvazione del Ministero della Salute e della Conferenza Stato-Regioni.Lo scenario futuro – dal momento che sono in arrivo sul mercato altri nuovi farmaci innovativi – prospetta inevitabilmente un incremento delle disomogeneità nei trattamenti, regione per regione, a seconda delle differenti disponibilità economiche, a discapito del diritto di accesso alle cure, che dovrebbe essere garantito a tutti i pazienti senza distinzioni né discriminazioni. Cosa che di fatto avviene oggi perché all’attivo in Italia i pazienti trattati con i nuovi farmaci sono solo qualche centinaio, in 12 regioni, nonostante il Fondo stanziato ne preveda almeno 50.000. Sulla questione interviene Massimiliano Conforti, Vice Presidente dell’Associazione EpaC Onlus: “Esortiamo le regioni ad attivarsi celermente al fine di assicurare il farmaco ai pazienti, come previsto dal Decreto Legge 158/2012, art. 10 comma 2 e 3, convertito in legge N. 189/2012, che stabilisce l’immediata disponibilità dei farmaci innovativi su tutto il territorio nazionale. E’ sconvolgente e inaccettabile che – a due mesi dalla determina AIFA sul primo dei farmaci innovativi – ci siano ancora 3-4 regioni che non hanno neppure indicato i centri autorizzati alla prescrizione dei farmaci. Riteniamo anche fondamentale costituire un fondo molto più corposo per i farmaci innovativi ed effettuare una revisione dei tetti di spesa della farmaceutica ospedaliera perché sono in arrivo altri farmaci innovativi (e non solo anti epatite C), ma soprattutto è improponibile mantenere un accesso limitato solo ai pazienti gravi per un lungo periodo di tempo. Serve quindi una programmazione economica di medio-lungo periodo per sconfiggere definitivamente l’epatite C nel nostro paese in tempi ragionevoli”.Insomma, molto resta ancora da fare a cominciare da un’organizzazione omogenea e strutturata della presa in carico del paziente con epatite – come già fatto brillantemente in alcune nazioni europee tra cui la Scozia, la prima a varare un Piano Epatiti – e da una più precisa rilevazione e tempestiva segnalazione dei pazienti eleggibili a trattamento, senza le quali ogni discorso programmatorio non è nemmeno impostabile.

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