Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Archive for 9 febbraio 2015

Drugs: MEPs give green light to the launch of negotiations

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 febbraio 2015

drogheThe Civil Liberties, Justice and Home Affairs Committee decided on Thursday to open the negotiations on the legislative files on new psychoactive substances and on criminal acts and penalties in the field of illicit drug trafficking. The three-way talks between the Parliament, the Council and the Commission (trialogues) will start after the Council reaches a general approach on these files.
The proposed rules aim to ensure that harmful psychoactive substances, known as “legal highs”, are withdrawn rapidly from the EU market. In their first reading vote on 17 April 2014, MEPs sought to protect the health and safety of young people from these drugs, whilst ensuring that trade in lower risk substances for industrial and commercial uses is not hindered. Criminals who breach the ban on the most harmful substances could face up to ten years in jail. Previous press release. The mandate for the negotiations correspond to the amendments adopted in plenary during the previous term, as reconfirmed by the Civil Liberties Committee in its decision to resume its “unfinished business” (rule 229 of the EP Rules of Procedure).The decision by the committee to enter into negotiations with the Council and the Commission in view of an agreement also includes a decision on the composition of the EP negotiating teams.Mandate on new psychoactive substances and on criminal acts and penalties in the field of illicit drug trafficking
Rapporteurs: Michał Boni (EPP, PL), for the new psychoactive substances, and Teresa Jiménez-Becerril (EPP, ES), for the criminal acts and penalties in the field of illicit drug trafficking. EP negotiating team for new psychoactive substances: Michał Boni (EPP, PL), as rapporteur, and shadow rapporteurs Anna Hedh (S&D), Helga Stevens (ECR), Maite Pagazaurtundúa Ruiz (ALDE), Martina Anderson (GUE/NGL), Bodil Ceballos (Greens/EFA) and Gerard Batten (EFDD) EP negotiating team for criminal acts and penalties in the field of illicit drug trafficking: Teresa Jiménez-Becerril (EPP, ES), as rapporteur, and shadow rapporteurs Anna Hedh (S&D), Helga Stevens (ECR), Maite Pagazaurtundúa Ruiz (ALDE), Martina Anderson (GUE/NGL), Bodil Ceballos (Greens/EFA) and Gerard Batten (EFDD) Results of the votes on the decisions on the opening of negotiations: 51 votes in favour and 3 against

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Latte e produttori in rivolta

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 febbraio 2015

LatteOltre cento organizzazioni della società civile hanno firmato e diffuso un documento in conclusione dell’ottavo round negoziale del TTIP, che si è svolto a Bruxelles nei giorni scorsi, per denunciare come il meccanismo della Cooperazione regolatoria sia in verità un vero e proprio Cavallo di Troia degli interessi economici a svantaggio dei diritti dei cittadini, del lavoro e dell’ambiente. Nonostante le rassicurazioni della Commissione Europea il capitolo sulla Cooperazione regolatoria mostra come investimenti e commercio avranno la precedenza sull’interesse pubblico, dando un enorme potere a strutture tecniche capaci di bloccare o indebolire regolamentazioni e standard senza che gli organi democraticamente eletti, come i Parlamenti, abbiano il potere di intervenire.
“Il meccanismo proposto è un pericolosissimo precedente” sottolinea Marco Bersani, di Attac e tra i promotori della Campagna Stop TTIP Italia, “che rischia di indebolire ulteriormente i poteri pubblici davanti alle pretese delle lobbies economiche”.
“Assieme al negoziato TISA sulla liberalizzazione dei servizi” aggiunge Bersani, “il TTIP è l’altra grande minaccia ai diritti di cittadinanza”.”Il TTIP rischia di essere un ulteriore grimaldello che può disarticolare le filiere produttive dell’agricoltura familiare, piccola e media” sottolinea Monica Di Sisto, di Fairwatch e tra i promotori della Campagna Stop TTIP Italia, “liberalizzando un mercato come quello agroalimentare dove le aziende più legate al territorio e alla qualità chiudono una dopo l’altra, sembrano non avere vie d’uscita”.
“Le mobilitazioni dei produttori di latte di questi giorni” chiarisce Di Sisto, “è una premessa di quello che accadrà con lo smantellamento delle tariffe e soprattutto delle barriere non tariffarie a causa del TTIP. Un’invasione di prodotti a basso prezzo che entreranno nel nostro Paese a tutto vantaggio delle imprese che trasformano prodotto importato a basso costo e che lo esportano, ma che daranno un colpo mortale ai nostri piccoli produttori e alla filiera italiana. La retorica della difesa delle indicazioni geografiche” conclude Di Sisto, “nasconde in verità una pesante ristrutturazione della nostra produzione a vantaggio di pochi. Di quale Made In Italy parla il Ministro Martina se analisi e stime di impatto del Parlamento europeo parlano di un aumento del 118% delle importazioni di agroalimentare americano nel caso che il TTIP fosse approvato? E quali rassicurazioni può dare sul Trattato transatlantico se negli ultimi anni né l’Europa né i nostri Governi sono stati in grado di tutelare le nostre produzioni dalla fine programmata delle quote latte?”.

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Giornata del Malato, le parole del Papa e quelle del Presidente

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 febbraio 2015

pope-with-paralysed_tnLa Giornata del Malato che si celebra il giorno 11 febbraio non è una ricorrenza astratta. Non lo è maggiormente quest’anno per l’Ordine Ospedaliero, perché il 2015 è l’anno vocazionale per i Fabenefratelli, l’anno cioè in cui riscopriamo il carisma dell’Ospitalità. Ma la Giornata del Malato va vissuta da tutti come un momento della storia umana, quella che non finisce sui libri ma è ricca di nomi e cognomi di persone sofferenti e di fratelli che li aiutano, missionari religiosi e laici che talvolta perdono la vita per seguire la propria vocazione. Come Fra Patrick Nshamdze, morto il 2 agosto a Monrovia a 52 anni, 23 di professione religiosa, Fra George Combey, morto a Monrovia l’11 agosto a 47 anni, 16 di professione religiosa, Fra Miguel Pajares Martin, morto a Madrid il 12 agosto a 75 anni, 57 di professione religiosa, Fra Manuel Garcia Viejo, morto il 25 settembre a Madrid a 69 anni, 51 di professione religiosa… I quattro frati dell’Ordine Ospedaliero San Giovanni di Dio Fatebenefratelli uccisi l’anno scorso dal virus Ebola – insieme a suore e a collaboratori laici – testimoniano quanto siano vere le parole del Santo Padre, che nel messaggio per la XXIII giornata mondiale del malato ha definito oggi un “grande cammino di santificazione” l’accompagnamento spirituale e l’assistenza che tanti religiosi offrono quotidianamente ai malati in tutti i Paesi del mondo.
L’estremo sacrificio della vita – previsto negli statuti dell’Ordine dei Fatebenefratelli – è un caso limite di questa testimonianza: anche se non fa notizia, ogni giorno i religiosi offrono la propria vita agli altri con spirito evangelico. La Giornata del malato è un’occasione per ricordare l’importanza del loro ruolo e della preparazione con cui accompagnano chi soffre in un tempo che svaluta il valore della vita, un altro tema toccato dal Papa. Su questo punto, vale la pena di ricordare che i Fatebenefratelli hanno promosso un corso per gli operatori sanitari con l’Università cattolica, a Brescia, che affronta il problema dell’accompagnamento spirituale sotto il profilo terapeutico. Si tratta di un approccio nuovo che si fonda sulla consapevolezza che la malattia è un incontro spirituale ed una esperienza fisica ed emotiva, di particolare difficoltà o turbamento che, come può risolversi in bene o in male sul piano fisico, può avere sbocchi positivi o negativi anche su quello morale.
L’accompagnamento spirituale del sofferente non è proselitismo e non ha l’obiettivo di offrire al paziente un significato alle sue sofferenze, ma di assisterlo in un cammino che, partendo dalle sue domande, attraverso il dolore della crisi, lo conduca ad elaborare un ‘suo’ significato, quel significato che può far integrare la sofferenza nel più ampio contesto della sua vita. Questo vale anche per un credente: ricerca di senso vuol dire riuscire a dare un significato che aiuti a ‘gestire’ la sofferenza nell’ambito di un rapporto con Dio, un rapporto da conquistare anch’esso nell’alternarsi degli stati d’animo della paura di Dio e dell’abbandono a Dio, che sembrano contraddistinguere il mondo spirituale del malato. Questo approccio consente all’operatore sanitario – e non solo al religioso – di superare la “menzogna sulla qualità della vita” di cui parla papa Francesco, che nel messaggio ricorda come sia una “grande menzogna” quella che «si nasconde dietro certe espressioni che insistono sulla “qualità della vita” per indurre a credere che le vite gravemente affette da malattia non sarebbero degne di essere vissute».
Le parole del Papa riflettono la concezione cristiana della vita e della morte e sono il nostro faro in questa Giornata, ma nei giorni scorsi abbiamo ascoltato con gioia anche un’altra testimonianza dalla quale possiamo trarre incoraggiamento nell’attività quotidiana che svolgiamo accanto ai sofferenti. Ci riferiamo al primo discorso del nuovo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale, oltre a darci la cifra del settennato con sole sedici parole – “Il mio primo pensiero va innanzitutto e soprattutto alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini” – ha dimostrato di non dimenticare che quello della malattia è un luogo privilegiato per saggiare difficoltà e speranze: «La garanzia più forte della nostra Costituzione consiste, ha detto Mattarella, nella sua applicazione» e tra gli esempi ha citato «la ricerca d’eccellenza», e la capacità dello Stato di «garantire i diritti dei malati», nonché la rimozione di « ogni barriera che limiti i diritti delle persone con disabilità», insistendo, subito dopo sulla necessità che «negli uffici pubblici e nelle istituzioni possano riflettersi, con fiducia, i volti degli italiani: il volto spensierato dei bambini, quello curioso dei ragazzi. i volti preoccupati degli anziani soli e in difficoltà il volto di chi soffre, dei malati, e delle loro famiglie, che portano sulle spalle carichi pesanti». Già, le famiglie dei malati, delle quali raramente ci ricordiamo… Grazie Presidente! (Photo pope boys)

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Farmacie e farmaci

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 febbraio 2015

farmacie“I farmacisti italiani rappresentano da anni un reale punto di riferimento per tutti i cittadini e i pazienti di questo Paese. Sono presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale e offrono un presidio realmente importante. Per questo riteniamo critica e non adeguata per la realtà italiana la liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C in altre strutture”. Questa la posizione del presidente nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica, prof. Carmine Pinto, in relazione all’ipotesi di aprire la vendita anche agli ipermercati di questi prodotti. “Il farmaco, anche quello in fascia C, svolge un ruolo spesso essenziale, che non va banalizzato e va gestito da farmacisti – spiega il presidente – proprio per evitare una possibile assunzione non controllata e talora con informazioni non sufficienti su un farmaco. Non dobbiamo dimenticare poi che i maggiori consumatori sono le persone anziane, oltre 12 milioni di persone nel nostro Paese. Sono i pazienti più fragili che molto spesso devono assumere più farmaci insieme perché colpiti da più patologie croniche, talora anche in concomitanza con terapie orali oncologiche. E molti sono anche pazienti che sono riusciti a sconfiggere il cancro. Proprio per questo il farmaco in fascia C va distribuito in strutture con personale sanitario. Anche per noi come AIOM, infatti, il farmacista rappresenta un alleato importante che dovrebbe essere ulteriormente valorizzato proprio quando, grazie ai progressi della ricerca, stiamo rendendo croniche molte patologie oncologiche”.

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Matteo Renzi, one year later

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 febbraio 2015

palazzo chigiIn February 2014, Matteo Renzi was appointed prime minister and promised to shake Italy out of its inertia in less than 100 days. He was, he claimed, going to provide decisive impetus for structural reforms, radically overhaul the political system and put the economy back on a growth track. What is the result one year later? In terms of achievements, the record is pretty poor. Some progress has been made regarding political and labour-market reform, but all advances have proved laborious. On the plus side, we can count the refusal to adopt “victim speak” (it’s the fault of the euro, the ECB, Angela Merkel) and his aim to build a consensus to modernization.

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Global Shop Solutions Customer Wins World Oil Award for Best Completion Technology

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 febbraio 2015

Woodlands-TXTHE WOODLANDS, TX, – NCS Multistage, LLC, a technology and services company specializing in multistage oil well completions, was recently awarded the 2014 Best Completion Technology by World Oil Magazine, a leading energy industry publication. NCS won the award for its Multistage Unlimited™ frac-isolation system, which enables well operators to maximize reservoir volume and boost production by drilling horizontally across a well with greater precision and accuracy. By producing the first commercially successful multistage completion system to deliver predictable, verifiable frac spacing and consistent propped volume across lateral sections, NCS beat out some of the oil and gas industry’s largest integrated service companies to win the award. “As one of the newer completion technology companies, we’re honored to be considered in the same category as these industry leaders,” says Wade Bitter, Chief Financial Officer for NCS. “Winning the award validates our completion tools and methodology and shows how far we’ve come with the technology in a very short period of time. “With the recent boom in horizontal drilling, multi-stage completion technology has become vital to the oil and gas industry. Our technology allows well operators to do more fractures, space them exactly apart, and control how much sand they pump in order to control the size of each fracture.” Headquartered in Houston, Texas, NCS has been a Global Shop Solutions customer for several years, using the ERP software for operations and to maintain its stellar on-time delivery record. The software helps NCS meet customer-driven deadlines by facilitating close coordination between the various components of the company’s sourcing, production, and delivery chain. NCS Multistage is an independent technology and services company specializing in multistage completions. A world leader in coiled-tubing-deployed frac-isolation technology used in the development of unconventional oil and gas resources, NCS operates throughout North America, Mexico, Argentina, Australia, China, and Russia, with a record of more than 5,700 field successes. For more information, visit http://www.ncsmultistage.com.
Global Shop Solutions, the only provider of One-System ERP Solutions™ designed to streamline operations, has helped thousands of manufacturers increase sales, improve quality and on-time delivery, and lower costs. Global Shop Solutions is headquartered in The Woodlands, Texas, with offices in major cities throughout the United States, Mexico, Singapore, Indonesia, Australia and New Zealand serving customers in a variety of industries throughout the world. Global Shop Solutions’ unique combination of manufacturing knowledge, software expertise and commitment to customer service has produced more successful implementations than any of its competitors in the industry. For manufacturing companies that want to provide better and faster service to their customers, gain more control over their business and accelerate growth and profitability, Global Shop Solutions is the ERP software of choice. For more information please visit http://www.globalshopsolutions.com.

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Insediato il nuovo comitato scientifico dell’Irccs Frisoni: sempre più specializzati e più giovani

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 febbraio 2015

ospedale bresciaUn Istituto di ricerca fortemente specializzato e sempre più giovane. Giovanni Battista Frisoni l’ha presentato così l’Irccs San Giovanni Di Dio – Fatebenefratelli di Brescia. Il direttore scientifico ha illustrato il centro ai componenti del nuovo Comitato tecnico-scientifico che si è insediato oggi a Brescia. “Stiamo scommettendo sui giovani talenti in modo concreto – ha spiegato –: abbiamo già affidato agli under 40 delle unità operative ed abbiamo appena creato un incubatore che consenta di sviluppare i progetti dei giovani ricercatori, che stanno dando risultati importanti in termini di impact factor”.
L’impact factor è il metodo più diffuso per valutare la ricerca scientifica e i numeri dell’Irccs bresciano sono incoraggianti: un’ottantina di lavori scientifici ma soprattutto un impact factor normalizzato tra i più alti d’Italia (8° sui 48 Irccs italiani), buoni indici di qualità dei progetti (16°), una media di citazioni invidiabile (13°) e un ottimo posizionamento nella classifica dei finanziamenti vinti dai progetti dei giovani ricercatori (7°). “Performances ragguardevoli, anche perché stiamo parlando di un Istituto che lavora sulle “cenerentole” della medicina, cioè sulla psichiatria e sulle demenze – ha detto fra Marco Fabello, direttore generale dell’Irccs –. Voglio ricordare che gli indici non dicono tutto: ad esempio, in questo campo si ha una bassissima mobilità per molteplici ragioni ma anche perché, diversamente da altre patologie, l’unica persona che non ha diritto di scelta è il malato psichiatrico, il quale non può andare dove desidera ma va a curarsi dove lo mandano”. Fra Fabello ha ricordato la mission dei Fatebenefratelli, rimarcata anche da Frisoni: “l’obiettivo non è la ricerca fine a se stessa ma è dare cure migliori ai pazienti”. In tal senso è stato posto l’accento sull’orientamento traslazionale di tutte le attività dell’Istituto. La giornata è proseguita con la presentazione delle attività dell’Istituto ai nuovi componenti del comitato tecnico scientifico, che sono – oltre a Frisoni, a Mariagrazia Ardissone (direttore amministrativo) e a Mariangela Biasio (direttore sanitario) – Stefano Cappa (Scuola Superiore Universitaria Iuss di Pavia), Gian Vittorio Caprara (Università La Sapienza), Giuseppina Costantino (Camera di Commercio di Brescia), Ludovica Teresa De Grada (Associazione Pazienti Diversamente), Mario Maj (Seconda Università di Napoli), Silvana Morson (Associazione Malattia Frontotemporale), Gianfranco Clemente Negri (Argis), Panteleimon Giannakopulos (Università di Ginevra), Fabrizio Oleari (già Iss), Alessandro Padovani (Università di Brescia), Marco Salvatore (Università Federico II), Fabrizio Tagliavini (Irccs Besta), Mariachiara Tallacchini (Università Cattolica), Antonio Vita (Università di Brescia).

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“Economia di Mercato e Democrazia. Un rapporto controverso”

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 febbraio 2015

rubbettinoIl libro è curato dal docente LUISS Raffaele De Mucci, ed edito da Rubbettino (in questi giorni in libreria) è Emmanuel Martin, direttore dell’Istituto francese per gli Studi Economici in Europa. Secondo Martin non vi può essere democrazia senza libertà economica. Analizzando i casi emblematici di Egitto e Tunisia l’autore intravvede un circolo vizioso per cui l’autoritarismo politico richiama la centralizzazione dell’economia, aprendo la strada al radicalismo islamico, che diventa a sua volta un utile pretesto di legittimazione dell’autoritarismo politico. L’esempio del governo di Mubarak che ha soffocato l’Egitto per 30 anni con il Partito Nazional Democratico, attraverso l’uso delle milizie, il controllo dei media e dei sindacati, non può essere compreso a pieno se non contestualizzando la situazione del paese dal punto di vista economico. È in questo quadro storico ed economico che ha trovato campo fertile il radicalismo islamico, in un circolo vizioso estremamente oleato: l’autoritarismo politico, basato sulla monopolizzazione delle risorse e il soffocamento della libera concorrenza, attecchisce e funziona solo in contesti di limitazioni e privazioni economiche, in una situazione quindi di autoritarismo economico che a sua volta prepara il campo al fanatismo islamico, pretesto, quest’ ultimo, per giustificare le rigidità politiche. Non è tuttavia una mancanza di tipo culturale, quella dei paesi africani o musulmani. La loro tradizione commerciale ed economica lo rende evidente. Gli stessi regimi totalitari saltati nel corso della Primavera Araba si dichiaravano pro-business Il business rimane però prerogativa esclusiva dei poteri forti, come nell’esempio della “Famiglia” Ben Ali-Trebelsi che gestisce da sola il 40% dell’economia tunisina. Non cogliere la distinzione tra l’essere pro-business e l’essere pro-mercato, cioè agevolare la libera concorrenza, gli scambi e la politica del Lasseiz-faire, spiega perché gli osservatori, ma anche le stesse popolazioni coinvolte, abbiano mancato il focus trascurando la causa scatenante della Primavera Araba: la mancanza di libertà economica.
Venticinque anni dopo che Fukuyama ha dichiarato la Fine della Storia, con l’avanzare inarrestabile e congiunto di Democrazia e libero mercato, al di là dei luoghi comuni questo rapporto non sembra né così congiunto, né così inarrestabile. Cos’è il mercato? Basta lo sviluppo economico a garantire la democratizzazione? Può la democrazia favorire lo sviluppo economico? Perché le democrazie avanzate scelgono sistematicamente politiche che riducono il mercato? È possibile migliorare la qualità della democrazia attraverso l’istruzione? Il gruppo di ricerca del Luiss- Laps, coordinato da Raffaele De Mucci, risponde a queste domande aprendo una riflessione in cui intervengono autori di fama internazionale come Daron Acemoglu e Michael W. Doyle. La prima parte del volume sviluppa un quadro teorico per analizzare i problemi della democrazia, della democratizzazione e delle varie forme di capitalismo, non sempre legate al libero mercato. La seconda parte presenta, con spirito critico, case studies appartenenti ad un’ipotetica quarta ondata di democratizzazione: la Turchia, la Cina, i paesi caucasici, e la “primavera araba”, presto trasmutata in un inverno di restaurazione antidemocratica.

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